venerdì 24 luglio 2015

Le recensioni di Elisa: La ragazza che hai lasciato - Jojo Moyes

Titolo: La ragazza che hai lasciato                                            
Autore: Jojo Moyes
Prezzo: 16,00
Casa editrice: Mondadori
Numero di pagine: 417
Trama: Francia, 1916. Sophie, sposa innamorata del pittore Edouard Lefèvre, allievo di Matisse, è rimasta solo dopo che il marito è partito per il fronte allo scoppio della Grande Guerra. La giovane donna ritorna quindi al suo paese natale nel Nord della Francia, ora occupato dai tedeschi. Con grande audacia, Sophie aiuta le famiglie in difficoltà suscitando l'interesse e l'ammirazione del locale comandante delle truppe nemiche, fino al giorno in cui, disperata, è costretta a chiedergli aiuto, dopo aver saputo che Edouard è stato catturato e rischia la vita. Per riaverlo è disposta a offrire ciò che ha di più caro: un bellissimo quadro dipinto dal marito che la ritrae giovanissima, intitolato "La ragazza che hai lasciato", divenuto per il tedesco una vera ossessione. Subito dopo, Sophie viene arrestata e portata via. Nessuno sa dove, né si hanno più sue notizie. Riuscirà a riunirsi al suo amato Edouard?
Londra, 2010. Liv, vedova trentenne, sta ancora elaborando la dolorosa perdita del marito, un geniale architetto morto all'improvviso quattro anni prima. Ma quando incontra casualmente Paul, prova per lui una forte attrazione. L'uomo lavora per una società che si occupa di rintracciare opere d'arte trafugate durante la guerra, e proprio a casa di Liv vede il quadro che stava cercando da tempo, quello appartenuto un secolo prima a Sophie. Come mai Liv è in possesso di quel prezioso dipinto? E quali conseguenze avrà questa scoperta sulle loro vite?

La recensione di Elisa:


Il tempo non rende giusta una cosa sbagliata.

Quando  terminai Luna di miele a Parigi restai così attaccata alla storia di Sophie e Liv che l'unica cosa possibile per darmi tregua era leggerne il seguito. Quando iniziai a leggere le prime righe fui immediatamente catapultata nella Francia del secolo scorso.
Mi chiamavo Sophie, indossavo un vestito scuro in contrasto con il grembiule bianco. Mio marito, Édouard Lefèvre, era da poco partito per il fronte. Di lui mi restavano soltanto il quadro La ragazza che hai lasciato e un disegno stilizzato di noi due che tenevo in tasca, stropicciato. I tedeschi avevano occupato St. Perorine e fecero de La Coq Rouge  il nostro locale di famiglia; il loro luogo di ristoro.
Non posso affermare con certezza se conoscere Herr Kommandant mi diede  maggior speranza o se mi tolse quella poca che restava nel mio cuore; so solo che, da quando varcò la soglia della porta di casa mia, le cose cambiarono radicalmente. Appassionato d'arte, il Kommandant osservava con interesse sempre crescente la giovane ragazza dai capelli rossi rappresentata nel quadro. Mi ritrovai così, ogni sera, in compagnia non più di un tedesco, ma di un uomo, Friedrich Hencken.
Un brutto giorno le lettere di Edouard si interruppero. Solo più tardi appresi che mio marito era stato catturato dalle truppe nemiche e rischiava la vita. Non potevo nemmeno immaginare di non rivederlo mai più. Così presi una decisione: mi presentai da Herr Kommandant con il mio dipinto avvolto in una coperta e gli chiesi di salvare Édouard.
L'indomani mi ritrovai sbattuta in un camioncino dell'esercito nemico. Avevo con me solo una piccola borsa, datami da mia sorella Hélène, prima che un soldato mi arrestasse. Ma ben presto persi le energie e mi ammalai. Édouard, dove era finito?
Mi sono fidata del nemico.

E in un attimo ero a Londra nel 2010.
Mi chiamavo Liv, avevo trent'anni e da quattro ero rimasta vedova. A distanza di tempo non riuscivo ancora a sopportare  il brusco congedo di David. Eravamo un  noi,  fino a un attimo prima, e poi niente. Il dolore lancinante di quel giorno non mi lasciava un attimo di tregua.
Fu nel giorno dell'anniversario della sua morte che mi trascinai in un locale, pur dir dimenticare. Qui conobbi Paul. Non so bene cosa successe, ma fu come se, dentro di me, qualcosa mi scuotesse. Desideravo poterlo sfiorare con lo sguardo una seconda, una terza, una quarta volta.
Paul McCafferty lavorava in una società che si occupava di rintracciare opere d'arte trafugate nella guerra e restituirle ai legittimi proprietari. Fu proprio a casa mia che un giorno si presentò con una lettera della TARP, la società per cui lavorava. Nella lettera c'era scritto che il quadro in mio possesso, La ragazza che hai lasciato, si trattava di un'opera sottratta durante la Grande Guerra e doveva essere restituita alla famiglia Lèfevre.
Iniziai a vacillare. Dal momento in cui incrociai lo sguardo con quello  della ragazza  di tela  dai capelli rossi , capii che per me quella era la scialuppa di salvataggio che aspettavo da tempo.  Un porto sicuro in cui trovare conforto, ogni qual volta ne avrei avuto bisogno. Fu il regalo più bello che David mi fece. Non chiedetemi perché, ma non volevo che Sophie mi lasciasse. Non volevo che Paul, l'uomo che mi aveva fatto ritrovare il sorriso, si schierasse contro di me in questa battaglia.
Farò di tutto pur che Sophie resti con me.

Coinvolgente, struggente e commovente. Ogni volta che Sophie parlava mi vedevo in lei. Lo stesso è accaduto con Liv. Ho amato le loro storie al punto di soffrire, assieme a loro.  Riposto il romanzo sullo scaffale mi accorgo come questa storia avesse una sua forma e, svuotata ma soddisfatta, muto, nella pace del giorno, lo allineo sullo scaffale, assieme ai suoi compagni.

Valutazione d'inchiostro: 5

2 commenti:

  1. Mi piace un sacco Jojo Moyes! Questo suo libro però non l'ho ancora letto, ero un pò titubante, forse però mi lascerò influenzare dalla recensione ;)

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    1. Io ho un rapporto di odio/amore con la Moyes. Questo romanzo l'ha letto la mia migliore amica, di cui ogni tanto pubblico qualche sua recensione :P
      A lei é piaciuto davvero molto, e sono certa potrebbe piacerti ;)

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