martedì 27 ottobre 2015

Gocce d'inchiostro: Lolita - Vladimir Nabokov

Titolo: Lolita
Autore: Vladimir Nabokov
Casa editrice: Adelphi
N° di pagine: 395
Prezzo: 11 €
Trama:  "Dopo trentasei anni rileggo Lolita di Vladimir Nabokov, che ora Adelphi ripresenta... Trentasei anni sono moltissimi per un libro. Ma Lolita ha, come allora, un'abbagliante grandezza. Che respiro. Che forza romanzesca. Che potere verbale. Che scintillante alterigia. Che gioco sovrano. Come accade sempre ai grandi libri, Lolita si è spostato nel mio ricordo. Non mi ero accorto che possedesse una così straordinaria suggestione mitica".





La recensione:

Eravamo entrambi condannati. E presto sarei entrato in un nuovo cielo di persecuzione.

L'amore, come dice Pink in una sua celeberrima canzone, a volte, può essere ingannevole. Ci si innamora con facilità della persona sbagliata. E quando nasce la passione, quasi sempre qualcuno è destinato a rimanere bruciato dalla fiamma del desiderio.
Può però l'amore intenso, appassionato e travolgente di un giovane professore francese, amante della scrittura e della buona letteratura, desideroso di trovare un equilibrio mentale e, soprattutto, "qualcuno" che lo avrebbe fatto fuggire dallo sfogo legale del suo "stravagante problema", legare due sconosciuti e imprimere il suo marchio come un segno indelebile? Perdere la testa per un demone immortale travestito da bambina? Da tempo agognato e ora ritrovato? Impazzire per la natura doppia del suo essere: un miscuglio d'infantilità tenera e sognante e una sorta di raccapricciante volgarità?
Ma quando nasce l'amore, non si può più tornare indietro. E' vero: i sensi di colpa potrebbero dilaniare la nostra anima. Ridurla in minuscoli pezzettini. Ma, talvolta, a guidarci non è la ragione bensì il cuore. Ci si sente frustrati. Combattuti. Perché, anche se siamo spesso consapevoli delle nostre azioni, l'amore ci porta "tre metri sopra il cielo" e arrivare in ogni posto.
Grande classico della letteratura russa, Lolita, ci parla proprio di questo. Dello scandaloso e impuro amore fra un quarantenne e una dodicenne che, nonostante non abbia mai ricambiato il suo amore, mediante questo divario, solo alla fine riuscirà a redimere la sua anima di peccatore. Cancellare quei venticinque anni di vita che non erano stati altro che un susseguirsi di brancolamenti ed errori; menzogneri embrioni del piacere.
Accusato d'immoralità e licenziosità per il crescendo di scene erotiche, e, considerato un po' troppo scandaloso per la natura voluttuosa della ribelle e maliziosa Lolita, il romanzo si presenta lontanissimo dalla vena che aveva reso Nabokov apprezzato e famoso. E' una storia realistica, sentimentale e seducente, che è una nostalgica rievocazione del passato. Mediante una narrazione del tutto soggettiva l'autore attinge ai suoi più intimi e tormentati ricordi, facendo uso di una prosa alquanto sofisticata. Nel tentativo di conquistarsi la simpatia e la fiducia del lettore, con la sua sincerità e malinconia.
Riuscendo a catturare l'attenzione del lettore per la sensualità presente all'interno del romanzo e per il suo modo di tradurla in termini riconoscibili, in Lolita diviene sempre più forte e presente l'esigenza dell'autore di esplorare la zona dei sentimenti. Esplicata mediante il desiderio del protagonista, Humbert, di poter trascorrere più tempo assieme alla sua Lolita. Assaggiare il suo piccolo corpo, così caldo e ancora un po' immaturo. O, fare qualunque cosa, pur di poter stare in sua compagnia, stringerla fra le braccia e godere di lei. La brunetta, maliziosa e ribelle dodicenne che gli piacque sin dal primo momento in cui la vide. Con quelle spalle fragili e sfumate di miele, la schiena nuda flessuosa e i capelli castani che, con prepotenza e impetuosità, gli rubò il cuore come nessun'altra donna aveva mai fatto prima.
In questo straordinario e stupefacente quadro dei mitici anni '50, persiste una meravigliosa sintonia fra l'autore, la propria ispirazione e la capacità ricettiva dei personaggi. Con un'aura tetra che non fa che accrescere il suo fascino, il nostro professore di lingua francese Humbert è la raffigurazione perfetta delle gesta di un uomo un po' triste e determinato, insoddisfatto del proprio passato, che non ci penserà due volte ad abbordare qualche ninfetta. Qualche graziosa fanciulla, dai nove ai quattordici anni, che riveli la propria vera natura, che non è del tutto umana ma demoniaca.
Racconto di una forte ossessione, Lolita, è un romanzo che intriga e sorprende. Con gran facilità permette al lettore di entrare in sintonia con i personaggi, mimetizzarsi tra le mura di una vecchia stanza d'albergo - impregnata dal tanfo di qualche mozzicone di sigaretta ancora accesa nei portacenere -, o in un viaggio on the road alla scoperta dell'ignoto.
Con un finale un po' inappagante ma intrigante, un'analisi prettamente realistica sull'ideale romantico del protagonista, il cui ruolo farà da cornice all'intero romanzo, quello a cui Nabokov dà vita è uno dei più clamorosi successi letterari russi di tutti i tempi.
Un'abbagliante grandezza, una straordinaria suggestione mitica che non potrà non spostarsi nei nostri ricordi.
Valutazione d'inchiostro: 4 e mezzo

4 commenti:

  1. Non ho ancora trovato il coraggio di leggere questo libro, da un lato sono tentata dalla fama di capolavoro, dall'altro temo di non saperlo apprezzare dato il tema. Comunque prima o poi devo provare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fammi sapere allora, quando sarà il suo momento. ;) Questa é stata una rilettura e, come la prima volta l'ho apprezzato davvero molto! :)

      Elimina
  2. Un romanzo da leggere assolutamente. Bellissima recensione, come sempre :)

    RispondiElimina