martedì 15 dicembre 2015

Le recensioni di Elisa: Fossi in te io insisterei - Carlo G. Gabardini

Titolo: Fossi in te io insisterei
Autore: Carlo G. Gabardini
Pagine: 300
Casa editrice: A. Mondadori (Linee Blu)
Prezzo: 17,00€
Anno di pubblicazione: 2015
Trama: “"Ciao papà, non so se ti spedirò mai questa lettera, ma intanto la scrivo. Ti devo dire delle cose perché qua la vita si fa complessa ed è sempre più difficile capire, restare lucidi, trovare un senso, interrogarsi sulla felicità." Inizia così la lettera di Carlo G. Gabardini al padre. Una lettera che è il dialogo a lungo rimandato fra un figlio diventato adulto e un padre troppo esemplare e troppo amato a cui, chi scrive, deve dire addio per affrontare la vita ancora da vivere. Alternando ciò che è stato e ciò che è, Gabardini dà voce a un "romanzo famigliare" che prende avvio nella Milano degli anni Settanta-Ottanta in un appartamento nel quale i protagonisti - un padre, una madre e cinque figli, fra maschi e femmine - consumano cene "politicamente scorrette", si confrontano e si contano per scegliere la nuova auto da acquistare o il luogo dove trascorrere uno specialissimo compleanno, giocano partite di Trivial Pursuit, si danno appuntamento in cucina per tè notturni che diventano il momento più atteso e più intimo della loro quotidianità. "Fossi in te io insisterei" è un racconto intimo e coraggioso, ironico e struggente, in cui è impossibile non riconoscersi perché, come scrive Gabardini, "il coming-out non è un'esclusiva degli omosessuali, ma di tutti. Perché "venir fuori", mostrarsi per chi si è realmente, urlare cosa si desidera per la propria esistenza, non concerne solo la sfera sessuale, riguarda il nostro senso di stare al mondo.


La recensione di Elisa:

Quando ti ritrovi faccia a faccia con delle letture così belle e profonde è davvero un'impresa spiegare cosa accada dentro di te. Forse, involontariamente, ti leghi o ti distacchi dalla storia, ti unisci alla sua guerra o ti ci schieri contro.
Tuttavia, qualunque sia stata la ragione, E' iniziata così l'avventura con Carlopepe Gabardini, persona che non riconoscevo guardandone la foto sebbene noto come Olmo di Camera Cafè. Ma io Camera Cafè non l’ho mai visto, per me parlare di Olmo oppure di Carlo Giuseppe o di Carlopepe è indifferente.
Eppure ho conosciuto tutta la sua vita così, in un attimo, con la sua lettera verso suo papà. Mi ha aperto il cuore, mi ha proiettato in un triste futuro, mi ha guardato negli occhi dicendomi: "Ehi, ascoltami attentamente, questa è la vita". Già perché la vita è questo: un insieme di fatti ed emozioni dalle mille sfaccettature.
Carlo Giuseppe ha messo su carta il flusso dei suoi pensieri rendendomi partecipe di una diario personale verso il padre che ormai non c'è più. E tu, dentro di te, modelli i personaggi sulla base di un delicato nastro di affetto intoccabile. Ti immagini i momenti, descritti semplicemente eppure così chiari. Vivi i ricordi dell’autore come se fossi lì con lui, parte della famiglia Gabardini, parte degli oggetti e della vita. Conosci un padre, un uomo; conosci un figlio, un uomo a sua volta.
E continuavo a conoscere Carlopepe, che si è spogliato di ogni riserbo e si è mostrato così, per quello che è, pronto al giudizio degli altri, perché la gente fa questo: giudica. Giudica senza guardare oltre la superficie. Ma a Carlopepe ha smesso di interessare, è la sua vita e può fare ciò che vuole. Questo libro è pieno di coming out, questo libro è un coming out.
Ognuno di noi dovrebbe mettere in pausa la sua vita un attimo e pensare a sé stesso, a quello che sta facendo, a cosa vorrebbe fare. Ognuno di noi dovrebbe prendere fiato e urlare al mondo ciò che sogna, iniziando a vivere come vuole per realizzare ciò che ha sempre voluto. Perché essere felici, è una cosa semplice e delicata, ma anche complicata e difficile. Essere felici è anche frutto di un coming out.
Non posso che guardare il libro di Carlo Giuseppe come una piccola guida, un cartello che mi indica che strada seguire. A vent’anni è semplice sbagliare strada, prenderne un’altra e aspettare con ansia un nuovo incrocio. E’ semplice sbagliare a vent’anni, a trenta, a quaranta. Non sempre l’esperienza basta. Ma grazie al romanzo di Gabardini so per certo che per quanto incosciente possa essere seguire i propri sogni, è quello che ci fa bene. E ho anche la certezza che ognuno di noi, al suo fianco, deve sempre avere una persona pronta a dargli forza quando sbaglia, quando cade. Una persona che possa dire semplicemente: “Se fossi in te, io insisterei!”.

Valutazione d'inchiostro: 4

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