venerdì 5 febbraio 2016

Gocce d'inchiostro: Waiting - Erika Vanzin

Seduta alla scrivania in attesa di trovare l'ispirazione, ricordo il mio entusiasmo, qualche giorno fa, di quando avevo aperto una finestra che aveva fatto luce su un mondo che mi aveva procurato una fame intensa: quella delle parole, dei libri.
Repentinamente, un brusco salto nel vuoto mi ha fatto tornare alla realtà e fatto prendere consapevolezza che Waiting non è esattamente il romanzo che mi aspettavo, e che la sua lettura mi ha sorpreso parecchio. Con un debole fruscio, confidando che le sue pagine bianche mi avrebbero catapultato in una straordinaria avventura amorosa. In un guazzabuglio di immagini ed emozioni ancora così vivide, che si sono staccate dallo sfondo come miraggi su carta, possedendo quell' armoniosa bellezza con il quale il lettore purifica con delicatezza la sua mente.

Titolo: Waiting
Autore: Erika Vanzin
Casa editrice: Self pubblishing
Prezzo ebook: 2,99€
N° di pagine: 182
Trama: Alex è un cantautore esordiente di ventisei anni con grandi sogni per il futuro e un sacco di problemi. Emily è una diciottenne con un passato difficile e un presente ancora più problematico. Si incontrano in una Londra contemporanea piovosa e poco ospitale che li vedrà lottare col le loro insicurezze e dipendenze. E' un incontro a tratti difficile che obbligherà entrambi a crescere e a dare una svolta alla loro vita non prima, però, di aver toccato il fondo. Una discesa che li porta a guardarsi dentro e a fare i conti con i propri demoni. Waiting è un romanzo dai toni cupi con tematiche difficili, molto diversi dalle commedie romantiche e leggere che eravamo abituati a leggere della stessa autrice, ma non per questo manca la rinascita. Una nuova vita che comincia proprio nel più buio dei giorni.

La recensione: 
Fra scrittori c'è quasi sempre un'immediata fratellanza. L' <<io>>, che altrove ha sempre bisogno di affermarsi, di difendersi, fra le pagine bianche di un romanzo si sente tranquillo. Una volta varcata la soglia e la zaffata d'aria calda che tiene fuori il freddo mondo degli altri, non c'è più bisogno di dire chi si è, il mestiere che si faceva o si fa, o meglio urlare alla gente tutto quello che si ha saldamente nascosto. La scrittura a questo proposito è una grande occasione. Murakami Haruki, in uno dei suoi più celebri romanzi, sostiene che quando gli manca qualcosa, pensa immediatamente alla scrittura. Lì è possibile raccogliere tutte le ossa che si vuole, costruire la parte più splendida del mondo, e creare una sorta di battesimo magico che riesca a mettere in contatto questo mondo con quello dell'altro.
La penso anch'io così, quando termino di leggere un romanzo. Non posso dargli torto! Con la scrittura io non mi sento mai sola, mi apro a dismisura e, se non amassi così intensamente i libri e la buona letteratura, dove l'anima di chi scrive sembra combaciare perfettamente con quella di chi legge, anch'io non sarei arrivata alla conclusione che dalla scrittura c'è molto da imparare, molto da cui trarre ispirazione e nutrirsi.
Nella sala d'aspetto della vita ho visto molti scrittori cercando di indovinare le loro storie: riconoscevo quelli che si affacciavano sul mondo per la prima volta, ancora attaccati al mondo di fuori e che si comportavano come se fossero lì per sbaglio; quelli all'inizio di un percorso ancora "impauriti", e quelli già abituati alle negazioni; quelli già arresi e quelli da cui si intuisce che il loro è un percorso appena iniziato.
Ma qual è stata la vera ragione che mi ha portato, per vie traverse, al loro cospetto? Forse c'era qualcosa che avevamo in comune?
In un certo senso una vera ragione esiste.... e le storie che ho letto si, le ho vissute con orgoglio, rimpianti, sorrisi.
La storia di Waiting, romanzo dell'italianissima Erika Vanzin, è stata quel genere di storia - semplice, ma toccante - che in una sfilata di figure pubbliche che fanno parte di un paesaggio confuso a cui non si presta particolare attenzione, ha portato alla luce la storia che l'autrice si portava dentro. Quasi sempre adoperando parole giuste per raccontarmela, e quasi sempre componendo una melodia particolare che è scivolata nei ricordi luminosi della mia infanzia. Su uno spazio conosciuto, in una schiera di anime perdute che entrano nella lotteria della vita, in una girandola di musica e parole. Fra i vicoli tortuosi di una città che ha sempre destato il mio fascino, che mi ha trasmesso un piacevole senso di famigliarità.
Avvolgente, sensuale, romantico Waiting è stata quella commedia romantica di cui avevo bisogno. Mi ha fatto perdere completamente il senso del tempo, la lucidità. Come se, al posto di Emily, ci fossi io. Come se l'idea di strapparmi il cuore e restituirmelo a brandelli fosse la migliore soluzione. Con lo stomaco attorcigliato, in preda a sensazioni altalenanti, feci della storia di queste due anime inquiete quasi come una seconda pelle. Dove la casa abbandonata della mia coscienza, senza mobili e utensili, riconosceva come unica traccia esclusivamente quella di questi due giovani amanti. Nati sotto una cattiva stella, il cui amore romantico avrebbe potuto sfociare in tutta la propria essenza.
Accarezzandosi, capendosi come non aveva mai fatto nessuno. Col rischio di gettarsi tra le fiamme e bruciare assieme. Emersi dal lato buio e remoto in cui sono costretti a vivere, giorno dopo giorno, con quello che solo in seguito si rivelerà come una sorta di punizione divina.
Dalla soglia morale della loro insoddisfazione, ci narreranno la loro storia quasi come una lunga e profonda meditazione su quello che, talvolta, ci riserva la vita. Scritte in quelle che non sono altro che pagine delle loro vicissitudini, ferite ancora fresche che dilaniano la loro anima, che si trascineranno fino a quando non riusciranno a liberarsi dal passato; salvarsi affinché possano conoscere, a fondo, il bene e il male e poter così finalmente fuggire nell'unico luogo dove nessuno potrà mai trovarli.
Il romanzo della Vanzin non indugia sui grandi gesti o sulle dichiarazioni da commedie hollywoodiane, ma è una canzone d'amore sussurrata dolcemente e con rammarico in cui l'autrice ha scritto la storia di Alex che quando suona cerca la vita. Scrivere quelle giuste parole che infondano vita alle cose inanimate non basta e dunque compone musica come qualcosa di necessario.
Racconto di un amore graffiante e palpitante, Waiting sorprende sia per i temi trattati sia per le dolcissime emozioni che la sua lettura riesce a sortire così bene. Appassiona, conquista e invoglia sempre più nella lettura. E, conferendo un immagine piuttosto esatta dei ragazzi della mia generazione, suggerisce immagini vivide e reali.
Valutazione d'inchiostro: 4

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