lunedì 7 marzo 2016

Gocce d'inchiostro: I due regni. La città intera - Alessia Palumbo

La nostra vita quotidiana è piena di piccole luci che ci impediscono di vederne una più grande. Il campo della nostra mente si restringe, così come la nostra libertà. Quello che facciamo è semplicemente reagire. Reagiamo a quello che ci capita, cogliamo occasioni che se perdute potrebbero tramutarsi in rimpianti. Reagiamo a seconda di quello che ci fa più comodo, o che potrebbe entusiasmarci.
Col romanzo di Alessia è andata esattamente così. La sua storia mi ha dato il tempo di vivere con attenzione ogni momento. Ero consapevole di ogni gesto. E mi piaceva.
Trascinandomi, per certi versi, in uno strano posto. In mezzo a gente che, in una manciata di pagine, erano divenute persone. Scorrazzando in questo mondo per condividere la storia di una ragazza forte e indomita, fra ansie e paure, dubbi e perplessità.





Titolo: I due regni. La città intera.
Autore: Alessia Palumbo
Casa editrice: EKT  Edikit
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 592
Trama: In un regno devastato dai conflitti fra maghi e guerrieri, la Città Intera è sorta, baluardo nella lotta contro chiunque possieda sangue magico. In questo scenario si muove Farwel, decisa a riportare pace ed equilibro in un luogo dove imperversa solo timore e morte. In un fantasy, certamente non canonico, si muove la sfera umana dell'interiorità e di ogni sua sfumatura, non trovando il malvagio o il corrotto in un mostro da debellare o in una antica maledizione che pende sul capo indistinto della razza umana, ma dentro quegli stessi personaggi che creano e distruggono. Parallelamente alla vicenda, altri filoni narrativi si intrecciano, mostrando eventi del passato privi del dolore della Città Intera, ma carichi già di un nefasto presagio.

La recensione:

Lo avevo amato, lo avevo
amato di un sentimento così forte da
togliere il respiro, però avevo trovato il
coraggio, o la codardia, di scappare via
e abbandonarlo.

Forse perché giovane e affascinante, forse perché sentii crescere il bisogno di trovare la storia giusta che facesse al caso mio, il tardo pomeriggio di quattro giorni fa mi vide recarmi in un bellissimo posto in cui ho volontariamente fatto perdere le mie tracce, prima di vagare per casa come un'anima in pena, dopo aver letto un numero spropositato di racconti. Ad accrescere questo mio desiderio fu anche una strana fame letteraria accumulata nelle settimane invernali dopo le feste. Da quando il mio tempo libero a disposizione scarseggia, la mia vita si è come paralizzata, e un forte impulso come questo mi rese intrepida, affamata, quasi smaniosa.
L'ombra di una nuova storia mi fu di sollievo, l'intrico armonioso e non sempre semplice della trama mi parve incantevole. Superati gli scaffali della mia strapiena libreria - dove sfoglio pagine ricche di nomi, mistero e amori inconfessabili - ho aperto una porta su un mondo che, in poche righe di brutale neutralità, ha riassunto tante vite.
In questo mondo c'erano eroine coraggiose e dalla forza sovraumana, uomini imperscrutabili e misteriosi, principi boriosi e potenti. Niente però mi rivelava se questo genere di personaggi avesse una particolare predisposizione, quali fossero i loro sogni o desideri, quale forma di paura turbasse i loro sogni quando, la sera, il loro alito caldo soffiava su una candela.
Chi ama i libri, lo sa: non si sa esattamente perché li si amano. Ci auguriamo sempre di trovare qualcosa di speciale. Attimi di vita che ci rimangono dentro come pietre militari. Storie che potrebbero sconvolgere del tutto il nostro universo personale. E, una volta incontrate, non se ne può più fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così sono le storie che amo, i romanzi che leggo: istintivi, inspiegabili, disinteressati.
Ammalianti, non c'è altra ragione; non si ha paura di nulla; si è disposti a tutti. Affascinati ci si sente inebriati di libertà; si ha l'impressione di poter abbracciare quel mondo intero e ci pare che l'intero mondo ci abbracci. Il romanzo di Alessia, al meno che si incappi in qualche lettore pretenzioso, induce presto a questa esaltazione: mi ha fatto sentire parte di un meraviglioso creato. Non mollandomi per un instante, mai completamente separata dalla protagonista. E qui penso si celi il suo fascino.
Con I due regni è stato impossibile non cogliere quella brama intensa per il piacere di una storia. In questi quattro giorni trascorsi a leggere fino a tarda sera, sotto un cielo perennemente nuvoloso e freddo, in cui le giornate passavano in un lampo, prima di riemergere da uno strano stato di torpore, la giovane Alessia mi incantò con la sua incantevole storia.
Mi è davvero piaciuto essere stata per questi quattro giorni fra mura e anfratti di una città che sin dall'inizio ha destato il mio fascino. Diversa gente, diversi discorsi, diversa logica.
La sua storia mi è entrata sotto la pelle, con quel ragionare un po' diverso dal nostro, non nel piccolo ma nel grande, mi attirò molto. Era un po' quel che avevo cercato, anche se a volte mi era sembrato che nella catena di eventi descritti da Alessia mancasse qualche anello. Ho avuto l'impressione di assistere alla fantastica epopea di una generazione che volteggiava per aria  come minuscoli granelli di polvere. Così la mia mente non si è sentita precipitare nel vuoto.
Mi sono resa conto che tutto l'entusiasmo che mi era venuto per I due regni, mi rese vittima di uno strano sortilegio magico. Ho trascorso la mia vita leggendo storie di ogni tipo, alcune di poco conto. Eppure il filo intrecciato dalla giovane Alessia ha dato forma a un graziosissimo disegno, un motivo memorabile ricco di magia e tanto fascino. Materiale da cui ha ricavato una trama che non ha ancora una sua conclusione, personaggi forti e coraggiosi, ambientazioni che richiamano scenari di svariati mondi fantasy che tuttavia hanno trovato una sua collocazione. Sprazzi di materiale ricavato in fase di scrittura. Curiosa e razionale. Esploratrice e temeraria.
Alessia e la sua storia inconsapevolmente mi avevano scelto.
Incontrarli è stato come una collisione fra due mondi che restano tuttavia nettamente separati. Lascia ammutoliti, privi di logica, curiosi, spingendoci, per un momento, a voler intraprendere anche noi questa missione così ricca di insidie. Attingere alle memorie di una ragazza piena di ambizioni, resa molto sensibile; la presenza costante di una minaccia che non lascia un barlume di speranza. Nonostante si cerchi di lottare, combattere, andare avanti per rivelare qualcosa di più scoraggiante di quel che si immagina. Ma che possiede qualcosa in grado di emozionare. Una sensazione molto forte, magica. Ma il bello nella lettura de I due regni sta in questo: si colgono frammenti di malvagità, voci frammentarie che non promettono nulla di buono che, al buio, sembrano prendere vita.
Il romanzo di Alessia è un romanzo coraggioso la cui storia riesce a districarsi perfettamente tra esperienze e generazioni diverse, in una realtà parallela simile alla nostra. Una storia che crea dipendenza, ammalia. Un avventura emozionante che sa di amore, fede e fiducia e che riesce a scalfire persino i muri più solidi della Città Intera.
E' una storia che mi ha permesso di volare su un mondo che era così vicino da accrescere il mio interesse. Ho camminato fra le vecchie mura di una scuola forse un po' troppo prestigiosa, fra oggetti inanimati e inerti, personaggi abbandonati al loro destino, che quando ci passavo accanto sembravano prendere vita. Sprigionarono una scintilla, una piccola luce e quella diventava una persona in carne e ossa che si muoveva, libera di agire. L'insoddisfazione e le paure sopite di Farwel erano talmente palpabili che, quando lei li lascia trapelare, sembra di viverle in prima persona. La ferita ancora sanguinante in un cuore giovane e palpitante ricordando il ripudio di genitori poco attenti e premurosi, dilania l'anima.
Lo spirito del romanzo ha tanto di famigliare. Farwel, alla fine, realizza i suoi desideri più profondi: estirpa la paura e l'incertezza di poter sbagliare, e dalla landa deserta del suo spirito vede crescere la storia della sua vita, prima che qualcuno manipoli il suo destino.
Gli ingredienti per far sì che il romanzo di Alessia divenga un caso editoriale, a mio avviso, ci sono tutti: mondi magici mai visti prima, una pennellata di rosa contro una grigia parete; il senso di combattimento che aleggia attorno. L'esordio di una giovane ragazza italiana, semplice, profondo, ma non sempre lucido, che mi ha cullata dolcemente fra le sue braccia.
Il weekend invernale che mi sto lasciando alle spalle è stato popolato da figure appartenenti non al mio mondo ma a quello di Farwel, Duncan, Edlenor. Durante il corso della lettura ho sentito come "mia" la voce della protagonista e assieme ai suoi compagni ho viaggiato con l'immaginazione, lungo i quali si sono rivolti costantemente, in questo lasso di tempo, i miei pensieri. Un modo carino per infrangere la routine del giorno. Rinunciare, anche se per poco, alla mia vita. Calarmi completamente nella storia dei personaggi di Alessia e volgere le spalle a un mondo in cui sono in voga l'insoddisfazione e l'ingratitudine. Il suo romanzo, cullarmi dalla sicurezza di un'illusione, era quello che mi ci voleva. Una storia emozionante che mi sottraesse con immenso piacere dal mondo circostante.
Un opera che, come la copertina con cui è rivestita, non nasconde un certo fascino, in cui ho trovato tutto ciò che c'è da aspettarsi da chi, come me, ama i fantasy. Un po' maga, un po' dama di corte, la voce di Alessia è arrivata dritta nel mio cuore. Narrandomi la storia di Farwel come se fosse sua. Straordinaria, sensazionale ma incompleta, come un entità creata altrove.
Valutazione d'inchiostro: 4 e mezzo

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