martedì 15 marzo 2016

Le recensioni di Elisa: Minoica - Ivano Mingotti


Titolo: Minoica
Autore: Ivano Mingotti
Casa editrice: Nulla Die Edizioni
Prezzo: € 15,00
N° di pagine: 156
Anno di pubblicazione: 2016

Trama: “Arianna è la famosa figlia di Minosse, re di Creta e dei cretesi. Arianna cerca la libertà dalla figura imponente del padre, da quella discussa della madre, Pasifae, e dalle storie che spesso la plebe racconta sul fratello, il famoso Minotauro. Arianna, dal palazzo del porto, vede le navi cretesi tornare dalla guerra, cariche di prigionieri ateniesi. Ma quando, tra questi, scoverà Teseo, la sua vita prenderà una piega imprevista. Cosa ci porterà a scoprire, sotto le strade di Cnosso, la sua ribellione?”



"Cos’è la vita stessa, se sei costretta a seguire il percorso che t’impongono gli altri, senza nemmeno chiedertelo?"

“Non potrebbe richieder meno sforzo l’amore, se in fondo ci toglie già ogni energia nel provarlo?”



La recensione:

Tra mura bianche e sconosciute di una vecchia stanza, non riesco a stare ferma: seduta, composta su una sedia rigida e nera. E' tutto così monotono e banale. Piatto come la sedia su cui siedo. Anche il tempo sembra aver subito dei leggeri sfasamenti. Non esistono distrazioni in un luogo come questo, non esiste altro che quel terribile ticchettio di una lunga lancetta nera che prova invano a mostrarmi come il tempo sta passando. Quando le mie ossa non riescono più a sopportare il peso della posizione, mi alzo e vacillando un po' dal torpore mi avvicino a una finestra dai toni monocromatici. Al di là da quel vetro spesso, riesco a vedere, lontana, una nave. Il solo vederla scatena in me qualcosa di nuovo, di sconosciuto. La voglia di ribellarmi a questa condizione che mi è stata imposta è troppo forte, non posso più trattenerla. Voglio essere libera, scoprire il mondo, essere donna e non più bambina. La principessa di Creta non può essere schiava di questo posto, di questo re. La bella Arianna può e deve essere libera. Questa portantina, così maledettamente angusta e crudele, mi sbatte in faccia che sono serva del mio stesso nome, sono Arianna e sono la schiava del mio essere principessa. Non sono più una bambina e mio padre, il grande re di Creta, deve capirlo. Sono la gioia del sentire lo scalpiccio dei sandali sulla terra e poter osservare quello che succede nella città che mi fa sentire libera dalla mia posizione sociale. Eppure, inconsciamente, sono ancora la viziata principessa di Creta che disgustata si guarda attorno in quest’ammasso di case sgraziate, in questa calca sfacciata di plebei. Sono la stessa ragazza che ora vede gli schiavi ateniesi scendere, incatenati, da quella nave. Sento il peso del prezzo gravare sulle loro spalle, li vedo chinare la testa, come chi sa che per lui è finita. E lo vedo in quegli occhi dipinti su quel giovane volto. E' un attimo, ciononostante è bastato a cambiare tutto.  
Diventano frenetici i miei passi sulla terra a sollevare polvere dalla fretta di rivedere quel viso. Non sento più le plebee voci alle mie spalle che vociferano che Arianna, quella Arianna, siede accucciata attaccata ad un muro, con gli occhi in un foro che mirano uno schiavo di Atene. Cosa mi è successo? Io, figlia del grande Minosse, innamorata di uno schiavo, uno schiavo ateniese? Mi sento esplodere dentro dalla forza di quello che sento. Sono troppo combattuta dalle forti emozioni della mia vita. Sto diventando donna e questo mi sconvolge. Io sono la principessa e devo comportarmi come tale, le mie sorelle sono l'esempio che dovrei seguire. Dovrei. Questa parola mi pesa come un macigno. Teseo. Questo è il nome della persona che amo. E' uno schiavo ateniese e non l'avrà vinta mio padre: niente al mondo, nemmeno lui, quell'uomo imponente, mi impedirà di amarlo. Mi ha sempre amata, questo sì, ha sempre cercato di soddisfare i miei desideri. E’ mio padre prima di essere il re. Ma quando gli ho detto di lui, di Teseo, lo schiavo arrivato dalla città nemica, mi ha chiuso i battenti in faccia, si è rifiutato di concedere a sua figlia questo capriccio, ma il mio non lo è, perché non lo capisce? Pasifae, quella donna, mia madre; è questo il problema. Mio padre non vuole che io assomigli a lei, la donna peccatrice, la donna che ha dato alla luce il Minotauro, mio fratello. Io sono la principessa di Creta e nessuno mi impedirà di amare il mio bel Teseo. Nessuno, nemmeno i servi di mio padre che lo stanno portando via, nel Labirinto di Dedalo.

Quando apro gli occhi, riconosco i muri arancioni della mia stanza, riconosco i colori dei miei mobili, delle mie coperte, dei miei libri posti sulla libreria. Guardo di fianco a me Minoica, e l’immagine in copertina mi riporta ad Arianna, al suo tormento e alla sua storia. Delineata in modo perfetto dalla sua voce narrante della storia, la psicologia complessa della principessa di Creta ci mostra un personaggio da scoprire durante il suo percorso di crescita fatto di ribellioni al potere del padre, ribellione al suo stesso nome di principessa, ribellione alla madre e al fratello. Ma ci mostra anche l’amore verso Teseo e cosa la spinge a fare pur di salvare il suo amato. Arianna, un personaggio tutto da conoscere in una nuova rivisitazione del famoso mito del Minotauro.

Con Minoica, romanzo impegnativo ma soddisfacente, che trasmette tutta la forza dell’intricata mente della giovane donna, Ivano mette in mostra tutto ciò che ha imparato scrivendo e riscrivendo negli anni, mostrando con chiarezza un bel miglioramento. Con una scrittura più tenue è riuscito a trasmettere ugualmente tutta la potenza di un animo umano martoriato dal peso della vita e delle emozioni. Affrontare una storia così scolpita come quella di Teseo e Arianna non è affatto semplice, soprattutto mostrandocela con gli occhi di lei ma con tutte le sfumature della sua scrittura; eppure Ivano è riuscito in questa sua missione e per questo non mi resta che porgli i miei complimenti.


Valutazione d’inchiostro: 4

Nessun commento:

Posta un commento