domenica 29 maggio 2016

Le recensioni di Elisa: Gli anni al contrario - Nadia Terranova



Titolo: Gli anni al contrario
Autore: Nadia Terranova

Casa editrice: Einaudi (Stile libero big)

N° di pagine: 148

Prezzo: € 16,00
Anno di pubblicazione: 2015
Trama: "Erano anni in cui due ragazzi innamorati giocavano a fare i grandi, senza mai diventare adulti. Erano gli anni Settanta. Anni al contrario. La storia di un uomo e una donna che si amano, ma sono incapaci di sopravvivere all'utopia di un mondo da salvare. Soprattutto, sono incapaci di salvarsi.

Messina, 1977. Aurora, figlia del fascistissimo Silini, ha sin da piccola l'abitudine di rifugiarsi in bagno a studiare, per prendere tutti nove immaginando di emanciparsi dalla sua famiglia, che le sta stretta. Giovanni è sempre stato lo scavezzacollo dei Santatorre, ce l'ha con il padre e il suo "comunismo che odora di sconfitta", e vuole fare la rivoluzione. I due si incontrano all'università, e pochi mesi dopo aspettano già una bambina. La vita insieme però si rivela diversa da come l'avevano fantasticata. Perché la frustrazione e la paura del fallimento possono offendere anche il legame più appassionato. Perché persino l'amore più forte può essere tradito dalla Storia.”



"Scegliere un libro piuttosto che un altro era stato ogni volta un atto rivoluzionario che l'aveva aiutata a crescere."





La recensione di Elisa:

Le tonalità del blu di una morbida copertina mi riportarono ad un cielo terso e soleggiato che lasciò il posto ad uno sfondo più scuro punteggiato da stelle. La mia mente ha volteggiato da una stella all'altra, sbalzata da sogni che ogni persona serba. In questi sogni ho trovato di tutto: i desideri di una mamma, le ambizioni di un adolescente, le speranze di un anziano. Fu in una di quelle fervide stelle che mi apparve davanti la storia di due ragazzi italiani dai temerari progetti. La loro vita era racchiusa in un libro dal nome Gli anni al contrario. Esso spiccava tra le facciate degli altri romanzi esposti come la stella polare in quel cielo scuro di una notte come tante. Ai miei occhi, con la sua trama concisa, sembrava perdere interesse ogni altra storia. Dall’immagine presente in copertina, la mia fervida immaginazione romantica avrebbe potuto pensare a diversi scenari anche non suggeriti dalla trama. Il mio istinto mi sussurrò di osservarla con precisione, di prestare attenzione ai dettagli.         
Erano due ragazzi vicini, uno di fronte all'altra, persi in quel magico e potente sentimento che è l'amore. Le labbra increspate in un sorriso, le mani congiunte come se si fossero abbandonati ad un ballo. Lei, lo sguardo avanti, protratto verso il futuro. Lui, gli occhi semi chiusi, come a proteggere quel sogno. La luce della speranza e della voglia di cambiare il mondo frizzava nei loro volti. Avevano vent'anni, la sfacciata convinzione di essere adulti e la tremenda paura di crescere. Sono stati questo, Aurora e Giovanni, due ragazzi che volevano cambiare la Storia, quella con la S maiuscola, quella dei libri di scuola, ma che durante i loro vani tentativi hanno smarrito ogni parte di loro fino a scomparire come granelli di sabbia su una spiaggia della costa siciliana.   


"Bisognava solo che quelle stupidaggini passassero: tutto passava, specialmente la gioventù."


Quando Giovanni rimase indietro con gli studi universitari, gli venne consigliato di chiedere aiuto ad Aurora, studentessa dagli ottimi voti. Figli di due diversi movimenti politici ma entrambi con un profondo distacco interiore dalle loro famiglie, Giovanni e Aurora percorsero per mano il tempo che passava, scandito da un ticchettio di lancette distorte, come se rallentasse la frequenza nei momenti di tristezza, per poi recuperare nei momenti di gioia, facendoli volare veloci e lontani, come uno stormo di gabbiani o di rondini che si allontanano da terra.
Non avevano niente in comune, nulla che avrebbe potuto unirli, eppure, proprio per questo, erano stati legati da un filo invisibile e indissolubile.
Ed è stato tra le pagine dei grossi tomi universitari che i loro timidi baci hanno iniziato a trasformarsi in una storia d'amore passionale e romantica al punto di condurli a consolidare il loro legame per l'eternità.


"Parlare della malattia significava prendersi carico anche della preoccupazione dell'altro"  


L'amore confortante e coinvolgente dei primi anni si trasformò in un amore che li prosciugava di ogni essere, nel tentativo di farli vivere, al punto di smarrire l'uno nei problemi dell'altra. Anche lontani, ai capi estremi del Belpaese, Giovanni e Aurora non riusciranno ad evitarsi. Il sentimento si protraerà per luno tempo alimentato dagli sbagli e dall’infinito perdono.    
In un perfetto e asciutto torpore di una storia che non libera l'anima ma la intrappola, la sofferenza di un uomo e di una donna diventano il pilastro della loro esistenza, conducendoli in un assiduo remare senza forze contro la bufera scatenatasi nella loro vita. Incapaci di salvare il mondo, Giovanni e Aurora devono provare almeno a salvare loro stessi, prima che ogni azione compiuta nell'incoscienza di quegli anni si scaraventi contro di loro e li faccia crollare nel profondo abisso che è il silenzio della loro solitudine.


"Tornò il bambino soffocato dall'ansia, curvo nel soppalco troppo basso. Una volta che a tredici anni piangeva disperato aveva confidato al padre che si sentiva solo. -Non sarai il primo né l'ultimo-, gli aveva detto l'avvocato."


Quella di Nadia Terranova è una storia distaccata e sintetica ma al contempo piena di emozioni. Ha segnato d'inchiostro le pagine seguendo la trama perfetta di una realtà amara, dando lievi ma essenziali tratti alle città, all'epoca e ai personaggi, permettendomi di percepire tutta la forza della storia, isolandomi in un baratro di inquietudine interiore scandita dal passare degli anni, dall'accumularsi degli errori e dei tentativi persi, come trasportati lontani dalla brezza del mare. Un perfetto incastro di ricchezza e povertà. Un perfetto equilibrio che fa crollare ogni emozione che cercavo di nascondere da qualche parte nel mio cuore.        


"La certezza che me la caverò perché me la sono già cavata – sono semplicemente tutto ciò che mi serve per continuare a raccontare."




Valutazione d’inchiostro: 4 e mezzo

5 commenti:

  1. Questa è una grande storia e Nadia, secondo me, è stata bravissima nel narrarla. Non sono d'accordo sulla narrazione distaccata, ma sono punti di vista.

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    1. Non lo so perché non l'ho letto, Cecilia! Ma alla mia amica Elisa le è piaciuto, e penso tutto sommato sia una gran bella lettura :)

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    2. Ciao Cecilia :) Anche secondo me è una gran storia. Io l'ho vista distaccata ma allo stesso tempo in grado di trasmettere molte emozioni :)

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  2. Mi intrometto come un funghetto e lascio a Sogni d'inchiostro la mia nomination al Liebster Award ^^
    Comunque io ho adorato il libro della Terranova!

    https://unoscaffaledilibri.blogspot.it/2016/06/liebster-award-nomination.html

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    1. Grazie Siham! Andrò a dare un'occhiata ;)

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