mercoledì 3 agosto 2016

Le recensioni di Elisa: L'amore quando c'era - Chiara Gamberale






Titolo: L’amore quando c’era 
Autore: Chiara Gamberale     
Editore: Mondadori (Libellule)
Prezzo: € 10,00   
N° di pagine: 91   
Anno di pubblicazione: 2012 








Trama: Uno dei casi della vita, un momento triste, diventa l'occasione forse a lungo cercata per ricucire un filo che si era spezzato: Amanda, che ha amato perdutamente Tommaso e lo ha lasciato senza spiegazioni da dodici anni, scrive una mail di condoglianze che è anche un messaggio nella bottiglia: come stai, dove sei, chi sei diventato? E, soprattutto: l'hai trovata, tu, mio antico grande amore, la Ricetta per la Felicità? Tommaso risponde, prima cauto, poi incapace di resistere alla voce di un passato bruciante che si fa viva e presente domanda. Tommaso è sposato, ha due splendidi bimbi e un equilibrio che pare felicità. Amanda no, lei vive sola e alla perpetua ricerca di una compiutezza senza rimpianti: quell'alchimia misteriosa che solo gli altri, accanto a noi, sembrano trovare, ma che a noi è quasi sempre preclusa. Ai suoi alunni di scuola Amanda affida un tema sulla felicità, e le risposte sono tanto semplici e autentiche da lasciarla incerta sulla soglia di se stessa. Forse solo l'antico amore, oggi ritrovato, può offrire la chiave della gioia senza compromessi. Con coraggio Amanda rivela a Tommaso la sua risposta a questa domanda che tutti, prima o poi, ci poniamo. Allora bisogna decidere se guardare avanti - dove nulla è certo, ma tutto possibile - o indietro, dove la sirena confortante di una pienezza perduta ci chiama con il suo canto...”



La recensione di Elisa:

Era talmente inutile aggrapparsi a qualcosa di stabile in quel momento che non c’era altro da fare se non desiderare di staccarsi da quell’oblio e lasciarsi avvolgere da una storia nuova e magica. E’ stato così semplice trovare questo romanzo tra gli altri. Il mio cuore avvertì come una scossa elettrica e la mia mano, incontrollabile, si avvicinò sempre di più a quella copertina arancione e delicata. Poche pagine ma essenziali per esprimere un intimo disagio emotivo che nasce nei cuori più profondi. In nemmeno un’ora ho fatto la conoscenza di personaggi in balia dell’insoddisfazione e di un falso appagamento, vittime di una serie di coincidenze sbagliate, che percorrono la lunga strada della loro vita con i volti dipinti da una falsa allegria. I malinconici ricordi della protagonista che proiettano un’età più giovane hanno evocato in me una sorta di ritrovamento. L’età passata e trascorsa alla ricerca di sentimenti veri e forti, quando ancora si poteva credere che bastasse poco per essere felici. Ma la vera felicità è lungi dall’essere un bene semplice e immediato e questo, la protagonista di questa storia, l’ha capito a proprie spese. Quando il suo cuore non seppe più sopportare un ulteriore accanimento si lasciò legare polsi e caviglie dal baratro di una solitudine interiore. Un baratro da cui i nostri personaggi non ne potranno mai uscire ma potranno tra di loro confidarsi e supportarsi a vicenda anche solo grazie a poche parole.

-Le persone con quegli occhi lì. Sono tantissime, tantissime. Non fanno quello che sono nate per fare, non frequentano persone che mettono in gioco la loro parte più fastidiosa, quella che però fa la differenza fra loro e il resto del mondo, quella che uno la guarda e dice “io”: e si trascinano, per le strade e per le giornate, con i loro occhi spenti, con i loro occhi tristi.-

Il continuo dialogo tra due persone perse e poi ritrovate a distanza di molti anni ci permette di percepire quanto certi rapporti possano sembrare raffreddati dagli anni per poi riscoprirsi ugualmente forti dal momento della loro separazione. Momenti tristi, dolorosi di cui ci si vuole sottrarre, hanno funto come mezzo per restaurare la pace in un rapporto che si credeva estinto.
A causa di un evento drammatico arriva una mail inaspettata che porta con sé un profondo stravolgimento personale per i due personaggi, i quali, come se mai fossero passati tanti anni, ripercorrono quel periodo raccontandosi cosa hanno vissuto.

- E poi c’è Pagnotta. Si chiama Francesco, ma se lo sono scordati tutti, lui per primo. Anche i temi li firma così. Pagnotta.-

Racchiusi nei propri dolori e nella propria solitudine, Amanda e Tommaso, nemmeno loro del tutto convinti di aver vissuto la loro vita, si cercano, si confidano, buttando fuori dalla loro anima tutto ciò che hanno gelosamente nascosto negli anni, ritrovandosi complici come quando erano poco più che ragazzi. Qualche e-mail, pochi fugaci incontri, per ridare a entrambi la parte dell’altro che si credeva persa ma che in realtà è sempre rimasta nascosta tra le pieghe del loro cuore.

- E’ meglio non difendere un imputato che non crede, nella parte più profonda di sé, di meritare l’assoluzione: perderà.-

In poche e semplici righe, l’autrice apre innumerevoli domande, componendone in seguito risposte semplici, soddisfacenti e piene di significato che ci inducono a riflettere e a ripercorrere la nostra vita, analizzandola, come se volessimo assomigliarci o distaccarci dai personaggi che hanno preso vita in poco tempo. Quasi sembra di osservarsi dall’esterno, vedendosi muovere e cambiare. Notando che forse qualcuno di noi continua a sospingersi tra l’insoddisfazione e la delusione; incrociando chi si è completamente illuso e chi ormai si sta rassegnando a quella triste e cupa atmosfera che è diventata la propria vita.

- Nessuno rischia di farci esprimere la nostra bassezza e la nostra volgarità come chi può considerare un’abitudine vederci nudi.-

Ed è in questo modo che novanta pagine diventano sufficienti a proiettarci uno strano senso di malinconia e disagio. Si insedia con semplicità tra i buchi dell’animo. Ciò che è passato non potrà tornare per essere migliorato o semplicemente corretto. E l’infelicità va così, pian piano accumulandosi, nel cuore e negli occhi di chi ci ha sperato, di chi si è illuso.

- Persone come noi, persone incapaci di stare davvero bene mentre stanno bene, rendono perfetto solo quello che hanno già vissuto o che potranno vivere.-

L’amore quando c’era è un breve ma emozionante romanzo che spinge a lasciarsi andare e ad abbandonarsi sulla stessa onda del racconto, entrando in sintonia con l'anima di chi legge. Veloce, schietto e profondo; ecco come riassumerei in tre aggettivi questo piccolo libricino che, in un breve ritaglio di una notte buia e piena di pensieri, mi ha scollegato momentaneamente dal mondo, analizzandomi nel profondo, lasciandomi silenziosa e soddisfatta.

- Non c’è verso: la nostalgia e la speranza, Fumi, sono le nostre uniche garanzie di felicità.-



Valutazione d’inchiostro: 4

4 commenti:

  1. Ciao Elisa, non ho mai letto nulla di quest'autrice ma ne ho sentito parlare e prima o poi mi piacerebbe leggere qualcosa di suo, magari potrei cominciare da questo!

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    1. Ciao Ariel :) Volevo innanzitutto scusarmi se ti rispondo solo adesso! Per me, questo è stato il primo approccio con la Gamberale e non è andato affatto male :) Io ho scelto di iniziare da questo anche per la brevità della storia. Se lo leggerai sarò lieta di saperne il giudizio ;)

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  2. Ciao, io adoro la Gamberale, il suo ultimo libro Adesso l'ho trovato davvero molto bello

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    1. Ciao Ilaria, chiedo scusa anche a te se rispondo solo ora!
      Non ho ancora letto l'ultimo libro della Gamberale ma terrò a mente il tuo parere per quando mi capiterà sotto gli occhi :)

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