mercoledì 30 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Viva la vida! - Pino Cacucci

Ho appena finito di leggere un libro davvero meraviglioso, importante, e ho dovuto obbligatoriamente sedermi dinanzi alla scrivania a scrivere. Realizzare un pensiero, estrapolato da qualche piccola annotazione, sull'idea che mi sono fatta su una grande pittrice proprio come Frida Kahlo, avendola conosciuta così di sfuggita, come una donna appassionata e bruttina.
Il romanzo di cui farà seguito la recensione è stato scritto da un artista, da un commediografo, Pino Cacucci e, dando prova di grande obiettività di giudizio, fece Viva la vida! una piccola ma bellissima perla. Rapito dalle innumerevoli gesta della pittrice, intrigato dalla sua truculenta storia con Diego Rivera.
E' stato davvero impossibile rendersi conto di come il fato sia stato crudele ed egoista. Una donna così giovane e ripudiata del dono più grande della vita ha sentito, con la medesima responsabilità con cui mi appresto a scrivere queste poche righe, il più bel grido del mondo, il solo forse che abbia veramente contato per il corpulento Diego Rivera. E tutto ciò che mi rimane da fare, amici lettori, è parlarvene. Mettervi a conoscenza di ciò che ho letto, di ciò che visto o sentito, anche se per qualche ora, come un eco lontano ma distinto.



Titolo: Viva la vida
Autore: Pino Cacucci
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 7€
N° di pagine: 77
Trama: Si tratta di un monologo che mette in scena l'appassionata esistenza di Frida Kahlo "detta" dalla protagonista dal vertice estremo dei suoi giorni. Mentre corre verso la morte, Frida torna ai patimenti della sua reclusione forzata ( ripetutamente ingessata e condannata all'immobilità), ai suoi lucidi deliri artistici di pittrice affamata di colore, alla sua relazione con Diego Rivera. In poche pagine c'è il Messico, c'è il risveglio dell'immaginazione, c'è la storia di una donna, c'è la rincorsa di una passione mai spenta per un uomo. La sintesi infuocata di un'esistenza.

martedì 29 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Il segreto della regina rossa - A.G.Howard

Metà di me sfugge alla consapevolezza che questa serie sia giunta al termine e si ribella contro di essa. Mi ribello contro il corso degli eventi, contro la saggezza di questi eventi, contro i motivi delle mie scelte. Il conflitto è molto più grande di quel che credo perché la trilogia della Howard è stata davvero sensazionale e strepitosa come la sua eroina, Alyssa. Eroina con la e maiuscola, intrepida adolescente con le sue prime crisi amorose, e che in questo terzo e ultimo volume cercherà di collegare il mondo di qua con quello di là ;) Ed io non ho potuto fare a meno di non seguirla.
Questa saga si è rivelata esattamente come io non mi immaginavo, e in questo splendido posto in cui tutto avverrà ho provato un profondo senso di benessere. Qualcosa, insomma, che nemmeno le parole penso potranno spiegare.
Il segreto è quello di lasciarsi andare. Chiudere gli occhi, e farsi avvolgere da qualcosa che sai non sfuggirà così presto dal tempio della memoria.
Titolo: Il segreto della regina rossa
Autore: A. G. Howard
Casa editrice: Newton e Compton
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 412
Trama: Dopo essere sopravvissuta al disastroso ballo, Alyssa si sente più coraggiosa che mai ed è decisa, nonostante sia una follia, a salvare i suoi due mondi e le persone che ama. Anche se questo significa sfidare la Regina Rossa su un campo minato da trucchi e astuzie, e anche se l'unico modo per raggiungere il Paese delle Meraviglie, ora che la tana del coniglio è chiusa, è quello di passare attraverso lo specchio, una dimensione parallela popolata da pericolosi mutanti. Con l'aiuto del padre, Alyssa affronta così il viaggio verso il centro della magia e del caos alla ricerca di sua madre. Riuscirà, insieme a Jeb e Morpheus, a salvare il mondo dalla distruzione in cui è intrappolato?

domenica 27 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Castelli di rabbia - Alessandro Baricco

L'ultima volta che lessi Castelli di rabbia fui appassionata, stregata da qualcosa che sinceramente non mi aspettavo. Il mio amore per Baricco mi ha ricondotta nuovamente qui, e, con un certo orgoglio quest'oggi ve ne parlo come se stessi parlando di un caro amico. La certezza che in questi brevi incontri, cerco di perfezionare e sanare il corso di uno strano amore. Un amore che è nato senza che io me ne accorgessi, e che pian piano continua a crescere.











Titolo: Castelli di rabbia
Autore: Alessandro Baricco
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 8, 50 €
N° di pagine: 210
Trama: A Quinnipak c'è una locomotiva di nome Elizabeth, la locomotiva del signor Rail. A Quinnipak si suona l'umanofono, lo strumento del signor Pekish. Quinnipak è un luogo dove chi vive e chi ci arriva ha una storia scritta addosso. Quinnipak è un luogo che invano cerchereste sulle carte geografiche. Eppure è là.

venerdì 25 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Tra le braccia di Morpheo - A G Howard

Ho avuto come l'impressione che questo secondo volume della serie Splattered abbia rispecchiato i miei sentimenti più inconsci. Ho avvertito l' anima di questo secondo volume abbracciarmi, in parole che sono state riportate col sangue. Ho sentito la sfida suprema alla mia adorazione per il primo volume, scemare in questo secondo, desiderando talvolta persino arrendermi, donarmi a un altro autore o a un'altra storia. Eppure le sensazioni provate e verificate sono state innumerevoli, e risvegliando in me il desiderio di continuare, mi avvio ad esplorare l'ultimo e conclusivo volume con nuove aspettative, nuove domande e tanto interesse!









Titolo: Tra le braccia di Morfeo
Autore: A G Howard
Casa editrice: Newton e Compton
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 280
Trama: Alyssa Gardner è stata nella tana del coniglio e ha affrontato il Serpente. Ha salvato la vita di Jeb, il ragazzo che ama, è sfuggita alle macchinazioni dell'inquietante e seducente Morpheus e alla vendicativa Regina Rossa. Ora tutto quello che deve fare è prendere il diploma per realizzare il suo sogno e frequentare una prestigiosa accademia d'arte a Londra. Sarebbe tutto più semplice se sua madre, appena uscita da una casa di cura, non si comportasse sempre in modo eccessivamente protettivo e sospettoso. E se il misterioso Morpheus evitasse di farsi vedere in giro per la scuola e non la tormentasse proponendole una pericolosa missione, un'altra sfida al Paese delle Meraviglie, a cui lei, almeno in parte, appartiene.

mercoledì 23 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Mezzanotte alla libreria delle grandi idee - Matthew Sullivan

Sono stata forse fin troppo frettolosa, brutale e appassionata nell'aver troncato una lettura che, a prima vista, si era rivelata ammaliante, e che è invece sprofondata lungo un oscuro baratro di insoddisfazione, quasi malessere? La mia anima appassionata e romantica lo sa: non riesce a bearsi di certe cose, prova malesseri fisici oltre che morali a stroncare una lettura che, già da qualche capitolo successivo del prologo, si rivela inappagante. Il mio cuore, come sempre, mi aveva indotto a sperare in qualcosa in più.
Ed ho sbagliato, in quanto la recensione del romanzo di cui vi parlerò quest'oggi non trascende alcuna concezione di accettabile. Né per la mancata forza ammaliatrice che non sprigionano purtroppo le sue pagine, né per il poco interesse che l'autore riserva a questa fatiscente libreria.
Perseverare, in ogni caso, si è rivelato un tentativo inutile. E sebbene Lydia, con il suo amore per i libri, mi abbia chiesto di seguirla in questo percorso, io non ho potuto fare a meno di non sbilanciarmi come invece avrei voluto. Infervorata dalla lucentezza di una storia che purtroppo non ha una sua storia.

Titolo: Mezza libreria delle grandi idee
Autore: Matthew Sullivan
Casa editrice: Longanesi
Prezzo: 17, 60 €
N° di pagine: 356
Trama: Lydia è una ragazza schiva e introversa. Ama nascondersi fra i suoi adorati libri e fra gli scaffali della Libreria delle Grandi Idee presso cui lavora, nel cuore di Denver, Colorado. Una libreria che, in particolare nelle opere di apertura serali, si popola di bizzarri bibliomani che fra i volumi passano lunghe ore. Una sera, poco dopo la chiusura, a Lydia tocca una sconcertante, terribile sorpresa. Uno degli abituati frequentatori, il giovane Joeey si è impiccato fra gli scaffali del piano superiore. Prestandogli i primi soccorsi, Lydia fa una scoperta che cambierà la sua esistenza: dalla tasca dei jeans di Joey spunta una foto. Una foto che ritrae lei da bambina. Perché Joey si è suicidato proprio in libreria? Per quale motivo teneva in mano quella foto? E perché Lydia ha l'impressione che sia solo il primo di una serie di messaggi che Joey le ha lasciato prima di morire, affidandoli ai libri? Nel tentativo di scoprire la realtà, Lydia rievoca immagini di una terribile notte della sua infanzia, dettagli da tempo sepolti nella memoria. E insieme ai ricordi riemergono presenze che pensava di aver lasciato ormai nel passato, come quella di suo padre.

lunedì 21 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Il mio splendido migliore amico - A G. Howard

Per tastare il terreno con questa nuova lettura ho accennato un paio di volte all'idea di un "tuffo nell'ignoto" - una volta ogni tanto, forse, potrei mettere da parte le mie sensazioni ed affrontare le cose senza pensarci. E' chiaro che la mia coscienza non riesce a deliziarsi di certe cose, non prova alcun piacere nel cimentarsi nella lettura di romanzi che, a fine lettura, o anche dal principio, potrebbero deludermi.
Finalmente una mattina di metà maggio concordai che Il splendido migliore amico possedeva le carte in regola per annoverarsi in lizza alle letture più belle del mese. Non si sarebbe rivelato un sacrificio andare in un Paese magico, con una protagonista nuova e simpatica, mentre le mie aspettative sarebbero aumentate, pagina dopo pagina.
Il mio splendido migliore amico si è rivelata quel genere di lettura che non credevo di poter amare, così tanto, sin dal primo momento in cui vi misi piede. Non volevo ammetterlo, ma quello che conta alla fine è che la sua lettura mi è stata di grande aiuto. Lo so con una certa sicurezza, segretamente sostenitrice dell'ennesimo team geometrico amoroso, strabiliante e ammaliante, in cui non tarderò molto a perdermi nel volume successivo.



Titolo: Il mio splendido migliore amico
Autore: A G Howard
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 406
Trama: Alyssa Garden riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo "Alice nel Paese delle Meraviglie". Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora, almeno fin quando riuscirà a ignorare quei sussurri. Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un'incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l'abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove. prosciugare un oceano di lacrime, risvegliare i partecipanti a un tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell'ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?


domenica 20 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Ogni giorno - David Levithan

E' stato tutto così incredibile, l'interesse ripescato per questo piccolo gioiellino, il suo presentarsi semplice ma allo stesso tempo profondo. Un romanzo che si è lasciato leggere nel momento più adatto, beneficio per la mia anima romantica e passionale. Mi sono chiesta se forse è stato o meno giusto che Ogni giorno fosse il primo volume di una duologia. La preoccupazione del secondo volume. Eppure non mi dovrebbe impazientire tutto questo. Il romanzo di Levithan mi ha conquistata e, allo stesso tempo, confusa. La sua spontaneità, il suo apparire sul mondo come folgorante e seducente non penso attirerà un gran numero di lettori. Eppure …. eppure, tutto ciò che posso dirvi è che Ogni giorno ha sprigionato una melodia bellissima e struggente che non posso non invitarvi a sentirla. Vi perderete fra le sue pagine senza dar peso a quelle piccole emozioni che aggraveranno sulla vostra testa, renderanno il vostro cuore non proprio leggero. La sua personalità è racchiusa in una recinzione di essere e apparire, e, come esordio, l'autore si è trastullato a raccontarcelo egregiamente!




Titolo: Ogni giorno
Autore: David Levithan
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 374
Trama: Da quando è nato, A si sveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattro ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile. Per la prima volta si innamora e cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione. E Rhiannon s'innamora a sua volta dell'anima di A. Ma dimenticare il suo involucro, ogni giorno diverso, è difficile, e pian piano la loro relazione si fa più delicata di un vetro fragile. Nel disperato tentativo di non perderla. A tradisce le sue regole, prende a lasciare nelle esistenze quotidiane strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge …

venerdì 18 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Aspettando domani - Guillame Musso

Una delle letture che occupava uno spazio vuoto sui miei scaffali era proprio Aspettando domani, che ha sofferto parecchio delle mie attenzioni e del mio interesse. Io purtroppo non posso affermare il contrario, che di storie romantiche ne leggo a bizzeffe e che da qualche anno a questa parte nutro un certo riguardo per Guillame Musso.
Cosa mi ha indotta a catapultarmi proprio in questi uggiosi giorni di metà maggio, vi starete chiedendo? Beh, sinceramente non lo so. Però so che talvolta la mente racconta bugie e il cuore prende una strada tutta sua. La mia anima, molto sensibile, molto romantica, non si bea di certe cose e, sebbene queste false promesse alla fine dei casi si rivelano false promesse, ogni tanto mi piace farmi amare ed essere coccolata. Senza chiedere nulla in cambio.
Guillame Musso, dunque, l'altro giorno è venuto a trovarmi dopo qualche mese dalla sua ultima visita. E, proponendomi una storia che ha la parvenza del già sentito, ma inegualmente romantica e sofisticata, in questa ennesima recensione, vi parlerò del piacere provocatomi dalla sua venuta. Dal mio desiderio di rileggere presto qualche altro suo romanzo, che fra l'altro adoro, e delle domande a cui non so dare ancora una risposta nel capire come mai l'ho abbandonato.
Titolo: Aspettando domani
Autore: Guillame Musso
Casa editrice: Sperling & Kupfker
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 343
Trama: Emma ha trent'anni e vive a New York. Ogni giorno con passo svelto e leggero si destreggia tra i tavoli di uno dei più prestigiosi ristoranti della città, dove lavora come sommelier consigliando e servendo vini a selezionatissimi clienti. In amore ha dato tanto, forse troppo, a persone che non lo meritavano ma non per questo ha smesso di cercare l'uomo della sua vita. Matthew invece abita a Boston e insegna filosofia all'Università di Harvard. Ha perduto sua moglie in un terribile incidente e da allora ha cresciuto da solo la figlia di quattro anni. Nella sua vita ha imparato a non dare niente per scontato, soprattutto la felicità. I due si conoscono, per caso, grazie a Internet, e iniziano a scriversi via mail, finché un giorno decidono di incontrarsi. Si danno appuntamento in un piccolo ristorante italiano a Manhattan. Lo stesso giorno alla stessa ora, ognuno dei due varca la porta di quel ristorante … Avvolti dall'atmosfera intima e accogliente del locale, vengono accompagnati allo stesso tavolo ma …  non si incroceranno mai. Com'è possibile? Uno scherzo del destino? Vittime di un intrigo ai confini della realtà, Matthew e Emma ben presto si renderanno conto che non si tratta soltanto di un semplice appuntamento mancato …

mercoledì 16 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: La felicità sulla punta delle dita - Agnes Martin Lugand

Certi romanzi parlano profusamente. Di getto, senza una conoscenza profonda, di storie di soggetti che talvolta sono in grado di intimidire l'uomo normale. Hanno un'intelligenza superacuita. Il narrare è talvolta una manifestazione di eccitazione, che a volte po’ prendere varie forme. Chi scrive romanzi, per l'appunto, nello scrivere diventa fantasioso e lavorativo.Eccitazione, desiderio di mettersi in gioco. La felicità sulla punta delle dita è stato quel genere di romanzo che mi ha soddisfatta per come speravo, ma non allietato il cuore per il suo continuo sentirsi inopportuno. Fuori posto, quasi a disagio, proprio come la sua protagonista, Iris, che impossibilitata a intraprendere il suo sogno, imboccherà una strada in cui questa volta dovrà camminare da sola.







Titolo: La felicità sulla punta delle dita
Autore: Agnes Martin Lugand
Casa editrice: Sperling & Kupfker
Prezzo: 16, 90 €
N° di pagine: 276
Trama: Fin da bambina, Iris coltiva un sogno: disegnare modelli e dar loro vita grazie alla magia di ago e filo, con fantasia e passione. E' una cosa che la renderebbe felice, ma i suoi genitori l'hanno considerato più un capriccio che un'aspirazione e Iris ha rinunciato a sognare: con la morte nel cuore, si è rassegnata. Da quel momento tutto ciò che ha fatto, lo ha fatto per gli altri: i genitori, il marito, i colleghi. Ora però sente di essere prigioniera di un matrimonio senza affetto, di una vita di provincia prefabbricata e rivendica il diritto di ricominciare daccapo e di riprendere in mano le file del proprio destino. E allora via da quell'esistenza falsa! Iris decide di correre il rischio più grande, quello di perdere tutto, ma in fondo al cuore sa che, comunque, ne vale la pena. Sotto le sfavillanti luci di Parigi, trascinata dal ritmo incessante della grande città, Iris si apre al mondo e dà libero corso a creatività e talento. Sulla strada troverà degli ostacoli, ma anche il più invincibile degli alleati: un nuovo amore.

lunedì 14 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Borderlife - Dorit Rabinyan

Non penso ci sia un senso quando si scrive o si racconta qualcosa di delirante, emozionante, dilaniante, in cui si avverte il bisogno di amalgamarsi a una storia che ci illumina di un'immensa luce torbida, ci invade di un bagno di calore che si espande, lentamente e ardentemente.
Una parte di me sa di non essere ancora atterrata nella sua inutilissima vita, sa che abbandonare quel mondo sarà molto difficile. Eppure non ho avuto scelta; lì ho avuto la possibilità di volare, soprattutto di notte, nelle ore piccole della notte, e quest'oggi vi parlerò di Borderlife parlandovi però anche di due anime universali, indipendenti, quasi illusi che nel luogo dove vivono ogni cosa è possibile, immigrati del Sud del mondo come gazzelle, gnu bianche, vagabondi in diverse dimensioni dello spazio e del tempo.





Titolo: Borderlife
Autore: Dorit Rabinyan
Casa editrice: Tea
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 373
Trama: E' autunno, a New York. Il secondo senza le Torri. Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce, mentre pensa: Non hai già abbastanza guai? Fermati, finché puoi! Ma fermarsi non può, perché, nonostante le ferite, la magia della Grande Mela è ancora intatta, e Hilmi ha gli occhi dolci e grandi, color cannella, riccioli neri e un sorriso infantile che spezza il cuore. Lei è di Tel Aviv, fa la traduttrice e si trova negli USA grazie v una borsa di studio. Ha servito nell'esercito e ama la sua famiglia.
Lui vive a Brooklyn e fa il pittore, e nei suoi quadri c'è sempre un bimbo che dorme e sogna il mare, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo, da lassù, al nono piano di un palazzo di Ramallah. Che quest'amore sia un isola nel tempo, si dice di lei. Un amore a cronometro, un amore a scadenza, la stessa indicata sul visto, la stessa impressa sul biglietto del volo di ritorno per Israele, verso la vita reale. Finché, mentre oscillano tra l'ebbrezza della libertà e il senso di colpa, scoprendosi accumunati dalla nostalgia per quello stesso sole e quello stesso cielo, la vita reale non bussa davvero alla loro porta …

venerdì 11 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Il libro segreto di Shakespeare - John Underwood

Amo la solitudine con cui mi circondo, quando leggo un romanzo. La pace, la bellezza di una storia, il profumo inebriante delle pagine; mi piace perdermi, e allo stesso tempo ritrovarmi nella bellezza, nella leggerezza delle cose. Estasi senza postumi, senza malesseri. Il libro di Shakespeare mi ha accompagnata per qualche giorno. L'ho riletto, a distanza di qualche anno, e ho rivisto esattamente la stessa storia che avevo visto ben quattro anni fa. In occasione di una nuova sfida indetta su Facebook, ho letto il romanzo di John Underwood in quanto la sua lettura l'ho vista come un occasione in cui avrei potuto svelare qualche misterioso segreto ;)
E annotando su questo diario virtuale le mie ultime immagini della storia che si porta dentro e di me che scavo dentro una fossa, le mani rovinate dalle escoriazioni del tempo, cerco di spiegarvi ciò che ne è venuto fuori.

Titolo: Il libro segreto di Shakespeare
Autore: John Underwood
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 432
Trama: Desmond Lewis, un professore universitario inglese molto discusso, scompare mentre è diretto a Berkeley, in California, per una conferenza. Con lui sparisce anche un manoscritto inedito e segretissimo, che conterrebbe la verità sull'identità dell'autore più importante nella storia della letteratura mondiale, William Shakespeare.
Jake Fleming, giornalista del << San Francisco Tribune >> e amico di Lewis, si mette subito sulle sue tracce per scoprire che fine ha fatto lo studioso e quale enigma si cela dentro le pagine che ha scritto. Un viaggio che lo porterà nella vecchia Inghilterra, tra accademici spocchiosi, librai eccentrici, un fisico indiano che sa fin troppo di Shakespeare e una conturbante docente di letteratura.
Fino a quando lo raggiungerà oltreoceano anche sua figlia Melissa, ragazza testarda e affascinante con una grande passione per il teatro ….


mercoledì 9 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Nessuno è intoccabile - Thomas Mellis

Scrivo questa breve anteprima riguardante il nuovo romanzo di Thomas Mellis, Nessuno è intoccabile, in modo surrealistico. Mi sono fatta influenzare dagli eventi, ammaliare  dal numero di immagini che hanno reso questa storia ammaliante per i miei 
occhi. Mi sono fatta influenzare dall'autorità di Vissente Degortes e del suo socio, Il Castigliano, dando alla mia immaginazione un occasione per viaggiare liberamente lontano.
Cosa ho provato quando me li sono trovata davanti? Sinceramente non lo so, raccontandomi delle loro vicende in maniera piuttosto coinvolgente, con moderazione e controllo, di qualcosa che al giorno d'oggi non è più così sconcertante come un tempo, che è quasi una sfida per chi si intestardisce a mantenere la quiete.
Non mi soffermo sui particolari, ne ci tengo a dilungarmi troppo, ma questo nuovo romanzo di Mellis è un romanzo davvero ammaliante in cui diviene semplice collocarlo nel genere noir. Quella zona che a me piace definire intoccabile, inafferrabile, indistinta. E quello che riporterò quest'oggi altro non sono che semplici impressioni su ciò che ha sortito la sua lettura, riportandole nell'ennesima recensione con un discorso limpido, che tuttavia tralascia le ombre e le oscurità che perseverano fra le sue pagine.


Titolo: Nessuno è intoccabile
Autore: Thomas Mellis
Casa editrice: Butterfly Edizioni
Prezzo ebook:  0, 99 €
N° di pagine: 240
Trama: In un angolo nascosto della Sardegna dove il mare e la montagna si fronteggiano, due famiglie malavitose combattono una guerra senza tempo in nome di un codice antico. Vissente Degortes e il Castigliano vogliono imporre un dominio al sangue sulla provincia di Porto Sant'Andrea, spazzando via la fazione avversaria del Corràsi. Lungo la loro strada incontrano Giovanni Fenu, un politico ambizioso fedele a un imperativo: cogliere le occasioni che la vita regala.
La discesa negli inferi della violenza più spietata, il dovere della vendetta. I rapporti con le organizzazioni criminali nazionali, la politica in cerca di voti e la speculazione imprenditoriale senza scrupoli. In una terra che non vuole padroni e dove vale una sola regola: nessuno è intoccabile.

martedì 8 maggio 2018

Una voce fra le soglie del tempo: John Fante

8 Maggio 1983, trentacinque anni fa. Si riassume in forma semplice e concisa la morte del grande scrittore americano John Fante, della sua produzione artistica letteraria, della sua passione per la lettura e la scrittura, con cui non ho ancora avuto un rapporto diretto ma le cui gesta sono un eco contro anfratti e paradossi bui. John Fante, la cui produzione artistica non è varia ma ben concentrata ha scritto molte cose interessanti sull'arte. Ha egregiamente racchiuso nel palmo di una mano tutte le incongruenze, le discrepanze di una società che si avvia sempre più nel bel mezzo del lastrico, descrivendo le contraddizioni che ci contraddicono e diversificano dagli altri. La sua fu una vita "sopra le righe", una vita turbolenta, segnata dall'irrequietezza e dalla precarietà del tempo, figlio di un epoca che talvolta non lo accettava. Il suo alter ego americano fu Arturo Bandini, protagonista di molti suoi romanzi in cui rimarcava le sue origini nei dialoghi, raccontando inoltre con un certo realismo la vita degli emigrati italiani del primo Novecento. 
Descrivere spaccati di realtà, in cui non si dà tanto peso alla storia quanto ai risvolti interiori dei personaggi, è un buon metodo per poter riversare tutte le angosce e le paure racchiuse come in uno scrigno.
La scrittura, a questo proposito, fu la sua ancora di salvezza. Lo cambiò letteralmente, lo rivoltò come un guanto; gli permise di capire che senza non avrebbe più potuto respirare, piuttosto vedere orizzonti invisibili.
Ci si sentiva vivo solo quando si sedeva dinanzi alla sua scrivania e battere a macchina. E così pian piano, divenne un grande artista a dispetto di ogni cosa. E se John Fante non fosse divenuto un grande artista poco importava. Il suo obiettivo di riflettere la realtà scabrosa che visse sulla sua pelle e vide con i suoi occhi è stato un ispirazione per quella società americana di inizio 1900. Penso sia giusto per uomo essere, prima di ogni cosa, un uomo. Un essere umano. John Fante fu, prima di tutto, un uomo. E sebbene al centro del suo lavoro ci fu una certa produzione, una produzione non sempre acclamata e apprezzata, la sua produzione è un chiaro esempio che chi desiderasse cimentarsi nelle letture dei suoi romanzi debba per prima cosa interpretare l'arte astratta, quella umana e non intellettuale. Se non si capisce appieno l'arte che nasce dall'amore, dalla passione, dal dolore, non si capirà mai niente.

venerdì 4 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: La scrittrice del mistero - Alice Basso

Un pomeriggio, Vani Sarcia ed io decidemmo di sedere a chiacchierare in un languido bugigattolo della mia città, intavolando una conversazione che a distanza di anni non credevo mi portasse sino a qua. La sua storia, pensai, non possedeva nulla che me la facesse piacere; nulla che mi facesse vedere Vani sotto una nuova luce. Cosa poi mi fece cambiare idea? Sicuramente il suo essere scrittrice a tempo pieno, la sua passione per i libri e la buona letteratura. Insomma, Vani aveva/ha fatto breccia nel mio cuore. E questo pomeriggio sono nuovamente qui a parlarvene come se non ci fosse un domani, esplorando quella parte inviolata e invalicabile del suo essere di cui ne rimarrete piacevolmente stupiti.








Titolo: La scrittrice del mistero
Autore: Alice Basso
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 336
Trama: Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell''umanità per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora da Dashiell Hammett a Ian Flemming, passando per Patricia Highsmith, Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi oramai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l'altro, tra un colpo di genio di Vani e l'altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l'amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l'happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la sua mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

mercoledì 2 maggio 2018

Romanzi su misura: Aprile

Fra le letture di questo mese si annoverano i romanzi che languivano sullo scaffale già da qualche tempo. Mi hanno parlato, in maniera alquanto eloquente di surrealismo, fantasia, e anche amore, e poiché i romanzi sono per me come dei figli, mi preoccupo quasi sempre quando qualcuno di questi mi delude.
         Forse questo "affetto" per questi figli di carta, mi rendo conto, può risultare alquanto esagerato, ma quando si ama qualcosa così intensamente non penso ci siano dubbi sui sentimenti che potrebbero scaturite.
         Mi ritrovo così ad ammettere, per la quinta volta di fila, di soffrire di una grave dipendenza, e che in meno di trenta giorni mi ha visto impegnata a sorvolare i cieli di alcune città, nutrendo certi bisogni nascosti per persone fatti d'inchiostro, per gli autori, ma soprattutto per le storie. Belle, intense, drammatiche, la maggior parte. Ma anche poco straordinarie e avvincenti, qualche altre, che hanno esercitato un certo effetto su di me.