mercoledì 31 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: Dracula - Bram Stoker

Pochi giorni furono tutto ciò che mi concessi nell'esplorare il magico castello del conte Dracula e allo scadere di questa mia visita ebbi la consapevolezza che non tornavo in Transilvania da un bel po'. Desiderando ardentemente di mostrare la mia passione per le letture gotiche e nascondere i miei inutili vaneggiamenti quanto profondi fossero i miei sentimenti al riguardo, mi sono servita di questa lettura come espeditente per rituffarmi in un mondo spaventosamente angosciante ma straordinario.
Concludo così questo decimo mese dell'anno, come se la lettura dello stimato Stoker fosse un pretesto, pensando che tuttosommato i dispiaceri e le angosce che tartassarono i protagonisti siano state anche mie. Rivendicando sogni, ansie, paure di giovani infestati da una creatura dalle fattezze e dalle sembianze mostruose, saluto così questo mese di ottobre convinta che il nostro sarà un arrivederci, poiché il profondo sentimento che si è istaurato fra me e la novella stokeriana non può farci vivere lontani l'uno dall'altra.






Titolo: Dracula
Autore: Bram Stoker
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9, 50 €
N° di pagine: 535
Trama: "State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica!" "Basta l'inizio: con uesto Jonathan Harker, procuratore legale in quel di Exeter, che arriva in Transilvania, e si trova immediatamente avvolto in un clima di mistero e di scongiuri, fino a che di notte, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate, arriva in un castello dove un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi … e il gioco è fatto! Impossibile uscire da quel clima, impossibile allentare la tensione, e non seguire con ansia partecipe la sorte di quei personaggi. Perché, bene o male, questo dandy dalla tetra figura ci attira e ci spaventa al tempo stesso ( come tutto ciò che è peccato o che ci fa ingrassare); perché Mina diventa l'oggetto di tutte le nostre preoccupazioni; perché del professor Van Helsing sposiamo l'indefesa fede nell'inconoscibile e nel mistero, e la sua integerrima crociata contro il Maligno; perché la schermaglia tra Dracula che architetta il suo ritorno a casa e gli altri che ne svelano a una a una le mosse finisce con l'appassionarci e con il coinvolgerci come per una partita a scacchi, fino allo strepitoso finale, quando le tre diverse pattuglie dei "cacciatori" convergono, con un ritmo che ricorda quasi lo stretto di una fuga per organo o l'arrivano i nostri dei migliori film western, a sbarrare al Vampiro la strada verso il castello della sua sicurezza".

martedì 30 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: 16 ottobre 1943 - Jd Hurt

Non c'è stata alcuna difficoltà a leggere nuovamente una nuova e straordinaria opera della mia oramai amica di penna Jd Hurt, nè niente e nessuno mi persuase a sdraiarmi sul sofà che mi è servito da letto, coperta da un plaid colorato affinché mi riscaldasse. Pensavo che il rumore sordo dei miei pensieri avrebbe sovrastato ogni cosa; sicuramente il rumore incessante fuori della pioggia, che batteva contro i vetri della mia finestra. Ma non quelli dell'autrice che, con una certa premura e solerzia, mi ha trascinato dalla Francia nazista in cui ero sprofondata assieme a Irene Nemirovskij, a un Italia ancora sottomessa dal regime hitleriano.
Questa recensione penso dunque dimostri come, nel momento in cui io e la storia di Elena entrammo a contatto, capii che questa volta c'era in gioco qualcosa di davvero importante. Anche se, guardando la copertina, forse, mi sono resa poi conto, che la storia potrebbe sembrare ambigua. Ma l'idea realistica, minuziosa studiata dall'autrice, ha confermato ai miei occhi la bravura della Hurt. Conclusasi solo l'altra sera, la cui validità va di pari passo agli altri suoi romanzi pubblicati.
Titolo: 16 ottobre 1943
Autore: Jd Hurt
Casa editrice: Selph pubblishing
Trama: La vita comincia a Roma. in un elegante palazzo di fronte al Circo Massimo nel 1926, ma trova compimento il 16 ottobre del 1943 al Portico d'Ottavia, nel ghetto di Roma. Non scordatevi questa data. E' il giorno in cui l'esistenza così come la conoscevo è terminata per sempre. E' il giorno in cui l'anima di un'ebrea ha smarrito i confini nel vuoto denso di sangue di un nazista. Io sono Dalia Algranati. Sono quell'ebrea. Lui è Christian Shlesinger. Ed è quel sangue.


La mia vita comincia nl 1924 fra i boschi della Baviera, viene spezzata sei anni dopo nello stesso luogo per poi frammentarsi ancora in Italia il sedici ottobre del 1943 al ghetto ebraico di Roma. Vorrei scordare questa data, ma non posso. E' il giorno in cui la guerra del mondo è divenuta aspra battaglia del mio corpo. E' il giorno in cui il sangue di un'ebrea ha colmato di veleno le vene di un nazista. Io sono quel nazista. Christian Shlesinger. E lei è il veleno. Dalia Agranati.

Nota dell'autrice: "Sedici ottobre 1943" è un historical dark romance autoconclusivo che narra la storia di Dalia. Fa parte della Damned Soldiers Series. Per il forte impatto emotivo delle vicende narrate che fanno riferimento ai terribili eventi accaduti durante la seconda guerra mondiale si consiglia la lettura ad un pubblico adulto e consapevole. Nel romanzo sono contenute scene violente e situazioni inquietanti che potrebbero turbare il lettore.


lunedì 29 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: La morte di Ivan Il'ic - Lev Tolstoj

I miei incontri con Tolstoj si possono contare sulla punta delle dita, né confesso a me piace siano così scarsi. Ogniqualvolta l'ho incontrato ci sorprendiamo avvenga in un momento inaspettato, in un periodo un po' turbolento della mia vita, quando di letteratura russa e drammi vari non presto minimamente attenzione. Ed è stato così che mi ha sorpresa in un strano, solenne intervallo che in poche ore mi ha permesso di dedicargli del tempo, in un atmosfera cupa e grigia tipica di questo periodo.
Una manciata di parole mi avrebbero condotto dove desideravo essere, nel cuore di un povero protagonista, ignaro del suo destino. Tartassato nel corpo e nell'anima da un dolore acuto, remoto, che non cesserà d'esistere nemmeno per un secondo, come se già questo fosse il significato più grande.

Titolo: La morte di Ivan Il'ic
Autore: Lev Tolstoj
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 7, 50 €
N° di pagine: 96
Trama: Questo raccnto descrive la vita di Ivan Il'ic, un borghese famiglia, di discreta intelligenza e qualità mondane, costantemente preoccupato del parere dei superiori, che con le loro azioni potrebbero agevolarne la scalata sociale. Anche il matrimonio sembra confacersi alla pratica di vita da lui perseguita nella vita professionale: ha sposato la moglie più per convenienza d'affetto e sociale che per reale innamoramento. Tutto procede per il meglio, fin quando il protagonista non subisce un banale incidente domestico. Cadendo da uno sgabello Ivan Il'ic accusa un forte colpo al fianco, un dolore che con il passare del tempo sarà sempre più costante, costringendolo a consultare numerosi medici per cercare di venirne a capo. Nella situazione di disagio indotto dalla malattia cambiano così le sue priorità. Nell'avere pietà di se stesso, comincia sempre più a essere insofferente verso la rumorosa indifferenza della gente sana. Nessuno lo comprende né gli presta ascolto, tranne un muzik, un paesano, che fin dal giorno dell'incidente aveva cominciato a prendersi cura di lui, peraltro con un atteggiamento improntato a una straordinaria serenità. La malattia lo induce pertanto a rivedere tutta la scala dei valori che aveva ispirato la sua vita, guidandolo alla comprensione della verità: tutto è stato falso, nella vita famigliare come nel lavoro. Ma alla fine della sua vita la menzogna si ritira, e Ivan Il'ic riuscirà a morire sereno, con il sorriso sulle labbra.

sabato 27 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: A un passo dalla vita - Thomas Melis

E così a qualche mese di distanza dal nostro ultimo incontro, che ha trovato libera espressione nella recensione della sua ultima fatica letteraria, Thomas Mellis quest'oggi bussa nuovamente alla mia porta con la ripubblicazione di un romanzo di cui io, nel lontano dicembre di ben 3 anni fa, ebbi l'opportunità di leggere e recensire.
Proprio così, ben 3 lunghi anni fa! Il fatto di ritrovarmi a parlarvi di questo romanzo, estrapolare dal cassetto del tempo qualcosa di vecchio e allo stesso tempo nuovo, mi rendo conto potrebbe sollevare un polverone di dubbi e perplessità. Ma come ogni cosa nella vita, c'è una ragione dietro tutto questo: una nuova veste per il noir A un passo dalla vita. E accettando questo nuovo "incarico", vi lascio dunque con questo pezzo di vita che arricchisce e dà una certa importanza a me e a Sogni d'inchiostro J Se la vostra curiosità verrà stuzzicata e potrebbe esercitarvi una certa mancanza di controllo, vi assicuro non ve ne pentirete. Io questa curiosità l'ho assecondata, e sono davvero lieta di averlo fatto J





Titolo: A un passo dalla vita
Autore: Thomas Melis
Prezzo cartaceo: 14, 99 €
Prezzo ebook: 2,99 €
Casa editrice: Lettere animate
N° di pagine: 327
Trama: È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza patinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico.

venerdì 26 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: Gli eredi - Wulf Dorn

Una sera di fine ottobre mi ha vista lasciare per l'ennesima volta la mia casa e recarmi in un bel posto, quando una pila di romanzi attendevano il momento perfetto per essere letti, un anno dopo l'ultima intensissima lettura, periodi splendidi e sfavillanti, costruttivi e silenziosi, preparai il mio blocnotes preferito e mi calai nei panni di uno psicologo i cui pensieri erano nettamente opposti ai miei.
La lettura sarebbe proceduta come sempre benissimo, senza avvertire minimamente una grande diminuzione o disinteresse, con l'addentrarmi della storia, e così fortunatamente è stato. Allietata dalla presenza di un abile scrittore tedesco che, quasi con un sorriso sardonico stampato sulle labbra, mi avrebbe condotta in un luogo in cui avrei fatto perdere volontariamente le mie tracce, sono stata abbandonata qui, come resti di una memoria lontana, ricavando solo maggior soddisfazione e profitto da ciò che successivamente avrei visto o sentito. Ricavando solo una miscela disomogenea di sentimenti che sarebbero stati un grande vantaggio per il mio giudizio a fine lettura..

Titolo: Gli eredi
Autore: Wulf Dorn
Casa editrice: Tea
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 324
Trama: << Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga. >> Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell'ospedale, Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti del lato oscuro della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuto dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; nell'auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui non si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da non riuscire quasi a smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l'uomo che l'ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni … Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera a ogni sua aspettativa. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile.

giovedì 25 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: Cuore nero - Amabile Giusti

Senza il minimo motivo, mentre altri lettori forse saprebbero dare una risposta più esaustiva della mia, non nascondo che ho deciso di rileggere un romanzo che non leggevo da quando avevo diciassette anni. E che, sebbene io sia cambiata, le mie letture adesso prevedono un filone molto più maturo, ricco e vasto, non nego che anche questa volta Cuore nero abbia svolto un certo ruolo.
Questa lettura è stata puramente casuale. Per una challange indetta su Facebook avrei dovuto leggere un romanzo con del sangue in copertina. E quale romanzo, se non quello della Giusti poteva non rivelarsi la lettura più adatta? Forse avrei meritato di meglio fra le mani, lo confesso. Quando non si è più avvezzi a certi tipi di romanzi, sono quasi sempre negativi i pensieri che vorticano attorno …. Tuttavia è stata quella lettura che mi ha scelto, la prescelta. E ciò che avrei dovuto fare era semplicemente volgere le spalle a un mondo di cui non rinnego quasi tutto, pagando qualunque conseguenza per questa mia scelta, raccontando tutto e subito.



Titolo: Cuore nero
Autore: Amabile Giusti
Casa editrice: Delai Editore
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 523
Trama: A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? E ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt'altro che romantica dei rapporti sentimentali. Finché non si prende una cotta tremenda per Max, un compagno di scuola, e la sua razionalità inizia a vacillare. Lei, di solito brillante e decisa, si sente stupida e confusa. Eppure lui è fin troppo pieno di se, non il suo tipo, anche se è terribilmente attraente, e Giulia fa di tutto per reprimere le proprie emozioni e dimenticare la loro breve, insignificante storia. Una sera, mentre porta a passeggio il cane, incontra Victor, un ragazzo dall'accento francese che, sbucato dal nulla, le dice di essersi trasferito a Palmi da poco con la madre e la sorella. Biondi e pallidissimi, i tre sembrano avvolti da un mistero: escono solo di notte e abitano nella Villa dell'Agave, una vecchia casa dalla fama sinistra. Da quel momento, inaspettatamente, Max ricomincia a corteggiarla, e non solo: fa di tutto per metterla in guardia da Victor, come se sapesse qualcosa sul suo conto che non può rivelarle. Come mai i due si conoscono? Perché si detestano? Cosa nascondano entrambi? Trascinata da una passione irrefrenabile, Giulia piomberà in un mondo che credeva relegato alla leggenda e alla fantasia, un mondo abitato da esseri misteriosi assetati di sangue, che attraversano i secoli lottando per sopravvivere.

martedì 23 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: Suite francese - Irene Nèmirovsky

Un riflesso pervinca e argento ha sfiorato le strade, i parapetti lungo la senna, le torri di Notre Dame, in uno scenario fantastico, quasi surreale, costellato da momenti di angoscia, voci lente e rauche intonate da qualcosa di grosso e potente. Parigi ha avuto in tutto questo uno scenario luminoso ma angosciante, con i suoi profumi dolci, gli ippocastani in fiore, e nell'aria o nel silenzio un angoscia tattile.
Un posto in cui è stato possibile sentire palpitare l'anima di un paese che si affanna a rincorrere la beatitudine eterna, rughe che ricordano uomini e donne che si affannano ad amare sempre più il suolo con cui si è cresciuti. E in mezzo a tutto questo il brivido religioso di un anima, la cui voce è sprigionata dalla solitudine, dalle tenebre, che sovrasta ogni cosa e che con romanticismo e drammaticità condivide ciò che la sua coscienza si portava addosso.




Titolo: Suite francese
Autore: Irene Nèmirovsky
Casa editrice: Newton & Compton
Prezzo: 4, 90 €
N° di pagine: 415
Trama: Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Nèmirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista.

sabato 20 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: Rosemary's baby - Ira Levin

La trama di questo libro prevedeva e prometteva una storia sconcertante, incastrara nella sfera della modernità, che inevitabilmente si era piegata ai miei gusti di lettrice. Ebbene il romanzo di cui mi premurò di parlarvi quest'oggi ha riposato per qualche tempo sul mio Kobo, appoggiato tranquillamente sulla scrivania, mentre alternavo al digitale una lettura cartacea. E la storia non è stata esattamente come immaginavo, ma ha morso ogni parvenza di bontà, semplicità, per poi uscirne quasi casto. Il genio di Ira Levin ha puntato dritto verso una nuvola nera di sbigottimento, ansia, paura, che ha sovrastato ogni cosa, lasciando nulla al caso . Fissando con sguardo vuoto ciò che l'autore ha sapientemente dipinto, in mezzo a spettri che si tengono per mano e voci sussurrate all'orecchio, provenienti chissà da dove.
Titolo: Rosemary's baby
Autore: Ira Levin
Casa editrice: Sur
Prezzo: 16, 50 €
N° di pagine: 253
Trama: Guy e Rosemary Woodhouse sono una giovane coppia di sposi. Lui è un attore, in attesa della sua grande occasione; lei sogna una normalità borghese fatta di sicurezza economica, una bella casa, tanti figli. Dopo lunghe ricerche hanno trovato un appartamento nel Bramford - uno storico palazzo nel cuore di Manhattan, circondato da un alone di prestigio sociale ma anche da sinistre leggende - e di li a poco la loro vita sembra arrivare a una svolta: Guy ottiene una parte in un importante commedia e Rosemary resta finalmente incinta del primo figlio. Ma non tutto è destinato ad andare per il verso giusto. La gravidanza di Rosemary viene turbata da premonizioni e incubi notturni, da inspiegabili dolori addominali e strani incontri, e soprattutto dall'invadenza di due vicini, troppo premurosi per non risultare sospetti.

giovedì 18 ottobre 2018

Blogtour: C'è sempre un lieto fine - Charlotte Lucas


Le storie d'amore, quelle che mi piacciono davvero molto e per cui non rinuncerei per nulla al mondo, sono quasi sempre un ritrovo dove un anima sognatrice che ama sbizzarrirsi con questo tipo di letture e sa a cosa potrebbe andare incontro, può essere invasa da una certa calma e aver voglia di restarci. Se uno poi ci arriva venendo da un periodo turbolento, da storie di famiglie o generazioni complicate dove solitamente alloggia servita da autori frustati o solitari, può credere di aver sbagliato secolo o pianeta; può pensare di essere caduto nella valle del Paradiso o in una riproduzione animata di quel che per me è la parte più bella del mondo.
Nulla, a eccezione di questo lato positivo e colorato, incastrato in un pezzetto di mondo, è come quella continua sorpresa, inaspettata e sbalorditiva, che prende quando si incappa in letture come quelle di Charlotte Lucas, i cui pezzi di amore distesi sulla pagina con una certa naturalezza - ma anche tanta ingenuità - riguardano le vicende di una giovane sognatrice, romantica donna come tante altre, che si mosse agile in quella che è denominata dai sommi poeti: lotteria della vita. E proprio da qui che si snodano le vicende di questo semplice, ma carino romanzo, che sebbene troppo ingenuo, sdolcinato, quasi irreale, non rientra per me in quella categoria cui vi ho accennato sopra, è una storia che nel rumoroso sferragliare del tempo porta i piedi dei lettori a sorvolare nei cieli stellati di Ella o nel cuore pulsante di ciò che per lei ha più significato, su una finestra virtuale dall'aria luminosa e vaporosa, ogni volta con decine di lettori che premurosamente lasciano un segno del loro passaggio, dopo di che ogni cosa riprende il suo corso con una certa regolarità: le partenze, gli addii, le separazioni, i cambiamenti, un incongruente folla di lettori che attendono impazientemente di leggere quel nuovo post, quel nuovo pezzo di vita che possa portarli da qualche parte o da qualcuno.
Il lieto fine sono sempre dei treni diretti da qualche parte, e non importa se questi poi si rivelano inverosimili o poco concreti, o se il modo più semplice per arrivarci è un luogo, una cosa o una persona. Meta di tanti sognatori, come la ragazza americana a cui la Lucas riserva gran parte del suo tempo.
Non il mio caso, di cui lieto fine non ne ha ancora visto nemmeno la parvenza. Ma molto dissimile alla concezione di amore da cui io sono attratta, con cui sono maturata e ho maturato un certo modo di vedere le cose, ricettacolo di vita e rinascita.
E' cosa risaputa che ogni storia d'amore, qualunque modo la si voglia chiamare, ha predestinato un lieto fine. E' un mito vecchio e alquanto usato. Dovuto dal fatto forse che ognuno di noi aspira a una felicità imprecisata, a qualcosa che forse in cuor suo sa di non poter mai avere, troppo immerso nella piscina della vita, ma anche l'unico modo per accedere all'inaccessibile; che la teoria del finale positivo non impedisca la felicità a qualunque cuore umano, e che i pochi che rischiano di avventurarsi tornano con dietro mirabilanti storie di grandi ricchezze e effetti benefici, è un innato bisogno. L'uomo ha un innato bisogno di pensare che da qualche parte esista un Paradiso mancato, un luogo in cui poter trovare e ottenere la beatitudine eterna e in cui ogni individuo è in pace con se stesso e dove, non più sottoposto a niente e nessuno, è libero da ogni cosa. Magari anche dalla morte. Il romanzo di Charlotte Lucas, un messaggio d'amore positivo e ricco di speranza, con protagonista una donna che si aggrappa ai suoi sogni, alle sue speranze, come una scialuppa di salvataggio in un mare in tempesta, a questo proposito sa leggere nel cuore umano di chi ancora crede nella bellezza dei sogni, confida in un posto migliore e, soprattutto, nell'idea di poterci vivere. Qui spera di trovarsi un giorno Ella, nel mitico regno della purezza, anticamera del purgatorio, ultima meta cui penseremmo mai di risiedere; lì è la valle da cui si sono dipartite tante cose, da cui ha avuto origine la sua storia, con cui l'autrice esplica mediante il forte bisogno di non poter riuscire a sottrarsi al suo fascino. Neppure se lo volesse.

Niente da fare. Ella era più convinta. E io continuo a pensarci, se questa sua prospettiva sia del tutto giusta. Se forse non è invece del tutto esatto vedere solo il lato positivo delle cose, anziché una miscela o mescolanza di bianco e nero. Non tanto perché sono una lettrice cinica, fredda o indifferente. Tutt'altro! Piuttosto perché sono convinta che la vita sia una giostra continua di emozioni, una mescolanza di buono e cattivo, giusto o sbagliato, e avvertendo tutta questa positività, questo essere troppo ingenua, ho sentito nei desideri di Ella un fondo di verità, un espediente per dimostrarmi le sue <<certezze>> e darmi una prova. E da qui deriva la magia della mente! Qui sta il vero potere. Anche il << fuoco nello stomaco >> di cui mi ha parlato a profusione, quando la conobbi. La sua vita, la mia esperienza di leggere di lei e di capirla solo in parte, eppure, è stata memorabile. E sono davvero contenta di aver preso parte a questo blogtour. Se Ella non mi avesse chiamato, non credo avrei potuto dedicargli attenzione. Sarebbe stata parte di quel mucchio di fogli e inchiostro che ancora non hanno preso vita, parte di una vecchia iniziativa a cui mi sono piacevolmente adattata. Perché ogni lettore possa dedicare del tempo a questa autrice e a questo suo secondo figlio letterario, insegnandoci tutto sommato come il cuore possa riscaldarsi anche con poco, con l'aiuto della mente o della vita stessa, invadendoci e ricoprendo qualunque strato del nostro corpo.

martedì 16 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: Elmet - Fiona Mozley

Decisi di immergermi fra le pagine di questo caso letterario, e sedermi nella mia poltrona preferita, non avendo nemmeno l'opportunità di sapere se effettivamente leggere Elmet era ciò che più desideravo. Alcuni dei blogger che seguo hanno osannato e straconsigliato il romanzo della Mozley per la sua capacità di restare immobile, mentre uno scenario bucolico, introspettivo, quasi statico, prendeva vita pian pianino, senza nemmeno dare una certa importanza a un personaggio fatto di carne e ossa, bensì a tutto ciò che circonda questo piccolo paesino che si è spostato con dolcezza nei miei pensieri così come se mi fossi decisa di andare ad esplorare un giardino sconosciuto. Da questa lettura ho imparato un'infinità di cose: l'esercizio della pazienza in anni passato ad accrescere mediante diversi stati d'animo o situazioni, concetrazione, osservazione, desiderio, mentre i minuti si accumulavano come mucchi di neve e il silenzio cresceva intorno a me.
E seduta adesso dinanzi al computer, pronta a redigere quello che è il mio pensiero al riguardo, vi parlo di questa storia come se stessi sbrigliando la matassa di un infanzia tanfibile come la seta di un abito pregiato, o avessi assaporato qualcosa di nuovo, melodico e saporito che si è mescolato ai miei sentimenti per dare concretezza e veridicità a qualcosa che alla fine è ben più di uno stato d'animo.

Titolo: Elmet
Autore: Fiona Mozley
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 276
Trama: Elmet, l'ultimo regno celtico indipendente in Inghilterra, terra di nessuno e santuario di fuorilegge, rifugio ma allo stesso tempo trappola, è il lembo sperduto dello Yorkshire che oggi fa da sfondo a questa storia. Vi abitano Daniel e Cathy, fratello e sorella adolescenti. Sono stati abbandonati dalla madre, che sembra essere sparita nel nulla, e vivono, senza regole e senza contratti col mondo esterno, col padre John, un pugile di strada burbero e solitario, nella casa in mezzo ai boschi che lui ha costruito con le sue mani, dormento all'addiaccio nei primi giorni, sostenendosi di caccia e raccolta. Un vero e proprio nido, in cui i tre trovano la serenità, finché non compare il signor Price, ricco proprietario terriero senza scrupoli, padrone di gran parte degli alloggi e dei terreni locali e sfruttatore dei suoi lavoratori, che reclama il terreno dove John ha costruito la sua casa, affermando di possederlo legalmente. E con le stesse mani con cui ha ricreato una serenità perduta, John sarà pronto a difenderla …

domenica 14 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: I cacciatori di vampiri. La saga completa dei Gardella - Collen Gleason

E così le nostre rispettive strade, che presto o tardi hanno trovato un punto d'incontro nelle settimane e giorni a venire e che, come demoni, sarebbero state le principali divergenti per buona parte del mese di ottobre, si formalizzano oggi con la recensione unica di ben 4 volumi di un avvincente e straordinaria saga, con la certezza di buoni propositi e aspettative che man mano avanzavo nella lettura Victoria, Sebastian, Lilith, Max, dichiaravano la mia imminente presenza. In seguito mi sono chiesta se una lettura fervida, quasi febbricitante di 5 volumi in meno di due settimane riesca a dimostrare l'effetto che i Gardella hanno avuto su di me, in cui mi sono pazientemente mossa fra i nodi di una matassa che alla fine verrà sbrigiliata, circondata dall'odio, dall'amore, dal senso di colpa di tutti i personaggi di questa storia che ha attanagliato la mia e la loro vita.
Titolo: I cacciatori di vampiri. La saga completa dei Gardella
Autore: Collen Gleason
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 1073
Trama:  Da generazioni i Gardella sono cacciatori di vampiri: al compimento della maggiore età i discendenti sono chiamati ad accettare il destino della famiglia. Questa volta la prescelta è Victoria. Mentre la sua vita scorre tra sontuose sale da ballo e vicoli solitari illuminati dalla luna, il suo cuore è diviso tra il più ambito scapolo di Londra, il marchese di Rockley, e il suo enigmatico alleato, Sebastian Vioget. Ma quando si ritroverà faccia a faccia con il più potente vampiro mai esistito, Victoria dovrà compiere la scelta estrema tra amore e dovere…

venerdì 12 ottobre 2018

The coffee booktag

La mattina, specie se lavorativa e frenetica, il caffè è un buon modo per dichiararsi esseri umani. Per  come la vedo io, dove milioni e milioni di persone fanno uno sforzo tremendo per staccarsi dall'abbraccio caldo e accogliente delle lenzuola, per scavalcare il momento in cui si è in bilico fra uno zombie e un vampiro, mi sembra più che appropriato attribuire al caffè una certa importanza. Per quanto mi riguarda, non ho bisogno di scuse per parlare di caffè. Lo bevo naturalmente come leggo i libri. Assaporo questo momento ogni mattina così come un amante avrebbe avuto bisogno di scuse e tributi per dichiarare il suo amore a qualcuno.
Se il caffè mi appare qui così essenziale, non c'è alcuna ragione quindi per non augurarvi un buon venerdì se non con un booktag incentrato proprio sui libri e sul caffè. Che si tratti di forte, o macchiato, doppio o decaffeinato, il mio tempo quest'oggi è dedico a questo simpatico giochino che dichiara quanto sia importante per me questa solida unione - caffè e libri -, affinché altri lettori si adattino a questa "novità".
Le domande sono alquanto semplici. Chi vuole buttarsi, mi lasci qui sotto un commento con il link con il quale risponderete a queste domande. In tutto ciò, un'unica certezza che non riesco a togliermi dalla mente: i libri sono un po' come il caffè, una forma indistinta che nemmeno il fragore del mondo può ridimensionare.

Caffè nero: Un libro intenso e difficile da digerire
Una lettura bellissima, sbalorditiva, ma piuttosto impegnativa. Di questo romanzo serbo un ricordo particolare: i miei innumerevoli tentativi di leggerlo completamente, in quanto è un opera ambientata nella Russia del XIX secolo che non poche volte mi ha spiazzata, scoperta combattuta e insicura nel proseguire o meno la sua lettura.

martedì 9 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: Sogni di mostri e divinità - Laini Taylor

La sensazione immediata fu una specie di sollievo per il fatto che Akiva e Karou erano salvi. Insieme avevamo vissuto un'infinità di sensazioni, vissuto un'infinità di momenti che è stato come il convergere di due torrenti: i ricordi provocati dalla lettura di questi romanzi e le meraviglie scaturite dalla storia di questi due angeli che si sono fusi a ogni passo. L'infinità dell'abisso ha scrutato le loro anime, ed è stato piuttosto difficile definirsi normali in un mondo che di normalità possiede ben poco.
Sarebbe stato tutto più facile se non fossi diventata un tutt'uno con questa storia, eppure se così non fosse stato non penso avrei potuto assaporare e decantare le meraviglie di questa landa deserta, fiorita nell'arte, nell'amicizia, nell'amore. Dietro tutto questo, un opera realizzata a tavolino che mediante un'infinità di personaggi mi ha persino ingannata e incastrata nella sua morsa. Affidata alle cure dell'autrice, trascinata saldamente e inaspettatamente in cui  l'anima vi si è posata con estrema delicatezza.




Titolo: Sogni di mostri e divinità
Autore: Laini Taylor
Casa editrice: Lain
Prezzo: 14, 50 €
N° di pagine: 570
Trama: La misteriosa Karou è una chimera unica nel suo genere: al contrario dei suoi simili, l'eroina della trilogia La chimera di Praga ha sembianze umane, impreziosite da meravigliosi capelli blu. E' innamorata di Akiva, un angelo dalla bellezza eterea. Angeli e chimere sono però nemici naturali, in lotta da secoli. C'è solo un modo per ristabilire la pace: tentare un'alleanza fra le chimere e quegli angeli che, come Akiva, hanno deciso di ribellarsi al loro imperatore.

lunedì 8 ottobre 2018

Una voce fra le soglie del tempo: Francis Scott Fitzgerald

Per un attimo mi ero dimenticata di questa "nuova" rubrica, che qualche mese fa ho ideato per il semplice gusto di farlo, agitando le dita su una tastiera grigia e un po' consumata e guardando a turno ciascuno di quei personaggi protagonisti mensilmente, senza capacitarmi come sia giunto l'ottavo giorno del nuovo mese, e incapace di trovare nell'immediato le idee. E sebbene mi sento quasi sempre in dovere di far trasparire ciò che tengo saldamente dentro, mediante quel battesimo magico che mette in contatto il mondo di qua con quello di là, invasa dalla dolcezza di un'estasi interiore, non manca dunque di far sedere comodamente sulla mia poltrona preferita un uomo davvero grande, grande come le sue opere del resto, protetto parzialmente dalla luce di un fuoco carico di sfarzo e frivolezze.
Le sue opere infatti mi hanno tenuto sotto tiro con lo sguardo per parecchi giorni, parecchie volte, prima di voltarmi e girargli le spalle.
Mediante personaggi avvenenti  ed educati, figure pulite, dure e categoriche, immerse nello scetticismo universale, che altri non sono che l'alter ego dello stesso Fitzgerald, o nemesi di una figura che col tempo molti lettori hanno amato e coccolato, dal rozzo vigore che invita i vecchi eufemismi dal destino troppo evidente lungo una scorciatoia che porta al niente, Fitzgerald si è avvicinato al mio orecchio sussurrandomi qualcosa che io non sapevo. Ho conosciuto così un uomo dal temperamento forte e un po' distaccato, dalla cui figura trapela qualcosa di nebuloso, preoccupato, vago, drammatico che me lo ha fatto designare come qualcuno a cui è stata strappata la felicità. Ogni rimasuglio di speranza, addirittua di vita, che vaga lungo la riva dell'assurdo, avanza verso nuvole evanescenti che poi fluttuano verso il cielo. Talvolta infatti ho avuto l'impressione di aver affiancato un uomo vuoto come un guscio. Ho avvertito tutto il peso della sua tristezza, crogiolarsi nel dolore, deperirsi senza che io potessi fare niente. Il congegno artificioso delle emozioni, dei ricordi, esposti quasi sempre ai venti della vita, mi hanno consentito di calarmi nel vivo di un mondo all'apparenza popolato da cartoni animati, di personaggi drammatici che scontano fino alla fine il mestiere della vita.
I romanzi di Fitzgerald infatti sono una selvaggia immersione dell'anima, un tuffo di tutti i colori in un'unica tinta scura, una debole cantilena americana che continua a corteggiare il mondo, trascendendo con una certa durezza, con un certo autocontrollo e disciplina del secolo. Sullo sfondo di crepuscoli quasi sempre verdognoli, in una New York affollata e colorata, fra feste, cocketel e pianoforti che sprigionano una splendida melodia.

sabato 6 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: La città di sabbia - Laini Taylor

Il mondo realizzato da Laini Taylor è ancora per me sconosciuto. La sua prosa, così semplice ma evocativa, rivolta verso un pubblico di giovani adulti ma anche adulti, ha un chè di lontano, remoto, come un vecchio poema omerico, conferendo così ai suoi romanzi un aspetto bellissimo e meraviglioso che persino un lettore non avvezzo a questo tipo di letture penso amerebbe perdersi. Un mondo lontano, dipinto con una vastità di colori, inviolabile e introvabile, con dentro pezzi di un puzzle che lentamente stanno trovando una loro collocazione.
Non c'è nient'altro da dire, se non che questo secondo volume è un opera in cui si cerca affannosamente di trovare una via di fuga. Redimersi da certi peccati, e, meravigliosamente trovarsi in situazione viscose, con tanto di benvenuto.
Il mio, quest'oggi, è anche un benvenuto o un invito ad imbarcarvi fra le meravigliose pagine di questa saga che, a dispetto delle mie supposizioni, non credevo di rimanerne così assuefatta. Sebbene young adult non ne leggo più come una volta, anche se questa tipologia di letture non rientrano più fra le mie preferenze.




Titolo: La città di sabbia
Autore: Laini Taylor
Casa editrice: Lain
Prezzo: 14, 50 €
N° di pagine: 460
Trama: La studentessa d'arte Karou ha finalmente le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è e cosa è. Ma, insieme a questa scoperta, un'altra verità affiora in superficie, una realtà che la ragazza farebbe di tutto pur di ignorare; ha amato un ragazzo che le è nemico, lui l'ha tradita e per questo il suo mondo è sconvolto. Ora, in un kasbah dimentica nel deserto del Marocco, Karou e i suoi alleati si preparano a uno scontro definitivo contro l'armata dei serafini e sotto la luce delle stelle plasmano creature di potente forza distruttiva. Akiva, legato dall'appartenenza all'esercito degli angeli, ma gravato da un profondo conflitto interiore, inizia a progettare un altro tipo di battaglia: quella per il riscatto. Per la speranza.

giovedì 4 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: Cacciatori di vampiri - Collen Gleason

Se la mia vita finisse in questo istante non penso potrei essere più soddisfatta di così! Questo per dire che la mia vita, nei primi giorni di ottobre, è rimasta saldamente legata a quella di una giovane donna che nella fine dell'Ottocento si muoverà fra schiere di vampiri e creature inviolate persino da Dio.
E quella di oggi è la mia opinione riguardo una lettura di cui non sono più avvezza ma che, seducente e ammaliatrice, mi ha guardata come se volesse dirmi qualcosa … E alla fine qualcosa mi ha detto, ed io non ho potuto non essere più felice di così.
Titolo: Cacciatori di vampiri
Autore: Collen Gleason
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 9,90 €
N° di pagine: 279
Trama: Generazione dopo generazione, uno dei discendenti della famiglia Gardella deve accettare il destino della stirpe e diventare cacciatore di vampiri. Questa volta la prescelta è Victoria, diciotto anni ancora da compiere. Mentre la sua vita si snoda tra la folla delle sale da ballo e le strade solitarie illuminate dalla luna, il suo cuore è diviso tra il più ambito scapolo di Londra, il marchese di Rockley, e il suo enigmatico alleato, Sebastian Vioget. E quando si ritroverà faccia a faccia con il più potente vampiro mai esistito sulla terra, Victoria dovrà compiere la scelta tra amore e dovere. 

mercoledì 3 ottobre 2018

Cover reveal: Vali ogni rischio - Giovanna Roma


Giovanna ed io ci "conosciamo" già da qualche mese, e così ogniqualvolta mi scrive per poter partecipare al blogtour di un suo figlio d'inchiostro, mi sembra doveroso parteciparvi. Non mi soffermerò molto in questa breve introduzione, ma anche questo romanzo sembra non lascerà indifferente chi deciderà d'imbarcarsi in un avventura travolgente e sensazionale come questa. E per non creare l'ennesimo poema in un post che di per se è già piuttosto lungo, vi lascio con tutti i dettagli e la segnalazione del nuovo figlio di carta di Giovanna che ho il sospetto prometterà faville ;)

Titolo: Vali ogni rischio
Autore: Giovanna Roma
Casa editrice: Selph pubblishing
Data pubblicazione: 24 ottobre 2018
Trama: La notte in cui il Comandante dell'esercito è entrato in teatro, io ero su quel palco. La più giovane tra le ballerine classiche, la più testarda tra le ragazze che lui avesse mai incontrato. La famiglia per la quale versava sangue era la finanziatrice della Compagnia, la stessa che decideva il nostro futuro. Ho fatto di tutto per coronare il mio sogno, spingendomi persino a stringere un accordo con quel vizioso di Stefan Nazir. Sono stata ingenua, lo ammetto. Avrei dovuto prestare più attenzione alla sua arroganza e meno all'oceano degli occhi. Ben presto il suo nome ha provocato un nodo allo stomaco e i colibri nel petto. Ora è impossibile prevedere le conseguenze. Mi aveva avvertita di non conoscere sconfitta e io gli ho giurato battaglia. Nascondo più di quanto crede, e non mi fermerò finchè non avrò raggiunto lo scopo. Un accordo violato. Una prigionia cospirata. Una guerra imminente. Quale sarà la sua prossima mossa?

martedì 2 ottobre 2018

Romanzi su misura: Settembre

I primi del mese rivedo sempre il numero spropositato delle mie letture ancora per qualche minuto, prima di riporli sugli scaffali, dopo aver incontrato gente di ogni tipo e scoperto cose di diverso genere. Come sempre, da un riepilogo di letture si imparano tante cose. O, perlomeno, si rivelano molte cose, ma niente cambia i sentimenti, le predisposizioni,  quel fulcro fondamentale che riassuma le mie letture. Si tratta di belle storie che ho visto persino da lontano, ed alcuni mi hanno persino raccontato qualcosa d'importante: il piacere intrinseco della lettura.

Sfide letterarie

Rumoroso, confusionario, lento, dispersivo, piacevole ma non caloroso, una tela medievale per nulla meravigliosa ma sotto sotto intrigante il cui fervore è andato a scemare via via ci si avvicina all'epilogo. Il capitolo finale di una saga che protende le sue algide braccia, ma che non tutti accolgono calorosamente.
Valutazione d'inchiostro: 3

lunedì 1 ottobre 2018

Gocce d'inchiostro: L'amante di Lady Chatterley - David Herbert Lawrence

Nelle mie letture odierne non c'è alcuna differenza fra una storia e un'altra, combinazione di sentimenti o emozioni, piuttosto dal modo con cui essa è raccontata. Le storie che più mi piacciono sono quelle d'amore e, come una malattia che nasce nella mente molto prima essa abbia una sua particolare funzione, L'amante di Lady Chatterley ha eseguito su di me un certo potere. Cogliendo alcuni aspetti del cuore umano, che per qualche tempo avevo messo da parte o avevo ignorato propositamente, adattando i miei gusti di lettrice al modo di essere dei personaggi di Lawrence. Alla sua anima, alle sue rocambolesche avventure.









Titolo: L'amante di Lady Chatterley
Autore: David Herbert Lawrence
Casa editrice: Newton e Compton
Prezzo: 8, 50 €
N° di pagine: 377
Trama: Connie Chatterley è moglie di sir Clifford, un aristocratico che in seguito a una ferita di guerra è diventato impotente (metafora della sterilità intellettualistica della sua cultura e della sua classe). Connie desidera la maternità e la sua carica vitale la spinge verso il guardacaccia Mellors. Nasce tra i due una passione e quando Connie si accorge di aspettare un bambino, lascia il marito e va a vivere insieme a Mellors.