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domenica, giugno 11, 2017

Gocce d'inchiostro: Gabriel's inferno. Tentazione e castigo - Sylvain Reynard

Finalmente una delle letture che avevo in corso è giunta a conclusione. Prolungare la lettura di romanzi mi ha sempre pesato. Ognuno di noi è padrone di una vita propria, e gli attimi che la scandiscono talvolta ci sorprendono nel trovarci nervosi, smaniosi o addirittura depressi. Non c'è niente da fare. Certe situazioni accadono a tutti. E come tutti anch'io mi sono trovata imbrigliata come due nodi di una matassa.
La recensione di quest'oggi parla di un romanzo che lessi quando fu pubblicato, nella lontana estate del 2013, e che, concerne ad alcuni situazioni della mia vita, mi ha dato l'impressione avesse qualcosa di speciale a dispetto di tanti altri romanzi letti. In verità è stato così, ed è per questo che la sua lettura, specie in questo periodo particolare della mia vita, ha avuto una sua particolare attrattiva. Presentandosi con prepotenza ed impetuosità, con testi o regole tratte dalla Divina commedia  che non potranno non accrescere il nostro interesse.
Augurandovi un felice weekend, confidando in un arrivederci, vi auguro buona lettura e un buona domenica. E, se Dio permette, con la promessa di portarvi presto nella splendida Notre Dame di Hugo. Splendida e magnifica, che vivrà a lungo nella mia memoria.


Titolo: Gabriel's Inferno. Tentazione e castigo
Autore: Sylvain Reynard
Casa editrice: Nord
Prezzo: 15, 90€
N° di pagine: 572
Trama: Gabriel e Julia sono due anime inquiete. Per lui, qualsiasi trasgressione è lecita, qualsiasi donna è una preda. Tuttavia niente è in grado di placare i demoni del suo passato e la felicità è un sogno irrealizzabile. Perché quella del professore universitario di successo - un'indiscussa autorità negli studi danteschi - è solo una maschera dietro la quale si nasconde uno spirito tormentato. Come Dante, anche Gabriel è circondato da una selva di ricordi e di peccati inconfessabili.
Per Julia, la vita è sempre stata una strada in salita, segnata dalla perdita delle persone che amava e da una relazione sbagliata. Eppure adesso lei ha l'occasione di ricominciare da capo e di dedicarsi allo studio di Dante sotto la guida del celebre - e temuto - professor Gabriel Emerson.

E il loro incontro cambierà tutto. Negli occhi di quell'uomo, profondi e pericolosi come il mare in tempesta, Julia percepisce una disperata richiesta d'aiuto. Negli occhi di quella studentessa, luminosi e puri come quelli di un angelo, Gabriel intravede una promessa di redenzione. Ma lei sarà in grado di guidarlo lungo la <<diritta via >>? E lui riuscirà a dominare il proprio lato oscuro per abbandonarsi tra le braccia della sua Beatrice?
La recensione:

Lo amava tanto da straziarsi il cuore, da sempre. Bruciava di un amore talmente intenso che la sua fiamma non si era spenta, nemmeno nei periodi di oscurità più fitta.

Le due settimane che ho impiegato a raggiungere Gabriel e Julia mi sono sembrate due anni. Ho viaggiato sul sedile morbido di una poltrona rivestita in pelle, nel salone di casa mia, con la luce abbagliante di un tramonto quasi estivo, che annotavo frasi o parole nel mio immancabile blocnotes, volgendo lo sguardo a due anime contrite ma dannate. Due ragazzi che inconsapevolmente avevano imboccato una strada in cui non c'è alcuna via d'uscita. In una notte mite, serena, sentendo nel palmo di una mano l'essenza di un amore che sognavo di possedere da tempo.
Ho guardato la città di Toronto sfilare dietro i finestrini appannati di uno spazio virtuale come un miraggio lontano dove pensavo non avrei fatto ritorno. Incrociando passanti e studenti, dall'anima irraggiungibile.
Non ho mai compreso il vero significato della parola "amore". Le storie che leggo, i romanzi con cui mi nutro, sono solo un pallido riflesso di ciò che ho letto e vissuto in questi ultimi mesi. Le parole adoperate da quest'autore, così semplici, soavi, incastrate alla perfezione, nella corrente di un fiume forse un po' troppo impetuoso sono state davvero perfette. Nel momento del bisogno, nato dal desiderio di leggere qualcosa che traboccasse di sentimenti e che tuttavia mi ha impedito di trovare un certo equilibrio. Ma tanto per essere precisi, non è la prima volta che mi succede, non con Reynalds o con la Nin, che come un passante giunto per caso in una località sconosciuta mi ha nuovamente preso alla sprovvista e provato strane e inspiegabili sensazioni.
Ricordo molto bene la prima volta che salì a bordo di un treno che inconsapevolmente mi condusse nelle vette più insormontabili del piacere, nonostante talvolta si sia impantanato in stazioni tetre e fosche, ho creduto alla sua meravigliosa magia. Parole che silenziosamente sono entrate nella carne e che, sparse in mezzo a ombre che si tengono per mano, al chiarore incandescente di un camino, indugiando nel mio cuore molto più del dovuto. Estirpando la letteratura italiana, in quanto narrarci la vita di un uomo che fa della sensualità una potenza del corpo, vergine e dannato, angelo perverso, creatura dai due volti: santo e sinistro, mi ha indotto a fissare un punto, e non capirci più niente.
Lo spettacolo era cominciato da un po'. Una voluttà inspiegabile aveva percorso tutto il mio corpo. Una vita incandescente, intensa così come quella che si trova in un'amante. Un rapporto intenso ed effervescente creato inconsciamente, in cui si cerca di ampliare i dolori e i piaceri degli amanti. Una scrittura zeppa d'intensità immaginativa, causata dall'impossibilità di non poter raggiungere la beatitudine eterna, in quanto vivere fino in fondo uccide l'immaginazione e l'intensità. Un amore circondato da resistenze, peccati carnali e non, che suscita un miscuglio di sentimenti, che nonostante tutto mi hanno permesso di avvicinarmi. Stanca di sognare, fantasticare, drammatizzare, scrivere. Da tutto questo sono stata sommersa. Da grida forti e selvagge, quasi senza respiro, inarticolate, prive di senso dal fondo più primitivo dell'essere. Una gioia lacerante che lascia svuotati, senza parole, conquistati. In pagine che esaltano per la loro perfezione e raffinatezza, acutezza e toni fantastici. Misti a una buona dose di poesia e tenerezza che creano un angolo tutto speciale nel cuore di chi legge.
Leggendo Gabriel's Inferno non ho potuto fare a meno di provare quel che si prova quando si è completamente assuefatti da certe storie: un'improvvisa vertigine, un calore che percorre il corpo, una confusione dei sensi. Qualcosa che nel corpo si risveglia, d'indistinto e osceno, come una sensazione strana e particolare, dovuta da una specie di appetito ed inquietudine, misto a fascino.
Tutto ha visto come protagonista un uomo dal temperamento irruento, diretto, brutale. Giunto, inaspettatamente, da strade, vialetti, emerso da gruppi di persone cupe e senza volto. Una folla immaginaria si apre al suo cospetto. Risplendente, incredibile, venuta apposta per me. Dentro di me come una persona da proteggere e amare. Coinvolta in atti osceni e passionali, tragedie o debolezze. Completamente immersa nei sogni, con azioni vissute solo a metà. Bruciante d'intensità di vita. Sperimentatrice di molte vite, incluse quelle condivise: vite ricche e piene dalla nascita alla morte.
Da questa storia, da questo racconto sono tornata a casa, da un amore dolce e passionale, completamente avvolta da coperte di parole. Ho visto Gabriel compiere uno sforzo sovraumano per risorgere, continuare a sguazzare in uno stato di bruciore e sofferenza. 
Il mio treno era diretto verso una terra sconosciuta e, quando scendevo in questo splendido harem segreto, avevo l'impressione di vedere tutto nitidamente, mentre due amanti curiosi e voraci esploravano l'uno il corpo dell'altro. Chi incontrai fu invece del tutto inaspettato, come il potere di scoprire una voce. Una voce assopita da tempo, ma adesso forte e chiara che mi è scivolata addosso come le note di un pianoforte, percuotendo tutto il mio corpo. Una voce profonda e allo stesso tempo schietta, vivace che risuonava nelle stanze buie del mio animo. Muovendosi agile come un cavallo da corsa, offuscando tutto il resto: la frenesia del giorno, la monotonia di una vita sempre uguale a se stessa. Ed io l'ascoltavo ipnotizzata, incantata. Ogni volta che leggevo una sua storia mi sembrava di cadere in una spirale vertiginosa, catturata dagli ingranaggi di una voce bellissima. 
Gabriel's Inferno è un pezzo di puzzle che compone il ciclo di romanzi che s'intrecciano nel mondo di Reynalds. Personaggi dalla vita avventurosa, che tuttavia non hanno mai trovato una sicurezza totale. Una delicata sicurezza che è stata lentamente nutrita, ai mali che sono stati loro inflitti, cercando di perfezionare e sanare il corso di uno strano destino.
Leggere di Julia e Gabriel è stato come un gesto famigliare e tenero, che ho fatto già in passato e che rifarei altre milioni di volte. Come se loro mi appartenessero. Quando si ama incondizionatamente qualcosa o qualcuno, un gesto spontaneo che è offerto dal cuore, che in fondo è essa stessa una forma d'amore, suscita ammaliamento. Ho visto una giovane donna preoccuparsi a guardare oltre due occhi color smeraldo e riconoscere l'anima di un uomo perduto, finito, bisognoso di redenzione e guarigione.
Rinunciare per sempre al sesso, in cambio dell'amore di cui parlano i poeti e i miti. Questo è l'affetto per il quale si strugge Julia, per il quale mi sono dibattuta per molto tempo, senza più crederci. Diventare la musa di qualcuno, essere venerata e adorata, con tutto il corpo e tutta l'anima è sempre stato uno dei miei più reconditi desideri. E solo così, leggendo per l'ennesima volta questa bellissima storia ho potuto ascendere al Paradiso.
Sono stata catapultata in un college americano, dinanzi a una arcigno professore, col sottofondo i suoi lamenti o borbotti. Offrendo come spettacolo qualcosa di malinconico, che resta ai bordi, a cui fanno da cornice personaggi che entrano nella lotteria della vita, e che cadono in questa torbida malinconia come gelatina. Inconsapevoli del loro vagabondare e le cui uniche avventure si svolgono fra bianche e candide lenzuola.
Straordinario e stupefacente quadro, ricco di immagini che non lasciano spazio a dubbi o perplessità, lunghe e intense impennate amorose, è una confessione sussurrata nel cuore della notte a un vecchio e opaco specchio che, dopotutto, riflettono l'anima di ognuno.

<< Lasciami tentare comunque. Le tue mani sono talmente piccole. Nessuno, nemmeno la pioggia, ha mani così piccole. >>

Valutazione d'inchiostro: 5


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