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giovedì, agosto 22, 2019

Gocce d'inchiostro: Jalna - Mazo De La Roche

Solo qualche giorno fa osservavo Jalna col cuore colmo di un’indicibile speranza. Dopo che avevo conosciuto Elizabeth Jane Howard, la conoscenza de La Roche mi sembrava appropriata; avevo proseguito il percorso delle mie letture con la certezza che potesse ammaliarmi, affascinarmi, domandomi dubbiosa se alla fine il polverone che aveva scatenato fosse concreto. Perfino nel momento in cui decisi di avventurarmi nella brughiera inglese e incolta di Jalna non avevo ancora deciso, e indugiai parecchi minuti sotto la luce del portico assediata da falene e farfalle, nel tentativo di scegliere la meno disastrosa delle alternative.
I casi erano due: entrare subito, affrontando qualunque cosa il Caso mi riservasse. O offrire una spiegazione valida per cui il romanzo non si fosse rivelato attinente ai miei gusti.
Con ogni probabilità, La Roche si è confermata un’autrice alquanto valida e questo suo romanzo una certezza meravigliosamente descritta in pensieri semplici e articolati, trapelando nient’altro quelle che sono state sin da subito le sue intenzioni: realizzare dal nulla un classico che richiama costantemente il passato.
A tal proposito ho amato questo romanzo e tutti i suoi personaggi, tentata da ognuno di loro, intestardita a svelare misteri e segreti. Di tutte le sensazioni precedenti, non mi ero preparata ad amarlo così tanto! E, come ogni classico di questo nome, non posso che invitarvi caldamente alla sua lettura.

Titolo: Jalna 
Autore: Mazo De La Roche 
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 384
Trama: I Whiteoak, numerosa famiglia di origini inglesi, risiedono a Jalna, grande tenuta nell’Ontario che deve il suo nome alla città indiana dove i due capostipiti, il capitano Philip Whiteoak e la moglie Adeline, si sono conosciuti. Molto tempo è trascorso da quel fatidico primo incontro. Oggi – siamo negli anni Venti – l'indomita Adeline, ormai nonna e vedova, tiene le fila di tutta la famiglia mentre aspetta con ansia di festeggiare il suo centesimo compleanno insieme ai figli e ai nipoti: a partire dal piccolo Wakefield, scaltro come pochi, infallibile nell’escogitare trucchi per non studiare e sgraffignare fette di torta, fino al maggiore, Renny, il capofamiglia, grande seduttore che nasconde un animo sensibile. La vita a Jalna scorre tranquilla, fino a quando due nuore appena acquisite arrivano a scombussolarne gli equilibri: la giovanissima Pheasant, figlia illegittima del vicino, il cui ingresso in famiglia è accolto come un oltraggio, e la deliziosa Alayne, americana in carriera che, al contrario, con la sua grazia ammalierà tutti, specialmente gli uomini di casa.

La recensione:
Avevo creduto di non poter aspettarmi nulla, finchè non arrivai a Jalna. Ero convinta che avrebbe prevalso la noia, il tedio, che solitamente sorgono in momenti in cui decido di imbarcarmi in storie di cui non ne conosco ne il suo inizio ne la sua fine, ostinata a seguire le orme di una famiglia, che lentamente stava sbocciando nelle loro umile membrane, come frutti maturi avvolti da un manto di vita vergine, dove prevalevono continuamente desideri sopiti fra cui quello della donna di poter essere forte e indipendente.
Non vi è stato bisogno di dire o fare altro; Jalna era immersa in una certa quiete, gaia, vivace, talvolta eccessiva talvolta esagerata esplicata dall’energia stessa di questa famiglia che riesce a contrastare e combattere chiunque, qualunque divergenza. Energia che trapelano e fagocitano da questa tenuta, e che come una mano invisibile li imprigiona nella sua morsa. Per farla breve, la vita di queste anime era imprigionata in questa tenuta. Senza saperlo, era questo il posto che cercavo e sul quale ho perso completamente contatto con la realtà. Ma una storia, per essere reale, ha bisogno di vere e propria fondamenta, quella su cui sorge questa bellissima tenuta dove io vi ho posato lo sguardo, come una variante a ciò che il tempo e lo spazio mi avrebbero riservato.
La questione risultava alquanto ovvia: questo era ciò che accadde nel momento in cui mi incappai nelle vicende che l’autrice tesse così bene e in cui una ragazza semplice e romantica come me si trovò nell’impossibilità di volgergli le spalle. Ci volle solo una ventina di pagine per comprenderne i motivi. Ho visto migliaia di personaggi, figure alla deriva che si configuravano perfettamernte al loro ruolo, e che spiccavano come una scialuppa di salvataggio dinanzi a un mare in tempesta. Loro erano la linfa vitale di questa storia; una produttività vasta e accurata di dettagli che covano segretamente nel cuore umano e che hanno raggiunto repentinamente il mio cuore.
Jalna, così come la saga dei Cazalet, rappresenta una minima parte di questa totalità. Il grosso sta nella pubblicazione dei successivi quindici romanzi, di cui non si sa ancora niente. Le mie supposizioni vertono da viaggi senza ancora una collocazione fissa, da cui ho potuto scorgere i segni dell’unica attività che si era consolidata in queste pagine.
Jalna a questo proposito è il primo volume di una saga famigliare che non fa vedere tutto chiaramente, ma è una tela bianca, un poema squisitamente seducente e romantico che è una continua ispiraizone per chi abbraccia per la prima volta la scrittura, punteggiata da una narrazione scandagliata dall’introspezione acuta dei personaggi, che hanno influito su di me come un fiume in piena a cui è difficile resistere. Ma questi non sono che piccoli dettagli di una metafora; Jalna è il pallido rilfesso di ciò che è fagocitato nelle sue viscere e da cui è trasparito qualcosa di magico, riservato, fine, avvincente, diverso.
I particolari del suo aspetto passano in secondo piano, della scoperta che ho letto questo romanzo come un meraviglioso poema letterario che, attraverso una serie di svariate vicissitudini, hanno balenato nella mia mente come fari in una notte buia e oscura. Straniera di passaggio, viandante curiosa e insicura che proveniva da tutt’altra parte e che ha danzato con ogni singola figura ritratta in questa tela, impiegando esclusivamente il suo tempo in sua compagnia pur di raggiungere le sottili membrane del suo cuore.
Un ondata di informazioni, di eventi mi sommersero. Anche se Jalna non lo si può propriamente definire come un romanzo d'avventura, ma che conserva, nel suo lungo tempo, nella sua magnifica essenza, immagini che saltano agli occhi, saltano fuori dal nulla in ordine sparso ma perfettamente nitide come se non fosse trascorso chissà quanto tempo. Esitanti, sono mutate in un rapido diluvio di eventi, interi dialoghi, sfumature per sfumature. 
Romanticamente parlando, definirei Jalna un romanzo epico, la storia di una famiglia comune e le vicissitudini del loro approccio su un mondo. Che si sia trattato di un romanzo bellissimo, indimenticabile, lo si capisce immediatamente dalla prosa dell'autrice o dal poco tempo che mi servì per immergermi fra le sue pagine. 
Così come la bellissima cover con cui è rivestito, i fili d'oro intrecciati così bene ne realizzano un mosaico armonioso ma molto semplice, che penso derivi dal fatto che la scrittura de La Roche trasmette un ché di rassicurante. 
Questo primo volume ti lascia addosso un manipolo di sentimenti che ancora tuttora non riesco a tenere a bada. Aggrappata scrupolosamente a un agenda colorata, mi sono così avviata lungo le strade dell'Inghilterra come sedotta dal forte andamento di un fiume dai rumori liquidi. Poesie centellinate da stili di vita frenetici e appassionati, una luce che divampa nella notte, il mondo di carta in cui amo vivere perfettamente reale e tangibile.
Miscela omogenea di colori che convergono in un unico bellissimo quadro, Jalna è un giovamento per l'anima dovuto dalla tenacia, da una forte passione per la scrittura e la letteratura, mentre una poetessa, una lettrice del cuore umano componeva col sorriso trame semplici. 
La bellezza di una storia spesso può entrarci dentro, letteralmente. Racchiusa in una tenuta invasa dalla vegetazione, l'anima di questa opera fa trattenere il fiato per il suo essere coinvolgente e appassionata. Romantica, bellissima e seducente che giunse in sordina, e mi rese protagonista di una vicenda che fluttua nel mare della coscienza sempre più vasto. 
Valutazione d’inchiostro: 5

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