Pages

giovedì, aprile 30, 2026

Romanzi su misura: Aprile

“Non bisognerebbe mai giudicare un romanzo dalla sua copertina!”... sembra una frase fatta, non trovate?!? Quanto una concezione filosofica, letteraria, concreta, nel quale il giudizio o il criterio che si attribuisce a un testo o un’opera, e il modo per cui lo si accosta o lo si legge, non dovrebbe derivare, essere strettamente legato alla sua mole. Non dovrebbe essere oggetto di giudizio, critica, da un semplice sguardo. L’osservazione attenta di un gesto, sedere su un letto o una morbida poltrona, aprire un libro e sprofondare fra le sue pagine. Quanto il poterlo leggere, condensare la sua anima, riportarla mediante fiumi di parole in taccuini, agende che non hanno una loro precisa collocazione, tentando di cogliere da questi piccoli gesti quei momenti di gioia, quelle possibilità di essere stati fortunati d’avere avuto di leggerli. I romanzi che ho letto, e con i quali ho potuto spendere il mio tempo, qualunque tempo libero a mia disposizione, hanno funto per me da grandi seduttori e l’occasione di tornare, in alcuni, in luoghi in cui vi avevo messo piede non troppo tempo fa, ma il cui ricordo era quasi del tutto svanito.

Piccole isole che hanno costeggiato e costellato - se non addirittura abbellito - la mia anima, dove ho trascorso dei giorni con entusiasmo, gioia, contentezza, stupita che anche questo mese, questa volta, non avessi collezionato l’ennesima brutta delusione. Quanto assaporato ogni cosa, col piacere irresistibile per cui certe letture, nel momento in cui si diffondono nel nostro spirito, iniettono nel cuore il balsamo di una medicina potente e lenitiva. Un potere lenitivo che avrebbe valicato, superato ogni tentativo medico o scientifico.


NB: La maggior parte di questi testi saranno presenti solo mediante una semplice foto. Dettagli più precisi e accurati saranno riportati successivamente, quando li recensirò. :(


Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Un romanzo meraviglioso che ci parla di anime inquiete e insoddisfatte che entrano nella lotteria della vita quasi inconsapevolmente. Una storia d'amore profonda e indimenticabile, la cui bellezza confonde il cuore. Infervora l'animo per la sua contemplazione.

Valutazione d’inchiostro: 4

martedì, aprile 28, 2026

Cinque gocce in cinque giorni: romanzi vissuti in poco tempo 3°

Leggere storie di questo tipo a volte mi fa prendere consapevolezza delle straordinarie capacità dei ricordi. Per me, lettrice, è facile identificarmi con una realtà che considero come semplice e mera finzione. Ma questa finzione è anche possibilità che hanno come ideale di vita gli individui, di cui anche io sono spesso presa da questo strano fervore che in sé non ha alcun fondamento logico.

Questo è ciò che è successo tra le pagine di questi testi di cui vi parlerò quest’oggi che, osservando un semplice dettaglio, una foto piegata e sporca, sono stata colpita dall'insieme di quegli elementi per molti insignificanti. Strane e inquietanti lettere, parole rievocate dal nulla, scritte da nessuno in particolare se non da autori che hanno tentato di carpire i nobili segreti dell’arte della scrittura, estrapolate tuttavia in un battibaleno in ore ed ore della loro vita. Forse semplice pazzia, nevrosi, ma niente che non possa essere estirpata, sradicata da questa immensa commedia della vita, invisibile e visibile in miliardi di pianeti diversi.

Con un po' di diffidenza, mi sono avvicinata a ognuno di queste storie così velocemente che aderirono completamente al mio corpo come un impermeabile. Alcune, scivolando repentinamente. Altre, attaccandosi come una seconda pelle. Silenziose, percorrendo i meandri della memoria. Scoprendo nella loro eccentricità e frivolezza, moderazione e sobrietà vagando per ore e ore come un fantasma.


Titolo: Frittelle di mele a mezzanotte

Autore: Mavi Pendibene

Casa editrice: Lindau

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 120

Trama: È il 1976 quando Mavi, suo marito e un figlio ancora piccolo decidono di lasciare Genova per iniziare una nuova vita in campagna. Nessuno di loro è mai vissuto fuori della città e tanto meno ha qualche nozione di agricoltura o di allevamento. Eppure i progetti sono tanti e l’idea (ambiziosa) è quella dell’autosufficienza. Il luogo dove si trasferiscono è un angolo incantato dalla natura pressoché incontaminata. Dall’antica cascina in cui si sistemano i soli rumori che si sentono sono quelli del ruscello che scorre in fondo al prato, del vento che agita le chiome degli alberi del bosco, o di qualche raro gitante diretto ai laghi non lontani. Tutto è magico e anche… molto complicato, perché contadini non ci si improvvisa. Raccontata com’è con una miscela molto efficace (e un po’ inglese) di poesia e sense of humour, questa storia ci rivela una nuova voce della nostra narrativa.

domenica, aprile 26, 2026

Amori di carta: George Eliot

La prosa magica e impetuosa della Eliot, i suoi figli d'inchiostro - figure che quasi sempre vivono in posti in cui l'irruenza della natura lascia destabilizzati e tramortiti, il rimbombo di una voce che in poche ma salienti pagine era divenuta persona, mi avevano colto di sorpresa e la sua autrice, dopo una fervida lettura di uno dei suoi innumerevoli romanzi in qualche giorno, era divenuta un'altra di quelle figure da annoverare nel panorama di quegli autori a cui io attribuisco l'umoristico aggettivo di preferiti. Un perpetuo stato di sognante stordimento, un mondo magico e visionario, violente tempeste amorose che imperversano su chiunque, conducono in un tratto sinuoso, inducendo al lettore a constatare come merito di questo strabiliante e fatiscente impero è dovuto dalla sua creatrice. George Eliot.

Ogni cosa, ogni minima cosa tocchi questa donna,sembra oggetto di studio; gli alberi, le case, persino i lavori che si adempiono giorno dopo giorno per arare i campi non rappresentano un ostacolo nel rendere lenta o tediosa la lettura. Piuttosto passano indifferenti in mezzo a fanghiglie di gente coperta dalla sporcizia, di latte rancido, in giornate piene di vanità o superficialità, in cui si finge di dedicarsi maggiormente allo spirito, quanto al pantono di desolazione o sgretolatezza che costituiscono un ostacolo inopportuno. Il richiamo ai villaggi, alle bassezze del XIX secolo che si eleva da un mucchio di pagine, dove si erano arrampicate e depositate le nostre aspettative, precariamente stabili nella speranza che esse strisciano libere, fino a non capirci più niente.

In questi dipinti distaccati in cui la vita in generale si svolge quasi sempre all'esterno, George Eliot giunse presto a bordo di una nave che aveva dispiegato le sue vele già da un pezzo ma che io ho visto partire solo poco tempo fa. I suoi romanzi fungono quasi sempre da viaggio della vita. Lunghe camminate individuali che lasciano quasi sempre addosso una strisciante malinconia.

venerdì, aprile 24, 2026

Gocce d'inchiostro: Isabella Nagg e il vaso di basilico - Oliver Darkshire

Mediante la ricreazione di una novella si possono attingere forme di arte o letteratura che rendono o fanno la stessa mezzo per costruire o elargire modelli di vita, valori dell’umanità o della società. Metafora importante, semplice e appassionante, questa prova letteraria di un autore, mio coetaneo, ci pone dinanzi alla concezione umanitaria data già da Boccaccio nel Decamerone, e, in chiave fiabesca, al ricostruire o difendere un mondo distrutto e corrotto. In un'alternanza di parole solenni, triviali e viceversa che mantengono costante l’avversione del poeta italiano sui continui soprusi dati al popolo, fa della novella di Lisabetta, nel romanzo denominata Isabella, forma evocatrice di giustizia nel quale ricostruisce il racconto di questa donna senza parola, poetessa del suo tragico amore. In un trionfo sulla malvagità, su quei modelli ideali che tuttavia non lo si può di certo strutturare in forme elegiache o tragiche, tipiche della narrazione boccacciana, quanto in una forma atipica di sentimentalismo nonché chiave di decifrazione. Combinazione di aspetti locali e tradizionali, che tuttavia hanno un duplice significato, quanto riferimento alla memoria dell’amore perduto.


Titolo: Isabella Nagg e il vaso di basilico

Autore: Oliver Darkshire

Casa editrice: Mercurio Books

Prezzo: 20 €
N° di pagine: 312

Trama: A East Grasby, il sole è trainato da una parte all’altra del cielo da un maggiolino capriccioso e i morti hanno il vizio di svegliarsi spesso nelle loro tombe non tanto per miracolo, ma per l’ostinazione a risolvere questioni rimaste in sospeso. Ai margini del villaggio, in una piccola fattoria malconcia, vivono i coniugi Nagg, uniti, più che dal vincolo del matrimonio, da quello del sacro evitamento reciproco. Isabella Nagg conduce la sua esistenza nel modo ostinatamente ripetitivo di chi si limita a sopravvivere, dedicandosi soltanto alla preparazione di miseri pasti e alla cura di una pianta di basilico, capace di prosperare anche nelle condizioni più avverse. Così, quando il signor Nagg si presenta a casa con un libro di incantesimi rubato a Bagdemagus, lo stregone del villaggio, Isabella intravede la speranza di varcare una soglia fino ad allora inesplorata: non quella dell’eroismo, ma quella della disobbedienza. Una storia fatta di incantesimi mal riusciti, animali parlanti, frutti velenosi e goblin capitalisti.

mercoledì, aprile 22, 2026

Viaggi da poltrona: romanzi in cui vorrei viverci 3°

Ho osservato come siano stati mossi i fili di questi fantocci che nel giro di qualche pagina erano divenute persone, i loro cuori appesi a due fili e legati intrinsecamente e pensavo come, a parte le irragionevolezze del Caso, l’uomo trova  strane giustificazioni per la sua contrarietà a non poter essere amato nei confronti degli altri esseri viventi. Uno degli aspetti principali della lettura dei romanzi è che giustificano ogni comportamento, e, specialmente, come l’amore ci riduce in minuscoli pezzettini nonostante sia una delle forme più belle per esistere. Ma cosa fare quando il tuo mondo sembra rivoltarsi e scivolarti addosso? Da dove ricavare quella felicità tanto agognata quanto desiderata?

Una full immersion nella letteratura dei romanzi che ho più amato fu quello straordinario momento di equilibrio e soddisfazione interiore che anelavo da qualche tempo. Letture immancabili e onnipresenti soprattutto per gli amanti del genere, che hanno scandito attimi di vita quotidiana, il cui sentore zeppo di amore e magia invade le narici del mio animo, cadendo nel mio personalissimo mondo col fragore degli eventi che richiamano storie d’amore d’epoca, canzonate sussurrate nel cuore della notte, di cui inevitabilmente mi sono fatta investire costringendomi ad impelagarmi in una vicenda amorosa che sotto certi aspetti ha richiamato alcuni aspetti della mia vita quotidiana. 

🌺🌺🌺🌺🌺

Contenta, felice di trascorrere giorni, settimane o addirittura mesi in compagnia di un autore o un'autrice, che, alla fine, sperticherà le lodi. Perlomeno questo è ciò a cui confido. Suddiviso in due parti, a distanza di tre anni, propongo nuovamente questo post ma con altri consigli di lettura. Romanzi letti e vissuti la cui aura pregna di magia, bellezza pulsa ancora nelle mie tempie.


Titolo: It

Autore: Stephen King

Casa editrice: Pickwick

Prezzo: 18, 90 €

N° di pagine: 1216

Trama: A Derry, una piccola cittadina del Maine, l'autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma la pioggia è fitta e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede. Cercare di recuperarlo è l'ultimo gesto del bambino: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio, uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile, e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l'estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell'unico modo possibile: uniti da un'incrollabile amicizia.

lunedì, aprile 20, 2026

Gocce d'inchiostro: La bussola d'oro - Philip Pullman

Oggi si è concluso il mio primo giro turistico nella bella Oxford pullmiana, penso mentre riporto queste poche righe in questo diario virtuale. Come era possibile che di Lyra non avessi notizie da qualche anno? Non ci avevo più pensato, ma oramai tutto questo non mi importava.

In un lasso di tempo fin troppo lungo, duraturo, per i miei standard, la storia di questa ragazzina selvaggia e ribelle reclamò la mia attenzione, e mi ordinò di fare attenzione a ciò che avrei visto. Un'aria pura, fresca avrebbe sferragliato contro le pareti della mia anima, e la magia che addobbava il tutto, mi avrebbe accolta con un certo calore e un'accoglienza solenne e trattenuta. In una sequela di azioni o eventi, nel quale una piccola creatura aveva emesso il suono di una melodia che ancora rimbomba, fra le pareti del mio animo.

Titolo: La bussola d'oro

Autore: Philip Pullman

Casa editrice: Salani

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 354

Trama: Lyra vive al Jordan College di Oxford. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l'Oceano c'è l'America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull'Artico; lo studio della natura viene chiamato "teologia sperimentale". E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé, di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Ma questo mondo sta per attraversare un periodo critico…

sabato, aprile 18, 2026

Incauti sussulti del cuore 2°

L’argomento trattato in queste pagine, ovvero l’amore che nutro per queste storie, queste semplici risme di carta e inchiostro, non esulano niente di non già visto o sentito bensì cerca di proporci uno squarcio di ciò che i loro autori, la loro esperienza e la loro passione per la scrittura, convolarono nell’abbandonare qualunque remora o pregiudizio riguardante le possibilità che possano trasmettere o regalarci. Parecchi prima di me, agli albori di questa iniziazione, non furono capaci di coglierne l’essenza, gli effetti devastanti che certe storie hanno sortito specialmente ai più sensibili, contrastando qualcosa che non ha una sua importanza se non per chi legge. Questo per qualcuno è divenuto fondamentale. Importante. Perché la solitudine, le attenzioni che si riservano a certe storie presto o tardi sono pagati a caro prezzo da giorni proiettati fra le mura domestiche, da cui se ne esce forti, inevitabilmente. 

La parola scritta, ancora una volta, vibra di magia, di potere, spinge ad essere unanimi, coraggiosi come pochi e a vivere o assaporare qualcosa che prende vita, la si può toccare, persino sentire respirare, come se travolti da qualcosa di sovrumano che niente e nessuno potrà toglierci o sconfiggere. Non acquietando né addormentando quella bestia famelica che come un vuoto incolmabile potrà sopperire ad ogni cosa.

🌺🌺🌺🌺🌺

Una saga un cui ho decantato le bellezze dall'inizio alla fine, equilibrando la mia anima, fissandosi nella mia mente con forza e impetuosità. Condotta in una specie di gioco in cui si lotta per la supremazia, seducente, spontaneo, avventuroso, del quale mi è stato possibile viaggiare, come una meravigliosa esploratrice che contempla ammaliata il paesaggio circostante.


Titolo: Belladonna e Foxglove

Autore: Adalyn Grace

Casa editrice: Rizzoli

Prezzo: 37 €

N° di pagine: 432

Trama: Signa ha diciannove anni e da che ricordi tutte le persone che le sono state accanto sono morte. Rimasta orfana ancora bambina, è stata allevata da una serie di tutori tutti interessati più alla sua ricchezza che al suo bene, e tutti defunti prima di poter mettere le mani sulla sua eredità. Gli unici parenti che le sono rimasti sono gli Hawthornes, un’eccentrica famiglia che vive nella cupa ma ricchissima villa di Thorn Grove. Signa non ci mette molto a scoprire i segreti che gli Hawthornes celano tra le mura della tenuta: mentre il padre piange la defunta moglie organizzando feste sfrenate, il figlio maggiore lotta per mantenere alta la reputazione di una famiglia ormai in declino. Il tutto nascondendo al mondo la figlia minore, affetta da una misteriosa malattia. Quando lo spirito inquieto della donna scomparsa appare a Signa sostenendo di essere stata avvelenata e che l’assassino è ancora tra loro, la ragazza si rende conto che la famiglia è in grave pericolo. Per scoprire l’identità dell’assassino Signa ha una sola possibilità: allearsi con qualcuno di tanto pericoloso quanto affascinante che è sempre stato al suo fianco, tessendo con lei un legame potente e irresistibile che nessuno avrebbe mai creduto possibile…

giovedì, aprile 16, 2026

Gocce d'inchiostro: Anna Karenina - Lev Tolstoj

Ci sarebbe molto da dire su un romanzo del calibro come questo, che ha disegnato, in un mese, un poster fatto a mano ma dai colori vivi del sangue che mi è stato affisso irrimediabilmente nel cuore, al posto di qualche bel gagliardo autore americano ancora da scoprire; il poster è rimasto lì fissato per un certo periodo, e credo ci resterà ancora per qualche altro tempo. Finché qualche altra opera non subentrerà, qualche altro autore allieterà il mio cuore con messaggi tutti suoi, ho sempre timidamente desiderato rileggere, dopo ben dieci anni, ritornare da Anna e il suo amato Vronskji perché ciò che avevo riscontrato quando ero appena entrata sulla soglia dell’età adulta, nel 2010, e lungo l’orlo di un crepaccio da cui inconsapevolmente avrei visto la luce, con poche e semplici parole, distrusse, disintegrò il mio cuore, e solo per questo ci vollero altri trenta giorni pur di riprendermi; impadronirmi, dunque, della mia vecchia e sgualcita opera, vivere e respirare l’aria malsana di una Pietroburgo che inesorabilmente si avvia lungo la distruzione, sebbene il sentimento di dolcezza e tenerezza che scaldano l'animo, stonano con la natura austera e solenne della storia, con passo deciso, mi impose dinanzi a una distinzione fra classi che nel romanzo è proiettata su una percezione più astratta della vita. Mediante l’irreprensibile lotta, tenace e crudele fra due mondi opposti, che ripristinano e distruggono allo stesso tempo le cose.


Titolo: Anna Karenina

Autore: Lev Tolstoj

Casa editrice: Bur

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 1107

Trama: “Qual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? E’ la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese. Ed è l’immagine minacciosa di quel brutale contadino, conservatasi indelebilmente nella sua memoria, che le riappare davanti e la terrorizza alla vista di quell’altro vecchio contadino, un qualsiasi frenatore, che passa sul marciapiede sotto il suo finestrino curvandosi a controllare qualcosa; ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa”.

martedì, aprile 14, 2026

Marchi indelebili: romanzi di fantascenza per principianti 2°

Le letture fantastiche, quelle però zeppe di elementi strambi, incomprensibili e, la maggior parte delle volte, per me, inavvicinabili, si rivelano però dei viaggi deliziosi che un lettore avido di storie, amante della buona letteratura, può snocciolare e seguire con cura. Dalla sua fitta agenda, può depennare quel romanzo che, oscilla fra passato e presente, possiede qualcosa che lo rende diverso, forse più straordinario della stessa certezza che al suo interno si nasconda una storia segreta. Senza esagerare, avrei osato dire che queste storie, se non mi avessero spinta a leggerle - oltre a raccontare ciò che nascondono - fossero dotata di vita propria. Sfogliandone le pagine, infatti, sembra di vivere in prima persona le vicende ritratte dagli autori, quasi i protagonisti diventassero invisibili e la loto storia mi avvolgesse dolcemente la pelle fino a lasciarmi nel petto la sensazione confortante di essere protetta da qualcosa.

Per quasi metà della mia vita ho dedicato, dedico e dedicherò, sino a che Dio mi darà respiro, tempo alla lettura, anche se scrivere << dedicare >> non credo sia il termine più adatto. Questa carrellata di testi che mi hanno affiancata, in momenti particolari della mia vita, mi hanno trascinata in oscuri limbi di segreti e misteri, nonostante il loro sia un genere che non tanto apprezzo. Ma così strani, particolari che, sebbene mi abbiano fatto storcere il naso, ma poche, pochissime volte, mi hanno ammaliato, intrigato, concesso l’opportunità di renderli protagonisti dell’ennesimo post, quello in cui il fantastico avrebbe sedimentato dentro l’anima di chi legge, di chi ascolta, trascendendo nello sconfinato mondo dell’immaginazione.

🌺🌺🌺🌺🌺

Titolo: Il giglio d'oro

Autore: Laura Facchi

Casa editrice: DeAgostini

Prezzo: 14, 90 €

N° di pagine: 330

Trama: Occhi viola come uno smalto Chanel, capelli bianchi come il ghiaccio e una strana macchia dorata a forma di giglio sulla spalla. Astrid è diversa da tutte le ragazze che conosce e l'ha sempre saputo. Per lei quel fiore che brucia sulla pelle è solo una delle tante stranezze che la rendono un tipo da cui è meglio stare alla larga. Nasconderlo è l'unico modo per sentirsi normale. Anche Kami, a miliardi di chilometri di distanza, vorrebbe sentirsi normale. E' il figlio del tiranno di Lundrea, che ha messo in ginocchio il pianeta, e cerca un modo per riscattare se stesso e il suo popolo. Kami e Astrid non si conoscono, ma sono più simili di quanto potrebbero mai immaginare. Perché Lundea e la Terra sono pianeti gemelli, uniti da un legame indissolubile di energia. Ogni volta che sulla Terra nasce una persona, ne nasce una anche su Lundea, e quando muore, anche il suo doppio subisce la stessa sorte. Nessuno è immune a questo meccanismo, tranne i Gigli d'Oro. Esseri unici e straordinari che ormai stanno diventando sempre più rari. E mentre Kami cerca il Giglio d'Oro che possa salvare la sua gente, Astrid, sulla Terra, scopre l'amore, proprio quando una verità eccezionale e spaventosa la scaraventa sull'orlo di un baratro in fondo al quale la attende una scelta dolorosa. La più dolorosa di tutta la sua vita.

domenica, aprile 12, 2026

Gocce d'inchiostro: Grandi artiste al lavoro. Stranezze, manie e rituali quotidiani - Mason Currey

Se poggio su un piatto, il piatto della vita, il disco della sua sinfonia e premo il tasto Play, ciò che sprigiona la sua musica, la sua melodia ha una parvenza remota, lontana. Il disco, per sprigionare tale melodia, inizia a girare per circa un minuto alla velocità di 33 giri, ma la coscienza che si muove in questo arco di tempo impresse un piccolo solco. Dall’eco altisonante e oltraggiante della vita, a volte, si possono udire tante cose: l’attacco di una forma di musica, o poesia, nel quale un piccolo essere ha potuto nel tempo crescere, sfolgorare. Era l’intera essenza, l'intimista forma di conoscenza di una lettrice che ha riposto quel preciso materiale con cui è stato impresso questo solco. L’età adulta, diciamo il vero, ci rende più saggi. Conferisce precise idee, una serie di diapositive da cui poter attingere per ricavare beneficio, riscontro. Da certi gesti, dalla loro ripetizione, da quando li concepì, acquisirono un significato particolare. E, al presente, svolto un ruolo senza cui la vita, la mia vita, non può definirsi tale. Senza abitudini il mio corpo sarebbe privo di anima, e la melodia sprigionata da essi dotato di una sua particolare magia. Una magia che non giunge ai cuori di chiunque, quanto può apparire sgradevole, ma cui mi aggrappo con devozione, diligenza e perfezionismo. Dello stesso avviso, fu l’autore di questo testo, che pur quanto abbia tentato di << giustificarsi >> a scovare una ragione dietro cui l’uomo, essere così imperfetto, mediante abitudini persegue delle dottrine, dei paradigmi o stili di vita in cui la stessa può ritenersi sufficiente. Adatte ad ognuno ma in maniera diversa, impossibili da scovare quel tipo di esecuzione che possa avere tanto calore e sensibilità come lo hanno per me le abitudini.


Titolo: Grandi artiste al lavoro. Stranezze, manie e rituali quotidiani

Autore: Mason Currey

Casa editrice: Neri Pozza

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 384

Trama: Come sono riuscite, le grandi artiste, a coniugare gli aspetti quotidiani della vita con la creatività? Scrivevano, dipingevano, componevano ogni giorno? E, se sì, quanto? A che ora cominciavano? E, soprattutto, come ci riuscivano, dovendo anche guadagnarsi da vivere e prendersi cura delle persone presenti nella loro vita? A differenza degli uomini, la cui routine quotidiana sembra curiosamente irreale, con gli ostacoli mitigati da mogli devote e da privilegi accumulati nei secoli, le donne alle prese con il processo creativo hanno dovuto fare i conti da sempre con umilianti frustrazioni e compromessi. Molte delle artiste presenti in questo libro sono cresciute in società che ignoravano o respingevano il lavoro creativo delle donne, e molte avevano genitori o coniugi che si opponevano strenuamente ai loro tentativi di far valere l'espressione artistica rispetto ai tradizionali ruoli di moglie, madre e padrona di casa. Parecchie di loro avevano dei figli e dovettero compiere scelte strazianti nel conciliare le proprie ambizioni con le necessità di chi dipendeva da loro. Tutte furono poi costrette ad affrontare atteggiamenti sessisti da parte del pubblico e di chi apriva le porte del successo: editori, curatori, critici, mecenati. Da Octavia Butler, che si alzava fra le tre e le quattro del mattino, «perché è l'orario in cui scrivere mi viene meglio», a Coco Chanel, che passava ore a sistemare e appuntare le stoffe addosso alle sue modelle, fumando come una ciminiera; da Frida Kahlo, che aveva una grande difficoltà a vivere in maniera regolare e a rispettare le tabelle di marcia, a Louisa May Alcott, che scriveva in preda ad attacchi di energia creativa e di ossessività, saltava i pasti e dormiva poco, Grandi artiste al lavoro svela manie, superstizioni, paure, abitudini di cinquantatrè grandi donne che hanno fatto la storia della letteratura, dell'arte, della musica e del cinema.

venerdì, aprile 10, 2026

Nella baia delle parole: romanzi religiosi 2°

I pensieri che hanno vorticato nella mia testa, durante il corso della lettura di questi romanzi, sono stati discordanti. Si scrive per raccontarsi, raccontare. Si scrive perché ci si sente soffocati dalla monotonia, da una vita quasi sempre uguale a se stessa, e non è bene tenersi tutto dentro. È a mio avviso un comportamento inutile, autodistruttivo e crudele verso noi stessi, la nostra anima che conta quasi sempre di confidarsi o aprirsi a qualcuno, specialmente se ciò che tieni saldamente celato è frutto di qualcosa che non hai il potere di cambiare. Ciò che sto cercando di dire, è una sottilissima allusione all’eruzione teologica di cui sono spettatori certe figure di carta e inchiostro - piccole e fragili anime costrette a vagare nel mondo come un anima in pena – che prenderano atto di ciò che gli ha riservato la vita non vedendo più quella cerchia di possibilità, certezze come unico mezzo di salvezza. Scialuppa di salvataggio in mezzo a un mare in tempesta, bensì sotto una nuova luce. Di cambiamenti, la vita, ce ne serva anche fin troppo. Ed interpretarla mediante un tipo di dottrina che, col tempo, può subire miglioramenti o peggioramenti, a seconda dei casi, sono elementi che trasformano. Più calmi e felici, impulsivi e sprezzanti.Queste storie hanno evocato una musica, quel frammento di vita che i loro autori hanno estrapolato dalle stanze remote della loro memoria per comporre una melodia che parla di vita, un concerto sofisticato e un po crudele che si è rivelato piacevole per il rapporto intrinseco che si cela fra uomo e natura, razionalità e misticismo evidenziati come decisioni prese frettolosamente e in buona fede che si rivelano poi sbagliate.

🌺🌺🌺🌺🌺

Nel libro della Caminito, sono descritte le penose condizioni igeniche e morali di una famiglia, rinchiusa e intrappolata in un equilibrio precario, su ogni cosa che è effimero, pronto a crollare in qualunque momento in cui la vita stessa è una preghiera perpetua, allegoria di un regime totalitario da cui sembra non esserci alcuna via di scampo. L’assoluta mancanza di serenità, l’anelazione a forme di tranquillità o serenità di un attendibile pratica opprimente, racconta le vicende di una ragazza, Gaia, e della sua famiglia come metodologia a scovare una realtà migliore di questa, in cui una narrazione densa, ricca di lirismo e simbolismi che a mio avviso è pertinente all’anima dello stesso romanzo, ne evidenziano il corpo, l’anima della sua protagonista attraverso i suoi << difetti >>.


Titolo: L’acqua del lago non è mai dolce

Autore: Giulia Caminito

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 304

Trama: Odore di alghe e sabbia, di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: sulle rive del lago di Bracciano approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli. Antonia è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo, a leggere libri e non guardare la tv, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l’infelicità dove nessuno può vederla. Ma poi, quando l’acqua del lago sembra più dolce e luminosa, dalle mani di questa ragazzina scaturisce una forza imprevedibile. Di fronte a un torto, Gaia reagisce con violenza, consuma la sua vendetta con la determinazione di una divinità muta. La sua voce ci accompagna lungo una giovinezza che sfiora il dramma e il sogno, pone domande graffianti. Le sue amiche, gli amori, il suo sguardo di sfida sono destinati a rimanere nel nostro cuore come il presepe misterioso sul fondo del lago.

mercoledì, aprile 08, 2026

Gocce d'inchiostro: Morte e usignoli - Eugene McCabe

I romanzi che hanno una provenienza antica, remota, il cui eco assordante darebbe fastidio a chi non è avvezzo, o abituato alla percezione di certi suoni, di questa magia, questa percussione e ripercussione dell’anima, poggia su una struttura solida, durevole per il periodo storico di cui è incentrato, lo stile quasi poetico di cui è amalgamato, le immagini che come impazzite danzano ai nostri occhi come diapositive irrequiete, e una lotta costante, faticosa con o contro, dipende i casi, la natura. Questa lettura, che ho desiderato giungesse a casa, qui, fra le pareti colme di librerie fin troppo piene, aveva una struttura forte, ma una figura esile, asciutta, senza alcun strato adiposo; di quelle storie dotate di una certa corporatura, i cosiddetti mattonazzi, non se ne scorgeva nemmeno l’ombra. Ed evidentemente un dettaglio inutile, di poco conto, dato che la sua essenza si consumava, era esaltata e tradotta da quella capacità negativa keatsiana, in un allegoria storica nel quale si possono condividere due realtà opposte ma impossibili da staccare: cattolicesimo e protestantesimo, ibridazione pacifista e conciliante, consapevolezza di nuove forme di diversità e conflitto. In una misura cospicua di cui Beth, la protagonista, sarà prodotto del corpo di un luogo o realtà storica che è impossibilità di condivisione, coesione, integrarsi nella propria natura alla ricerca di una sua funzionale identità strutturata.

Tirolo: Morte e usignoli

Autore: Eugene McCabe

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 240

Trama: Nell'Irlanda rurale di fine Ottocento, la giovane Beth vive una cupa esistenza intessuta di ipocrisia e rancore. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, tra la cura della casa e altre mansioni, nel tentativo di evitare un padre che, quando alza un po' il gomito, le riversa addosso tutto il suo disprezzo. Gli unici pensieri che la consolano sono il ricordo della madre, morta in un tragico incidente, e quell'isola a forma di pesce che scorge oltre la collina, ora di sua proprietà. Quando il sole sorge per l'ennesima volta e Beth si prepara ad affrontare il nuovo giorno con la solita rassegnazione, nota dalla finestra un uomo fermo al centro del cortile. Liam Ward è lì perché ha bisogno di aiuto con una delle sue mucche, e Beth si offre di assisterlo. Quello che inizialmente alla ragazza sembra un amore frutto di un incontro fortuito, grazie al quale inizierà a rincorrere il sogno di un futuro diverso, si rivelerà invece un tradimento imperdonabile, che scatenerà in lei un folle desiderio di vendetta. Non c'è possibilità di riscatto in questo dramma consumato nelle paludi irlandesi, e nemmeno la promessa di una nuova vita riesce a spezzare il cerchio di odio che racchiude tutti i personaggi in un abbraccio mortale.

lunedì, aprile 06, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 59°

Una storia che non si dimentica tanto facilmente proprio per la sua natura stravagante, incidendo involontariamente un segno sul cuore, sono quelle racchiuse fra le pagine di questi testi..

Se ci penso, riporre queste poche righe, ora che l’appuntamento con la mia immancabile Tbr si concretizza imperterrito, si innalza come un canto celeste nel fragore del mondo, volutamente e con passo spedito ma metodico, concretizzando quell’idea di possibilità con viaggi letterari che in passato ho vissuto altre volte. Il mio obiettivo, però, prevede di prolungarmi maggiormente con autori e letture che non possiedo in cartaceo, con il visto di soggiorno nel mondo dei sogni e dell'inchiostro per più di un mese, pur di avere un nuovo amico, una nuova opportunità per esplicare il mio amore inconfutabile.Mediante storie che comportano quasi sempre a una strana

anestesia dalla quale spesso e non poche volte mi sono risvegliata senza comprendere appieno quel che mi circondava per almeno qualche ora, in quella lunghissima e infinita lista di autori di cui apprezzo particolarmente il talento letterario, sconosciuti e non, che come un simbolo per la mia anima romantica e sognatrice ho giocato a essere in grande intimità.

🌺🌺🌺🌺🌺

Titolo: Storia di una ladra di libri

Autore: Markus Zusak

Casa editrice: Frassinelli

Prezzo: 16, 90€

N° di pagine: 563

Trama: E’ il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi nel minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro; lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva a bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantica. Il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto.

🌺🌺🌺🌺🌺