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venerdì, aprile 26, 2019

Gocce d'inchiostro: Miden - Veronica Raimo

Appena Veronica Raimo smise di parlare, dall'altra parte non giunse più alcun suono. Sembrava fossi sprofondata in un altro mondo, in un luogo incredibilmente silenzioso. Si trattava forse dello stupore, dell'ammirazione, che si agitavano ancora in me come un vuoto che assorbiva tutte le emozioni del mio corpo perfettamente insite sin la parte più profonda del mio essere.
Penso che pochi romanzi mi abbiano lasciato senza parole. Non sono il tipo che si lascia impressionare tanto facilmente, né che si lascia abbindolare da qualunque critica o parere entusiastico, specie se il romanzo o la storia in proposito ha origini italiane. Eppure, sebbene abbia usato un simile comportamento persino con Miden, ogni cosa alla fine è finito in quello spazio pieno di suggestioni incomprensibili. Non volevo che la conversazione fra me e la Raimo terminasse. Ma l'autrice è stata così brava a non rivelare niente, a indurre il lettore a non dire niente, leggere in silenzio fin quando non avrebbe avuto risposte alle sue innumerevoli domande, che non udì nient'altro che il battito agitato del mio cuore…. O forse era quello del romanzo?

Perché leggendo Miden si ha come la sensazione di essere diventati ladri spregevoli che, in una sera di fine aprile, si era insinuato in casa altrui. Nascosto nell'ombra, trattenendo il respiro, aspettando che qualunque abitante di questo piccolo paesino si svegliasse. Provando a mettersi nei loro panni. temporeggiando al punto in cui avremmo trovato una soluzione. Quella definitiva.

Titolo: Miden
Autore: Veronica Raimo
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 200
Trama: E' un mattino cristallino come tanti a Miden. Una ragazza bussa alla porta di una coppia con un'accusa di abuso sessuale. L'accusato è il suo ex professore di filosofia. La compagna del professore aspetta un figlio. Sono entrambi approdati a Miden da un paese straniero, sprofondato nel Crollo: una devastante crisi economica. Miden è la società ideale che li ha accolti, un nuovo Eden di eguaglianza e benessere, una piccola comunità laica e razionalista, tanto solidale quanto inflessibile. Il professore e la studentessa hanno avuto una storia in passato. Ma è solo a due anni di distanza che la ragazza si rende conto di aver riportato un trauma da quel rapporto. La denuncia scuote la felice comunità di Miden, dove ogni anomalia che ne alteri il candore viene dibattuta e corretta, ogni trauma riconosciuto e risolto per il bene comune. I tre protagonisti si ritrovano al centro di un'indagine. Amici e colleghi si trasformano in un tribunale che deciderà delle loro vite. E, nell'attesa del verdetto, tutte le certezze della coppia si corrompono, così come il futuro che sognavano per il loro figlio.

La recensione:

Nel suo cuore ci sono i ricordi di ciò che è stato, accanto al cuore il pulsare di ciò che ci sarà.

Ho immaginato, sin dal principio, che ero stata scelta e fatta salire su una barca che, così come con tanti altri lettori, mi aveva condotta in un luogo perso chissà dove. Ma neanche il mio si può dire sia stato un esempio appropriato di chiara conoscenza del genere umano. Già il solo fatto che una ragazza come tante altre, in un giorno qualunque, bussi alla porta di una giovane donna incinta del suo compagno, accusando questi di averla violentata, aumentò la mia curiosità nell'imbarcarmi fra i meandri di una storia apparentemente semplice ma attanagliante, che sin dal momento in cui vi misi piede comportò una certa agitazione.
Miden, piccola ma fittizia cittadina del mondo raimano, è un luogo silenzioso, quasi spettrale, muto e immobile che, sebbene la sua stravaganza, mi ha tenuta stretta, non avvertendo però alcuna urgenza di fuggire. Per me il desiderio di scovare una via di scampo, fra le pagine di questo stupefacente romanzo, era soprattutto un naturale meccanismo che mai mi era sembrato più appropriato di adesso. Inoltre era piuttosto evidente che ciò di cui ci parla l'autrice non è solo e semplice violenza sessuale. Ciò che induce al lettore a domandarsi è qualcosa di diverso.. Di cosa si tratti, però, lo si capirà nell'immediato, o solo quando ogni pezzo del mosaico andrà al suo posto.
Ma qualunque fosse la vera ragione, o l'obiettivo a cui ha mirato la Raimo, tenere tra le braccia una storia ammagliante, sconcertante, avvincente come quella di Miden è stata assolutamente un'esperienza piacevole, memorabile che già solo dalle sue pagine si può avvertire un certo magnetismo, un certo calore che riscalda la nuca. Un tepore che stona tuttavia con le relazioni interconnesse fra i personaggi, ma che sprigionano solo quel genere di storie ben congegnate e sorprendenti che danno molto più di quel che chiedono.
Come un fulmine che divide in due il cielo come lacerando una tenda, un tuono che fa vibrare con violenza i vetri di una finestra, Miden ha le fondamenta piuttosto deboli ma che, scosso violentemente come un moto forte e repentino, regge per molto. La Raimo descrive il frantumarsi di una pace illusoria, un'idea di perfezione effimera, mediante alcuni dei suoi abitanti come pallini di piombo sparati contro un cervo.
La Raimo è però abile a ordinare nella mente delle formule ben congegnate per risolvere un problema lungo e complicato come quello della violenza. Sebbene il procedimento non sia originale, la sua autrice ci porta nella condizione di assistere al rapido svolgimento dei calcoli. Nonostante avrebbe potuto sconcertare o toccare con vivide manifestazioni di oscenità e brutalità, scritto in maniera alquanto profonda, diretta, logica. Ci parla della storia della Compagna e del suo Compagno come se stesse domandando alla sua anima come reagirebbe chi ha subito violenza e non esaminando i motivi per cui il carnefice sia stato indotto a divenire tale. Il tutto dipinto con semplicità e delicatezza, di cui Miden è un chiaro esempio di come l'individuo è sovrano o padrone dei rapporti che caratterizzano la natura umana.
Miden è stato scritto mediante parole che hanno fatto vibrare l'aria. Hanno prodotto un suono, le frasi hanno preso forma, e il messaggio che ha voluto trasmetterci è arrivato dritto dritto al mio cuore. Malgrado la comunicazione fra di noi sia stata alquanto precaria, come una telefonata a lunga distanza viziata da un cattivo collegamento.
Ho accolto questa storia con un certo interesse, beandomi della sua presenza. E forse questo mio stato, questa mia condizione, più alla sensibilità fisica, si avvicina a un concetto. E, qualunque esso fosse, mi ha comunicato che questa storia mi ha appartenuto e che il mio starci è stato davvero bello ed entusiasmante.
Pur conservando le idee confuse riguardo la genesi di questa storia, ho accolto Miden con grande gioia. Una casa grande e fatiscente nel bel mezzo di una brughiera, un professore attanagliato da un profondo << stato di incoscienza >>, un'oscurità straordinaria che ha cominciato a calare e ha messo a soqquadro ogni cosa, frantumando qualunque parvenza di normalità o tranquillità. Miden sembra quel luogo esotico dove la gente muore perché si cautela, risparmia o perché depressa. Lo sgretolarsi del tempo, lo svanire dei sentimenti alla luce pallida dei raggi del sole, sono alterati sempre più spesso da moti vergognosi e di sbigottimento. Pur quanto io abbia cercato di sforzarmi, non capivo quale segreto celasse questo piccolo paesino. Il messaggio trasmesso era piuttosto complesso, sebbene abbia cercato di decifrarlo ma non di interpretarlo. Ma pagina dopo pagina è stato come recitare frasi di cui i significati erano nascosti. Come guardare l'acqua di un fiume scorrere via. Non si arriva a nessun risultato.
Così sono sprofondata in una città che altri non è che luogo innaturale, in cui ogni cosa sembra completamente sbagliata. Ed in questo suo essere << innaturale >> divenne ai miei occhi perfetta, distorta, col risultato che ogni cosa combaciava perfettamente all'altra.
E' tutta una questione relativa ai ricordi che hanno travolto l'autrice, durante il suo processo di scrittura. Perché il vero pilastro in cui ruota l'intera vicenda riguarda la potenza di un ricordo, quanto il cuore procede ancora nella giusta direzione e stabilisce un proprio criterio d'azione.
La Raimo in ogni caso è stata egregia nel realizzare una storia banalissima in qualcosa in cui si può ancora percepire il respiro della sua essenza. Sono stata dentro la storia, e lei è stata dentro di me. Uno spettacolo a dir poco fantastico, coinvolgente e sconcertante in cui ogni zona è stata fonte di malessere. Una luce sinistra che è una spiegazione, un idea affiorata dal nulla. Un oscuro pozzo da cui non si desidera altro che toccare la luce, imbevuto di frammenti dell'esistenza umana. Un quadro terribilmente ipnotico, rapido, asciutto, che ci invita a valicare le solide barriere dell'impossibile in un viaggio infinito, splendido, in cui nulla ha senso e dove realtà e fantasia si mescolano.
Valutazione d'inchiostro: 4 +

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