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domenica, aprile 28, 2019

Gocce d'inchiostro: La manutenzione dei sensi - Franco Faggiani

Le storie bucoliche, realistiche, intime e profonde eseguono con cura una certa importanza, e non c'è stato caso in cui una storia di questo calibro abbia deluso le mie aspettative, inducendomi ad abbandonare la rotta a metà strada o abbia sciupato un occasione che alla fine non si è rivelata esattamente così. Sono racconti che raggruppano un frammento di anima, svegli, non propriamente allegre, ma che sedimentano nell'animo uno stato di dolce malinconica rassegnazione.
La storia di Faggiani non aveva nessuna soggezione in presenza di lettori di qualunque sesso, razza o età. Io stessa riconosco il suo potere, esercitato su gran parte di individui, e pare che non conosca neanche i concetti di <<superiore >> e <<inferiore>>.
Presso le montagne in cui si snodano le vicende di Leonardo Guerrini tuttavia non si è rispettato quel tipo d'intimità di cui parlavo prima. Non sono un critico letterario, ne una prolifica scrittrice di romanzi bucolici, ma La manutenzione dei sensi non ha rispettato i sensi conformi ai miei gusti letterari. Faggiani scrive che quella narrata è una storia prettamente realistica e scrivere questo romanzo gli dà un certo onore.
La mia anima di lettrice tuttavia è priva di quell'entusiasmo che ha accumunato gran parte dei lettori, non tanto per come è stato scritto il romanzo piuttosto per ciò che la sua lettura esortisce. E, a discapito di un forte senso di empatia, dispiacere, in sostanza ho visto La manutenzione dei sensi come quel suono che arriva a un punto ma non consolida nel senso più intimo e graffiante per la mia anima.

Titolo: La manutenzione dei sensi
Autore: Franco Faggiani
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 250
Trama: A un incrocio tra casualità e destino si incontrano Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne, un passato brillante e un futuro alla deriva, e Martino Rochard, un ragazzino taciturno che affronta in solitudine le proprie instabilità. Leonardo e Martino hanno origini ed età diverse, ma lo stesso carattere appartato. Il ragazzo, in affido temporaneo, non chiede, non pretende, non racconta: se ne sta per i fatti suoi e non disturba mai. Alle medie, però, a Martino, ormai adolescente, viene diagnosticata la sindrome di Asperger. Per allontanarsi dalle sabbie mobili dell'apatia che sta per risucchiare entrambi, Guerrieri decide di lasciare Milano e traslocare in una grande casa, lontana e isolata, in mezzo ai boschi e ai prati d'alta quota, nelle Alpi piemontesi. Sarà proprio nel silenzio della montagna, osservando le nuvole in cielo e portando al pascolo gli animali, che il ragazzo troverà se stesso e il padre una nuova serenità. A contatto con le cose semplici e le persone genuine, anche grazie all'amicizia con il burbero Augusto, un anziano montanaro di antica saggezza, padre e figlio si riscopriranno più vivi, coltivando con la forza le rispettive passioni e inclinazioni.

La recensione:

All'inizio il flusso che ti culla e ti trasforma corre via liscio nel suo alveo, ma c'è sempre un momento in cui incontra un ostacolo solido, sbatte e ti si rovescia addosso.

Ascolto spesso il mio istinto, quando decido di imbarcarmi in una nuova storia, specie se di stampo italiano, dopo aver sorvolato celi di infinita bellezza. Per quante volte posso affermare di come le mie supposizioni siano andate a buon fine, io non mi sorpendo più! Sulla soglia dell'età adulta, la voce di qualche autore prolifico o sconosciuto, la cui anima coincide perfettamente con la mia, è sempre un esperienza straordinaria. Ma a mio parere il segreto consiste nel saper ascoltare con la massima attenzione ciò che quel romanzo, quella storia voglia trasmetterci. In effetti nei romanzi che leggo mi piace interpretare il messaggio che essi trasmettono, il loro significato, ma, soprattutto, carpire la loro anima, quasi sempre danneggiata e incompresa, inutile o insignificante, che giunge in tempi piuttosto brevi. Ebbene si perché da quant'è che ho maturato una certa inclinazione, un certo amore per quel genere di prosa indiretta ma zeppa di miglioni di significati, pochi romanzi memorizzano il loro essere nel mondo con devozione, e nella maggior parte dei casi sono accompagnati da motivi dolci o intrisi di profondità e realismo.
Forse esistono romanzi che sono stati scritti apposta per me, mi piace pensarla così. Quasi fosse una dichiarazione ai libri e alla letteratura. Ma, secondo me, pur quanto si vada a cercare, è impossibile trovare quasi sempre una storia che coincida perfettamente con la tua anima. E' impossibile leggere qualcosa che si preannuncia come memorabile, profondo, intimo, rassicurante, ma che suscita poi visioni opposte a quelle dell'autore nella mente del lettore. Da lettrice accanita e curiosa non riesco a ignorare questi paradigmi. E il romanzo di Faggiani, disgraziatamente per me, ne è un esempio. La sua lettura infatti avrebbe potuto avere quella forza particolare che possiede una certa bellezza, e pur nella sua semplicità, avrebbe potuto essere straordinario per intensità e potere evocativo. E per rendermene conto non ho avuto bisogno nient'altro che leggerlo silenziosamente, confidando nell'aiuto di una buona svolta. Se mi fossi limitata a una lettura meno approfondita, più distratta, certamente questi aspetti mi sarebbero sfuggiti.
L'esecuzione di Faggiani, su carta, a mio avviso, non è stata così splendida come enunciava la quarta di copertina, o la bellissima cover con cui è descritto il romanzo. Il suo farsi sentire, il suo canto proiettato nel mondo, pur quanto trasmetta un messaggio molto bello, non emerge nella sua pienezza. Fa delle difficoltà della vita, della "condizione" del piccolo Martino una difficoltà estrema come se niente fosse. Ed io, ascoltatrice attenta, mi sono accorta di questa sua << mancata >> attenzione.
La manutenzione dei sensi è incastonato tra il canto, il grido di un uomo solo e incompreso che, dalla soglia morale della sua individualità, si aggrappa al mondo e alla vita come ultima scialuppa di salvataggio, e l'assolo del suo autore ti fa rattristare, indurre a moti di dispiacere o compassione, che nasce come una dichiarazione di forza e poi si trasforma in un intervento artificioso, che serpeggia silenzioso lungo una bellissima baia, e infine si dissolve quasi inconsapevolmente nella monotonia e nella quotidianità.. Ecco, un assolo letterario che avrebbe potuto avere una sua voce, ma che alla fine non è stato all'altezza.
La letteratura avrebbe potuto fungere da occasione per scalare letteralmente quella montagna invisibile con cui descrivere gli infiniti regni del cuore umano. Tuttavia, secondo la visione individuale dell'autore, le vicende di Leonardo, del suo piccolo Martino e del suo amore incondizionato per la montagna non sono legati da quell'invisibile filo rosso che lega certi romanzi. Come se un disegno divino gli avesse indicato la strada, una cospirazione per condurla da qualche altra parte, e Faggiani non ci avesse dato peso.
Ma quelle a cui mi aggrappo sono naturalmente osservazioni del tutto personali, sebbene storie come quella di Faggiani da principio non mi hanno mai dato alla testa.
Quella di La manutenzione dei sensi è una storia in cui inevitabilmente si entra a contatto con la natura, ma il risultato è sufficiente - usando un eufemismo. Anche i dolori che accumulano Leonardo e Martino dichiarano relazioni piuttosto fredde e distaccate, esattamente come la montagna innevata che Leonardo ama scalare. E scevro dunque di quelle attenzioni che solitamente dovrebbero essere riservate a romanzi di questo calibro, è una storia che non si è gonfiata nemmeno nell'eventualità della notizia di una malattia così brusca come quella del morbo di Asperger. Perché ciò accadesse, Faggiani doveva spostare la propria attenzione su tutt'altra rotta. Ma dato il tema proposto e il periodo che viviamo oggi, è ovvio che romanzi di questo genere attirano l'attenzione. Per me non è stato così. Ma, complice di un dolore condiviso, mi sono sorpresa ad essere sollevata su una roccia da cui ho aspettato di vedere cosa sarebbe emerso strisciando verso i raggi del sole. Ho assistito volontariamente, sebbene con poco entusiasmo. Ma la sensazione che Faggiani entrasse nel mio cerchio personale non l'ho potuta evitare.
Valutazione d'inchiostro: 3

6 commenti:

  1. Purtroppo non mi era piaciuto proprio lo scorso anno. Storia molto banale, con protagonisti sfacciatamente ricchi e fortunati.

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  2. è stata una recensione approfondita😊
    saluti😊

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  3. qualcosa mi frena dal leggere questo libro, sarà anche per la mia situazione familiare

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    1. Beh, Chiara, qualunque sia la tua situazione spero otterrai ciò che più desideri. Più o meno Faggiani rincorre in questo romanzo il messaggio di scovare una via d'uscita, anche quando ci sembra non ce ne sia 😉

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