Pages

mercoledì, dicembre 30, 2020

The Best Books of... 2020 Un anno pieno di parole: carta e inchiostro

L’ultimo giorno dell’anno, quasi sempre funge da ripristino di speranze e ricordi dimenticati. Come credevo, nonostante l’anno terribile e surreale che ci stiamo lasciando alle spalle, l’approccio esorbitante di letture che mi hanno affiancato in questo 2020 vanta un numero nettamente superiore ai miei propositi, e fortunatemente funse come antidoto alla tristezza, alla monotonia di certe giornate in cui siamo stati disgraziatamente confinati. Perciò, senza dilungarmi troppo mki ritrovo sui miei passi, a riflettere sul da farsi. Se valga o meno la pena spendere del tempo prezioso per raccontare questo anno in libri. Ebbene, se ripongo queste poche righe, evidentemente ciò denota una certa importanza, ed ecco come l’anno scorso e gli anni precedenti mi approccio a riporre quelle che non sono state altro che le migliori letture. Una vasta scelta, una varietà di gusti e pietanza, romanzi che rispecchiano il mio animo, altri che mi hanno guardato dentro.


 🌺🌺🌺🌺🌺
 Miglior Biografia: 
 

Un ampio spettro di vedute che vanno dal bianco al nero con un’infinità di grigi intermedi. Tutti da investigare, valutare, misurare, codificare. Tinteggiate da pennellate di forti accenti,gamma variante di sentimenti irriducibili e impossibili da imprigionare che dipesero dalle razioni di momenti in solitudine che questa donna dovette vivere, lontana dal suo amato, nel momento in cui ripose queste poche righe.

lunedì, dicembre 28, 2020

Gocce d'inchiostro: Semplicemente perfetto - Jostein Gaarder

La fine dell’anno diventa sempre più vicina, pressante, spasmodico in cui ho accettato di abbracciare tutto questo con un entusiasmo che non credevo di riservare da tantissimo tempo. Hanno fatto seguito giorni di spericolati viaggi, avventure nel più profondo degli oceani, che mi hanno tenuta dentro, fatto parte di storie d’amore, comuni o individuali in cui mi è stato possibile riconoscermi. Specchiarsi affinchè qualcosa andasse al suo posto. Perciò le letture che propongo, specialmente in questi ultimi giorni, fanno testo a sentimenti forti, emozioni vivide che pronunciano una dose di sconcertato fascino. Niente di nuovo, praticamente. Solo qualche lettura in più per colmare la monotonia di questi ultimi giorni. E fu così che mi imbattei in questo piccolo, delizioso romanzo in cui l’uomo buono è creatore del suo destino, ma anche pretenzioso a volerlo cambiare. Ci si guarda attorno per comprendere cosa e chi effettivamente non ci soddisfa, ci si nasconde dietro ricordi, sqaurci di vita che tengono in vita, ma soprattutto alle possibilità che essi possano rievocare momenti che vengono spesso soppiantati.

Semplicemente perfetto è un alcola di momenti, attimi in cui ci si rifugia staccandosi dal mondo esterno e, aspro, quasi cinico, gira e rigira sulla nostra identità, il modo di essere integrati nel mondo degli altri, come comportarsi nell’effettivs visione delle nostre funzioni.

 

Titolo: Semplicemente perfetto
Autore: Josteein Garder
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 16, 90 €
N° di pagine: 144
Trama: E’ il suo primo giorno all’università di Oslo quando il diciannovenne Albert nota una ragazza dalla quale non riesce a distogliere lo sguardo. Il suo nome è Eirin. Non si sono mai visti prima e nonsi lasceranno mai. Dopo trentasette anni di vita passati insieme., Eirin è in Australia a un congresso di biologia marina quando Albert riceve dal proprio medico una notizia devastante. Come può andare avanti dopo aver saputo? Per trovare una risposta, si rifugia nella Casa delle fiabe, il cottage immerso nel verde sulla riva del lago dove è solito ritirarsi con la famiglia nel tempo libero. Completamente isolato, si concede ventiquattro ore per scrivere il suo addio al mondo e alle persone che ama. Vuole raccontare tutto, anche quello che fino a oggi ha tenuto gelosamente segreto, ma vuole anche interrogare se stesso su quale sia il senso dell’ultimo del nostro esistere. E proprio quando si è sicuro che ogni speranza è spenta, quando ha davanti solo la tenebra più fitta, come le notti in cui cui remava fino al centro del lago per scrutarne l’abisso, Albert capisce che c’è ancora una risposta, c’è uno spiraglio che si apre sul buio.

sabato, dicembre 26, 2020

Gocce d'inchiostro: La felicità sulla porta di casa - Jason F Wright

Dopo l’avvento del Natale, certe letture sembrano obbligatorie nonostante io abbia letto questo romanzo prima di Natale, in un pomeriggio, mentre il mondo proseguiva il suo lento corso. Di altre letture in programmazione ce ne sono a bizzeffe, che volontariamente sto procrastinando all’anno venturo. Ma con questo romanzo accadde una cosa piuttosto strana, o interessante, o una cosa stranamente interessante, comunque inattesa, o almeno così sembrò all’inizio, ma adesso che ripongo queste poche righe constato come si tratti dell’ennesimo espendiente magico. Non qualcosa che ha a che fare con l’illusione, ma col richiamo intrinseco di certe storie di reclamare la nostra attenzione in un momento imprecisato della nostra vita. Questo romanzo, la cui copertina è di per sé bellissima, natalizia, si sporse dinanzi a me guardandosi attorno, scrutando una parte di me stessa, che è sempre disponibile a cibarsi di questo tipo di letture. E devo dire che la sorpresa è stata delle più piacevoli. Certamente non quel tipo di lettura per cui rinuncerei a qualunque cosa, a ciò che mi è più caro, ma che esplica svariati significati. Alla fine il bello di certi libri sta nel significato che celano le loro pagine, ciò che quel determinato autore vuole trasmetterci. Sia nel Bene sia nel Male. Ma questo romanzo non possiede niente di malvagio, fasullo, intricato. Si pone esattamente com’è: una proposta natalizia che interpreta il mondo e la realtà circostante da un Io completamente diverso dal mio, e che ho abbracciato con grande fascino.

Titolo: La felicità sulla porta di casa

Autore: Jason Wright

Casa editrice: Garzanti

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 144

Trama: E’ il 25 dicembre quando Hope Jensen riceve un dono inaspettato: sulla porta di casa trova un barattolo pieno di monete, avvolto in un grande fiocco rosso. Nessuna traccia del mittente, nessun biglietto. Il regalo, però, riesce a strapparle un sorriso, dopo tanto tempo. Questo, per lei, è un Natale particolarmente difficile, perché ha appena perso la donna che l’ha cresciuta come una figlia. Quando, grazie al suo talento di giornalista, Hope scopre di non essere l’unica persona ad aver ricevuto un << barattolo di Natale >> da parte di un benefattore anonimo, non riesce a crederci. Si trova di fronte a una vera e propria gara di solidarietà, un’iniziativa ispirata da sentimenti di amore e gentilezza. Un piccolo gesto, capace di cambiare la vita di persone che attraversano un momento di sofferenza. Per questo, ognuno di loro decide di farlo proprio e di ricambiarlo. Hope deve scoprire dove tutto ha avuto inizio, perché trovare quel barattolo le ha aperto gli occhi sulla magia delle luci che addobbano la città. Ha fatto crescere dentro di lei un senso di speranza che credeva perduto. Ancora non riesce a immaginare dove la porterà quella ricerca, ma in fondo il desiderio più bello è quello che non abbiamo mai espresso.

giovedì, dicembre 24, 2020

Gocce d'inchiostro: Abbandonare un gatto e Gli assalti alle panetterie - Murakami Haruki

A quanto pare sono innamorata di Murakami Haruki. Dal periodo in cui lo conobbi con Kafka sulla spiaggia, ma all'epoca ero fin troppo ingenua per capirne la sua natura, nonostante fu la scintilla che fece scoccare l'amore dal nostro incontro. E quando seppi della pubblicazione di questo piccolo racconto, e di un'altra pubblicato già qualche tempo fa ma non ancora approdato nel mio salotto virtuale, avevo già letto quasi tutto di lui, oltre che i suoi racconti, le storie più brevi. Come confesso alla mia anima, fra il silenzio delle mie riflessioni, Murakami legge la mia anima come nessuno, chiusa nel fragile bozzo della crescita, del mutamento, non sapendo se ciò dipenda effettivamente da ciò o da qualcosa di estremamente intrinseco. Tanto meno che un banalissimo uomo di settant'anni scrivesse, raccontasse cose cui segretamente esplicano molto più di quel che sembra.
Venni informata di questi due racconti non volendo sapere niente di preciso - come mai non ne fossi a conoscenza, dove sarebbe avvenuto il nostro ennesimo incontro - e nel giro di un pomeriggio ho scrutato a fondo la coscienza tranquilla di chi ama cibarsi di libri e letteratura. Osserva la vita come studiando un campo di battaglia, che al di là dell'apparente senso di quiete in cui vi è immersi, si avverte l'eco del caos. Non un chiarimento definitivo di ciò che esplica l'autore, ma un breve squarcio in cui può riconoscersi chiunque.
 
 
Titolo: Abbandonare un gatto
Autore: Murakami Haruki
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 15€
N° di pagine: 76
Trama: Nei suoi romanzi e racconti Murakami ha creato un'infinità di mondi, e ne ha svelato ogni segreto ai lettori. Ma c'è una dimensione in cui la sua penna non si è quasi mai avventurata: la sua vita. Con Abbandonare un gatto, Murakami scrive per la prima volta della sua famiglia, e in particolare di suo padre. Ne nasce un ritratto toccante, il racconto sincero del << figlio qualunque di un uomo qualunque. >>. E forse proprio per questo speciale. 

martedì, dicembre 22, 2020

Gocce d'inchiostro: Nona Grey. La trilogia - Mark Lawrence

Non seppi mai bene come accadde, se fu la stessa Nona, protagonista indiscussa di questo romanzo a chiamarmi, o se accadde tutto nel momento in cui la mia anima e la sua coincisero, nel più breve sfrigolio delle pagine e il profumo della carta appena stampata, l’inchiostro rovesciato, un sibilio seguito da un frastuono assordante, un frastuono seguito da un sibilo, o un sibilo o un frastuono insieme, ma comunque successe in tutta fretta, e dopo qualche settimana ero ancora intrappolata fra le sue pagine. Ebbene si, perché rimasi bloccata bonariamente per quasi tre settimane, e lì sono rimasta finchè non sono giunta all’epilogo. Di forte impatto, smanioso, febbricitante, fra il silenzio delle mie riflessioni con nient’altro che analizzare pensieri che nella mia testa hanno avuto un particolare senso e sperare che la magia che circondò ogni cosa svanisse.
La trilogia di Nona Gray è un ciclo di romanzi davvero straordinari, un viaggio che mi ha condotta alla serenità verso stati d’animi che scovano una certa parvenza di tranquillità, solitudine, concetrazione, nonostante l’aura in cui è immerso, che tuttavia placa le paure, lascia da parte qualunque sofferenza. Perché esso, assieme a una buona dose di parsimonia, serenità spirituale scova qualcosa che ha un chè di sacro e inimmaginifico che si ripete continuamente. Una reliquia sacra che terrà intatto ogni cosa, persino l’irrimediabile lotta alla sopravvivenza.

Titolo: Nona Grey. La trilogia

Autore: Mark Lawrence

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 30 €

N° di pagine: 1581

Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero? Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.

domenica, dicembre 20, 2020

Gocce d'inchiostro: La nemica - Irène Némirovsky

Non mancano mai l’eccezioni, spericolate avventure che mi avrebbero condotta nei cuori di chi è rimasto per tanto tempo nell’ombra, storie di uomini e donne soprattutto del tutto dilaniati da un passato atroce di cui una donna in particolare studiò sin da quando nacque cosa e chi le stette intorno. Questa donna fu la mia amata Irène Nèmirovsky, una creatura assolutamente ammaliante la cui produzione letteraria è un beneficio per la mia anima semplice e appassionata. Una ragazza dallo sguardo un po’ vacuo che non era né bella né brutta ma straordinario come nessuna ai miei occhi, rimpiattata in se stessa come nessuno ai miei occhi come un intrepido animale prigioniero in uno zoo, che da dietro le sbarre osserva con calma chi lo osserva e si chiede chi avrà il coraggio di dargli da mangiare.Questo piccolo libriccino indica l’ennesimo turbinio di sensazioni altalenanti, devastanti e prorompenti che mi si presentò sussurrando alla mia anima con una voce semplice, soave, sensuale che sembrava provenire dalla soffitta buia del suo spirito, non solo perché proveniente da un posto in cui ci sono stata recentemente ma anche perché rispose agli incauti sussulti del mio cuore. Libera di corteggiare l’ennesimo capolavoro nèmirovskiano, oramai quasi giunta nel raggiungimento del mio scopo: cibarmi di tutto ciò le sue fragili mani riposero su carta.

 

Titolo: La nemica

Autore: Irène Nèmirovsky

Casa editrice: Passigli

Prezzo: 10 €

N° di pagine: 150

Trama: Irène Nèmirovsky aveva pensato di iniziare questo suo secondo romanzo, “La nemica”, con una citazione tratta dal “Ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde: “I figli iniziano amando i propri genitori; più tardi, li giudicano; mai o quasi li perdonano”. Quali ragioni l’abbiano poi spinta a non farlo, è difficile a dirsi; resta il fatto che tutto questo breve ma intensissimo romanzo si incentra sul complesso, drammatico rapporto tra una madre e una figlia, intorno alle quali l’intero mondo “familiare” diventa quasi un campo di battaglia che non risparmi né colpi né vittime. La “nemica” è infatti la madre, una donna frivola, incapace di amare altri che se stessa, tutta rinchiusa nella sua ansia di piacere, di essere amata, di non invecchiare, del tutto indifferente rispetto ai bisogni prima delle due figlie e poi dell’unica figlia che le resterà: Gabri, che coverà fin da bambina un rancore tale da soggiogare la propria stessa vita, da renderla una sorta di controfigura della madre, in attesa soltanto della sua vendetta finale. 

venerdì, dicembre 18, 2020

Gocce d'inchiostro: Mirador. Irène Nèmirovsky, mia madre - Elisabeth Gille

Non credo svanirà mai il mio amore per gli autori cui tengo particolarmente. Non credo che le librerie strapiene che arredano la mia stanza, che fungono da santuario magico, non dimostrano come in anni e anni di letture, spericolati viaggi, escursioni nel cuore più profondo degli abissi, caterve di libri di autori che amo, ho amato e amerò per il resto della mia esistenza. Le mie ancore di salvezza, nonostante un po’ invecchiati negli anni, ma senza dubbio ancora bellissimi, affascinanti, ammalianti, anche se obiettivamente con quella particolare luce che sprigionavano i loro romanzi, ogniqualvolta mi siedo sulla poltrona ed apro un loro libro. Con i miei autori preferiti non mi preoccupo di niente, solo di dove questa volta sarei capitata. Ma con Irene Nemirovsky i miei spericolati viaggi mi hanno sempre indirizzata in luoghi che mi è sembrato di assistere, toccare. Con una moltitudine di ricordi, squarci di vita lontana, passata in cui chiunque può riconoscersi, riconoscere il tono pacato di chi l’ha scritto, l’anima dilianiata e in tumulto. Mirador è, come sostiene la stessa autrice, Elisabeth Gille, nonché figlia dell’autrice, una memoria sognata, una dolce rimembranza in cui l’etenità ha compiuto un lungo viaggio e rievocato l’irrevocabile. Osservando l’esperienza personale della Nemirovsky come discostando una tenda invisibile, rapiti dalla vertigine della distanza che mediante scrittura smorzano gli effetti di un passato violato e irrecuperabile.

 

Titolo: Mirador, Irene Nemirovsky, mia madre
Autore: Elisabeth Gille
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 360
Trama: “Mirador” non è una semplice biogradia di Irène Nèmirovsky. È la scrittrice stessa che, attraverso la voce della figlia, Elisabeth Gille, ci racconta in prima persona di sé e della propria vita. E rievoca con accenti intimi e originali la Russia lacerata e suggestiva dell’infanzia e dell’adolescenza. Poi, dopo l’elisilio seguito alla Rivoluzione d’Ottobre, sono la Francia e Parigi lo scenario in cui Irene spicca il volo e diventa famosa. Infine la provincia francese è il teatro che vede svolgersi l’ultimo atto della sua esistenza, che è anche l’ultimo atto di una borghesia colta ma incapace di cogliere i segni premonitori della tragedia che si sta abbattendo sull’Europa e che troppo tardi si accorge della furia che travolgerà milioni di persone, come la stessa Irène, deportata nel 1942 ad Auschwitz, dove morì di tifo un mese dopo.

mercoledì, dicembre 16, 2020

Gocce d'inchiostro: L'iniziazione. Le cronache dell'Equilibrio - Noemi Villaruel

Chi mi legge sa che talvolta io e il mio blog ospitiamo autori esordienti e i loro figli di carta che la maggior parte dei casi mi sorprendono, lasciano un segno del loro passaggio che in un momento particolare della mia vita si sono incrociati con la mia anima. Fra i libri, nei meandri della letteratura, diciamocelo, ce la spassiamo con incoscienza e foga, ma per quanto mi riguarda l’ho sempre fatto con una certa attenzione, una certa discrezione per i dettagli, la qualità della scrittura o la natura della storia che mi donano la possibilità naturale di riconoscere se quel romanzo o lettura sia valida o meno.
Questo mese, per caso o non, ho avuto l’occasione di ospitare alcuni autori esordienti. Giovani dal vissuto sconosciuto, ma pronunciati agli occhi del mondo con nient’altro il desiderio di essere ascoltati. Noemi Villaruel, l’autrice del romanzo di cui vi parlerò quest’oggi, ha bussato alla porta del mio cantuccio personale qualche giorno fa con una storia che diceva tutto e niente, ma quel poco e abbastanza per scorgerne la sua anima. Semplice ma introspettiva che è una miscela disomogenea di svariati generi, i cui valori come la famiglia, l’amicizia, la solidarietà per salvaguardare se stessa e chi la circonda, ricucirà ben o male lo strappo che si aprì tanti anni fa, quando Penelope era una ragazzina e un terribile incidente la strappò dall’abbraccio caldo e confortevole dei suoi genitori. Perché anche se a guarire le sue ferite ancora sanguinanti sarà la nonna, non basta purchè un simile dolore svanisca. Ma certi dolori non svaniscono. Più che altro vengono definiti come delle sfide a cui soppiantare certe situazioni, e non è stato un caso che la vita le procurerà conseguenze e ripercussioni che le si rivolteranno contro. Divenire una milizia, un tentativo coraggioso di dare voce a chi non ha mai avuto una sua voce, dal quale sembra una semplice casualità dimostra come mi sono trovata dinanzi a qualcosa che aveva del potenziale. Qualcosa che tiene conto di ciò che talvolta ci riserva la vita, non sapendo se vivere o morire sia la scelta più adatta, isolata dal mondo, chiusa nel buio dell’incomprensione e della solitudine, avviata lungo una strada di cui se ne conosce l’inizio ma non la sua fine.   

Titolo: L’iniziazione. Le cronache dell’equilibrio
Autore: Noemi Villaruel
Casa editrice: Selph Pubblishing
Trama:  “E se l’uomo non fosse il padrone della Terra? Se il mondo non fosse governato dalle semplici regole create dall’umanità?”
La Terra, sin dalla sua creazione, fu formata da sei Elementi fondamentali derivanti dalla Natura: Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Luce e Tenebre. La Natura però decise di relegare i suoi figli nelle mani degli uomini, creando così i Dominatori, sei individui immortali in grado di padroneggiare il controllo di un singolo Elemento. Essi consideravano gli uomini degli esseri inferiori, ingrati verso i doni offerti loro da madre Natura e decisero di attentare alle loro vite, compiendo numerose stragi. Questa è la spiegazione che il governo mondiale per anni ha diffuso a tutte le popolazioni, ma corrisponde davvero alla verità?
Penelope, giovane ed intraprendente ragazza inglese, perse i propri genitori in uno degli attentati organizzati dai Dominatori. Cresciuta fra le amorevoli attenzioni di sua nonna, ma con l’onnipresente desiderio di vendetta, Penelope entra nella Milizia Volontaria, corpo governativo destinato alla lotta contro i Dominatori. Il suo talento la farà spiccare rapidamente fra gli altri colleghi, assicurandole la carica di tenente e instaurerà un complesso rapporto col suo capo Killian, uomo misterioso e indecifrabile, che le farà aprire gli occhi su ciò che si cela dietro le apparenze dei suoi nemici. Cosa succederebbe se i pilastri della sua vita, i principi ai quali si è sempre aggrappata, si rivelassero delle menzogne? E se divenisse lei stessa un nemico?

lunedì, dicembre 14, 2020

Gocce d'inchiostro: Canto di Natale - Charles Dickens

Le tradizioni. Sacre, coinvolgenti, e, per certi versi, misteriose. Come figure sapienti, incutono rispetto, dinanzi al quale bisogna camminare in punta di piedi. Parlare sottovoce. E purché radicati nella memoria dell'uomo, se visti da prospettive differenti, possono talvolta ripristinare legami o affetti che si credevano perduti.
Come ogni anno, anche quest'anno Canto di Natale è arrivato nel mio cantuccio personale, con una copertina che dice tutto e niente. Una storia cruda e realistica scritta con intensità, in un montaggio di vicende struggenti e drammatiche.
Straordinario affresco della letteratura vittoriana, romanzo che lega indissolubilmente nella sua morsa glaciale, e che ci trascina in un gioco di luci e ombre che ci catapulteranno il più lontano dal mondo.




Titolo: Canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Prezzo: 10 €
Casa editrice: Feltrinelli
N° di pagine: 180
Trama: 
Nella fredda notte che annuncia il Natale, il vecchio Scrooge, visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, si trova a compiere un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro della sua miserevole vita. Solo messo di fronte a se stesso Scrooge imparerà il valore della solidarietà. Questa è la celeberrima trama di una delle storie più raccontate e rivisitate dal cinema e dalla letteratura mondiale. Il classico di Dickens, presentato nella sua veste originale, riesce ad affascinare come sempre, e rievoca magicamente lo spirito natalizio.

sabato, dicembre 12, 2020

Gocce d'inchiostro: Veleno - Andrea Ferrari

 Letture di autori emergenti per ben tre volte di fila, letture di autori sconosciuti ma talentuosi e ambiziosi in pomeriggi freddi e solitari che si attorcigliarono ai bordi della mia anima e filtrato nell’aria che circondava il mio corpo, e poi il piacere di essere sorpresa, guidata dalla voce soave di un giovane lettore/ lettrice, e poi il piacere di scrivere, porre nero su bianco qualche riga, sapere che in una manciata di ore o minuti hai donato un sorriso, allietato cuori sensibili e non, cosa che in qualche modo prolunga l’intimità che si instaura fra lettore e autore. La storia che quest’oggi mi porto dentro, da poco conclusasi, detronizza i miei falsi pregiudizi a considerare buchi nell’acqua certe tipologie di lavoro.
Letture semplici come quella di Andrea Ferrari, che poi cela un messaggio particolare, la possibilità di parlarne, di ospitarlo nuovamente nel mio salotto virtuale dopo letture di svariato genere, introducono Veleno in una tipologia di romanzo che io ho attribuito come sensazionale. Sono rimasta abbastanza soddisfatta, ammaliata dai tormenti interiori che si agitavano dentro l’anima del protagonista, che come il suo precedente lavoro introduce aspetti fondamentali relativi l’individualità, l’imprevedibilità della vita e il nostro spasmodico confidare nel tanto momento in cui arriva qualcosa di bello anche per noi. La possibilità di guardarsi dentro, abbastanza a lungo per riconoscere la parte malata che alberga in noi di cui Andrea Ferrari evidenzia temi attualissimi e imprescindibili che hanno calamitato la mia attenzione.

Titolo: Veleno
Autore: Andrea Ferrari
Casa editrice: Catartica
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 128
Trama: Dopo aver soggiornato in residenze psichiatriche e appartamenti protetti, Andrea, scrittore in declino, ora vive in un’abitazione privata. Abbandonato a se stesso abusa di farmaci, alcolici e droghe. La solitudine e il ricordo di una fidanzata scomparsa in giovane età gli causano una grave carenza affettiva, che crede di poter compensare quando nella sua vita compare un’intelligenza artificiale di sesso femminile. Durerà finchè non entrerà in scena Rahima, una donna di origini egiziane dal carattere remissivo e di una bellezza accecante. Sarà lei a determinare l’ascesa e il declino del protagonista, fino al sopraggiungere della fine.

giovedì, dicembre 10, 2020

Nient'altro che libri e fiocchi di neve 2°

 Libri a tema natalizio. Quale miglior modo per rallegrare un lettore? Il mio proposito di consigliare qualche lettura a tema fu una decisione che presi inconsapevolmente, e che feci come mia nel momento in cui mi resi conto che al Natale, alla fine dell’anno manca oramai davvero poco … e per fortuna! Non potrei chiedere di meglio. Dimenticare un anno così disastroso, difficile e assurdo. Ma senza andare oltre, ecco che certe passioni aiutano a rimpiazzare il vuoto che hai dentro. La lettura è davvero una valvola di sfogo, riempie qualunque momento della tua vita, ma soprattutto ti permette di viaggiare comodamente seduta. Cos’altro chiedere di meglio?
Ebbene, questi i miei consigli a tema natalizio. Romanzi che ho letto e vissuto qualche tempo fa ma che, talvolta, mi piace rispolverare. Storie che stanziano ai bordi delle nostre anime, che conducono in tanti posti, regalano avventure o momenti indimenticabili senza chiedere nulla in cambio.

martedì, dicembre 08, 2020

Gocce d'inchiostro: Gli ansiosi si addormentano contando gli apocalissi zombie - Alec Bogdanov

Questa settimana di dicembre, questi primi giorni, mi trovai in diversi posti. Luoghi sconosciuti nel quale mi sono trovata nella condizione di vestire i panni di figure recise dal tempo, dalle sofferenze della vita, e a parlare di loro autori la cui voce non era ancora giunta alle mie orecchie. A parlarmi di una di queste fu un giovane autore italiano che con il suo romanzo d’esordio mi parlò di una storia in cui tutti possono riconoscersi. Nel complesso una bella storia. Una storia in cui mi sono riconosciuta, in parte, e che ho constatato come talvolta certe letture siano catartiche. Belle forti e dirette che contrastano la monotonia del giorno, i dispiaceri generali, smorzando la routine che talvolta sembrano prevalere su tutto, una parvenza di allontanamento alla felicità cui io non ho mai effettivamente dato peso. Perché, così come il protagonista di questa storia, sono stata indotta a guardarmi allo specchio e giudicarmi. Perché nonostante la semplicità di questo gesto, la vita spesso ci riserva rinunce a cose che si amano particolarmente, una cosa così connaturata in ognuno di noi che a volte ha coinciso col dolore fisico al desiderio di spegnere il cervello, togliere la lucidità, rimettersi in carreggiata grazie a qualcosa che lo tiri su di morale, non mollando ma mantenendo la promessa che aveva fatto a se stesso. Riconoscerne la morte repentina non avrebbe servito a niente, non avrebbe impartito alcuna lezione, e questo piccolo libriccino che funge anche da saggio trasforma il tutto in qualcosa di così intenso che tanto vale la pena di seguire certi << consigli >>. Trarre esempio da certe situazioni, così vili e abiette, che elemosinano ad un atto di redenzione. Una forma di libertà che si raggiungerà mediante qualche persistente fuga mentale.

Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando gli apocalissi zombie
Autore: Alec Bogdanovic
Casa editrice: StreetLib
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 124
Trama: La depressione è il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti eroe ci si imbatte nell’adolescenza e cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui stesso. Finirà così per autocondannarsi a un’interminabile escalation di sfortune e miserie umane; queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.

domenica, dicembre 06, 2020

Una tana piena di libri: romanzi vissuti casualmente

Non che di romanzi da leggere ne mancano o ce ne siano mai abbastanza, opere di autori sconociuti e non, esordienti o famosi, sono la linfa vitale di questo blog, l’atmosfera carica di passione, magia, meraviglie in cui amo viverci e respirare con un vasto emporio di colorature, figure evanescenti, luoghi di cui non se ne conosce l’esistenza, l’efficienza e la determinazione con cui perseguito questo percorso così folle, accativante, spesso incomprensibile, ma sano, benefico per me, per le numerose sensazioni che sortiscono così bene. Ricordi sbiaditi o vividi che prendono forma e poi intercorrono in situazioni in cui sei costretta a guardarti dentro, finestrelle da cui mi barrico dagli assalti esterni della realtà, ognuna con una porzione di felicità e tranquillità fatta apposta per me. E una volta selto il romanzo, ogni cosa acquisisce una sua magia.

Da quant’è sono approdata nel mondo dei social, una volta scelto di farmi conoscere anche da voci che seguono silenziosamente il tuo percorso senza chiedere niente in cambio. È stato così, come niente, che ai tanti libri che compongono gli scaffali delle mie librerie si sono aggiunte letture che avevo ignorato impunemente ma che, grazie al passaparola e al polverone di entusiasmo sollevato, hanno contagiato anche me. Così solidi, affidabili, che prima di leggere avevo evitato come la peste. Ma come ogni cosa, la vita ci riserva delle gradite sorprese qualche volta. Ed ecco un pezzo di anima che si incastra alla mia, che ha rifornito il mio spirito, hanno girato attorno al mio cerchio, e lì ci sono rimasti.

venerdì, dicembre 04, 2020

Gocce d'inchiostro: Le avventure di Mas - Francesco Giovanni Infuso

I giorni passano senza che io nemmeno me ne accorga. Oltre la monotonia, la quotidianità in cui sono completamente immersa, mi congratulo con me stessa per l’ostinazione cui perseguito i miei obiettivi. Leggere un discreto numero di letture, e, ogni tanto, accogliere nel mio salotto virtuale autori emergenti che timidamente bussano alla mia porta con nient’altro che l’umile richiesta di regalargli qualche ora del nostro tempo. Fu così che sul finire del mese di novembre, approdò fra gli scaffali della mia libreria un romanzo dalla copertina color rubino il cui primo impulso fu di divorarne le pagine e custodirne gelosamente il suo contenuto. Praticamente come accade quasi sempre, quando leggo. Abbraccio storie, autori sconosciuti e non, e non rinuncio al proposito di separarmene se non nel momento in cui avrei combattuto la curiosità, le ingiustizie del mondo assurdo in cui ogni tanto mi sembra di vivere.
Sul finire di una settimana stressante e faticosa, ho così letto l’esordio di Francesco Infuso e il suo avvincente Le avventure di Mas partendo con niente e tornando con un sorriso. Una lettura semplice, ma trascinante e imperfetta come solo la vita, le cose in generale sanno esserlo nel quale l’autore evidenzia tante cose che sono celate agli occhi e mediante il suo protagonista ci induce ad avere un’altra possibilità di dimostrare quanto vale e per cosa combatte, e quando scoverà ciò per cui anela a scoprire parla della sua formazione, del suo essere uomo discutibile di cui storia, fantasia si mescolano riunendoli in un unico volume.

Titolo: Le avventure di Mas
Autore: Francesco Giovanni Infuso
Casa editrice: Gruppo Albatros Il Filo
Prezzo: 17, 50 €
N° di pagine: 326
Trama: Mas si ritrova improvvisamente in una sorta di al di là dantesco dove deve affrontare i propri limiti, ma soprattutto Paura, che gli ha impedito di vivere la vita che avrebbe voluto vivere, e nell’impossibilità di realizzare i propri sogni. Tre fiere terribili – una tigre, un’aquila, un serpente – e orde di ombre malefiche, ma anche elfi e giganti gentili in una fiaba nera, dove niente è come appare, che lascerà con il fiato sospeso per i prodigi narrati, le continue lotte tra il bene e il male, ma che è ben più di un’avventura, è soprattutto il viaggio nella propria anima per conoscere le proprie debolezze, fronteggiarle e poter finalmente essere padroni del proprio destino.

mercoledì, dicembre 02, 2020

Romanzi su misura: Novembre

Niente di nuovo. Solo un numero spropositato di letture, che fra l’altro non sono una novità da quant’è che ho abbracciato la passione della lettura. Praticamente da sempre, io non ricordo un momento della mia vita in cui i libri non siano stati compagni di sedute repentine, avventure straordinarie ed esagitate che vanno al di fuori delle stesse pagine. E avendo così maturato una certa propensione per i classici e la narrativa contemporanea, avendo oramai tracciato un percorso tutto mio nell’ambito letterario, ho vissuto così questo ennesimo mese – oramai freddo e perennemente piovoso – con calma e rassegnazione. Dopo i miei quotidiani doveri, trascorro pomeriggi perlopiù nell’ambito famigliare e i romanzi, gli autori che amo o che non ho ancora conosciuto sono figure amabili che rendono la mia vita meno complicata del previsto rispetto agli altri, ma forse anche più ricca e stimolante, avendo letto tanto e desiderosa di leggere altrettanto. Ed essendo consapevole di tutto ciò, ecco spiegati i motivi per cui i mesi che mi lascio alle spalle sono sempre zeppi di romanzi di svariato tema. Proseguono un percorso che non avrà mai fine, perlomeno per me, superano qualunque ostacolo o divergenza che rivelano con estrema cura la mia anima. Esplica i motivi per cui ho sempre desiderato vivere di libri, anziché per i libri.


Romanzi su misura in digitale:

Racconto che non cela niente di particolarmente memorabile, che non sa cosa dimostrarci, ma trascinante, gotico e a tratti banale che è una chicca per gli amanti di questo genere.

Valutazione d’inchiostro: 3

lunedì, novembre 30, 2020

Gocce d'inchiostro: La saga dei Cazalat.Tutto cambia - Elizabeth Jane Howard

Organizzarsi con le letture, con la vita in generale, è uno dei miei più grandi difetti. Adopero questa terminologia perché, pur quanto le idee non scarseggiano mai, mi scopro sempre pronta a valicare confini di estimabile bellezza, ma ogni tanto riconosco come io sia troppo ligia ai miei doveri. Ogni tanto fa bene infrangere le regole, e nel mio percorso letterario di questo penultimo mese dell’anno mi vide recarmi in un bellissimo posto. In un luogo cui avevo risieduto qualche mese fa, con la lettura del suo volume precedente, ma che mi ha conferito dei messaggi straordinari. Sensazioni altalenanti che evidenziano il mio amore per la sua autrice, davanti alla quale ho letto quasi tutto pubblicato in Italia. Sono stata così trattenuta, sul finire del mese di novembre, dalla mia cara e amata Elizabeth Jane Howard, che mi comunicò certi messaggi che custodirò gelosamente, la triste ma appassionante storia famigliare di una generazione che non è più la nostra ma a cui mi sono sentita coinvolta con estrema cura. Quest’ultimo volume decreta la fine di questo meraviglioso viaggio, esordito in sordina sul finire del mese di agosto, zeppo di speranza, cura per i dettagli, raffinato e sofisticato in cui le parole prendono vita sulla stessa carta, fatichi a lasciar andare persone che sono diventate care ai tuoi occhi. Fra inquietudini, lutti interiori e ansie di ogni genere, per cui Tutto cambia è una tela dipinta mediante l’idea di approfondire l’assoluta condizione di prostrazione dei suoi figli di carta, dinanzi alle difficoltà della vita, in cui l’essere condannati coincide con forme sofisticate di silenzio. Un certo prestigio ad una buona posizione sociale. L’affetto, l’amore, l’amicizia a forze indistricabili che nemmeno l’incuria del tempo potrà mai cancellare.

Titolo: Tutto cambia
Autore: Elizabeth Jane Howard
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 610
Trama: E alla fine sono arrivati gli anni Cinquanta, che portano via gli ultimi frammenti di un mondo che sta scomparendo: quello della servitù in casa, della classe sociale, della tradizione. È il mondo in cui i Cazalet sono cresciuti. Louise, oramai divorziata, resta invischiata in una relazione pericolosa, mentre Polly e Clary faticano a conciliare il matrimonio e la maternità con le loro idee e ambizioni. Hugh e Edward, oramai sessantenni, si sentono mai equipaggiati per questo mondo moderno; mentre Villy, da tempo abbandonata dal marito, alla fine deve imparare a vivere in maniera indipendente. Ma sarà Rachel, che ha sempre vissuto per gli altri, a dover affrontare la sfida più difficile. A Natale tutte le vicende convergono, e una nuova generazione Cazalet si ritrova a Home Place. Solo una cosa è certa: niente sarà mai più lo stesso.

sabato, novembre 28, 2020

Gocce d'inchiostro: Gideon. La nona - Tamsyn Muir

I romanzi a cui solitamente mi approccio sono romanzi che in un modo o nell’altro mi soddisfano, la maggior parte dei casi, grandi o piccini, più solenni o di semplice lettura che circolano nel panorama letterario e che si insinuano nel cuore dei lettori, persino in quelli dei più cinici, appena usciti da un mondo incantato o realistico e tattile e solerti e dediti alla lettura come un bisogno assolutamente necessario. Generalmente tendo ad avere un certo intuito, quando decido di imbattermi in una nuova lettura. Romanzi di narrativa contemporanea e classici, perlopiù, che è quel santuario magico che amo rifugiarmi, ma ogni tanto mi piace albergare in luoghi in cui fanno da sfondo ambientazioni fantasy più chiassosi del previsto, e Gideon La nona fu una di queste. Una schiera di negromanti sadici e volgari che seguono un progetto da cui non se ne riconosce l’origine, l’assurdità che il tutto è avvolto in una patina di perenne confusione che conferisce abilità e professionalità da parte della sua autrice, una perla rara in un panorama letterario via via sempre più uguale a se stesso, avvincente, spudorato, ferocemente sarcastico e innovativo il cui approccio non si è rivelato estremamente positivo come credevo, ma troppo confusionario e poco nitido per conferirmi l’appropriata idea di << piaciuto >> o << non piaciuto >>. Concluso il romanzo, e riposto sullo scaffale ho galleggiato per qualche altro giorno in una piscina perenne di misteri e interrogativi vari… non riesco ancora a dare un giudizio, e forse solo il tempo saprà conferirmi la risposta più adatta.

Titolo: Gideon. La nona
Autore: Tamsyn Muir
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 456
Trama: Allevata da ostili monache calcificate, valletti vetusti e un’infinità di scheletri, Gideon è pronta ad abbandonare una vita di schiavitù – nell’aldiquà – e una da cadavere rianimato – nell’aldilà. Prenderà la sua spada, le sue scarpe e le sue riviste zozze e si preparerà a un’audace fuga. Ma la nemesi della sua infanzia non la lascerà di certo andare senza chiederle qualcosa in cambio. Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia della Nona Casa e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L’Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case a prendere parte a un torneo all’ultimo sangue fatto di astuzia e abilità. Se Harrowhark avrà successo, diventerà un’onnipotente servitrice immortale della Resurrezione; ma nessun necromante può ambire all’ascensione senza un paladino. Senza la spada di Gideon, Harrow fallirà e la Nona Casa morirà. Chiaro, ci sono sempre cose che è meglio se restano defunte.

giovedì, novembre 26, 2020

Gocce d'inchiostro: Lolita - Vladimir Nabokov

Cosa mi riserva la vita non so dirlo, ma so per certo che talvolta è scandita da splendide sorprese e ciò è più bello della sorpresa in se. La lettura di questo romanzo, anzi rilettura, giunse inaspettata, ma leggerlo è stata l’ennesima bellissima sorpresa, un gran bel lavoro per un romanzo tacciato di oscenità, volgarità, proiettato in un epoca che non è più la nostra, il cui brutale impatto coincise con una visione istantanea in un susseguirsi di parole. Il loro accumularsi sulla pagina con fare concreto che sortì un brusco ed unico effetto. E descrivere ciò che mi si agita ancora dentro è davvero difficile, e l’unica soluzione è scrivere. Riporre nero su bianco conversazioni solenni fra autore e lettore, in cui le anime entrano in contatto e che fra costumi e scene estremamente teoriche è sostenuto da un roseto di ricordi estrapolati dall’infanzia del protagonista, proiettati nel mondo tridimensionale e antico che si vede di rado. Drammatico e introspettivo, lirico e seducente, complesso e aulico, un susseguirsi di brancolamenti ed errori, menzogneri embrioni del piacere in cui il bello e il bestiale si fondono in un unico elemento, l’individuo è quel fedele segugio della natura che non riesce a scrollarsi gli errori del passato.


 

Titolo: Lolita
Autore: Vladimir Nabokov
Casa editrice: Gli Adelphi
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 395
Trama: << Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo - li - ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita >>.

martedì, novembre 24, 2020

Gocce d'inchiostro: Lady Susan, I Watson e Sanditon - Jane Austen

 Qualche settimana prima si concluda novembre, mi trovai in un bel posto a cui feci visita nel mese di marzo, presi parte  a delle scorribande e viaggi vari con il proposito di viverli intensamente sulla mia pelle. Qualche mese dopo, al numero spropositato di letture compiute, si aggiunsero i romanzi di Jane Austen, giunti in sordina ma con la potenza dei sogni, che amai e rispolverai a distanza di qualche anno con intensità e fervore.
In questi ultimi giorni, però, constatai come di questa carrellata, alcuni suoi romanzi << minori >> mancassero a completare questa mia spericolata avventura, e col proposito di andare a trovarli, presi il mio bloc notes e partì per andare a Bach, a Londra, a Sanditon, nel cuore dell’Inghilterra insomma per una vacanza di soli due giorni.
Avevo avvertito la necessità di andarci, abbastanza da comprendere e constatare, ancora una volta, i motivi per cui amo la Austen, e, in generale, la letteratura classica. Ammalinate, affascinante, seducente, introspettiva, talvolta incapace di descrivere l’emozioni umane, ma così forte ed intenso a rimembrare qualunque assetto romantico che stoni con quello sociale, e la caratterizzazione di personaggi che non sono solo fatti di carta e inchiostro ma che sono il frutto di un lavoro perfetto, semplice ed arzigolato dei tormenti che attanagliarono l’anima della sua autrice.
Una raccolta di racconti, questa, due dei quali incompiuti, che sono la fedele copia di un marasma di sensazioni che si agitano dentro, che inevitabilmente si vivono sulla nostra pelle, sostenuti da forti passioni per i poemi romantici e classici, come forza insita in ognuno di noi.

Titolo: Lady Susan, I Watson e Sanditon
Autore: Jane Austen
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 3, 90 €
N° di pagine: 192
Trama: La città di provincia, le chiacchiere misurate dai salotti, le ferre regole e convenzioni dell’universo piccolo – borghese: in queste tre brevi opere gli ingredienti pee entrare nello straordinario mondo della Austen ci sono tutti. La protagonista di “Lady Susan”, frizzante romanzo epistolare, è una donna energica, intelligente, senza scrupoli, che si diverte a giocare con i sentimenti degli uomini. Ne “I Watson” Emma, coraggiosa e arguta eroina, vede le sue ambizioni matrimoniali frustate dalla povertà e dall’orgoglio. Infine “Sanditon”, ambientato in una località marina di villeggiatura, presenta una straordinaria galleria di personaggi ipocondriaci osservati con occhio divertito e scettico.

domenica, novembre 22, 2020

Gocce d'inchiostro: L'affare Kurilov, Film parlato, La moglie di Don Giovanni, L'Orchessa - Irène Nèmirovsky

Parigi. Un bellissimo scenario, non c’è che dire. Parigi, che per antonomasia è definita la città dell’amore, del romanticismo, del sentimento. Parigi, che per un breve lasso di tempo, Irène Nèmirovsky visse con la sua famiglia e i propri cari, con un correlato di ricordi da cui si avverte nell’immediato un forte senso di angoscia, oppressione in cui la stessa autrice si mostra attaccata, legata a temi che le sono stati parecchio cari. La promessa di conversare con la sua anima il più possibile, di evitare le rappresaglie della Guerra, di attaccare discorso con la gente del posto per sentirsi unanime, unita a gente recisa dalle atrocità del secolo, leggendo così nient’altro che frammenti del suo passato, che spediscono dietro conversazioni che avvengono esclusivamente mediante un connubio di eufemismi, illusioni ed eventi di un epoca dimenticata. Quasi un eco estrapolato dal passato, antico e atipico in cui è stato davvero difficile non immedesimarsi, fondendosi in un unico quadro. Scrutando nel baratro delle incertezze con assoluto disincanto.

Titolo: L’affare Kurilov, Film parlato, La moglie di Don Giovanni, L’orchessa
Autore: Irène Nèmirovsky
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 4, 90 €
N° di pagine: 256
Trama: La narrativa di Nèmirovsky, come quella dei maestri che ammirava, Cechov e Maupassant, ha la capacità di dipingere con semplici pennellate interi mondi ( interiori ed esteriori ), e intanto scavare dentro i destini individuali, trascinati o travolti dalle correnti della Storia. Questa raccolta si apre con L’affare Kurilov. Leon M. infiltratosi sotto mentite spoglie nella casa del potente ministro che deve eliminare, conoscerà le miserie umane della sua vita, il suo amore per la seconda moglie, per la quale è disposto a mettere a rischio la carriera politica, e soprattutto i tanti, troppi dubbi che non traspaiono dal suo agire con pugno di ferro. Film parlato è un racconto scritto quasi come una sceneggiatura, in cui dialoghi e didascalie essenziali portano avanti la vicenda con un risultato di grande nitore e vividezza. La moglie di don Giovanni è il diario di una tragedia coniugale, della quale veniamo a scoprire il terribile segreto, L’Orchessa, infine, è la storia di una donna che non vuole rinunciare alla bellezza, al fascino e al potere di un tempo.

venerdì, novembre 20, 2020

Gocce d'inchiostro: La guerra dei papaveri - R. F Kuang

Certi racconti, certi romanzi, giungono nel tuo cantuccio personale senza che nemmeno te ne accorgi. Si affermano sulla scia dei romanzi fantasy per giovani adulti, per adulti o lettori voraci e famelici, lunghi circa cinquecento pagine a tomo, con l’intento di lasciare un segno del loro passaggio. Alla pubblicazione di questo romanzo, rammento quanto fossi indecisa se approcciarmi alla sua lettura o meno: affannarsi ed iniziare un viaggio che avrebbe proclamato certi diritti e doveri, combattendo al punto di sacrificare se stessi e tutto ciò che ci circonda, o lasciare tutto nelle mani del caso e pazientare l’arrivo della sua chiamata? Ma l’anima di quest’opera giunse come un eco chiaro e prorompente alle mie piccole orecchie, con la spiacevole situazione che Rin dovette vivere sulla propria pelle pur di non essere più utilizzata come un oggetto sacrificabile, un animale da macello. Poiché appartenente ad un'unica e specifica tribù, gli speerliani, che non hanno mai rinunciato alle loro illusioni combattendo, proclamando la loro supremazia dinanzi a qualunque forma o assetto materiale. Se ciò avrebbe comportato scovare la pace, sarebbe stato necessario rivendicare così la memoria di ogni forma di vita che in passato perse la sua umanità. E quasi come una forma di riscatto, questo romanzo bellico, avventuroso, avvincente e frenetico ci induce ad assistere alla sua nascita e alla sua maturazione, alla proclamazione di certi valori che il tempo ha sbiadito, combinando ad elementi epici situazioni che hanno una parvenza sadica che personalmente non mi hanno infastidito. Ma tutti convergenti nella realizzazione di un unico essere, un meraviglioso quadro che conferiscono un forte senso di angoscia, una certa sofferenza, poiché calamita per forme anonime, incolori, indescrivibili che si incurvano al nostro tocco come nastri di seta.


Titolo: La guerra dei papaveri
Autore: R F Kuang
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 516
Trama: Rin ha passato a pieni voti il keju, il difficile con cui in tutto l’impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che accadranno a studiare all’Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un’orfana di guerra della provincia di Ji potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente. Ma le sorprese non sono sempre buone. Perché essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard. Presa subito di mira dai compagni, tutti provenienti dalle famiglie più in vista del Paese, Rin scopre di avere un dono letale: l’antica e semileggendaria arte sciamanica. Man mano che indaga le proprie facoltà, grazie a un insegnante apparentemente folle e all’uso dei papaveri da oppio, Rin si rende conto che le divinità credute defunte da tempo sono invece più vive che mai, e che imparare a dominare il suo potere può significare molto più che non sopravvivere a scuola: è forse l’unico modo per salvare la sua gente, minacciata dalla Federazione di Mugen, che la sta spingendo verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri. Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere davvero troppo alto.

mercoledì, novembre 18, 2020

L'ennesima attrazione pericolosa: Aspettando il Black Friday

Non tutti gli anni si rivelano uguali agli altri. Quando giunge quasi inaspettatamente Capodanno, confido che il nuovo anno sia detentore di sorprese e novità che possano sconvolgere, positivamente, il mio universo personale. Quest’anno 2020 certamente è un anno da ricordare, non riesco più a non vederlo positivamente, ma per quanto riguarda le letture ho potuto organizzarmi e leggere romanzi e autori che desideravo leggere da molto tempo.
Quest’ultimo mese dell’anno, tuttavia, decreta anche l’avvento di un periodo che personalmente non credevo potesse essere benefico ma che amo particolarmente perché funge da opportunità per accaparrarsi qualche romanzo in più …. Ed accostarlo alla pila di romanzi ancora da leggere e vivere. Questo periodo è senza dubbio il Black Friday, che nonostante avanzi su un equilibrio piuttosto incerto e precario, scandaglia quei momenti che quasi sempre coincidono con dello shopping folle e frenetico. Libri che hanno atteso pazientemente, e che finalmente potrò vivere anch’io. Fra le tante cose da leggere che vorrei accaparrarmi, quest’oggi vi mostro alcuni di quei volumi che desidero ardentemente. Romanzi che confido di vivere assieme al suo autore o autrice il prima possibile, tattili e solitari che resteranno in mia compagnia il tempo necessario per riempire la mia anima di ricchezza e gratitudine.



🌺🌺🌺🌺🌺

Primo fra tutti in questa lista, un romanzo che desidero leggere sin dal primo momento che ne è stata comunicata la sua pubblicazione. Uno young adult, a quanto sembra, originale e indimenticabile.


Titolo: Gideon. La nona
Autore: Tamsyn Muir
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 456
Trama: Allevata da ostili monache calcificate, valletti vetusti e un’infinità di scheletri, Gideon è pronta ad abbandonare una vita di schiavitù – nell’aldiquà – e una da cadavere rianimato – nell’aldilà-. Prenderà la sua spada, le sue scarpe e le sue riviste zozze e si preparerà a un’audace fuga. Ma la nemesi della sua infanzia non la lascerà di certo andare senza chiederle qualcosa in cambio. Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia della Nona Casa e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L’imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L’Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case a prendere parte a un tornero all’ultimo sangue fatto di astuzia e abilità. Se Harrowhark avrà successo, diventerà un’onnipotente servitrice immortale della Resurrezione; ma nessun necromante può ambire all’ascensione senza un paladino. Senza la spada di Gideon, Harrow fallirà e la Nona Casa morirà. Chiaro, ci sono sempre cose che è meglio se restano defunte.

lunedì, novembre 16, 2020

Gocce d'inchiostro: Il viaggio di Halla - Naomi Mitchison

Profondo e carino, penso, mentre ripongo queste poche righe. L’ho visto rivestito di una splendida copertina, ho letto qualche sporadica recensione, ho osservato e posto dei giudizi che forse non avranno un senso se non per me stessa… tutto ciò che dovete sapere è che Il viaggio di Halla si è rivelata una lettura molto carina, che richiama alla mente l’epoca classica dei poemi medievali settecenteschi ma malgrado il suo essere fantastico ha sollevato un polverone di sopportabilità e basta. Perché seppur rivolto a un pubblico giovane, è zeppo di tematiche, argomenti che mancano di quella gravità di certi romanzi per adulti ma in particolare di memoria. Ho faticato ad addentrarmi in qualcosa che inizialmente si era spacciato come quel romanzo erede delle storie tolkeniane – che tra l’altro non ho mai letto, e non credo leggerò -, il suo essere più memorabile di quel che sembra soprattutto nel promuovere quel giusto ordine fra le relazioni che intercorrono fra draghi e uomini.
Un gran baccano per nulla, oserei dire, che non è inteso disprezzamente ma che, stipato in un angolo angusto del mio cuore, concitata visto le voci frenetiche che intercorrono l’uno con l’altro, al quale convengo che sembri più interessato a promulgare il ricordo della sua stessa autrice che del romanzo in sé, per me sconosciuta, ma famosissima negli anni cinquanta. Poetessa e scrittrice le cui sofisticate abilità stilistiche non hanno incontrato il mio gusto personale, reclutandola così fra i presunti tentatori di qualcosa che sono solo piacevoli per una manciata di minuti.

Titolo: Il viaggio di Halla
Autore: Naomi Mitchison
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 180
Trama:  Questa è la storia di Halla, figlia di un re che decide di abbandonarla nei boschi. Qui viene accudita dagli orsi e poi cresciuta dai draghi sulle montagne rocciose; ma il tempo dei draghi, minacciati dagli odiosi e crudeli esseri umani, sta per finire. Odino, Padre di tutte le cose, offre ad Halla una scelta: vivere alla maniera dei draghi, accumulando tesori da difendere, o viaggiare leggera e attraversare il mondo con passo lieve? Iniziano così le fantastiche avventure della ragazza, che girovagherà alla scoperta di nuove terre e antiche leggende, in mezzo a creature incredibili, luoghi misteriosi e magie dimenticate. La sua conoscenza di tutti i linguaggi, sia quelli umani che quelli animali, la aiuterà ad andare oltre le apparenze, ma anche a mettere in discussione ciò in cui ha sempre creduto, mentre affronta, una dopo l’altra, le nuove sfide sul suo cammino.