I pensieri che hanno vorticato nella mia testa, durante il corso della lettura di questi romanzi, sono stati discordanti. Si scrive per raccontarsi, raccontare. Si scrive perché ci si sente soffocati dalla monotonia, da una vita quasi sempre uguale a se stessa, e non è bene tenersi tutto dentro. È a mio avviso un comportamento inutile, autodistruttivo e crudele verso noi stessi, la nostra anima che conta quasi sempre di confidarsi o aprirsi a qualcuno, specialmente se ciò che tieni saldamente celato è frutto di qualcosa che non hai il potere di cambiare. Ciò che sto cercando di dire, è una sottilissima allusione all’eruzione teologica di cui sono spettatori certe figure di carta e inchiostro - piccole e fragili anime costrette a vagare nel mondo come un anima in pena – che prenderano atto di ciò che gli ha riservato la vita non vedendo più quella cerchia di possibilità, certezze come unico mezzo di salvezza. Scialuppa di salvataggio in mezzo a un mare in tempesta, bensì sotto una nuova luce. Di cambiamenti, la vita, ce ne serva anche fin troppo. Ed interpretarla mediante un tipo di dottrina che, col tempo, può subire miglioramenti o peggioramenti, a seconda dei casi, sono elementi che trasformano. Più calmi e felici, impulsivi e sprezzanti.Queste storie hanno evocato una musica, quel frammento di vita che i loro autori hanno estrapolato dalle stanze remote della loro memoria per comporre una melodia che parla di vita, un concerto sofisticato e un po crudele che si è rivelato piacevole per il rapporto intrinseco che si cela fra uomo e natura, razionalità e misticismo evidenziati come decisioni prese frettolosamente e in buona fede che si rivelano poi sbagliate.
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Nel libro della Caminito, sono descritte le penose condizioni igeniche e morali di una famiglia, rinchiusa e intrappolata in un equilibrio precario, su ogni cosa che è effimero, pronto a crollare in qualunque momento in cui la vita stessa è una preghiera perpetua, allegoria di un regime totalitario da cui sembra non esserci alcuna via di scampo. L’assoluta mancanza di serenità, l’anelazione a forme di tranquillità o serenità di un attendibile pratica opprimente, racconta le vicende di una ragazza, Gaia, e della sua famiglia come metodologia a scovare una realtà migliore di questa, in cui una narrazione densa, ricca di lirismo e simbolismi che a mio avviso è pertinente all’anima dello stesso romanzo, ne evidenziano il corpo, l’anima della sua protagonista attraverso i suoi << difetti >>.
Titolo: L’acqua del lago non è mai dolce
Autore: Giulia Caminito
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 304
Trama: Odore di alghe e sabbia, di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: sulle rive del lago di Bracciano approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli. Antonia è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo, a leggere libri e non guardare la tv, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l’infelicità dove nessuno può vederla. Ma poi, quando l’acqua del lago sembra più dolce e luminosa, dalle mani di questa ragazzina scaturisce una forza imprevedibile. Di fronte a un torto, Gaia reagisce con violenza, consuma la sua vendetta con la determinazione di una divinità muta. La sua voce ci accompagna lungo una giovinezza che sfiora il dramma e il sogno, pone domande graffianti. Le sue amiche, gli amori, il suo sguardo di sfida sono destinati a rimanere nel nostro cuore come il presepe misterioso sul fondo del lago.
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Quasi un testo storico in cui sono presenti donne forti, atti d’accusa senza remore contro di esse, che conducono in un luogo in cui feci perdere completamente le mie tracce. Un nuovo viaggio in una vasta gamma di nozioni e ideologie in cui si avverte una parvenza di inquietudine, il desiderio di non poter raggiungere quella strada che avrebbe indotto alla redenzione, a gesta individuali insopportabili e irreparabili, attraverso cui la società dovrebbe interessarsi a dissipare tali mali. Un carico fin troppo pesante, nella resistenza a un dovere che prostra in due, recide chiunque.
Titolo: Shirley
Autore: Charlotte Bronte
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 16, 50 €
N° di pagine: 658
Trama: Presto fa amicizia con Caroline, orfana e nullatenente, praticamente il suo opposto. Caroline è innamorata di Robert Moore, imprenditore sommerso dai debiti, spietato con i dipendenti e determinato a ristabilire l’onore e la ricchezza della sua famiglia, minati da anni di cattiva gestione. Pur invaghito a sua volta dalla dolce Caroline, Robert è conscio di non poterla prendere in moglie: la ragazza è povera, e lui non può permettersi di sposarsi solo per amore. Così, mentre da una parte Caroline cerca di reprimere i suoi sentimenti per Robert – convinta che non sarà mai ricambiata – dall’altra Shirley e il suo terreno allettano tutti gli scapoli della zona. Ma l’ereditiera prova attrazione per un insospettabile….
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Un viaggio diverso da tutti gli altri, che l'autore intrapende e anche il più difficile perché ogni passo, ogni scelta – a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia – ha a che fare con la sua sopravvivenza.
Titolo: Un altro giro di giostra
Autore: Tiziano Terzani
Casa editrice: Tea
Prezzo: €10
N° di pagine: 578
Trama: Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggio alla ricerca di una soluzione è la sua rispostra istintiva. Solo che questo è un viaggio diverso da tutti gli altri, e anche il più difficile perché ogni passo, ogni scelta – a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia – ha a che fare con la sua sopravvivenza. Strada facendo prende appunti. Da una lunga permanenza d New York e poi in un centro “alternativo” della California nasce un ritratto inquietante dell’America. Da un lungo girovagare per l’India, compresi tre mesi passati da semplice novizio in un ashram, sempre in cerca di qualcosa o qualcuno che possa aiutarlo. Terzani arriva ad una visione di quel che di più profondo questo paese ha da offrire all’uomo: la sua spiritualità. Ogni cultura ha ul suo modo di affrontare i problemi umani, sepcie quelli della malattia e del dolore. Così, dopo essersi interessato all’omeopatia, Terzani si rivolge alle culture d’Oriente sperimentando sulla propria pelle le loro soluzioni, siano esse strane diete, pozioni di erbe o canti sacri. Medicina tibetana, cinese, ayurveda, qi gong, reiki, yoga e pranoterapia sono fra le sue tappe. Alla fine il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alle radici divine dell’uomo.
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John Steinbeck, giornalista e critico letterario, sul finire degli anni 60 comprese che per andare a fondo del problema dell’America, della sua gente, bisognava immergersi nel pantano comune e poi ritornare a galla per se stessi, più forte di prima poiché si è persa quella vanità, quell’inerzia che guadagna la compagnia o il regimento. Se si tocca il fondo è possibile risollevarsi, risalire più in alto e provare a giocare, avvertire quel senso di solidarietà perduta, quasi come quella di una celeste compagnia di Angeli.
Titolo: La valle dell’Eden
Autore: John Steinbeck
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 762
Trama: Nel paese di Nod, a est del giardino dell’Eden, dove la progenie di Caino andò a vivere secondo la leggenda biblica e che nel romanzo di John Steinbeck corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale, si intrecciano le storie di due famiglia, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, da una parte il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda; e, dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi.
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Un opera che non sconsiglio specie agli appassionati di mitologia greca, ma che non ha abbattuto quell’effetto iniziale di credere alla sua magnificenza. E non credo che sia colpa dello stesso autore, quanto di gusto personale. Fantasia illusoria che si è dimenata alla luce morente di un crepuscolo – più reale del mio irresistibile desiderio di incontrare faccia a faccia l’autore, come un lontano amico di vecchia data.
Titolo: American Gods
Autore: Neil Gaiman
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 28, 50 €
N° di pagine: 523
Trama: Dopo tre anni di prigione Shadow sta per tornare in libertà quando viene a sapere della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull’aereo che lo riporta a casa l’uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico, Mister Wednesday; Shadow accetta, ma gli servirà ancora qualche tempo per scoprire chi sia in realtà il suo capo, chi siano i suoi compagni d’affari e chi i suoi concorrenti.
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La fantasia dell’uomo, gli incauti sussulti del cuore possono portarci in svariati posti, vivere cose o sensazioni che non si credevano possibili. Come ogni essere umano, ho anche io dei limiti e talvolta non riesco a trovare una spiegazione, un senso logico per ogni cosa. La mia mente è lasciata a se stessa, dettata dalla stessa ragione.
Titolo: La terra desolata
Autore: Thomas Eliot
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 8, 50 €
N° di pagine: 152
Trama: Tema de “La terra desolata” è la città infernale, descritta prima da William Blake, poi da Baudelaire: città diabolica dove, con il passare del tempo, l’uomo si trova sempre peggio. È una tragedia grottesca che anticipa la poetica di Beckett e Fellini. Con la sua poesia, e in particolare con “I quattro quartetti”, Eliot tenta di dimostrare che l’immaginazione ( quella che per lui si incarnava nella poesia religiosa)può, nello sfacelo del mondo odierno, riconquistare i suoi privilegi. Impresa pressochè disperata: costruire qualcosa dall’impossibilità, dalla mancanza, dalle rovine.
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Nelle stanze remote della propria coscienza, specie quella dei lettori accaniti come la sottoscritta, ci sono posti che ancora non ho conosciuto e non ho valicato, e non ci vogliono grandi poteri di veggenza per immaginarlo. È come dire un buon predicatore che segue la sua religione e certo non seguo alcun regola rigida o mi prefisso obiettivi irraggiungibili ma seguo un percorso che con grandi sforzi sto portando a termine. Piacere e dedizione si miscelano in un'unica bellissima entità.
Titolo: Il fantasma dell’opera
Autore: Gaston Laroux
Casa editrice: Newton & Compton
Prezzo: 4, 90 €
N° di pagine: 322
Trama: La storia dell’amore di Erik – costretto a nascondere le sue orrende fattenze dietro una maschera – per Christine, la giovane soprano tanto graziosa quanto inesperta, si svolge tutta nell’ambiente del teatro dell’Opera, che diviene alter ego del Fantasma, luogo che crea l’azione. Campione di tutti gli eccessi, “mostro” al pari di Frankenstein e del Conte Dracula, la educherà, s’impossesserà di lei, riuscirà a far sgorgare dal petto della sua schiava d’amore una voce sublime …
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storia apparentemente complicata, sofisticata e bellissima sorretta da un mondo, regole e leggi assurde in cui la fabula si intreccia alla favola, ai canti medievali.
Titolo: Le cronache di Narnia
Autore: C S Lewis
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 24 €
N° di pagine: 960
Trama: L’entusiasmante viaggio nel magico mondo di Narnia governato dal leone Aslan, popolato di animali parlanti, centauri, gnomi e streghe malefiche impegnati nell’eterna lotta fra il bene e il male.
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Romanzo per chi desidera accrescere il suo bagaglio culturale c’è un susseguirsi di situazioni, eventi che lo inducono a dover affrontare qualunque difficoltà, qualunque ostacolo: ostacoli da cui sa ne esce con i mano qualcosa.
Titolo: Moby Dick
Autore: Herman Melville
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 703
Trama: Un uomo e mostruoso cetaceo si fronteggiano: è il conflitto più aspro, accanito e solitario mai immaginato, è la storia di ogni anima che si spinga a guardare oltre l’abisso. Moby Dick è un gigantesco capodoglio, candida fonte di orrore e meraviglia; Achab è un capitano che, ossessionato da follia vendicatrice, lo insegue fino all’ultimo respiro; ismaele, un marinaio dall’oscuro passato imbarcato sulla baleniera Pequod, è il narratore e, forse, l’eroe della tragedia. Sullo sfondo, il ribollire sordo e terribile dell’oceano, il vociare cosmopolita dell’equipaggio le descrizioni anatomiche delle balene e i puntuali resoconti di caccia. Così, pagina dopo pagina, i personaggi del dramma diventano i protagonisti di una nuova epica, con il fascino ambiguo e controverso di un destino contemporaneo.
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Un eco che ancora tutt'oggi si diffonde fra le crepe di cuori puri, impavidi. Un grido acuto lanciato da un dirupo che conosce il peso delle sofferenze, il bruciore del dolore e delle rinunce.
Titolo: Il Vangelo secondo Gesù Cristo
Autore: Josè Saramago
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 350
Trama: Il Gesù Cristo di Saramago, da alcuni cristiani ortodossi ritenuto blasfemo, è un carattere fortemente spirituale, ma in tutto e per tutto umano, che incarna i dubbi e le sofferenze propri della condizione universale di uomo. Il figlio di Dio, dalla nascita a Betlemme alla morte sul Golgota, affronta le medesime esperienze descritte nel Vangelo, qui però narrate secondo una prospettiva terrena, con spirito critico e senso logico. In questa storia non c’è fede nei miracoli, bensì coscienza di trovarsi in balia della volontà di potenza di un Dio padre distante e indifferente al dolore che provoca. La serie di disgrazie, stragi e morti che costellano l’esistenza di Gesù, fino al non cercato e non accettato compimento del destino di vittima sacrificale, diventa così un’occasione per riflettere sulla contrapposizione tra bene e male, sulla problematicità di fare il giusto tramite l’ingiusto, sull’imperscrutabilità del senso della vita umana e sulla sconcertante ambiguità della natura divina.


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