domenica, maggio 10, 2026

Gocce d'inchiostro: Una tempesta di te - Hafsah Faizal

Un pomeriggio, curiosando nella libreria virtuale del mio Kobo, giunsi fra le pagine di un testo la cui autrice non era per me del tutto sconosciuta. Una donna che, ben quattro anni fa, mi aveva allettato con la sua storia - la prima che scrisse - un fantasy atipico, straordinario e bello il cui atto o gesto di possederne una copia cartacea all’epoca fu quasi una necessità, un impulso cui dovetti tenere a bada ancora per qualche tempo. Un world building estremamente visivo, realistico, che richiama gli antichi albori delle Mille e una notte, personaggi che hanno una loro identità specifica, una narrazione il cui andamento è lento ma a mio avviso utile a comprendere ogni cosa. Svelare ogni forma, assetto completamente nascosto alla luce potente di una storia che solo in seguito compresi come ai miei occhi non possedeva nulla di speciale. 

Questo romanzo, era, ovviamente, avulso, costituito della stessa materia, plasmato della stessa sostanza, con la differenza che questa volta, la storia, lo stile, erano un pò più maturi. Una storia che non proietta subito nell’ennesimo catastrofico pantomima, quanto impossibilitata a raggiungere il suo cuore pulsante. Il cuore pulsante di un nuovo mondo che non si discosta poi molto da quello che avevo intravisto nella saga principale, ma in cui ho potuto riconoscere, vedere qualcosa di magico in cui ho potuto perdermi, e poi ritrovarmi, puntando sempre verso il suo pulsante cuore.

Titolo: Una tempesta di te

Autore: Hafsah Faizal 

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 21, 90 €

N° di pagine: 448

Trama: Arthie Casimir, orfana originaria di Ceylan, colonia di Ettenia, è nota in tutta White Roaring per essere una brillante mente criminale e, allo stesso tempo, un'abile collezionista dei segreti dei potenti con cui entra in contatto. È una tempesta in una bottiglia, piccola e ribollente e pronta a distruggere tutto ciò che si trovi sul suo cammino. La vita nella città l'ha affilata come una lama e ha fatto altrettanto con il suo ingegno. Dopo anni di lavoro e sacrificio, proprio nella capitale del Paese ha aperto e gestisce lo Spindrift, una sala da tè prestigiosa che, non appena cala la notte, si trasforma in una casa del sangue illegale, frequentata dalle creature più temute dalla società: i vampiri. Ma quando sul suo locale si allunga l'ombra di una grave minaccia, Arthie è costretta a stringere un'insolita alleanza con un giovane misterioso. In cambio del suo aiuto, però, dovrà compiere un colpo difficile, che non potrà mettere a segno da sola. Chiamati a raccolta alcuni dei soggetti più abili ma anche meno raccomandabili della città, Arthie elabora un piano per portare a termine la sua missione, del tutto ignara che non tutti i membri della sua squadra di reietti sono dalla sua parte. Non solo. A mano a mano che emerge la verità dietro il colpo assegnatole, Arthie si ritrova al centro di una cospirazione destinata a sconvolgere il mondo per come lo conosce.

venerdì, maggio 08, 2026

Danzando su carta 37°

Le storie, almeno da lontano, erano di quelle che non potevo lasciarmi scappare. Anni di letture di svariato genere mi anno fatto prendere consapevolezza che ognuno di noi vive nell'immaginazione altre vite. Spesso tentiamo di porre rimedio dalla limitatezza della nostra esistenza, sopprimendo quei desideri irriducibili di leggere storie che potrebbero far parlare molto di se sprigionando la loro lucentezza dalla finestra virtuale dalla luce vaporosa del mio tablet, solleticando la mia pelle, dipingendo figure di carta colorata nel vuoto.

La passione ardente di un amore incondizionato e alimentato giorno dopo giorno, che sfida ogni convenzione sociale, come uno straordinario poema amoroso, lambì il mio cuore di un'ardente passione. La lettura mi dona e lo farà per sempre, sino perlomeno a quando avrò respiro, un senso alla mia intera esistenza e queste tristi/ emozionanti/ deliranti storie, violente come una scarica elettrica, in quel momento entrarono in contatto con la mia anima. E nonostante questo non durò che un attimo, in cui ci ritrovammo ognuno nella nostra solitudine, vedevo perfetta la nostra unione.

Nel silenzio delle mie riflessioni, questo è il risultato di mesi e mesi di agonizzante struggimento per la parola scritta. La carta. Quelle risme di carta che segnano l'intensità di certe emozioni, l'aria satura di promesse travolgenti. Saldamente convinta che esistono storie capaci di logorare letteralmente il nostro animo. Come un treno in corsa che, arrestandosi davanti a un grande palazzo, sferraglia necessariamente sulle rotaie. Come un'anima in pena che avanza inevitabilmente verso un baratro di disperazione e vede la distanza diminuire ad ogni passo senza poter evitare di cascarci dentro.

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Titolo:  Una stanza tutta per se. Dove scrivono i grandi scrittori. Ed illustrata

Autore: Alex Johnson
Casa editrice: Ippocampo

Prezzo: 19, 90 €

N° di pagine: 192

Trama: Dagli attici alle torri medievali, dalle sale da biliardo alle vasche da bagno, dalle stanze d’albergo alle isole private, esploriamo i luoghi dove cinquanta grandi autori hanno amato scrivere. Queste «stanze tutte per sé», per riprendere la famosa espressione di Virginia Woolf, ci invitano a sbirciare dietro le quinte, svelandoci i metodi di lavoro e le curiose manie di scrittori come Jane Austen, le sorelle Brontë, Agatha Christie, Paolo Cognetti, Ernest Hemingway, Umberto Eco, Jack London, Haruki Murakami, Marcel Proust, J.K. Rowling, Virginia Woolf…

mercoledì, maggio 06, 2026

Gocce d'inchiostro: Lettere morali a Lucilio - Seneca

Una sera, dopo il mio ennesimo incontro nella moralità epicurean, sempre bella e pregna di significato, compresi come l’esperienze vissute, assimilate, l’idea di poter vivere << tante altre vite >> e di ciò che c’è ad aspettarsi dalla vita stessa, secondo un grande filosofo dell’animo umano come Seneca dovremmo trarre espressione.

Come essere umano, lettrice che si ciba dei libri e della buona letteratura come espediente per cogliere l’essenza della vita, nella sua interezza, prendendola sul serio e non come ornamento, elemento superficiale che può << abbellire >> lo spirito di chiunque, nelle serate trascorse fra le pagine di questo ennesimo viaggio spirituale compresi tante cose. Come il suo amico Lucilio, mi ero interessata a comprendere il senso della vita, facendovi parte. Ponendo una certa attenzione, giocando un ruolo importante nella psiche individuale, e su qualunque << stramberia >> possano renderlo un essere fino a se stesso.


Titolo: Lettere morali a Lucilio

Autore: Lucio Anneo Seneca

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 17, 50 €

N° di pagine: 1120

Trama: La maggior parte degli esseri umani oscilla miserevolmente tra la paura della morte e i crucci della vita: non sa vivere, non vuole morire. Scritte durante gli ultimi anni di vita, le Lettere morali a Lucilio costituiscono la più geniale opera di Seneca sotto il profilo del pensiero filosofico e la più significativa della sua personalità. Seguace dello stoicismo, senza però assumerne le posizioni estreme, il grande erudito latino afferma in queste epistole la supremazia della ragione e il sacrificio dell'individuo a vantaggio della collettività, rivelandosi psicologo sensibile e raffinato, che conosce l'arte della persuasione e si rende conto di come il dialogo sia la forma letteraria più consona per raggiungere il perfezionamento morale. Prefazione di Carlo Carena.

lunedì, maggio 04, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 60°

Gli ultimi giorni sono stati davvero ricchi, dominati dal desiderio di poter conoscere e alimentare il mio bagaglio culturale di ideologie, forme architettoniche di letteratura classica, ma anche moderna, che nonostante il loro modo di porsi - la condivisione di un pensiero antidiluviano - rivelano in realtà aspetti o assetti modernisti e all’avanguardia fondati su concetti imprescindibili di ragione o sapere; in ognuno di questi, e come sempre, del resto, in cui mi impegno a dominare i mondi senza però alcun riguardo per quello esteriore, quello in cui sono costretta a viverci, e senza alcuna possibilità di conformità. La mia vita, leggendo, mediante letteratura, appare più ricca, gioiosa e soddisfacente. E se da tale concezione si riscontrano effetti essenziali, salutari per la scienza, ecco come queste porte magiche che mi impegno e intestardisco a voler valicare divengono prototipo di conquista, possibilità di sfruttare ogni mia condizione in loro compagnia.

Anche maggio sarà protagonista di questi intenti letterari o personali, e tirando fuori una bella immagine che racchiuda una << minima >> parte di quei testi che possano descrivere, evidenziare ciò che alberga nel mio spirito, si scontrano contro ogni idea di possibilità e produttività. Letture che ho desiderato, desidero leggere o rileggere, ma dai quali non ho alcuna certezza di sopravvivenza. In pomeriggi quieti, soleggiati, le luci sfolgoranti di altri transatlantici attendono silenziosamente che possa salirci a bordo, navigando in mari in cui posso saggiare, delimitare ogni confine.


Titolo: Nemici. Una storia d’amore

Autore: I J Singer

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 272

Trama: Ma che genere di amore è quello che lega Herman, il protagonista di «Nemici», a Yadwiga, la contadina polacca che lo ha salvato dalla deportazione nascondendolo per tre anni in un fienile, nutrendolo e curandolo, e che lui ha portato con sé a New York e ha sposato? E che genere di amore lo lega a Masha, la donna, scampata ai lager, del cui corpo non riesce a fare a meno, ma che percepisce come una minaccia – perché quel desiderio, più che alla vita, si apparenta alla morte? Ed è ancora amore il sentimento che lo lega alla moglie Tamara, che credeva morta e che gli riappare davanti all'improvviso? Di fronte a simili domande Herman è paralizzato, incapace di trovare una via d'uscita. A rendere tutto molto, molto più complicato è la fatica quotidiana del vivere, in quella New York che è sembrata un miraggio di felicità, ma che si rivela ogni giorno più inospitale e più aspra. Il lettore segue Herman nei suoi affannosi, sconclusionati andirivieni dal Bronx a Coney Island e da Coney Island a Manhattan, chiedendosi se e come riuscirà a tirarsi fuori da quella specie di guerra che le sue tre donne gli hanno dichiarato, e soprattutto dal groviglio di un'esistenza fatta di continue menzogne, sotterfugi, goffaggini e fughe – o se, come il Bunem di «Keyla la Rossa», finirà per cedere alla tentazione di disperare di Dio.

sabato, maggio 02, 2026

Gocce d'inchiostro: I salici ciechi e la bella addormentata. Ranocchio salva Tokyo - Murakami Haruki

In genere mi capita di dimenticare, prima o poi, la storia di un romanzo che mi è particolarmente piaciuto.
Tuttavia non cade completamente nell'oblio, e per ripescarlo lo faccio in tanti modi. 
I romanzi di cui mi appresto a parlare oggi non li avevo ancora letti, dimentichi sulla mensola di uno scaffale fin troppo pieno. Eppure ci sono stati elementi che sono svaniti insieme al suo autore che li ha scritti. Sono casi semplici ma comuni: se il fiume è zeppo di pesci, qualcosa di buono prima o poi scoverai.
Non mi resta dunque che raccontarvi l'ennesimo viaggio con Murakami Haruki. Questa volta una corposa raccolta di racconti che mi ha colpito profondamente, sebbene scevra di originalità e innovazioni. Ma anche questi piccoli tasselli di un quadro surreale, magnifico, introspettivo, profondamente sentito dolorosamente vissuto, per qualche tempo sono certa finiranno nel dimenticatoio e, in un momento imprecisato della mia vita, torneranno nuovamente a galla. 

Una mattina << l’ora di lettura murakamiana >> venne impiegata in modo inaspettato. In una manciata di mesi, nel 2025, ho riletto ogni romanzo scritto da questo autore, attraversando quelli che non sono altro che i confini della sua splendida poetica, produzione artistica, affascinata da questa visione surreale di strutturare il mondo in un cosmo ospitale ma incomprensibile. Da una stanza colma di libri, di uno spazio in cui potersi rifugiare, lenire l’anima mediante le cure di un balsamo che avrebbe donato ristoro, energia alle membra di un corpo minuto ma solido e robusto, l’eco assordante della letteratura filtra e si condensa in minuscole particelle: gocce luminose di vita, sapere, conoscenza in cui nel tempo ho potuto cogliere. Abbellendo la mia anima, il mio piccolo corpo, con estrema cura. Il posto adatto per ogni bibliofilo, nel quale le parole erano state messe su mediante un abile lettore di anime. Murakami, sin da quando avevo 22 anni, mi fa questo strano effetto: parla al mio cuore come nessuno. Appollaiato sulle mie spalle pronto a condividere, in parole che non hanno forse un senso, quelle pennellate di colore nel quale le stesse assumono altra forma, altra violenza. Questa lettura, anzi rilettura, ha avuto il medesimo effetto: sbatacchiata contro la parete del mio cuore, ha sciolto grumi di incertezza, dimenticanza che inconsapevolmente tenevo in petto.

Titolo: I salici ciechi e la bella addormentata
Autore: Murakami Haruki
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 14€
N° di pagine: 387
Trama: Scritti e pubblicati in Giappone nell'arco di oltre un ventennio, i racconti che compongono questa raccolta ci offrono, nella estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile che li caratterizza, un affascinante campionario delle tematiche e delle atmosfere che troviamo nei grandi romanzi di Murakami. Dalla leggerezza di brevi episodi come 'Il frutteto' e 'Splendore e decadenza delle ciambelle a cono', condotti su un filo della comicità e dell'assurdo, passiamo alla nostalgica eppure lucida rievocazione di ricordi autobiografici nel racconto 'Il folclore dei nostri tempi' e in quello che dà titolo al volume, basati sull'esperienza giovanile dei mitici anni Sessanta.
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