giovedì 9 luglio 2020

Gocce d'inchiostro: Diari - Sylvia Plath

Tornare nuovamente qui, a riporre nero su bianco ciò che mi si agita dentro, dopo aver conosciuto una donna romantica e sensibile come Sylvia Plath, un giovedì di inizio luglio, spinta dalla curiosità e da una forte sete di conoscenza, assistetti e toccai ogni suo attimo, gesto di vita mediante pagine di diario che, ignara di ciò, originariamente dovevano essere aperte esclusivamente a lei e alla sua anima. Qualche giorno dopo averli letti, pagina dopo pagina, mi sorpresi a sedermi sulla mia poltrona preferita, con lo sguardo perso chissà dove, sentendo ancora la mancanza di una donna, che per gran parte del tempo è esistita solo nella mia testa e che il mio essere diffidente mi indusse a procrastinarne il nostro incontro…. Ma eccomi qui, ancora sofferente e dilaniata. Aggregata finalmente a quella cerchia di lettori accaniti alla poesia e alla Plath, un gruppo ampio di lettori che amano esplorare la letteratura novecentesca, ma soprattutto spingersi al di là dell’immaginazione. Gente che vivono con la consapevolezza che la vita è effimera, un percorso spesso accidentato di cui non se ne conoscono le sorti e l’individuo, seppur ignaro delle subdole gesta di un Fato crudele ed egoista, coglie l’attimo non rinnegando alcuna idea o prospettiva.
Sarà forse stata la patina di stranezza e mistero che circondò l’aura della scrittrice e poetessa, le sue innumerevoli esperienze dinanzi alla morte, il suo forte modo di essere una creatura socievole, aperta alla vita, ma invano, o forse la causa di fuggevoli impressioni che fecero la sua stessa coscienza guasta, imbarbicata in attimi di esasperanti sospiri, onde galleggianti di estrema tristezza, lontano – forse fin troppo – dall’idea di normalità a cui anelava così tanto. In lettere che consumano, sminuzzano la nostra anima in minuscole particelle, pieno di romanticismo, sentimentalismo, ma tanta tanta sofferenza, desiderio di ottenere qualcosa forse più grande di noi stessi, parte di un tutto straordinario, meraviglioso, indimenticabile, irrinunciabile che è rimbalzato nel mio petto come singhiozzi sincopati, rieccheggiando, autovenerando, commiserando la figura di questa coraggiosa donna.

Titolo: Diari
Autore: Sylvia Plath
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 14 €
N° di pagine: 433
Ttrama: Quando si comincia a leggere questi diari si ha l’impressione di seguire le febbrili annotazioni di una bella ragazza americana che scopre l’Europa: tutto vibra, tutto sprizza energia, c’è un senso di attesa che si impone su tutto. Ma presto ci accorgiamo che le cose non stanno così. O meglio, non soltanto così. E ci immergiamo in una lettura sempre più appassionante e talvolta angosciosa: il giornale di bordo di una sensibilità acutissima, lacerata e drammatica, quella di una scrittrice che per i suoi versi e per il suo tragico destino è diventata un emblema, un vero culto, per molti lettori.

martedì 7 luglio 2020

Danzando su carta: 18 °

Da quant’è che è entrato questo 2020, su Sogni d’inchiostro non ha più fatto presenza alcuna parvenza di distrazione o distoglimento generale. I romanzi che leggo, pur quanto notevolmente importanti e conosciuti, non potranno mai conferire quel senso di leggerezza a cui si aspira nel momento in cui parlano alla gente. C’è sempre un chè di drammatico, serio, un bello squarcio dell’anima che imperversa su di noi e sui nostri pensieri.
In che modo, dunque, allontanarsi da questo fronte, se non proponendo una bella carrellata di arrivi librosi, che in questa calura estiva è un invito allettante per chiunque. Certamente i bookhaul sono sempre ventate di aria fresca, qui, su questo piccolo angolo di Paradiso mancato. Basta semplicemente lasciarsi andare, e immaginare i motivi per cui si amano risme di carta e inchiostro, le cui pagine profumano ancora di fresco e nuovo. Quella piccola montagna luminosa, colorata, seducente e invitante che potrebbe donare uno squarcio di felicità, per tutto il tempo che si desidera?
Così, senza cincischiare oltre, un modo diverso dal solito per accogliere la stagione estiva, nuovi arrivi librosi scovati per caso nella libreria più vicina della mia città, il cui numero li rende a mio avviso più mitico di quel che sembra. Non soltanto per me, che amo la letteratura, la scrittura in generale, ma per quei lettori di passaggio che li gustano nel ricordo, fino alla fine dei loro giorni.


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Titolo: La commedia borghese
Autore: Irène Nèmirovsky
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 8 €
N° di pagine: 176
Trama: E’ una scrittura, quella di questi racconti, puramente descrittiva, acuminata e profondamente ispirata e proiettata a quella tecnica da “ macchina da presa” cui la narrazione, secondo l’autrice, non doveva rinunciare.

domenica 5 luglio 2020

Gocce d'inchiostro: La nona casa - Leigh Bardugo

Non ho mai voluto sfatare il mito dell’inaspettato. Ho sempre pensato che ogni romanzo abbia bisogno del suo tempo, e talvolta così inaspettati che ci attendono, lì, invisibili, silenziosi, maturando col passare degli anni, pronta a esplodere, in un milione di altre cose. Nel caso de La nona casa della oramai celeberrima Leigh Bardugo la cosa inaspettata, il lato << nascosto >> di questo romanzo disgraziatamente per me si è discostato dalla bella e avvincente lettura di Tenebre e ghiaccio in cui ogni cosa sembrava sfuggisse al mio controllo, mi incitò ad appassionarmi. Cosa mi aspettavo da questa ultima sua fatica pubblicata, certamente non lo so, ma la cosa inaspettata in tutto ciò è che confidavo che il romanzo, definito come lettura per adulti, sofisticata e colta, si sia rivelata piatta, monotona, a tratti incomprensibile … e per quale motivo per me è stato insoddisfacente? Perché sono stata “schiava” di un gioco perverso, ben studiato, ma fastidiosamente lento e poco appassionante. E poi, in uno straordinario scenario collegiale inglese, ho avuto la conferma che La nona casa mi aveva escluso completamente dal suo magico ed esoterico mondo. Tentare di integrarmi, nel momento in cui ho preso consapevolezza di ciò, mi ha costretta a giudicare definitivamente e mediocramente l’improbabilità che fosse il luogo in cui adattarmi. Ho volato attraverso una tempesta durata quattrocento pagine, in cui non ho avuto ne riscontrato alcuna soddisfazione. E per districarmi da questo torpore, svegliarmi da questa brutta sorpresa, fingo che La nona casa non sia stato scritto da Leigh Bardugo e che il mondo Grishaverse sia più intrigante di questo posto.


Titolo: La nona casa
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 19, 90€
N° di pagine: 420
Trama: Galaxy “Alex” Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandonata molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent’anni, è l’unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l’impensabile. Ancora costretta in un letto d’ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo. Dov’è l’inganno? E perché proprio lei? Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori; monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto “tombe” senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi Wall Stree. E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paronoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.

venerdì 3 luglio 2020

Gocce d'inchiostro: Eterna - Victoria Alvarez

Ascoltare una storia d’amore come questa, sebbene semplice e poco conosciuta, fu uno dei migliori pretesti per allontanarmi letteralmente dalla realtà circostante. Per quanto stia vivendo un periodo decisamente no, i libri, la lettura, sono un buonissimo antidoto alla tristezza, ed Eterna della giovanissima Victoria Alvarez è un quadro raffinato e coinvolgente a cui ho riservato un entusiasmo straordinariamente eccelso. Sembrava dotato di quella magia, quel senso di smarrimento che la mia coscienza cercava, ed attingendo da una storia affascinante, seducente, dotata di una sensibilità innata e un ritmo serrato che ai miei occhi è divenuta eccezionale pur quanto effettivamente non lo è, è stata quello strumento adatto di una profondità elevata e una forza di persuasione possibile, che ha combinato infinite possibilità. Una versione moderna del romanzo gotico vittoriano, ambientato però ai tempi dei famigerati ed efferrati omicidi di Jack Lo Squartatore, che ha per me ricoperto una grande importanza, mi ha colpito per la bravura della sua autrice nel saper essere stata in grado di destreggiarsi in un mondo in cui l’amore, il rispetto, l’amicizia, i legami di sangue non lasciano adito a dubbi o perplessità.
Titolo: Eterna
Autore: Victoria Alvarez
Casa editrice: Fanucci
Prezzo: 16, 90 €
N° di pagine: 512
Trama: Londra, 1888. Annabel Lovelace è cresciuta nel cimitero di Highgate, e non conosce nulla al di fuori della sue alte mura. Abbandonata a soli quattro anni dalla madre, ha come unico affetto la cara zia Heather. Senza di lei non potrebbe affrontare il terribile zio Tom, custode del cimitero. A sei anni, dopo aver sofferto di cuore sin dal primo anno di vita, il medico di famiglia le prescrive una medicina che dovrà accompagnarla per sempre… sei gocce di digitale purpurea per mantenerla in vita, sei gocce rosse come il sangue che la strapperanno alla morte. Insieme alle preziose gocce, arriverà per Annabel una sorpresa sconvolgente, che marcherà la sua esistenza alla fine dei suoi giorni: è in grado di incredulità che Annabel sentirà che il suo cuore malato riuscirà a riempirsi di vero amore se solo potesse capire chi è quell’uomo che perseguita i suoi sogni.

mercoledì 1 luglio 2020

Romanzi su misura: Giugno

Sapere come comportarsi all’inizio di un nuovo percorso, un nuovo progetto, un nuovo anno, un nuovo mese, non è mai così semplice come credo perché pur quanto mi impongo di leggere ciò che mi ero prefissata, passo gran parte di questi giornate in uno stato di transizione tra l’originalità e la curiosità, tra la comprensione e l’ignoranza, tra l’affettuosa confidenza e la violenta irritazione. Non stilo mai TBR semplicemente perché non riesco mai a rispettarle: è tempo perso! E diversamente da molti altri blogger, vivo le mie letture esattamente come vivo la vita: alla giornata. La mia è una predisposizione semplice, anche se apparentemente pretenziosa, ma ho sempre sentito l’esigenza di ascoltare il mio cuore, anziché il mio cervello, modo straordinario in cui l’immaginazione si scontra contro il pensiero astratto.
Ora che un altro mese è trascorso, e siamo giunti all’estate, ecco un nuovo riepilogo di letture mensili, che ho l’impressione non tolga niente ad altri post pubblicati in precedenza, ma sono un avvicendarsi di incontri o scontri che confluiscono in un quadro meraviglioso ed emozionante.

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Romanzi su misura in digitale


Paziente, asettico, neutro e pacato portatore di brutti sogni, ricordi ingialliti dal tempo, trascrizioni o revisioni confidate ad amici invisibili che avrebbero dovuto aggiustare qualcosa. Conferito con una certa importanza, ma conoscitore di realtà indivisibili e invincibili. In pagine di diario che giocherellano fra la vita e la morte, la solitudine e la compassione, pervaso da una strana immobilità, una certa inquietudine tipica di quelle scene colme di dense atmosfere di attesa. Completamente distante dalla mia orbita, esibito silenziosamente in un ambiente che mi ha ispirato solo simpatia.
Valutazione d’inchiostro: 2 e mezzo

lunedì 29 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Anne di tetti verdi e Anne di Avonlea - Lucy Maud Montgomery

Per me essere una lettrice equivale valicare qualunque barriera, aborrire qualunque pregiudizio, mentre amarla è una cosa di cui non riesco proprio a farne  a meno, non più di quanto potrei smettere di amare la mia famiglia, il mio ragazzo, il mio cane, ma più di quanto potrei rinunciare alla mia dignità. Come faccio a non lasciarmi trascinare dagli eventi? Come posso ignorare gli incauti sussulti del mio cuore nel venerare nient’altro che pura e sana letteratura, che essa sia nazionale, straniera, atipica non ha importanza, che negli anni mi ha donato parecchie soddisfazioni più del dovuto? Crearsi una propria identità, o un piccolo spazio virtuale, come se la ricchezza di parole rovesciate nella torrente di un fiume fosse frutto di qualcosa che mi rende viva. Industriosa di qualcosa che un giorno confido possa divenire più di una semplice passione.
Donne, uomini, bambini di diverse generazioni, io compresa, mi hanno sfangata nella melma e nella puzza di stantio e marciume. Il mondo personale con il quale mi circondo diviene giorno dopo giorno sempre più luminoso, meraviglioso, confortevole, che fra il grigiore della monotonia generale funge da scialuppa di salvataggio dinanzi a un mare in tempesta. A tal proposito, da quel poco di conoscenza che negli anni ho attinto, non scovo mai alcuna difficoltà a stabilire se un romanzo apparentemente semplice possa o meno fare al caso mio. Io amo la letteratura con la l maiuscola, leggere storie che fanno sussultare il mio cuore come un tamburo, e incolpo le ingiustizie della vita quando un romanzo che hanno osannato parecchi a me, alla fine, non piace per niente. Questo purtroppo è il prezzo da pagare! Con Anne di tetti verdi, gli innumerevoli intenti di seminare moti di affetto o tenerezza mediante il temperamento impulsivo, tenace e malinconico di una ragazzina di soli tredici anni, che aspira ad unirsi ad anime affini, anime il cui carattere è piuttosto simile al suo, mi sottrasse da tali << pregiudizi >> che solitamente sorgono quando decido di imbattermi in certi tipi di avventure. Il pellegrinaggio spirituale, un romanzo di formazione che in un certo senso è un testo mediante il quale si fa ammenda di ciò che è nettamente malvagio e ciò che non lo è. Il mondo sembrava essere stato creato esclusivamente per glorificare l’essenza di Dio, e la crudeltà e la malvagità evaporano dinanzi a Dio. Poiché lieti di ciò che ci è stato donato, umili ad asservire e a speranze che possano realizzarsi.


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Titolo: Anne di tetti verdi
Autore: Lucy Maud Montgomery
Casa editrice: Lettere animate
Prezzo: 14,90 €
N° di pagine: 324
Trama: “Anne di Tetti Verdi”, la cui protagonista è stata definita da Mark Twain << la più cara e adorabile ragazzina nella letteratura dall’immortale Alice >>, non solo riscosse un successo planetario poco dopo la sua pubblicazione nel 1908, ma continua ancora oggi ad appassionare schiere di lettori e a ispirare trasposizioni televisive e cinematografiche ( da questo romanzo sono tratti l’anime “Anna dai capelli rossi” e la serie tv “Chiamatemi Anna”).


Titolo: Anne di Avonlea
Autore: Lucy Maud Montgomery 
Casa editrice: Lettere animate 
Prezzo: 14,90€
N°di pagine: 318
Trama: Bentornata, Anne, sei un pó più cresciuta, ma rimani ancora la nostra vecchia, zelante, impulsiva, fantasiosa Anne, così il poeta americano Edwin Markham salutò sul New York American il ritorno di Anne Shirley, che è diventata non solo una valente insegnante di scuola, ma anche un'impegnata fondatrice dell'Associazione per il Miglioramento di Avonlea, ed è circondata da uno stuolo di nuovi personaggi destinati, insieme a quelli già noti, a rimanere nella memoria dei lettori molto a lungo. 

sabato 27 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Tenebre e ghiaccio - Leigh Bardugo

Questo libro ha stanziato sullo scaffale della mia libreria per tantissimo tempo, fiancheggiato da romanzi di autori che amo o ancora sconosciuti, una miscela disomogenea di parole, inchiostro rovesciato, resti contorti di un recinto fantasioso di idee che attendono e reclamano la mia attenzione da parecchio tempo … che si rivelino poi cocenti delusioni o meno, è tutt’altra faccenda. E non è che io non dia peso a tutto questo. No, è che reputo offensivo ignorare ciò che potrebbe allietare la nostra anima, con estrema cura. E talvolta mi è davvero impossibile capire per quale motivo io non mi sia recata in quel luogo. Non ci sono illusioni, prospettive diverse, una volta che si giunge all’epilogo, che ha addolcito l’attesa, qualunque essa fosse.
Il posto che mi vide recarmi questi ultimi giorni di giugno non fa di certo pensare che si tratti dell’ennesimo fantasy, a tinte fosche, che in un certo senso si pone con l’idea che in un modo o nell’altro possa cambiare il corso della mia vita. Il popolo dei Grisha era entrato nel mio cerchio personale, staccandomi dalla routine, dalla vita quotidiana, e nel momento in cui vi misi piede ero consapevole che il mio stare fra le sue pagine avrebbe implicato l’atto di salvare qualcosa o qualcuno. Lo stare appesa come una scala di sicurezza in un palazzo, a testimoniare l’immensa solitudine nella vita degli esseri umani. Per Alina non ci sarebbe stato spazio per nient’altro: nient’altro avrebbe prevalso ne avrebbe sostituito qualcosa nella sua vita. Ed io, in questa solitudine che inzuppa lentamente la nostra anima, c’è stato uno strato di solitudine ancora più profondo. Senza poter fare nulla per poter liberarcene. Sebbene i numerosi tentativi di tirare fuori ciò che abbiamo dentro, ma che alla fine non sarai nient’altro che questo: vuoto e solo.

Titolo: Tenebre e ghiaccio
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Piemme
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 285
Trama: Circondata da nemici, quella che un tempo era la potente nazione di Ravka è ora un regno diviso dai conflitti e letteralmente tagliato in due dalla Distesa, un deserto di impenetrabile oscurità, brulicante di mostri feroci e affamati. Alina Starkov è sempre stata una buona a nulla, un’orfana il cui unico conforto è l’amicizia dell’amico Malyen, detto Mal. Eppure, quando il loro reggimento viene attaccato dai mostri e lui resta ferito, in Alina si risveglia un potere enorme, l’unico in grado di sconfiggere il grande buio e riportare al paese pace e prosperità. Immediatamente viene arruolata dai Grisha, l’èlite di maghi che, di fatto, manovra l’intera corte, capeggiata dall’affascinante mago Oscuro. Ma al sontuoso palazzo, dove gli intrighi e il lusso dei balli è tale da stordire e confondere, niente è ciò che sembra, e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le tenebre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

giovedì 25 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Il porto proibito - Teresa Radice e Stefano Turconi; L'isola del tesoro - Robert Louis Stevenson

Due letture estremamente diverse ma simili, proiettate in uno scenario luminoso, scintillante, londinese e un po’ vecchiotto, un viaggio nel più smeraldo dei mari, e tutt’intorno i resti contorti di una vicenda amorosa, nel quale ho fatto perdere completamente le mie tracce … ho vissuto in un Inghilterra che pulsa di fantasia, e che mi ha permesso di vivere situazioni che non credevo mai di vivere. Non c’è stato più alcun dubbio alle quali ho potuto aggrapparmi per addolcire questa sorpresa, qualunque essa fosse, che mi aspettava. Ho letto così due romanzi di nazioni diverse ma di genesi uguali, che certamente non mi ha fatto pensare a due entità distante o separate ma a un unico insieme. Un classico e una graphic novel che mi hanno fatta staccare dagli ormeggi della monotonia, della routine, mi ha permesso di continuare a credere alla vocazione di cambiare il corso  della storia americana, piombando nel cuore di personaggi che alcuni mi sono rimasti attaccati, altri un po’ meno, testimoniata dall’immensa solitudine nella vita di queste figure di carta e inchiostro, che in una manciata di ore erano divenute persone.


Titolo: Il porto proibito
Autore: Teresa Radice e Stefano Turconi
Casa editrice: Bao pubblishing
Prezzo: 27 €
N° di pagine: 319
Trama: Nell’estate del 1807, una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a bordo. Abel torna in Inghilterra con l’Explorer, e trova alloggio presso la locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno aiutato.

martedì 23 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Cercando Virginia - Elisabetta Bricca


Dopo il primo approccio con Virginia Woolf, mi promisi che nel tempo avrei letto e divorato ogni romanzo scritto dalla stessa o con protagonista questa scrittrice inglese. La prima volta accadde in un periodo non dissimile a questo, in un pomeriggio estremamente afoso e tedioso, in cui ricordo ancora come sgranai gli occhi, il cuore sussultò nella mia gabbia toracica come un tamburo, nel mentre si dipanavano le vicende biografiche di una donna affetta da solitudine e incomprensione. Naturalmente, da qui si susseguì la lettura di Mrs Dalloway, che ho adorato … e poi più nulla. Non perché persi interesse, ma semplicemente perché la donna che avevo deciso di avere al mio fianco per qualche tempo smise di chiamarmi. Ogni tanto mi sorprendo a fissare ammaliata gli unici due romanzi che possiedo di questa autrice, ma fu solo l’altra sera che mi avvicinai nuovamente. O, per meglio dire, mi avvicinai a qualcosa di simile. Allo scatto di una fotografia puramente personale di una giovane scrittrice italiana, meno solenne e lirico della musicalità woolfiana, ma ricco di sguardi indiscreti e atti di mancata libertà e indipendenza con la quale ci si muove sgomitando. Mi ci sono mossa io, e la protagonista, Emma, che, per qualche strana ragione, fu intrappolata nelle maglie di mariti troppo ossessivi, uomini bruschi e violenti, genitori anticonvenzionali bigotti e creduloni. E tutto questo è stato così armoniosamente legato alla letteratura, che non appena ne ho avuto la prova mi ci sono fiondata. Ciò avrebbe estrapolato la bellezza, mi avrebbe fatto sfuggire dal piattume del giorno, ottenendo così un certo gusto per la vita e la buona letteratura.
Titolo: Cercando Virginia
Autore: Elisabetta Bricca
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 240
Trama: Cortona, 1976. la luce è flebile, ma a Emma, rannicchiata nel fienile, basta per immergersi nelle pagine dei libri che è costretta a leggere di nascosto. Lontano dagli occhi del padre che la vorrebbe impegnata nelle faccende domestiche. Finora è riuscita a proteggere il suo segreto. Ma, quando si rende conto di non poter più continuare, preferisce andarsene e accettare un posto da cameriera offertole da una ricca aristocratica di origini inglesi che si fa chiamare “signora Dalloway”. Per Emma quel lavoro rappresenta l’occasione unica di conquistare l’indipendenza. Ciò che non si aspetta è di trovare nella signora Dalloway un mentore, oltre che un’amica fidata. Fin dai primi giorni di servizio, la donna si accorge della curiosità che accende l’animo di Emma. È per questo che decide di proporle delle ore di lettura condivisa alla scoperta di una delle prime scrittrici femministe della storia: Virginia Woolf. Così, sfogliando << Una stanza tutta per sé >>, << Le tre ghignee >>, << Diario di una scrittrice >>, Emma si nutre delle parole illuminate di Virginia e inizia a coltivare il sogno di una vita in cui è lei a scegliere il proprio destino. Ma per realizzarlo deve prima combattere contro chi tenta in ogni modo di ostacolarla e tenerla lontano dai libri. Solo così potrà davvero trovare la sua personale Virginia e, in lei, la voce per esprimere ciò che sente dentro.

domenica 21 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Risposta a una lettera di Helga - Bergsveinn Bbirgisson e Le più belle frasi d’amore - AA VV

Quasi subito dopo il ritorno alla vita attuale, da incursioni o spedizioni rocambolesche che sorprendono più del dovuto, decido di costruire una piccola casa su fogli bianchi dipinti di nero il cui intento è quello di catturare il pensiero astratto affinchè esso possa promulgare nel tempo. Qualche lettore di passaggio potrebbe incaponirsi in qualcosa di banalmente insulso, ma un post o una recensione su un determinato romanzo è sempre fonte di interesse o curiosità. È così da qualche anno che proseguo imperterrita il mio percorso di riporre nero su bianco le mie vivide impressioni sui romanzi che leggo, e trasmettere qualcosa che possa allietare la mia e l’anima di chi legge.
Quando ho accettato di leggere questi due romanzi, dovetti fare ammenda di ciò che mi circondò. Il sentimento era il fulcro fondamentale su cui ruotano le vicende, l’unico e solo, e il posto in cui vi ho risieduto si è ammalgamato perfettamente al mio animo, fra le morbide crepe del mio cuore, viaggiando in luoghi diversi, fra diverse alture. Su un altalena di quotidiane facezie, ho osservato la vita da una piccola fenditura – così sgangherata, traballante, consunta – in cui i ricordi, l’emozioni, i sentimenti prevalgono. Divenendo così ai miei occhi, non soltanto forme letterarie espressive, ma irregolari regolarità della vita in cui l’amore, l’atto di congiunzione ad una persona amata è un gioco di pazienza messo meticolosamente insieme fino a fare un bel rifugio di masse solide e imperfette.

Titolo: Risposta a una lettera di Helga
Autore: Bergsveinn Bbirgisson
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 144
Trama: Bjarni ha novant’anni e vive da solo nella sua fattoria in Islanda quando decide di rispondere in un fiato all’unica lettera ricevuta da Helga, il suo grandissimo amore perduto. La sua risposta è questo romanzo. Helga e Bjarni si sono amati di una passione torrida, travolgente, e hanno tradito i rispettivi consorti senza rimorsi; poi si sono separati e a lui sono rimasti i rimpianti, le vampe di desiderio e un binocolo con il qaule spiarla, perché lui e Helga sono sempre stati vicini di casa.


venerdì 19 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: L'uomo che ride - Victor Hugo

8 giorni di intensa e fervida lettura. Ininterrottamente? Assolutamente si! Nella settimana che ci stiamo per lasciare alle spalle, mi sono situata in un posto – un bellissimo posto – che mai avrei creduto di poter vedere, osservare attentamente con i miei occhi, neanche tra mille possibilità. Ero stata dunque così ingenua? O fu Victor Hugo a provocarmi, un banalissimo pomeriggio di fine maggio, così pazzo ad invogliarmi ed inerpicarmi fra le pagine di un trattato storico, un romanzo di denuncia politico e sociale che ritocca la creazione, talvolta in bene talvolta in male, come un capolavoro a ritroso? Conseguenza di tali eventi è disgraziatamente l’uomo che, degradato e attanagliato da colpe, ansie e paure che effettivamente non ha, lo deforma.
L’uomo che ride però è un opera simbolica, un romanzo di spicco della letteratura medievale francese che mi ha indotto a fermarmi sui miei passi, riflettere, riporre speranze che non sono del tutto vere nel contrapporre la brutalità umana. Costituito e sorretto da una trama a tinte fosche, ma pieno di luce e amore ma che costituiscono il più nero dei romanzi neri. Così disperato e disperante, che non trova nella sua costruzione polifonica o a puzzle la sua vera e propria identità, ma in un insieme disomogeneo che alena ad un unico obiettivo: rifulgere da una realtà distorta, completamente differente e a quella vissuta.
Titolo: L’uomo che ride
Autore: Victor Hugo
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 684
Trama: Nell’Inghilterra di inizio Settecento un bizzarro vagabondo, Ursus, poeta e filosofo di strada, raccoglie due orfani e li educa all’avventurosa vita dei girovaghi. Insieme formano una compagnia di mimi e vanno alla scoperta della splendida e miserabile società inglese dell’epoca. Ma il ragazzo, deformato nel volto da un continuo ghigno, nasconde un segreto. E quando scopre per caso la sua vera opinione, vede il proprio destino incrinarsi …

mercoledì 17 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Frieda - Christophe Palomar

Uno dei migliori vantaggi della letteratura è che riesce a donare molto più di quel che sembra. Questo fervido giudizio concerne una delle mie ultime letture, in quanto Frieda di Christophe Palomar è dotato di una << vena di ammaliamento >>, che mi ha strappato volentieri da una vita piatta e sempre uguale a se stessa. Mi sono avvicinata alle sue pagine quasi di soppiatto, nel cuore della notte, per qualche momento togliendomi persino il sonno. Frieda non è, certamente, migliore di tanti altri romanzi del genere apparsi sin da ora, non soltanto nella letteratura odierna ma sulle più importanti testate giornalistiche. La maggior parte dei giornali letti e apprezzati che attirano particolarmente per il loro essere uniforme. Col romanzo di Palomar però ho sguinzalliato sulle tracce di una famosissima pittrice di fine 800 il cui autore non ha potuto fare a meno di ricordare, rappresentandola nel fior fiore dei suoi anni.
Come? Impelagata nelle vicende di un giovane rampollo meritevole, scalcinato e dall’anima tremante che irruppe nella scenografia della sua vita nel momento in cui meno se lo sarebbe aspettato.
Ero venuta qui, a Vienna, con l’intenzione di risiederci per qualche tempo, invece il suo autore mi ha strappata a piccoli pezzi: chi l’avrebbe mai detto! Frieda viene armoniosamente e poeticamente rievocata con una prosa artificiosa ma coinvolgente, che mi ha indotta a rifuggire da altre storie citati in un contesto banale e intatto il cui messaggio è nascosto, lì, non fra le sue pagine, bensì nella sua stessa anima. Così evanescente al tatto e all’occhio nudo, affisso alla bacheca del mio cuore dove lì è rimasto e credo resterà per un bel po' di tempo.


Titolo: Frieda
Autore: Christophe Palomar
Casa editrice: Ponte delle  Grazie
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 306
Trama: La Frieda che dà il titolo a questo sorprendente romanzo è Frieda von Richthofen, figlia di un alto ufficiale tedesco, cugina del Barone Russo e musa di D. H. Lawrence, il chiacchierato e geniale autore dell’ << Amante di Lady Chatterley >>. Donna dalla personalità eccezionale, è lei la grande fonte d’ispirazione e di passione del protagonista e voce narrante del romanzo, Joachim von Tilly. Questi, rampollo di una famiglia di conti tedeschi, sembra destinato a seguire le orme paterne a capo delle acciaierie di famiglia. Nella bellezza della Capri del primo Novecento, Joachim avverte tuttavia la possibilità di un’altra vita. Inizia allora per lui una fuga senza fine, costellata d’incontri, amori, speranze e tradimenti. Una fuga che lo porta da Vienna e Berlino fino a Buenos Aires, dove lo attendono le risposte alle tante domande lasciate in sospeso.

lunedì 15 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Il giardino segreto - Frances H Burnett

Il romanzo per bambini più letto negli ultimi tempi era stato relegato sullo scaffale di una libreria fin troppo capiente, non riuscendo però a dedicargli il giusto tempo che ad altre letture impellenti ed urgenti. Romanzi vittoriani, classici, romanzi d’epoca, è talmente bellissimo tutto questo, talmente attinente ai miei gusti, ai posti che mi piacerebbe più vedere, da riuscire a renderlo inimmaginabile. Per forza. Vederne i volti, udire le loro voci, apprendere che si sia trattato nient’altro che un opera per bambini proiettata effettivamente sul nulla, ma il cui grido rivoluzionario rimbomba ancora nelle mie orecchie è stato qualcosa di eccellentemente imprevedibile. Eccellentemente impresso nella mia mente, ma scevro di quelle emozioni, quelle sensazioni, quei moti impetuosi ma perpetui del cuore offuscassero ogni cosa. Piuttosto concentrata nella condizione di solitudine, ansia, paura, alienazione che attanaglia la piccola Mary, che con minuzia, raffinatezza, garbo appartennero ad una vita che non c’è più, una di una donna che fu la perfetta raffigurazione della matrona vittoriana, che ho conosciuto mediante questa lettura e di cui ignoravo la sua esistenza, che mi seguì con nient’altro che carta e inchiostro, immobilizzati sulla soglia di un posto splendido e illusionario in cui tornerò quando pare e mi piace!



Titolo: Il giardino segreto
Autore: Frances H Burnett
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9, 50 €
N° di pagine: 280
Trama: Apparso a puntate nel 1909, fin da subito << Il giardino segreto >> incontrò uno straordinario successo, poi rinvigorito dai giovani fanti di lingua inglese durante la Prima guerra mondiale, che ne fecero uno dei loro libri preferiti in assoluto. Al centro della storia, la vicenda di una bambina orfana, Mary, affidata a uno zio indaffarato e sempre lontano da casa. La prima reazione della bambina, appena arrivata nella villa dello zio, è di rifiuto. Nulla le piace. È scontrosa, capricciosa, scontenta. Ma a poco a poco, grazie ai suggerimenti di Martha, una giovane cameriera di origine contadina, la bambina scopre la bellezza dei luoghi intorno alla casa, si avvicina alla natura e si addolcisce. Ed è sempre Martha a raccontarle una storia che come un dardo colpisce la sua immaginazione: esisteva un tempo un giardino, dove l’adorata moglie dello zio amava stare e che per una tragica fatalità – cadendo dall’altalena – è diventato anche luogo della sua morte.

sabato 13 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Andromeda Heighs e Kitchen - Banana Yoshimoto


Ogni romanzo è una fonte di sostentamento. Basta lasciarsi andare. Darsi tempo, stare seduti fra le vecchie mura della tua casa a osservare quelle figure di carta e inchiostro che si appollaiarono sulle braccia, andare a vestire i panni di persone che non sono propriamente in carne e ossa ma che ti accolgono come amici di lunga data. Ti aiutano a snocciolare quesiti, questioni, a spulciare nel loro passato finchè il bandolo della matassa – che può cominciare con una parola, un incontro – non ti induce a varcare posti scialbi, insignificanti che alla fine non si rivelano così pessimi da averti fatto scongiurare tutt’altra direzione.
Ho deciso di accogliere nuovamente Banana Yoshimoto nel mio cantuccio personale semplicemente perché avevo bisogno di capire se i suoi romanzi avrebbero fatto o meno al caso mio, e sebbene piano piano sia stata coinvolta nella loro quotidianità queste due letture hanno decretato la fine del nostro incontro. Hanno acceso la fiamma della mia curiosità, ma niente di più. Dapprima confidando fosse alimentata successivamente, come è successo in precedenza con altri romanzi, ma poi con la consapevolezza che io e la sua autrice camminiamo su due binari nettamente opposti. Ho desiderato conoscerla, e questo è tanto.
Titolo: Andromeda Heights
Autore: Banana Yoshimoto
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 7, 00 €
N° di pagine: 100
Trama: Quando la nonna guaritrice decide di lasciare il Giappone, Shizukuishi si ritrova improvvisamente sola e deve abituarsi in fretta alla vita in città: uno spazio nuovo, incomprensibile e persino minaccioso. Porta sempre dentro di sé il ricordo della vita tra le sue amante montagne, in comunione perfetta con piante e animali, ripensa alle notti stellate e al verde brillante, alle mille manifestazioni della natura, agli sguardi delle persone che si avventuravano per quei sentieri impervi serbando nel cuore la speranza di una guarigione. Lontana dal suo ambiente, Shizukuishi cercherà una nuova famiglia, una casa in cui tornare, qualcuno da amare, una dimensione in cui poter essere se stessa. E un giardino pieno di cactus. Una storia di solidarietà e amicizia, di rispetto per la natura e per gli esseri umani. Piccoli gesti, percezioni sottili, silenziosi linguaggi: un romanzo delicatissimo e dai toni tenui che invita a sospendere per qualche ora l'incredulità e a tornare alla gioia tranquilla delle cose semplici.





giovedì 11 giugno 2020

Gocce d'inchiostro: Alieni psicopatici - Sergio Beducci

I romanzi di autori esordienti, da quant’è che Sogni d’inchiostro è in vita, non sono più assidui come un tempo, in quanto indirizzata nel leggere ciò che più mi piace anziché << che dovrebbe piacermi >>, come disgraziatamente è accaduto in quasi quattro anni di lavoro, passione e dedizione. Che pizza perdere del tempo dietro a storie che apparentemente sembrano dire molto più di quel che dicono, trascinandomi per le strade di città roventi o nei cuori di personaggi algidi e implacabili.
Ma capitano dei momenti nel quale, nel cammino insidioso della tua vita, incroci uomini o donne che timidamente si affacciano sul tuo mondo con nient’altro che l’umile gesto di dedicargli qualche minuto del tuo tempo. Senza dubbio quegli autori che personalmente prediligo maggiormente, come di certo è stato l’incontro con Sergio, al quale ho riservato un certo entusiasmo nel rievocare il ricordo del nostro incontro, nel lontano dicembre del 2016, a cui spettarono questa volta le vicende di un ragazzo qualunque, che tuttavia ha suscitato in me moti di affetto e tenerezza, sin dalle prime battiture. Per questa figura di carta, questo ragazzo affetto da DEP, disturbo evitante di personalità, l’unico modo per affrontare la vita era di rifugiarsi in un mondo tutto suo, un mondo popolato da amici immaginari, che vedono al di là di qualunque barriera. E mentre ci si mette nei suoi panni, nei panni di << disadattato >>, ci si sente parti integranti di qualcosa che in un certo senso ci tocca, fa vibrare le corde del nostro animo trovando quel coraggio di viverle in prima persona.


Titolo: Alieni psicopatici. Il romanzo di una generazione dimenticata
Autore: Sergio Baducci
Casa editrice: Selph pubblishing
Prezzo ebook: 2, 99 €
Prezzo: 12, 26 €
N° di pagine: 377
Trama: Luca ha poco meno di trent’anni, vive a Roma, sceneggia e illustra fumetti; ha una madre che vive in Danimarca, un fratello che disprezza tutto quello in cui crede, un padre che lo ha costretto, con un ricatto, a frequentare una lunga serie di sedute da uno psicologo. La diagnosi certificherà che soffre diun disturbo evitante di personalità o DEP. Ma è Luca che rifiuta d’inserirsi nel tessuto sociale o è il mondo che gli hanno costruito intorno, con le sue rigide regole e strade sbarrate, a escludere lui e gran parte della sua generazione?
Prendendo spunto dal suo presunto disturbo, ha creato una serie di fantascienza, in cui un gruppo di alieni molto progrediti, gli Evitanti, ha invaso il pianeta Terra spargendo terrore. Luca ha molti amici a cui piace organizzare le feste illegali che durano giorni. A una di queste feste incontrerà una strana ragazza che sostiene, a certe condizioni, di poter avvertire il respiro dell’universo. Insieme affronteranno un lungo percorso di sofferenza e rinascita. Saranno complici, saranno amanti, si misureranno con padri violenti e con un mondo spietato che non esita a perseguitare donne libere, persone indifese, tutti coloro che non si sottomettono alle sue leggi.