sabato, marzo 21, 2026

Nel giardino della letteratura: la primavera nei libri 6°

Per quanto l'anima di queste storie siano così pulite, moderate, ma affascinanti e trascinanti - che intrecciano passioni, amori non corrisposti nell'incessante lotta fra il Bene e il Male - anche se devo confessare che in principio ho nutrito qualche serio dubbio, ho pensato che non sarei riuscita ad amarli così intensamente, a imbrattare diversi fogli tentando di mettere a posto qualcosa dentro di me. Tentando di spiegare alla mia anima, che pur quanto la semplicità del tema trattato, il loro spirito si è congiunto al mio, donando mutamento, rinascita. Soggetti a continue modifiche, nel quale ogni semplice parola è emblema di naturalezza, forme trascendentali che vibrano ancora nel vuoto. La primavera come espediente per rinascere, crescere o ricominciare, che non è indirizzata esclusivamente alla stagione, al momento vissuto, quanto alla predisposizione morale in cui essa è circoscritta.

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Titolo: La signora delle camelie

Autore: Alexandre Dumas (figlio)

Prezzo: 10 €

Casa editrice: Bur Rizzoli

N° di pagine: 212

Trama: L'amore infelice e "scandaloso" tra la démi - mondaine Margherita Gautier e Armando Duval; un romanzo che se a suo tempo suscitò lo sdegno dei benpensanti per il tema trattato (e per il modo in cui era denunciata l'ipocrisia del ceto borghese), commosse migliaia e migliaia di lettori in tutto il mondo.

giovedì, marzo 19, 2026

Gocce d'inchiostro: Quando ero piccola leggevo libri - Marilynne Robinson

Ci sono libri che, a volte, per un che di indefinito, vanno assaporati lentamente rubandoci ore preziose del nostro tempo. Altri, invece, -  e non pochi, a dire il vero - che vanno masticati per digerirli completamente. E alcuni che vanno divorati in un solo boccone, poiché il nostro bisogno di immergersi tra le loro pagine diviene quasi impossibile da scacciare. Infilare il naso tra le pagine di un romanzo sconosciuto di un'autrice che conobbi, per caso, qualche anno fa, che ci catapulta in una realtà che presto sarebbe diventata nostra - personale, veritiera, diffamante e oltraggiosa - nonostante esso possa essere un po' scomodo, conferisce allo spettatore un immediato senso di familiarità che ne mitiga almeno in parte gli aspetti negativi. A tal proposito il mondo creato dalla Robinson non appare di certo più accogliente o diverso dalla prima volta, ma più familiare ora che ne conosco i meccanismi. Ora che, in anni e anni di letture di svariato tipo, il mio bagaglio culturale ha potuto arricchirsi, essere colmo di tanto… ma proprio tanto! In un percorso, spesso accidentato e non semplice, che ho però compiuto piacevolmente, dandomi la possibilità  di leggerla dentro. Individuando i suoi più intimi pensieri, ma non scrutandola impunemente come dal buco della serratura col timore che possa riconoscermi, quanto da riflessioni profonde, argute, istruite che bruciano ancora nella mia testa come stelle roventi.


Titolo: Quando ero piccola leggevo libri

Autore: Marilynne Robinson

Casa editrice: Minimum Fax

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 249

Trama: Non tutti sanno che tra "Le cure domestiche", il romanzo di esordio con il quale Marilynne Robinson divenne una celebrità negli Stati Uniti, e "Gilead", la sua seconda opera narrativa, premiata con il Pulitzer e primo capitolo di una magnifica trilogia completata da "Casa" e "Lila", sono trascorsi ben ventotto anni: dal 1980 al 2008. E non tutti sanno che in questo trentennio o poco meno la Robinson, ben lungi dal rimanere inattiva, si è cimentata ripetutamente con il genere saggistico, regalando ai suoi lettori una serie ininterrotta di perle. Spaziando dalla meditazione teologica a riflessioni illuminanti sulla letteratura, dal ricordo autobiografico alla disamina di un'intera nazione e delle sue trasformazioni, i saggi di "Quando ero piccola leggevo libri" affrontano da un'angolazione nuova e complementare i grandi temi che sono al centro della sua narrativa – il clima politico e sociale degli Stati Uniti, la centralità della fede religiosa e la generosità di sguardo che ne deriva, la natura dell'individualismo americano e il mito del West – e compongono il ritratto intimo e ricco di sfaccettature di un'autrice che è considerata un vero e proprio classico contemporaneo.

martedì, marzo 17, 2026

Amori di carta: Charles Dickens

I primi otto giorni del mese giungono quasi sempre all'improvviso. Pare giungano inavvertitamente, insieme a un marasma turbolento di eventi gonfiati dalla calura estiva, e la sera si stendeno sulla città oscurata come una notte mentale registrabile in tutta la nazione, un silenzioso e malevole rabbuimento, inseparabile dalla freschezza della piena stagione estiva. Anche questa volta avrei dovuto inventarmi qualcosa su una nuova voce del XIX secolo. Gli spiriti che abitano la mia coscienza si radunano a confabulare nei corridoi con aria solenne, custondendo storie, segreti inconfessabili. I mesi scorsi parlare di qualcuno era stato alquanto semplice, quasi come l'aria che respiro. Durante il sopraggiungersi della stagione primaverile mi sono sorpresa distratta, impreparata, e una mattina in particolare, con gravi difficolta su chi questa volta impiegare del tempo.

Stavo per sprofondare nella malinconia, nella tristezza. Le mie idee sembravano si fossero esaurite poco alla volta, impercettibilmente, giorno dopo giorno. Un caso, al principio, un evento che di primo acchito mi aveva inorgoglioto, mentre adesso attecchito. Bisognava pur fare qualcosa! La rubrica di quest'oggi propone solo otto di quegli autori la cui produzione letteraria è stata dura, profonda, numerosa, una sorta di squilibrio dell'anima, una temerarietà quasi inavvicinabile, la tranquillità dei sensi che non mostra più alcunché.

domenica, marzo 15, 2026

Gocce d'inchiostro: Cuore - Edmondo De Amicis

Certe letture sono necessarie, non perché pongono temi, scelte, situazioni, elementi letterari che dovrebbero far riflettere - l’amore per la patria, per la famiglia, l’istruzione, la cultura, le guerre, i disordini politici e sociali -, semplicemente perché certe letture consolidano la nostra identità. Le letture che mi hanno accompagnato in questo periodo non mi hanno conferito delusioni o perplessità, poiché consapevoli come nella maggior parte dei casi che riesco a comprendere i motivi per cui attingo a certe scelte. Autori che silenziosamente reclamano la loro attenzione da tanto tempo, la stabilità e l’interesse riservate a pagine che sono reduci di salti temporali che inebetiscono, sbalordiscono, ammaliano, che ti saltano alla gola e anelano ad avere ancor di più. I romanzi letti, questo romanzo che ho letto, come piccole e invisibili creature si sono annidate nel mio cerchio personale con la consapevolezza che tantissimi anni fa si fece leggere, addossandosi malauguramente la nozione di lacuna letteraria da colmare meglio in un tempo futuro. E per svariate ragioni, ho colmato la lacuna letteraria del romanzo di Edmondo De Amicis consapevole che questo fosse il momento giusto. Vocazione che mi ha letteralmente invaso, un pomeriggio di fine gennaio, dissoluto e apparentemente indifeso ma ossessionato dal voler riporre l’amore per la patria, la famiglia, l’istruzione come capacità di resistere. Senza farsi intimidire, dal secolo rigoglioso, bellico che l’Italia visse in quel lasso di tempo, mentre minima è stata la sua presa nella vita, nella mia, che tuttavia non si è mostrata insoddisfatta, nemmeno per un istante, di questa lettura.
 Titolo: Cuore
Autore: Edmondo De Amicis
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12,50 €
N° di pagine: 424
Trama: “Lo schietto amor patrio vibra in quasi ogni pagina e l’amore per gli umili, per gli infelici, per coloro che sono stati diseredati dalla società o dalla natura. Nell’Italia che dopo la passione del Risorgimento viveva una vita grigia e borghese, Cuore portò una fiamma di sentimento, un’ala di poesia, un grido di speranza verso mete più alte e luminose”.

venerdì, marzo 13, 2026

Nella baia delle parole: romanzi religiosi

Realtà o finzione. Che cosa cavolo ci faccio a riporre queste poche righe? Cosa dovrei trasmettere? Non avrei dovuto forse cambiare rotta, prendere una nuova strada? Cosa aggiungere a ciò che è stato detto? Da quando ho abbracciato la letteratura classica vittoriana, mi sono posta domande, ho vissuto sulla pelle innumerevoli storie di vita, dolore e rinascita. In cuor mio, la mia anima sognatrice e romantica è consapevole di come a certe domande non se ne ha risposta. Credo una visione distorta di ciò che attanaglia l’anima dei loro autori, piccoli tesori romanzati le cui pagine mi hanno attratta rapidamente.Come i protagonisti di queste storie, alla fine, sono sopravvissuta: ho letto di loro e vissuto sulla pelle queste loro esperienze osservando il tutto come qualcosa di splendido e bellissimo. E la religione, in ognuno di loro, diviene consapevolezza. Espediente per poter interpretare meglio la vita. Basti solo pensare alle valorosa gesta di Don Chisciotte, ognuno di noi, presto o tardi compirà simili gesti! Tentativo di farsi conoscere e comprendere meglio se stesso. Eppure, non avrei bisogno di altro, nè tantomeno essere qui a riporre queste poche righe. Ma queste storie, questi racconti peegni di dogmi religiosi o esoterici, sono spiccate fra una mandria di altre storie mediante cui interrogandosi sulla natura infruttuosa dell’essere, sempre angosciato dall’incertezza della risposta, guardandosi attorno, vedendo il mondo in ogni sua forma, il mondo appare così indistinto, lontano da sé, come qualcosa a cui è stato costretto a separare. Infinitamente più grande, vulnerabile come una piccola onda, sognando soltanto di essere come un’onda più grossa, più maestosa per non essere schiacciata dalle altre onde.

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Non rende di certo gli angeli un'icona indimenticabile nel panorama dello young adult, ma taciturni, seri, coscienziosi, vivono in un mondo "alieno", dominato da regole del tutto diverse, che sono perfettamente logiche ai loro occhi.

Titolo: Fallen

Autore: Lauren Kate

Casa editrice: Rizzoli

Prezzo: 17 €

N° di pagine: 442

Trama: In seguito a un tragico e misterioso incidente, Lucinda è stata rinchiusa a SwordEtCross, un istituto a metà fra il collegio e il riformatorio. Nell'incidente un suo amico è morto. Lei non ricorda molto di quella terribile notte, ma la sua ricostruzione dei fatti non convince la polizia. La vita nella nuova scuola è difficile: il senso di colpa non le lascia respiro, proprio come le telecamere che registrano ogni singolo istante della sua giornata. E tutti gli altri ragazzi, con cui è più facile litigare che fare amicizia, sembrano avere alle spalle un passato spiacevole, se non spaventoso. Tutto cambia quando Luce incontra Daniel. Misterioso e altero, prima sembra far di tutto per tenerla a distanza, ma poi è lui a correre in suo aiuto, e a salvarle la vita, quando le ombre scure che Luce vede in seguito all'incidente le si stringono intorno. Luce, attratta da Daniel come una falena dalla fiamma di una candela, scava nel suo passato e scopre che standogli vicino, proprio come una falena, rischia di rimanere uccisa: perché Daniel è un angelo caduto, condannato a innamorarsi di lei ogni diciassette anni, solo per vederla morire ogni volta... Insieme, i due ragazzi sfideranno i demoni che tormentano Luce, e cercheranno la redenzione.

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