All’approssimarsi della conclusione di un percorso, un viaggio che si protrae per una manciata di settimane e i cui personaggi, queste figure di carta e inchiostro, in poco tempo erano divenute persone, quel che più rimane sotto la pelle è quel che non avevo cercato: l’amore. Mi ero innamorata della Nin più di dieci anni fa, ma il suo desiderio o necessità di riportare su semplici pagine bianche la sua vita, registrandola passo dopo passo, aveva posto delle domande a cui mi sono state date risposte che inconsapevolmente non cercavo né tantomeno credevo di scovare. Avevo preso sul serio l’idea di tornarvi per completare la lettura dei suoi diari e, visti da vicino, erano l’estratto miracoloso di una cura, una medicina che inconsapevolmente rese ancora più luminosa la mia piccola anima. Come una lucciola dalla fievole luce, la lettura di questi testi fu benefica, rifocillante, comprensiva, repentina nel suo essere divenuto non un semplice scambio fra anime, la mia e quella della scrittrice, quanto la scoperta di una donna che in particolari momenti della sua vita ebbe bisogno di speranza. Leggendo la sua storia da lontano, più gli innumerevoli incontri/scontri di cui fu protagonista, sono certa che chiunque sarebbe rimasto ammaliato, sedotto dalla su figura, così riservata, eterea, raffinata ma che in balia di moti del cuore più grandi di quel che credeva, fece della sua femminilità e di quello del resto del mondo un esempio di forza ed emancipazione.
Titolo: Diario 5
Autore: Anaïs Nin
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 401
Trama: Inverno 1947: Anaïs Nin è in Messico e si sente invasa di gioia, in armonia con la natura e con "il ritmo dei nativi". Il suo ritorno negli Stati Uniti costituisce un duro impatto con la realtà, realtà che, affrontata sul piano dell'arte, non costituisce un rifiuto di responsabilità, ma un'ossigenazione psicofisica per sopravvivere. La Nin si sente spezzata: arte e vita sono due momenti diversi e inconciliabili, solo la natura le dà sollievo, solo il suo essere nella natura costituisce per lei un momento di coesione e sintesi. È un periodo di ribellione e di ripensamento per la donna e per la scrittrice. Dopo quattro anni di analisi, la Nin ha superato la crisi, ha debellato la nevrosi, è libera, piena di voglia di vivere e di dedicarsi alla scrittura. Prefazione di Antonio Debenedetti.


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