Mi piace parlare di libri, e scrivere di loro. Chiacchierare con chi riesce a << capirmi >> di letteratura, di parole vergate in pagine bianche che non sono solo delle semplici risme, quanto rappresentano, colgono l’essenza. Quella di chi li scrive, ma anche di chi li legge. In momenti particolari della nostra vita potrebbero allietare il nostro spirito, indebolirlo, o squilibrarlo nel loro lento fragore. Ma alla fine, in un modo o nell’altro, mettono su un complesso visivo di possibilità, qualità in cui l’atto del leggere diviene forma irrimediabile e sacra. Una forma isolata di sopravvivenza, di comunicazione di cui i lettori, io, in particolare, ci affidiamo pur di dare sostentamento, forma alla nostra inutilissima vita.
Come risposta a questi incauti impulsi o slanci del cuore, un mese di letture rivela quasi sempre innumerevoli possibilità. Traducono irrimediabilmente suoni provenienti dal cuore umano, dominando però dalla cima di un piccolo tempio in cui ho potuto risiedere.
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Romanzi su misura in carta e inchiostro:
Lo spettacolo che era stato messo su ha reso la scrittrice un esempio di emancipazione, eroina coraggiosa e impudica che stanca di essere ignorata, ha intrapreso un viaggio che al principio era solo personale, interiore, ma che nel tempo ha potuto ritrovarsi in quell’unico luogo in cui quei rumori, quel frastuono da cui tentò di scrollarsi di dosso, per tutta la vita, furono attenuati e domati dal potere ammaliante della sua splendida voce.
Valutazione d’inchiostro: 4





