Alla fine di certi viaggi intrapresi con personaggi fittizi, realmente esistiti o meno, quello che rimane sotto la pelle è sempre quello che non mi ero aspettata: la solitudine. Posata sul fondo come fango morbido, attratta da una trama che dice poco e niente, determinata a intraprendere un viaggio che confidavo mi conducesse al limite della follia. Dei sogni, delle speranze di una generazione attuale. Con i libri, i loro personaggi stringo amicizia nell'immediato, posto delle domande a cui non ho sempre ricevo risposta, socializzando con la loro anima e le loro conquiste e, visti da vicino, l'espediente miracoloso di rifocillare l'anima con le parole.
Come ho già detto altre volte, anche Rory Gilmore è stata colpita da questa magia. Nel tempo, anche lei ha potuto
ascoltare storie come se l'avesse sentite da lontano, come un ricordo ripescato dalla risacca disomogenea del tempo, e solo alla fine constatare quanto sia stato piacevole abbracciare con entusiasmo queste belle proposte. Per interpretare il modo in cui ha dipinto la realtà circostante, quella che ognuno di noi vive, dipingendola con modestissimi acquerelli nascosti nelle stanze buie del suo animo. Cercando di interpretarli al meglio, e producendo sulla carta non tanto quello che è stato visto quanto l'aura lucente in cui sono confinati i romanzi.
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Titolo: La casa degli spiriti
Autore: Isabel Allende
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9,90 €
N°di pagine: 364
Trama: Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia.



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