lunedì, novembre 02, 2026

Gocce d'inchiostro: Uccellini - Anaïs Nin

Essendo una donna d’avanguardia, Anaïs Nin si vide quasi sempre proiettata fuori dal mondo e con ciò anche la religione, il credo che abbracciò. Lo stesso con il quale concepì il sesso - termine che all’epoca suscitava ancora scalpore -, che non era, secondo lei, una vera e propria provocazione, ma piuttosto un modo di esplicare la vita. Il suo modo di riprodursi, per giunta non fondato da nessuno, senza un particolare intuito, quanto mediante un processo spontaneo, corporeo, senza un particolare insegnamento che alcun libro avrebbe potuto darci completamente se non dal semplice atto in sè. Una saggezza che il tempo ha sedimentato non solo nel suo cuore, nella sua coscienza, nella sua anima come una seconda pelle, tanto meno considerarla come una forma proibizionistica che doveva essere violata. Quanto strumento di conoscenza.

Il sesso, l’arte dell’esplorazione del corpo, ogni parte completamente nascosta e ora messa a nudo, dinanzi agli occhi di un mondo nel quale l’uomo finisce a restare con una limitata visione del sè, Uccellini fu concepito come liberazione e rivendicazione della sessualità femminile vista come espressione di libertà interiore, creatività e profonda soggettività. Esplorando il desiderio sessuale dal punto di vista delle donne, sottraendolo allo sguardo puramente maschile o pornografico e unendolo a una forte introspezione psicologica. Abbattendo le catene di una cultura repressiva, mostrando la sensualità senza i vincoli della colpa o della volgarità.


Titolo: Uccellini

Autore: Anaïs Nin

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 160
Trama: "Quanto a me, il mio vero lavoro di scrittura fu messo da parte quando mi misi alla ricerca dell'erotico. Queste sono le mie avventure in quel mondo di prostituzione. Metterle in luce sulle prime fu difficile. La vita sessuale di solito è avvolta in molti strati, per tutti noi — poeti, scrittori, artisti. È una donna velata, mezzo sognata."

sabato, ottobre 31, 2026

Brividi e sussurri: la paura travestita di bianco e nero 8°

C’è qualcosa di affascinante, magnetico ma anche di suggestivo nell’assimilare storie che, per qualche momento, ci atteniamo alla loro credibilità. Le letture che mi piace vivere, evocare da semplici pagine bianche sono quelle che riflettono l’inquietudine di un secolo, quello dell’ottocento e del novecento, intrappolato nelle solide gabbie delle convenzioni, dei mancati assetti economici e sociali, che tuttavia aggiungono, donano molto più di quel che si pensa, alla mia banalissima vita. Qualcosa che niente e nessuno mi ha mai donato, mi donerà, né tantomeno dona, ma solo conquistare, qualcosa che non è mondo della materia, ma dello spirito.

Lo spirito, però, a volte, si diverte a gironzolare in luoghi da cui si sente attratto, di appartenere, azzerando quello che potrebbe essere, con ciò che sarà. I romanzi orrorifici, quelli che pullulano vicende scabrose che lasciano un segno, un solco profondo non solo nell’anima di chi li legge, ma anche nella coscienza, coinvolgono quasi sempre in progetti di dimensioni globali. Quali progetti? Quello di, ad esempio, leggere TUTTO quello che ha scritto Stephen King… ma per questo, credo avrei bisogno di appropriarmi dell’eternità dei vampiri della Meyer. Ma una delle più grandi << tragedie >> della mia vita, da cui tento invano di dimenarmi, liberarmi: la letteratura orrorifica vanta uno splendido, vertiginoso catalogo di testi ancora da leggere - non solo Kinghiani! E queste letture, questi testi, ne sono solo una parte!

giovedì, ottobre 29, 2026

Gocce d'inchiostro: Peyton Place - Grace Metalious

Alla fine della visita a Peyton Place quel che più mi rimase impresso, sotto la pelle, fu quello che non avevo cercato: la sua autrice. Mi aveva sedotto, incantata la sua determinazione, il suo desiderio di esplicare la libertà, ancora una volta, che solo negli anni 90 ebbe però un certo riscontro. Quelle forme femministe che oggi la considerano una pioniera della denuncia sociale, furono salvate da alcune docenti. Da quell’oscuro limbo di odio accademico, riconoscendo così nella Metalious la sua volontà di aver anticipato la rivoluzione sessuale, squarciando il velo dell’omertà del patriarcato. Mediante la figura di donne, vittime attive che non aspettano l’avvento di un salvatore che possa strapparli dalla miseria, da ogni forma di incuria, quanto muovendosi sullo sfondo con forza e rigore.

L’attenzione per i segreti sepolti dietro le porte chiuse, attinte dalle teorie Poeninae, diviene espressione di follia, tabù, traumi nelle famiglie della provincia americana di cui Peyton place solleva ogni velo perbenistico delle piccole comunità del New England, esponendo ogni ipocrisia o temi allora segreti, incestuosi, in una complessa disamina delle disuguaglianze di classe, dell’odio razziale, l’ipocrisia religiosa.


Titolo: Peyton place

Autore: Grace Metalious

Casa editrice: Blackie

Prezzo: 20, 90 €

N° di pagine: 496

Trama: In una piccola città, l’inferno è dietro ogni porta. Molto prima di Melrose Place e Twin Peaks, Grace Metalious ha raccontato il risveglio della sessualità, l’odio di classe e razziale, l’incesto, l’aborto e la corruzione del potere religioso in una cittadina solo in apparenza perfetta. Un bestseller mondiale perseguitato, censurato e denigrato, che i lettori continuano a divorare da oltre mezzo secolo.

martedì, ottobre 27, 2026

Anime alla deriva: romanzi vissuti per caso 6°

Vivo svariate vite. Innumerevoli scorci di anime di autori, persone, creature realmente esistite, frutto di immaginazione, fantasia, e quando mi sveglio, torno cioè nel mondo della realtà, quella in cui vivo e sono costretta a viverci, cerco di essere sempre concentrata su ciò che più amo, pur di essere lucida. Pronta a non lasciarmi controllare, domare dall incontrollabile strisciare del mondo… L’uomo, questa creatura fine a se stessa, dice che il tempo passa. Il tempo dice che l’uomo passa, ma che i ricordi - quelli attaccati alla nostra coscienza - restano intatti. E l’occasione di poter rievocare, riviverli, mediante letture di svariato tipo.

Queste letture, quelle che vi mostro in questo ennesimo delirante post, non rivelano niente che non vi abbia mostrato in passato quanto quei resti di piccoli formulari magici in cui rivelano qualcosa del mio vissuto. Letture vissute in svariati momenti della mia vita, vissute per caso, ma la cui struttura, il cui impasto colloso e biancastro impiastriccia ancora le mie piccole mani.


Titolo: 84, Charing Cross Road

Autore: Helene Hanff

Casa editrice: Bordo Libero

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 112

Trama:  Helene, scrittrice americana con pochi quattrini e una bruciante attrazione per i classici inglesi del Settecento, scrive alla libreria antiquaria londinese Marks & Co., al numero 84 di Charing Cross Road, per richiedere dei libri. Le risponde il compito di scrupoloso libraio Frank Doel, e da quel giorno del 1949 le loro lettere attraverseranno l’Atlantico per vent’anni. I due corrispondenti non s’incontreranno mai, ma scrivendosi riusciranno a condividere passioni di lettura, passaggi di storia ed esperienze di vita in mondi diversi. L’iniziale rapporto commerciale, infatti, muterà col tempo in un sempre più saldo sentimento di schietta amicizia e solidarietà che coinvolgerà anche la famiglia di Doel, rivelandoci in pagine vivaci e intense le indimenticabili metamorfosi che operano le lettere e i libri. Da questo romanzo epistolare di Helene Hanff – edito per la prima volta in italiano nel 1987 (Archinto) e qui proposto in una nuova traduzione – è stato tratto l’omonimo film con Anne Bancroft e Anthony Hopkins.

domenica, ottobre 25, 2026

Gocce d'inchiostro: Estranei - Taichi Yamada

Parole che turbano e allo stesso tempo evocano immagini vaghe e lontane, mi hanno fatto cullare dalla sensazione di essere circondata da ombre evanescenti prigioniere. Anime vagabonde e inquiete che aspettano un cambiamento. Una metamorfosi, che mi ha indotta a percepire tutto ciò che mi circondava in maniera completamente diversa. Questa era, in soldoni, la trama di un romanzo pubblicato in patria nel 1987, giunto fra gli scaffali delle nostre librerie solo nel 2005, dotato di una luce tutta sua che ai miei occhi si è rivelata fin troppo debole.

Quello sprazzo di luce abbagliante che è comparso all’improvviso come un sole pallido e grumoso, è divenuto poi necessario per scrutarlo meglio. Metterlo a fuoco. Un abbraccio che non si abbandona allo scorrere del tempo, in cui sono fusi passato e presente, e forse anche un po' di futuro. Una magia ardente, ammaliante da cui ho tentato di sottrarmi da questa malinconia copiosa e appiccicosa che pervade il romanzo, immergendomi completamente, e successivamente distaccandomi solo nel momento in cui giunsi alla sua conclusione. Da questo recipiente il cui contenitore è stato sostituito. Qualcosa che solo per praticità ha ancora un nome. Lo scorrere inesorabile del tempo lo invecchia sempre di più, mentre nel suo cuore vuoto una sottile membrana avvolge le sue emozioni.

Pensando, crescendo, respirando, vivendo, trasformandosi in una storia le cui parole mi hanno trascinata in un luogo in cui è impossibile scovare una via di fuga.


Titolo: Estranei

Autore: Taichi Yamada

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 216

Trama: Harada Hideo è un uomo di mezz'età, divorziato, con un figlio che non vede quasi mai e un lavoro – scrivere sceneggiature per la televisione – che stenta a decollare. Per di più, vive nel suo ufficio, in una grande e asettica palazzina nei pressi di una trafficata strada statale di Tokyo. Così, per sfuggire allo squallore e alla solitudine della propria esistenza, il giorno del suo compleanno Hideo decide di recarsi ad Asakusa, il quartiere della sua infanzia, dove a dodici anni aveva perduto entrambi i genitori, investiti da un'auto. Ma, quando entra in un teatro, tra il pubblico nota un individuo straordinariamente somigliante al padre. L'uomo lo invita a seguirlo a casa sua, dove lo aspetta la moglie: anche lei è identica alla madre morta... Hideo trascorre con i due una serata sconcertante e meravigliosa, e questo gli dà la forza di riprendere a lavorare con rinnovata energia. Gli incontri si susseguono, e sono una fonte di gioia e serenità, eppure... Hideo appare agli occhi dei suoi amici sempre più pallido e smunto, come se un male oscuro lo stesse consumando. La più angosciata di tutti è Kei – una vicina di casa con la quale Hideo ha intrecciato una relazione sentimentale –, che, una volta scoperto il suo segreto, gli consiglia di interrompere quelle visite, perché è evidente che lo stanno distruggendo. Ma anche Kei nasconde una verità inquietante...

You can replace this text by going to "Layout" and then "Page Elements" section. Edit " About "
 

Sogni d'inchiostro Template by Ipietoon Cute Blog Design and Bukit Gambang