Molte persone si lasciano ingannare dall’apparenza, ma se si osservasse con più attenzione, esaminando le cose da più angolazioni, ci si rende conto che dietro ogni gesto, parola o azione ci sono delle ponderazioni. Come un giocatore di shogi che ha ben chiare in mente le prossime mosse. Nel corso della mia vita di lettrice, ho tracciato diverse strategie per affinare ogni cosa, comprendere maggiormente la vita, delineare quella giusta linea di demarcazione oltre la quale si spinge ma non valicando i confini dell’eccessivo o esagitato. Il mio è un carattere quieto, ma tendenzialmente testardo, temprato dalle nefandezze della vita, coinvolta o spesso soffocata dalla stretta delle maglie dell’ennesimo conturbante ritratto realistico che a leggerlo ho corso il rischio di restare incagliata per sempre nelle ossessioni della sua bellezza.
Approfitto di questa nuova opportunità concessami per dirvi, che i romanzi che vi presenterò oggi esplicano tutto questo ma sono perlopiù….zuccherosi. Carie per i denti, ma piccoli rimedi del cuore a cui riservo un ringraziamento speciale – grazie davvero!, per essere stati ospitati nel mio salotto virtuale, e, avermi regalato delle meravigliose esperienze di cui serbo un ricordo speciale. Spassionatamente, mi premuro ad invitarvi e lasciarvi travolgere dal loro incanto. Giungere all’epilogo, all’epilogo di ogni loro storia, si è rivelato una sensazione davvero fastidiosa, consapevole che di romanzi ce ne sono a centinaia a cui potrei chiedere conforto. Eppure il cuore batte dolorosamente quando tutto, la magia al suo interno, finisce: e qui resto, in preda allo stupore più assoluto.
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Un inno all'affetto famigliare, ai libri, carino e mai banale, in cui ogni pagina - in mezzo a dialoghi perfetti, titoli veri e inventati, consigli - si trovano pensieri di gente che ama i libri. Lettori comuni che riescono a interpretare il linguaggio contorto delle parole, a dipanare racconti che non perdono mai il loro smalto ma che prendono per mano e conducono verso mondi di incredibile tenore e gioie infinite. Ha lo stesso sapore delle storie cinematografiche che canale 5 trasmette nel periodo natalizio. Semplice, pulito, onesto.
Titolo: La misura della felicità
Autore: Gabrielle Zevin
Casa editrice: Nord
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 313
Trama: Dalla tragica morte della moglie, A. J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende ( mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio ) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di << abbassare i prezzi >>. Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all'infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata. Seppur riluttante ( e spiazzando tutti i suoi conoscenti ), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l'esistenza. Perché Maya è animata da un'insaziabile curiosità e da un'attrazione istintiva per i libri - per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempie le pagine - e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore ..

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