venerdì, aprile 10, 2026

Nella baia delle parole: romanzi religiosi 2°

I pensieri che hanno vorticato nella mia testa, durante il corso della lettura di questi romanzi, sono stati discordanti. Si scrive per raccontarsi, raccontare. Si scrive perché ci si sente soffocati dalla monotonia, da una vita quasi sempre uguale a se stessa, e non è bene tenersi tutto dentro. È a mio avviso un comportamento inutile, autodistruttivo e crudele verso noi stessi, la nostra anima che conta quasi sempre di confidarsi o aprirsi a qualcuno, specialmente se ciò che tieni saldamente celato è frutto di qualcosa che non hai il potere di cambiare. Ciò che sto cercando di dire, è una sottilissima allusione all’eruzione teologica di cui sono spettatori certe figure di carta e inchiostro - piccole e fragili anime costrette a vagare nel mondo come un anima in pena – che prenderano atto di ciò che gli ha riservato la vita non vedendo più quella cerchia di possibilità, certezze come unico mezzo di salvezza. Scialuppa di salvataggio in mezzo a un mare in tempesta, bensì sotto una nuova luce. Di cambiamenti, la vita, ce ne serva anche fin troppo. Ed interpretarla mediante un tipo di dottrina che, col tempo, può subire miglioramenti o peggioramenti, a seconda dei casi, sono elementi che trasformano. Più calmi e felici, impulsivi e sprezzanti.Queste storie hanno evocato una musica, quel frammento di vita che i loro autori hanno estrapolato dalle stanze remote della loro memoria per comporre una melodia che parla di vita, un concerto sofisticato e un po crudele che si è rivelato piacevole per il rapporto intrinseco che si cela fra uomo e natura, razionalità e misticismo evidenziati come decisioni prese frettolosamente e in buona fede che si rivelano poi sbagliate.

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Nel libro della Caminito, sono descritte le penose condizioni igeniche e morali di una famiglia, rinchiusa e intrappolata in un equilibrio precario, su ogni cosa che è effimero, pronto a crollare in qualunque momento in cui la vita stessa è una preghiera perpetua, allegoria di un regime totalitario da cui sembra non esserci alcuna via di scampo. L’assoluta mancanza di serenità, l’anelazione a forme di tranquillità o serenità di un attendibile pratica opprimente, racconta le vicende di una ragazza, Gaia, e della sua famiglia come metodologia a scovare una realtà migliore di questa, in cui una narrazione densa, ricca di lirismo e simbolismi che a mio avviso è pertinente all’anima dello stesso romanzo, ne evidenziano il corpo, l’anima della sua protagonista attraverso i suoi << difetti >>.


Titolo: L’acqua del lago non è mai dolce

Autore: Giulia Caminito

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 304

Trama: Odore di alghe e sabbia, di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: sulle rive del lago di Bracciano approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli. Antonia è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo, a leggere libri e non guardare la tv, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l’infelicità dove nessuno può vederla. Ma poi, quando l’acqua del lago sembra più dolce e luminosa, dalle mani di questa ragazzina scaturisce una forza imprevedibile. Di fronte a un torto, Gaia reagisce con violenza, consuma la sua vendetta con la determinazione di una divinità muta. La sua voce ci accompagna lungo una giovinezza che sfiora il dramma e il sogno, pone domande graffianti. Le sue amiche, gli amori, il suo sguardo di sfida sono destinati a rimanere nel nostro cuore come il presepe misterioso sul fondo del lago.

mercoledì, aprile 08, 2026

Gocce d'inchiostro: Morte e usignoli - Eugene McCabe

I romanzi che hanno una provenienza antica, remota, il cui eco assordante darebbe fastidio a chi non è avvezzo, o abituato alla percezione di certi suoni, di questa magia, questa percussione e ripercussione dell’anima, poggia su una struttura solida, durevole per il periodo storico di cui è incentrato, lo stile quasi poetico di cui è amalgamato, le immagini che come impazzite danzano ai nostri occhi come diapositive irrequiete, e una lotta costante, faticosa con o contro, dipende i casi, la natura. Questa lettura, che ho desiderato giungesse a casa, qui, fra le pareti colme di librerie fin troppo piene, aveva una struttura forte, ma una figura esile, asciutta, senza alcun strato adiposo; di quelle storie dotate di una certa corporatura, i cosiddetti mattonazzi, non se ne scorgeva nemmeno l’ombra. Ed evidentemente un dettaglio inutile, di poco conto, dato che la sua essenza si consumava, era esaltata e tradotta da quella capacità negativa keatsiana, in un allegoria storica nel quale si possono condividere due realtà opposte ma impossibili da staccare: cattolicesimo e protestantesimo, ibridazione pacifista e conciliante, consapevolezza di nuove forme di diversità e conflitto. In una misura cospicua di cui Beth, la protagonista, sarà prodotto del corpo di un luogo o realtà storica che è impossibilità di condivisione, coesione, integrarsi nella propria natura alla ricerca di una sua funzionale identità strutturata.

Tirolo: Morte e usignoli

Autore: Eugene McCabe

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 240

Trama: Nell'Irlanda rurale di fine Ottocento, la giovane Beth vive una cupa esistenza intessuta di ipocrisia e rancore. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, tra la cura della casa e altre mansioni, nel tentativo di evitare un padre che, quando alza un po' il gomito, le riversa addosso tutto il suo disprezzo. Gli unici pensieri che la consolano sono il ricordo della madre, morta in un tragico incidente, e quell'isola a forma di pesce che scorge oltre la collina, ora di sua proprietà. Quando il sole sorge per l'ennesima volta e Beth si prepara ad affrontare il nuovo giorno con la solita rassegnazione, nota dalla finestra un uomo fermo al centro del cortile. Liam Ward è lì perché ha bisogno di aiuto con una delle sue mucche, e Beth si offre di assisterlo. Quello che inizialmente alla ragazza sembra un amore frutto di un incontro fortuito, grazie al quale inizierà a rincorrere il sogno di un futuro diverso, si rivelerà invece un tradimento imperdonabile, che scatenerà in lei un folle desiderio di vendetta. Non c'è possibilità di riscatto in questo dramma consumato nelle paludi irlandesi, e nemmeno la promessa di una nuova vita riesce a spezzare il cerchio di odio che racchiude tutti i personaggi in un abbraccio mortale.

lunedì, aprile 06, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 59°

Una storia che non si dimentica tanto facilmente proprio per la sua natura stravagante, incidendo involontariamente un segno sul cuore, sono quelle racchiuse fra le pagine di questi testi..

Se ci penso, riporre queste poche righe, ora che l’appuntamento con la mia immancabile Tbr si concretizza imperterrito, si innalza come un canto celeste nel fragore del mondo, volutamente e con passo spedito ma metodico, concretizzando quell’idea di possibilità con viaggi letterari che in passato ho vissuto altre volte. Il mio obiettivo, però, prevede di prolungarmi maggiormente con autori e letture che non possiedo in cartaceo, con il visto di soggiorno nel mondo dei sogni e dell'inchiostro per più di un mese, pur di avere un nuovo amico, una nuova opportunità per esplicare il mio amore inconfutabile.Mediante storie che comportano quasi sempre a una strana

anestesia dalla quale spesso e non poche volte mi sono risvegliata senza comprendere appieno quel che mi circondava per almeno qualche ora, in quella lunghissima e infinita lista di autori di cui apprezzo particolarmente il talento letterario, sconosciuti e non, che come un simbolo per la mia anima romantica e sognatrice ho giocato a essere in grande intimità.

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Titolo: Storia di una ladra di libri

Autore: Markus Zusak

Casa editrice: Frassinelli

Prezzo: 16, 90€

N° di pagine: 563

Trama: E’ il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi nel minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro; lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva a bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantica. Il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto.

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sabato, aprile 04, 2026

Gocce d'inchiostro: L'elefante scomparso e altri racconti - Murakami Haruki

Un linguaggio semplice ma ipnotico, a cavallo fra due generazioni, soave, a tratti lento a tratti monotono come una dolce litania mi ha tuttavia invaso con la sua inspiegabile essenza. Ancora una volta sono andata e tornata, girando su me stessa, puntando dritto verso una meta sconosciuta. Ancora una volta, quando si parla dei miei autori preferiti, o, in questo caso, di Murakami Haruki, mi rendo conto come il nostro sia un legame indissolubile le cui letture, anzi riletture dei suoi romanzi, sono omaggio alla libertà d'espressione e d'azione in cui Murakami ci parla come in un lungo sonno, in cui l'idea stessa di destino è una fantasia. Cede il posto a situazioni assurde, inverosimili, che tuttavia coincidono col senso di smarrimento e alcune riflessioni sul flusso insinuoso del tempo. E, seppur difficile da collocare, prende vita lentamente testimoniando la passione dell'autore per il mistero della scrittura. Protagonisti di una bellezza che trascende ogni cosa e che infonde vita persino alle cose inanimate, che ne contiene tante altre in cui il mondo di fuori lo si percepisce a stento, l'anima dei personaggi intrappolata nei pensieri dell'autore e di chi legge. Storie avvincenti, delicate e profonde che, come un amabile carezza, fanno intuire, capire come il destino non è una catena di eventi ma una corsa, un continuo affannarsi sulla vita.


Titolo: L’elefante scomparso e altri racconti

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 13, 50 €

N° di pagine: 311

Trama:In un giorno d'estate soffocante, un avvocato si mette alla ricerca del suo gatto e in un giardino abbandonato dietro casa incontra una strana ragazza. Una giovane coppia decide di fare uno spuntino notturno e assalta un McDonald's per avere trenta Big Mac, realizzando così un segreto desiderio adolescenziale del marito. Nel racconto che da il titolo al libro, un uomo è ossessionato dalla incredibile, misteriosa scomparsa di un elefante dallo zoo del paese. E poi ancora una curiosa digressione sui canguri, un uomo che incendia granai per il gusto di vederli bruciare e le introspezioni di una giovane madre afflitta da insonnia.

giovedì, aprile 02, 2026

Romanzi su misura: Marzo

Stupefacente. Questo mese è stato zeppo di possessioni e ossessioni. Le letture effettuate o vissute nel giro di una manciata di giorni, precisamente trenta (30), sono state assimilate in diversi momenti della mia vita, ammaliata da tutto quello che la vita mi stava donando, i miei occhi color oliva scrutavano, oscurata da tante altre forme, altri spiriti.

E il predominio della bellezza e della assimilamento di figure, di storie che affogano le loro insoddisfazioni morali, i loro sensi di colpa, sull'affetto che è in grado di donare l'essere umano. Sulle capacità intellettive che possiede, nell’interpretare, carpire i segreti dell’anima di chiunque. Imprigionati nella finestra virtuale del mio tablet, e volgendo le spalle a un mondo che oscilla continuamente fra prigionia e libertà, prendendo la via della fuga verso la zona grigia in cui spesso mi confino attraverso la scrittura, soddisfatta di quello che ho visto e provato, anche se non al 100%, ma quasi alla fine di un viaggio, la consapevolezza che queste ennesime avventure in realtà non avranno mai fine perché continuano oltre la carta. 


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Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Quadro prettamente realistico della letteratura vittoriana in cui l’amore è visto in tutta la sua meravigliosa essenza, sebbene in maniera alquanto ridotta, in cui il significato della vita coincide con questa. Un angoscia interiore che si prova pian piano nell’anima della povera Agnes, che attanaglia le nostre viscere, montata nel vuoto, in un palcoscenico illuminato fievolmente.

In pagine che sono state scritte col sangue, un viaggio appassionante, breve e sofferente che ha colpito dritto al cuore, mi ha parlato di anime inquiete e insoddisfatte che entrano nella lotteria della vita quasi inconsapevolmente.

Valutazione d’inchiostro: 4

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