domenica, marzo 01, 2026

Romanzi su misura: Febbraio

Se volete opere letterarie alquanto realistiche e veritiera, fareste meglio a leggere quelle di cui vi parlo oggi. O, perlomeno, non ho la presunzione di farlo, vi invito a trarre atto, da questi miei consigli di lettura. Perché talvolta certi romanzi sono necessari per comprendere affondo la società che ci circonda; oggetto di ribellione per una serie infinita di soggetti e il terreno ideale per l'indagine accurata del rapporto fra l'esistenza e la sua rappresentazione tra uomo e vita.

Questa storia, la seconda di questo 2026, finisce così com'è iniziata. Sbucata dal nulla, vissuta in pochissime ma piacevolissime manciate di minuti, rivolta alla mia anima come monito verso coloro che continuano a costruire solide barriere attorno a se stessi. Ma anche a chi crede, che, leggere classici solidifica l’anima.. Forse è vero, ma è dalla lettura di un numero spropositato di testi di questo tipo che le mie conoscenze, nel tempo, sono divenute più nitide, nette. La mia anima si bea di questo tipo di conoscenza, da cui attinge il sapere di tutta una vita. Questo secondo mese dell’anno, però, mi ha visto valicare questi confini e andare oltre. Oltre il mio splendido mondo, oltre quelle barriere del inavvicinabile, leggendo, fagocitando testi che effettivamente non avrei letto se non per curiosità o noia. Da questi, la maggior parte, per fortuna, si sono rivelati validi compagni. Altri, purtroppo, solo delle perdite di tempo. Perdite che tuttavia il sapore amaro di questa ferita non è così intenso o doloroso perché nel loro piccolo, nel loro lento folgore, hanno lasciato qualcosa. Una traccia, piccoli esseri che galleggiando lievemente, sono stati portati dalla corrente impetuosa di parole che ho potuto ascoltare.

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Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Ha tracciato un solco profondo che resterà impresso nel mio cuore. Distrutto insieme al povero Vronskji, sopravvissuta all’illusione di aver vissuto una fantasia sproporzionata ma incredibilmente accessibile, che non finirà con un semplice paragrafo ma perpetuerà nel tempo come testimonianza di un amore che ho nutrito e che ho amato vivere. Sentire come mio.

Valutazione d’inchiostro: 5

venerdì, febbraio 27, 2026

Gocce d'inchiostro: Il libro delle porte - Gareth Brown

La maggior parte delle volte, reputo importante come è stato scritto quel romanzo o quell’opera e l’approssimarsi di vicende che potrebbero rendere una trama scialba, quasi inconsistente, avvincente e originale. Non mi sorprendo quando, fra gli scaffali della mia libreria, tocco le costine di romanzi che mi hanno letteralmente squarciato l’anima, non solo per il suo contenuto ma anche per il modo che hanno avuto di raccontarsi. Un tempo mi sarei sorpresa, ora, invece, ne sono consapevole, l’esordio di Garreth Brown sortì l’effetto temuto. E mi sono stupita ancor di più come l’idea che al suo interno non scovassi assolutamente nulla, in una manciata di pagine divenne certezza. L’amore per i libri, per la letteratura, era stato evocato con superficialità, parsimonia ma piattume, cinico e freddo come la lettura di un brevissimo racconto, utile a riempire i postumi della noia. Devo dire però che non ne fui particolarmente impressionata. Era evidente che l’autore avesse tenuto stretto qualcosa di sfuggente, impalpabile, e questo romanzo ne fu un chiaro esempio.



Titolo: Il libro delle porte

Autore: Gareth Brown

Casa editrice: Rizzoli

Prezzo: 19, 50 €

N° di pagine: 464

Trama: A New York quella sera nevica, Cassie Andrews guarda la cascata dei fiocchi bianchi dalla vetrina della libreria in cui lavora e, dall'altra parte della strada, il cruciverba di finestre accese-spente. Sono gli ultimi momenti di normalità. Sta per chiudere il negozio quando trova sulla sua abituale poltrona un affezionato cliente, l'anziano signor Webber, senza vita. Sul tavolino di fronte a lui c'è un piccolo libro, ma non è tra quelli in vendita, e non è lì per caso. Leggerissimo, dorso in pelle, ha pagine ricoperte di caratteri e disegni indecifrabili. Questo è il Libro delle Porte. Tienilo in mano, e ogni porta è tutte le porte, si legge sul frontespizio. Tornata a casa, Cassie scopre che il volumetto le consente di raggiungere qualsiasi luogo: è bastato pensare a Venezia e abbassare la maniglia di una porta, nell'appartamento che condivide con l'amica Izzy, e lì s'è ritrovata, in una stradina acciottolata della città, sotto una pioggia sottile. Quel libro così speciale non è unico nel suo genere, ma è il più ambito, e senza saperlo Cassie è appena diventata un bersaglio. La sola persona che può aiutarla è il proprietario di una biblioteca segreta di libri magici che ha dedicato la vita a salvaguardarli. Cassie, Izzy e la loro nuova conoscenza Drummond Fox devono allora unire le forze per trovare quanti più esemplari possibile e proteggere il Libro delle Porte prima che cada nelle mani di opportunisti senza scrupoli, pronti a sfruttarne i poteri per tornaconto.

mercoledì, febbraio 25, 2026

Viaggi da poltrona: romanzi in cui vorrei viverci

Tutto questo, per me, è alquanto significativo. Prendo con serietà e ragionevolezza tutto ciò che abbia una parvenza di letteratura. Perciò quando giunsi fra le pagine di questi romanzi, colsi nell’immediato la lucentezza dell’anima di queste storie. Storie orchestrate mediante uno stile architettonico, che, negli anni, ho bevuto come un infuso e divorato nel giro di qualche giorno. E, successivamente, riversato ogni cosa in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. Tenersi tutto dentro non sarebbe stato salutare, mi avrebbe provocato qualche reazione. Scrivere avrebbe messo a tacere quella vocina incessante nella mia testa, ancora lieta della presenza dei suoi figli di carta e inchiostro che non solo avrebbe limitato i miei più intimi pensieri ma concesso un po' del loro respiro per qualche altro giorno.

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Rappresentazione di due realtà opposte: luce e ombra, speranza e disperazione, riso e tristezza, fiducia e solitudine, è un opera che evoca qualcosa di speciale. Un altro tempo, un altro luogo, o una particolare dimensione della mente in cui io mi sono persa completamente. Come l'Edipo di Sofocle, ci parla di un tema piuttosto ricorrente nella tragedia greca: l'uomo che non sceglie il proprio destino, ma che è scelto. Sembra vanificare i suoi sforzi e a costringere il protagonista, Kafka, a seguire un percorso che qualcun altro ha tracciato per lui.


Titolo: Kafka sulla spiaggia

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 518

Trama: Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti a Takamatsu, nel sud del Giappone. Il primo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico. Mentre il secondo, Nakata, fugge dalla scena di un delitto nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile, schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.

lunedì, febbraio 23, 2026

Gocce d'inchiostro: Ascolta i tuoi veri desideri - Moi Machizuki

Le recensioni talvolta sono una dura lotta: il mio cuore è quasi sempre attratto da quello del romanzo, dai personaggi, due cuori ardenti che per una manciata di giorni hanno palpitato all'unisono, contro una sola povera coscienza, in cui quasi sempre cerco di rafforzare la mia decisione con tutti i mezzi in mio possesso. Ero giunta fra le pagine di questo romanzo con nessuna idea in proposito; per nessuna ragione la mia coscienza continuava ad essere sorpresa che in meno di un anno un altro romanzo di questa autrice fosse giunto nel mio Kobo. Eppure, i romanzi che trattano l’essere umano come creatura informe a se stessa, così sincera e fiduciosa, sembrano possedere qualcosa di straordinario, specialmente se ammantati di una patina di surrealismo e fantasia. Ascolta i tuoi veri desideri non ha confermato nulla di tutto questo, nè tantomeno consolidato quella piccola forma di certezze che avevo scorso l’anno scorso, con la lettura del volume precedente, ma confermato come questo mormorio di una voce gentile ma giovane che aveva accompagnato la mia venuta, formarono un pulviscolo grigiastro attorno a questo paesaggio. Da cui ho potuto scorgere uomini che vagano lungo la riva dell'assurdo, impauriti dal senso della vita e dal tempo, in un luogo le cui tonalità non sono state così accese, per come speravo.


Titolo: Ascolta i tuoi veri desideri

Autore: Moi Machizuki

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 204

Trama: Il Natale si avvicina e il Caffè della Luna Piena si prepara a offrire ai propri clienti una serata speciale: di solito sono le notti di plenilunio a rivelare la sua presenza agli umani, ma nel mese di dicembre, quando la luna è particolarmente bella, l'enorme chef tigrato, responsabile del locale, è pronto a fare un'eccezione e a regalare a chi ne ha bisogno un momento di riflessione, accompagnato da piatti e bevande indimenticabili. Ecco Satomi, che proprio questo Natale attende la proposta di matrimonio da parte del fidanzato e si ritrova combattuta tra il desiderio di dedicarsi completamente a una sfavillante carriera a Tokyo e la voglia di costruire una famiglia con la persona che ama; poi c'è Koyuki, che da quando ha perso il padre, la notte di Natale di molti anni prima, odia le feste, e non riesce ad accettare che sua madre si sia costruita una nuova famiglia; e infine Junko, che insieme alla sua bambina Ayu torna dopo parecchio tempo a far visita al padre, con il quale ha sempre avuto una relazione difficile. Tutte e tre le donne si trovano a un bivio, e per scegliere la strada da percorrere dovranno scavare a fondo in sé stesse e scoprire quali sono i loro veri desideri. Ad accompagnarle, oltre allo chef astrologo, sarà una tribù di creature feline eccezionali.

sabato, febbraio 21, 2026

Amori di carta: Anaïs Nin

Se la linea della vita finisse in questo momento, vorrebbe dire che la vita sarebbe già stata vissuta. Invece la vita continua, le linee che disegnano un certo disegno divino divengono più definite, per cui si ha ancora un lungo percorso da percorrere. Si, ancora piuttosto lungo. Se mi guardo indietro penso alla manciata di giorni che distanziano da oggi ai trenta giorni fa in cui Sogni d'inchiostro ospitava un autore di cui molti di voi sono certa avranno sentito parlare almeno una volta nella vita. Quest'oggi, per qualche minuto, ho avuto qualche problema a scrivere l'ennesimo post riguardante una delle migliori figure del XIX secolo. Niente di grave, ma niente che potrebbe considerarsi di poco conto nel scegliere una nuova voce della letteratura americana, italiana o inglese, ma qualcosa avrei dovuto scrivere. Fra gli scaffali strapieni della mia libreria una piccola figura, esile, graziosa e piuttosto affascinante di cui ho già letto qualche mese fa aveva attirato la mia attenzione. Ogni volta che il mio sguardo si posa su di lei, anche per pochissimi istanti ecco che compaiono alcuni segni deliranti.

Se mi siedo alla scrivania e provo a concentrarmi avverto come un battito leggero all'unisono al mio. Mi dico che sotto le mentite spoglie di questa graziosa donnina c'e una donna carismatica, forte, libidinosa, possessiva, ossessiva c'è una profonda spaccatura, altro segno del mio incommensurabile amore nei suoi riguardi. I suoi romanzi, infatti, sono un chiaro esempio del mio incontrollabile squilibrio emotivo.

Secondo lei, il sesso è qualcosa che ha a che fare con l'estirpazione della poesia. La sensualità come una potenza del corpo, le donne come vergini prostitute o angeli perversi o creature dai due volti. In un giro di vite incandescenti, intense come quelle che si trovano negli amanti, rapporti intensi e effervescenti creati inconsciamente, in cui si cerca di ampliare i dolori e i piaceri.

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