mercoledì, aprile 22, 2026

Viaggi da poltrona: romanzi in cui vorrei viverci 3°

Ho osservato come siano stati mossi i fili di questi fantocci che nel giro di qualche pagina erano divenute persone, i loro cuori appesi a due fili e legati intrinsecamente e pensavo come, a parte le irragionevolezze del Caso, l’uomo trova  strane giustificazioni per la sua contrarietà a non poter essere amato nei confronti degli altri esseri viventi. Uno degli aspetti principali della lettura dei romanzi è che giustificano ogni comportamento, e, specialmente, come l’amore ci riduce in minuscoli pezzettini nonostante sia una delle forme più belle per esistere. Ma cosa fare quando il tuo mondo sembra rivoltarsi e scivolarti addosso? Da dove ricavare quella felicità tanto agognata quanto desiderata?

Una full immersion nella letteratura dei romanzi che ho più amato fu quello straordinario momento di equilibrio e soddisfazione interiore che anelavo da qualche tempo. Letture immancabili e onnipresenti soprattutto per gli amanti del genere, che hanno scandito attimi di vita quotidiana, il cui sentore zeppo di amore e magia invade le narici del mio animo, cadendo nel mio personalissimo mondo col fragore degli eventi che richiamano storie d’amore d’epoca, canzonate sussurrate nel cuore della notte, di cui inevitabilmente mi sono fatta investire costringendomi ad impelagarmi in una vicenda amorosa che sotto certi aspetti ha richiamato alcuni aspetti della mia vita quotidiana. 

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Contenta, felice di trascorrere giorni, settimane o addirittura mesi in compagnia di un autore o un'autrice, che, alla fine, sperticherà le lodi. Perlomeno questo è ciò a cui confido. Suddiviso in due parti, a distanza di tre anni, propongo nuovamente questo post ma con altri consigli di lettura. Romanzi letti e vissuti la cui aura pregna di magia, bellezza pulsa ancora nelle mie tempie.


Titolo: It

Autore: Stephen King

Casa editrice: Pickwick

Prezzo: 18, 90 €

N° di pagine: 1216

Trama: A Derry, una piccola cittadina del Maine, l'autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma la pioggia è fitta e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede. Cercare di recuperarlo è l'ultimo gesto del bambino: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio, uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile, e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l'estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell'unico modo possibile: uniti da un'incrollabile amicizia.

lunedì, aprile 20, 2026

Gocce d'inchiostro: La bussola d'oro - Philip Pullman

Oggi si è concluso il mio primo giro turistico nella bella Oxford pullmiana, penso mentre riporto queste poche righe in questo diario virtuale. Come era possibile che di Lyra non avessi notizie da qualche anno? Non ci avevo più pensato, ma oramai tutto questo non mi importava.

In un lasso di tempo fin troppo lungo, duraturo, per i miei standard, la storia di questa ragazzina selvaggia e ribelle reclamò la mia attenzione, e mi ordinò di fare attenzione a ciò che avrei visto. Un'aria pura, fresca avrebbe sferragliato contro le pareti della mia anima, e la magia che addobbava il tutto, mi avrebbe accolta con un certo calore e un'accoglienza solenne e trattenuta. In una sequela di azioni o eventi, nel quale una piccola creatura aveva emesso il suono di una melodia che ancora rimbomba, fra le pareti del mio animo.

Titolo: La bussola d'oro

Autore: Philip Pullman

Casa editrice: Salani

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 354

Trama: Lyra vive al Jordan College di Oxford. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l'Oceano c'è l'America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull'Artico; lo studio della natura viene chiamato "teologia sperimentale". E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé, di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Ma questo mondo sta per attraversare un periodo critico…

sabato, aprile 18, 2026

Incauti sussulti del cuore 2°

L’argomento trattato in queste pagine, ovvero l’amore che nutro per queste storie, queste semplici risme di carta e inchiostro, non esulano niente di non già visto o sentito bensì cerca di proporci uno squarcio di ciò che i loro autori, la loro esperienza e la loro passione per la scrittura, convolarono nell’abbandonare qualunque remora o pregiudizio riguardante le possibilità che possano trasmettere o regalarci. Parecchi prima di me, agli albori di questa iniziazione, non furono capaci di coglierne l’essenza, gli effetti devastanti che certe storie hanno sortito specialmente ai più sensibili, contrastando qualcosa che non ha una sua importanza se non per chi legge. Questo per qualcuno è divenuto fondamentale. Importante. Perché la solitudine, le attenzioni che si riservano a certe storie presto o tardi sono pagati a caro prezzo da giorni proiettati fra le mura domestiche, da cui se ne esce forti, inevitabilmente. 

La parola scritta, ancora una volta, vibra di magia, di potere, spinge ad essere unanimi, coraggiosi come pochi e a vivere o assaporare qualcosa che prende vita, la si può toccare, persino sentire respirare, come se travolti da qualcosa di sovrumano che niente e nessuno potrà toglierci o sconfiggere. Non acquietando né addormentando quella bestia famelica che come un vuoto incolmabile potrà sopperire ad ogni cosa.

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Una saga un cui ho decantato le bellezze dall'inizio alla fine, equilibrando la mia anima, fissandosi nella mia mente con forza e impetuosità. Condotta in una specie di gioco in cui si lotta per la supremazia, seducente, spontaneo, avventuroso, del quale mi è stato possibile viaggiare, come una meravigliosa esploratrice che contempla ammaliata il paesaggio circostante.


Titolo: Belladonna e Foxglove

Autore: Adalyn Grace

Casa editrice: Rizzoli

Prezzo: 37 €

N° di pagine: 432

Trama: Signa ha diciannove anni e da che ricordi tutte le persone che le sono state accanto sono morte. Rimasta orfana ancora bambina, è stata allevata da una serie di tutori tutti interessati più alla sua ricchezza che al suo bene, e tutti defunti prima di poter mettere le mani sulla sua eredità. Gli unici parenti che le sono rimasti sono gli Hawthornes, un’eccentrica famiglia che vive nella cupa ma ricchissima villa di Thorn Grove. Signa non ci mette molto a scoprire i segreti che gli Hawthornes celano tra le mura della tenuta: mentre il padre piange la defunta moglie organizzando feste sfrenate, il figlio maggiore lotta per mantenere alta la reputazione di una famiglia ormai in declino. Il tutto nascondendo al mondo la figlia minore, affetta da una misteriosa malattia. Quando lo spirito inquieto della donna scomparsa appare a Signa sostenendo di essere stata avvelenata e che l’assassino è ancora tra loro, la ragazza si rende conto che la famiglia è in grave pericolo. Per scoprire l’identità dell’assassino Signa ha una sola possibilità: allearsi con qualcuno di tanto pericoloso quanto affascinante che è sempre stato al suo fianco, tessendo con lei un legame potente e irresistibile che nessuno avrebbe mai creduto possibile…

giovedì, aprile 16, 2026

Gocce d'inchiostro: Anna Karenina - Lev Tolstoj

Ci sarebbe molto da dire su un romanzo del calibro come questo, che ha disegnato, in un mese, un poster fatto a mano ma dai colori vivi del sangue che mi è stato affisso irrimediabilmente nel cuore, al posto di qualche bel gagliardo autore americano ancora da scoprire; il poster è rimasto lì fissato per un certo periodo, e credo ci resterà ancora per qualche altro tempo. Finché qualche altra opera non subentrerà, qualche altro autore allieterà il mio cuore con messaggi tutti suoi, ho sempre timidamente desiderato rileggere, dopo ben dieci anni, ritornare da Anna e il suo amato Vronskji perché ciò che avevo riscontrato quando ero appena entrata sulla soglia dell’età adulta, nel 2010, e lungo l’orlo di un crepaccio da cui inconsapevolmente avrei visto la luce, con poche e semplici parole, distrusse, disintegrò il mio cuore, e solo per questo ci vollero altri trenta giorni pur di riprendermi; impadronirmi, dunque, della mia vecchia e sgualcita opera, vivere e respirare l’aria malsana di una Pietroburgo che inesorabilmente si avvia lungo la distruzione, sebbene il sentimento di dolcezza e tenerezza che scaldano l'animo, stonano con la natura austera e solenne della storia, con passo deciso, mi impose dinanzi a una distinzione fra classi che nel romanzo è proiettata su una percezione più astratta della vita. Mediante l’irreprensibile lotta, tenace e crudele fra due mondi opposti, che ripristinano e distruggono allo stesso tempo le cose.


Titolo: Anna Karenina

Autore: Lev Tolstoj

Casa editrice: Bur

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 1107

Trama: “Qual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? E’ la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese. Ed è l’immagine minacciosa di quel brutale contadino, conservatasi indelebilmente nella sua memoria, che le riappare davanti e la terrorizza alla vista di quell’altro vecchio contadino, un qualsiasi frenatore, che passa sul marciapiede sotto il suo finestrino curvandosi a controllare qualcosa; ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa”.

martedì, aprile 14, 2026

Marchi indelebili: romanzi di fantascenza per principianti 2°

Le letture fantastiche, quelle però zeppe di elementi strambi, incomprensibili e, la maggior parte delle volte, per me, inavvicinabili, si rivelano però dei viaggi deliziosi che un lettore avido di storie, amante della buona letteratura, può snocciolare e seguire con cura. Dalla sua fitta agenda, può depennare quel romanzo che, oscilla fra passato e presente, possiede qualcosa che lo rende diverso, forse più straordinario della stessa certezza che al suo interno si nasconda una storia segreta. Senza esagerare, avrei osato dire che queste storie, se non mi avessero spinta a leggerle - oltre a raccontare ciò che nascondono - fossero dotata di vita propria. Sfogliandone le pagine, infatti, sembra di vivere in prima persona le vicende ritratte dagli autori, quasi i protagonisti diventassero invisibili e la loto storia mi avvolgesse dolcemente la pelle fino a lasciarmi nel petto la sensazione confortante di essere protetta da qualcosa.

Per quasi metà della mia vita ho dedicato, dedico e dedicherò, sino a che Dio mi darà respiro, tempo alla lettura, anche se scrivere << dedicare >> non credo sia il termine più adatto. Questa carrellata di testi che mi hanno affiancata, in momenti particolari della mia vita, mi hanno trascinata in oscuri limbi di segreti e misteri, nonostante il loro sia un genere che non tanto apprezzo. Ma così strani, particolari che, sebbene mi abbiano fatto storcere il naso, ma poche, pochissime volte, mi hanno ammaliato, intrigato, concesso l’opportunità di renderli protagonisti dell’ennesimo post, quello in cui il fantastico avrebbe sedimentato dentro l’anima di chi legge, di chi ascolta, trascendendo nello sconfinato mondo dell’immaginazione.

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Titolo: Il giglio d'oro

Autore: Laura Facchi

Casa editrice: DeAgostini

Prezzo: 14, 90 €

N° di pagine: 330

Trama: Occhi viola come uno smalto Chanel, capelli bianchi come il ghiaccio e una strana macchia dorata a forma di giglio sulla spalla. Astrid è diversa da tutte le ragazze che conosce e l'ha sempre saputo. Per lei quel fiore che brucia sulla pelle è solo una delle tante stranezze che la rendono un tipo da cui è meglio stare alla larga. Nasconderlo è l'unico modo per sentirsi normale. Anche Kami, a miliardi di chilometri di distanza, vorrebbe sentirsi normale. E' il figlio del tiranno di Lundrea, che ha messo in ginocchio il pianeta, e cerca un modo per riscattare se stesso e il suo popolo. Kami e Astrid non si conoscono, ma sono più simili di quanto potrebbero mai immaginare. Perché Lundea e la Terra sono pianeti gemelli, uniti da un legame indissolubile di energia. Ogni volta che sulla Terra nasce una persona, ne nasce una anche su Lundea, e quando muore, anche il suo doppio subisce la stessa sorte. Nessuno è immune a questo meccanismo, tranne i Gigli d'Oro. Esseri unici e straordinari che ormai stanno diventando sempre più rari. E mentre Kami cerca il Giglio d'Oro che possa salvare la sua gente, Astrid, sulla Terra, scopre l'amore, proprio quando una verità eccezionale e spaventosa la scaraventa sull'orlo di un baratro in fondo al quale la attende una scelta dolorosa. La più dolorosa di tutta la sua vita.

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