lunedì, maggio 18, 2026

Gocce d'inchiostro: Io sono il messaggero - Markus Zusak

Quello della narrativa - ora mi è tutto chiaro - è il solo << potere >> che un autore come Markus Zusak poté adoperare, appropriarsi per curare la sua anima. Poteva rifiutare qualunque supremazia, poteva servirsene diversamente, ma non poteva rimproverarsi alla risacca disomogenea dei ricordi di essere arrestati come quella praticata dalla maggior parte dei suoi << colleghi >>, che fanno della scrittura non solo una disciplina, quanto uno stile di vita. Una parte fondamentale del loro spirito. E il loro valore, se mai ne aveva uno, in effetti, stava appunto nell’essere diversi l’uno dall’altro. Questo romanzo è stato letto, fagocitato come risposta al mio animo, alla mia coscienza, di non voler abbandonare repentinamente un autore di questo calibro, perché la sua diversità avrebbe equivalso ad avere una certa intesa col mio animo. Così non è stato, perlomeno mediante la lettura di questo testo, la cui diversità consiste nell’avere una fortissima predisposizione a quel mancato senso di libertà cui aspira il protagonista, ma da cui non ho potuto ricavarne ciò che desideravo.


Titolo: Io sono il messaggero

Autore: Markus Zusak

Casa editrice: Frassinelli

Prezzo: 17, 90 €

N° di pagine: 403

Trama: L'esistenza di Ed Kennedy scorre tranquilla. Fino al giorno in cui diventa un eroe. Ed ha diciannove anni, una passione sfrenata per i libri, un lavoro da tassista piuttosto precario che gli permette di vivacchiare, e nessuna prospettiva per il futuro. Quando non legge, passa il tempo con gli amici giocando a carte davanti a un bicchiere di birra o porta a spasso il Portinaio, il suo cane, che beve troppo caffè e puzza anche quando è pulito. Con le donne non è particolarmente disinvolto, perché l'unica ragazza che gli interessi davvero è Audrey, la ragione per cui è rimasto in quel posto senza vie d'uscita. Capace di colpirlo al cuore con una frase: "Sei il mio migliore amico". Non serve una pallottola per uccidere un uomo, bastano le parole. Tutto sembra così tremendamente immutabile: finché il caso mette un rapinatore sulla sua strada, e Ed diventa l'eroe del giorno. Da quel momento, comincia a ricevere strani messaggi scritti su carte da gioco, ognuno dei quali lo guida verso nuove memorabili imprese. E mentre Ed diventa sempre più popolare, mentre nota una luce diversa negli occhi di Audrey e la gente lo saluta per strada, inizia a domandarsi: da dove arrivano i messaggi, chi è il messaggero?

sabato, maggio 16, 2026

Nella baia delle parole: romanzi religiosi 3°

Interpretare questi romanzi non è stato semplice, perché nel periodo in cui li conobbi ero appena divenuta una viaggiatrice oramai lontana dalla dimensione in cui amavo sprofondare quando ero adolescente che tuttavia fu protagonista di certe storie come portandosi dentro qualcosa di completamente fuori dagli schemi. Strumento in cui si è cercata la conoscenza di se, la conoscenza del proprio IO. Eppure io nei libri vedo me stessa come qualcosa di lontano e diverso dal tempo. Mezzi di distruzione contro gli attacchi esterni, sommersi da un torrente di sogni e incubi, alla ricerca della fonte originaria del proprio Io, di cui è necessario impadronirsene. Aver saputo leggere di me, mediante gli occhi di un altro, sola e distinta, separate da tutti, in un mondo variopinto, raro e misterioso, in cui il cielo sembra fluire lentamente contro un fiume, mi ha permesso di muovermi facilmente con queste figure come se impregnate di luce. E, confessione, sfogo, dalla soglia morale della mia frustrazione, compreso come spesso certe scoperte siano legate a questioni o espedienti teologici. Ci si perde in un dedalo di nozioni, riflessioni che. a modo loro, raddrizzano il mondo ma inducono anche a fuggire dalla realtà circostante, pausa nel tormentare senza posa lo spirito. Effimero stordimento contro le insoddisfazioni insensate che talvolta la vita ci riserva. Spiccando come una figura possente e ammaliante, meravigliosamente poetica e sentimentale.

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un romanzo di letteratura francese che a dire il vero mi tese il braccio, in un momento inaspettato della mia vita, inducendomi ad accogliere la bella ma capricciosa Lady Roxana in un gesto personale tanto gradevole, quanto lieta di averla al mio fianco che avrei potuto seguirla ovunque. Fondata sulla verità costruttiva di fatti realmente accaduti, costellato da alcuni assetti relativi la Sacra Scrittura in cui ci si fa sordi del peccato e delle sofferenze altrui. Drammatico e confidenziale perché ci si immedesima a tal punto da confondere la realtà con la finzione, unica e indissolubile, collegamento ad idiomi e assetti caratteriali di figure di carta che in poco tempo erano divenute persone.


Titolo: Lady Roxana

Autore: Daniel Defoe

Casa editrice: Bur Rizzoli

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 384

Trama: Sebbene in passato sia stato considerato con una certa schizzinosità moralistica, “Lady Roxana”, l’ultimo romanzo di Daniel Defoe, pubblicato nel 1724, è oggi considerato un capolavoro indiscusso. Curioso esploratore dell’universo femminile, pronto ad addentrarsi senza pregiudizi nell’universo dei sentimenti, Defoe dà voce con estrema intensità drammaticamente all’anima oscura della sua eroina più trasgressiva. Raccontandosi in prima persona, Roxana conduce il lettore nella dimora dell’eros e della seduzione, illuminando i vizi e le ambiguità di un’epoca.

giovedì, maggio 14, 2026

Gocce d'inchiostro: Proibito - Tabitha Suzuma

Si nasce, si vive, si muore. Si lascia un segno, nella sabbia del tempo, senza chiedere niente in cambio. Senza che ci vengano ricordati o rievocati i motivi specifici per cui siamo qui, respiriamo, agiamo, marchiando però le parti più importanti del nostro essere. L’arrivo di un nuovo figlio di carta non comporta altro che assoggettarsi alle responsabilità, alcuni atti di riflessione che possono essere denunciati solo mediante lettura. Banalmente, un gesto semplice come quello di sedere in una comoda poltrona, aprire un romanzo e sprofondare tra le sue pagine comporta all’idea di poter vivere qualche rischio. Certe letture, per poter essere lette e fagocitate, necessitano che esse possano sposarsi, anche solo di poco, con alcuni squarci dell’anima di chi li legge. Bisogna, cioè, avvertire come il respiro caldo di chi li ha scritti, letti e vissuti, prima di noi, avvolgono il nostro spirito, le nostre membra. Avviluppando l’anima in quel piccolo bocciolo che, lentamente, stava prendendo vita. E mancando tale momento, tale magia, tale rito di passaggio, la lettura potrebbe apparire distaccata, incomprensibile, incerta; manca il contatto con il simbolo oggetto, manca l’idea di concretizzarsi in forme di sacralità.

Questa lettura fu frutto di comunione di pensieri, di ricordi, di momenti o episodi vissuti quando avevo 20 anni, in un periodo particolare della mia crescita interiore in cui l’unica magra consolazione fosse quella della sua lettura. Il desiderio di voler rievocare tutto questo, mi ha indotta a tornare fra le pagine di un testo che, quasi quattordici anni fa, consideravo come un capolavoro. La morte stessa vissuta con consapevolezza, forma di consolazione che avrebbe vegliato sull’anima di due creature fin troppo mature, consapevoli di essere entrati in un cielo di distruzione da cui presto o tardi ne sarebbero stati risucchiati.


Titolo: Proibito

Autore: Tabitha Suzuma

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 353

Trama: Fuori, nel mondo, Lochan non si è mai sentito a suo agio. Gli altri sono tutti estranei, alieni... Solo a casa riesce a essere se stesso. Maya ha sedici anni, è una ragazza sensibile, delicata e molto più matura di quello che la sua età richiederebbe. Lochan e Maya sono fratelli, e hanno altri tre fratellini da accudire: Kit, Tiffin e Willa sono la loro ragione di vita e la loro preoccupazione più grande, da quando il padre li ha abbandonati per una nuova famiglia e la madre ha iniziato a bere, si è trovata un altro uomo e a casa non c'è mai. I giorni passano e solo una cosa ha senso: essere vicini, insieme, legati, forti contro tutto e tutti. Per Maya, Lochan è il migliore amico. Per Lochan, Maya è l'unica confidente. Finché la complicità li trascina in un vortice di sentimenti, verso l'irreparabile. Qualcosa di terribile e meraviglioso allo stesso tempo, inaspettato ma in qualche modo anche così naturale. Qualcosa che, ancor prima di iniziare, è già condannato.

martedì, maggio 12, 2026

Un piccolo gesto di tenerezza: the Mother's day

Le mamme, queste piccole grandi donne, magre o affusolate, tozze o ripiene, nell impervio e lungo cammino della vita quante volte hanno vegliato, ci hanno affiancato, atteso o colmato con amore, tenerezza, certezze la nostra vita? L’idea che quando si cresce possa essere espediente per scrollarci di dosso il loro sguardo scrupoloso, le loro ossessive attenzioni, non conferma che senza la loro presenza, il loro costante osservare possa non avere più potere su di noi. Perché questo è il senso di ogni figura femminile all’interno di una famiglia, una comunità di figure o eroine che non ci hanno impartito chissà quale dottrina filosofica, quanto protratto il loro amore.

I figli, come dico sempre, sono riflesso di chi li cresce, chi li attenziona, e in questo giorno, anche se un pò in ritardo, quello nel quale si commemora le nostre madri, ho estrapolato dalle mie librerie storie nel quale la donna, alcune donne, mi hanno strappato via. Mi hanno colta, con i loro caldi e prorompenti abbracci, e, nel resistere, avvertito come nel mio cuore fosse rimasto qualcosa. Un piccolo bacio che brucia ancora sulla mia guancia. Mamme come la mia, che nella loro semplicità sono gemme preziose che niente e nessuno potrà  togliere, e nel cui grembo è rinchiuso quel benessere, quelle forme di longevità e il mito dell’eterno conforto che nemmeno il tempo, così inarrestabile e perverso, potrà sfatare. 

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Titolo: La ricompensa di una madre

Autore: Edith Warthon

Casa editrice: Elliot

Prezzo: 17, 50 €

N° di pagine: 286

Trama: Dopo aver trascorso un lungo periodo sulla costa francese insieme a una comunità di americani espatriati, Kate Clephane decide di tornare dopo molti anni dalla sua famiglia a New York, dove la buona società l'aveva messa al bando per aver abbandonato il marito e la figlia piccola. A desiderare il suo ritorno è la figlia Anne che vorrebbe la madre al suo fianco per le sue prossime nozze con Chris Fenno, eroe di guerra ma anche uomo senza particolari talenti e abile arrampicatore sociale. Le vere intenzioni di Chris nei confronti della figlia sono però l'ultima delle preoccupazioni di Kate, poiché in passato l'uomo è stato suo amante e lei sente di esserne ancora innamorata. Il dilemma morale della donna (confessare alla figlia il suo segreto o tacere?) e il dramma che ne deriverà riflettono i miti eterni di Edipo e Amleto e conducono a un finale che sorprese profondamente la morale dell'epoca.

domenica, maggio 10, 2026

Gocce d'inchiostro: Una tempesta di te - Hafsah Faizal

Un pomeriggio, curiosando nella libreria virtuale del mio Kobo, giunsi fra le pagine di un testo la cui autrice non era per me del tutto sconosciuta. Una donna che, ben quattro anni fa, mi aveva allettato con la sua storia - la prima che scrisse - un fantasy atipico, straordinario e bello il cui atto o gesto di possederne una copia cartacea all’epoca fu quasi una necessità, un impulso cui dovetti tenere a bada ancora per qualche tempo. Un world building estremamente visivo, realistico, che richiama gli antichi albori delle Mille e una notte, personaggi che hanno una loro identità specifica, una narrazione il cui andamento è lento ma a mio avviso utile a comprendere ogni cosa. Svelare ogni forma, assetto completamente nascosto alla luce potente di una storia che solo in seguito compresi come ai miei occhi non possedeva nulla di speciale. 

Questo romanzo, era, ovviamente, avulso, costituito della stessa materia, plasmato della stessa sostanza, con la differenza che questa volta, la storia, lo stile, erano un pò più maturi. Una storia che non proietta subito nell’ennesimo catastrofico pantomima, quanto impossibilitata a raggiungere il suo cuore pulsante. Il cuore pulsante di un nuovo mondo che non si discosta poi molto da quello che avevo intravisto nella saga principale, ma in cui ho potuto riconoscere, vedere qualcosa di magico in cui ho potuto perdermi, e poi ritrovarmi, puntando sempre verso il suo pulsante cuore.

Titolo: Una tempesta di te

Autore: Hafsah Faizal 

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 21, 90 €

N° di pagine: 448

Trama: Arthie Casimir, orfana originaria di Ceylan, colonia di Ettenia, è nota in tutta White Roaring per essere una brillante mente criminale e, allo stesso tempo, un'abile collezionista dei segreti dei potenti con cui entra in contatto. È una tempesta in una bottiglia, piccola e ribollente e pronta a distruggere tutto ciò che si trovi sul suo cammino. La vita nella città l'ha affilata come una lama e ha fatto altrettanto con il suo ingegno. Dopo anni di lavoro e sacrificio, proprio nella capitale del Paese ha aperto e gestisce lo Spindrift, una sala da tè prestigiosa che, non appena cala la notte, si trasforma in una casa del sangue illegale, frequentata dalle creature più temute dalla società: i vampiri. Ma quando sul suo locale si allunga l'ombra di una grave minaccia, Arthie è costretta a stringere un'insolita alleanza con un giovane misterioso. In cambio del suo aiuto, però, dovrà compiere un colpo difficile, che non potrà mettere a segno da sola. Chiamati a raccolta alcuni dei soggetti più abili ma anche meno raccomandabili della città, Arthie elabora un piano per portare a termine la sua missione, del tutto ignara che non tutti i membri della sua squadra di reietti sono dalla sua parte. Non solo. A mano a mano che emerge la verità dietro il colpo assegnatole, Arthie si ritrova al centro di una cospirazione destinata a sconvolgere il mondo per come lo conosce.

venerdì, maggio 08, 2026

Danzando su carta 37°

Le storie, almeno da lontano, erano di quelle che non potevo lasciarmi scappare. Anni di letture di svariato genere mi anno fatto prendere consapevolezza che ognuno di noi vive nell'immaginazione altre vite. Spesso tentiamo di porre rimedio dalla limitatezza della nostra esistenza, sopprimendo quei desideri irriducibili di leggere storie che potrebbero far parlare molto di se sprigionando la loro lucentezza dalla finestra virtuale dalla luce vaporosa del mio tablet, solleticando la mia pelle, dipingendo figure di carta colorata nel vuoto.

La passione ardente di un amore incondizionato e alimentato giorno dopo giorno, che sfida ogni convenzione sociale, come uno straordinario poema amoroso, lambì il mio cuore di un'ardente passione. La lettura mi dona e lo farà per sempre, sino perlomeno a quando avrò respiro, un senso alla mia intera esistenza e queste tristi/ emozionanti/ deliranti storie, violente come una scarica elettrica, in quel momento entrarono in contatto con la mia anima. E nonostante questo non durò che un attimo, in cui ci ritrovammo ognuno nella nostra solitudine, vedevo perfetta la nostra unione.

Nel silenzio delle mie riflessioni, questo è il risultato di mesi e mesi di agonizzante struggimento per la parola scritta. La carta. Quelle risme di carta che segnano l'intensità di certe emozioni, l'aria satura di promesse travolgenti. Saldamente convinta che esistono storie capaci di logorare letteralmente il nostro animo. Come un treno in corsa che, arrestandosi davanti a un grande palazzo, sferraglia necessariamente sulle rotaie. Come un'anima in pena che avanza inevitabilmente verso un baratro di disperazione e vede la distanza diminuire ad ogni passo senza poter evitare di cascarci dentro.

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Titolo:  Una stanza tutta per se. Dove scrivono i grandi scrittori. Ed illustrata

Autore: Alex Johnson
Casa editrice: Ippocampo

Prezzo: 19, 90 €

N° di pagine: 192

Trama: Dagli attici alle torri medievali, dalle sale da biliardo alle vasche da bagno, dalle stanze d’albergo alle isole private, esploriamo i luoghi dove cinquanta grandi autori hanno amato scrivere. Queste «stanze tutte per sé», per riprendere la famosa espressione di Virginia Woolf, ci invitano a sbirciare dietro le quinte, svelandoci i metodi di lavoro e le curiose manie di scrittori come Jane Austen, le sorelle Brontë, Agatha Christie, Paolo Cognetti, Ernest Hemingway, Umberto Eco, Jack London, Haruki Murakami, Marcel Proust, J.K. Rowling, Virginia Woolf…

mercoledì, maggio 06, 2026

Gocce d'inchiostro: Lettere morali a Lucilio - Seneca

Una sera, dopo il mio ennesimo incontro nella moralità epicurean, sempre bella e pregna di significato, compresi come l’esperienze vissute, assimilate, l’idea di poter vivere << tante altre vite >> e di ciò che c’è ad aspettarsi dalla vita stessa, secondo un grande filosofo dell’animo umano come Seneca dovremmo trarre espressione.

Come essere umano, lettrice che si ciba dei libri e della buona letteratura come espediente per cogliere l’essenza della vita, nella sua interezza, prendendola sul serio e non come ornamento, elemento superficiale che può << abbellire >> lo spirito di chiunque, nelle serate trascorse fra le pagine di questo ennesimo viaggio spirituale compresi tante cose. Come il suo amico Lucilio, mi ero interessata a comprendere il senso della vita, facendovi parte. Ponendo una certa attenzione, giocando un ruolo importante nella psiche individuale, e su qualunque << stramberia >> possano renderlo un essere fino a se stesso.


Titolo: Lettere morali a Lucilio

Autore: Lucio Anneo Seneca

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 17, 50 €

N° di pagine: 1120

Trama: La maggior parte degli esseri umani oscilla miserevolmente tra la paura della morte e i crucci della vita: non sa vivere, non vuole morire. Scritte durante gli ultimi anni di vita, le Lettere morali a Lucilio costituiscono la più geniale opera di Seneca sotto il profilo del pensiero filosofico e la più significativa della sua personalità. Seguace dello stoicismo, senza però assumerne le posizioni estreme, il grande erudito latino afferma in queste epistole la supremazia della ragione e il sacrificio dell'individuo a vantaggio della collettività, rivelandosi psicologo sensibile e raffinato, che conosce l'arte della persuasione e si rende conto di come il dialogo sia la forma letteraria più consona per raggiungere il perfezionamento morale. Prefazione di Carlo Carena.

lunedì, maggio 04, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 60°

Gli ultimi giorni sono stati davvero ricchi, dominati dal desiderio di poter conoscere e alimentare il mio bagaglio culturale di ideologie, forme architettoniche di letteratura classica, ma anche moderna, che nonostante il loro modo di porsi - la condivisione di un pensiero antidiluviano - rivelano in realtà aspetti o assetti modernisti e all’avanguardia fondati su concetti imprescindibili di ragione o sapere; in ognuno di questi, e come sempre, del resto, in cui mi impegno a dominare i mondi senza però alcun riguardo per quello esteriore, quello in cui sono costretta a viverci, e senza alcuna possibilità di conformità. La mia vita, leggendo, mediante letteratura, appare più ricca, gioiosa e soddisfacente. E se da tale concezione si riscontrano effetti essenziali, salutari per la scienza, ecco come queste porte magiche che mi impegno e intestardisco a voler valicare divengono prototipo di conquista, possibilità di sfruttare ogni mia condizione in loro compagnia.

Anche maggio sarà protagonista di questi intenti letterari o personali, e tirando fuori una bella immagine che racchiuda una << minima >> parte di quei testi che possano descrivere, evidenziare ciò che alberga nel mio spirito, si scontrano contro ogni idea di possibilità e produttività. Letture che ho desiderato, desidero leggere o rileggere, ma dai quali non ho alcuna certezza di sopravvivenza. In pomeriggi quieti, soleggiati, le luci sfolgoranti di altri transatlantici attendono silenziosamente che possa salirci a bordo, navigando in mari in cui posso saggiare, delimitare ogni confine.


Titolo: Nemici. Una storia d’amore

Autore: I J Singer

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 272

Trama: Ma che genere di amore è quello che lega Herman, il protagonista di «Nemici», a Yadwiga, la contadina polacca che lo ha salvato dalla deportazione nascondendolo per tre anni in un fienile, nutrendolo e curandolo, e che lui ha portato con sé a New York e ha sposato? E che genere di amore lo lega a Masha, la donna, scampata ai lager, del cui corpo non riesce a fare a meno, ma che percepisce come una minaccia – perché quel desiderio, più che alla vita, si apparenta alla morte? Ed è ancora amore il sentimento che lo lega alla moglie Tamara, che credeva morta e che gli riappare davanti all'improvviso? Di fronte a simili domande Herman è paralizzato, incapace di trovare una via d'uscita. A rendere tutto molto, molto più complicato è la fatica quotidiana del vivere, in quella New York che è sembrata un miraggio di felicità, ma che si rivela ogni giorno più inospitale e più aspra. Il lettore segue Herman nei suoi affannosi, sconclusionati andirivieni dal Bronx a Coney Island e da Coney Island a Manhattan, chiedendosi se e come riuscirà a tirarsi fuori da quella specie di guerra che le sue tre donne gli hanno dichiarato, e soprattutto dal groviglio di un'esistenza fatta di continue menzogne, sotterfugi, goffaggini e fughe – o se, come il Bunem di «Keyla la Rossa», finirà per cedere alla tentazione di disperare di Dio.

sabato, maggio 02, 2026

Gocce d'inchiostro: I salici ciechi e la bella addormentata. Ranocchio salva Tokyo - Murakami Haruki

In genere mi capita di dimenticare, prima o poi, la storia di un romanzo che mi è particolarmente piaciuto.
Tuttavia non cade completamente nell'oblio, e per ripescarlo lo faccio in tanti modi. 
I romanzi di cui mi appresto a parlare oggi non li avevo ancora letti, dimentichi sulla mensola di uno scaffale fin troppo pieno. Eppure ci sono stati elementi che sono svaniti insieme al suo autore che li ha scritti. Sono casi semplici ma comuni: se il fiume è zeppo di pesci, qualcosa di buono prima o poi scoverai.
Non mi resta dunque che raccontarvi l'ennesimo viaggio con Murakami Haruki. Questa volta una corposa raccolta di racconti che mi ha colpito profondamente, sebbene scevra di originalità e innovazioni. Ma anche questi piccoli tasselli di un quadro surreale, magnifico, introspettivo, profondamente sentito dolorosamente vissuto, per qualche tempo sono certa finiranno nel dimenticatoio e, in un momento imprecisato della mia vita, torneranno nuovamente a galla. 

Una mattina << l’ora di lettura murakamiana >> venne impiegata in modo inaspettato. In una manciata di mesi, nel 2025, ho riletto ogni romanzo scritto da questo autore, attraversando quelli che non sono altro che i confini della sua splendida poetica, produzione artistica, affascinata da questa visione surreale di strutturare il mondo in un cosmo ospitale ma incomprensibile. Da una stanza colma di libri, di uno spazio in cui potersi rifugiare, lenire l’anima mediante le cure di un balsamo che avrebbe donato ristoro, energia alle membra di un corpo minuto ma solido e robusto, l’eco assordante della letteratura filtra e si condensa in minuscole particelle: gocce luminose di vita, sapere, conoscenza in cui nel tempo ho potuto cogliere. Abbellendo la mia anima, il mio piccolo corpo, con estrema cura. Il posto adatto per ogni bibliofilo, nel quale le parole erano state messe su mediante un abile lettore di anime. Murakami, sin da quando avevo 22 anni, mi fa questo strano effetto: parla al mio cuore come nessuno. Appollaiato sulle mie spalle pronto a condividere, in parole che non hanno forse un senso, quelle pennellate di colore nel quale le stesse assumono altra forma, altra violenza. Questa lettura, anzi rilettura, ha avuto il medesimo effetto: sbatacchiata contro la parete del mio cuore, ha sciolto grumi di incertezza, dimenticanza che inconsapevolmente tenevo in petto.

Titolo: I salici ciechi e la bella addormentata
Autore: Murakami Haruki
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 14€
N° di pagine: 387
Trama: Scritti e pubblicati in Giappone nell'arco di oltre un ventennio, i racconti che compongono questa raccolta ci offrono, nella estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile che li caratterizza, un affascinante campionario delle tematiche e delle atmosfere che troviamo nei grandi romanzi di Murakami. Dalla leggerezza di brevi episodi come 'Il frutteto' e 'Splendore e decadenza delle ciambelle a cono', condotti su un filo della comicità e dell'assurdo, passiamo alla nostalgica eppure lucida rievocazione di ricordi autobiografici nel racconto 'Il folclore dei nostri tempi' e in quello che dà titolo al volume, basati sull'esperienza giovanile dei mitici anni Sessanta.

giovedì, aprile 30, 2026

Romanzi su misura: Aprile

“Non bisognerebbe mai giudicare un romanzo dalla sua copertina!”... sembra una frase fatta, non trovate?!? Quanto una concezione filosofica, letteraria, concreta, nel quale il giudizio o il criterio che si attribuisce a un testo o un’opera, e il modo per cui lo si accosta o lo si legge, non dovrebbe derivare, essere strettamente legato alla sua mole. Non dovrebbe essere oggetto di giudizio, critica, da un semplice sguardo. L’osservazione attenta di un gesto, sedere su un letto o una morbida poltrona, aprire un libro e sprofondare fra le sue pagine. Quanto il poterlo leggere, condensare la sua anima, riportarla mediante fiumi di parole in taccuini, agende che non hanno una loro precisa collocazione, tentando di cogliere da questi piccoli gesti quei momenti di gioia, quelle possibilità di essere stati fortunati d’avere avuto di leggerli. I romanzi che ho letto, e con i quali ho potuto spendere il mio tempo, qualunque tempo libero a mia disposizione, hanno funto per me da grandi seduttori e l’occasione di tornare, in alcuni, in luoghi in cui vi avevo messo piede non troppo tempo fa, ma il cui ricordo era quasi del tutto svanito.

Piccole isole che hanno costeggiato e costellato - se non addirittura abbellito - la mia anima, dove ho trascorso dei giorni con entusiasmo, gioia, contentezza, stupita che anche questo mese, questa volta, non avessi collezionato l’ennesima brutta delusione. Quanto assaporato ogni cosa, col piacere irresistibile per cui certe letture, nel momento in cui si diffondono nel nostro spirito, iniettono nel cuore il balsamo di una medicina potente e lenitiva. Un potere lenitivo che avrebbe valicato, superato ogni tentativo medico o scientifico.


NB: La maggior parte di questi testi saranno presenti solo mediante una semplice foto. Dettagli più precisi e accurati saranno riportati successivamente, quando li recensirò. :(


Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Un romanzo meraviglioso che ci parla di anime inquiete e insoddisfatte che entrano nella lotteria della vita quasi inconsapevolmente. Una storia d'amore profonda e indimenticabile, la cui bellezza confonde il cuore. Infervora l'animo per la sua contemplazione.

Valutazione d’inchiostro: 4

martedì, aprile 28, 2026

Cinque gocce in cinque giorni: romanzi vissuti in poco tempo 3°

Leggere storie di questo tipo a volte mi fa prendere consapevolezza delle straordinarie capacità dei ricordi. Per me, lettrice, è facile identificarmi con una realtà che considero come semplice e mera finzione. Ma questa finzione è anche possibilità che hanno come ideale di vita gli individui, di cui anche io sono spesso presa da questo strano fervore che in sé non ha alcun fondamento logico.

Questo è ciò che è successo tra le pagine di questi testi di cui vi parlerò quest’oggi che, osservando un semplice dettaglio, una foto piegata e sporca, sono stata colpita dall'insieme di quegli elementi per molti insignificanti. Strane e inquietanti lettere, parole rievocate dal nulla, scritte da nessuno in particolare se non da autori che hanno tentato di carpire i nobili segreti dell’arte della scrittura, estrapolate tuttavia in un battibaleno in ore ed ore della loro vita. Forse semplice pazzia, nevrosi, ma niente che non possa essere estirpata, sradicata da questa immensa commedia della vita, invisibile e visibile in miliardi di pianeti diversi.

Con un po' di diffidenza, mi sono avvicinata a ognuno di queste storie così velocemente che aderirono completamente al mio corpo come un impermeabile. Alcune, scivolando repentinamente. Altre, attaccandosi come una seconda pelle. Silenziose, percorrendo i meandri della memoria. Scoprendo nella loro eccentricità e frivolezza, moderazione e sobrietà vagando per ore e ore come un fantasma.


Titolo: Frittelle di mele a mezzanotte

Autore: Mavi Pendibene

Casa editrice: Lindau

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 120

Trama: È il 1976 quando Mavi, suo marito e un figlio ancora piccolo decidono di lasciare Genova per iniziare una nuova vita in campagna. Nessuno di loro è mai vissuto fuori della città e tanto meno ha qualche nozione di agricoltura o di allevamento. Eppure i progetti sono tanti e l’idea (ambiziosa) è quella dell’autosufficienza. Il luogo dove si trasferiscono è un angolo incantato dalla natura pressoché incontaminata. Dall’antica cascina in cui si sistemano i soli rumori che si sentono sono quelli del ruscello che scorre in fondo al prato, del vento che agita le chiome degli alberi del bosco, o di qualche raro gitante diretto ai laghi non lontani. Tutto è magico e anche… molto complicato, perché contadini non ci si improvvisa. Raccontata com’è con una miscela molto efficace (e un po’ inglese) di poesia e sense of humour, questa storia ci rivela una nuova voce della nostra narrativa.

domenica, aprile 26, 2026

Amori di carta: George Eliot

La prosa magica e impetuosa della Eliot, i suoi figli d'inchiostro - figure che quasi sempre vivono in posti in cui l'irruenza della natura lascia destabilizzati e tramortiti, il rimbombo di una voce che in poche ma salienti pagine era divenuta persona, mi avevano colto di sorpresa e la sua autrice, dopo una fervida lettura di uno dei suoi innumerevoli romanzi in qualche giorno, era divenuta un'altra di quelle figure da annoverare nel panorama di quegli autori a cui io attribuisco l'umoristico aggettivo di preferiti. Un perpetuo stato di sognante stordimento, un mondo magico e visionario, violente tempeste amorose che imperversano su chiunque, conducono in un tratto sinuoso, inducendo al lettore a constatare come merito di questo strabiliante e fatiscente impero è dovuto dalla sua creatrice. George Eliot.

Ogni cosa, ogni minima cosa tocchi questa donna,sembra oggetto di studio; gli alberi, le case, persino i lavori che si adempiono giorno dopo giorno per arare i campi non rappresentano un ostacolo nel rendere lenta o tediosa la lettura. Piuttosto passano indifferenti in mezzo a fanghiglie di gente coperta dalla sporcizia, di latte rancido, in giornate piene di vanità o superficialità, in cui si finge di dedicarsi maggiormente allo spirito, quanto al pantono di desolazione o sgretolatezza che costituiscono un ostacolo inopportuno. Il richiamo ai villaggi, alle bassezze del XIX secolo che si eleva da un mucchio di pagine, dove si erano arrampicate e depositate le nostre aspettative, precariamente stabili nella speranza che esse strisciano libere, fino a non capirci più niente.

In questi dipinti distaccati in cui la vita in generale si svolge quasi sempre all'esterno, George Eliot giunse presto a bordo di una nave che aveva dispiegato le sue vele già da un pezzo ma che io ho visto partire solo poco tempo fa. I suoi romanzi fungono quasi sempre da viaggio della vita. Lunghe camminate individuali che lasciano quasi sempre addosso una strisciante malinconia.

venerdì, aprile 24, 2026

Gocce d'inchiostro: Isabella Nagg e il vaso di basilico - Oliver Darkshire

Mediante la ricreazione di una novella si possono attingere forme di arte o letteratura che rendono o fanno la stessa mezzo per costruire o elargire modelli di vita, valori dell’umanità o della società. Metafora importante, semplice e appassionante, questa prova letteraria di un autore, mio coetaneo, ci pone dinanzi alla concezione umanitaria data già da Boccaccio nel Decamerone, e, in chiave fiabesca, al ricostruire o difendere un mondo distrutto e corrotto. In un'alternanza di parole solenni, triviali e viceversa che mantengono costante l’avversione del poeta italiano sui continui soprusi dati al popolo, fa della novella di Lisabetta, nel romanzo denominata Isabella, forma evocatrice di giustizia nel quale ricostruisce il racconto di questa donna senza parola, poetessa del suo tragico amore. In un trionfo sulla malvagità, su quei modelli ideali che tuttavia non lo si può di certo strutturare in forme elegiache o tragiche, tipiche della narrazione boccacciana, quanto in una forma atipica di sentimentalismo nonché chiave di decifrazione. Combinazione di aspetti locali e tradizionali, che tuttavia hanno un duplice significato, quanto riferimento alla memoria dell’amore perduto.


Titolo: Isabella Nagg e il vaso di basilico

Autore: Oliver Darkshire

Casa editrice: Mercurio Books

Prezzo: 20 €
N° di pagine: 312

Trama: A East Grasby, il sole è trainato da una parte all’altra del cielo da un maggiolino capriccioso e i morti hanno il vizio di svegliarsi spesso nelle loro tombe non tanto per miracolo, ma per l’ostinazione a risolvere questioni rimaste in sospeso. Ai margini del villaggio, in una piccola fattoria malconcia, vivono i coniugi Nagg, uniti, più che dal vincolo del matrimonio, da quello del sacro evitamento reciproco. Isabella Nagg conduce la sua esistenza nel modo ostinatamente ripetitivo di chi si limita a sopravvivere, dedicandosi soltanto alla preparazione di miseri pasti e alla cura di una pianta di basilico, capace di prosperare anche nelle condizioni più avverse. Così, quando il signor Nagg si presenta a casa con un libro di incantesimi rubato a Bagdemagus, lo stregone del villaggio, Isabella intravede la speranza di varcare una soglia fino ad allora inesplorata: non quella dell’eroismo, ma quella della disobbedienza. Una storia fatta di incantesimi mal riusciti, animali parlanti, frutti velenosi e goblin capitalisti.

mercoledì, aprile 22, 2026

Viaggi da poltrona: romanzi in cui vorrei viverci 3°

Ho osservato come siano stati mossi i fili di questi fantocci che nel giro di qualche pagina erano divenute persone, i loro cuori appesi a due fili e legati intrinsecamente e pensavo come, a parte le irragionevolezze del Caso, l’uomo trova  strane giustificazioni per la sua contrarietà a non poter essere amato nei confronti degli altri esseri viventi. Uno degli aspetti principali della lettura dei romanzi è che giustificano ogni comportamento, e, specialmente, come l’amore ci riduce in minuscoli pezzettini nonostante sia una delle forme più belle per esistere. Ma cosa fare quando il tuo mondo sembra rivoltarsi e scivolarti addosso? Da dove ricavare quella felicità tanto agognata quanto desiderata?

Una full immersion nella letteratura dei romanzi che ho più amato fu quello straordinario momento di equilibrio e soddisfazione interiore che anelavo da qualche tempo. Letture immancabili e onnipresenti soprattutto per gli amanti del genere, che hanno scandito attimi di vita quotidiana, il cui sentore zeppo di amore e magia invade le narici del mio animo, cadendo nel mio personalissimo mondo col fragore degli eventi che richiamano storie d’amore d’epoca, canzonate sussurrate nel cuore della notte, di cui inevitabilmente mi sono fatta investire costringendomi ad impelagarmi in una vicenda amorosa che sotto certi aspetti ha richiamato alcuni aspetti della mia vita quotidiana. 

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Contenta, felice di trascorrere giorni, settimane o addirittura mesi in compagnia di un autore o un'autrice, che, alla fine, sperticherà le lodi. Perlomeno questo è ciò a cui confido. Suddiviso in due parti, a distanza di tre anni, propongo nuovamente questo post ma con altri consigli di lettura. Romanzi letti e vissuti la cui aura pregna di magia, bellezza pulsa ancora nelle mie tempie.


Titolo: It

Autore: Stephen King

Casa editrice: Pickwick

Prezzo: 18, 90 €

N° di pagine: 1216

Trama: A Derry, una piccola cittadina del Maine, l'autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma la pioggia è fitta e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede. Cercare di recuperarlo è l'ultimo gesto del bambino: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio, uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile, e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l'estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell'unico modo possibile: uniti da un'incrollabile amicizia.

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