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venerdì, agosto 29, 2025

Romanzi su misura: Agosto

Anche volendo non potrei riuscirci. La vita mi mette sempre dinanzi a sfide che non rifiuto mai di affrontare a testa alta e questa volta il Caso volle che i romanzi letti e vissuti mi condussero in luoghi che da sempre sortiscono il mio fascino in un corredo di immagini e colori che sciorinano elementi e nozioni che, seppur dalle origini fantastiche, mostrano aspetti di letteratura che negli anni ho letto, vissuto e apprezzato. Sapevo che questo sarebbe stato solo un assaggio di ciò che mi avrebbe concesso Luglio. Il mese dei cosiddetti mattonazzi, non così assurdi come un tempo, quando di questa tipologia di testi nutrivo qualche timore. E, adesso, consapevole che l’arricchimento culturale di ogni lettore, perlomeno il mio, in primis sia dovuto da questo genere letterario. L’odore di una storia che profuma di antico, amori sopiti nel tempo, segreti che mescolano la normalità con l’anomalia furono una catena di elementi che solo in età adulta mi fecero abbracciare i romanzi, i classici come parte di sostentamento della mia vita. Ricordo quando, mi imbattei per la prima volta in Cime tempestose.. Era l’epoca dei primi amori, delle prime cotte, dei primi << veri >> pensieri. Era un mondo in cui amavo viverci. Cosa chiedere di più?

Questo settimo mese dell’anno, dunque, non toglie niente che non sia stato detto o fatto nei mesi precedenti. I romanzi sono sempre tanti, il tempo quello che è, ma io in grado di poterlo dominare come più mi piace, affinchè i miei sforzi non si rivelino poveri di contenuto quanto zeppi di una miscela disomogenea di tante cose che arricchiscono non solo il mio corpo, ma anche il mio spirito.

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Romanzi su misura in digitale:

Raggiungendo svariati traguardi, conoscendo a fondo me stessa e ciò che più mi piace e mi fa stare bene, al punto che mi ha arricchito così tanto che lo dimostra questa ennesima recensione. Questo desiderio ardente di parlarne con qualcuno, promulgare il suo pensiero e i suoi piccoli segreti per << sopravvivere >> dinanzi all’inesorabile strisciare del mondo che, a me, non interessa più di tanto.

Valutazione d'inchiostro: 4

lunedì, agosto 25, 2025

Amori di carta in sospeso: saghe da completare 2°

Libera dal peso insostenibile dell’incompiuto, dall'aura accecante di una storia incompleta e non vissuta che tuttavia mi seguiva ovunque, quando termino un romanzo la prima cosa che faccio è quella di accarezzare la copertina, infilare la mia vestaglia di puro cotone e abbandonarmi ancora una volta agli effetti riscontrati per qualche altra manciata di minuti. Non mi presi il fastidio di riflettere, cincischiare nel realizzare qualche frase compiuta che abbia senso se non per me stessa e restai come immersa in una sorta di stato ipnotico che filtrava da uno scenario straordinario e stupefacente, lasciando che qualcuno mi trascinasse in strade dalla terra arida e bucata, sull'orlo di un mondo, in uno sfavillio di argenti e cristalli. Appiccicata ai bordi della mia anima come una mosca su una baia zuccherosa, in una profusione di bianco e grigio, la consapevolezza che, questo volume, così come tanti altri che ho letto in passato, fa parte di una saga e che, presto o tardi, avrei dovuto accaparrarmi i volumi successivi. Eppure, nel niente della sera, come un piccolo battito sono saltata a bordo di una invisibile e sferragliante bicicletta, sollevando voci e mormorii di sgomento, lanciandomi dietro con un profumo acido di bruciato. Una profusione di immagini, figure eroiche o meno la vertigine di una solitudine insana, forte e indissolubile capitata nel momento in cui credevo di saperlo, attendevano silenziosamente che potessi accorgermi di loro. E, sebbene non come avrei voluto, l’ho fatto. Ho prestato loro quelle giuste attenzioni che certe storie meritano. E, a distanza di anni dal momento in cui ho evocato il loro ricordo, penso, nel mentre ripongo queste poche righe, come ancora certe storie non riposino silenziosamente fra gli scaffali della mia libreria. Giungerà mai questo momento, quel momento in cui il ricordo di quei giorni soleggiati in cui mi avventuravo come una biglia su un panno inclinato, mi sono svegliata dopo pochissimo tempo in ogni singolo istante del mio avanzare fino a indurmi a registrare, o a conservare intatta l'anima di questo romanzo? E quest’idea di un ritorno, ancora incerto ma scritto sulla sabbia del tempo, rivestiva l'occasione di un manto di felicità e curiosità che non posso fare a meno di non far trapelare. Presto o tardi certe storie, certe avventure vissute, soggiorneranno fisicamente fra gli scaffali della mia strapiena libreria, il cui eco continua ancora a esplodere nella mia testa, nel mentre le parole mi divorano da dentro  un pò' alla volta, trincerandosi dietro ad abbracci di carta e inchiostro che mi spoglieranno mentalmente e un po’ alla volta, non riuscendo a fermarsi finchè qualcosa non andrà automaticamente al suo posto.

La gioia del raccontare che inganna e rende complici, coinvolti ad essere protagonisti di svariati effetti, che seppur non rispecchia perfettamente i canoni della tradizione storica, esige qualcosa di meno prosaico e complicato di quel che sembra, avvincente e coinvolte che mette da parte un certo gusto per l’imperfezione e la non conclusione, nella sua disordinata integrità, e il desiderio insopprimibile di leggere i volumi successivi, che presto o tardi avrebbero tracciato il proprio sentiero. 


Titolo: I tre moschettieri

Autore: Alexandre Dumas

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 720

Trama:Francia, 1625. Il giovane d’Artagnan vuole far parte dei moschettieri del re ma, quando incontra sulla sua strada Athos, Porthos e Aramis, i migliori moschettieri in circolazione, li provoca e viene sfidato a duello da ciascuno di loro. Il duello, però, è proibito e quando le guardie del cardinale Richelieu li colgono sul fatto e minacciano di arrestarli, d’Artagnan decide da che parte stare: aiutare i tre moschettieri. Con un approfondimento alla lettura e una mappa concettuale.

giovedì, agosto 21, 2025

Slanci del cuore: romanzi riletti con maggiore consapevolezza

Ci sono romanzi che si leggono con disadattamento. C’è insoddisfazione. C’è incomprensione. Un anima che vaga lungo la riva dell’assurdo che si scontra con altre anime con nient’altro che una vaghissima idea di felicità, tranquillità spirituale, preparato solo nel senso che certe storie possono lenire il tuo spirito. Certi testi che mi hanno fatto sentire una disadattata, un evitante, prevedendo come quel calore di cui avrei voluto esserne invasa sarebbe stato lontano. Quando leggo, però, non mi piace mettere dei paletti tutt’intorno per evitare che il mio sguardo possa incrociare quello del suo autore –  per precauzione cerco di starvi lontana. Ma questo comportamento, indetto da un tipo di tempra che negli anni è stata forgiata, ispirata dalle negatività intramontabili della vita, spesso o tardi finisce per fagocitarmi. Come? Rifletto…. Quel romanzo, quel testo, l’ho davvero letto? E, se così fosse, quale traccia del suo passaggio ha lasciato? Testarda e coriacea che in passato ha potuto godere della bellezza di certe storie, ma, in realtà ha dimostrato come esse siano state utili esclusivamente per il suo istinto di autoconversazione. E, se all’inizio ho tergiversato, alla fine la consapevolezza è stata più bruciante di una ferita.. Che fare? Lasciar perdere, o farvi nuovamente ritorno finchè qualcosa dentro il mio cuore non fosse andato al suo posto? Mediante questa consapevolezza, che, nel tempo, negli anni, rileggo i romanzi. In principio, per diletto. Al presente, come espediente per promulgarne o diffonderne il loro ricordo. Esorcizzando qualunque bruciante sensazione di rifiuto, rinchiusi come in una solida cella dalla quale non vi è alcuna via d’uscita, la possibilità di poter toccare ogni centimetro quadrato di felicità, tipica della spensieratezza di poter farvi ritorno e ascoltare e vedere veramente.

L’uomo fa ammenda delle azioni compiute, la memoria perpetua così nel tempo, nonostante i ricordi dolorosi del passato si scontrano col tormento, l’impossibilità di raggiungere o ottenere qualcosa di cui non si raggiungerà mai. Il cuore si dibatte fra le gabbie dell’impossibile invitandoci a guardarci dentro e osservare con gli occhi di un altro.


Titolo: Lo stregato e il patto con il fantasma

Autore: Charles Dickens

Casa editrice: Elliot

Prezzo: 13, 50 €

N° di pagine: 118

Trama: Il chimico Redlaw, noto come scienziato e uomo pio, vive assillato dai ricordi di un passato doloroso e dal suo fantasma, figura perturbante, doppio demoniaco, che gli offre la possibilità di perdere la memoria (ma non il suo sapere), e di trasmettere questa capacità al prossimo. Redlaw, ben conscio che insieme ai ricordi dolorosi verranno cancellati anche quelli felici, ne approfitta e si prodiga per diffondere questo privilegio, fino a quando non si insinua in lui la consapevolezza che l'oblio comporta il rischio dell'apatia e dell'inerzia dei sentimenti. Quinto e ultimo dei "Christmas Books" che Dickens scrisse tra il 1843 e 1848, il primo dei quali fu "Racconto di Natale", questo breve romanzo contiene le caratteristiche più felici dell'autore, l'acutezza delle descrizioni e l'impareggiabile gusto umoristico, capaci di far emergere allo stesso tempo il lato grottesco e drammatico delle situazioni in cui si muovono i suoi indimenticabili personaggi.

domenica, agosto 17, 2025

Slanci del cuore: romanzi vissuti più volte 2°

In un viaggio in corsa verso la salvezza, la libertà, come guide sapienti, onniscienti e furbe, gli autori di questi romanzi hanno attirato involontariamente la mia attenzione, grazie alla forza, al coraggio, alla dolcezza che si cela in una semplice frase, in una stretta di mano o in una semplice confessione, la semplicità con cui hanno carpito anime che inducono a leggere o ad aver letto i loro romanzi come un modo per comprendere gli esseri umani: il modo in cui si vive o si tenta di sopravvivere seppure barcollando, perfino quando una leggera malinconia grava sul nostro cuore.

La genesi di questi incontri, ha tanto di famigliare  e, celata scrupolosamente che non lascia adito a dubbi, sebbene possa trattarsi dell'ennesima dichiarazione d’amore a quegli autori che, nel loro piccolo, hanno sconvolto il mio equilibrio personale, attraendo proprio perché sollecitata, come un film avvincente e avventuroso. Come con altri autori e romanzi letti in precedenza, la loro operosità ha proceduto con lo scandirsi dell'orologio della vita: dalle gelide mani di uomini desiderosi di potere e supremazia si traggono anime vagabonde che cadono a terra come gusci vuoti. Sfuggono da tutto e da tutti, assolutamente costernati. Osservando  una tela dipinta d'azzurro mutarsi in grigio al colore della pioggia. Assumere svariate sfumature a seconda dell'infinita serie di colori con cui si adorna.

In un lungo viaggio nei cuori dei coraggiosi protagonisti, ognuno di loro mi ha trattenuto fra le sue pagine in un abbraccio il cui calore lentamente è andato ad intensificarsi. Spingendomi a vivere una realtà cruda e scabrosa, luminosa e scintillante, verso strade buie, anfratti, caseggiati piccoli, in viaggio avvincenti e turbolenti, diretti verso la beatitudine eterna, che in futuro vorrò rivivere ancora una volta. 

Una storia indimenticabile e perfetta che, nella sua brevità, riesce a trasmetterci un certo dolore. Un contenitore di verità fondamentali che pochi individui sono in grado di comprendere. Una ricostruzione attenta che funge da monito verso coloro che continuano a costruire delle solide barriere attorno a se stessi.


Titolo: Canto di Natale

Autore: Charles Dickens

Prezzo: 10 €

Casa editrice: Feltrinelli

N° di pagine: 180

Trama: Nella fredda notte che annuncia il Natale, il vecchio Scrooge, visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, si trova a compiere un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro della sua miserevole vita. Solo messo di fronte a se stesso Scrooge imparerà il valore della solidarietà. Questa è la celeberrima trama di una delle storie più raccontate e rivisitate dal cinema e dalla letteratura mondiale. Il classico di Dickens, presentato nella sua veste originale, riesce ad affascinare come sempre, e rievoca magicamente lo spirito natalizio.

mercoledì, agosto 13, 2025

33 libri in 33 anni

Il tempo scorre, e come scorre per me, una giovane donna con alle spalle un bagaglio forse fin troppo grande di sogni e desideri ancora da raggiungere, scorre anche per il resto del mondo. Non c’è niente da fare.. Pur quanto si tenti di attuare dei piccoli interventi chirurgici o truccarsi pesantemente pur di camuffare qualche segno del tempo, gli anni passano per tutti. E, per tutti, passano accanto al nostro vissuto inducendoci a volte a riflettere. Che cosa ho vissuto di questi 33 anni, e cosa ne vivrò, se Dio mi darà fiato o respiro? Sicuramente so cosa sto lasciando alle spalle, i bei momenti ma anche brutti, vissuti come delle piccole schegge roventi che perforano ancora il mio cranio, e pronta a vincere qualunque tensione interiore. Questo nuovo percorso, non così importante per il resto del mondo, ma sicuramente non per me, che alla mia età avrei dovuto essere in età da marito, solleva innumerevoli riflessioni ma una bella constatazione: sono contenta di ciò che ho. Non prediligo nè invidio la vita di nessuno, poiché ognuno di noi ne possiede una diversa dalle altre, con sogni, progetti o obiettivi da raggiungere che hanno rafforzato il mio spirito, lo rafforzeranno, lo indirizzeranno maggiormente in quell’unico luogo in cui Dio potrà donarmi ciò che più cerco. E, in questo sentiero spesso accidentato, i miei immancabili amici d’inchiostro. Ah, senza non potrei vivere, respirare letteralmente! Ed è in questi momenti in cui la tensione sembra aumentare, stringermi come delle tenaglie le cavità cerebrali, i libri, la letteratura, il fiato di altri autori o personaggi che forse non esisteranno mai, allentano ogni mossa, ogni presa. Leggere per me non è solo espediente per colmare qualche ora del mio tempo a disposizione. Leggere non solo per colmare qualche ora del nostro tempo, quanto andando oltre la barriera di queste parole invisibili, alzando lo sguardo, e scorgere il loro splendido e luminoso bagliore. Il loro eco, così distinto anche in lontananza, che induce a sprofondare nella piega della loro anima, approcciata stupefatta, orgogliosa di aver messo da parte qualunque remora. E, dall’infanzia all’età adulta, beh, fino a questa, vi racconto quali sono stati quei romanzi a dir poco necessari, urgenti, importanti, utili ad arricchire il mio bagaglio culturale e spirituale.

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Infanzia:

Che idea ingegnosa ha avuto Lemony Snicket quando ha ideato la realizzazione di questo splendido mondo! Se è mai esistita una storia per bambini così unica e indimenticabile, la singolarità è uno dei tratti distinti di queste letture.

In soldoni, è da qui che traggo l'ebro, selvaggio diletto col quale cibarmi, allietare la mia anima, preparandomi a vestire alcun ruolo che renda ogni singola avventura più bella, più avvincente del previsto.


Titolo: Una serie di sfortunati eventi. Un infausto inizio

Autore: Lemony Snicket

Casa editrice: Salani

Prezzo: 12€

N°di pagine: 140

Trama: in questo primo tremendo episodio i tre fratelli diventano subito tre orfani, incontrano l'individuo più viscido e malvagio del mondo, rischiano di perdere tutta l'eredità e sono guardati a vista da un uomo con due uncini al posto delle mani. Siete sicuri di volerlo leggere?

sabato, agosto 09, 2025

Anime alla deriva: romanzi apprezzati, ma dimenticati

Sapevo che questa sarebbe stata una grande occasione per scrollarmi di dosso il fardello della dimenticanza, l’oblio. Persa nei meandri di storie che il tempo ha sottratto alla mia memoria, sfornati dalla penna di autori che  nel loro piccolo mi hanno concesso di vedere e sentire solo in buona parte la realtà. Una parte della vita di svariati personaggi in cui ho goduto, ma che ho dimenticato, storie che sono girandole di dettagli, contorni, sfumature, ombre impregnate di crudeltà. Pezzi di vita che mi hanno appassionato moltissimo, allietato piacevolmente costringendomi a lasciare tutto alle spalle, abbandonando la mia inutilissima vita in una landa deserta cui non avrei mai più voluto far ritorno ma che, alla mia veneranda età, la maggior parte di questi reclusi nel dimenticatoio. Ognuno di loro ha funto da occasione per presentarsi alla mia porta, e donarmi qualcosa.. E pur quanto, all’epoca, abbia scrupolosamente seguito le incredibili gesta di uomini che non hanno mai conosciuto la metà del loro essere, una foglia che vaga solitaria nei marciapiedi delle strade, abili mietitori di anime, gente che compare e scompare, senza preavviso - ognuno con una storia da raccontare. Assieme a tutti loro, ho preso consapevolezza, che maggior parte del loro vissuto, il tempo, lo ha cancellato, e promesso a me stessa, che presto o tardi, nei limiti circoscritti, vestirò i panni di mogli, figli, amici, uomini soli e insoddisfatti, come una viaggiatrice persa nell'immensità del cosmo. Questi erano stati i ruoli con i quali mi sono divertita a impersonare. Ma io? Cosa ricorda di tutto questo?

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Titolo: La regina delle nevi

Autore: Hans Christian Andersen

Casa editrice: Bur Rizzoli

Prezzo: 16€

N° di pagine: 182

Trama: Un reame di ghiaccio dove non esiste la tristezza ma nemmeno la gioia, governato da una regina a cui una delusione d'amore ha spezzato il cuore. Un imperatore della lontana Cina che si allontana dalla natura perché preferisce inquietanti oggetti artificiali. Una sirena che per amore è disposta a rinunciare a tutto, e il bambino che insegna agli adulti ad ammettere che il re è nudo. Dalla Regina delle nevi alla Sirenetta; dall'Usignolo ai vestiti nuovi dell'imperatore, c'è qualcosa di ancestrale e allo stesso tempo sempre moderno nelle fiabe di Hans Christian Andersen, che uniscono elementi del folklore nordico a fini rappresentazioni dei moti dell'animo presenti in ogni essere umano. Edmund Dulac ricrea con la delicatezza e l'eleganza delle sue illustrazioni i personaggi immortali e i mondi incantati delle fiabe di Andersen, accompagnando il lettore nella riscoperta delle storie più belle di sempre.

martedì, agosto 05, 2025

Intramontabili storie risucchiate nell'oblio 4°

Dall'inizio dell'anno fino adesso, nella mia vita si sono verificate poche opportunità degne di essere chiamate tali. I giorni cominciano e finiscono sempre con innumerevoli imprevisti. Gennaio è stato particolarmente freddo e piovoso. Nei primi giorni di febbraio per un certo periodo ha fatto così caldo che sembrava fosse arrivata la primavera in anticipo. E, al di là delle condizioni meteorologiche, gruppi di figure pubbliche che fanno parte di un paesaggio confuso a cui ho prestato particolare dedizione varcarono la soglia del mio angolo di paradiso senza chiedere niente di particolare. Un parere, un consiglio, o, nello specifico, una recensione, che attribuisse un senso a parole di un libro aperto sfogliato dal tempo davanti agli occhi del mondo. Ho fatto innumerevoli e bellissime immersioni in luoghi o posti che conoscevo solo per sentito dire, ho passeggiato lungo viali alberati con amici di carta che nella maggior parte dei casi ne replicava sprazzi dell'anima dell'autore, e mi sono sforzata di concentrare l'attenzione su cose reali, pratiche. Prolungando il mio intelletto con la mente di chi ha comunicato il proprio pensiero a grandi distanze.

Ciononostante con Agosto nel suo più fervido splendore ho provato un violento attacco di malessere. I romanzi che leggo, le storie di cui mi cibo, li leggo, me ne cibo egregiamente? Bene? Eppure, persino nell'aria che respiro, nell'acqua che inghiotto, sento scivolarmi addosso entità che hanno macchiato il mio animo come una condanna; non tutte le storie che ho letto << sono state lette >>. Le pagine dei libri che tengo in mano, quasi sempre mi accolgono col bagliore accecante di un caldo abbraccio. Nella calma di serate miti e solitari, cogliendo le radici di questo sentimento propagarsi serpeggiando. Ma, per alcuni di questi, molto distante, in fondo a un pozzo enorme e scuro. 

Perciò prendere consapevolezza di tutto questo, come odendo lo sciabordio di un liquido, mi ci volle del tempo. Mi ci è voluto del tempo per porre queste poche righe, e “ricordare” quali romanzi ho letto ma non come desiderato.

Ogni cosa era ancora lì, il loro calore e la loro presenza ancorati ai bordi del mio essere, e pur quanto mi fossi addentrata nelle tenebre con spensieratezza, tanto tempo, lì c'è ancora qualcosa di accogliente, bello, prezioso che desidero rievocare. Estrapolare dalle soglie del tempo, affinchè il loro ricordo perpetui a lungo. Non solo nel cuore di chi legge, ma anche di chi li vive.

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Ricordo come, questa storia, ebbe un certo effetto su di me. Le favole hanno da sempre avuto per me un grande significato, rappresentando per sempre un punto luminoso in un periodo pieno di ombre. Sin da bambina ho sempre amato questo genere di racconti, ma adesso, in età adulto, il ricordo che serbavo nei riguardi di questa storia è quasi del tutto svanito.


Titolo: Startes

Autore: Lissa Price

Casa editrice: Sperling & Kupfer

Prezzo: 16, 90 €

N° di pagine: 326

Trama: Los Angeles, tra qualche anno. Callie ha visto morire i suoi genitori quando una terribile pandemia globale ha decimato la popolazione tra i venti e i sessant'anni. Si ritrova così a lottare per la sopravvivenza in un mondo devastato dalla guerra e dalla fame, in cui gli adolescenti combattono per un futuro che non esiste più e gli anziani sognano un passato che non tornerà mai. Con lei, in questa battaglia disperata, solo il fratellino malato Tyler e l'amico di sempre Michael. Determinata a non arrendersi, Callie si rivolge alla Prime Destinations, un'ambigua società di Beverly Hills, che promette facili guadagni ai ragazzi rimasti soli, come lei. Callie sa che dietro la facciata di assoluta rispettabilità della Prime Destinations si nasconde un terribile segreto: la società affitta il corpo degli adolescenti ad anziani desiderosi di rivivere emozioni ormai dimenticate. Ma Callie ha bisogno di soldi e accetta. Firma un accordo con la Prime Destinations e si lascia impiantare un neurochip nella testa. Qualcosa però va storto. Callie si risveglia prima del previsto, nel bel mezzo di una vita che non le appartiene. Quella della donna che ha affittato il suo corpo. All'improvviso, è ricca, immensamente ricca. E felice. Possiede una casa in riva al mare, guida un'auto costosissima ed è fidanzata con l'affascinante nipote del senatore. A Callie sembra di vivere in un sogno. Almeno fino al momento in cui scopre di essere intrappolata in un gioco più pericoloso di quanto avrebbe mai immaginato...

venerdì, agosto 01, 2025

Le TBR: richiami dell'anima 52°

Non ci si abitua mai agli inconvenienti della vita – specialmente per chi conduce uno stile di vita intenso e frenetico – senza alcuno sforzo. E stilare l’ennesima lista di letture, nonostante l’impegno che ripongo in ogni cosa che faccio, presto o tardi mi degna della sua attenzione. Non accade spesso che incontri qualcosa o qualcuno che impartisca certe lezioni a un popolo di lettori che non ha idea di cosa possa celare la bellezza di uno scritto, quali meccanismi adoperare affinchè sprigioni un suono, una melodia, come adoperarsi per arrivare dritto al cuore di chi legge. Se chiudo gli occhi e mi concentro, in un certo senso, questo è ciò che mi impongo quando scrivo. Mi concentro, osservo chi e cosa mi sta attorno e lascio che i pensieri restino tali senza la necessità di tradurli in suoni, in parole. Mi basta, l’esperienza che vivo sulla pelle. Non ho bisogno di produrre mondi nuovi e fantasiosi!

Il mese che ci stiamo lasciando alle spalle passò in un soffio, con i giorni sbilanciati e gestiti fra lavoro e mare, frenetici e intensi, scanditi da un preciso ritmo che, con la sua regolarità, non lascia spazio alle ansie delle scelte. Tutto era previsto, organizzato. Questa sono io. Una lettrice ambiziosa, precisa, meticolosa che odia farsi prendere in contropiede. Avanzare nella landa deserta della mia coscienza senza alcuna meta.Il tintinnio di esercizi, metodologie, espedienti per scrivere, padroneggiare il linguaggio che in un pomeriggio di fine luglio pendette nel silenzio delle mie riflessioni sistemandosi nelle stanze remote della mia coscienza per una manciata di giorni. Sembrava che i romanzi scelti ad Agosto avessero le fattezze di un tempio, un santuario magico che io in un certo senso stavo violando, in cui la grande cerimonia del suo esserci guidava alla riflessione, allo studio, all’attenzione. Quasi una lezione che, sarò onesta, ho già vissuto in passato e, a mio avviso, esperienza che desidero vivere nuovamente sulla pelle, che nel momento in cui il sole cadde glorioso dietro le montagne, l’aura fievole che mi circondava divampò. Come un rintocco, si insinuò nei meandri della mia coscienza godendo del fruscio delle pagine, dei profumi che la brezza tiepida della sera mi regalò. E questa ennesima pila di romanzi, occupa un posto significativo in quella lista di libri da leggere perchè si tratta di testi che volevo rileggere da un pò. Disvelando quegli imprescindibili segreti di un anima che ama raccontare e vivere di storie. 

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Si, lo so cosa state pensando... Potrei anche farne a meno di leggere nuovamente Hardy, no?!? Beh, non è detto che ci riesca, ma... speriamo XD

Titolo: Due occhi azzurri

Autore: Thomas Hardy

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 420

Trama: La bellissima e volubile Elfride, orfana di madre e unica figlia del pastore Swancourt, si innamora di Stephen Smith, giovane architetto di Londra erroneamente ritenuto di nobili origini. Poi, quanso questi per poterla sposare accetta un incarico in India, Elfride conosce l’affascinante e maturo Henry Knight, antico mentore di Stephen; ben presto Knight, come già era accaduto al suo pupillo, perde la testa per la fanciulla. Elfride, divisa tra la promessa di fedeltà a Stephen e la nuova passione per Knight, infine accetta la proposta di matrimonio di quest’ultimo. Ma ancora una volta le cose non vanno come immaginato: una presenza oscura dal passato di Elfride insinua in Knight il tarlo del sospetto sull’onestà della sua futura sposa e il fidanzamento è sciolto. Smith e Knight si incontreranno casualmente qualche anno più tardi, entrambi si scopriranno ancora innamorati di Elfride, ma ormai sarà troppo tardi.

lunedì, luglio 28, 2025

Romanzi su misura: Luglio

Dietro alla stesura di un buon romanzo c’è un vasto assortimento di nozioni, concetti che a seconda della strada che si vuole percorrere ti inducono a lavorare sodo per migliorare e migliorarti, tirare fuori un asso dalla manica, quello vincente, trascorrendo molto più tempo di quel che si crede fra le maglie di una storia che dice tutto e niente. I miei wraup up, negli ultimi tempi, non sono più dettati da quella semplice procedura del << avere un’idea >> a << metterla in pratica >>. Perchè leggere sfiora la mia arguzia, l’intelligenza, la ricchezza di svariati contenuti che evidenziano come l’autore sia un amante delle parole e della lettura andando dritto al bersaglio nell’immediato. Il mio problema quando mi imbatto in questo tipo di letture e si conclude un mese, l’ennesimo, è che, quando mi trovo automaticamente relegata fra gli squarci di pensieri di uomini o donne qualunque, mi vedo << condannata >> a raccoglierne le briciole sino alla fine. E il bello in tutto ciò è che ai miei occhi si pongono come delle sfide per aiutarti a vedere il mondo sotto nuovi occhi. Alla fine, mi accontento di vestire ruoli da lettrice subordinata dato che la mia coscienza in questi casi non è paragonabile a chi scrive. Non un modo per elevarsi nell’Etere letterario, ma il desiderio ardente di comprendere quale sia il cemento che tiene saldo ogni cosa. E limitandomi a raccontare la mia esperienza, ciò che questi testi hanno lasciato, come una traccia d’inchiostro fresco ancora profumato, ognuno di questo romanzo mi ha impartito esercizi, frasi, parole e immagini che, nel bene e nel male abbracciano la scrittura proprio per interpretare meglio il mondo che ci circonda. Zone affascinanti ma ricche di insidie, trasversalmente messe in pratica con trasporto di cui si trasgredisce alle regole della << normalità >> ponendosi delle domande su cui dovremmo avere delle risposte. Beneficio per l’anima di uomini o donne comuni, appassionati di letteratura e scrittura, constatazione di qualcosa che è potente, continua, minacciosa, reale.

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Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Una storia che, in una notte di fine luglio dall'aria torrida ma pulita, è emersa dal passato come un'immagine definita nell'immediato. Con una voce apprezzabile, matura, profonda, e i contorni simili a quelli degli antichi poemi cristiani.

Valutazione d'inchiostro: 4

giovedì, luglio 24, 2025

The best and the world reading of mid year

Giungere a metà anno, stilare una lista di quelle che sono state le più belle e le più deludenti, con un sole bruciante che spacca persino le pietre, quasi una forma necessaria e ossessiva, mi ha indotta a dimenticare ogni cosa. A immaginare e scrivere di vivere una vita che non mi ha mai appartenuto, solo per trascinarmi nell'ennesimo ritratto artistico e fantastico. In questo caso, quello della mia vita, di sei mesi di letture, inconsapevole di riconoscere l’eco o a sopravvivere alla violenza, alla claustrofobia. A quella mano che ci serra la gola: il tempo. Essere qui, nel cuore pulsante di un anno che ci ha già lasciato qualcosa, ecco una pila non propriamente indifferente di libri che non ho potuto non classificare fra i più belli o i più brutti. La maggior parte, belle letture, belle tracce d’inchiostro da cui è possibile scorgere la speranza. Soprastando ogni cosa. Rinascendo dalle nostre stesse ceneri. Sopravvivendo e usando la testa per tenersi lontano da incongruenze e difficoltà che in picchiata si aggirano come rapaci. 

Le migliori:

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Esplica mediante un certo potenziale, espresso in una dolcezza inquieta, breve e incompleta il cui titolo, il colore, rosso, è riferimento alle quattro divinità animaliste della tradizione cinese che impartisce quei principi solidi mediante cui dovremmo muoverci, vivere mediante una goffa ma pertinace analisi individuale.


Titolo: Attenta, Cappuccetto rosso

Autore: Shoji Kaoru

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 200

Trama: Tokyo 1969. La giornata di un ragazzo alle prese con le rivolte studentesche, una fidanzata permalosa che ogni due per tre dice di voler «mordersi la lingua e morire soffocata», signore della buona borghesia intente a combinare matrimoni, una dottoressa sexy e una bambina che lo farà piangere di dolore e di gioia. Un torrentizio flusso di parole in cui la polemica del giovane protagonista contro l’ipocrisia del mondo adulto e sempre intrecciata all’ironia e alla comicità. «La bulimia di "cioè", "in altre parole", "come spiegarmi?", "come farmi capire?" è la forma assunta dalla volontà di non cedere alla logica binaria del giusto / sbagliato, la rassegnazione accompagnata da un malcelato piacere nell'inseguire all'infinito un pensiero inafferrabile che è più sensazione che idea. Quando Kaoru si mette alle strette da solo ma è obbligato lo stesso a dare una parvenza di intelligibilità alle sue opinioni, allora ci investe con un profluvio di parole, i periodi si allacciano l'uno all'altro spasmodicamente in un rimando senza fine, i concetti si avvitano su sé stessi come in una spirale perpetua. Ma per nostra fortuna è un fiume di parole che si accompagna a una salutare dose di umorismo tutto sui generis, alla freschezza e all'ariosità di cui dicevamo e a un certo potere ipnotico» (dalla prefazione di Alessandro Clementi degli Albizzi).

domenica, luglio 20, 2025

Instillati di letteratura: romanzi fantasy per giovani adulti 3°

In un cassetto della mia memoria è possibile pescare tante cose, tanti ricordi di gente recisa da creature fameliche, terribili e inquietanti, dalle fattezze splendide e avvenenti ma dal cuore algido e implacabile, di cui me ne sono cibata e subìto anche qualche brutto indigesto, quando ero solo una ragazzina. Le stesse storie che avevo sentito raccontare alle mie compagne di scuola, sussurrate fra una risata ed un’altra nei bagni di scuola, lì, poste ai bordi della mia anima, scolpite nella mia memoria a fuoco caldo. Nostalgia? Forse, o semplicemente la constatazione dell’immutablità della vita che è sempre gioia e violenza, certezza e incertezza, piacere e tortura. Quante volte sono morta, con i vampiri della Meyer? Quante volte sono sprofondata nello splendido Mondo d’inchiostro? Accanto a scene di vita comune in cui l’elemento fantastico conferiva serenità, quel piacere voluttuoso di perdersi, fagocitarsi a tal punto da divenire un unico essere.

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Titolo: Buio, Ombra, Luce

Autore: Elena P Melodia

Casa editrice: Fazi

N° di pagine: 1800

Trama: Diciassette anni, bellissima, apparentemente sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: “Sorrisi e lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo.”: Se lo ripete ogni mattina, quando esce di casa per affrontare la Città là fuori e cammina sotto un perenne cielo grigio, diretta a scuola con il suo zaino, rigorosamente viola. Tutto ciò che Alma adora è il viola. Come la copertina del quaderno che ha comprato in una strana cartoleria del centro pochi giorni prima, quando tutto ha avuto inizio e la sua vita ha cominciato a scivolare in un assurdo incubo senza fine. Una serie di efferrati omicidi sta infatti trasformando in realtà i racconti che Alma scrive di notte, come in preda a un’inspiegabile trance, rendendosi conto solo al suo risveglio che i deliri di paura e violenza affidati alle pagine di quel quaderno anticipano le mosse dell’assassino. Mentre la polizia indaga senza risultati e i giornali si scatenano, Alma si ritrova sempre più isolata, alle prese con qualcosa di grande e oscuro, che sfiora la natura stessa del Male e che pure sembra riemergere dal suo passato, insieme ai continui, lancinanti mal di testa che la assalgono come per avvertirla di qualche pericolo. Soltanto Morgan, il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola, i cui incredibili occhi viola sanno leggere nel suo cuore come nessun altro, sembra in grado di fornirle le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano dentro.

mercoledì, luglio 16, 2025

Danzando su carta: 35°

I bookhaul, le cosiddette entrate librose, da quant’è che Sogni d’inchiostro è in vita, non sono più assidue come un tempo, in quanto indirizzata nel leggere ciò che posseggo, o, comunemente, languisce sullo scaffale, anziché << acquistare compulsivamente >>, come disgraziatamente è accaduto in passato, in anni di passione e dedizione. Che pizza dover sacrificarsi, non lasciarsi sedurre dall’ennesima scontistica, che apparentemente sembrano voler attempare non solo alla nostra salute economica ma anche spirituale, trascinandomi per le strade di città roventi o nei cuori di personaggi algidi e implacabili.

Ma capitano dei momenti nel quale, nel cammino insidioso della tua vita, incroci uomini o donne che timidamente si affacciano sul tuo mondo con nient’altro che l’umile gesto di dedicargli qualche minuto del tuo tempo. In un vasto cosmo di tante cose, in cui linfa vitale è l’inchiostro di cui essi sono costituiti, senza dubbio quelle storie di quegli autori che personalmente prediligo maggiormente, come di certo è stato il mio desiderio di appropriarmi di questi testi, al quale ho riservato un certo entusiasmo nel rievocare il ricordo del nostro incontro, qualche settimana fa, a cui spettono questa volta le attenzioni di una donna, che tuttavia si lascia ancora irretire da certe cose. Figure di carta, espedienti mediante cui posso affrontare la vita rifugiandomi in un mondo tutto mio, un mondo popolato da amici immaginari, che vedono al di là di qualunque barriera. E mentre si veste altri panni, ci si sente parti integranti di qualcosa che in un certo senso ci tocca, fa vibrare le corde del nostro animo trovando quel coraggio di viverle in prima persona.

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Questa fantastica, vivace, stimolante e divertente declinante forma d'amore per la letteratura inglese. Come una formale distinzione, che lessi tre anni fa, in ebook, e che adesso, in veste di carta e inchiostro,  è nelle mie mani.


Titolo: I segreti del college

Autore: Catherine Lowell

Casa editrice: Garzanti

Prezzo: 18, 60 €

N°di pagine: 325

Trama: Nelle antiche aule di Oxford riecheggiano le voci degli studenti seduti ai banchi in legno. Tra loro, Samantha sente di essere nel posto giusto. Anche se lei non è come le altre matricole: è la discendente delle famose scrittrici Charlotte e Emily Brontë. Un'eredità scomoda, un segreto che vorrebbe tenere solo per sé, perché ciò che più conta per lei è l'amore per la letteratura e per i libri. Un amore che le ha trasmesso suo padre, che l'ha cresciuta da solo e con cui condivideva il suo gioco preferito: una caccia al tesoro attraverso segnalibri nascosti nei romanzi. Quello stesso padre che, da poco, è scomparso nell'incendio dell'immensa biblioteca di famiglia. Samantha è al college per buttarsi tutto alle spalle e ricominciare. Ma, appena arrivata, il passato si ripresenta a darle il tormento: nella sua stanza trova copie di Jane Eyre e Cime tempestose che credeva distrutte dal fuoco. Non ci sono spiegazioni plausibili sul perché ora siano tra le sue mani. Giorno dopo giorno, i dubbi si fanno strada in Samantha, fino a quando un nuovo indizio la riporta a suo padre: dal testamento scopre che le ha lasciato un segnalibro, un semplice pezzo di carta che per lei ha mille significati. Lei sola sa che è una traccia per un percorso a ritroso nel tempo che non può esimersi dall'affrontare. Lo deve a lui. Lo deve al nome che porta e alla famiglia a cui appartiene. Perché Samantha ha la certezza che dietro quell'intreccio ci sia la verità che molti cercano da anni: il mistero delle sorelle Brontë e della loro opera, che nessuno ha mai svelato. E ora forse è arrivato il momento di farlo. I segreti del college è un romanzo unico che unisce segreti, letteratura e un'ambientazione senza tempo come le aule di Oxford. Un romanzo che la stampa e il passaparola hanno decretato come uno dei più grandi successi degli ultimi anni. Una storia in cui il fascino di Charlotte e Emily Brontë e dei loro libri amati da tutti si veste di un insolito mistero.

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