martedì, aprile 28, 2026

Cinque gocce in cinque giorni: romanzi vissuti in poco tempo 3°

Leggere storie di questo tipo a volte mi fa prendere consapevolezza delle straordinarie capacità dei ricordi. Per me, lettrice, è facile identificarmi con una realtà che considero come semplice e mera finzione. Ma questa finzione è anche possibilità che hanno come ideale di vita gli individui, di cui anche io sono spesso presa da questo strano fervore che in sé non ha alcun fondamento logico.

Questo è ciò che è successo tra le pagine di questi testi di cui vi parlerò quest’oggi che, osservando un semplice dettaglio, una foto piegata e sporca, sono stata colpita dall'insieme di quegli elementi per molti insignificanti. Strane e inquietanti lettere, parole rievocate dal nulla, scritte da nessuno in particolare se non da autori che hanno tentato di carpire i nobili segreti dell’arte della scrittura, estrapolate tuttavia in un battibaleno in ore ed ore della loro vita. Forse semplice pazzia, nevrosi, ma niente che non possa essere estirpata, sradicata da questa immensa commedia della vita, invisibile e visibile in miliardi di pianeti diversi.

Con un po' di diffidenza, mi sono avvicinata a ognuno di queste storie così velocemente che aderirono completamente al mio corpo come un impermeabile. Alcune, scivolando repentinamente. Altre, attaccandosi come una seconda pelle. Silenziose, percorrendo i meandri della memoria. Scoprendo nella loro eccentricità e frivolezza, moderazione e sobrietà vagando per ore e ore come un fantasma.


Titolo: Frittelle di mele a mezzanotte

Autore: Mavi Pendibene

Casa editrice: Lindau

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 120

Trama: È il 1976 quando Mavi, suo marito e un figlio ancora piccolo decidono di lasciare Genova per iniziare una nuova vita in campagna. Nessuno di loro è mai vissuto fuori della città e tanto meno ha qualche nozione di agricoltura o di allevamento. Eppure i progetti sono tanti e l’idea (ambiziosa) è quella dell’autosufficienza. Il luogo dove si trasferiscono è un angolo incantato dalla natura pressoché incontaminata. Dall’antica cascina in cui si sistemano i soli rumori che si sentono sono quelli del ruscello che scorre in fondo al prato, del vento che agita le chiome degli alberi del bosco, o di qualche raro gitante diretto ai laghi non lontani. Tutto è magico e anche… molto complicato, perché contadini non ci si improvvisa. Raccontata com’è con una miscela molto efficace (e un po’ inglese) di poesia e sense of humour, questa storia ci rivela una nuova voce della nostra narrativa.

domenica, aprile 26, 2026

Amori di carta: George Eliot

La prosa magica e impetuosa della Eliot, i suoi figli d'inchiostro - figure che quasi sempre vivono in posti in cui l'irruenza della natura lascia destabilizzati e tramortiti, il rimbombo di una voce che in poche ma salienti pagine era divenuta persona, mi avevano colto di sorpresa e la sua autrice, dopo una fervida lettura di uno dei suoi innumerevoli romanzi in qualche giorno, era divenuta un'altra di quelle figure da annoverare nel panorama di quegli autori a cui io attribuisco l'umoristico aggettivo di preferiti. Un perpetuo stato di sognante stordimento, un mondo magico e visionario, violente tempeste amorose che imperversano su chiunque, conducono in un tratto sinuoso, inducendo al lettore a constatare come merito di questo strabiliante e fatiscente impero è dovuto dalla sua creatrice. George Eliot.

Ogni cosa, ogni minima cosa tocchi questa donna,sembra oggetto di studio; gli alberi, le case, persino i lavori che si adempiono giorno dopo giorno per arare i campi non rappresentano un ostacolo nel rendere lenta o tediosa la lettura. Piuttosto passano indifferenti in mezzo a fanghiglie di gente coperta dalla sporcizia, di latte rancido, in giornate piene di vanità o superficialità, in cui si finge di dedicarsi maggiormente allo spirito, quanto al pantono di desolazione o sgretolatezza che costituiscono un ostacolo inopportuno. Il richiamo ai villaggi, alle bassezze del XIX secolo che si eleva da un mucchio di pagine, dove si erano arrampicate e depositate le nostre aspettative, precariamente stabili nella speranza che esse strisciano libere, fino a non capirci più niente.

In questi dipinti distaccati in cui la vita in generale si svolge quasi sempre all'esterno, George Eliot giunse presto a bordo di una nave che aveva dispiegato le sue vele già da un pezzo ma che io ho visto partire solo poco tempo fa. I suoi romanzi fungono quasi sempre da viaggio della vita. Lunghe camminate individuali che lasciano quasi sempre addosso una strisciante malinconia.

venerdì, aprile 24, 2026

Gocce d'inchiostro: Isabella Nagg e il vaso di basilico - Oliver Darkshire

Mediante la ricreazione di una novella si possono attingere forme di arte o letteratura che rendono o fanno la stessa mezzo per costruire o elargire modelli di vita, valori dell’umanità o della società. Metafora importante, semplice e appassionante, questa prova letteraria di un autore, mio coetaneo, ci pone dinanzi alla concezione umanitaria data già da Boccaccio nel Decamerone, e, in chiave fiabesca, al ricostruire o difendere un mondo distrutto e corrotto. In un'alternanza di parole solenni, triviali e viceversa che mantengono costante l’avversione del poeta italiano sui continui soprusi dati al popolo, fa della novella di Lisabetta, nel romanzo denominata Isabella, forma evocatrice di giustizia nel quale ricostruisce il racconto di questa donna senza parola, poetessa del suo tragico amore. In un trionfo sulla malvagità, su quei modelli ideali che tuttavia non lo si può di certo strutturare in forme elegiache o tragiche, tipiche della narrazione boccacciana, quanto in una forma atipica di sentimentalismo nonché chiave di decifrazione. Combinazione di aspetti locali e tradizionali, che tuttavia hanno un duplice significato, quanto riferimento alla memoria dell’amore perduto.


Titolo: Isabella Nagg e il vaso di basilico

Autore: Oliver Darkshire

Casa editrice: Mercurio Books

Prezzo: 20 €
N° di pagine: 312

Trama: A East Grasby, il sole è trainato da una parte all’altra del cielo da un maggiolino capriccioso e i morti hanno il vizio di svegliarsi spesso nelle loro tombe non tanto per miracolo, ma per l’ostinazione a risolvere questioni rimaste in sospeso. Ai margini del villaggio, in una piccola fattoria malconcia, vivono i coniugi Nagg, uniti, più che dal vincolo del matrimonio, da quello del sacro evitamento reciproco. Isabella Nagg conduce la sua esistenza nel modo ostinatamente ripetitivo di chi si limita a sopravvivere, dedicandosi soltanto alla preparazione di miseri pasti e alla cura di una pianta di basilico, capace di prosperare anche nelle condizioni più avverse. Così, quando il signor Nagg si presenta a casa con un libro di incantesimi rubato a Bagdemagus, lo stregone del villaggio, Isabella intravede la speranza di varcare una soglia fino ad allora inesplorata: non quella dell’eroismo, ma quella della disobbedienza. Una storia fatta di incantesimi mal riusciti, animali parlanti, frutti velenosi e goblin capitalisti.

mercoledì, aprile 22, 2026

Viaggi da poltrona: romanzi in cui vorrei viverci 3°

Ho osservato come siano stati mossi i fili di questi fantocci che nel giro di qualche pagina erano divenute persone, i loro cuori appesi a due fili e legati intrinsecamente e pensavo come, a parte le irragionevolezze del Caso, l’uomo trova  strane giustificazioni per la sua contrarietà a non poter essere amato nei confronti degli altri esseri viventi. Uno degli aspetti principali della lettura dei romanzi è che giustificano ogni comportamento, e, specialmente, come l’amore ci riduce in minuscoli pezzettini nonostante sia una delle forme più belle per esistere. Ma cosa fare quando il tuo mondo sembra rivoltarsi e scivolarti addosso? Da dove ricavare quella felicità tanto agognata quanto desiderata?

Una full immersion nella letteratura dei romanzi che ho più amato fu quello straordinario momento di equilibrio e soddisfazione interiore che anelavo da qualche tempo. Letture immancabili e onnipresenti soprattutto per gli amanti del genere, che hanno scandito attimi di vita quotidiana, il cui sentore zeppo di amore e magia invade le narici del mio animo, cadendo nel mio personalissimo mondo col fragore degli eventi che richiamano storie d’amore d’epoca, canzonate sussurrate nel cuore della notte, di cui inevitabilmente mi sono fatta investire costringendomi ad impelagarmi in una vicenda amorosa che sotto certi aspetti ha richiamato alcuni aspetti della mia vita quotidiana. 

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Contenta, felice di trascorrere giorni, settimane o addirittura mesi in compagnia di un autore o un'autrice, che, alla fine, sperticherà le lodi. Perlomeno questo è ciò a cui confido. Suddiviso in due parti, a distanza di tre anni, propongo nuovamente questo post ma con altri consigli di lettura. Romanzi letti e vissuti la cui aura pregna di magia, bellezza pulsa ancora nelle mie tempie.


Titolo: It

Autore: Stephen King

Casa editrice: Pickwick

Prezzo: 18, 90 €

N° di pagine: 1216

Trama: A Derry, una piccola cittadina del Maine, l'autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma la pioggia è fitta e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede. Cercare di recuperarlo è l'ultimo gesto del bambino: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio, uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile, e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l'estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell'unico modo possibile: uniti da un'incrollabile amicizia.

lunedì, aprile 20, 2026

Gocce d'inchiostro: La bussola d'oro - Philip Pullman

Oggi si è concluso il mio primo giro turistico nella bella Oxford pullmiana, penso mentre riporto queste poche righe in questo diario virtuale. Come era possibile che di Lyra non avessi notizie da qualche anno? Non ci avevo più pensato, ma oramai tutto questo non mi importava.

In un lasso di tempo fin troppo lungo, duraturo, per i miei standard, la storia di questa ragazzina selvaggia e ribelle reclamò la mia attenzione, e mi ordinò di fare attenzione a ciò che avrei visto. Un'aria pura, fresca avrebbe sferragliato contro le pareti della mia anima, e la magia che addobbava il tutto, mi avrebbe accolta con un certo calore e un'accoglienza solenne e trattenuta. In una sequela di azioni o eventi, nel quale una piccola creatura aveva emesso il suono di una melodia che ancora rimbomba, fra le pareti del mio animo.

Titolo: La bussola d'oro

Autore: Philip Pullman

Casa editrice: Salani

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 354

Trama: Lyra vive al Jordan College di Oxford. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l'Oceano c'è l'America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull'Artico; lo studio della natura viene chiamato "teologia sperimentale". E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé, di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Ma questo mondo sta per attraversare un periodo critico…

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