venerdì, gennaio 30, 2026

Gocce d'inchiostro: Il lamento del prepuzio - Shalom Auslander

Su uno spazio mai visto prima, tra attese perdute e illusioni talmente forti in cui il mondo ha perso il centro della realtà, vagando inquieta nell'ombra, come branchi di cani randagi pronti ad acchiappare la preda, un enorme vuoto come un parassita mi ha divorato da dentro. Così tesa, svuotata e vitrea. Con una particolare luce, i suoi colori innaturali, i dettagli screziati, la lettura di questo romanzo ha colto, raggruppato l'esperienza del <<male >> come qualcosa di straordinario, indimenticabile, terribile. Per l’autore, nella sua interezza, nella sua maestosità, nella sua giusta dimensione, in una terra ignota in cui tuttavia nessuno ha mai avuto il coraggio di fuggire realmente. Così irreale, fermo a un passo al di là delle cose.

Questa storia, vissuta su un volto di un uomo ancora destabilizzato dai ricordi del passato, saldamente ancorata nella soffitta della sua anima, mi indusse a pensare per tutto il tempo a cosa avrei dovuto inventarmi questa volta per realizzare una recensione di senso compiuto.

L’irruenza di una storia che ha le fattezze rothiane e che, in poco tempo, ha lasciato una traccia del suo passaggio. Protagonista di una serie di strane sensazioni. Sensazioni in cui lo scorrere del tempo subì dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a captare cose o nozioni che prima percepivo in maniera del tutto diversa.

Intessendo una trama realistica basata esclusivamente su esperienze di vita che sembra di vivere in prima persona, come uno straordinario sogno,... o forse un incubo?!? In un irresistibile silenzio, in un mondo in cui si è completamente indifesi dove gli uomini, spettatori di una realtà a cui si adatteranno al più presto, sorvegliano silenziosamente l'azzurro del cielo. Una cornice in cui lo sguardo rimane intrappolato, si fissa come un'impronta nella mente.


Titolo: Il lamento del prepuzio

Autore: Shalom Auslander

Casa editrice: Guanda

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 270

Trama: «Shalom Auslander scrive come un nipote arrabbiato di Philip Roth… Un’irriverente riflessione sulla famiglia, il matrimonio e l’identità culturale. » Tom Perrotta Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell'ambiente, eppure si ritrova, anche da adulto, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale. È convinto che Dio ce l'abbia «personalmente» con lui: dai tempi delle prime disastrose esperienze con le ragazze, ai due anni trascorsi in una scuola religiosa di Gerusalemme per adolescenti ebrei irrequieti, fino ai mille traslochi insieme alla moglie alla ricerca della loro personale Terra Promessa, l'autore ripercorre le tappe di un percorso di formazione a ostacoli. Shalom Auslander ha scritto un memoir esilarante e dissacrante, il ritratto irresistibile di una famiglia e di una comunità, la storia di una ribellione (quasi) impossibile.

mercoledì, gennaio 28, 2026

Slanci del cuore: I migliori saggi del 2025

Sono trascorsi una manciata di giorni da quant'è che il nuovo anno ci ha accolto con svariate richieste e sorprese. Le pile di romanzi che mi piace leggere, fagocitare, svettano come torri di babele ancora al mio fianco e di autori ancora da leggere e scoprire, senza alcun vincolo, che combina l'intensità dei miei abbandoni nel mondo di carta (il tutto corredato da un incandescenza fisica, una radiosità nell'animo, che possiede una certa forza) auna sorprendente supremazia sopra una volontà inesorabilmente indipendente. Tale volontà è chiaramente legata a un certo tipo di letture, che non solo mi hanno indotta a comprendere come facciano per me, troncando alcun legame con romanzi di cui francamente non c'e alcun legame, ma certe esperienze di lettura mi hanno aiutato a liberarmi dal peso della responsabilità e ad osservare il mondo mediante una prospettiva diversa. 

Un bellissimo affresco di vita, il ritratto umano di un uomo attanagliato da una fame insaziabile e divoratrice di sapere e conoscenza.


Titolo: Dosoteviskij

Autore: Stefan Zweig

Casa editrice: Diarkos

Prezzo: 14 €

N° di pagine: 176

Trama: Per Stefan Zweig, tra i più grandi biografi del Novecento, dalla vita dei geni non solo possiamo scoprire la radice dei loro capolavori, ma anche la chiave per interpretarli al meglio. Nel Dostoevskij dello storico austriaco, letteratura e psicologia si intrecciano, si rispecchiano e si fondono tra loro. Analizzando minuziosamente l’esistenza del grande scrittore russo, Zweig ne tratteggia le luci e le ombre, mostra come egli riuscisse a vivere appieno anche le sofferenze più atroci, traendone ragione di vita e di scrittura. La povertà, l’epilessia, la deportazione in Siberia e le altre sventure che hanno caratterizzato la sua esistenza terrena sono per lui la strada che scende nelle profondità dell’animo umano e lo eleva verso l’assoluto; il crimine e il vizio sono vissuti sia come caduta sia come missione; il martirio e il peccato sono il nutrimento di un’arte che rifiuta ogni limite, ogni dettame.

lunedì, gennaio 26, 2026

Gocce d'inchiostro: La persecuzione delle sorelle Mansfield - Xenobe Purvis

Mi è sembrato tutto così strano, avvolto in una cortina di turbamento o perplessità, ma non dissi ne scrissi alcuna parola, sulla mia immancabile agenda, nemmeno quando avevo letto una cinquantina di pagine. Di cosa si trattava? Se non fossi stata incuriosita dal tema che espugnano queste pagine, non penso avrei scoperto l'uscita della sua pubblicazione, non penso sarei stata così interessata da scovarla da sola. La lettrice ambiziosa e curiosa che riposa silenziosamente in me, col tempo, ha subito diversi cambiamenti. Ogni anno, una nuova opera, una nuova storia,  hanno rivelato aspetti che l'anno scorso o tre anni fa non riuscivo a vedere. Ogni volta sorpresa di cogliere certi cambiamenti in onore di opere scarne ma ricche di contenuto. In momenti svariati della mia vita, dipingendo su semplici fogli bianchi disegni di ogni tipo, forma e colore, che nel momento in cui prendono vita fanno il proprio dovere. Questi rinnovati aspetti che adesso mi preme evidenziare sono i punti focali della prosa semplice ma diretta delle cronache di vita di una ragazza che vive di letteratura, divora romanzi su romanzi come se niente fosse, e che in tristi mattine di metà o inizio gennaio danno un aspetto più gaio a tutta la sua personale produzione.

Ho avvertito quasi lo sghembo satanico dell'orribile entità che popolerà ben presto queste pagine, la cui natura è meramente illusoria, jacksoniana, il suo modo riservato di uscire allo scoperto solo nel momento più adatto e, chiaramente, nessuna idea di quello che poteva essere. Da dove essa deriva, o quale sconcertante spiegazione che ne esplichi la sua provenienza. E non logorando, né tantomeno scalfendo il mio spirito da dentro. Orrore che si è aggiunto ad altri orrori, altre delusioni letterari, che tuttavia è stato creato con certe immagini, tenuto a bada grazie al filo della routine e alla vita in generale, sottraendolo dall'unità dell’incompletezza più totale della concretezza, scritto con parole che hanno avuto una sua importa. Perchè soggetto a diversi giochi di vita, condotta lungo una strada da cui non ci sarà alcuna via d'uscita. Un'opera i cui protagonisti sono figure recise, solitarie, quasi folli, dalla personalità vivacissima, dominati da un istinto disumano che si mescola ai grandi conflitti interiori della letteratura classica che io amo particolarmente.

Titolo: La persecuzione delle sorelle Mansfield

Autore: Xenobe Purvis

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 216

Trama: A Little Nettlebed si raccontano molte storie sulle sorelle Mansfield: che sono arroganti, bugiarde, indisciplinate. Ciascun abitante del piccolo villaggio ha da dire la propria sul loro conto, ma su una cosa tutti concordano: le ragazze sono strane, e, quindi, pericolose. Con l'arrivo di una delle estati più torride di sempre, poi, comincia a verificarsi una serie di eventi singolari: un enorme pesce argentato - o forse un mostro di fiume - si arena sulla riva del Tamigi, gli animali si fanno frenetici, gruppi di corvi si radunano sui tetti delle case, e qualcuno giura di aver visto le cinque sorelle trasformarsi in un branco di cani e latrare nella notte. I sospetti viaggiano in fretta di bocca in bocca, portando a galla paure, pregiudizi e anche un pizzico d'invidia. Cosa nascondono le ragazze Mansfield? Qual è la loro vera natura? Che le voci siano fondate o meno, a Little Nettlebed sta accadendo qualcosa di innaturale, e, come sempre capita in questi casi, serve un capro espiatorio.

sabato, gennaio 24, 2026

Slanci del cuore: I migliori fantasy del 2025

Ho accolto questo nuovo anno, consapevole di dover dare una risposta a quello precedente, porre un bilancio, uno schema di quelle letture che hanno lasciato un segno del loro passaggio. I primi squarci del 2026 hanno lasciato un segno sulla sabbia del tempo mediante la voce prorompente dei classici. Si sono susseguiti, poi, i romanzi di narrativa e, ora, quest’oggi, i fantasy. Genere letterario, tipologia di testo che non leggo più come una volta, ma che mi piace spesso accogliere la proposta, la possibilità di leggerli non sapendo assolutamente niente di loro, se non ferma ad essere stata invitata fra le loro pagine, come spesso accadeva sino a qualche anno fa.

Felice di assaporare il gusto della magia, di respirare il tanfo putrescente di fiaccole che divampano nel cuore della notte ai piedi di una piazza o di assistere, in prima persona, ai deliri o alle violenze di un folle sovrano.


Titolo: Vendetta d’inchiostro

Autore: Cornelia Funke

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 336

Trama: Nessuno può liberare coloro che sono disegnati. Il mio grigio li soffocherà. Dapprima cancellerà i ricordi e infine tutto ciò che sono.

giovedì, gennaio 22, 2026

Gocce d'inchiostro: Il banco dei pegni del tempo passato - Ko Soo Yoo

Per l’avvento di ogni nuovo anno l’orologio individuale scandisce attimi di vita. Non si ferma, dunque, e quando scorre riprende il suo normale corso pur quanto talvolta sembra così. Si riacquista coscienza, dopo mesi di caldo afoso e torrenziale, con l’impressione che gennaio sia il mese del << ricominciare >>, di essere già pronti ad avventurarsi in nuovi luoghi, vivere nuove vite, e quando vedo gli alberi spogli, dalla corteccia fredda e rinsecchita, tendo ad ondeggiare con ombre bizzarre che si muovono sul soffitto di casa mia, mi rivedo rannicchiata nella mia poltrona preferita ad assaporare e divorare uno dietro l’altro storie su storie.

Il mese di gennaio tuttavia, è anche il mese in cui si pronosticano nuovi progetti. Sorprende, noi povere anime, a consolidare forme di speranza o virtù che si frantumano, nel giro di qualche giorno. Per quanto mi riguarda, proietta su un’altra strada, un’altra visione, in quanto cocciuta e ambiziosa sin da sempre, di mancati adempimenti a certe mansioni il mio curriculum di vita vanta ben poche menzioni. Eppure, pur di darne una ventata d’aria fresca, "ogni tanto" mi lascio andare a delle concezioni. Il tempo rivelerà poi se adeguate o meno alla mia coscienza, ma quale miglior soluzione per non assaporare il sapore dolciastro dell’avventura mediante una bella boccata d’aria fresca? Una discreta pila di letture, di quei libri che strizzano l’occhio ai romanzi di crescita spirituale e che sono un invito alla stessa, mediante riflessione, condivisione rievocando il tutto, attingendo dal passato in vista di un ipotetico benefico futuro? In questo modo l’esordio di questa giovane autrice giapponese mi ha afferrato in una morsa rammentando come a volte sia necessario ricominciare, imboccare nuove strade, vivere altre avventure. Lottare, non cessare mai di farlo, quanto vivendo intensamente, giorno dopo giorno, come - lo diceva il buon Gandhi, non io! - se fosse l’ultimo.


Titolo: Il banco dei pegni del tempo passato

Autore: Ko Soo Yoo

Casa editrice: Newton & Compton

Prezzo: 12, 90 €

N° di pagine: 256

Trama: Vicino a Seoul, da qualche parte nel quartiere dei ristoranti di una città di recente sviluppo, c'è un vicolo minuscolo, largo a malapena da permettere a due persone di camminare l'una di fianco all'altra. Alla fine di questa stretta viuzza c'è un banco dei pegni con un gatto nero e un'anziana signora che ne è la proprietaria. Non è un banco dei pegni come tutti gli altri, questo è speciale, perché anziché denaro presta una cosa ancora più preziosa: il tempo. Non a tutti, però, viene concessa questa possibilità; ognuno ha la propria aura, che può essere distinta per colore, e solo la proprietaria, in base a essa, può decidere chi è adatto o meno. Inoltre, il prezzo da pagare è molto alto: coloro che desiderano tornare nel passato per mutare qualcosa possono farlo, ma in cambio del tempo rimanente delle loro esistenze. Per alcuni questo non rappresenterà un problema, per altri l'orologio della vita giocherà a sfavore ed equivarrà a compiere una scelta determinante.

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