giovedì, giugno 11, 2026

Gocce d'inchiostro: Le donne di troppo - George Gissing

Le mie recensioni esordiscono quasi sempre come esprimendo, dichiarando qualcosa alla letteratura. Alle parole, allo splendido suono che scaturiscono certe frasi, certi elementi, sul quale però riverso quasi sempre me stessa. In maniera del tutto vaga, incerta, implicita, non mostrandomi agli occhi del mondo quanto plasmando una certa figura. I libri che leggo e che recensisco, quando riporto certe frasi o parole, non sono per chi mi legge. Quello si.. Svolge anche un certo ruolo… Ma l’espediente primordiale, quello per cui ogni cosa può ricondursi, è che certe cose sono scritte per me stessa. Per me, per il mio essere silenziosa, riservata, osservatrice attenta e scrupolosa. Per me, che giorno dopo giorno combatto silenziosamente delle guerre, scorribande o battaglie impari… 
In una delle mie tante immersioni nel cuore della letteratura vittoriana, accadde che mi imbattei nella conoscenza di questo autore - che nel 2020 conobbi solo grazie alla pubblicazione in casa Fazi di New Grub Street -, il cui resoconto sociale e politico così chiaro e dettagliato su un frammento di verità, pur quanto sia stato scritto più di un secolo fa rivela una certa modernità. Era destinato a diventare anche un’isola. Un piccolo isolotto in cui ho potuto risiedere per quasi due settimane, scrivere, prendere appunti, riporre i miei pensieri su carta, su quello che avevo visto o sentito, ma rimanendo aggrappata alla mia anima e a me stessa.
Ritrovo così quello che avevo già scorto in New Grub Street, quando l’autore si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò una storia che sembrava possedere qualcos’altro, quanto segnato profondamente la vita di molte donne. Io, come donna, non ho potuto non sentirmi coinvolta, partecipe, unanime all’urlo di disperazione che è stato lanciato in precedenza da un’altra donna, Sarah Grand, colei che coniò il termine di New Woman, estrapolato dal fallimento di certi matrimoni, offrendo scialuppe di salvataggio, prospettive migliori, per un nuovo avvenire.

Titolo: Le donne di troppo

Autore: George Gissing

Casa editrice: La tartaruga

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 600

Trama: Londra, fine Ottocento. Un gruppo di donne cerca di organizzarsi per ottenere dignità e indipendenza economica nella capitale vittoriana. Non sono rivoluzionarie, non lottano ancora per il suffragio: ma vogliono poter lavorare per arrivare a sposarsi, in caso, per amore e non per bisogno. Dalle premesse classiche del marriage plot (una giovane bella e nubile appena arrivata nella grande città; un dandy intraprendente in cerca dell’amore; una donna bruttina ma di gran carattere decisa a seguire le proprie idee) si sviluppa una serie di equivoci ferocemente realistici, destinati a finire nell’unico modo in cui può finire un romanzo che vuol fare i conti con la realtà: con uno schianto. Con la verve e il sarcasmo del romanzo di costume di Jane Austen, nella Londra di Dickens e Thackeray, Gissing racconta varie storie d’amore intrecciate con problemi di soldi e aspirazioni sociali: ma le racconta come se fossero vere, giocando a ribaltare gli stereotipi della fiction romantica calandola nella realtà delle pressioni sociali, del conformismo e, soprattutto, della discriminazione di genere.

martedì, giugno 09, 2026

Marchi indelebili: romanzi di fantascenza per principianti 3°

Dietro certe storie si nascondono una vastità di sensazioni. Spesso ci lasciamo andare all’idea di attribuire a un romanzo, un testo un compito: quello di poterci soddisfare. Ma, come le persone, la vita, in generale, non sempre i libri ci soddisfano e limitano una certa cerchia di lettori a classificarli e a preferirli uno a dispetto dell’altro. Eppure io, che in passato leggevo ogni cosa perchè non sapevo ancora cosa mi piacesse, quali romanzi fossero inerenti al mio spirito, lessi questi testi che solo più tardi seppi si trattassero di romanzi che fecero carico di immaginazione, fantasia e il cui ricordo avrebbe presto o tardi sedimentato nel mio cuore.

Letti con passione, ora posti in questa ennesima lista come espediente per invogliare quei lettori che, come me, non apprezzano questo genere ma non lo ripudiano completamente. Quanto espediente o beneficio per scovare  poteri sconosciuti, potenti, quasi spaventosi, con il sussurro consolante dei suoi autori.

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Titolo: L’immortale

Autore: Catherynne M Valente

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 348

Trama: È appena scesa la sera, a San Pietroburgo, quando un uomo affascinante bussa alla porta di Marja Morevna per chiederla in sposa. È Koščej l’Immortale, zar della Vita. Marja accetta di seguirlo attraverso le steppe della Russia. Nel paese incantato di Koščej, non troverà solo sfarzo, bellezza incontaminata e magia: dovrà superare tre ardue prove per dimostrare alla diffidente Baba Jaga di essere davvero la predestinata ad amare l’Immortale, e poi affrontare una violenta guerra contro il nemico eterno di Koščej, lo zar della Morte. Quando infine, ferita dall’amore e in cerca di tregua, Marja tornerà nella sua amata città, verrà travolta dall’atmosfera cupa dei terribili anni della seconda guerra mondiale. Da una San Pietroburgo stretta nella morsa dell’assedio fino alle gelide steppe dove si celano paesi fatati, la ragazza vivrà una storia d’amore senza eguali, in una terra di confine dove le leggende si confondono con la realtà e la magia antica si scontra con un famelico desiderio di conquista. Quest’incredibile avventura costringerà Marja a scendere a patti con il tormentato destino che la lega indissolubilmente a Koščej l’Immortale, sperimentando il potere del vero amore, il dolore delle perdite fatali, l’ebbrezza momentanea della felicità.

domenica, giugno 07, 2026

Gocce d'inchiostro: Il cannocchiale d'ambra - Philip Pullman

Una saga che si ha tessuto, sperticato lodi, in passato, e che si rilegge in età adulta, a distanza di qualche anno dalla sua ultima lettura, genera quasi sempre un certo timore reverenziale: quello relativo all’approccio che una lettrice come me, una lettrice che ha arricchito il suo bagaglio culturale di nozioni, idee che già solo cinque anni fa ignorava impunemente, potrebbero inculcarle nel suo spirito, se non nel suo cuore, quella vana possibilità possa deluderla. Non << piacerle >> come un tempo, nel quale l’entusiasmo che aveva acceso il mio spirito, adesso balugina come un fuoco fatuo dinanzi ai miei occhi. Un fuoco di cui sarei stata artefice ad acchiappare, riconquistare. Con la saga de La bussola d’oro, ora con l’approssimarsi della sua conclusione con questo volume, fortunatamente non è nato nulla di tutto questo. Quel timore reverenziale di cui facevo cenno, soppiantato quasi nell’immediato dalla certezza, l’entusiasmo di aver scovato, ancora una volta, quello che avevo lasciato, come una traccia d’inchiostro, qualche anno fa, fra queste pagine. Così belle, avvincenti, straordinarie, che in una saga dedicata principalmente ai ragazzi ma anche agli adulti, è la facciata splendida di una cattedrale che non la si contempla solo nella sua bellezza quanto ad essere trascinati in questo spazio sacro, trascendente e mistico che Pullman ci ha elargito così bene.

Titolo: Il cannocchiale d'ambra

Autore: Philip Pullman

Casa editrice: Salani

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 431

Trama: Dopo la "Bussola d'oro" e "La lama sottile" Philip Pullman conclude la trilogia con un nuovo libro, arricchendo il suo universo di nuovi personaggi i gallivespiani, orgogliosi guerrieri a cavallo di libellule dai colori sgargianti; i mulefa, strani animali che viaggiano su ruote, dotati di un linguaggio e della capacità di vedere la Polvere - e apre nuovi mondi, arrivando perfino nella terra della morte. Nel "Cannocchiale d'ambra" la storia diventa epica, sfrontata e dissacrante, esplora i recessi più profondi, supera i confini tra cielo e terra, in un'entusiasmante e insieme poetica unione di avventura, mito e religione.

venerdì, giugno 05, 2026

Rory Gilmore's books

Ho sempre attribuito ai libri, a queste semplici risme di carta, un’amore  intenso, appassionato e travolgente. Nel tempo, ancora impegnato a sanare le ferite del passato, legata come due fili ad anime che effettivamente non mi appartengono ne tantomeno mi sono appartenute, ma marchiata nel profondo, perdendo la testa per qualcosa che non tutti riescono a comprendere, figurarsi amare. Da sempre ho agognato vivere frai libri, sfuggendo dalla monotonia del giorno, impazzendo per la natura fredda, distaccata e imperscrutabile di esseri così insensibili e inavvicinabili, in un miscuglio di donna potenzialmente contaminata da questa sferzata di possessività e ossessione?

Eppure, come altri lettori, prima di me, quando nacque questo amore intenso per la pagina scritta non nè ricordo le motivazioni, ma le sue emozioni. Ciò che una pagina colorata mi diede, forma e colore, tenendomi stretta al loro abbraccio forte e caldo, consumandomi da dentro, fino a farmi rinascere.

Anche Rory Gilmore ha colto, dai libri, scaturire quella melodia che è scivolata nei ricordi luminosi della sua memoria. La madre, giovanissima, arrestata ad una stazione di cui resterà impelagata per qualche tempo, diverrà il centro del suo universo, a cui affinacherà il piacere di vivere di lettura e scrittura come cogliendo immagini che, al di là di ogni significato si staccano dallo sfondo, come un sogno. Possiedono una bellezza straordinaria, una semplicità assoluta e originale. Ho seguito con passione le vicissitudini di queste giovani ragazze americane, specialmente quando ero più giovane, dopo aver studiato, sfornati dal genio intellettivo di una donna che, inconsapevolmente o no, lasciò una traccia, un segno nella sabbia del tempo. Specialmente nei cuori dei più giovani, di quei lettori che, divorando avidamente un libro dopo un’altro, hanno seguito di pari passo Rory e le sue impennate letterarie tentando di stare al suo passo o avvicinarle, anche se di poco. Leggendo tanto e avendo già accumulato un discreto numero di letture, ecco la mia di lista di romanzi che ci accomuna. Molti di questi ancora da scoprire, vivere, altri che hanno rischiarato le tenebre del mio inconscio. Ispezionando nuovi mondi; osservando galleggiare nuove immagini come miraggi sull'acqua.


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Titolo: Alice nel paese delle meraviglie

Autore: Lewis Carrol

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 8 €

N° di pagine: 222

Trama: «Si può leggere di primo acchito, senza pause, o comunque indifferenti alle interruzioni; poiché da qualsiasi punto si ricominci la lettura, è come riprendere la storia da un punto fermo, senza nessi da ricordare con quanto precede. Ogni pagina è un inizio: per l'episodio che segue, per il personaggio che viene introdotto, per la situazione in cui Alice si trova. [...] L'invito al lettore è di seguire Alice nel suo viaggio fantasioso così come le piccole Liddell l'hanno seguito in barca, lungo il Tamigi, il 4 luglio del 1865. Rinunciare a cercare troppo astrusi significati ha un grande effetto liberatorio; alla luce di quello che ancora una volta il saggio Re di Quadri sentenzia nell'ultimo capitolo: "Se non c'è nessun significato... questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno".» (dalla Prefazione di Luigi Lunari).

mercoledì, giugno 03, 2026

Gocce d'inchiostro: 1Q84. Libro 1, 2, 3 - Murakami Haruki

Una sera di fine dicembre, mi sedetti sul divano, presi la mia copia sgualcita di 1Q84, e mi misi a leggere. Sedevo con le gambe incrociate, pronta ad immergermi in un avventura che avevo esplorato già quattro anni fa. Il discorso, la trama, è sempre la stessa, finché non ricordai quanto di Tengo e Aomame serbassi un ricordo speciale e bellissimo. Quest'oggi, quindi, in un periodo un po' turbolento della mia vita, vi racconto tutto quello che ho letto in 1100 pagine, tutti i miei discorsi con la loro anima passionale e drammatica, la mia esplorazione personale dell'autore, le mie teorie, così come l'amore nei riguardi del mondo onirico giapponese, espresso tutto ciò con una certa veemenza e sicurezza che spero possa scalfire i cuori di chiunque.

Titolo: 1Q84. Libro 1, 2, 3.

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 26 €

N° di pagine: 1100

Trama: Tokyo, 1984. Aomame è un'assassina spietata e fragile. In minigonna e tacchi a spillo, vendita tutte le donne che subiscono violenza, con una tecnica micidiale e invisibile. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante, pericoloso come una profezia. Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame vede sorgere in cielo una seconda luna, capisce che, forse, non potranno condividere neppure la stessa realtà.

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