giovedì, gennaio 08, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 56°

L’inizio di un nuovo anno può riassumersi, in forma semplice e concisa, con la “morte” di un anno e la “nascita” di un altro, ancora avvulso nel mistero, nell’ignoto, contornato però da un’ardente passione, quella per la lettura e la scrittura, con cui ho sempre un rapporto diretto ma le cui gesta sono un eco contro anfratti e paradossi bui. Questo nuovo anno, reduce da una breve ma necessaria pausa dalla lettura, prevede già una pila non indifferente di romanzi che, come la torre di Babele, è varia e ben concentrata. Egregiamente racchiusa nel palmo di una mano, con tutte le sue incongruenze, le discrepanze di una società che si avvia sempre più nel bel mezzo del lastrico, descrivendo le contraddizioni che ci contraddicono e diversificano dagli altri. La mia vita diviene dunque "sopra le righe", una vita semplice ma luminosa perché segnata da l'irrequietezza e dalla precarietà del tempo, affiancata dal respiro di autori che forse esistono solo nella mia testa, e dai loro figli di un epoca che talvolta non lo accettavano. I loro altereghi è possibile rintracciarli nelle loro pagine, protagonisti di molti romanzi in cui rimarcano le origini nei dialoghi, raccontano inoltre con un certo realismo la vita di ognuno di noi. 

Descrivere spaccati di realtà, in cui non si dà tanto peso alla storia quanto ai risvolti interiori dei personaggi, riversando tutte le angosce e le paure racchiuse come in uno scrigno.

La scrittura, a questo proposito, diviene ancora di salvezza. Mi cambiò letteralmente, mi rivoltò come un guanto; mi permise di capire che senza non avrebbe più potuto respirare, piuttosto vedere orizzonti invisibili.

Mi sento viva solo quando siedo dinanzi alla scrivania e batto a macchina. E così pian piano, le parole fuoriuscivano a dispetto di ogni cosa. E se non avessero raggiunto nessunaltro, se non il mio cuore, poco importava. Il mio obiettivo di riflettere la realtà che vivo sulla sua pelle e vedo con i miei occhi è ispirazione per le mie conoscenze, il progredire di un bagaglio culturale che nel tempo può divenire sempre più ricco. Penso sia giusto per uomo essere, prima di ogni cosa, un uomo. Un essere umano. Ed io, come da essere umano, abbraccio certe letture da cui è possibile rivelare una certa produzione, una produzione non sempre acclamata e apprezzata, ma chiaro esempio per chi desidera cimentarsi nelle letture di romanzi in cui bisogna, per prima cosa, interpretare l'arte astratta, quella umana e non intellettuale. Se non si capisce appieno l'arte che nasce dall'amore, dalla passione, dal dolore, non si capirà mai niente.

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Primo fra tutti, come non citare un avventura amorosa di due anime dannate, contrite, legate da un amore indissolubile - fino a quando esaleranno il loro ultimo respiro, per poter così finalmente farli fuggire nell'unico luogo dove né il cielo né l'inferno potranno mai trovarli - che precipita irrimediabilmente, scena dopo scena, in una catena di catastrofi?!?

Titolo: Cime tempestose
Autore: Emily Bronte
Editore: Feltrinelli
N° di pagine: 428

Prezzo: € 9, 50
Trama: “Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. È così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall'altro l'attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.”

martedì, gennaio 06, 2026

Gocce d'inchiostro: La casa olandese - Ann Patchett

Interpretare il modo in cui gli autori dipingono la realtà circostante, a volte con modestissimi acquerelli nascosti nella soffitta impolverata della loro anima, ha sempre funto da opportunità o espediente per interpretare con le parole questi ritratti. Non sono ancora brava, come desidero, ma il cercare di produrre sulla carta non tanto quello che vedo, quanto l'aura lucente in cui mi confino è motivo di grande soddisfazione.

L'altra sera, un'ora prima dello scoccare della mezzanotte, mi si avvicinò una donna. E, dalla sua storia, ho scorto la solitudine del suo cuore. Grande e sorda come un rimbombo che esce dalle viscere dell'animo, che attraversa il cuore e entra dappertutto, come un simbolo della disarmonia dello spirito di masse di carne instabili ma con una loro identità. L'intima, dolorosa e necessaria essenza, protagonisti di vicende che si snodano come piccoli dettagli dinanzi al nulla.

Uno spaccato di vita in cui chiunque può identificarsi, i cui personaggi e tematiche offrono una storia indipendente e chiusa a se stessa. Con vasti richiami all'amore, al dolore, alla diversità, alla solitudine, all'insoddisfazione, fatti attuali accomunati da una dimensione molto simile alla nostra, evanescente e quasi lontana da superare ogni sospetto e curiosità. In ogni sua essenza, con mistero, silenzio, gesti o sguardi repentini.


Titolo: La casa olandese

Autore: Ann Patchett

Casa editrice: Ponte alle Grazie

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 352

Trama: Alla fine della Seconda guerra mondiale, grazie a un colpo di fortuna e a un unico, perspicace investimento, Cyril Conroy crea dal nulla un impero immobiliare che porterà la sua famiglia dalla povertà a un'immensa ricchezza. Per fare sfoggio del suo nuovo status, acquista la casa olandese, una sfarzosa proprietà nei sobborghi di Filadelfia. Comprata per fare una sorpresa alla moglie, la villa dà il via a una serie di avvenimenti che finiranno per danneggiare le persone a lui più care. A raccontare la vicenda è il figlio di Cyril, Danny, che insieme alla sorella maggiore Maeve è stato esiliato da casa dalla seconda moglie del padre. Per tutta la vita i due ragazzi non fanno che tornare, fra l'ironia e la rabbia, alla vecchia questione di ciò che hanno perduto. Questo loro legame indissolubile, se da una parte salverà loro la vita, dall'altra ne comprometterà il futuro.

domenica, gennaio 04, 2026

Romanzi su misura: Dicembre

Nella mia testa spesso si affollano un mucchio di pensieri.

Pensieri che parlano profusamente, brillantemente, a getto continuo, senza una conoscenza profonda, di cose o persone che mi intimidiscono e che nella maggior parte dei casi cerco di riversare in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. E' qualcosa di davvero straordinario tutto ciò. E' qualcosa che sin da sempre mi ha procurato una felicità imprecisata. Lo scrivere è una manifestazione di eccitazione, godimento, che a volte può prendere varie forme. La mente degli scrittori del XIX o XX secolo, ad esempio, divenne fantasiosa mediante questo processo e, in poco tempo, famosa. Forza e determinazione. Felicità. Tranquillità interiore. E' tuttavia davvero impossibile eguagliare scrittori del calibro come Gabriel Garcia Marquez, Jane Austen, Alfred Hitchcok, Robert Louis Stevenson, e molti altri. C'è bisogno di essere talentuosi. Possedere un dono, se innato o meno ha poca importanza, che ci ossessiona talmente tanto da indurci a divenire scrittori di noi stessi.

Nel mio salotto virtuale abitualmente non mi soffermo a compiere  riflessioni così profonde riguardo la letteratura e in particolare i suoi autori, quanto a lasciarne delle tracce. Quest’ultimo mese dell’anno, pur quanto i miei propositi fossero diversi, non mi ha impedito di << drogarmi >> di libri. Il piacere di un testo appena concluso, sentimenti che si agitano dentro e che ti opprimono sino a quando non vengono messi a balia sono tutti punti di riferimento a cui io mi aggrappo, portando alla gioia e alla soddisfazione personale.

Nei primi squarci di questo nuovo anno rivelo tutto questo consacrando e parlando di quegli autori che hanno lasciato una sabbia nel tempo, come una viaggiatrice che torna sul luogo preferito. Ho sentito il bisogno di una ventata d'aria fresca, pur negando violentemente di non lasciare un giorno il blog inattivo. Ho realizzato una scaletta su chi potrebbe annoverarsi nella lista, con nuove forme personalissime di vita che rivelano gran parte del mio animo.

Mi pronuncio dunque in questo giorno gettando i riflettori su quelle poche ma essenziali letture che mi hanno affiancato in quest’ultimo mese e in cui figurano la visione più spregiudicata della realtà letteraria vissuta, alcuni squarci del mio vissuto, quella personale visione in cui consacro i romanzi come elementi primordiali legati alla mia vita e a chi li ha scritti. 

Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Due mondi si sono contesi silenziosi la mia coscienza. Come l'acqua di mare e l'acqua dolce che alla grande foce di un fiume combattono. Nel cuore della notte, sentendo come mie le avventure di Tengo e Aomame.

Valutazione d’inchiostro: 4

venerdì, gennaio 02, 2026

Gocce d'inchiostro: Kafka sulla spiaggia - Murakami Haruki

Tessuti a mezz'aria da creature incorporee, lavorate da uomini che soffrono, legate a cose volgarmente materiali.

Si tratta di malformazioni, creature che, come un increscioso dilemma, un quesito dell’anima, che talvolta mi pongo anch'io, grandi e profonde riflessioni su ciò che più considero davvero indispensabile, accecata dal profilo spigoloso di qualche autore solo o insoddisfatto, che come mura vecchie e ingrigite si staglia con uno strano profilo sull'orizzonte.

Eppure, Murakami Haruki mi fa questo effetto. La sua prosa, così pura, elegante, priva di genio ma ricca di quel surrealismo copioso che richiama alla mente un diletto tutto particolare, con messaggi di un linguaggio che non è del tutto sconosciuto, vibrano in modo che si riproducessero continuamente nel loro modo segreto. Non importa più nemmeno di ciò che si sta leggendo, è un piacere sottilmente fisico provocato dal puro disporsi della scrittura nello spazio, dalla leggerezza delle sue movenze, dal suono cristallino che fa rimbalzando sul tavolo di marmo della nostra attenzione. Ho riletto dunque questo romanzo - primissimo approccio con l’autore quindici anni fa - non tanto per curiosità, ma, in fondo per essere intrattenuta da un uomo di lettere a dir poco bizzarro. Come? Lasciandomi cullare dalla sua prosa scorrevole, entrando nella sua mente, nel suo corpo, facendo vibrare il mio cuore nel suo modo segreto.

Titolo: Kafka sulla spiaggia

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 518

Trama: Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti a Takamatsu, nel sud del Giappone. Il primo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico. Mentre il secondo, Nakata, fugge dalla scena di un delitto nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile, schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.

mercoledì, dicembre 31, 2025

The Best Book of .... 2025! Un anno pieno di parole: carta e inchiostro

Ho compreso solo scrivendo il mio ruolo con la scrittura. Avendo così tanti romanzi, avendo letto così tanti autori, la ragazza sognatrice e romantica doveva trovare un posto tutto suo per esprimersi, un dialogo senza falsità.

Quando giunge l’ultimo giorno dell’anno, ricordo con immenso piacere un percorso che mi ha affiancata per 365 giorni Talvolta non mi sembra possibile che i mesi trascorrono così in fretta, ed io senza fretta mi preparo a parlarvi di quegli autori e quei romanzi che, dopo averli scoperti, mi hanno indotta ad abbandonare tutte le altre letture che mi ero prefissata per dedicarmi a loro e loro soltanto. Ma è un tipo di venerazione che io dedico a quei romanzi che reputo fondamentali, tracce indelebili d’inchiostro che ancora bruciano sulla mia pelle.

La mia vita è stata completamente travolta nell'essermi affidata a grandi artisti, condotti in svariati posti del mondo e dinanzi a una realtà dura e scabrosa. Vivendo l'eternità chiusa in un sarcofago di gesso e ferro, in un sudario di putride infezioni e sangue rappreso che non si rimargineranno più. Immaginando seduta in giardino, con quell'aria tenera, viva e indifesa, presa gioco del mio cuore e, le loro storie, oggetto di enorme fascino.

Un anno ricco di emozioni, travagliate e turbolente. Immagini poste ancora ai bordi della mia anima. Una mano invisibile mi spinge a cibarmi di libri e letteratura e a combattere la recuperabilità di certi attimi, stringere fra le mani una penna stilografica e un taccuino e ritrarre tutto ciò che mi circondò. Creature comuni che hanno cercato di sembrare intellettuali, frantumeranno sogni in minuscoli pezzettini, le conferirono una certa raffinatezza ma anche tanta infelicità.

Ogni personaggio di questi testi, ogni creatura è stata assimilata, ha preso vita propria di nascosto, inaspettatamente. E questo post è un tentativo per rievocarli impunemente, avvicinandomi, facendo sentire il mio respiro sulla loro pelle. In maniera diversificata, ma dotati di una bellezza che si è concentrata maggiormente sulle emozioni suscitate, negli così profondi da dare un senso di smarrimento e vertigine, stringendomi da ogni parte, così salda e ferrea da impedirmi alcuna via di fuga. Rendendoli ai miei occhi forti, carismatici, in cui ci si può rispecchiare o vivere come la bellezza di un sogno ineffabile e profondo.

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