Un’amante dei libri e della buona letteratura, di tutto ciò che è fatto di carta e inchiostro, che quando era adolescente attendeva le vacanze estive per poter dedicare del tempo alle letture che più le gravavano, che incontravano il mio gusto di lettrice curiosa e romantica, fungevano da simbolo, da forma inesorabile di crescita, il cosidetto pellegrinaggio di vita che presto o tardi ognuno di noi intraprende, in un dato momento della nostra vita. In questo modo potei trovare me stessa, tutto quello che era stato messo da parte, mediante l’avvento di un unica chiamata che fu l’unica, unica e sola, ad trasmettere, esprimere qualcosa: qualcosa che mi aiutò a dare un senso, alla mia inutile esistenza.
I miei fatidici diciassette anni furono l’apice di scoperte meravigliose, un ritiro nei meandri più reconditi dello spiriito, nel quale ho poi potuto perdermi in questi meandri! Prima che ciò accadesse, però, ma anche dopo, a dire il vero, ho letto un mucchio di testi, romanzi vissuti fra i banchi di scuola. Romanzi ambientati in college o università facoltose, scuole limitrofe a paesini sperduti, o storie di adolescenti che abbracciano la cultura come dolce fiele. Storie che, dopo aver varcato la soglia, seguono un percorso scolpito in una parete, uno specchio in cui ho potuto riflettermi, incontrare faccia a faccia persino Dio.
🌺🌺🌺🌺🌺
Titolo: Il giovane Holden
Autore: J. D. Salinger
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 248
Trama: Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi.






