venerdì, ottobre 23, 2026

Nella baia delle parole: la letteratura domestica

Da adolescente, sui banchi di scuola, in un momento di intorpidimento dell’animo, conobbi lo splendido ma tragico mondo dei classici, mediante l’amore folle ma nefasto di due giovani, due anime contrite, malate, i cui spiriti grigiastri si tenevano per mano. Del loro respiro, della loro accecante aura, mi sono lasciata circonfondere tanto fa, ma, nel corso della mia vita, tante altre volte - perchè ho sempre amato << comportarmi >> così - e a cogliere e preservare il respiro di chi ha scritto, checchè sia di epoca moderna o passata, custodire in una fenditura del mio cuore come un piccolo scrigno. Dai miei diciassette anni tante cose sono nettamente cambiate; in primis, il mio modo di leggere i libri.. Da allora credo di non aver mai ripudiato né tantomeno rifiutato l’opportunità di leggere qualcosa che profumasse di antico, remoto. Nel mondo vasto della letteratura c’è così tanto materiale che delle volte scegliere è davvero difficile: un po per costrizione, un pò per la fatalità di un tempo incessante e ligio, non ho ancora letto TUTTO. Quelle poche storie che ho letto e fagociato hanno lasciato un segno, una traccia che ancora brucia sulla mia pelle. E poco prima che ogni cosa scomparisse, il loro ricordo evaporasse come fiati di vapore nell’atmosfera, prendevo carta e penna e riporta i miei pensieri su carta, affinché il loro ricordo rimanesse preservato. Restasse indelebile, almeno su carta.

La natura attorno a questa nuova tipologia di post è riconducibile a una forma particolare di conoscenza: l’istruzione. In epoca vittoriane, le donne, pur di poter gatantirsi una certa libertà, spirituale e intellettuale, abbracciavano l’istruzione, l’insegnamento pur di rompere, frantumare quelle barriere solide che erano state imposte attorno ai paradigmi rigidi del patriarcato. Il loro grido, per alcuni fievole per altri prorompente, altisonante, valicando i confini di ogni universo e posto la letteratura, ogni forma di arte ai vertici di un meccanismo universale e progressivo. La parola scritta, la diffusione della conoscenza diviene, ancora una volta, non più quel gracchiare pullulante di cui alcuni furono << affette >>, quanto una necessità, un modo di essere. Un linguaggio universale di cui questi testi, anche se non completamente, espugnano così bene.

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Titolo: Agnes Grey

Autore: Emily Bronte

Casa editrice: Oscar Mondadori

Prezzo: 9, 50 €

N° di pagine: 288

Trama: Basato in larga misura su esperienze dell’autrice, “Agnes Grey” narra la vicenda di una giovane istitutrice che lascia la casa paterna spinta, più che dalla necessità economica, dal desiderio di conoscere il mondo e di dar prova di sé: una fiura che appare di sorprendente modernità nella sua piena consapevolezza, nella implacabile lucidità e nelle penetrante ironia con cui osserva il mondo che la circonda.

mercoledì, ottobre 21, 2026

Gocce d'inchiostro: Madonna col cappotto di pelliccia - Sebastian Ali

Sono stata nella Berlino degli anni 20 in pieno fermento della Repubblica di Weiman, un'epoca straordinaria e contradditoria sospesa tra un esplosione di libertà culturale e una profonda crisi economica e sociale che si riflette nel destino dei protagoisti. In una regione in cui non vi ero mai capitata, più lontana delle mie prospettive o preferenze letterarie, sfogando questa mia mancanza nella lettura di un romanzo bellissimo, intenso e profondo che ho divorato esageratamente senza rendermene nemmeno conto. Una città, in un luogo rurale alquanto affollato, ma misero e sporco che, assieme al protagonista, solo e immerso nei suoi pensieri, senza curarsi delle cose intorno, inconsapevolmente allaccia un rapporto di amicizia con un suo amico lavoratore che, una mattina di fine luglio, gli cadde il mondo addosso. La capitale vantava di essere culla della cultura europea in cui vige un certo laboratorio a cielo aperto per l'espressionismo, la pittura, la musica jazz in cui la visione di una donna, una creatura dalle fattezze simili a una Madonna, incarna forme di avanguardia mediante il sacrificio che ripone ad esse nel compiere gesti o azioni che virino alla sua libertà. In una serpeggiante e copiosa solitudine del cuore, esistenziale e dalla libertà limitata nel quale ogni cosa sembra sospesa, esaspera in un tempo intenso e tragico. L'inafferrabilità della psiche umana che cozza col contesto storico in cui arte e vita si fondono come uno splendida enigma da decifrare, invitando alla scoperta dell'uno per l'altro.
Raif Effedi rimase scioccato dal quadro di una donna comunemente seduta, ma avvolta in un bellissimo cappotto di pelliccia. Alla fine non fa nessuna differenza se ella è coperta, ricca o sposata; tutto ciò che si desidera, perlomeno che io ho desiderato, è riconoscersi tra la folla concedendoci così l'opportunità di far sentire anche la nostra voce. Una voce che ha riconosciuto questa storia esattamente così com'è, serbando il ricordo speciale della loro compagnia come un talismano prezioso.
Titolo: Madonna col cappotto di pelliccia
Autore: Sebastian Ali
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 209
Trama: Ci sono incontri casuali in grado di segnare un'intera esistenza. E ci sono storie che restano segrete per una vita intera ma poi, una volta raccontate, fanno il giro del mondo. Quando ad Ankara, negli anni Trenta, un giovane conosce sul posto di lavoro Raif Effendi, viso onesto e sguardo assente, è subito colpito dalla sua mediocrità. Man mano che i due entrano in confidenza, questa prima impressione non fa altro che ricevere conferme; schernito ed evitato da tutti sul lavoro, Raif viene maltrattato persino dai suoi familiari. Quale può essere la ragione di vita di una persona simile? Quale, se c'è, il segreto dietro una vita apparentemente inutile? Il taccuino di Effendi, consegnato in punto di morte al collega, contiene le rispsote, raccontando una storia tutta nuova: dieci anni prima, un giovane e timido Raif Effendi lascia la provincia turca per imparare un mestiere a Berlino. Visitando un museo, rimane folgorato dal dipinto di una donna che indossa un cappotto di pelliccia, e ne è così affascinato che per diversi giorni torna a contemplare il quadro. Finchè una notte incrocia una donna per strada: la stessa donna del dipinto. Maria. Un incontro che gli sconvolgerà la vita.

lunedì, ottobre 19, 2026

Uno squarcio sull'anima: identità letterarie

Se rivedo il film della mia vita, se lo osservo come un lungo e serico filo snocciolarsi dinanzi ai miei occhi, penso a ciò che ho visto e vissuto in 34 anni di vita. Come, a volte, sia stata protagonista di svariati eventi, ed in particolare di incontri che silenziosamente e inconsapevolmente hanno tessuto una fitta rete di opportunità o occasioni. Come sempre, da ogni lettura vissuta o appresa, resta qualcosa, una traccia che tuttavia resta lì, ai bordi dell’anima. Niente e nessuno potrà mai cancellarla, né tantomeno cambiare o togliere quelle impressioni di fondo che avevo nutrito o mi ero fatta, al loro approccio.

I romanzi che vi presento in questo ennesimo post, però, denominato identità letterarie, rappresentano quei testi, quelle storie le cui tematiche, quei fondamenti che reggono un meccanismo non sempre efficiente e concreto, espugnano elementi tipici del mio animo: storie in cui pullula l’amore per la scrittura, per la lettura, per la crescita personale o dotati di una certa dose di maturità, che io e Bella Swan condividiamo sin da quando eravamo ragazzine, adolescenti. Nell’insieme, raccontando e trasmettendo messaggi fondamentali per la mia vita, che pur quanto passi il tempo, perpetuano nella mia memoria come una leggenda popolare.


Maturità

Titolo: Twilight

Autore: Stephenie Meyer

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €
N° di pagine: 412

Trama: Bella si è appena trasferita a Forks, la città più piovosa d'America. È il primo giorno nella nuova scuola e, quando incontra Edward Cullen, la sua vita prende una piega inaspettata e pericolosa. Con la pelle diafana, i capelli di bronzo, i denti luccicanti, gli occhi, color oro, Edward è algido e impenetrabile, talmente bello da sembrare irreale. Tra i due nasce un'amicizia dapprima sospettosa, poi più intima, che presto si trasforma in un'attrazione travolgente. Finora Edward è riuscito a tener nascosto il suo segreto, ma Bella è intenzionata a svelarlo. Quello che ancora non sa è che più gli si avvicina e maggiori sono i rischi per lei e per chi le sta accanto. Mentre nella vicina riserva indiana riprendono a circolare inquietanti leggende, un dubbio si fa strada nella mente di Bella. Il sogno romantico che sta vivendo potrebbe essere in realtà l'incubo che popola le sue notti. Volume d'esordio della saga di Bella ed Edward, "Twilight" è una storia che trascina il lettore nel vortice sensuale e avventuroso di un amore proibito.

sabato, ottobre 17, 2026

Gocce d'inchiostro: Il frutto più raro. La scoperta della vaniglia - Gaëlle Bélem

Non meno importante, se così la si può definire, fu questa lettura, accolta sul finire del mese di settembre, ormai slegata del tutto dalla mia esistenza, diventata una semplice entità che lentamente sta per evaporare. L’uomo diviene piccola entità nel quale può vestire i panni di un uomo di colore, spogliandosi dunque delle sue fattezze e bruciare simbolicamente assieme a lui nell’avvento di una nuova rinascita o venuta. Ma comprendo solo ora, che riporto queste poche righe, come si sia sentita la sua autrice. I desideri, i sentimenti che si dibattevano nella sua gabbia toracica e che, di origini afroamericane ma nata in Francia, scoprì come il suo figlio di carta e inchiostro - un figlio però << prestato >> - la scoperta di una celebrazione di bellezza nobile e indolente il cui luogo in cui potè propagarsi e diffondersi fu un’isola, una specie di utopia nel quale potersi rifugiare da un contesto ipocrito e meschino della società europea.


Titolo: Il frutto più raro. La scoperta della vaniglia

Autore: Gaëlle Bélem

Casa editrice: EO

Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 208

Trama: Nel XIX secolo, nella colonia francese dell’isola di Bourbon (oggi Réunion), nasce Edmond, un ragazzo creolo figlio di schiavi. Orfano dalla nascita, viene accolto e cresciuto dal colono francese Ferréol, un botanico vedovo e appassionato di orchidee, che gli trasmette l’amore per le piante. Nella tenuta di Ferréol, Edmond si accontenta di lavorare come giardiniere, nutrendo in segreto il desiderio di seguire le orme del padrone e osservandolo attentamente nel suo lavoro, per raccoglierne gli insegnamenti. Il suo destino sembra segnato, ma Edmond ha un talento e una determinazione capaci di sfidare la sorte e, a dodici anni, fa una scoperta straordinaria che cambia per sempre il destino dell’isola. Nel 1841 scopre un metodo per impollinare manualmente la pianta di vaniglia, un’impresa mai riuscita a nessuno prima di lui. La scoperta di Edmond è rivoluzionaria e scuote le fondamenta sociali ed economiche della colonia francese, rendendo finalmente possibile la produzione su larga scala di vaniglia che, ancora oggi, è il simbolo della Réunion. Nonostante l’impatto epocale della sua scoperta, la vita di Edmond non prende però la piega che ci si aspetta. Resta uno schiavo, privo del riconoscimento per il suo talento e, anche dopo l’abolizione della schiavitù, il suo futuro è tutt’altro che promettente. Attraverso la storia di Edmond, raccontata con ironia e passione, Gaëlle Bélem ricostruisce quella di La Réunion, dall’arrivo dei primi coloni europei al decreto del 1848 che pose fine alla schiavitù. Una storia dolce e amara, che celebra il coraggio di chi osa sfidare il proprio destino.

giovedì, ottobre 15, 2026

Un atlante storico della lettura

Pagine che palpitano, in cui possiamo riconoscere un pezzo di noi stessi, scovare così a fondo i sentimenti degli esseri umani, di cui i romanzi divengono beneficio o surrogato per l'ennesima dichiarazione d’amore alla vita e alla buona letteratura.

La mia, sicuramente, che riversa in queste poche parole niente che possa districarsi perfettamente tra esperienze e generazioni diverse, tra presente e passato, quanto racconti dove il sentimento amoroso viene esplicato ed enfatizzato mediante poesia. E la voce carezzevole dei loro autori, facilmente riconducibili a quei gesti, quei desideri di poter ritrovare, o trovare, come un esame attento su un atlante, barlumi di speranza.

Una storia di redenzione di cui le parole fungono da espediente per poter trovare un posto tutto proprio nel mondo. Dovuto da una speciale predisposizione a scuotere e a scricchiolare l'anima di chiunque, planando lentamente fra le stanze polverose della mia coscienza, dopo una sfilza di letture di vario tipo.


Titolo: Ogni cuore umano

Autore: William Boyd

Casa editrice: Beat Bestseller

Prezzo: 15, 50 €

N° di pagine: 608

Trama: Che cosa spinge un essere umano a scrivere il suo diario intimo? Il bisogno impellente, a un certo punto della propria vita, di essere sinceri con se stessi? Di dirsi tutta la verità senza pudore, e gettare così finalmente luce su quegli aspetti della propria esistenza che non osiamo confessare neanche a noi stessi? Niente di tutto questo vale per il protagonista di queste pagine: Logan Gonzago Mountstuart, scrittore nato in Uruguay nel 1906 da madre uruguayana e padre inglese, e vissuto più o meno ovunque nel corso della sua esistenza. Logan Mountstuart scrive il suo journal intime per quello che lui ritiene lo scopo di ogni vero diario: venire a capo delle infinite personalità che compongono quello strano animale che è l'essere umano.

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