Secondo me, il metodo di alcuni autori di coniugare la realtà con la fantasia è uno dei migliori. Il loro desiderio di registrare scrupolosamente ogni avvenimento o fatto che rese celebre la loro vita, o un frammento della stessa, non sarà sicuramente stato ideale: l’esigenza di sedere dinanzi a una scrivania con una macchina da scrivere o un fascio di carte che presto o tardi sarebbero state vergate di inchiostro ancora fresco, denota come sia stata maggiore l’urgenza di riflettere. Esorcizzare ogni paura, ogni stimolo mediante l’arte delle parole. A forza di leggere e scrivere, recensire i romanzi che leggo, ho compreso tanto anche del mio vissuto: i libri mi aiutano ad osservarmi mediante gli occhi di un altro, e a cogliere quegli aspetti che sono insiti nel mio spirito ma non visibili a occhio nudo. E giorno dopo giorno, fra una recensione e un’altra, giunta a cogliere gli aspetti più straordinari della mia vita; la disciplina, la diligenza, la serietà con cui mi affido a tutto questo, coincidente a un forte senso di individualismo che coincide con quel tipo di libertà cui aleno di ottenere presto, nel giro di qualche mese rivela molto più di una semplice riflessione. La lettura di questa splendida saga, una trilogia in cui l’autrice diede sfogo a un capitolo intenso della sua vita mediante gli occhi del suo alter ego, Harvey, in diverse reazioni di sopravvivenza e il clima di una città, Londra, che tenterà di rinascere tra le macerie. Dilaniata e combattuta nel combattere una guerra più grande di lei, la sua creatrice - sinistra liberista e fervida socialista - vide la storia come un processo dinamico guidato dai conflitti di classe. In questo secondo volume, acutizzato da scioperi continui, in momenti di dolorosa presa di coscienza e lotta che denunciano quelle forme ingiuste di capitalismo, dando voce a quel coro di voci bianche che avrebbero dovuto essere spinte a lottare per l’impegno politico attivo.
Titolo: Amore a prima vista
Autore: Margaret Storm Jameson
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 400
Trama: Sono trascorsi sei anni dalla fine della Grande Guerra e Hervey Russell è ancora in lotta contro l’incertezza della sua esistenza, la potenza delle sue ambizioni e l’irrequietezza del suo spirito. Si è ormai conquistata una reputazione dignitosa nella società letteraria londinese, anche se il vero successo è ancora lontano, e si mantiene lavorando per la rivista della volubile e disinvolta Evelyn Lamb. La crisi con il marito è ormai totale, e quella sorta di responsabilità che Hervey sente per lui, il dovere di prendersi cura della parte più debole della coppia, costituisce l’ultimo filo che la tiene legata all’uomo. Ma è un filo che viene irrevocabilmente scosso, pronto a recidersi una volta per tutte, quando Hervey si innamora del cugino Nicholas Roxby, l’unico erede dei cantieri Garton appartenuti alla nonna. Hervey, che nel tempo si è fatta forte come un albero, non intende rinunciare a lui. Nella Londra del 1924, nel frattempo, si muove la varia umanità di individui ai quali la guerra ha inferto definitive menomazioni spirituali e materiali, a cominciare dagli amici di gioventù di Hervey, intrappolati in relazioni sentimentali che nascono minate dall’incapacità maschile di lasciarsi amare al di là di ogni convenzione, oppure alimentate dalle residue energie di una generazione giovane ma già decadente, quella che ha vissuto in prima persona la guerra.




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