Ho conosciuto uomini dal temperamento forte e un po' distaccato, dalla cui figura trapela qualcosa di nebuloso, preoccupato, vago, drammatico che me lo ha fatto designare come qualcuno a cui è stata strappata la felicità. Ogni rimasuglio di speranza, addirittura di vita, che vaga lungo la riva dell'assurdo, avanza verso nuvole evanescenti che poi fluttuano verso il cielo. Talvolta infatti dimentico che si tratti eslusivamente di finzione, e che io, piccola creatura di un vasto universo, sia stata folgorata dall’avvento di qualcosa. La venuta di figure di carta, che mi hanno affiancato in questo percorso di vita, ma anche addossato tutto il peso della loro tristezza.
Chi ama la scrittura, la parola scritta, l’istruzione, deve essere consapevole che, a volte, si va incontro anche a questi effetti, in cui inevitabilmente si rischia che la nostra anima si deteriori. Ma il congegno artificioso delle emozioni, dei ricordi, esposti quasi sempre ai venti della vita, mi hanno consentito di calarmi nel vivo di un mondo all'apparenza popolato da cartoni animati, di personaggi drammatici che scontano fino alla fine il mestiere della vita.
E in questa ennesima carrellata di libri, questa selvaggia immersione dell'anima, un tuffo di tutti i colori in un'unica tinta scura, una debole cantilena che continua a corteggiare il mondo, trascendendo con una certa durezza, con un certo autocontrollo e disciplina del secolo. Sullo sfondo di crepuscoli quasi sempre verdognoli, che sprigionano una splendida melodia.
🌺🌺🌺🌺🌺
Affrontando da un'angolazione nuova e complementare i grandi temi che sono al centro della sua narrativa – il clima politico e sociale degli Stati Uniti, la centralità della fede religiosa e la generosità di sguardo che ne deriva, la natura dell'individualismo americano.
Titolo: Quando ero piccola leggevo libri
Autore: Marilynne Robinson
Casa editrice: Minimum Fax
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 249
Trama: Non tutti sanno che tra "Le cure domestiche", il romanzo di esordio con il quale Marilynne Robinson divenne una celebrità negli Stati Uniti, e "Gilead", la sua seconda opera narrativa, premiata con il Pulitzer e primo capitolo di una magnifica trilogia completata da "Casa" e "Lila", sono trascorsi ben ventotto anni: dal 1980 al 2008. E non tutti sanno che in questo trentennio o poco meno la Robinson, ben lungi dal rimanere inattiva, si è cimentata ripetutamente con il genere saggistico, regalando ai suoi lettori una serie ininterrotta di perle. Spaziando dalla meditazione teologica a riflessioni illuminanti sulla letteratura, dal ricordo autobiografico alla disamina di un'intera nazione e delle sue trasformazioni, i saggi di "Quando ero piccola leggevo libri" affrontano da un'angolazione nuova e complementare i grandi temi che sono al centro della sua narrativa – il clima politico e sociale degli Stati Uniti, la centralità della fede religiosa e la generosità di sguardo che ne deriva, la natura dell'individualismo americano e il mito del West – e compongono il ritratto intimo e ricco di sfaccettature di un'autrice che è considerata un vero e proprio classico contemporaneo.





.jpg)

