Ci si abitua a condurre un certo stile di vita - ad essere me stessa - senza alcuno sforzo. L’impegno che ripongo a tutto quello che faccio, alle letture che vivo, alla scrittura di testi che popolano la mia coscienza, derivano da un unico elemento: l’amore che riservo, giorno dopo giorno.
Non vi è occasione che possa annoiarmi, che possa cadere preda di tormenti, turbamenti dell’anima in cui è poi la stessa a “pagarne” il prezzo. Non c’è mai stato bisogno di dire niente, né tantomeno dimostrare qualcosa. Basta che chiuda gli occhi, mi concentri e osservi tutto ciò che ho dinanzi lasciando che i pensieri restino tali, non impuri, registrandoli su carta nell’immediato, non apprezzando esclusivamente l’atto in sé quanto l’emozioni o le sensazioni che trapelano. Questa settimana in cui ho potuto dedicare la lettura di questi sette testi è passata in un soffio, con i giorni all’insegna del caldo, del mare, del sole, ma anche del lavoro e della routine, scanditi da un preciso ritmo che, con la sua regolarità, non lascia spazio o adito ad alcunchè. Tutto era previsto, organizzato. Queste letture erano previste, ma ciò che non avevo previsto era ciò che avrebbero aggiunto al mio cuore. Un guazzabuglio di sensazioni altalenanti, forti, vivaci e colorate, che hanno occupato gran parte della mia quotidianità..
Titolo: Lettera di una sconosciuta
Autore: Stefan Zweig
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 96
Trama: "A te, che non mi hai mai conosciuta": è questa l'intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un romanziere viennese, un quarantenne di bell'aspetto a cui la vita ha offerto i suoi doni più ambiti: la ricchezza, la fama e un fascino "morbido e avvolgente" a cui è impossibile resistere. "Ieri il mio bambino è morto": così esordisce la misteriosa scrivente, e continua: "adesso al mondo mi sei rimasto solo tu, tu che di me non sai nulla". Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo, solo per questo, concede a se stessa di raccontargli la propria vita la vita di una creatura che per più di quindici anni (prima bambina, poi adolescente, e poi donna) gli ha votato, "con la dedizione di una schiava, di un cane", un amore "disperato, umile, sottomesso, attento e appassionato", senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, ottenendo in cambio solo poche notti d'amore e portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, la riconoscesse. Ma quasi sempre il volto di una donna rappresenta per l'uomo "solo lo specchio di una passione, di un gesto infantile, di un moto di stanchezza, e svanisce altrettanto facilmente di un'immagine allo specchio". E il destino di lei è stato di non essere mai riconosciuta. La descrizione di un labirinto di amore assoluto, un ritratto di donna ardente e viva e, al tempo stesso, immateriale come "una musica lontana".






