L'inaspettata consapevolezza di essere vivi, e allo stesso tempo di non esserlo, non andando più in giro come un morto, ci induce a guardarci con gli occhi di un altro. L’essere umano è spesso tormentato continuamente da un demone perfido che lo costringe a ridurlo in un involucro senza anima, l’inconoscibile, e a quel punto è completamente perduto.
Con un discreto bagaglio di esperienze alle spalle, un particolare tipo di esperienze che non mi stanco mai di voler sperimentare, ho sempre creduto che certe forme di malvagità sia possibile esorcizzare mediante un semplice atto. Sedersi in una morbida poltrona, in un letto, dinanzi a un recalcitrante computer, aprire un libro, e immergersi nel sapere, nella conoscenza. Solo così quello che ci appariva sconosciuto, diviene conosciuto, o, perlomeno, è possibile scorgerne anche una parvenza, in un mondo che di normalità ha ben poco, incoraggiando noi poveri relitti ad accettare questo insolito invito ed esplorare nuovi confini.
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L'istruzione estremamente importante perchè diviene esplorazione di temi come la giustizia, l'empatia e il pregiudizio, ma soprattutto insegna che l'educazione (sia quella formale a scuola che quella morale fornita dal padre Atticus) è lo strumento principale per superare l'ignoranza e la paura del diverso.
Titolo: Il buio oltre la siepe
Autore: Harper Lee
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 290
Trama: Anni Trenta del secolo scorso. In un sonnolento paese del profondo Sud degli Stati Uniti, l’avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un afroamericano accusato di aver stuprato una ragazza bianca. Scout, figlia di Atticus e indimenticabile voce narrante della vicenda, ci mostrerà il duro pregiudizio razzista e la battaglia di un uomo per salvare un’innocente.





