mercoledì, settembre 23, 2026

Gocce d'inchiostro: Alzarsi - Helga Schubert

Si compiono gesti quasi disperati, quando la felicità, la monotonia, ogni parvenza di quotidianità e ripetizione, ci vengono strappati, irrimediabilmente e repentinamente. Quella catena di eventi che era stata tessuta a nostra insaputa, aveva indotto una scrittrice tedesca che ha visto con i suoi occhi del sangue sparso copiosamente su ogni cosa, persino nell’anima di poveri reietti che vagavano lungo la riva dell’assurdo, ad essere spettatrice, protagonista attenta di uno degli scontri mondiali bellici più importanti della Storia. Quelle che riportano queste pagine altre non sono che le sue memorie, i suoi pensieri, sparsi su taccuini, diari, bloc notes, segnata dalle tenebre e nel quale la scrittura ha funto da scoperta per la propria libertà, la propria resistenza, la capacità di trasformare ogni forma di dolore e solitudine, espressioni di bellezza e rinascita in cui non sceglie di dare voce ai grandi eroi della Storia, bensì a figure che si muovono ai margini degli eventi. Preservando la propria umanità e la propria quotidianità. Alzarsi nacque dal desiderio della Schubert di spingersi, creare una classificazione architettonica nel quale avrebbero prevalso una coscienza determinista, in equilibrio costante tra perfezione e solitudine.


Titolo: Alzarsi

Autore: Helga Schubert

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 250

Trama: La piccola Helga si risveglia dopo il pisolino sull’amaca nel frutteto della nonna e trova ad aspettarla una fetta di torta e una tazza di caffè surrogato; è il primo giorno delle vacanze estive, e la sensazione di libertà è inebriante. È con questa fotografia, scattata nei primi anni Cinquanta nella Germania dell’Est, che iniziamo a sfogliare, insieme all’autrice, l’album dei suoi ricordi. Il padre è stato ucciso da una granata sul Volga quando lei aveva soltanto un anno, e da allora è un eroe che prende vita in una serie di figure maschili laterali: amici, vicini di casa, candidati a un posto di padre rimasto sempre vacante. Dall’altra parte, una madre fredda, provata dalla guerra, ma anche poco affettuosa per indole. Il rapporto con lei non è mai stato facile, ma la figlia le è grata: in fondo, nonostante tutto ha deciso di tenerla, l’ha portata con sé quando è fuggita durante la seconda guerra mondiale e ha rinunciato all’idea di avvelenarla nel momento dell’invasione russa. Una pagina dopo l’altra, arriviamo con lei all’età adulta, e osserviamo la vita nella DDR per una donna colta e attiva nel milieu culturale, guardata con sospetto e costantemente sorvegliata dalla Stasi. E infine, la caduta del Muro quel fatidico 9 novembre, l’abbraccio imbevuto di pianto con il marito e poi la folla a Unter den Linden, con la mezzanotte illuminata a giorno. Una vita composta di tante sfide, di conflitti, di resistenza.

lunedì, settembre 21, 2026

Nella baia delle parole: romanzi dark accademia 2 °

I romanzi colmi di mistero, indagini folcloristiche che scandiscono momenti di vita, vita umana, un tempo, destano in me un certo fascino. Bei personaggi, belle trame, belle atmosfere. Storie i cui autori fornivano dettagli, che all’epoca non vedevo nè tantomeno riuscivo a cogliere, da cui tuttavia il mio interesse per questa tipologia di testi, questo filone letterario, si assopì. Alla ricerca di un genere << tutto mio >>, i gialli, i romanzi mistery, i dark accademy, non destano più quel particolare fascino che un tempo donavano certe letture. Nel mio intimo, sapevo fosse così da tempo. Nelle intricate trame che viravano quasi sempre alla sopravvivenza del singolo, mi scoprivo quasi sempre rispettosissima delle modalità che attuavano i loro autori, certi espedienti per cogliere certe cose, ma ciò di cui non ne ero ancora consapevole è come il loro spirito non coincidesse col mio. Ho però, prima di constatarne la sua essenza o veridicità, letto un numero spropositato di testi che espugnassero certe tematiche. Romanzi ambientati in luoghi in cui ricordo ancora il lustro delle mie scarpe strisciare su corridoi lucidi e profumati, un’atmosfera copiosa e cupa che non concede alcuna via di fuga, nemmeno di salvezza.

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Titolo: Il libro della vita e della morte

Autore: Deborah Harkness

Casa editrice: Piemme

Prezzo: 19, 90€

N° di pagine: 754

Trama: Quando Diane Bihop, una giovane storica studiosa di alchimia, scopre nella Bodleyan Library di Oxford un antico manoscritto che vi era rimasto celato per secoli, non si rende conto di aver compiuto un gesto decisivo per la sua vita. Discendente da una stirpe di streghe, Diane aveva sempre cercato di vivere una vita normale, da cui la magia era rigorosamente bandita. Ma ora sente che il potere del manoscritto è più forte di ogni sua decisione e, nonostante tutti i suoi tentativi, non riesce a metterlo da parte. Diane però non è la sola ad avvertirne con prepotenza l'attrazione. Perché le streghe non sono le uniche creature ultraterrene che vivono a fianco degli umani: ci sono anche demoni, fantasiosi e distruttivi, e vampiri, eternamente giovani; e tutti sono interessati alla scoperta di Diane. Uno in particolare si distingue dagli altri, Matthew Clairmont, un vampiro, professore di genetica appassionato di Darwin. Il cui interesse per il manoscritto viene presto superato da quello per la giovane strega. Insieme intraprendono il viaggio per sviscerare i segreti celati nell'antico libro. Ma l'amore che nasce tra loro, un amore proibito da leggi radicate nel tempo, minaccia di alterare il fragile equilibrio esistente tra le creature e gli umani, scatenando un conflitto che può avere conseguenze fatali.

sabato, settembre 19, 2026

Gocce d'inchiostro: Anima spezzata - Akira Mizubayashi

Una sera, prima che le vacanze estive si concludessero, fui chiamata da un vecchio, un uomo che mi esortò ad ascoltare la sua storia. Di storie, una lettrice curiosa e insaziabile come la sottoscritta, non riesco a saziarmene nè tantomeno a domare quella sete imprescindibile di sapere e conoscenza che solo la buona lettura sa donarmi, e rinnegare, volgere le spalle a una simile proposta, un invito che mi avrebbe condotta in un luogo che sin da sempre desta in me un certo fascino, fu uno dei migliori rimedi se non opportunità di colmare quello spettro della noia che in quel periodo vorticava come uno sciame impazzito sopra la mia testa. La mia venuta, il nostro incontro, non è stato dei migliori, lo confesso, ma se io e Akira Mizubayashi  non ci fossimo incontrati, scontrati, ora non sarei qui a riporre queste poche righe, Ogni romanzo, nel bene e nel male, è meritevole di attenzioni. Dietro a semplici risme di carta vi è un lavoro lungo, un processo meticoloso di arte, precisione e cultura, e Anima spezzata non ha potuto diffondersi, la melodia che ha sprigionato non ha potuto infondersi nè tantomeno sovrastare quel silenzio assordante che si respirava tutt’attorno, dominando quella violenza irruenta che era stata aizzata contro il popolo cinese.

Titolo: Anima spezzata

Autore: Akira Mizubayashi 

Casa editrice: La nave di Tesero

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 240

Trama: A Tokyo, nel 1938, quattro musicisti dilettanti appassionati di musica classica occidentale si incontrano regolarmente per suonare. Il quartetto è formato dal giapponese Yu, un insegnante di inglese, e da due studenti e una studentessa cinesi. Questi ultimi sono rimasti a Tokyo nonostante l’invasione giapponese della Manciuria e la spirale di violenza e odio razziale che aveva provocato. Una tranquilla domenica pomeriggio, però, la musica è brutalmente interrotta dall’irruzione di alcuni militari. Il violino di Yu viene distrutto da un soldato e i quattro, sospettati di complottare contro l’Impero, vengono arrestati. Nascosto in un armadio, Rei, il figlio undicenne di Yu, ha assistito alla scena, ma sfugge alla violenza dei soldati grazie a un tenente che lo lascia andare e gli affida il violino in pezzi del padre. Giunto in Europa grazie a un amico francese del padre che lo adotta, Rei decide di studiare da liutaio. Dopo anni di dedizione e sacrifici è ormai un ottimo artigiano, specializzato nella costruzione e nel restauro dei violini, e ha una sua bottega a Parigi, dove vive con la compagna Hélène, una rinomata archettaia. È proprio lei a raccontare a Rei la storia di una giovane e talentuosissima violinista giapponese, Midori Yamazaki, che, in un’intervista, aveva dichiarato come l’amore per lo strumento le fosse stato tramandato da un nonno militare. Incuriosito dalla coincidenza, Rei decide di scriverle per provare a riannodare i fili del suo passato. “Anima spezzata” è un romanzo commovente e delicato che affronta le questioni della memoria, dello sradicamento e della difficile elaborazione del lutto. Una trama coinvolgente che unisce Oriente e Occidente tra l’alba della seconda guerra mondiale e il nostro presente. Akira Mizubayashi fa diventare la letteratura e la musica materia stessa della vita, arrivando a sfidare persino la morte e il passare del tempo.

giovedì, settembre 17, 2026

Gocce di speranza 2

In pagine bianche intonse e ancora profumate si possono scovare, trovare una sequela

di riflessioni su ciò che ha più importanza per noi stessi. Nel mio caso, i libri e la buona letteratura. Romanzi come quelli che vengono sussurrati nel cuore della notte, e che ci trasportano in balia di sensazioni meravigliose e straordinarie, vivono ancor prima di nascere. Briciole vive dell'anima di scrittori frustrati, soli, disillusi, romantici, sognatori. Le parole volano, i pensieri rimangono a terra. Parole senza pensieri non giungono al cielo ed ecco che, come questa ennesima carrellata di romanzi, pregni di lirismo, canti ipnotici, in svariati momenti della mia vita, mi perforarono da dentro. E con questa ennesima carrellata, in primis, la possibilità di averli letti. Averli condivisi, seppure le numerose piaggine, viaggiatrici inghiottite nell'immensità del cosmo che segnarono le tappe più insidiose del nostro cammino.

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Malinconico e curioso, confortevole come un abbraccio non del tutto caldo ma sentito, nel quale è stata delineata una storia dal sapore agrodolce. Abbellita da minuziose curiosità, voli pindarici di fantasia, un tuffo nel passato in cui l’idea di raggiungere la felicità è un sogno che non si infrangerà del tutto. L’impulso, il lampo di compassione, l’ingenuità infantile, tutto questo compreso pienamente.


Titolo: Anne di Green Gables

Autore: Lucy Moud Montgomery

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 28 €

N° di pagine: 816

Trama: È dura per Matthew e Marilla, fratello e sorella di mezza età, gestire una fattoria sull'Isola del Principe Edoardo, in Canada. Così decidono di adottare un orfano che li aiuti nel lavoro dei campi ma al posto di un robusto ragazzo l'istituto invia loro una gracile ragazzina dai capelli rossi. Inizia così la vita di Anne a Green Gables, al centro di una serie amatissima di romanzi che la accompagneranno dall'infanzia fino all'età adulta.

martedì, settembre 15, 2026

Gocce d'inchiostro: Il lungo sguardo - Elizabeth Jane Howard

L'ho già fatto. Questo 2026 mi ha vista completamente immersa fra le campagne rurali londinesi, nei primi anni '20, e da lì non sarei mai voluta tornare indietro: vorrei viverci in eterno. Vorrei 'crescere 'con persone che adesso non esistono più. Vorrei assistere a quel momento in cui la piccola ed ingenua Beth emise il suo vagito nel mondo, e, successivamente, trascinata in una realtà assurda, brutale e cruda che proclameranno il suo destino. 
Non siamo obbligati a tenere conto degli 'insegnamenti' dei genitori, ma per Elizabeth Jane Howard fu così eccessiva che pose l'autrice in situazioni quasi sempre conflittuali, e di cui i suoi romanzi sono uno specchio in cui ciò poté riflettersi. Il lungo sguardo, così come altre sue opere, diviene così una biografia, uno squarcio di vita dell'autrice, romanzo dialogo narrato come una piece teatrale che segue una fase e poi un'altra, consapevole del percorso intrapreso. Combinando acume e sensibilità, in una sequela di crisi create ad arte e di vuoti che il suo lungo sguardo ci elargí negli anni.

Titolo: Il lungo sguardo
Autore: Elizabeth Jane Howard
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 17,50 €
N°di pagine: 511
Trama: 1950, Londra. Antonia e Conrad Fleming stanno aspettando gli ospiti per la cena di fidanzamento del figlio Julian. Ogni cosa è pronta nella bella villa sulla collina di Hampstead, da cui si gode una magnifica vista sulla città; la casa sta per accogliere, impeccabile, l'élite londinese che celebrerà l'occasione. Eppure la voce e lo sguardo di Antonia sono velati dal disincanto e dalla sensazione, quasi una certezza, che le cose, in fondo, sarebbero potute andare in modo diverso. Così si chiude il racconto del matrimonio ventennale dei Fleming, una vicenda che solca l'esistenza di marito e moglie dal presente fino a loro primo incontro, in un percorso a ritroso che ci porta a conoscere i due in giovane età, quando Antonio era la splendida adolescente che si faceva chiamare Toni.
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