Queste opere, perlopiù attuali, realistici, che mi hanno accompagnata in una serata estremamente tediosa con quella particolare aura di identità e rispetto che trasmettono le sue pagine, mi ha resa spettatrice di uno spettacolo in cui ho potuto identificarmi, popolato da personaggi descritti come anime perdute che lentamente scorgono la luce. Insoddisfatti, non sempre consapevoli della loro triste condizione. Percependo il mondo in una nuova dimensione, e adattandosi il più velocemente possibile colmando, anche se in minima parte, quel senso di vuoto delle loro esistenze.
Leggere di loro, di questi testi, di una fetta di popolazione prostrata dal dolore e dalla miseria, è stato quasi come camminare inconsapevolmente senza rendersi conto che quello sprazzo di luce che credevamo di scorgere fra le tenebre non c'è più.
La solitudine, l'inappagamento, il bisogno irrinunciabile di condivisione, sono onnipresenti, così come l'incessante desiderio di scovare una strada quando non si era certi di scorgere una meta. Tematiche queste a cui è stato impossibile non esserne travolti. Non provare emozioni forti o deboli.
Riferimento esplicito all'attività individuale di chiunque, sprazzi di una vita passata, lontana, racconti estremamente veritieri di situazioni di svariato genere. Riflessioni e idee sul mondo circostante che caratterizzano la vita di molti e che, fra situazioni e circostanze diverse, attraverso una sorta di indagine accurata, restituiscono quei sceneggiati di vita che pretendono libertà e una forza vitale che non possono essere racchiusi nei confini del senso comune.
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Titolo: Pian della tortilla
Autore: John Steinbeck
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 263
Trama: << Pian della Tortilla >> è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente inconscienti nelle cui vene si intreccia sngue messicano, indio e spagnolo. Tra questi vive Danny, che ha ereditato due case e vive con sette paisanos cui ha concesso il diritto di dimorare nelle sue proprietà. Le giornate passano tra bevute e corteggiamenti, truffe ed espedienti, mentre il lavoro viene considerato l’ultima risorsa per procurarsi i mezzi di sussistenza.


