Nella mia comfort zone vivo sempre bene. C’è qualcosa nell’aria che, in svariati momenti della mia vita, con il silenzio delle mie riflessioni, tornano a galla vecchi ricordi, ferite non ancora rimarginate del tempo, mi alitano attorno, mi fanno stare in guardia e mi impediscono di abbandonarmi alla profondità della spensieratezza. Essere dentro la mia comfort zone equivale a leggere storie profonde, drammatiche, talvolta pesanti talvolta impegnative che anche quando sembrano riposare silenti erano sempre per momenti di tranquillità piuttosto brevi, leggeri, da cui la vita mi sferza giorno dopo giorno in faccia per risentire di queste << presenze >>, per guardarmi attorno e non vedere niente. Niente che sia come ciò che vedo nel mio mondo.
Durante il lungo percorso della mia vita, non poche volte è accaduto che bussarono alla mia porta amici di penna che non vedevo da tantissimo tempo. Ristabilendo un contatto, in una manciata di ore o giorni, valicando le porte del mio salotto virtuale con la proposta di una rilettura a sfondo realista/ sociale, a distanza di qualche anno.
Quello che mi proposero i loro l’autore furono nient’altro che diari, squarci di pensieri le cui azioni si svolgono in svariati luoghi del mondo, ma che la sceneggiatura sembra essere costruita in un luogo remoto e imprecisato, sotto qualche regime bellico, che sfidava ogni fantasia dell’orrore; non così spaventoso nel vero e proprio senso del termine, ma parecchio riflessivo più di quel che io stessa potessi immaginarmi. Il loro personalissimo mondo era stato rovesciato, la cittadella della loro anima decimata da un regime tendenzialmente supremo e crudele, la gente decimata da continui assetti sociali e politici che annientano inesorabilmente. Erano tutti finiti a << fare da concime nei campi >>, perché anche i più volenterosi dovevano almeno come schiavi servire qualcosa.
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immagini vaghe, sfocate e incomprensibili; personaggi privi d'identità; acute riflessioni sulla vita o profonde concezioni che trasmettono una certa malinconia.
Titolo: Un amore di carta
Autore: Jean Paul Didierlaurent
Prezzo: 15,00 €
Casa editrice: Rizzoli
Numero di pagine: 190
Trama: Guylain Vignolles è un invisibile, uno di quegli esseri solitari che nessuno nota. Lavora in una fabbrica di riciclaggio, al servizio di un'impietosa trituratrice di libri invenduti soprannominata "la Cosa". Nient'altro gli dà gioia, se non leggere a voce alta ogni mattina, sul solito treno delle 6:27, qualche pagina scelta a caso tra le poche che il giorno prima è riuscito a salvare dai denti d'acciaio dell'infernale macchinario. Questo fin da quando, un mattino sul treno trova una chiavetta USB. Rosso granata, che contiene il diario di una giovane donna: settantadue file scritti al computer da una certa Julie, signorina addetta ai bagni di un centro commerciale, pagine su pagine che irrompono come un diluvio nella sua vita sempre uguale. E dalle quali Guylain non saprà trovare riparo. Jean - Paul Didierlaurent ha scritto una storia d'amore al quadrato tra un uomo e una donna che si scoprono legati dalla passione per la lettura e ha dipinto un universo positivo nonostante tutto, perché sopra la coltre grigia di un'esistenza scandita da una routine desolante qualcosa c'è che solleva il cuore e apre lo sguardo: le parole, e le storie che le parole raccontano.




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