domenica, novembre 08, 2026

Le tbr: richiami dell'anima 66°

La letteratura? Ci sono sempre dentro. Il mio guru per eccellenza è, - mi spiace per coloro che potrebbero offendersi -, Thomas Hardy ed io una piccola spettatrice, letteralmente osservatrice attenta e scrupolosa di una forma espressiva d’amore e di letteratura, nel quale la magia delle parole si fonde alla natura e all’arte. La conoscenza, la possibilità di spingersi oltre, in questi casi, discende dai rischi, da quello che i miei occhi potrebbero vedere. Ma con i libri, con le storie in generale, la letteratura è una fonte di inesauribile conoscenza. Ci arrivai tanto tempo fa, quando ero una ragazzina, e adesso, sulla via dell’età adulta, al centro di un progetto personale che lentamente sto vedendo realizzarsi. Ma questa è un’altra storia… Sulla soglia della fine di un altro l’anno, l’ennesimo, con un cielo perennemente coperto di nuvoloni grigi e ingombranti, ho colto l’occasione di appropriarmi di queste storie - perlomeno, lo spero - affinchè possa concludere l’anno, come si deve. Non ottenendo nulla di particolarmente importante, quanto un certo entusiasmo, una certa contentezza nel vedere la pila della vergogna diminuire, giorno dopo giorno, sempre di più. 

🌺🌺🌺🌺🌺

Titolo: L'ombra del silenzio

Autore: Kate Morton

Casa editrice: Sperling & Kupfer

Prezzo: 19, 90€

N° di pagine: 545

Trama: 1961. E' una splendida giornata d'estate e la famiglia della sedicenne Laurel è in partenza per un picninc sulle rive del fiume che scorre vicino alla sua fattoria, nel Suffolk. Mentre tutti sono indaffarati nei preparativi, la ragazza si rifugia nella casa sull'albero della sua infanzia, e inizia a sognare. Sogna di Billy, il ragazzo che le fa battere il cuore, e di trasferirsi a Londra, dove è sicuri che la aspetti un futuro straordinario. Ma prima che il sole tramonti su quel pomeriggio idilliaco Laurel assiste, non vista, a un crimine terribile. Un segreto che custodirà per anni e anni.


2011. Come aveva spesso fantasticato, Laurel è diventata un'attrice famosa e amatissima. Nemmeno il successo, però, ha potuto dissipare le ombre lunghe di quel passato lontano. Ossessionata dagli oscuri ricordi di ciò che accadde cinquant'anni prima, Laurel ritorna alla casa nel Suffolk per ricomporre i frammenti di una storia rimasta sepolta troppo tempo. La storia di un uomo e due donne, cominciata per caso nella Londra semidistrutta dalle bombe della Seconda guerra mondiale. Una storia di passioni fatali che segnerà tragicamente i destini di quei tre giovani tanto diversi eppure uniti da un indicibile mistero. Quello che solo Laurel, testimone innocente di un delitto nell'estate della sua adolescenza, è in grado di svelare.

venerdì, novembre 06, 2026

Gocce d'inchiostro: La ragazza giusta - Elizabeth Jane Howard

E’ la letteratura il mio mondo? Quella spinta laica, trascendentale e iconoclasta verso un’ideale, una tipologia di felicità che mediante materia potrebbe confermi, in quella lunga e asfissiante lotta nel quale il semplice atto di leggere o interpretare parole, voci o suoni non solo ha ridicolizzato tale atto quanto asceso nella sua forma più completa: la poesia, della nostra esistenza. Si nasce, si vive, si muore con un Disegno già stabilito. Si emette il primo vagito sul mondo senza compiere gesti eclatanti, quanto spinti o veicolati da qualcosa che possiede una certa supremazia, senza però che qualche figura o presenza in carne e ossa ci conduca da tutt’altra parte. Teneramente mi considero una giovane donna che avrebbe voluto nascere, per certi versi, in un’altra epoca. Una piccola entità che ha seguito scrupolosamente e di pari passo ogni tappa o tratto del suo vissuto e nel quale l’avvento, la vicinanza, l’incontro o scontro con altri spiriti, altre entità ha comportato più di semplici atti di riflessione. Elizabeth Jane Howard la si può considerare come una di questi: questo 2026 è stato all’insegna delle riflessioni, l’avvento di nuove forme di crescita nel quale la realtà individuale, quella che si vive in prima persona, aveva assunto un’altra forma. Questo volume, legato alla celebre poesia Remembrance di Thomas Wyatt, perché Gavin, il protagonista, sarà ridestato da questo sogno - un sogno, che al principio aveva le fattezze di un incubo e che mediante un semplice passaggio, ha sancito la fantasia dalla realtà emotiva - è divenuto quel punto di riferimento assoluto nel quale la scrittrice riversa alcune sfumature dell’amore, il desiderio, l’abbandono, la disillusione. Rivelando una sensibilità acutizzata dall’esperienza personale, da quei ricordi rievocati dal passato e che, trasposti su carta, avrebbero dato o conferito un quadro completo di quelle relazioni umane così complicate e selettive.

Titolo: La ragazza giusta

Autore: Elizabeth Jane Howard

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 350

Trama: In una Londra di fine anni Settanta trascina i suoi giorni il giovane Gavin, un timido e sensibile parrucchiere di modesta estrazione. Il suo mestiere lo porta a essere il confidente di molte donne: con loro Gavin è brillante e prodigo di consigli, mentre è assai goffo con le ragazze che gli piacciono. Ha anche un caro amico, un ragazzo omosessuale di nome Harry. È proprio lui a rimescolare le carte della vita del giovane aprendogli le porte della mondanità e portandolo a una festa presso una casa aristocratica. La padrona di casa, Joan, è una donna adulta molto carismatica, colta, capace di sfidarlo intellettualmente, e Gavin ne è subito irretito. Quella sera, però, conosce anche la giovanissima Minerva: ricca e infelice, cresciuta in un ambiente indifferente e anaffettivo, ha un di- sperato bisogno di attenzioni. Dopo aver sperimentato, non senza scottarsi, i due opposti modelli femminili, Gavin sembra finalmente accorgersi dell’esistenza di una ragazza che gli è sempre stata molto vicina…

mercoledì, novembre 04, 2026

Romanzi su misura: Ottobre

La mia camera è sempre pulita, ordinata. Ogni libro, posto sullo scaffale, lucido e dalle pagine ancora profumate: il santuario magico di una ragazza, una piccola donna, che non riesce, e non vuole farlo, a cibarsi di parole. Siede alla sua poltrona preferita, posta in un angolo sotto la finestra, apre il libro o romanzo che in questi giorni le è a fianco, e sprofonda in un’altra realtà molto simile alla sua. Non tutti lo capiscono, specialmente chi non ama la letteratura, ma da questo semplice atto ne derivano o conseguono tante cose: l’anima sposa quella di tanti altri spiriti, altre creature. Personaggi che esistono solo nella sua testa, in realtà parlano, vivono, respirano. Il cuore, che in quel momento batte freneticamente, trasmette un certo messaggio…Non male come dichiarazione d’amore alla letteratura, non credete?!? Sotto questa idea illusoria di felicità però vi è tanto di vero, anzi, tantissimo, che è fondamento della mia realtà. La letteratura dona un senso, un suo perchè, alla mia inutilissima esistenza, ed io evidentemente sono nata come soggetta alle maglie, al potere di questa splendida magia. Il mio salotto letterario, a questo proposito, in vita da dieci anni, non smetterà mai di ospitare, fagocitare libri, autori, parole che, presto o tardi, fungeranno da cura, beneficio per la mia anima. Il loro altisonante eco, già, lo avverto intensamente, raccomandando qualcosa di cui non credevo fosse così necessario. Ma da questa necessità, ecco i motivi per cui ogni mese, specialmente a fine mese, scopro una piccola piletta di testi che si presentarono alla mia porta per indicarmi la strada ed io, incapace di ignorarli, rivolta e assetata di loro, pronta a cibarmi, saziarmi della loro splendida essenza.

🌺🌺🌺🌺🌺

Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Un fantasy epico per adulti costruito mediante aspetti che esplicano un unico assetto: esplicare la libertà. Evidenzia come, mediante una sequela di errori, l’individuo è soggetto a scontri e raziocini vari, e che lo rendono atipico e particolare non quanto per la storia in sé tanto per il modo per cui si adorna la materia.. 

Valutazione d’inchiostro: 3

lunedì, novembre 02, 2026

Gocce d'inchiostro: Uccellini - Anaïs Nin

Essendo una donna d’avanguardia, Anaïs Nin si vide quasi sempre proiettata fuori dal mondo e con ciò anche la religione, il credo che abbracciò. Lo stesso con il quale concepì il sesso - termine che all’epoca suscitava ancora scalpore -, che non era, secondo lei, una vera e propria provocazione, ma piuttosto un modo di esplicare la vita. Il suo modo di riprodursi, per giunta non fondato da nessuno, senza un particolare intuito, quanto mediante un processo spontaneo, corporeo, senza un particolare insegnamento che alcun libro avrebbe potuto darci completamente se non dal semplice atto in sè. Una saggezza che il tempo ha sedimentato non solo nel suo cuore, nella sua coscienza, nella sua anima come una seconda pelle, tanto meno considerarla come una forma proibizionistica che doveva essere violata. Quanto strumento di conoscenza.

Il sesso, l’arte dell’esplorazione del corpo, ogni parte completamente nascosta e ora messa a nudo, dinanzi agli occhi di un mondo nel quale l’uomo finisce a restare con una limitata visione del sè, Uccellini fu concepito come liberazione e rivendicazione della sessualità femminile vista come espressione di libertà interiore, creatività e profonda soggettività. Esplorando il desiderio sessuale dal punto di vista delle donne, sottraendolo allo sguardo puramente maschile o pornografico e unendolo a una forte introspezione psicologica. Abbattendo le catene di una cultura repressiva, mostrando la sensualità senza i vincoli della colpa o della volgarità.


Titolo: Uccellini

Autore: Anaïs Nin

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 160
Trama: "Quanto a me, il mio vero lavoro di scrittura fu messo da parte quando mi misi alla ricerca dell'erotico. Queste sono le mie avventure in quel mondo di prostituzione. Metterle in luce sulle prime fu difficile. La vita sessuale di solito è avvolta in molti strati, per tutti noi — poeti, scrittori, artisti. È una donna velata, mezzo sognata."

sabato, ottobre 31, 2026

Brividi e sussurri: la paura travestita di bianco e nero 8°

C’è qualcosa di affascinante, magnetico ma anche di suggestivo nell’assimilare storie che, per qualche momento, ci atteniamo alla loro credibilità. Le letture che mi piace vivere, evocare da semplici pagine bianche sono quelle che riflettono l’inquietudine di un secolo, quello dell’ottocento e del novecento, intrappolato nelle solide gabbie delle convenzioni, dei mancati assetti economici e sociali, che tuttavia aggiungono, donano molto più di quel che si pensa, alla mia banalissima vita. Qualcosa che niente e nessuno mi ha mai donato, mi donerà, né tantomeno dona, ma solo conquistare, qualcosa che non è mondo della materia, ma dello spirito.

Lo spirito, però, a volte, si diverte a gironzolare in luoghi da cui si sente attratto, di appartenere, azzerando quello che potrebbe essere, con ciò che sarà. I romanzi orrorifici, quelli che pullulano vicende scabrose che lasciano un segno, un solco profondo non solo nell’anima di chi li legge, ma anche nella coscienza, coinvolgono quasi sempre in progetti di dimensioni globali. Quali progetti? Quello di, ad esempio, leggere TUTTO quello che ha scritto Stephen King… ma per questo, credo avrei bisogno di appropriarmi dell’eternità dei vampiri della Meyer. Ma una delle più grandi << tragedie >> della mia vita, da cui tento invano di dimenarmi, liberarmi: la letteratura orrorifica vanta uno splendido, vertiginoso catalogo di testi ancora da leggere - non solo Kinghiani! E queste letture, questi testi, ne sono solo una parte!

You can replace this text by going to "Layout" and then "Page Elements" section. Edit " About "
 

Sogni d'inchiostro Template by Ipietoon Cute Blog Design and Bukit Gambang