Ho sempre attribuito ai libri, a queste semplici risme di carta, un’amore intenso, appassionato e travolgente. Nel tempo, ancora impegnato a sanare le ferite del passato, legata come due fili ad anime che effettivamente non mi appartengono ne tantomeno mi sono appartenute, ma marchiata nel profondo, perdendo la testa per qualcosa che non tutti riescono a comprendere, figurarsi amare. Da sempre ho agognato vivere frai libri, sfuggendo dalla monotonia del giorno, impazzendo per la natura fredda, distaccata e imperscrutabile di esseri così insensibili e inavvicinabili, in un miscuglio di donna potenzialmente contaminata da questa sferzata di possessività e ossessione?
Eppure, come altri lettori, prima di me, quando nacque questo amore intenso per la pagina scritta non nè ricordo le motivazioni, ma le sue emozioni. Ciò che una pagina colorata mi diede, forma e colore, tenendomi stretta al loro abbraccio forte e caldo, consumandomi da dentro, fino a farmi rinascere.
Anche Rory Gilmore ha colto, dai libri, scaturire quella melodia che è scivolata nei ricordi luminosi della sua memoria. La madre, giovanissima, arrestata ad una stazione di cui resterà impelagata per qualche tempo, diverrà il centro del suo universo, a cui affinacherà il piacere di vivere di lettura e scrittura come cogliendo immagini che, al di là di ogni significato si staccano dallo sfondo, come un sogno. Possiedono una bellezza straordinaria, una semplicità assoluta e originale. Ho seguito con passione le vicissitudini di queste giovani ragazze americane, specialmente quando ero più giovane, dopo aver studiato, sfornati dal genio intellettivo di una donna che, inconsapevolmente o no, lasciò una traccia, un segno nella sabbia del tempo. Specialmente nei cuori dei più giovani, di quei lettori che, divorando avidamente un libro dopo un’altro, hanno seguito di pari passo Rory e le sue impennate letterarie tentando di stare al suo passo o avvicinarle, anche se di poco. Leggendo tanto e avendo già accumulato un discreto numero di letture, ecco la mia di lista di romanzi che ci accomuna. Molti di questi ancora da scoprire, vivere, altri che hanno rischiarato le tenebre del mio inconscio. Ispezionando nuovi mondi; osservando galleggiare nuove immagini come miraggi sull'acqua.
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Titolo: Alice nel paese delle meraviglie
Autore: Lewis Carrol
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 8 €
N° di pagine: 222
Trama: «Si può leggere di primo acchito, senza pause, o comunque indifferenti alle interruzioni; poiché da qualsiasi punto si ricominci la lettura, è come riprendere la storia da un punto fermo, senza nessi da ricordare con quanto precede. Ogni pagina è un inizio: per l'episodio che segue, per il personaggio che viene introdotto, per la situazione in cui Alice si trova. [...] L'invito al lettore è di seguire Alice nel suo viaggio fantasioso così come le piccole Liddell l'hanno seguito in barca, lungo il Tamigi, il 4 luglio del 1865. Rinunciare a cercare troppo astrusi significati ha un grande effetto liberatorio; alla luce di quello che ancora una volta il saggio Re di Quadri sentenzia nell'ultimo capitolo: "Se non c'è nessun significato... questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno".» (dalla Prefazione di Luigi Lunari).





