giovedì, febbraio 05, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 57°

E' in questi momenti che, come spesso mi succede quando assisto a fenomeni che vanno al di là della psiche - quando il mondo si esibisce in forme particolarmente complesse, che sono certa non riuscirò a dare una spiegazione - assisto con ipnotica attenzione ciò che accade sotto i miei occhi, con l'anima divorata da una sottilissima e febbricitante curiosità.

Riconoscere la provenienza di queste storia, infatti, non è stato semplice. Ho dovuto aspettare qualche momento pur di riconoscere la forma di idea che risiedeva nella mia mente, quella che prevedeva una rilettura e i cui tempi e modi coincisero con la forma stessa, ritratta in mezzo a un immenso giardino di un umile dimora, correndo lungo monti impervi, non mollandomi per un momento se non quando giungerò al punto finale. All'epilogo di storie che sono state concepite con la consapevolezza, la certezza di lasciare una traccia, e i cui personaggi appaiono soli e incompresi. Senza passato o identità. Uomini che camminano nella lotteria della vita, avvolti da una cortina di mistero, fra il fervore delle passioni, nella lucentezza dell'amore, che inghiotte ogni cosa. Il tempo. Brandelli dell'anima.

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Titolo: Il porto proibito

Autore: Teresa Radice e Stefano Turconi

Casa editrice: Bao pubblishing

Prezzo: 27 €

N° di pagine: 319

Trama: Nell’estate del 1807, una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a bordo. Abel torna in Inghilterra con l’Explorer, e trova alloggio presso la locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno aiutato.

martedì, febbraio 03, 2026

Gocce d'inchiostro: Uomini senza donne - Murakami Haruki

Ho avuto solo un attimo di sgomento, durante il corso della lettura. Dopo essermi buttata con grande entusiasmo fra le sue pagine - era da tanto che non leggevo qualcosa che profumasse di orientale - ho guardato dalla porta della mia stanza la distesa di bonsai che circondava il piccolo giardino zen, che uno dei protagonisti di questa storia dedicava in gran parte della giornata, e mi sono chiesta come facesse anche questa innocua raccolta di racconti essere così << magica >>. La risposta era semplice: tutto intorno a me. Come un'azione che non ha mai fine, ma che si accompagna nel tempo.

Con la fine dell’anno e l’approssimarsi di un’altro, questa raccolta di racconti ha funto da quel genere di storia nonchè nascondiglio legittimo e sicuro in cui, ogni volta le storie del mio amato Murakami si presentavano come delle apparizioni, i brutti ricordi che mi portavo dietro dal mondo reale svanivano.

Immagini che, pur quanto mi sforzi a classificarle e confrontarle, sembrano rievocare qualcosa di famigliare. Nitide, tangibili in cui il mondo sembrava aver ritrovato il centro della realtà. I colori, le forme naturali, ma dettagliatamente screziati.

Il flusso insinuoso del tempo, che risulta difficile collocare nella psiche umana, su uno sfondo rurale, si riesce a "vedere" ma non avvertire.  Acute riflessioni sulla vita, l'amore per la montagna e i boschi, far dono di una sensibilità che riconosca la bellezza e ricrearla, testimoniano una mente consapevole della natura articolata e pluralistica del mistero della psiche umana. Profonde concezioni che testimoniano una certa malinconia, e che dilagano su diversi fronti. Composte mediante una serie di consigli - dispensati in svariati momenti della giornata di cui non si conosce tuttavia l'origine. Si riesce a coglierne la saggezza, ma non a stabilire la durata. Una raccolta di racconti semplici, che è una poesia del silenzio. Dell'assenza, dell'isolamento, della solitudine. Della libertà di vagare senza una meta, che ha dentro vasti richiami per trovarne una collocazione. Poiché va oltre l'infinito, come un granello di sabbia ingoiato dalla spiaggia. Ti intestardisci a trovarla, ma sai che potresti tentarci anche un'intera vita. Per capirla veramente, per immedesimarsi completamente in loro, nei personaggi credo, bisognava essere stati lì. Rivestire i loro panni, e muoversi silenziosamente in quel periodo. In quella realtà parallela, nelle mani di un fato che ha un posto speciale da riservare.


Titolo: Uomini senza donne

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 222

Trama: Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e "mostruosa" condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un'enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos'altro di sconosciuto: il desiderio e l'erotismo visto con gli occhi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di "Shahrazad", è un uomo solo, confinato in una casa nella quale è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film... e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazad. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero.

domenica, febbraio 01, 2026

Romanzi su misura: Gennaio

Le storie che ho letto, i romanzi che mi hanno affiancato in questo primo mese dell’anno, sono state scritte come la bellezza della vita. Un profondo rapporto d'amore fatto di cure quotidiane, pazienza e piccole violenze amorose. La strana perfetta coesione fra l'arte della lettura e l'arte della scrittura il cui materiale da cui si attinge è la vita. Sul davanti avevo una distesa infinita di verde, una casa in legno circondata da boschi di larici, l'aria pregna di resina e muschio.

Sono stata in svariati posti, in luoghi realistici o fantasiosi.. Ognuno classificato a seconda del cammino impervio che si dovrà seguire pur di raggiungere l'immortalità. Un esame attento sulla vita, filosofico e spirituale, che ci invita a guardare attraverso gli occhi, e non capirci più niente. Specchiarsi nell'incomprensione in cui l'anima si riflette inquieta.

Ognuno di loro, chi più chi meno, mi ha affascinata. E, chi non ha mai letto di questi autori, non sa nè tantomeno è ignaro di ciò che celavano nel loro cuore, ben o male sa che presto o tardi giungerà anche quel momento. Quel momento in cui leggendoli non si conosceranno le ragioni per cui li si ha letti o amati. Perchè ricchi di significati, temi che esulano la normalità, ognuno di questi testi ha rischiarato la mia anima, colpita ed entusiasta dal modo per cui avevano parlato di vita. Andando vicini alle cose, scrutando ogni cosa, sottolineando i particolari. E così sono stati la maggior parte di queste letture, romanzi sconosciuti che, in un momento imprecisato della  mia vita, hanno disvelato una tenebra caduta e la luce che ne viene fuori; non ci importa del giudizio interessato degli altri; dedichiamo con venerazione parte del nostro tempo libero inebriati di libertà. Parte di storie che mi porterò dentro. Mai sola, né completamente estranea alle vicende amorose di marionette artificiali che popolano questo teatro artificiale. E, al di là di questi personaggi, l'intesa che nasce come risultato di due volontà: quella esterna dell'artista e quella interna di chi osserva, come volontà biologica considerata.

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Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Ci pone dinanzi a una storia che dà spazio non solo al mondo visibile degli esseri senzienti e degli oggetti inanimati ma anche vaste e misteriose forze inosservate che si celano dentro questo mondo. Dickens a modo suo ha disturbato e disorientato il lettore, facendo riflettere e ribaltando qualunque forma di evoluzione, sabotando le sue menti e facendo danzare gruppi di figure intrappolati in un vortice di corruzione a cui disgraziatamente non ci sarà fine.

Valutazione d’inchiostro: 4

venerdì, gennaio 30, 2026

Gocce d'inchiostro: Il lamento del prepuzio - Shalom Auslander

Su uno spazio mai visto prima, tra attese perdute e illusioni talmente forti in cui il mondo ha perso il centro della realtà, vagando inquieta nell'ombra, come branchi di cani randagi pronti ad acchiappare la preda, un enorme vuoto come un parassita mi ha divorato da dentro. Così tesa, svuotata e vitrea. Con una particolare luce, i suoi colori innaturali, i dettagli screziati, la lettura di questo romanzo ha colto, raggruppato l'esperienza del <<male >> come qualcosa di straordinario, indimenticabile, terribile. Per l’autore, nella sua interezza, nella sua maestosità, nella sua giusta dimensione, in una terra ignota in cui tuttavia nessuno ha mai avuto il coraggio di fuggire realmente. Così irreale, fermo a un passo al di là delle cose.

Questa storia, vissuta su un volto di un uomo ancora destabilizzato dai ricordi del passato, saldamente ancorata nella soffitta della sua anima, mi indusse a pensare per tutto il tempo a cosa avrei dovuto inventarmi questa volta per realizzare una recensione di senso compiuto.

L’irruenza di una storia che ha le fattezze rothiane e che, in poco tempo, ha lasciato una traccia del suo passaggio. Protagonista di una serie di strane sensazioni. Sensazioni in cui lo scorrere del tempo subì dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a captare cose o nozioni che prima percepivo in maniera del tutto diversa.

Intessendo una trama realistica basata esclusivamente su esperienze di vita che sembra di vivere in prima persona, come uno straordinario sogno,... o forse un incubo?!? In un irresistibile silenzio, in un mondo in cui si è completamente indifesi dove gli uomini, spettatori di una realtà a cui si adatteranno al più presto, sorvegliano silenziosamente l'azzurro del cielo. Una cornice in cui lo sguardo rimane intrappolato, si fissa come un'impronta nella mente.


Titolo: Il lamento del prepuzio

Autore: Shalom Auslander

Casa editrice: Guanda

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 270

Trama: «Shalom Auslander scrive come un nipote arrabbiato di Philip Roth… Un’irriverente riflessione sulla famiglia, il matrimonio e l’identità culturale. » Tom Perrotta Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell'ambiente, eppure si ritrova, anche da adulto, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale. È convinto che Dio ce l'abbia «personalmente» con lui: dai tempi delle prime disastrose esperienze con le ragazze, ai due anni trascorsi in una scuola religiosa di Gerusalemme per adolescenti ebrei irrequieti, fino ai mille traslochi insieme alla moglie alla ricerca della loro personale Terra Promessa, l'autore ripercorre le tappe di un percorso di formazione a ostacoli. Shalom Auslander ha scritto un memoir esilarante e dissacrante, il ritratto irresistibile di una famiglia e di una comunità, la storia di una ribellione (quasi) impossibile.

mercoledì, gennaio 28, 2026

Slanci del cuore: I migliori saggi del 2025

Sono trascorsi una manciata di giorni da quant'è che il nuovo anno ci ha accolto con svariate richieste e sorprese. Le pile di romanzi che mi piace leggere, fagocitare, svettano come torri di babele ancora al mio fianco e di autori ancora da leggere e scoprire, senza alcun vincolo, che combina l'intensità dei miei abbandoni nel mondo di carta (il tutto corredato da un incandescenza fisica, una radiosità nell'animo, che possiede una certa forza) auna sorprendente supremazia sopra una volontà inesorabilmente indipendente. Tale volontà è chiaramente legata a un certo tipo di letture, che non solo mi hanno indotta a comprendere come facciano per me, troncando alcun legame con romanzi di cui francamente non c'e alcun legame, ma certe esperienze di lettura mi hanno aiutato a liberarmi dal peso della responsabilità e ad osservare il mondo mediante una prospettiva diversa. 

Un bellissimo affresco di vita, il ritratto umano di un uomo attanagliato da una fame insaziabile e divoratrice di sapere e conoscenza.


Titolo: Dosoteviskij

Autore: Stefan Zweig

Casa editrice: Diarkos

Prezzo: 14 €

N° di pagine: 176

Trama: Per Stefan Zweig, tra i più grandi biografi del Novecento, dalla vita dei geni non solo possiamo scoprire la radice dei loro capolavori, ma anche la chiave per interpretarli al meglio. Nel Dostoevskij dello storico austriaco, letteratura e psicologia si intrecciano, si rispecchiano e si fondono tra loro. Analizzando minuziosamente l’esistenza del grande scrittore russo, Zweig ne tratteggia le luci e le ombre, mostra come egli riuscisse a vivere appieno anche le sofferenze più atroci, traendone ragione di vita e di scrittura. La povertà, l’epilessia, la deportazione in Siberia e le altre sventure che hanno caratterizzato la sua esistenza terrena sono per lui la strada che scende nelle profondità dell’animo umano e lo eleva verso l’assoluto; il crimine e il vizio sono vissuti sia come caduta sia come missione; il martirio e il peccato sono il nutrimento di un’arte che rifiuta ogni limite, ogni dettame.

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