Appollaiato sul trespolo di un luogo la cui aria era malsana, irrespirabile, Stefan Zweig stanziò su una morale insicura ed anti psicologica del tacere e nascondere che gravò come un incubo sulla sua giovinezza ostacolando ogni risorsa di costruire quel che è incredibile. Il vinto avrebbe ceduto al destino, sfruttando l’immagine incerta del nuovo continente con la sua realtà. Nelle stanze buie e polverose del suo animo, dirigendo con voce bassa ma melodica la scrittura come affidataria all’idea che la memoria potesse essere un buon surrogato per dimenticare ciò che si è conservato. L’artista infatti avrebbe dovuto mostrare come siamo compiacenti di forme estetiche, nelle classi inferiori a cui attingiamo un certo istinto per la bellezza divenendo come forme di realizzazione attraverso cui possiamo rivalutare.
Zweig scoprì come me, l’amore per la lettura, la letteratura, in età infantile. Un verso o una melodia fuoriusciva dall’invisibile barriera della visione, dell’intuizione del genio creativo in forme tenere che possano aspirare al loro divenire. E, in età adulta affinò tale fascinazioni, rimpiangendo e racchiudendo la stabilità della società viennese del secolo, sottolineando la superiorità morale del vinto affinché quella libertà a cui è legato all’ambiente circostante da cui sfugge o si tenta di sfuggire donano l'immortalità, come un pegno prezioso che rifiuta la quiete, la pace concessa nell’epoca benigna del peccato. Concentrandosi e raccogliendo tutte le energie affinché ci si possa guardare dentro al di fuori di se stesso e del mondo.
Titolo: Estasi di libertà
Autore: Stefan Zweig
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 300
Trama: 1926. Christine Hoflehner è una giovane e poverissima postina di un piccolo borgo austriaco. Quando una zia emigrata decenni prima in America la invita a trascorrere un periodo di vacanza in un lussuoso hotel dell'Engadina, la ragazza scopre un mondo da sogno, fatto di inconcepibile ricchezza e desideri sfrenati, ma anche di invidie e maldicenze. Il ritorno all'umile vita nell'ufficio postale non potrebbe essere più brusco. Durante un viaggio a Vienna, Christine conosce il coetaneo Ferdinand, anch'egli privato di qualunque speranza dalla guerra. Combattuti tra il loro amore appena nato e lo squallore disperato di fronte a cui li mette l'indigenza, i due si troveranno a dover compiere una scelta radicale.


.jpeg)



