Parole che turbano e allo stesso tempo evocano immagini vaghe e lontane, mi hanno fatto cullare dalla sensazione di essere circondata da ombre evanescenti prigioniere. Anime vagabonde e inquiete che aspettano un cambiamento. Una metamorfosi, che mi ha indotta a percepire tutto ciò che mi circondava in maniera completamente diversa. Questa era, in soldoni, la trama di un romanzo pubblicato in patria nel 1987, giunto fra gli scaffali delle nostre librerie solo nel 2005, dotato di una luce tutta sua che ai miei occhi si è rivelata fin troppo debole.
Quello sprazzo di luce abbagliante che è comparso all’improvviso come un sole pallido e grumoso, è divenuto poi necessario per scrutarlo meglio. Metterlo a fuoco. Un abbraccio che non si abbandona allo scorrere del tempo, in cui sono fusi passato e presente, e forse anche un po' di futuro. Una magia ardente, ammaliante da cui ho tentato di sottrarmi da questa malinconia copiosa e appiccicosa che pervade il romanzo, immergendomi completamente, e successivamente distaccandomi solo nel momento in cui giunsi alla sua conclusione. Da questo recipiente il cui contenitore è stato sostituito. Qualcosa che solo per praticità ha ancora un nome. Lo scorrere inesorabile del tempo lo invecchia sempre di più, mentre nel suo cuore vuoto una sottile membrana avvolge le sue emozioni.
Pensando, crescendo, respirando, vivendo, trasformandosi in una storia le cui parole mi hanno trascinata in un luogo in cui è impossibile scovare una via di fuga.
Titolo: Estranei
Autore: Taichi Yamada
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 216
Trama: Harada Hideo è un uomo di mezz'età, divorziato, con un figlio che non vede quasi mai e un lavoro – scrivere sceneggiature per la televisione – che stenta a decollare. Per di più, vive nel suo ufficio, in una grande e asettica palazzina nei pressi di una trafficata strada statale di Tokyo. Così, per sfuggire allo squallore e alla solitudine della propria esistenza, il giorno del suo compleanno Hideo decide di recarsi ad Asakusa, il quartiere della sua infanzia, dove a dodici anni aveva perduto entrambi i genitori, investiti da un'auto. Ma, quando entra in un teatro, tra il pubblico nota un individuo straordinariamente somigliante al padre. L'uomo lo invita a seguirlo a casa sua, dove lo aspetta la moglie: anche lei è identica alla madre morta... Hideo trascorre con i due una serata sconcertante e meravigliosa, e questo gli dà la forza di riprendere a lavorare con rinnovata energia. Gli incontri si susseguono, e sono una fonte di gioia e serenità, eppure... Hideo appare agli occhi dei suoi amici sempre più pallido e smunto, come se un male oscuro lo stesse consumando. La più angosciata di tutti è Kei – una vicina di casa con la quale Hideo ha intrecciato una relazione sentimentale –, che, una volta scoperto il suo segreto, gli consiglia di interrompere quelle visite, perché è evidente che lo stanno distruggendo. Ma anche Kei nasconde una verità inquietante...


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