venerdì, settembre 11, 2026

Gocce d'inchiostro: Amore a prima vista - Margaret Storm Jameson

 

Secondo me, il metodo di alcuni autori di coniugare la realtà con la fantasia è uno dei migliori. Il loro desiderio di registrare scrupolosamente ogni avvenimento o fatto che rese celebre la loro vita, o un frammento della stessa, non sarà sicuramente stato ideale: l’esigenza di sedere dinanzi a una scrivania con una macchina da scrivere o un fascio di carte che presto o tardi sarebbero state vergate di inchiostro ancora fresco, denota come sia stata maggiore l’urgenza di riflettere. Esorcizzare ogni paura, ogni stimolo mediante l’arte delle parole. A forza di leggere e scrivere, recensire i romanzi che leggo, ho compreso tanto anche del mio vissuto: i libri mi aiutano ad osservarmi mediante gli occhi di un altro, e a cogliere quegli aspetti che sono insiti nel mio spirito ma non visibili a occhio nudo. E giorno dopo giorno, fra una recensione e un’altra, giunta a cogliere gli aspetti più straordinari della mia vita; la disciplina, la diligenza, la serietà con cui mi affido a tutto questo, coincidente a un forte senso di individualismo che coincide con quel tipo di libertà cui aleno di ottenere presto, nel giro di qualche mese rivela molto più di una semplice riflessione. La lettura di questa splendida saga, una trilogia in cui l’autrice diede sfogo a un capitolo intenso della sua vita mediante gli occhi del suo alter ego, Harvey, in diverse reazioni di sopravvivenza e il clima di una città, Londra, che tenterà di rinascere tra le macerie. Dilaniata e combattuta nel combattere una guerra più grande di lei, la sua creatrice - sinistra liberista e fervida socialista - vide la storia come un processo dinamico guidato dai conflitti di classe. In questo secondo volume, acutizzato da scioperi continui, in momenti di dolorosa presa di coscienza e lotta che denunciano quelle forme ingiuste di capitalismo, dando voce a quel coro di voci bianche che avrebbero dovuto essere spinte a lottare per l’impegno politico attivo.


Titolo: Amore a prima vista

Autore: Margaret Storm Jameson

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 400

Trama: Sono trascorsi sei anni dalla fine della Grande Guerra e Hervey Russell è ancora in lotta contro l’incertezza della sua esistenza, la potenza delle sue ambizioni e l’irrequietezza del suo spirito. Si è ormai conquistata una reputazione dignitosa nella società letteraria londinese, anche se il vero successo è ancora lontano, e si mantiene lavorando per la rivista della volubile e disinvolta Evelyn Lamb. La crisi con il marito è ormai totale, e quella sorta di responsabilità che Hervey sente per lui, il dovere di prendersi cura della parte più debole della coppia, costituisce l’ultimo filo che la tiene legata all’uomo. Ma è un filo che viene irrevocabilmente scosso, pronto a recidersi una volta per tutte, quando Hervey si innamora del cugino Nicholas Roxby, l’unico erede dei cantieri Garton appartenuti alla nonna. Hervey, che nel tempo si è fatta forte come un albero, non intende rinunciare a lui. Nella Londra del 1924, nel frattempo, si muove la varia umanità di individui ai quali la guerra ha inferto definitive menomazioni spirituali e materiali, a cominciare dagli amici di gioventù di Hervey, intrappolati in relazioni sentimentali che nascono minate dall’incapacità maschile di lasciarsi amare al di là di ogni convenzione, oppure alimentate dalle residue energie di una generazione giovane ma già decadente, quella che ha vissuto in prima persona la guerra.

mercoledì, settembre 09, 2026

Rory Gilmore's books 4°

Alla fine di certi viaggi intrapresi con personaggi fittizi, realmente esistiti o meno, quello che rimane sotto la pelle è sempre quello che non mi ero aspettata: la solitudine. Posata sul fondo come fango morbido, attratta da una trama che dice poco e niente, determinata a intraprendere un viaggio che confidavo mi conducesse al limite della follia. Dei sogni, delle speranze di una generazione attuale. Con i libri, i loro personaggi stringo amicizia nell'immediato, posto delle domande a cui non ho sempre ricevo risposta, socializzando con la loro anima e le loro conquiste e, visti da vicino, l'espediente miracoloso di rifocillare l'anima con le parole.

Come ho già detto altre volte, anche Rory Gilmore è stata colpita da questa magia. Nel tempo, anche lei ha potuto 

ascoltare storie come se l'avesse sentite da lontano, come un ricordo ripescato dalla risacca disomogenea del tempo, e solo alla fine constatare quanto sia stato piacevole abbracciare con entusiasmo queste belle proposte. Per interpretare il modo in cui ha dipinto la realtà circostante, quella che ognuno di noi vive, dipingendola con modestissimi acquerelli nascosti nelle stanze buie del suo animo. Cercando di interpretarli al meglio, e producendo sulla carta non tanto quello che è stato visto quanto l'aura lucente in cui sono confinati i romanzi.

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Titolo: La casa degli spiriti

Autore: Isabel Allende

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 9,90 €

N°di pagine: 364

Trama: Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia.

lunedì, settembre 07, 2026

Gocce d'inchiostro: Estasi di libertà - Stefan Zweig

Appollaiato sul trespolo di un luogo la cui aria era malsana, irrespirabile, Stefan Zweig stanziò su una morale insicura ed anti psicologica del tacere e nascondere che gravò come un incubo sulla sua giovinezza ostacolando ogni risorsa di costruire quel che è incredibile. Il vinto avrebbe ceduto al destino, sfruttando l’immagine incerta del nuovo continente con la sua realtà. Nelle stanze buie e polverose del suo animo, dirigendo con voce bassa ma melodica la scrittura come affidataria all’idea che la memoria potesse essere un buon surrogato per dimenticare ciò che si è conservato. L’artista infatti avrebbe dovuto mostrare come siamo compiacenti di forme estetiche, nelle classi inferiori a cui attingiamo un certo istinto per la bellezza divenendo come forme di realizzazione attraverso cui possiamo rivalutare. 

Zweig scoprì come me, l’amore per la lettura, la letteratura, in età infantile. Un verso o una melodia fuoriusciva dall’invisibile barriera della visione, dell’intuizione del genio creativo in forme tenere che possano aspirare al loro divenire. E, in età adulta affinò tale fascinazioni, rimpiangendo e racchiudendo la stabilità della società viennese del secolo, sottolineando la superiorità morale del vinto affinché quella libertà a cui è legato all’ambiente circostante da cui sfugge o si tenta di sfuggire donano l'immortalità, come un pegno prezioso che rifiuta la quiete, la pace concessa nell’epoca benigna del peccato. Concentrandosi e raccogliendo tutte le energie affinché ci si possa guardare dentro al di fuori di se stesso e del mondo.

Titolo: Estasi di libertà

Autore: Stefan Zweig

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 300

Trama: 1926. Christine Hoflehner è una giovane e poverissima postina di un piccolo borgo austriaco. Quando una zia emigrata decenni prima in America la invita a trascorrere un periodo di vacanza in un lussuoso hotel dell'Engadina, la ragazza scopre un mondo da sogno, fatto di inconcepibile ricchezza e desideri sfrenati, ma anche di invidie e maldicenze. Il ritorno all'umile vita nell'ufficio postale non potrebbe essere più brusco. Durante un viaggio a Vienna, Christine conosce il coetaneo Ferdinand, anch'egli privato di qualunque speranza dalla guerra. Combattuti tra il loro amore appena nato e lo squallore disperato di fronte a cui li mette l'indigenza, i due si troveranno a dover compiere una scelta radicale.

sabato, settembre 05, 2026

Le tbr: richiami dell'anima 64°

A me succede, ad esempio, di programmare le letture, stilare una lista di romanzi o testi che desidero leggere o vivere in un certo lasso di tempo, in quel santuario magico della mia camera in cui sono confinate storie, racconti che racchiudono resti di memorie, un tempo passato, nel quale a volte il brivido dell’avventura che si alena ad ottenere o scovare è dato dalla possibilità di poter scoprire tale emozione, tale brivido. Non è questa la magia straordinaria della parola scritta? Non è questo quel tipo di frattura dell’anima di cui i libri, la stessa letteratura fungono da balsamo, espediente nel ricucire due lembi di una ferita pulsante e sanguinante? E non è straordinario questo semplice gesto, nel sedere in una poltrona o in un morbido letto, aprire un romanzo, annusare il profumo aromatizzante delle sue pagine, e sprofondare al suo interno? Se sono qui che parlo sempre di libri, se mi piace la letteratura, vivo di essa, amo cibarmi di parole, è perchè prima di seguire a menadito quel percorso in cui in un mese desidero essere intrattenuta dal loro accecante bagliore, calmando e aggirando ogni brutto pensiero, idee che solo la scrittura esorcizza, posso entrare nello spazio sacro dove desidero rifugiarmi, raggiungere quella Gerusalemme Celeste di cui fa testo l’Apocalisse di Giovanni.

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Titolo: L'ombra del silenzio

Autore: Kate Morton

Casa editrice: Sperling & Kupfer

Prezzo: 19, 90€

N° di pagine: 545

Trama: 1961. E' una splendida giornata d'estate e la famiglia della sedicenne Laurel è in partenza per un picninc sulle rive del fiume che scorre vicino alla sua fattoria, nel Suffolk. Mentre tutti sono indaffarati nei preparativi, la ragazza si rifugia nella casa sull'albero della sua infanzia, e inizia a sognare. Sogna di Billy, il ragazzo che le fa battere il cuore, e di trasferirsi a Londra, dove è sicuri che la aspetti un futuro straordinario. Ma prima che il sole tramonti su quel pomeriggio idilliaco Laurel assiste, non vista, a un crimine terribile. Un segreto che custodirà per anni e anni.


2011. Come aveva spesso fantasticato, Laurel è diventata un'attrice famosa e amatissima. Nemmeno il successo, però, ha potuto dissipare le ombre lunghe di quel passato lontano. Ossessionata dagli oscuri ricordi di ciò che accadde cinquant'anni prima, Laurel ritorna alla casa nel Suffolk per ricomporre i frammenti di una storia rimasta sepolta troppo tempo. La storia di un uomo e due donne, cominciata per caso nella Londra semidistrutta dalle bombe della Seconda guerra mondiale. Una storia di passioni fatali che segnerà tragicamente i destini di quei tre giovani tanto diversi eppure uniti da un indicibile mistero. Quello che solo Laurel, testimone innocente di un delitto nell'estate della sua adolescenza, è in grado di svelare.

giovedì, settembre 03, 2026

Gocce d'inchiostro: Diario 6 - Anaïs Nin

Mi abituai alla << turbolenta >> vita di Anais Nin - e ad essere rinchiusa nel piccolo bozzolo del suo spirito - senza alcuno sforzo. L’impegno alla lettura dei suoi testi, i cui diari furono i primi ad essere vagliati, studiati, sottolineati, appuntati, mi aiutarono moltissimo. Non avrei avuto altra occasione, se non questa, di conoscerla così a fondo, non dovevo dire nient’altro che era già stato detto. Così concentrata e volta ad ascoltare e osservare tutto quello che mi sussurrò all’orecchio e i cui diari espugnano così bene, lasciando che i pensieri restassero tali, non contaminati da suoni o rumori esterni, senza la necessità di essere tradotti in suoni o parole, mi bastò leggere al principio poche pagine affinché quella intimità che era nata qualche tempo fa, ora si consolidava nel suo massimo splendore. Le settimane che ho dedicato, con parsimonia, dedizione, alla lettura di ognuno di questi testi, e ora con quest'ultimo volume, volarono in un soffio, con i giorni tutti uguali, scanditi da un preciso ritmo che, con la sua regolarità, non lasciò spazio ad alcuna distrazione o inconveniente. Tutto era previsto, tutto era già organizzato. L’epilogo di un viaggio intimistico e introspettivo come questo, il pulsare di un cuore focoso e bruciante come quello della Nin, come un magnete mi attrasse al suo cerchio inducendo se non addirittura costringendo a divorare queste pagine come se animate di volontà propria. Con la mia anima irrimediabilmente lesa, ma lavata ripetutamente come un sole glorioso che calò dietro una montagna.


Titolo: Diario 6

Autore: Anaïs Nin

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 600

Trama: Si ritrova "nel presente" e vuole trasmettere agli altri il frutto di anni di esperienza come donna e come scrittrice: la felicità sta nelle piccole cose, non nelle vette dell'estasi. Nel sesto volume del suo diario Anaïs Nin non è più la protagonista: questo sarà "il diario degli altri". Anaïs realizza ritratti acuti, vivi e severi. Ammira Simenon; ama Bergman; giudica Beckett troppo intellettuale, Simone de Beauvoir oggettiva e disperante; capisce Ginsberg e Corso, il loro surrealismo e la loro ironia selvaggia; rimpiange di non aver potuto incontrare la grande e altera Djuna Barnes; si abbandona a riflessioni su fenomeni letterari e no (il commercialismo nell'arte e nella vita americane; la validità della musica elettronica; la forza del jazz come espressione di vita, ritmo ed emozione; l'intellettualismo di Huxley; la profondità di Ionesco). Anaïs Nin vive scrivendo; e la vita è il movimento verso la rivelazione, il passaggio dal mistero alla chiarezza. Il suo Diario "è un campo d'azione che copre tutte le strade oscure dell'anima e del corpo alla ricerca della verità ... Registra mille anni di femminilità, mille donne" Prefazione di Antonio Debenedetti.

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