Dovetti scrivere e cancellare frasi un mucchio di volte prima che queste, messe di traverso nella corrente di un fiume impetuoso, mi permisero di arrivare dall'altra sponda. A mano a mano che le parole cominciavano a prendere forma davanti ai miei occhi, senza apparenti eventi eclatanti, il mio cuore impazzito cominciò a prendere una strada tutta sua. Non si trattava di qualcosa che aveva a che fare con nausea né giramenti di testa. Coriacea per natura, essere sommersa da un torrente di emozioni che avevano intorpidito persino il mio corpo, ignaro di aver imboccato una rapida discesa verso un abisso di insoddisfazione e concretezza, era quel pallido riflesso di una realtà in cui siamo costretti a vivere.
Questo terzo mese dell’anno, da cui scongiuriamo uno squarcio di luce, dopo settimane e settimane di pioggia incessante e irrefrenabile, mi sorprende a camminarecome un'ombra evanescente in un sentiero irto di ostacoli, inseguendo una libertà senza confini. Dopotutto non stavo andando a fare un picnic in campagna. Stavo scegliendo quei compagni che, in soli 30 giorni, confido possano donarmi qualcosa. Qualcosa però, sono certo, doneranno in quanto sbizzarrendosi nell'inutilità del nulla, nuotando nell'assurdo come un riflesso incondizionato, si sono appollaiti sulle mie spalle con nient’altro il desdierio di esplorare l’esistenza umana. La mia, quella tua, che stai leggendo queste poche righe, soperchiando una cornucopia che scuotendola un po' ha permesso al flusso dei ricordi di prendere vita.
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Titolo: Storia di una ladra di libri
Autore: Markus Zusak
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo: 16, 90€
N° di pagine: 563
Trama: E’ il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi nel minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro; lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva a bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantica. Il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto.
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