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mercoledì, luglio 29, 2026

Gocce d'inchiostro: Il bambino che amava il mondo - Tjibbe Veldkamp

Era passato un lasso di tempo non indifferente dall’ultima volta in cui, seduta sulla mia poltrona preferita, con in mano il mio immancabile taccuino, la penna e il dizionario, mi immersi in una storia volta a un pubblico giovane, e da cui tornai con una certa curiosità, in balia di sensazioni che nel rievocare certi momenti, certi attimi di vita, recano una traccia del loro passaggio. Nella confusione generale, spesso io, come tutti, dimentico come un qualcosa di semplice, apparentemente superficiale possa poi diventare straordinario. Avevo dimenticato come certe storie, la loro essenza, nonostante i ricordi che li legano alla mia anima sono ancora saldamente ancorati, mi indussero a guardarmi dentro e accogliere la storia di questo simpatico ma ingenuo ragazzino nel mio cantuccio personale. Non rievocando semplicemente così com’è la sua storia, una storia per bambini, ma con una spruzzata di memorie, sprazzi di reminiscenze che mi sorpresero a vedere, una me ancora bambina, spaparanzata sul divano della sua amata nonna materna, immersa nella lettura, col libro posto a mò di leggio sopra le sue piccole gambine. Non che ci sia qualcosa d’importante, ma questi testi - queste storie denominate dalla sottoscritta scacciapensieri - mi piace ricordarle così: l’infanzia è una delle fasi più belle, e i ricordi in questo caso un buon espediente per plasmare il nostro spirito, perché la bellezza di certe storie, di certe parole è insinuata nell’idea o nella memoria che attribuiamo a quel determinato ricordo. In questo caso, le avventure di un ragazzino la cui identità è celata nel mistero, avvolto in una massa grigiastra di squallore, abbandono, che si scontrò contro qualunque principio di moralità, qualunque provvedimento incisivo, che rispose ad ogni mia richiesta.


Titolo: Il bambino che amava il mondo

Autore: Tjibbe Veldkamp

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 13, 90 €

N° di pagine: 160

Trama: In una città fredda d'inverno, mentre cade tanta neve, un uomo e una donna si incontrano per caso su un ponte. Si guardano negli occhi per un attimo e tra loro succede qualcosa di speciale. Però subito dopo si separano e ognuno va per la sua strada. Proprio in quel momento, sul ponte, appare Adem. Ha undici anni ed è il loro figlio… ma c'è un problema: non è ancora nato! Adem potrà esistere davvero solo se i suoi genitori, Zdenka e Vaclav, si incontreranno di nuovo e si innamoreranno. Non sarà facile, perché i due vivono vite molto diverse e sono sempre di fretta. Ma Adem non vuole arrendersi. Desidera tantissimo vivere e conoscere il mondo, che a volte è difficile, ma è anche pieno di cose meravigliose. Crede nell'amore e nella speranza, e farà di tutto perché i suoi genitori si ritrovino. 

sabato, luglio 25, 2026

Gocce d'inchiostro: Le delizie della signorina Ashikawa - Takase Junko

Ho preso qualche cantonata, qualche batosta, cocenti delusioni con i romanzi di letteratura nipponica, dotati di un io slegato dal tempo e dallo spazio ma non a ciò che era custodito nella gabbia toracica dei loro autori, che come un biglietto da visita avrebbero funto da specchietto per le allodole per chiunque nutrisse un briciolo di interesse. Per me, in questi casi, a prevalere è il messaggio che queste letture dovrebbero trasmettere, dare: il titolo, una bella copertina non bastano per soddisfare certe mie richieste. Certi miei incauti sussulti, certe necessità letterarie che, me ne rendo conto, ho maturato nel tempo mediante la lettura assidua dei classici - unico mondo in cui vorrei viverci, stanziare per sempre. E quando capitò che dovessi leggere questo romanzo non ci pensai due volte a comportarmi come faccio sempre: munita di taccuino, penna e dizionario, col Kobo sulle gambe a mò di leggio, desiderosa di cogliere quel messaggio, quel << segreto >> che celavano le loro pagine.  Pur di non essere impreparata, qualcosa avrei dovuto cogliere: questo romanzo, la sua lettura, non si è rivelata così criptica, quell'identità a sé da cui non credevo di poter uniformarmi. Quanto una critica ironica volta ai ritmi del lavoro disumano della società moderna, specialmente quello giapponese, nonché riflessione sul valore salvifico che ha un pasto, specialmente se esso è consumato in compagnia, nel prendersi cura non solo del fisico ma anche del corpo. Un’identità a sé stante, che non possiede poi niente di speciale da tanti altri romanzi di questo tipo, ma che ha richiesto la mia attenzione: un’attenzione che è stata ben spesa, in questi ultimi giorni di luglio.


Titolo: Le delizie della signorina Ashikawa

Autore: Takase Junko

Casa editrice: Marsiglio

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 128

Trama: È possibile che il cibo, quando è condiviso, abbia un sapore migliore? Davvero mangiare insieme rappresenta un momento di felicità?

Nitani, impiegato ligio e ambizioso in una grande azienda dell’area metropolitana di Tokyo, non ci crede proprio, anzi: l’idea che il suo tempo possa essere in qualche modo condizionato da pranzo e cena gli è insopportabile.

E se bastasse una pillola per nutrirsi, lui sarebbe l’uomo più felice sulla terra.

Tra una pausa a base di noodles istantanei e un corso di aggiornamento, Nitani comincia a sviluppare un’antipatia mista ad attrazione per la graziosa Ashikawa, la collega colpevole ai suoi occhi di fare solo il minimo indispensabile e, allo stesso tempo, in grado di impersonare con la sua fragilità che invoca protezione la figura della moglie perfetta, così come vuole l’educazione con cui è cresciuto.

Oltretutto, per farsi perdonare le frequenti assenze in ufficio, Ashikawa prende l’abitudine di preparare per i colleghi deliziosi ed elaborati dolci fatti in casa.

E in una società che impone ritmi professionali impietosi, la sua diventa una scelta rivoluzionaria, in cui la rivendicazione della cura di sé e degli altri e la ricerca dell’appagamento passano anche attraverso l’amore per il cibo.

Le delizie della signorina Ashikawa mette in scena le contraddizioni di un paese diviso tra regole ed eccessi, tradizionalismo e ribellione, dove è quasi impossibile trovare un equilibrio tra la carriera e il privato; una scissione che si riflette anche nel modo in cui ognuno sceglie di fare la spesa.

Un romanzo gustoso, che intreccia il fascino pop della cucina del Sol Levante a un’ironica satira contemporanea, finendo per rivelare una ricetta per una vita più serena.

martedì, luglio 21, 2026

Gocce d'inchiostro: Un'amicizia pericolosa - Suzanne Rindell

Scovare un lavoro che possa donarci un certo rispetto, una certa dignità è una forma latente di sopravvivenza a cui si aggrappano la maggior parte degli esseri umani. A volte mi chiedo come facciano certi miei coetanei a sopravvivere senza, ma affinchè mantenga quella bolla di felicità che lentamente ho costruito e che tento giorno dopo giorno di poggiare su fondamenta stabili, concrete, il lavoro è una forma costante di benessere di cui non posso proprio farne a meno. Nel 1924 il lavoro, specialmente quello femminile e, con esattezza, quello di dattilografa, rappresentava la prima grande rivoluzione nel mondo impiegato. Grazie alla macchina da scrivere, il lavoro si era spostato dai vecchi registri cartacei alla produzione meccanica di documenti, offrendo a molte donne la prima vera opportunità di indipendenza economica e di ingresso negli uffici. Essere dattilografa (spesso unito alla stenografia) era considerato un lavoro moderno e rispettabile, tanto da essere al centro della cultura dell'epoca. Nei primi anni 20, l’importanza di proteggere il proprio benessere emotivo e culturale divenne oggetto di biasimo per quei poveri relitti che restano intrappolati in dinamiche di manipolazione, controllo, o isolamento, insegnando a riconoscere quando un rapporto non è più basato sul rispetto e sulla crescita reciproca. Suzanne Rindell, a questo proposito, ci conferisce un quadro raffinato, delicato e peccaminoso in cui la crescita della propria identità, il rispetto a mantenerla integra e intatta è un esempio di emancipazione, rivolta femminile che, alimentata da un certo coinvolgimento, è una forma gradevole e ben bilanciata di letteratura moderna che sfida i canoni imposti dal classicismo.

Titolo: Un'amicizia pericolosa

Autore:  Suzanne Rindell

Casa editrice: Nord

Prezzo: 17, 60 €

N° di pagine: 358

Trama: Odalie … quella mattina del 1924, quando si è seduta alla scrivania accanto alla mia, avrei dovuto capire che avrebbe sconvolto la mia vita. Già da due anni lavoravo come dattilografa alla centrale di polizia di Manhattan e conducevo una vita tranquilla, ordinaria. Ero una ragazza all'antica: sebbene intorno a me il mondo stesse cambiando, non avevo mai nemmeno pensato di tagliarmi i capelli o d'iniziare a fumare. Poi è arrivata Odalie. Il suo caschetto nero. I suoi vestiti eleganti, la disinvoltura con cui teneva la sigaretta … Odalie er a così spregiudicata, così sicura, così moderna. In quei giorni, mi sono resa conto che volevo essere come lei e che avrei fatto qualsiasi cosa pur di riuscirci. Per questo ho accettato di trasferirmi nel suo lussuoso appartamento e l'ho accompagnata alle feste dove si beveva champagne e si ballava fino all'alba al ritmo della musica jazz. E per questo non ho detto nulla quando mi sono accorta che aveva falsificato alcuni rapporti di polizia. Volevo solo proteggerla. Non potevo immaginare che mi stesse semplicemente usando. Che mi stesse mentendo. Come avrei potuto? Odalie era più di un'amica per me. Era il mio ideale di donna. E invece lei stava architettando la mia rovina …

venerdì, luglio 17, 2026

Gocce d'inchiostro: Amarsi - Elizabeth Jane Howard

Non ci volle molto che osservassi l’andirivieni di tutta questa gente che mi si era avvicinata, io mi ero spinta forse un pò troppo oltre, con devozione, inchinandomi ai loro piedi, toccando ogni lembo di pelle così esposta, nuda ai miei occhi. Le commedie americane firmate da un’autrice come Elizabeth Jane Howard suscitano quasi sempre infinite possibilità. Una fra queste, quella che ognuno delle sue storie lasci qualcosa: un solco profondo che solo il tempo avrebbe marginato. Amarsi, come le intemperie di un tempo crudele ed egoistico, resiste alle vessazioni di cuori deboli, fragili il cui passato è un filo rosso reciso da qualcuno di sconosciuto e diabolico, ma che il suo processo di assimilamento è stato davvero una cassaforte di antica saggezza, come altri romanzi che hanno esplicato in passato, che alla lunga sarebbe stato interessante coglierne ogni frammento. Dedicarsi amorevolmente alle cure di un cuore pulsante, giovane ma già oggetto di rimostranze poco affettive che anziché curare lo spirito lo annichiliscono fu esattamente quel compito prefissato dalla sua autrice per incorrere in una rinascita. In un processo di liberazione, catarsi dal quale la Howard attinse da ogni fonte di saggezza che cercava. Aggiungendo che l’essere legati a qualcosa o qualcuno non è una forma incorruttibile di dipendenza, quanto espressione che può mantenere la sua originalità, la sua forza nella spontaneità, nello sfolgorante certezza di un futuro incerto ma plausibile.


Titolo: Amarsi

Autore: Elizabeth Jane Howard

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 528

Trama: Per Persephone Plover, figlia anglo-greca di genitori distanti e negligenti, i giorni dell'infanzia sono ormai lontani; a vent'anni, reduce da una storia d'amore finita male, deve fare i conti con le difficoltà del mondo adulto e la sua unica ancora di salvezza è l'amata zia Florence, con la quale vive in una bella villetta londinese. Nel frattempo Jack Curtis – un milionario fattosi da sé – ha acquistato Melton House, una sontuosa tenuta di campagna, e ha deciso di assumere Florence, curatrice di giardini, perché si occupi di sistemare il parco. Fresco di divorzio, l'uomo si invaghisce di Persephone e fa sì che la ragazza segua la zia e si stabilisca insieme a lei a casa sua. Nelle vicinanze vivono i fratelli Musgrove, Thomas e Mary, che vorrebbero rientrare in possesso della tenuta, originariamente appartenuta ai loro genitori, ma faticano a riprendersi dopo la tragica morte di Celia, moglie di Thomas. Ai due si aggiunge Francis, il fratello di Celia, pittore di scarso successo rifugiatosi anche lui fuori città in attesa di capire quale sarà il suo futuro. Ognuno ha una ferita da cui guarire e ognuno, a modo suo, ha bisogno d'amore. Le loro strade si incroceranno e si ingarbuglieranno non senza complicazioni, finché tutti troveranno ciò che cercavano… o forse qualcosa di molto diverso.

lunedì, luglio 13, 2026

Gocce d'inchiostro: Diario 4 - Anaïs Nin

Fra gruppi di artisti, scrittori, lettori, poeti, Anais Nin si inserì con a fianco un’icona del femminismo che avrebbe interpretato l’arte come incarnazione di una comunicazione fatta di corpi, sguardi e gesti. Il suo nome? Eleonora Duse, amante di Gabriele D’Annunzio, dalla quale la Nin ha ridefinito la percezione del femminile. La Duse, mediante un’innovativa fisicità nervosa e trattenuta, aveva anticipato i tempi. E Anais Nin, pioniera del Diario e della scrittura erotica, attinse dalle sue speculazioni artistiche la possibilità di esplorare l’interiorità più a fondo. Più profondamente. I canoni del teatro ottocentesco erano stati scardinati, la recitazione moderna interiorizzata dall’autenticità emotiva. In una società dominata da gesti enfatici e declamazioni teatrali artificiali, la via della spontaneità assoluta fu l’unica via mediate cui sarebbe stato possibile mostrarsi così come Dio ci aveva fatto.

Questa quarta raccolta di diari porta in scena la psicologia frammentaria della donna moderna che interpreta la figura femminile come quella dominata, tormentata, anticonformista che supera i vecchi e rigidi canoni del teatro. L’incarnazione dell’attrice coincide con quella della donna, ritratta per la Nin come colei dotata di << parola >>, incurante della violenza, di ogni umiliazione subita, lottando per far emergere la propria voce creativa in un’epoca dominata da figure maschili ingombranti. Rifiutando l’isolamento ma non limitandosi a copiare i dettami maschili, quanto facendo della scrittura l'ennesima forma di esplorazione, modello di liberazione e autoanalisi.


Titolo: Diario 4

Autore: Anaïs Nin

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 305

Trama: 1944: sono anni, ormai, che Anaïs Nin vive a New York, eppure la costante di estraneità e disagio è sempre viva in lei. Rifiuta l'integrazione in un mondo unidimensionale e cristallizzato, lotta contro l'ottusità, il grigiore delle persone che incontra, che non sanno cosa sia la gioia, la serenità, la musica, che "sono o fatte d'acciaio e cemento o ridotte a cavallo da soma". L'unica via da seguire, l'unica risposta a un modo di vivere autentico, è sempre la stessa: concentrazione sul rapporto di ogni di ogni singolo con i suoi singoli e con le cose. Il mondo di Anaïs Nin esclude ogni forma di snobismo, ogni essere umano è unico e irripetibile ed è per questo che nel suo diario troviamo lo stesso interesse per sconosciuti e personaggi celebri. Prefazione di Antonio Debenedetti.

giovedì, luglio 09, 2026

Gocce d'inchiostro: Ombra. My land - Elena P. Melodia

A svegliarmi, a scuotermi da questo strano senso di torpore, stupore, fu il silenzio. Avevo deciso di immergermi nuovamente, e a distanza di qualche anno, nell’oscuro ma splendido mondo di Elena P Melodia, in un costante fracasso, in forme di esistenza di una gerarchia di perfezione che va oltre quella materia informe degli inferi, quelli che costituiscono il girone dell’Inferno, fino alla pura luce. C’erano anime acquose, letteralmente, con alle spalle vite recise dal tempo e dalla loro stessa esistenza, attorniati dinanzi ai miei occhi per condurmi in uno strano limbo, quello in cui assieme a Alma avrei potuto familiarizzare con ogni cosa, ma come fece il buon Dante nel suo cantico, nello studio dell’essere e nel suo relazionarsi a un’esistenza informe che tuttavia sia il fondamento della vera luce. Quella immateriale che avrebbe condotto, presto o tardi, dinanzi all’Empireo. In questo secondo volume, mediante gli occhi di Alma, ho così potuto scrutare ogni forma di felicità, egoismo, tramite filosofia. Nel cantico originario, al sommo poeta, tutto questo era dato da Aristotele, forma imprescindibile della ragione e da cui è possibile cogliere l’importanza del creato, prima dell’intervento salvifico della fede.

Titolo: Ombra, my land

Autore: Elena P Melodia

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18, 90 €
N° di pagine: 438
Trama: Alma apre gli occhi. Incredula, con la testa dolorante, si ritrova su un pavimento di legno, all’interno di un negozio del centro. Accanto a lei, il corpo senza vita del vecchio cartolaio, che lei ben conosce e che tanto spesso, col suo sorriso gentile, le ha regalato un momento di conforto nelle sue giornate. Non ci sono dubbi: è l’ennesima vittima dei Master, le creature provenienti dal mondo malefico che getta la sua ombra sulla Città. Alma non può fare altro che fuggire, sempre più terrorizzata e sola. Morgan, l’enigmatico ragazzo dagli occhi viola, il solo che sembrava capirla e conoscerla davvero, è scomparso nel nulla. Senza di lui, la scuola non è altro che una stanza vuota. Alma non prova più gioia nel suo cuore, nemmeno per l’amica Seline, che sembra finalmente serena vicino ad Adam. Del resto, quando è stata l’ultima volta che Alma si è sentita felice? Com’è possible che non sia mai riuscita a legarsi a un ragazzo prima di Morgan? E perché anche nei suoi riguardi quel che sente, in fondo, è solo tanta confusione? Le risposte, scoprirà, hanno a che fare con la sua stessa natura e le sue vere, oscure origini. Risposte affidate agli occhi di una ragazza di cui Alma fissa incredula la fotografia esposta a una mostra, riconoscendovi il proprio ritratto. Risposte che giacciono sott’acqua… quell’acqua in cui lei, chissà perché, non può, non riesce a immergersi. Quelle risposte sono a portata di mano, nel mondo parallelo di My Land da cui Alma proviene, al di là di una porta chiusa che solo Morgan può insegnarle ad aprire e di cui lei, senza saperlo, possiede già la chiave.

Dopo il successo di Buio, continua con Ombra la saga di My Land, mentre si fa sempre più serrata la lotta di Alma per sfuggire al suo destino e al richiamo del malvagio Leviatano, riaffermando la sua libertà di vivere e amare.

domenica, luglio 05, 2026

Gocce d'inchiostro: La belle sauvage. Il libro della polvere. Volume I.- Philip Pullman

Ho finalmente potuto ritagliare del tempo prezioso a Philip Pullman. Come? Mediante la lettura della sua ultima opera pubblicata, in cui sono stata trascinata lungo un campo di personaggi, luoghi e nozioni che sono risultati famigliari sin dall'inizio. Perché, tanto per cominciare, il romanzo di cui vi parlo quest'oggi è molto simile alla trilogia delle Oscure Materie e poi la genesi, i personaggi, sono piuttosto interessanti.
Impossibile non tenere viva l'attenzione, impossibile non vedere il tuo interesse crescere o progredire pagina dopo pagina, non facevo che affogare a bordo di una zattera forse troppo piccola per due persone. Polvere, magia, intrighi, segreti inconfessabili e violati, astronomi e alchimisti intensificarono la mia andatura. Ed è stato straordinario, davvero fantastico immergersi fra le pagine di una storia che non è un mondo a parte, bensì una realtà parallela in cui basta trovare un aletiometro per riconoscersi e spingerti ad imbarcarti in un avventura che non avrà mai fine. 

Titolo: La belle sauvage. Il libro della polvere. Volume I.
Autore: Philip Pullman
Casa editrice: Salani
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 478
Trama: Malcom Polstead ha undici anni, è curioso e diligente, di giorno va a scuola, di sera aiuta i genitori alla locanda sul fiume e fa qualche commissione per le suore del convento vicino. La sua vita scorre tranquilla, gli amici non gli mancano, si diverte con Asta, il suo daimon, soprattutto quando vanno in canoa, sulla Belle sauvage. Fino al giorno in cui alla locanda arrivano tre misteriosi personaggi e finchè alle suore non viene affidata una bambina di pochi mesi, che Malcom dovrà prottegere da un grave pericolo e alla quale sente di essere profondamente legato. E' Lyra. Insieme a lei affronterà una sfida mortale e un viaggio che lo cambierà per sempre …

mercoledì, luglio 01, 2026

Gocce d'inchiostro: La città e le sue mura incerte - Murakami Haruki

La condizione di un giovane pieno di desideri, "ridotto all'osso" e reso sensibilissimo mi narrò la sua storia mediante un lungo e profondo flashback e che, alla pari di tanti altri romanzi, non ha un nome.
Artista che eccelle con la propria arte segreta, parte integrante di un mondo ignoto a tutti quelli che gli stanno intorno, riescono a penetrare in lui come uno sguardo indagatore che sembra quasi voler trafiggere gli altri, nota per nota, riga per riga. Essere in un giardino segreto a cui solo lui può accedere. Ma sarà veramente così? Non esiste nessuno che riuscirà a capirlo veramente? A leggere nel suo cuore come nessun altro? Non lo farà più sentire solo. Isolato, alle prese con qualcosa che riesca a redimerlo dalla sua condizione di penitente? A quanto pare, si. Un fulmine silenzioso e invisibile, ha fatto breccia nel suo cuore generando un'attrazione senza limiti né condizioni. Senza un motivo né una spiegazione. Senza ma, né se.
Con un semplicissimo gesto mi ha reso partecipe dei segreti che popolano questa città. Come un uccellino che vola e può sentire la forza del vento. A scorgere in lontananza un paesaggio, ma troppo distante per poterne cogliere i particolari.
Sensazioni mai provate prima. Un luogo magico in cui l'amore illusorio e quasi irraggiungibile di due amanti nati sotto una cattiva stella avrebbe potuto sfociare in tutta la propria essenza. Una meteora incandescente che aveva preso fuoco. Bellezza e luminosità. 


Titolo: La città e le sue mura incerte

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 560

Trama: Diciassette anni lui, sedici lei, il primo amore, il tempo di un’indimenticabile estate. Tra passeggiate lungo il fiume o in riva al mare, speranze sussurrate su una panchina e sogni affidati alle righe di una lettera, lei gli racconta di una città circondata da alte mura: i ponti di pietra, la torre di guardia, un orologio senza lancette, una biblioteca. «La vera me stessa è lì che vive», gli dice la ragazza, e lì lui sarà il Lettore dei sogni. Poi, all’improvviso, lei scompare. La chiave per ritrovarla è quella città. Ma solo chi lo desidera con tutto il cuore potrà superare le sue mura. Un romanzo immerso nelle atmosfere ipnotiche e rarefatte che hanno reso celebre Murakami Haruki, ma anche ben radicato nella realtà. Una profonda riflessione sullo scorrere del tempo, sul rimpianto di ciò che abbiamo perduto, sugli sconfinamenti della verità, sul senso della nostra esistenza.

sabato, giugno 27, 2026

Gocce d'inchiostro: Misrule - Heather Walter

La cosa che più mi colpì arrivando alla fine di questa ennesima saga, una lettura che quattro anni fa mi aveva entusiasmato, infervorato il mio animo come non accadeva da tantissimo tempo, furono le scelte, quelle forme di compromesso che l’autrice rivela in una netta e precisa constatazione: non conta chi sia realmente buono o cattivo, ma chi sia disposto a perdonare il passato nel costruire un futuro comune.

Riscrivendo la fiaba classica de La bella addormentata, il romanzo punta a smantellare tali concetti tradizionali di Bene e Male, esplorando l’umanità antagonista fiabesca, l’amore saffico senza filtri, sovvertendo i canoni del genere fantasy e della bellezza. I cattivi non nascono come tali ma sono il prodotto di una società che li ha emarginati, e Alyce, antieroina dal cuore non propriamente puro, sarà soggetta a forme di malvagità come risposta a secoli di abusi subiti dal suo popolo. In una sottile linea tra giustizia e vendetta, in cui la supremazia, il risentimento detossificano anche quel legame puro e intrinseco, spingendo chiunque alla redenzione.

Titolo: Misrule

Autore: Heather Walter

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 24 €

N° di pagine: 492

Trama: La grazia oscura non c'è più. Temuta e disprezzata per il tenebroso potere che le scorre nelle vene, Alyce si sta godendo la sua vendetta su coloro che l'hanno resa una reietta. Briar è stato un regno bellissimo e corrotto, ma ora è interamente sotto il suo potere, e nessuno può sfuggire alla sua ira. Neanche l'unica persona che ne possiede il cuore. La principessa Aurora ha saputo vedere oltre il volto cupo di Alyce, e conquistare un amore che sembrava promettere l'alba di una nuova epoca. Ma quell'amore ha avuto un prezzo e adesso Aurora dorme un sonno incantato, vittima di un sortilegio che neppure Alyce può spezzare. E così il sogno del mondo che avrebbero potuto costruire insieme è andato in fumo. Alyce è disposta a tutto pur di risvegliare la donna che ama, anche a diventare la mostruosa creatura che gli abitanti di Briar credono che sia. Ma Aurora potrà amarla anche come cattiva? O l'amore è solo per le favole?

venerdì, giugno 19, 2026

Gocce d'inchiostro: Buio. My land - Elena P. Melodia

La prassi è sempre la stessa. A un periodo turbolento, sfiaccato dall’imprevedibilità del Caos, della vita, in generale, certe letture fungono da balsamo, da beneficio o ristorazione. Di Alma e della sua particolare storia, partorita da un’autrice italiana che, all’epoca dei miei diciassette anni, mi diede qualcosa che negli anni ho letto, divorato, trangugiato un mucchio di volte, persi la testa un mucchio di volte. La mia copia ingiallita per l’incuria del tempo, la costa scollata e un pò sbiadita, rivelano quei segni di << avvincendamento >> in cui io e Alma fummo soggette, e non poche volte. Sulla soglia dell’età adulta, a farmi tornare fra le sue pagine, a distanza di tutto questo tempo, fu tuttavia un semplice gesto: pescare il romanzo dalla mensola di una strapiena libreria, e essere spettatrice di questo dramma dantesco con i suoi splendidi canti, nel romanzo ammantato da efferati e sanguinosi omicidi, anime straordinarie, vacue e irrazionali, che mostrano  quel genere di incongruità, specchi dei vizi e delle virtù umane, che condurranno Alma dinanzi alla vita, o, a seconda dei casi, alla morte..

Titolo: Buio. My land

Autore: Elena P. Melodia

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 415

Trama: Diciassette anni, bellissima, apparentemente sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: "Sorrisi e lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo". Se lo ripete ogni mattina, quando esce di casa per affrontare la Città là fuori e cammina sotto un perenne cielo grigio, diretta a scuola con il suo zaino, rigorosamente viola. Tutto ciò che Alma adora è viola. Come la copertina del quaderno che ha comprato in una strana cartoleria del centro pochi giorni prima, quando tutto ha avuto inizio e la sua vita ha cominciato a scivolare in un assurdo incubo senza fine. Una serie di efferati omicidi sta infatti trasformando in realtà i racconti che Alma scrive di notte, come in preda a un'inspiegabile trance, rendendosi conto solo al suo risveglio che i deliri di paura e violenza affidati alle pagine di quel quaderno anticipano le mosse dell'assassino. Mentre la polizia indaga senza risultati e i giornali si scatenano, Alma si ritrova sempre più isolata, alle prese con qualcosa di grande e oscuro, che sfiora la natura stessa del Male e che pure sembra riemergere dal suo passato, insieme ai continui, lancinanti mal di testa che la assalgono come per avvertirla di qualche pericolo. Soltanto Morgan, il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola, i cui incredibili occhi viola sanno leggere nel suo cuore come nessun altro, sembra in grado di fornirle le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano intorno.

lunedì, giugno 15, 2026

Gocce d'inchiostro: All'ombra di Julius - Elizabeth Jane Howard

All’ombra di Julius apparve con la sua splendida copertina in bianco e blu giudicandolo esattamente per come si è rivelato:una lettura bellissima, il racconto di una famiglia recisa da un orribile evento, sciorinato in un età che si aggira intorno agli inizi degli anni ’20, col pallido riflesso di visi segnati da tanti pensieri e propositi.
Sopra di me, il fantasma della sua autrice, che pendeva sopra la mia testa, deceduta oramai dodici anni fa, che onnipresente come Dio lasciò in ogni suo romanzo frammenti della sua essenza.
La Howard fu quel tipo di donna che negli anni vissuti non conobbe con esattezza il significato della parola << amore >>: appassionata lettrice, ingenua, romantica e sognatrice, che in linea diretta alla mia anima, a quella perlomeno di cinque anni fa, nella sua difficile giovinezza crebbe mediante concetti o paradigmi violati, che non ammisero ulteriori spiegazioni sui problemi più complessi dell’esistenza umana. La sua, e degli individui che vi fecero parte.
Attratta da un concetto ben lungi di perfezione, ho così accolto la lettura di questo splendido romanzo con straordinaria forza, mostratasi nel momento in cui lasciai cadere alcuna remora o obiezione ai miei propositi natalizi, che tuttavia ho applicato strenuamente.
Amo la Howard, mi piacciono i suoi romanzi, che man mano arricchiscono il mio bagaglio letterario divengono sempre più belli, per quanto me lo consenta la mia natura; e anche nei confronti di All’ombra di Julius il mio atteggiamento è stato uguale a tutti gli altri, giudicandolo più come un’esaltazione dell’anima dell’autrice anziché come argomentazione sentimentale. Il mio fervido interesse fu tale che assursi a qualunque intoppo, che a lettura terminata non vedevo l’ora di poter leggere qualcos’altro. In qualunque aspetto, sia negativo sia positivo, i romanzi della Howard sono scialuppe di salvataggio dinanzi un mare in tempesta che potrebbe essere affine ai gusti di molti lettori che si considerano impavidi e curiosi, il che quel regalo perfetto per regalare un sorriso, donare felicità con un semplice gesto.

Titolo: All’ombra di Julius
Autore: Elizabeth Jane Howard
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 326
Trama: Londra, anni Sessanta. Sono trascorsi vent’anni da quando Julius è venuto a mancare, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato un segno indelebile nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, lavora nella casa editrice di famiglia e non mostra alcun interesse verso il matrimonio. Al contrario, Cressida, la maggiore, è troppo occuppata a struggersi a causa dei suoi amanti, spesso uomini sposati, per concetrarsi sulla carriera di pianisti. Nel frattempo Esme, la vedova di Julius, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, rifugge la solitudine perdendosi nella routine domestica della sua bellissima casa color rosa pesca. E poi c’è Felix, ex amante di Esme e suo unico vero amore, che l’ha lasciata quando il marito è scomparso e torna in scena dopo vent’anni di assenza. E infine Dan, un estraneo. Le tre donne e i due uomini legati da un filo che solca presente e passato, si ritrovano a trascorrere un fine settimana tutti insieme in campagna: caratteri e personalità, segreti e lati nascosti, emergeranno attimo dopo attimo in queste giornate intense, disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.

giovedì, giugno 11, 2026

Gocce d'inchiostro: Le donne di troppo - George Gissing

Le mie recensioni esordiscono quasi sempre come esprimendo, dichiarando qualcosa alla letteratura. Alle parole, allo splendido suono che scaturiscono certe frasi, certi elementi, sul quale però riverso quasi sempre me stessa. In maniera del tutto vaga, incerta, implicita, non mostrandomi agli occhi del mondo quanto plasmando una certa figura. I libri che leggo e che recensisco, quando riporto certe frasi o parole, non sono per chi mi legge. Quello si.. Svolge anche un certo ruolo… Ma l’espediente primordiale, quello per cui ogni cosa può ricondursi, è che certe cose sono scritte per me stessa. Per me, per il mio essere silenziosa, riservata, osservatrice attenta e scrupolosa. Per me, che giorno dopo giorno combatto silenziosamente delle guerre, scorribande o battaglie impari… 
In una delle mie tante immersioni nel cuore della letteratura vittoriana, accadde che mi imbattei nella conoscenza di questo autore - che nel 2020 conobbi solo grazie alla pubblicazione in casa Fazi di New Grub Street -, il cui resoconto sociale e politico così chiaro e dettagliato su un frammento di verità, pur quanto sia stato scritto più di un secolo fa rivela una certa modernità. Era destinato a diventare anche un’isola. Un piccolo isolotto in cui ho potuto risiedere per quasi due settimane, scrivere, prendere appunti, riporre i miei pensieri su carta, su quello che avevo visto o sentito, ma rimanendo aggrappata alla mia anima e a me stessa.
Ritrovo così quello che avevo già scorto in New Grub Street, quando l’autore si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò una storia che sembrava possedere qualcos’altro, quanto segnato profondamente la vita di molte donne. Io, come donna, non ho potuto non sentirmi coinvolta, partecipe, unanime all’urlo di disperazione che è stato lanciato in precedenza da un’altra donna, Sarah Grand, colei che coniò il termine di New Woman, estrapolato dal fallimento di certi matrimoni, offrendo scialuppe di salvataggio, prospettive migliori, per un nuovo avvenire.

Titolo: Le donne di troppo

Autore: George Gissing

Casa editrice: La tartaruga

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 600

Trama: Londra, fine Ottocento. Un gruppo di donne cerca di organizzarsi per ottenere dignità e indipendenza economica nella capitale vittoriana. Non sono rivoluzionarie, non lottano ancora per il suffragio: ma vogliono poter lavorare per arrivare a sposarsi, in caso, per amore e non per bisogno. Dalle premesse classiche del marriage plot (una giovane bella e nubile appena arrivata nella grande città; un dandy intraprendente in cerca dell’amore; una donna bruttina ma di gran carattere decisa a seguire le proprie idee) si sviluppa una serie di equivoci ferocemente realistici, destinati a finire nell’unico modo in cui può finire un romanzo che vuol fare i conti con la realtà: con uno schianto. Con la verve e il sarcasmo del romanzo di costume di Jane Austen, nella Londra di Dickens e Thackeray, Gissing racconta varie storie d’amore intrecciate con problemi di soldi e aspirazioni sociali: ma le racconta come se fossero vere, giocando a ribaltare gli stereotipi della fiction romantica calandola nella realtà delle pressioni sociali, del conformismo e, soprattutto, della discriminazione di genere.

domenica, giugno 07, 2026

Gocce d'inchiostro: Il cannocchiale d'ambra - Philip Pullman

Una saga che si ha tessuto, sperticato lodi, in passato, e che si rilegge in età adulta, a distanza di qualche anno dalla sua ultima lettura, genera quasi sempre un certo timore reverenziale: quello relativo all’approccio che una lettrice come me, una lettrice che ha arricchito il suo bagaglio culturale di nozioni, idee che già solo cinque anni fa ignorava impunemente, potrebbero inculcarle nel suo spirito, se non nel suo cuore, quella vana possibilità possa deluderla. Non << piacerle >> come un tempo, nel quale l’entusiasmo che aveva acceso il mio spirito, adesso balugina come un fuoco fatuo dinanzi ai miei occhi. Un fuoco di cui sarei stata artefice ad acchiappare, riconquistare. Con la saga de La bussola d’oro, ora con l’approssimarsi della sua conclusione con questo volume, fortunatamente non è nato nulla di tutto questo. Quel timore reverenziale di cui facevo cenno, soppiantato quasi nell’immediato dalla certezza, l’entusiasmo di aver scovato, ancora una volta, quello che avevo lasciato, come una traccia d’inchiostro, qualche anno fa, fra queste pagine. Così belle, avvincenti, straordinarie, che in una saga dedicata principalmente ai ragazzi ma anche agli adulti, è la facciata splendida di una cattedrale che non la si contempla solo nella sua bellezza quanto ad essere trascinati in questo spazio sacro, trascendente e mistico che Pullman ci ha elargito così bene.

Titolo: Il cannocchiale d'ambra

Autore: Philip Pullman

Casa editrice: Salani

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 431

Trama: Dopo la "Bussola d'oro" e "La lama sottile" Philip Pullman conclude la trilogia con un nuovo libro, arricchendo il suo universo di nuovi personaggi i gallivespiani, orgogliosi guerrieri a cavallo di libellule dai colori sgargianti; i mulefa, strani animali che viaggiano su ruote, dotati di un linguaggio e della capacità di vedere la Polvere - e apre nuovi mondi, arrivando perfino nella terra della morte. Nel "Cannocchiale d'ambra" la storia diventa epica, sfrontata e dissacrante, esplora i recessi più profondi, supera i confini tra cielo e terra, in un'entusiasmante e insieme poetica unione di avventura, mito e religione.

mercoledì, giugno 03, 2026

Gocce d'inchiostro: 1Q84. Libro 1, 2, 3 - Murakami Haruki

Una sera di fine dicembre, mi sedetti sul divano, presi la mia copia sgualcita di 1Q84, e mi misi a leggere. Sedevo con le gambe incrociate, pronta ad immergermi in un avventura che avevo esplorato già quattro anni fa. Il discorso, la trama, è sempre la stessa, finché non ricordai quanto di Tengo e Aomame serbassi un ricordo speciale e bellissimo. Quest'oggi, quindi, in un periodo un po' turbolento della mia vita, vi racconto tutto quello che ho letto in 1100 pagine, tutti i miei discorsi con la loro anima passionale e drammatica, la mia esplorazione personale dell'autore, le mie teorie, così come l'amore nei riguardi del mondo onirico giapponese, espresso tutto ciò con una certa veemenza e sicurezza che spero possa scalfire i cuori di chiunque.

Titolo: 1Q84. Libro 1, 2, 3.

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 26 €

N° di pagine: 1100

Trama: Tokyo, 1984. Aomame è un'assassina spietata e fragile. In minigonna e tacchi a spillo, vendita tutte le donne che subiscono violenza, con una tecnica micidiale e invisibile. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante, pericoloso come una profezia. Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame vede sorgere in cielo una seconda luna, capisce che, forse, non potranno condividere neppure la stessa realtà.

sabato, maggio 30, 2026

Gocce d'inchiostro: New Grub Street - George Gissing

Contemplare una storia che si districa in una viuzza malfamata di Londra, e guardare ciò che si snoda segretamente nei momenti più bui e oscuri del giorno è certamente una bellissima esperienza. E questa volta sentivo che attraverso la stretta apertura di un legame particolare ha tenuto vivo il mio essere, saldamente ancorato alle nobili sorti di quelli di sognatori erranti dai modi signorili ma semplici. Ho provato infatti nei loro confronti un profondo senso di conforto, intimità, e probabilmente potevo vedere solo io che mi ero trovata impigliata nelle maglie di una trama significativa, speciale.

Svanirono dal mio campo visivo solo quando ogni cosa volse alla fine, a mano a mano che le vicende si districarono e il mio pensiero nei suoi riguardi diveniva sempre più luminoso nel chiaro mattino di fine inverno. Se ne andarono molto quietamente. Ed io sono rimasta a lungo ad accompagnare con lo sguardo il loro progressivo dileguarsi. Eppure la loro essenza, impressa su carta come sangue rappreso su una ferita, non svanirono del tutto. Alcuni, dalla luce più vivida o accecante, restarono. Io sono stata alquanto felice. E tale sentimento lo espugnano mediante parole, impresse nell’ennesima recensione, che transitano fin quando si fermano affinchè potessi vedere dove si collocarono.


Titolo: New Grub Street

Autore: George Gissing

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 574

Trama: Grub Street è la via di Londra in cui furono aperte le prime stamperie e dove nacque il mestiere di scrittore in senso moderno. Resa celebre da Alexander Pope nella sua satira del mondo letterario, da allora definì l’ambiente in cui si svolgeva l’oscuro e ingrato lavoro di un esercito di scribacchini costretti a sbarcare il lunario. Nella Londra di fine Ottocento, Edwin Reardon è uno scrittore di grande talento ma dallo scarso successo commerciale. Sebbene la continua incertezza economica e la povertà incipiente minaccioso il suo matrimonio con Amy è incapace di piegare la sua arte alle logiche del mercato e porterà avanti la sua coerenza fino alle estreme conseguenze. Al contrario, jasper Milvain, giornalista rampante e giovane sfrontato, in cambio di ricchezza e affermazione sociale è disposto a tutto: curerà sempre e solo le relazioni conveniente, scriverà ponendosi come obiettivo primario di ottenere fama e denaro, romperà la promessa di matrimonio fatta a Marian Yule, figlia dello scrittore Alfred Yule e scrittrice a sua volta, preferendole un’altra donna che può portargli maggiore vantaggio.

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