Ero già irrimediabilmente attratta dalla
copertina, e fino ad ora, non avevo mai nutrito il desiderio di leggere questo
romanzo. Insito al Premio Strega dell’anno scorso, Daniela Ranieri si
preannunciava talentuosa. Una voce tutta all’italiana da tenere sott’occhio. Per
quanto mi riguarda, assolutamente d’accordo con chi aveva letto e giudicato
questo piccolo capolavoro, al quale ho dedicato una settimana di pensieri, annotazioni,
riflessioni importanti che, come una diapositiva, si sono fissate nella mia
memoria e lì ci sono rimaste. Ma, dopo una lettura così intensa, si necessita
di scrivere. Le parole, spesso stanziate lungo la corrente di un fiume, se non
evocate, perdono efficacia se non evocate al momento giusto. Ed io, che amo
scrivere, dovevo per forza immortalare quel momento in cui il cuore mi aveva
sussurrato una particolare melodia, documentando qualunque aspetto valicasse l’autrice.
Qualunque elemento sia stato messo sotto processo, auto criticato, quasi ipersensibile
al mondo circoscritto, ma reso all’estremo in un rimescolio di pianificazioni cosmiche
in cui ho potuto accogliere la nascita di questa storia apparentemente
biografica, reda definitiva quasi assoluta, in un universo così compatto da cui
è stato impossibile dibattersi, persino per la mia anima.
Titolo: Stradario aggiornato di tutti i miei baci
Autore: Daniela Ranieri
Casa editrice: Ponte delle Grazie
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 696
Trama: Tutte le forme d'amore. «Una volta c’erano in Italia giornalisti che erano anche scrittori, avevano qualcosa da dire e sapevano dirlo. Oggi ne sono rimasti ben pochi: fra loro c’è Daniela Ranieri.» Alessandro Barbero «Dolce nel disincanto, feroce nella tenerezza. I suoi personaggi sono tragici, epici, comici e fragili come tutti noi. Nessuno in Italia scrive come Daniela Ranieri.» Maurizio Crosetti «Potente, labirintica, pietrosa (di quelle pietre che diciamo preziose) è la scrittura di Daniela Ranieri: un impasto tra l’ingegneria di Gadda, il barocco di Bufalino, il bisturi di Kafka, il martello di Nietzsche e l’onestà silenziosa di Marco Aurelio.» Vito Mancuso Una donna in dialogo perpetuo con sé stessa e con il mondo disegna una mappa delle sue ossessioni, del suo rapporto con l’amore e con il corpo, serbatoio di ipocondrie e nevrosi: il nuovo romanzo di Daniela Ranieri è un diario lucido e iperrealistico, in cui ogni dettaglio, ogni sussulto di vita interiore è trattato allo stesso tempo come dato scientifico e ferita dell’anima. Dalla pandemia di Covid-19 alla vita quotidiana di Roma, tutto viene fatto oggetto di narrazione ironica e burrascosa, ma in special modo le relazioni d’amore: le tante sfaccettature di Eros – l’incontro, il flirt, il piacere, le convivenze sbagliate, la violenza, l’idealizzazione, la dipendenza, l’amore puro – vengono sviscerate nello stile impareggiabile dell’autrice, un misto di strazio, risentimento, ironia impastati con la grande letteratura europea (e non solo). E forse è proprio la lingua di Daniela Ranieri il vero protagonista di questo Stradario aggiornato di tutti i miei baci, una lingua ricchissima di echi gaddiani, di irritazioni à la Thomas Bernhard, di citazioni, e allo stesso tempo inquietantemente diretta e inaudita, una lingua la cui capacità di nominare e avvicinare le cose è pari soltanto alla sua potenza nel distruggerle. Lo Stradario di Daniela Ranieri non è solo un romanzo: ha la sostanza di un corpo vivente che abita nel mondo, di una voce che avvince e persuade con la forza della grande letteratura.
Autore: Daniela Ranieri
Casa editrice: Ponte delle Grazie
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 696
Trama: Tutte le forme d'amore. «Una volta c’erano in Italia giornalisti che erano anche scrittori, avevano qualcosa da dire e sapevano dirlo. Oggi ne sono rimasti ben pochi: fra loro c’è Daniela Ranieri.» Alessandro Barbero «Dolce nel disincanto, feroce nella tenerezza. I suoi personaggi sono tragici, epici, comici e fragili come tutti noi. Nessuno in Italia scrive come Daniela Ranieri.» Maurizio Crosetti «Potente, labirintica, pietrosa (di quelle pietre che diciamo preziose) è la scrittura di Daniela Ranieri: un impasto tra l’ingegneria di Gadda, il barocco di Bufalino, il bisturi di Kafka, il martello di Nietzsche e l’onestà silenziosa di Marco Aurelio.» Vito Mancuso Una donna in dialogo perpetuo con sé stessa e con il mondo disegna una mappa delle sue ossessioni, del suo rapporto con l’amore e con il corpo, serbatoio di ipocondrie e nevrosi: il nuovo romanzo di Daniela Ranieri è un diario lucido e iperrealistico, in cui ogni dettaglio, ogni sussulto di vita interiore è trattato allo stesso tempo come dato scientifico e ferita dell’anima. Dalla pandemia di Covid-19 alla vita quotidiana di Roma, tutto viene fatto oggetto di narrazione ironica e burrascosa, ma in special modo le relazioni d’amore: le tante sfaccettature di Eros – l’incontro, il flirt, il piacere, le convivenze sbagliate, la violenza, l’idealizzazione, la dipendenza, l’amore puro – vengono sviscerate nello stile impareggiabile dell’autrice, un misto di strazio, risentimento, ironia impastati con la grande letteratura europea (e non solo). E forse è proprio la lingua di Daniela Ranieri il vero protagonista di questo Stradario aggiornato di tutti i miei baci, una lingua ricchissima di echi gaddiani, di irritazioni à la Thomas Bernhard, di citazioni, e allo stesso tempo inquietantemente diretta e inaudita, una lingua la cui capacità di nominare e avvicinare le cose è pari soltanto alla sua potenza nel distruggerle. Lo Stradario di Daniela Ranieri non è solo un romanzo: ha la sostanza di un corpo vivente che abita nel mondo, di una voce che avvince e persuade con la forza della grande letteratura.

