Mi piace tantissimo leggere,
e, come tale, amo classificare ogni romanzo mi si presenta davanti. Romanzi brevi,
romanzi lunghi, non importa. Qualunque risma di carta che possa trasmettere
qualcosa, donarmi sensazioni o emozioni, e vivono relegate fra le vecchie mura
della mia camera. Nel santuario magico di casa mia, come li definisco scherzosamente.
È capitato dunque, nella mia carriera di lettrice, di imbattermi nella lettura
di romanzi non propriamente convenzionali. In che senso? Nel senso che alcuni
elementi per così dire ordinari mutano in straordinari. Lasciano un segno nella
memoria di chi legge e, risiedono silenziosamente nel nostro spirito, affinchè
qualcosa o qualcuno possa rievocarli. Ed ecco che, da questa idea, ho partorito
un post, l’ennesimo, con una lista non indifferente di romanzi che esplicano
esattamente questo mio definirli straordinari. Alcuni che non ho
particolarmente apprezzato, altri che sono marchi indelebili sulla pelle. Tuttavia,
tutti con in comune l’idea o la possibilità di aver trattato me, la mia anima,
la piccola cittadella della mia coscienza, con una specie di quieta deferenza,
che un po' sgomenta e un po' grata che accettassi tali inviti tendono a fare da
spettatori lasciando che siano essi stessi ad esprimersi.
Primo di questo romanzo il
seguito di una dulogia che esplica le difficoltà di una figlia, i suoi disagi,
a non sentirsi amata dalla sua stessa famiglia.

