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domenica, settembre 14, 2025

Amori di carta: Paul Auster

La notizia di pubblicare un post con protagonista indiscusso un autore che amo molto, ovvero Paul Auster,  che inconsciamente giunse nel mio salotto virtuale già qualche anno fa, arrivò una mattina d’inizio dicembre, con un sole spaventoso che sembrava promettere niente di buono e nel mio tablet una storia che in poche ma indispensabili pagine racchiudeva elementi riguardo l’universo e il modo per cui si <<muove>>. Lì per lì certe notizie non mi procurano assolutamente nulla. Ma adesso che sono qui, seduta dinanzi alla scrivania, mi rendo conto come tutto ciò mi ha procurato una certa gioia. Questo espediente però fu la scusa di parlare nuovamente di Auster e in un futuro non troppo lontano, parlare ancora di lui, con cui ho nutrito un certo piacere nel condividere questa piccola gioia nel riportare i miei più nitidi pensieri, il mio amore così travolgente nei suoi riguardi. La testa mi esplode in mille domande, frantumi di pensieri, ognuno che va avanti da sé. Penso a quante ore di scrittura Auster abbia avuto bisogno; a chi può essere stato a bordo di questo vascello letterario, e a chi ancora non ha avuto il piacere di essere fra l'equipaggio. Un sentimento di innamoramento precoce costellato di arrivi solenni, lacrime, voci sommesse e corse frettolose nella libreria più vicina della mia zona, oltre che l'abietta eccitazione che tenne a bada i miei sentimenti in questo ultimo periodo dell'anno, oltre il semplice divertimento e lo svago, rivolto contro come un calzino e scoperchiato il cervello, scottandomi, gelandomi, mettendomi a nudo e scaraventandomi fra i venti furiosi dell'universo.

Essere capitata con un uomo che si era compenetrato con i drammi e le delizie temporali è stata una meravigliosa sorpresa. Per gran parte del mio tempo trascorso fra le sue pagine, ho pensato come sia valsa la pena di rischiare e sfidare pagine e pagine in cui ho potuto riscontrare alcuni dei miei gesti nell'adolescente di una volta, nel suo temperamento, nella sua passione per i libri e la buona letteratura condita da esplosioni di umorismo, amore, violenza e diabolica turpitudine, fra sognatori passivi, sentimentali, destinati a trascinarsi per la vita nel desiderio e nel rimpianto. Ho confessato a queste pagine di diario la mia sete di esperienze e curiosità che, in questi primi giorni di settembre, ho riservato a Paul Auster.

giovedì, ottobre 17, 2024

Parole di troppo: romanzi lunghi per lettori oziosi 3°

Trovo che risme di carta gigantesche e voluminose abbiano un certo fascino. Me ne rendo conto, sembra assurdo, ma a me questi volumi, i cosiddetti mattonazzi, mi piacciono tanto. L’ho scritto nel post precedente a questo, lo scrivo anche adesso. E sorrido meramente quando penso, che tanti lettori stanno lontani dai classici perché la maggior parte di essi sono voluminosi ed impegnativi. Eppure credo che, lungo la strada dei lettori, certi testi siano importanti, imprescindibili per la sua crescita personale, per il suo bagaglio culturale, in quanto dopo aver speso tempo qualcosa, presto o tardi accadrà. Nell’immediato tanto fascino, poi la consapevolezza che il fuoco ardente che aveva divorato le nostre viscere si è perpetuato anche nel tempo.

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Titolo: Bella del signore

Autore: Albert Cohen

Casa editrice: Bur

Prezzo: 11, 50 €

N° di pagine: 8oo

Trama: Ariane e Solal, lei nobile di nascita, lui altissimo dirigente della Società delle Nazioni, entrambi alteri ma irrequieti, si incontrano, si amano e fuggono via alla ricerca di una passione assoluta ed esteticamente perfetta. La perfezione formale, però, non esiste, l’amore a poco a poco si illanguidisce e viene sostituito dalla noia, fino alle estreme conseguenze.

mercoledì, ottobre 09, 2024

Parole di troppo: romanzi lunghi per lettori oziosi 2°

Vedere una pila gigantesca di romanzi svettare da una scrivania, le cui coste scintillanti e colorate fungono da monito, eco assordante del nostro cuore, a me non ha mai spaventato. Quanto affascinato. I mattonazzi, così mi piace chiamare questa tipologia di romanzi, mi piacciono perché le loro storie, le pagine che racchiudono mondi straordinari, sono infinitesimali, addirittura a volte superano persino le migliaia, e quando succede che debba leggerli ne sono davvero entusiasta. Contenta, felice di trascorrere giorni, settimane o addirittura mesi in compagnia di un autore o un'autrice, che, alla fine, sperticherà le lodi. Perlomeno questo è ciò a cui confido. Suddiviso in due parti, a distanza di tre anni, propongo nuovamente questo post ma con altri consigli di lettura. Romanzi letti e vissuti la cui aura pregna di magia, bellezza pulsa ancora nelle mie tempie.

Titolo: It
Autore: Stephen King
Casa editrice: Pickwick
Prezzo: 18, 90 €
N° di pagine: 1216
Trama: A Derry, una piccola cittadina del Maine, l'autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma la pioggia è fitta e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede. Cercare di recuperarlo è l'ultimo gesto del bambino: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio, uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile, e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l'estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell'unico modo possibile: uniti da un'incrollabile amicizia.

domenica, novembre 13, 2022

Gocce d'inchiostro: Malice - Heather Walter

Se non mi fossi fatta sedurre dalla copertina, bellissima e inequivocabile, non credo ora sarei qui, a riporre queste poche righe, scrivendo l’ennesima recensione riguardante la mia ultima lettura. Allo stesso tempo non accettare di leggerlo voleva dire farsi sfuggire un’occasione straordinaria come questa, ma generalmente i romanzi young adult e LGBT sono garanzia di diniego e insoddisfazione per la mia anima semplice, ed io francamente non volevo incappare nell’ennesima delusione letteraria. Ma, adesso che Malice è approdato nel mio Kobo, mentalmente torno in quei luoghi facendo attenzione a ciò che le sue pagine mi avrebbero riservato. Cosa? Beh, innanzitutto un mondo straordinario e visionario a tratti atipico a tratti affascinante, in cui sono rinchiuse figure di diverso stato sociale. Una certa malinconia che pervase queste pagine, gli ultimi giorni del mese di settembre in un mondo sorretto da sistemi magici che sono affidate a delle famiglie, custodiscono le loro << origini >> come doni nascenti. Tra l’altro rinchiudersi in questo posto sarebbe stato ideale per comprendere questo meccanismo letterario e, nonostante sia trascorso qualche giorno dalla sua ultima lettura, desidero tornarci molto presto. Basta recuperarne la copia cartacea, infilarla assieme ai suoi compagni d’inchiostro, attendendo che quella voce flebile che durante il corso della lettura si è sprigionata dalle sue pagine sovrastasse ogni cosa.

Titolo: Malyce
Autore: Heather Walter
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 24 €
N° di pagine: 468
Trama: C'era una volta, tanto tempo fa, una strega malvagia che, per vendetta, gettò su una stirpe di principesse una maledizione mortale. Una maledizione che poteva essere infranta solo dal bacio del vero amore. Già sentita, vero? Il principe azzurro, "e vissero per sempre felici e contenti…" Sciocchezze. No, davvero, a nessuno importa cosa succede alle principesse di Briar. Ai suoi abitanti interessano solo i gioielli, le feste e gli elisir magici delle Grazie. Anch'io pensavo che non mi interessasse. Fino a quando non l'ho incontrata. La principessa Aurora, l'ultima erede al trono di Briar. Bellissima. Intelligente. Forte. La regina di cui il regno avrebbe bisogno. A cui non importa che io sia Alyce, la Grazia Oscura, da tutti disprezzata per la magia nera che mi scorre nelle vene , la stessa che ha maledetto la corona. Umiliata e offesa da quegli stessi nobili che pagano care le mie pozioni e poi mi additano come un mostro. Aurora dice che dovrei essere orgogliosa dei miei doni. Dice… che mi vuole bene. Manca meno di un anno perché quella maledizione la uccida, ma se la chiave della salvezza è il bacio dell'ennesimo principe insulso, lei non lo accetterà. E io… voglio aiutarla. Se il mio potere è all'origine della sua maledizione, forse può segnarne anche la fine. Forse insieme possiamo dare vita a un mondo nuovo. Sciocchezze anche queste. Perché sappiamo tutti come finisce la storia, no? Aurora è la bella principessa e io… Io sono la cattiva.

mercoledì, novembre 09, 2022

Gocce d'inchiostro: Billy Summers - Stephen King

Leggere l’ennesimo romanzo di Stephen King distanza di qualche settimana dalla sua ultima lettura è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso riguardo ad alcune decisioni che influenzeranno la mia vita. Raccontare in forma di prosa e vestendo i panni di osservatore esterno non dovrà essere stato, secondo me nemmeno lontanamente, facile. Eppure, Stephen King - non a caso soprannominato il re dell'horror - ci è riuscito. La sua è una prosa diretta, priva di fronzoli, a tratti solenne a tratti ricercata da cui, un giorno, dal nulla, fuoriuscì dalla punta invisibile di una penna, si sedette alla scrivania del suo studio, aprì il computer e descrisse bellissime epopee riguardo i suoi innumerevoli personaggi e le sue folle gesta. Billy Summers, a quanto ho letto sul web, è un’opera meno spaventosa e crudele delle opere che resero l’autroe celeberrimo. Ora che l’ho concluso, confermo tutto questo: è una storia che scava più sulla psicologia individuale che sulla profondità dei sentimenti. Ma strisciò impunemente nel mio cuore propinandoci una storia che ai più romantici avrebbe fatto palpitare il cuore. Ho trascorso 4 intensissimi giorni in sua compagnia e, com'era logico, ho osservato con una certa attenzione ogni cosa affinchè potessi percepire il minimo sentore di particolarità. Questo tipo di particolarità a cui mi riferisco, infatti, sopravvenne come mi immaginavo, ed io non potei non essere più felice di così. Sicura che fra queste pagine avrei ritrovato il King del mio passato.

Titolo: Billy Summers
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperlyng & Kupfker
Prezzo: 21,90 €
N° di pagine: 545
Trama: Billy Summers è un sicario, il migliore sulla piazza, ma ha una sua etica: accetta l'incarico solo se il bersaglio è un uomo davvero spregevole. Ora ha deciso di uscire dal giro, ma prima deve portare a termine un'ultima missione. Veterano decorato della guerra in Iraq, Billy è tra i più abili cecchini al mondo: non ha mai sbagliato un colpo, non si è mai fatto beccare – una specie di Houdini quanto si tratta di svanire nel nulla a lavoro compiuto. Cosa potrebbe andare storto? Stavolta, praticamente tutto.

giovedì, settembre 22, 2022

Gocce d'inchiostro: Drive in. La trilogia - Joe R Lansdale

Doveva essere una lettura che avrei vissuto esclusivamente per partecipare all’ennesima sfida indetta su Facebook. Dovevo leggere questo romanzo perché così era stato stabilito, e siccome languiva sui miei scaffali da qualche tempo quale migliore occasione se non questa per sentirsi pronta a valicare i confini di una storia che, in un bellissimo connubio fra scrittura e letteratura, mi avrebbe buttata giù con generico fervore in un vortice di attività contraddittorie. Quando questo romanzo approdò nel mio cerchio personale, lo iniziai i primi giorni di agosto e lo terminai qualche giorno dopo, senza che nessuno mi rivelasse niente e dichiarasse alcunchè, non credevo che ciò che avrei riscontrato fra le sue pagine fosse qualcosa di completamente diverso da ciò che mi ero immaginata. Non che la storia tendenzialmente non mi entusiasmasse, ma divertente, appassionante, folle, assolutamente folle, il cui tono coinvolgente, amichevole, quasi derisorio funse da espediente per vivere l’ennesimo straordinario viaggio che parlasse di libri e scrittura, quanto una confessione lanciata dalla soglia morale del protagonista, che vagando come un anima lungo il sentiero insidioso della vita, si pose dinanzi a disamine dei meriti equivalenti e opposti a una vita quasi sempre uguale a se stessa, insapore e incolore su cui l’autore gli diede una certa verve. Un’apparizione dunque straordinaria che si è rivelato assolutamente appassionante, un piccolo Inferno che ha una sua delirante forma, sostanza in cui quei poveri viandanti che fanno di queste storie la loro linfa vitale avessero compiuto un passo lungo << la giusta direzione >>. Opera radicalmente diversa da ciò che avevo immaginato, per sensibilità e tecnica narrativa, che non brilla di emozioni e sentimenti, seppur profondamente umano, ma sostenitrice di forme di sublimità e efficienza che disgraziatamente non otterranno mai ma sono un esame attento sull’identità dell’individuo e il suo modo di relazionarsi col prossimo.

Titolo: Drive in. La trilogia
Autore: John Lansdale
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 546
Trama: Immaginate il più grande drive-in mai esistito: l'Orbit. Siamo in Texas, è un venerdì sera e l'Orbit è stipato di gente che sgomita per popcorn e coca-cola, pregustando la Grande Nottata Horror. Ma sul più bello, il drive-in stesso si trasforma in un film dell'orrore: gli spettatori diventano gli involontari ed esterrefatti protagonisti di un incubo orchestrato dal mostruoso Re del Popcorn, sintesi delle peggiori conseguenze dell'ossessione al consumo. E se in "Drive-in 2" vediamo i personaggi sopravvissuti aggirarsi in un paesaggio irriconoscibile, "La notte del drive-in 3" ci catapulterà definitivamente in un microcosmo ancora più delirante, un mondo di misteriose e inclassificabili meraviglie, in cui ci si imbatte in inondazioni di proporzioni bibliche, in un pesce gatto che aspira a ingoiarsi la balena di Giona e in una schiera di creature oscure, di una malvagità paragonabile solo a quella dell'essere umano al suo peggio.

giovedì, settembre 08, 2022

Le TBR: richiami dell'anima 17 °

 Un tempo sbeffeggiavo chi stilava TBR. Ho sempre creduto che un romanzo sia in attesa del suo momento, e le letture programmate non possono adempiere ai nostri bisogni o alle nostre emozioni …. Pur quanto sia una sostenitrice di questa dottrina, negli anni, ho constatato la validità delle TBR. Grazie a una programmazione effettuata qualche giorno prima termini il mese stilo una lista di letture che più mi aggravano, e se poi tale progetto non riesco a raggiungerlo ci riprovo il mese successivo. Così, da quasi un anno a questa parte, leggo libri su libri, storie appassionanti e non che caratterizzano, giorno dopo giorno, la persona che sono adesso. Scandiscono attimi di vita comune e irreversibile. Perché leggere è sempre una bellissima sorpresa. Alla fine non importa quanti libri leggi ma quali perché ognuno di essi cela un tesoro di inestimabile bellezza.  Ci ho sempre creduto, e probabilmente la magia di cui spesso parliamo credo proprio evochi questi aspetti.

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Titolo: La coppa d’oro
Autore: Henry James
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 736
Trama: Pubblicato nel 1904, "La coppa d'oro" è l'ultimo romanzo scritto da James. La coppa del titolo è un oggetto-simbolo centrale nella storia: desiderata, acquistata, distrutta di volta in volta da ciascuna delle tre donne che amano il protagonista, la coppa è metafora del sesso femminile, e si trasforma alla fine del libro, una volta rotta in tre pezzi, nell'immagine per frammenti delle tre donne. Romanzo di arabeschi e intrecci amorosi, "La coppa d'oro" racconta le vicende di quattro personaggi principali, due uomini e due donne, che si amano e si lasciano in un continuo alternarsi delle possibili coppie.

giovedì, maggio 05, 2022

Le TBR: richiami dell'anima 13°

 Non è poi così strano, per una persona come me, redigere l’ennesima lunga lista di letture, quando gran parte del mio tempo è speso nel bel mezzo di parole messe di traverso lungo la corrente di un fiume. Ma quello di seguire le parole è sempre stato il mio forte, uno degli aspetti più belli della vita, ed accettare volentieri di lasciarsi andare, non farsi irretire da niente e nessuno affinchè qualcosa dentro di te vada al suo posto, è sempre soggetto di tante cose. E dunque non fu poi così sorprendente trovarmi nuovamente qui, a riporre queste poche righe, con l’ennesima pila di libri ancora da leggere, e la cosa più bella di tutto questo è che li leggerò. 





Non si tratta di una semplice lista, ma un incentivo, un modo per cui so chi e cosa sarà ad affiancarmi in questo quinto mese dell’anno. Obblighi o semplice forza di volontà? Beh, io direi la seconda ipotesi. Nonché ritratto di un essere che se ne infischia delle paure, del << non andrà come desidero >>, concentrata a raggiungere una meta da cui spesso mi sorprende vedere me stessa come essere supremo, ma finita in un mondo infinito.




Titolo: Il circolo Picwick
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 1016
Trama: << Il romanzo più trascinante e felicemente irresponsabile di Dickens, abitato da “ caratteri comici” che “ trascendono per significato umano i limiti di una bizzarra eccentricità >>.








martedì, febbraio 22, 2022

Danzando su carta 23°

Dovrei piantarla di acquistare libri…. Penso, prima di riporre queste poche righe. Non ne sono del tutto inconsapevole quando accadono certe cose, certi avvenimenti. Non sapevo che quello dell’acquisto compulsivo fosse una delle più cocenti dipendenze che un lettore potesse mai contrarre. Dovrei vergognarmi…. Ma di cosa, francamente?!? Nella mia libreria ostento con un certo orgoglio i miei amati figli di carta. Li leggo tutti, nessuna eccezione, e se qualcuno di essi mi delude non gli volgo le spalle quanto lo ripongo nello scaffale in attesa che fra me e lui possa cambiare qualcosa. L’esiguo ma sostanzioso bottino che mi sono accaparrata è un piccolo grande inestimabile tesoro di capolavori che anelavo di possedere da qualche tempo, e se continuo così – acquistare e leggere nell’immediato ciò che compro -, andrò oltre le mie più rosee aspettative. Perché anche per realizzare la cosa più piccola del mondo è necessario tale cosa possegga un anima, e dato il mio comportamento credo che ogni libro possegga un’anima. Confidenziale, semplice o astrusa delle volte, nel momento in cui il nostro mondo entra a contatto col suo.
Ed ecco che, dopo qualche mese, l’avvento degli sconti ha frantumato qualunque intento di redigere l’ennesima lista che spuntasse in primis quello di non acquistare libri per qualche tempo, fallendo miseramente, ma testimone di una felicità tonante, accesa, coinvolgente che, a quanto mi è stato detto, è stato davvero impossibile non farsi contagiare.


Titolo: Il circolo Pickwick
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 1016
Trama: Il romanzo d’esordio di Charles Dickens, narra il viaggio di Mr Pickwick ( e di uno sgangherato drappello di pickwickiani ) alla scoperta dell’Inghilterra vittoriana, con la missione – impossibile e comicissima – di condurre una sterminata e sregolata folla di etilisti, passeggiatrici, avvocaticchi, ciarlatani, impostori e truffatori di ogni ordine e grado sui sentieri di un’esistenza più composta e dignitosa: sentiero che nessuno degli interessati, per sfortuna di Pickwick e fortuna dei lettori, ha la minima intenzione di imboccare.

mercoledì, febbraio 16, 2022

Gocce d'inchiostro: Misery - Stephen King

Stephen King ha scritto e scrive tantissimi libri! Da quant’è che nella mia strapiena libreria è approdato 22/11/69 è nato qualcosa in me, una curiosità accesa e profonda, una stima esorbitante ed esarcitata, che in momenti imprecisati della mia vita mi hanno indotta a immergermi in storie che non mi appartengono. Mi riferisco, ad esempio, a Mucchio d’ossa, La metà oscura, e ora a Misery che mi raccontò una storia che francamente non avevo mai sentito parlare. Nemmeno sfiorato l’idea che il film potesse acquietare la mia insaziabile curiosità e la sua celebrità, sulle chiacchiere di un Oscar all’attrice che impersona l’infermiera Anne, che confermo la bravura dopo aver visto anche io la trasposizione cinematografica. Il bravo e buon vecchio Stephen King, lettore vorace ma soprattutto amante di parole che non moriranno mai, nemmeno dopo aver messo la parola “fine” ad ogni suo romanzo scritto, fece di Misery una proiezione di quel che fu una visione immaginifica in un viaggio in aereo per Londra, in un periodo essenzialmente tossico e dipendente, che esalta non solo la parola scritta ma anche la vita che sta in sospeso fuori da un tempo che sembra allungarsi. Sospesi in un intervallo di silenzio che in un certo senso incute terrore, così interminabile e intricata da indurci noi stessi a cadere in questo mare di sangue e inchiostro. Paul infatti è quel solitario uomo di coscienza – o forse no? – mosso da principi morali che senza alcun fondamento teorico lo incastreranno in una rete fitta di paure, imbrogli, messinscene che in un certo senso costruiscono una trama dentro una trama, nonostante gli innumerevoli atti di resistenza. Prima o poi saremmo arrivati all’epilogo, a prove di vita che inducono a riflettere, a dover imparare qualcosa di cui non se ne conosce l’origine. Oscuro ma straordinariamente suggestivo.

Titolo: Misery
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperlyng & Kupfer
Prezzo: 10, 90 €
N° di pagine: 400
Trama: Paul Sheldon, un celebre scrittore, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice. Affetta da gravi turbe psichiche, la donna non gli perdona di avere << eliminato >> Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone, tra terribili sevizie, di << resuscitarla >> in un nuovo romanzo. Paul non ha scelta, pur rendendosi conti che in certi casi la salvezza può essere peggio della morte…

mercoledì, febbraio 02, 2022

Romanzi su misura: Gennaio

Una pila di romanzi posta sulla scrivania, alla mia sinistra, sotto lo sguardo attento di una lettrice avida di storie. Mentre ripongo queste poche righe la osservo, vedo le coste colorate e sgargianti, mi invado le narici del loro profumo ancora di fresco e nuovo. Ogni romanzo, ogni lettura intrapresa, in questi trentuno giorni, è stata studiata, vissuta, agognata, mentre il processo naturale delle cose proseguiva imperterrito nel suo lento percorso, e provo lo stesso stupore nel considerare che quando vedo certe pile mi brillano gli occhi. Forse perché in questi occhi scintillano sentimenti – contentezza, felicità, dramma, pianti, sorrisi – ma in particolare amore, squarci di felicità che solo il processo creativo mi aiuta a mettere a bada. Del resto quale felicità può condurre una pila di libri ad un lettore avido di storie, che passa gran parte delle sue giornate, quei momenti di libertà, col naso infilato fra le pagine di un libro? Ed ecco che, la me del mese appena trascorso, ha vissuto innumerevoli esperienze proprio col naso infilato fra le pagine bianche di un libro. Il corpo in questo mondo, la mente in un'altra dimensione, unico superstite il mio cuore che si agitava forsennatamente nella gabbia toracica. Tante storie, storie inventate o autobiografiche, proiettate in mondi inventati che in un certo senso hanno funto da resurrezioni miracolose.

Romanzi su misura in carta e inchiostro:


L’aura ardente che sprigionano queste pagine, la <<freddezza >> con cui ci si affaccia al mondo, rendono il tutto un quadro brillante, visionario, affascinante e introspettivo che si muove mediante i gesti impulsivi di anime affini ma solitarie, irrimediabilmente insoddisfatte.

Valutazione d’inchiostro: 4 e mezzo





domenica, dicembre 05, 2021

Le TBR richiami dell'anima 8°

Ci vuole sempre un po’ di tempo affinchè romanzi che languiscono sullo scaffale da qualche tempo acquisiscono un anima. Si apre un romanzo in un momento particolare della tua vita, e attendi quel momento in cui constati come nonostante tutto questo tempo, questo era il libro giusto per te. Smaltire una pila di libri traballante e svettante comunque è sempre motivo di grande soddisfazione. Da qualche mese a questa parte, poi, ho stilato una lista in un foglio di Word, e ogniqualvolta leggo un romanzo evidenziarlo con un pennarello azzurro mette insieme un meccanismo di soddisfazione e piacere. Voglio dire, leggere è un piacere ma smaltire e poi comprare nuovi libri è sempre motivo di grande piacere. Ma ecco che di libri ancora da smaltire ce ne sono, anche se non tantissimi, e fra promesse varie di non acquistare più libri – per qualche tempo – e letture in ebook il numero si riduce drasticamente. Immancabilmente i classici della letteratura inglese, che reclamano la mia attenzione da un po’. Ma, per salutare questo 2021, non saprei dire se compirò questo progetto, sebbene la prudenza e la determinazione sono tratti che mi contraddistinguono. E mentre ripongo queste poche righe, guardo incantata quegli amici d’inchiostro che ancora devono proferire, affacciarsi sul mondo, come se assistessi a una magia. Un tipo di magia che solo chi ama i libri può comprendere.


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Titolo: L’amore ai tempi della neve
Autore: Simon Montefiore
Casa editrice: Corbaccio
Prezzo: 16, 60 €
N° di pagine: 463
Trama: Mosca 1945: mentre Stalin si appresta a festeggiare la vittoria sui nazisti insieme ai suoi più stretti collaboratori, poco distante risuonano due spari. Un ragazzo e una ragazza vengono trovati morti su un ponte: non sono persone qualsiasi, bensì appartengono a due delle famiglie più influenti e più vicine a Stalin e frequentano entrambi il collegio più esclusivo dove studia tutta la nuova èlite politica e intellettuale dell’Unione Sovietica. Si tratta di un omicidio? Di un doppio suicidio? Di una cospirazione contro lo Stato? Le indagini si svolgono sotto il diretto controllo di Stalin, che fa interrogare i compagni di scuola costringendoli a testimoniare contro i loro amici, i loro fratelli e i loro stessi genitori, in una terribile caccia alle streghe che porta alla luce amori illeciti e segreti famigliari e in cui il più piccolo sbaglio può significare una condanna a morte …

venerdì, settembre 24, 2021

Gocce d'inchiostro: L'educazione - Tara Westover

Mi piacciono i romanzi famigliari e decido di inserirli nelle mie letture, nel mio percorso letterario, e di farmi trasportare a tal punto da non riconoscere la realtà dalla finzione. Nella grande stanza in cui vivo, quel santuario magico in cui vi custodisco i miei figli di carta, quasi reliquie sacre che custodisco gelosamente, non c’è mai tempo per procrastinare. Se un romanzo, un autore insegnano qualcosa è perché in quel dato momento siedono in silenzio per insegnarci qualcosa. Talvolta con stupore non vedo cosa io e il suo autore abbiamo in comune, perché proprio quella determinata storia sia quella giusta al momento giusto. Mi dico che sta anche qui il potere dei libri. E l’ultimo grande momento accade con un romanzo che per anni corteggiavo, dalla soglia incredibilmente piena di una libreria bellissima e colorata, convinta di avere dinanzi a me qualcosa che si sarebbe collocato fra le letture migliori dell’anno. Quella della Westover è senza alcun dubbio un romanzo commovente, intimistico, drammatico ma che la sua lettura mi ha lasciato addosso un forte senso di oppressione. La scrittura comprende chi non ha mai avuto e cosa avremmo potuto avere da discorsi astratti, desideri repressi, moti involontari dello spirito, se non che ci si appresta a ritrarre quella che è la nostra famiglia. Ma come ogni famiglia, anche quella dell’autrice non fu perfetta, e questo romanzo lo dimostra conferendoci un peso sul cuore che mi sono trascinata addosso per tutta la durata della lettura. Una falda nell’anima che ha gravato sulla mia coscienza forse con fin troppa enfasi, ma che, al di là del dolore, delle persecuzioni, di quei moti istintivi di comprensione ed empatia, non ha affondato le sue radici nel mio cuore. Poco travolta ma non coinvolta, intestardita a conoscere la verità delle tradizioni, degli affetti, scovare qualcosa che ci faccia comprendere chi siamo realmente. Non importa da chi o cosa nasci. Importa l’amore, il coraggio, l’orgoglio che riservi nel raggiungere i tuoi obiettivi. Persino se incappi nel rischio di restare isolata.


Titolo: L’educazione
Autore: Tara Westover
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 378
Trama: Tara, la sorella Audrey e i fratelli Luke e Richard sono nati in una singolare famiglia mormona delle montagne dell’Idaho. Non sono stati registrati all’anagrafe, non sono mai andati a scuola, non sono mai stati visitati da un dottore. Sono cresciuti senza libri, senza sapere cosa succede nel mondo o cosa sia il passato. Fin da piccolissimi hanno aiutato i genitori nei loro lavori: in estate stufare le erbe per la madre ostetrica e guaritrice, in inverno lavorare nella discarica del padre, per recuperare metalli. Fino a diciassette anni Tara non aveva idea di cosa fosse l’Olocausto o l’attacco alle Torri gemelle. Con la sua famiglia si preparava alla sicura fine del mondo, accumulando lattine di pesche sciroppate e dormendo con uno zaino d’emergenza sempre a portata di mano. Il clima in casa era spesso pesante. Il padre è un uomo dostoevskiano, carismatico quanto folle e incosciente, fino a diventare pericoloso. Il fratello maggiore Shawn è chiaramente disturbato e diventa violento con le sorelle. La madre cerca di difenderle, ma rimane fedele alle sue credenze e alla sottomissione femminile prescritta. Poi Tara fa una scoperta: l’educazione. La possibilità di emanciparsi, di vivere una vita diversa, di diventare una persona diversa. Una rivelazione.

giovedì, agosto 19, 2021

Gocce d'inchiostro: American Gods - Neil Gaiman

 Proseguendo il mio percorso letterario del mese, viaggiando da un posto a un altro, da un luogo ad un altro, avevo visto il dietro di una macchina vecchia ma ancora scintillante parcheggiata nel bel mezzo di una strada di campagna che nell’insieme richiamava l’’America e i primi anni del 900. La macchina in effetti era stata disposta al centro di questa strada perché il suo guidatore, un certo Shadow, era appena stato congedato dal lunghissimo periodo in carcere, e fermo lì, immerso nei suoi pensieri, speranzoso che quello che sarebbe giunto sarebbe stato un oasi di pace, di ordine, di pulizie, a dispetto di ciò che la vita gli aveva riservato sino a quel momento. È un contrasto che non gode propriamente con l’idea dell’autore di ritrarre un America dominata dalle tenebre e dal sudiciume, lontana dal tempo e dallo spazio, dove regna la penombra e il buio. Shadow infatti, dovrà fare presto i conti con la realtà. Scabrosa e terrificante. E il suo autore ci induce a seguirlo, consapevole che si trattava di un viaggio di cui non sapevo da come ne sarei uscita. Questo viaggio l’ho intrapreso a metà di questo mese caldo e intenso, ma ciò da cui ho ricavato è stato un forte senso di smarrimento, perplessità, schiacciata dal peso di una realtà soffoconte e dal quale è impossibile uscirne. Ci si affanna a comprendere la netta dicotomia fra uomo e superuomo, in cui l’essere umano si crede supremo e infinito, sedendo al confine delle nostre capacità intellettive nel momento in cui baluginano idee o qualcosa che ha a che fare con la transizione. Il reale cozza dunque col fantastico, cosa avrei dunque dovuto aspettarmi da tutto ciò? Sicuramente non una storia tendenzialmente scarna di emozioni, sentimenti che anelano ad essere evidenziati, ma ricco di dettagli talvolta inutili che non lasciano spazio alle battaglie interiori del protagonista. Shadow, infatti, a tal proposito mi è sembrato inavvicinabile, e la sua storia quell’isola magica di cui io disgraziatamente ho visto poco di questa magia. Non quindi il miglior romanzo fantasy che mi sarei aspettata di leggere, ma un opera che scandaglia i limiti del possibile di cui Shadow è colui che avrebbe dovuto ristabilire gli elementi. Scoprendo se stesso e il mondo circostante.


Titolo: American Gods
Autore: Neil Gaiman
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 28, 50 €
N° di pagine: 523
Trama: Dopo tre anni di prigione Shadow sta per tornare in libertà quando viene a sapere della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull’aereo che lo riporta a casa l’uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico, Mister Wednesday; Shadow accetta, ma gli servirà ancora qualche tempo per scoprire chi sia in realtà il suo capo, chi siano i suoi compagni d’affari e chi i suoi concorrenti.

lunedì, agosto 09, 2021

Gocce d'inchiostro: Mucchio d'ossa - Stephen King

 Non ci sarebbe niente da dire ma l’essere qui mi procurò immediatamente un’esperienza di lettura talmente bella e incredibile che non credevo possibile. Alla fine mi sono trovata a sdraiarmi sulla mia poltrona preferita, aprire il kobo, e leggere un breve trafiletto di quello che sarebbe stato il mio compagno di viaggio per qualche giorno. Anche queste sono esperienze: quel momento in cui è l’autore a chiamarti è praticamente identico a quando si ha la predisposizione ad approcciarsi, moderna e avventuroso, con una certa dose di carattere, zeppo di ricordi o momenti estrapolati dal tempo. La cultura del re dell’horror non ha mai cessato di esistere, anche se io lo sto scoprendo a poco a poco, come sul finire dell’anno accadde con La meta oscura e ora con Mucchio d’ossa.
Nei giorni che seguirono ho dedicato gran parte del mio tempo a Stephen King, e il tema su cui si poggia o ruota mi frulla ancora per la testa: quanto effettivamente conosciamo la persona che amiamo, fino a quando non esalerà l’ultimo respiro? Michael, il protagonista, dovrà tenere conto di queste conversazioni. La scrittura però ci aiuta a catapultarci e a catapultarlo in un sogno. Essere scollegati, susseguirsi di eventi devastanti dal nostro IO. Un clamore nei confronti della vita quasi essa stessa sembra prendersi gioco di noi. Il quadro che se ne ottiene è stato abbastanza spettacolare, straordinario. Incuriosita dall’innumerevoli intenti del protagonista di rafforzare la sua identità quasi come stesse per far uscire il genio dalla lampada di Aladino. Una volta libero, crebbe assieme a noi non corrispondendo necessariamente a quella che avrei voluto maggiormente ma estremamente concreto all’idea iniziale propinati nelle prime battiture. Alla fine non ci resta che scostare il velo delle incertezze, scovare quella giusta strada che ci rende liberi, influenzata da una cultura che sino a qualche tempo fa non avrei mai creduto fosse mia, strumento per comprendere il mondo e chi ci circonda.

Titolo: Mucchio d’ossa
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 12, 90 €
N° di pagine: 624
Trama: Mike Noonan – quarant’anni, autore di best – seller – è un privilegiato: un discreto successo, un buon conto in banca, la consapevolezza di sentirsi arrivato; tutte cose che ovviamente non hanno alcun senso se l’unica persona a cui tieni un giorno esce di casa e non ritorna più, folgorata per strada dalla morte. Quattro anni dopo è uno scrittore finito, afflitto da un’esistenza vuota. È alla resa dei conti ma è anche angosciato dalla sensazione che “qualcos’altro”, oltre a lui, non sappia rassegnarsi all’ineluttabile di un’esistenza troncata, qualcosa che si fa strada nella sua mente insinuando dubbi tormentosi, procurando incubi che travalicano i limiti del reale…

sabato, agosto 07, 2021

Gocce d'inchiostro: Uomini e topi e La perla - John Steinbeck

Non è questo forse il senso della potenza di una scrittura diretta, netta, ruspante, tagliente come quella di John Steinbeck che ha tanto determinato questo mio ennesimo incontro con l’autore? Un uomo comune una volta mi sussurrò all’orecchio una storia che ebbe dell’incredibile, quasi una profezia di ciò che sarebbe stato. E per non evitare questa sensazione, l’anno scorso accolsi nel mio cantuccio personale Furore. Solo così compresi come John Steinbeck era un altro di quegli autori che intinse nel mio animo una melodia, sprigionò una canzone realistica di cui avverto ancora la sua provenienza, impossibile da non prendere sul serio e cercarne di evitarne. Se non avessi dato retta al mio cuore non sarebbe successo nulla; non mi troverei quest’oggi a parlarvi di due racconti o romanzi minori, come qualsivoglia dire, in cui il destino fu ineluttabile e le vicende narrate parte di un tutto che è a dir poco meraviglioso, strepitoso, sbalorditivo. Cosa chiedere di più? Uomini e topi mi ha permesso di accedere a quello che altri uomini di loro scelta non farebbero accadere, in cui l’innocenza è l’elemento principale. Quasi insopportabile volontà di andare avanti fa da matrice a certi eventi in cui è fortissima la dicotomia fra uomo intelligente e uomo rozzo e povero in canna. La perla, invece, quella favola che ha avuto su di me la cadenza di una cantilena, una lirica che così antico sembra provenire dal passato. Entrambi hanno avuto un incedere accorato, istintivo, selvaggio, che richiamano la vita in generale, le operazioni del benessere di una comunità, ma soprattutto al mito e alla felicità a cui si aspira non avendo nient’altro che un lembo di terra, che avrebbe conciso al benessere economico. Il destino, così ineluttabile e il mio starci dentro oramai certo. Perché smorzare questi effetti?

 

Titolo: Uomini e topi
Autore: John Steinbeck
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 139
Trama: George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, odve la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come “ i migliori progetti predisposti da uomini e topi” ( è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi.

lunedì, luglio 26, 2021

Gocce d'inchiostro: La valle dell'Eden - John Steinbeck

Anche i miei viaggi precedenti con questo autore hanno tenuto in vita quella scintilla di benessere, alimentato quel fuoco ardente che ha tenuto a bada i miei sentimenti; ma i risultati sono stati a dir poco discutibili. Mi sono imposta la mia partecipazione nel mondo steinbeckiano in qualunque luogo in cui non vi ho ancora messo parte, e di letture ancora da leggere e vivere comprati solo recentemente ne ho accumulato un discreto numero da leggere o vivere quando ne sentirò il bisogno. La mia anima splende quando incorre in questa tipologia di letture, valica qualunque confine. Ha libero accesso su ogni fronte, tornando poi al presente più forte di prima e più agguerrita a conoscere questa fetta di storia che l’autore si tenne dentro.
John Steinbeck, giornalista e critico letterario, sul finire degli anni 60 comprese che per andare a fondo del problema dell’America, della sua gente, bisognava immergersi nel pantano comune e poi ritornare a galla per se stessi, più forte di prima poiché si è persa quella vanità, quell’inerzia che guadagna la compagnia o il regimento. Se si tocca il fondo è possibile risollevarsi, risalire più in alto e provare a giocare, avvertire quel senso di solidarietà perduta, quasi come quella di una celeste compagnia di Angeli. Giungere in questa valle avrebbe dunque equivalso ad ascendere ad un emporio letterario di cui nessuno può seguirci, ma squarciando il velo delle apparenze, al di là dei dettagli, delle differenze, della diffidenza. Quasi Steinbeck volse trovare se stesso, sbocco psicologico quanto professionale della vita dell’autore, prigioniero di un Io malinconico, tetro, insoddisfatto. Si ha più timore della gentilezza, di atti di comprensione di quanto se ne dovrebbe avere della violenza, quasi pronti a commettere un sacrificio prima della morte. Allegoria disperata che ci induce a portare sulle spalle il fantasma di un essere magnifico, ma maligno e malinconico che sbircia nei nostri pensieri.
 
Titolo: La valle dell’Eden
Autore: John Steinbeck
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 762
Trama: Nel paese di Nod, a est del giardino dell’Eden, dove la progenie di Caino andò a vivere secondo la leggenda biblica e che nel romanzo di John Steinbeck corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale, si intrecciano le storie di due famiglia, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, da una parte il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda; e, dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi.

sabato, luglio 24, 2021

Gocce d'inchiostro: Le desolazioni di Devil's Acre - Ransom Riggs

Sul finire della lettura di una saga racconto alla mia anima l’esperienza, le modalità che mi indussero a comprenderne i motivi per cui vi abbia soggiornato per tutto questo tempo, a un passo dall’entusiasmo e dalla frenesia generale. È sempre così: concludere una saga sortisce in me quasi sempre effetti negativi. Non credo esistano cure o prescrizioni farmaceutiche, in questo caso, ma dopo una manciata di mesi, dopo aver smaltito << la sbornia letteraria >> mi sento meglio e vivo con la consapevolezza che quella lettura, quel romanzo potrà divenire nuovamente mio quando mi pare e piace. Insomma, una delle mie più alacri attività è la rilettura. E ciò in passato mi ha indotta ad attingere a forme sofisticate di silenzio, frastagliate o contornate che credevo perdute. In ogni caso di questo capitolo finale serberò ogni cosa, ogni frase, gesto o parola, e persino nel mentre ripongo queste poche righe la luce della consapevolezzo veglia luminosa su di me. Spiegazione? Sono gli autori stessi a rendere noi lettori in questo stato. Frustati dell’epilogo finale di un percorso letterario durato anni, non accettano ne accolgono l’idea di dover porre il punto finale. E come non approfittare della nostra esistenza per conferire maggiore rispetto a quelle figure, che in una manciata di pagine erano divenute persone?


 

Titolo: Le desolazioni di Devil’s Acre
Autore: Ransom Riggs
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: €18
N° di pagine: 528
Trama: Jacob e Noor ce l’hanno fatta, sono misteriosamente riusciti a fuggire prima che l’anello di V collassasse. L’ultima cosa che Jacob ricorda di avere visto, mentre tutto sprofondava nel buio, è un volto spaventoso, raccapricciante, conosciuto: il volto di Caul, il perfido fratello di Miss Peregrine, tornato infine dal regno dei morti. Le predizioni più terrificanti dell’antica profezia cominciano ad avverarsi e l’intero mondo Speciale rischia di essere spazzato via. La base per organizzare la linea di difesa è Devil’s Acre, ma quando Jacob e Noor vi giungono lo trovano infestato da una serie di calamità. “Desolazioni” le chiamano le ymbryne: dal cielo cadono ossa, piove sangue, nevica cenere; e l’aria vibra del grido di battaglia di Caul. Per sconfiggerlo, i ragazzi dovranno affidarsi solo al loro coraggio e alle capacità di mangialuce di Noor, incaricata di ristabilire un futuro di libertà e pace.

giovedì, luglio 22, 2021

Parole di troppo: romanzi lunghi per lettori oziosi

Il post con i consigli di letture per lettori indaffarati, a mia grande sorpresa, ha raggiunto un risultato discreto, e spinta dall'entusiasmo generale ho pensato di consigliare anche qualche titolo per chi, come la sottoscritta, ama i cosiddetti mattonazzi. Le mie preferenze, talvolta, manipolano i miei piani. Stilo TBR solo per svago o divertimento, ma quando la voce gracchiante di un autore sussurra dalla soglia di una libreria troppo piena è davvero impossibile non coglierne la sua chiamata. Sono una lettrice che non si lascia intimidire da niente e nessuno, quindi oggi vago sul sicuro. La procedura, sempre la stessa. Gli autori conosciuti e non, ma il responso un po’ diverso.
Voi amate i cosiddetti mattonazzi, o preferiti i romanzi più corti? Ma ecco quegli amici che, nel corso della mia esistenza, mi hanno tenuta impegnata per qualche giorno, ma le cui tracce sull’anima sono un tatuaggio bellissimo e irreversibile.



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Primo fra questa lista, come non citare il capolavoro di Herman Melville. L’unico romanzo di questa lista che disgraziatamente non ho ancora letto, ma fra i propositi di lettura di questo mese.


Titolo: Moby Dick
Autore: Herman Melville
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 703
Trama: Un uomo e un mostruoso cetaceo si fronteggiano: è il conflitto più aspro, accanito e solitario mai immaginato, è la storia di ogni anima che si spinga a guardare oltre l’abisso. Moby Dick è un gigantesco capodoglio, candida fonte di orrore e meravigliosa; Achab è un capitano che, ossessionato da follia vendicatrice, lo insegue fino all’ultimo respiro; Ismaele, un marinaio dall’oscuro passato imbarcato sulla baleniera Pequod, è il narratore e, forse, l’eroe della tragedia. Sullo sfondo, il ribollire sordo e terribile dell’oceano, il vociare cosmopolita dell’equipaggio, le descrizioni anatomiche delle balene e i puntuali resoconti di caccia. Così, pagina dopo pagina, i personaggi del dramma diventano i protagonisti di una nuova epica, con il fascino ambiguo e controverso di un destino contemporaneo.

lunedì, giugno 28, 2021

Una porta tra le parole: Sweet Tooth

La visione di Smooth tooth fu una bellissima scoperta: una grande, bella rivisitazione del nostro tempo, in chiave fantastico, fatta in qualche mese durante il periodo più tragico della pandemia da Covid 19, con un mondo decimato dall’ansia, le paure, i timori di non saper come affrontare questa minaccia sconosciuta e incombente. Una pandemia generale, famiglie attanagliate dal dolore, dai rimorsi, dalla solitudine; una nicchia insomma in cui ho potuto rifugiarmi dalla monotonia generale in cui mi sono  sentita parte a condividere la storia del protagonista, Gus, un ragazzino speciale ma molto dolce. Lo si osserva dal primo momento in cui Dio l’ha accolto in questo triste mondo, valicando ogni sua fase, fin quando raggiunti il periodo della prima adolescenza assistere ad una vera e propria svolta, fra ostacoli e impedimenti vari, ci impone a non poter fare nient’altro che assisterlo in questo lungo e impervio cammino non facendo nient’altro che stare su un parapetto e guardare l’orizzonte affinchè il povero Gus ottenesse ciò che più desidera. Ritrovare la sua mamma.

Ho viaggiato ai bordi di una storia il cui sentore è parecchio simile a quello di altri romanzi, in mezzo a boscaglie e sterpaglie coperti d’edera e biancospino; natura e destino sembravano fatti di un unico colore. Lo spettacolo di questi ultimi bagliori di luce su un mondo molto simile al nostro avevano qualcosa di fatalista e, affacciato su vari fronti, a  godersi la commovente storia di un ragazzino orfano che è scivolata dinanzi ai miei occhi, assieme ad altri passeggeri o telespettatori, ragazzini lasciati soli nelle mani del caso il cui silenzio sovrasta persino le nostre orecchie. Un silenzio così assordante impossibile da ignorare.
E molto presto fui travolta dalla risacca disomogenea del tempo. Poi dallo stesso Gus, dal suo essere bambino speciale in balia delle sorti di un destino crudele e nefasto. Che particolarità cela Gus? Non sarà di certo questa recensione a rivelarvelo, ma il mio più caloroso invito a conoscerlo e scoprirlo in ogni sua sfumatura. E che sfumature! 

Certo, non così eclatante e indimenticabile di quel che si crede ma che non riesce a scomparire dalle stanze polverose della mia coscienza perché non è possibile renderne effettivamente l’idea. Così funziona il mondo di questo golosone, così funziona il mondo circostante che così ci toglie qualunque piacere. Finiremo per essere asserviti a lui? Può darsi. Niente da dire o da poter fare. Se non combattere pur di sopravvivere, restare in vita, scostare quel sudario di dubbi e incertezze che offuscano le nostre certezze, senza dover aspettare alcun miracolo. Solo un misero atto di comprensione, quando si scoprirà che siamo tutti figli dello stesso Dio e che non ha importanza se ci distinguiamo dal sesso o dal colore della pelle, o da qualunque malformazione fisica; quando si  comprenderà come siamo tutti sotto lo stesso cielo, ben che venga la libertà.
Il potere assoluto di poter essere chi siamo senza aver paura di mostrarci al mondo, con ansia, frustrazione, gioie che vanno e vengono come l’andamento delle onde, a cui ci si aggrappa alla vita come una prova d’amore. Persino per chi non la sopporta più, che non vede alcuna ragione per andare avanti, che si sente soffocare, facendo a meno di qualunque cosa.

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