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martedì, marzo 17, 2026

Amori di carta: Charles Dickens

I primi otto giorni del mese giungono quasi sempre all'improvviso. Pare giungano inavvertitamente, insieme a un marasma turbolento di eventi gonfiati dalla calura estiva, e la sera si stendeno sulla città oscurata come una notte mentale registrabile in tutta la nazione, un silenzioso e malevole rabbuimento, inseparabile dalla freschezza della piena stagione estiva. Anche questa volta avrei dovuto inventarmi qualcosa su una nuova voce del XIX secolo. Gli spiriti che abitano la mia coscienza si radunano a confabulare nei corridoi con aria solenne, custondendo storie, segreti inconfessabili. I mesi scorsi parlare di qualcuno era stato alquanto semplice, quasi come l'aria che respiro. Durante il sopraggiungersi della stagione primaverile mi sono sorpresa distratta, impreparata, e una mattina in particolare, con gravi difficolta su chi questa volta impiegare del tempo.

Stavo per sprofondare nella malinconia, nella tristezza. Le mie idee sembravano si fossero esaurite poco alla volta, impercettibilmente, giorno dopo giorno. Un caso, al principio, un evento che di primo acchito mi aveva inorgoglioto, mentre adesso attecchito. Bisognava pur fare qualcosa! La rubrica di quest'oggi propone solo otto di quegli autori la cui produzione letteraria è stata dura, profonda, numerosa, una sorta di squilibrio dell'anima, una temerarietà quasi inavvicinabile, la tranquillità dei sensi che non mostra più alcunché.

giovedì, dicembre 25, 2025

Gocce d'inchiostro: Racconti di Natale - Charles Dickens

La mia vita, delle volte, sembra somigli a un libro, una storia che comincia a pagina 1 e va avanti finchè l’eroe o l’eroina non muore a pagina 250 o 300, ma ora che il futuro immaginato stava cambiando, stava cambiando anche la sua interpretazione del tempo. Il tempo, mi rendo conto, non è per molti un grande alleato. Va sempre avanti, mai indietro, e siccome nei libri le storie si possono anche tornare indietro, la metafora del libro può anche stare in piedi. Ho accolto la lettura di questi romanzi checchè io non ne sapevo nemmeno l’esistenza. Di Dickens di cui ho già letto alcuni suoi romanzi, e altri autori, di cui sicuramente leggerò presto altro, non conoscevo affatto. Dunque, al limite, la vita mi aveva regalato queste belle sorprese. Molto simile alla struttura di altri romanzi classici che conosco, all'esperienze quotidiane che si vivono sulla pelle, giorno dopo giorno, ma ho comunque proceduto su una strada che, imperterrita, mi ha donato sensazioni, ho riscontrato forti emozioni, che non si aspettava che letture apparentemente semplici potessero essere piccole perle. Graziose ma preziose.


Titolo: Racconti di Natale

Autore: Charles Dickens

Casa editrice: Rizzoli Bur

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 445

Trama: I racconti pubblicati in questa raccolta uscirono in un unico volume nel 1852: l'intento di Dickens era di scrivere delle fiabe per grandi e piccini, e la capacità dello scrittore di raccontare la tenerezza della famiglia e del focolare domestico nel giorno più gioioso dell'anno ha trasformato quei testi in capolavori universali e senza tempo. A partire dal celeberrimo "Canto di Natale" per proseguire poi con "Le campane", "Il grillo del focolare", "La lotta per la vita" e "Lo stregato e il patto col fantasma", Dickens dà voce in queste storie alla sua poetica fatta di attenzione per il quotidiano, per la vita umile e per le piccole cose di ogni giorno. E ancora oggi i racconti di Dickens continuano a infondere in noi tutta la dolcezza e la poesia del Natale, catturandoci e commuovendoci con il loro linguaggio semplice e carico di magia.

La recensione:


         Com’è duro invecchiare, morire e pensare che avremmo potuto consolarci e aiutarci l’un l’altro; com’è duro continuare per tutta la vita a volerci bene e a tormentarci separati l’uno dall’altro e a vederci l’un l’altro lavorare, mutare d’aspetto. Farci vecchi e grigi!


Il tempo sembrava muoversi in due direzioni perché ogni passo che ho compiuto è stato predominante, porta dietro di se un ricordo del passato, e anche se di questa storia non ne sapevo nemmeno l’esistenza ho accumulato una serie infinita di ricordi per sapere che il mondo intorno a me veniva plasmato di continuo dal mio mondo interiore, così come ogni altro lettore è plasmato con i ricordi della sua esistenza del mondo, e come tante altre lettrici anche io mi sono sentita collegata dallo spazio circoscritto di queste pagine che ho occupato e hanno occupato le protagoniste, gigantesche, dorate campane, la cui storia di cui furono protagoniste fu molto simile a quella del Canto di Natale, con la differenza che la si vive in modo diverso.

Cos’aveva di diverso tutto questo? E in che modo ha destato la mia attenzione? Innanzitutto, lo Scrooge che conosciamo qui è soppiantato dalla figura di un padre, che, assieme alla figlia, vivono di stenti, allegoria della stessa povertà, lontani dalle buone e generose azioni di uomini ricchi, un uomo completamente diverso dal tirchio Scrooge che vivono confidando nella prosperità dell’umanità, con la sua complessa e tormentata vita interiore concepiti forse come desiderio di crearsi un destino eroico, da cui in un modo o nella‘altro avremmo tratto insegnamento.

La solitudine, l’amore non ricambiato, la mancata compassione per queste povere vittime, lascia un segno indelebile sul cuore, nella profondità del nulla. Nel pellegrinaggio della sua vita si sono riversate in quel contenitore che è la sua anima, corrodendolo e annientandolo senza che questi se ne accorgesse. Avvolto da un manto di comprensione ma cinismo che ha le più svariate forme. Eppure, nel cammino impervio della sua vita, esaminerà a fondo ogni cosa, riconoscendo la natura del cuore umano, la bontà, un piccolo miracolo per il semplice fatto di aver dovuto capire quanto sia impensabile smettere di amare qualcuno. Alla ricerca di una via che porti alla redenzione e liberi dal pesante fardello della vita in grado di scaldare il suo freddo cuore in qualche notte, in maniera impercettibile e continua, che riempia il nostro animo.

Forse non esattamente una coincidenza, ma una volontà stessa del suo autore che, credo, abbia intenzionalmente voluto impartire una sorta di lezione affinché le colpe commesse non si ripetano ma << smaltite >> dalla redenzione e la comprensione. L’uomo fa ammenda delle azioni compiute, la memoria perpetua così nel tempo, nonostante i ricordi dolorosi del passato si scontrano col tormento, l’impossibilità di raggiungere o ottenere qualcosa di cui non si raggiungerà mai. Il cuore si dibatte fra le gabbie dell’impossibile invitandoci a guardarci dentro e osservare con gli occhi di un altro.

Questi racconti recano i segni di un epoca e si contrappone alla celebrazione della solidarietà cristiana a una realtà dolorosa e degradante. Come nel romanzo, Dickens traccia una mappa del malessere, segnala i guasti sull'altra faccia del mito del progresso. E non ritrae l'Inghilterra del progresso quanto i terribili anni della fame, della disoccupazione, del disordine sociale. Uno spaccato che altri autori hanno tentato di ravvicinare facendo appello alla comprensione, allo spirito filantropico. Scardinando ogni forma di benessere nella dilatazione del tempo, offrendo così allo sguardo di chi legge ma anche di chi vede un'interpretazione del mondo, dimostrando quel processo labile fra vero e apparente, la difficoltà di ciò che si ha.

Mentre ripongo queste poche righe, non riesco a fare a meno di pensare quanto di << terribile >> ci sia stato, cercando di non immaginare gruppi di gente umile, uomini poveri e soli radunarsi in luoghi appartati affinché la loro anima possa trovare ristoro, pace, sperando che quel Dio cui fanno tanto affidamento possa ascoltarli, almeno una volta, poi per un attimo il viso si trasforma in una smorfia di dispiacere, rammarico mentre nella mia testa si formava un’immagine: bambini morti su pagliericci logori, matrone impegnate ad allattare figli di cui non conoscono provenienza. Dopo una discreta esperienza con Charles Dickens ero consapevole di ciò che avrei riscontrato in queste pagine. Lo stregato, Il grillo del folcolare, Le campane però ha superato ogni previsione di bello e godibile, con qualcosa di somigliante al Canto di Natale che ogni anno amo ascoltare, prima che si concluda l’anno, che riecheggia ancora fra le stanze luminose del mio animo, lungo una vetrina di specchi di cui devo ancora riflettermi. Scivolandomi addosso, entrandoci, posizionandosi in un posticino speciale del mio cuore che qualunque persona sana di mente serberà gelosamente.

Valutazione d'inchiostro: 4

venerdì, agosto 15, 2025

Gocce d'inchiostro: Trilogia di Londra: Amori londinesi-Il grande romanzo di Londra-I londinesi - Charles Dickens

Una grande pace di morte regna fra queste pagine. La sua è la realizzazione di un progetto letterario fra l’autore e la sua anima, in cui camminarci in mezzo a un vasto numero di parole, suoni e colori mi indusse ad avvertirne fortemente la sua essenza. Ho letto questi racconti in una settimana, che piantò un seme in un terreno già ricco di prodotti letterari importanti e letterari e che sono stati messi in evidenzia in queste pagine affinchè allestisse una certa idea di inettitudine, degrado del fenomeno della figura femminile nella storia dell’essere umano. Per Dickens fu la stessa rappresentazione di inscenare la figura persone realmente esistite, con le medesime fattezze di quella della Dea greca e di cui lo stesso Shakespeare ne decantò le lodi nel suo Amleto.

E fu così che camminando di pagina in pagina, sono entrata in questa piccola rappresentazione, in questo piccolo squarcio di vita, ammessa alla presenza di quest’uomo senza dovendo mostrare le mie conoscenze, proiettato in un luogo nella sua museale accuratezza della vita, che resta come palpitante anche al di fuori delle stesse pagine. Un filo di un ultimo sole era entrato dall’alto di una finestra facendomi vedere queste strane figure di dee dipinte sui muri, dai contorni dorati e splendidi, allineati sulla mia pelle come piccole creature la cui sola

presenza innesca un sentimento di tragedia. Poiché essa stessa  è il tentativo dell’uomo di sottrarsi al proprio destino.

Titolo: Trilogia di Londra: Amori londinesi-Il grande romanzo di Londra-I londinesi

Autore: Charles Dickens

Casa editrice: Mattioli

Prezzo: 44, 90 €

N° di pagine: 700

Trama: Prima vera prova del giovanissimo Dickens questo testo ricchissimo, intitolato nella sua edizione originale "Sketches by Boz. Illustrative of Every-day Life and Every-day People" venne pubblicato nel 1836 con lo pseudonimo di Boz. È di un'organica collezione di pezzi di "giornalismo letterario quotidiano" scritti per diversi giornali e riviste, pubblicati in due tomi dall'editore londinese John Macrone e grazie alla quale la carriera folgorante del grande scrittore iniziò a spiccare il volo.

sabato, ottobre 19, 2024

Gocce d'inchiostro: Dombey e figlio - Charles Dickens

Da quando conobbi Charles Dickens ho dedicato gran parte del mio tempo alla lettura e alla conoscenza di lui e dei suoi testi: orfani in bilico fra la vita e la morte, intesi a conferire non solo un quadro estremamente drammatico quanto realistico, anime la cui vita è intrappolata - quella estremamente povera e borghese della Londra vittoriana di fine ottocento -, in un sistema sociale poggiato su paradigmi ipocoristici, fasulli in cui l’adempimento a nuove regole avrebbero dovuto conferire una certa importanza al popolo, donare loro una nuova voce e non oscurando maggiormente. Occupandosi di tutto questo come trattando la normalità, la quotidianità. Di Dickens ci sarebbe da spendere molte più parole di quel che servono per redigere un testo che possa donare anche una minima parvenza, eppure ad inizio agosto lessi Dombey e figlio, e qualcosa accadde…. Chi fosse interessato ad esplorare questa << nuda >> terra stia però attento a ciò che potrebbe incappare. Si paga una piccola quota, un dazio e ci si impegna a restare impassibili o intatti, a seconda dei casi, in base ai fili mossi dal suo autore. Io mi ero già fatta un’idea di ciò che avrebbero visto i miei occhi, ma al centro di ogni cosa c’era una ditta, quella Dombey e figlio, conferendo un quadro in cui il tempo è simulacro di eternità. La solitudine, la comprensione forme artificiose recluse nell’impossibilità di prosperare, di attecchire nell’anima di chiunque e, magari, con un po ' di fortuna, restare a lungo per interpretare la fatalità di ogni azione.


Titolo: Dombey e figlio

Autore: Charles Dickens

Casa editrice: Bur

Prezzo: 19€
N° di pagine: 1126

Trama: Pubblicato a puntate nel 1847-1848, Dombey e figlio è uno dei capolavori della narrativa dell’Ottocento. Incentrato sulla figura di Paul Dombey, ricco e arido commerciante, vittima dell’avidità e del desiderio di potere ed escluso dalla vita, dall’amore e dalla tenerezza, il romanzo affronta il tema della punizione dell’orgoglio, esemplificata dalla figura del protagonista, irrimediabilmente perseguitato dalla cattiva sorte: il figlio Paul, debole e delicato, muore; un secondo matrimonio si rivela fallimentare; la sua ditta fallisce. Un libro tenebroso, patetico e commovente in cui Dickens rappresenta l’ossessivo scorrere del tempo, la morte della sensibilità e del sentimento in una società che nella sua corsa verso il futuro si aliena sempre più dall’uomo.

mercoledì, marzo 13, 2024

Gocce d'inchiostro: Charles Dickens - Peter Ackroyd

A me Charles Dickens piace un sacco, e il mio amore profondo nei suoi riguardi quest’anno, per la precisione nel settembre del 2023, si è intensificato dopo la bellissima e intensa lettura de La bottega dell’antiquario, in cui vicende di vita quotidiana si intrecciavano a momenti di puri e nefasti compassionevoli. Senza il risvolto di una trama intavolata esclusivamente per suscitare moti di affetto o denigrazione, Charles Dickens divenne icona mondiale. Pensate, sono trascorsi più di centocinquant’anni dalla sua prematura scomparsa, eppure il suo eco, le sue storie rimbomano ancora nell’anima di molti lettori. Sicuramente, una di questi, sono io, che prendendo in considerazione l’idea di leggere ogni suo romanzo, si è avvicinata a questa biografia col semplice desiderio di conoscerlo …. più da vicino. E ci sono riuscita? Assolutamente si! Parabola di vita di un uomo narrata egregiamente, che non sembra una biografia quanto la storia di un uomo - narrata dallo stesso Dickens - che sembra prendere viva. respirare letterarlmente.

Titolo: Charles Dickens

Autore: Peter Ackroyd

Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo: 25 €

N° di pagine: 587
Trama: Il 9 giugno 1870 Charles Dickens muore a cinquantotto anni a Gads Hill, la sua casa a Higham, nel Kent. La notizia del suo decesso fa subito il giro del mondo. Negli Stati Uniti, Longfellow, il poeta più famoso del secondo Ottocento americano, dichiara di non aver mai assistito a un cordoglio tanto diffuso per la morte di un autore, con «il Paese intero colpito dal lutto». Il giorno successivo alla sua dipartita, il Daily News sentenzia: «È stato senza dubbio il romanziere di quest’epoca». In Inghilterra l’opprimente senso di perdita attraversa tutte le classi sociali, in primo luogo la classe lavoratrice che si è sentita ampiamente rappresentata nelle sue opere. La percezione generale è che l’anima stessa del popolo inglese, il suo umorismo e la sua malinconia, la sua baldanza e la sua ironia, abbiano trovato una piena espressione nei romanzi di Dickens. Scrivendo questa imponente biografia dell’autore di Grandi speranze e di altri capolavori della letteratura mondiale, Peter Ackroyd non soltanto non si sottrae alla percezione dei contemporanei di Dickens, ma mostra come la sua morte, per tutti i vittoriani, sia stata la testimonianza di un’enorme transizione. Più della stessa regina Vittoria, Charles Dickens appare, in queste pagine, il rappresentante illustre di un’epoca non perché ce ne restituisce semplicemente la testimonianza, ma perché percepisce, saggia, proclama, nella sua narrativa, le svolte e i passaggi fondamentali di un secolo, sino al punto che la sua stessa vita si trasforma in «un simbolo di quel periodo».

sabato, febbraio 10, 2024

Gocce d'inchiostro: Nicholas Nickleby - Charles Dickens

A suo tempo avevo giudicato questo romanzo estremamente lungo e prolisso, ma ora i miei pensieri riguardante questa lettura non possono non concernere il <<bellissimo>> o il << memorabile>>.
I romanzi di Charles Dickens, la cui produzione artistica è ancora per me sconosciuta e incompleta, vertono su piccoli episodi di vita, abitudini di gente comune e miserevole, un certo zelo per alcuni principi, uno stato d'animo che oscilla continuamente fra il decoro e l'indecoro, il sereno e il cupo, in cui alcuna screpatura o falda seguono ad aiutare una lettura priva di fronzoli o nozioni letterarie.
Nicholas Nickley mi ha raccontato episodi della sua vita, veramente spiacevoli, a cui ho preso parte questi primi giorni di febbraio, recandomi nel luogo dove ciò accadde come delegata di una piacevolissima compagnia onniscente pur di muovermi assieme a lui nei dintorni o i vicoli di una Londra fumosa e grigiastra, località che nei romanzi di Dickens sortisce da sempre un certo fascino su di me.
E' stato molto sciocco, devo ammetterlo, rimandare la lettura di un romanzo come questo, per tutto questo tempo, importunando il mio viaggio con gli innumerevoli sbalzi d'umore quando era ovvio che per Nicholas, la sua amata, suo zio, il suo migliore amico, tentativi di salvezza sarebbero stati inutili. Non gloriandomi completamente di queste situazioni, ma costatando come talvolta si può fare del bene anche indirettamente. Ed io ho desiderato ciò accadesse, specie ora che il mio bagaglio culturale si arricchisce ogni giorno sempre di più.

Titolo: Nicholas Nickley
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 4, 90 €
N° di pagine: 766
Trama;Nicholas Nickleby, un giovane gentiluomo di "belle speranze", ridotto in miseria insieme con la madre e la sorella dalla improvvisa morte del padre, si getta ingenuamente nelle spire di tremendi individui, uno dei quali è il suo stesso zio, vera anima nera di tutta la vicenda. Da quando Nicholas intraprende il viaggio che lo porterà da Londra allo Yorkshire, nella lurida "scuola" di Master Squeers per ragazzi abbandonati, alla ricerca di un lavoro e di se stesso, anche i lettori, trascinati dalla ineffabile potenza narrativa di Charles Dickens, viaggiano con lui attraverso le più spietate desolazioni della cattiveria umana e l'infinito calore di una presenza amica pronta a rischiare in prima persona per dare aiuto e conforto.

venerdì, novembre 24, 2023

Gocce d'inchiostro: La bottega dell'antiquario - Charles Dickens

Ogni storia, ogni romanzo che leggo recano in me frammenti di vita passata, lontana, qualcosa che mi appartiene, e che entrano in relazione con personaggi che esistono solo nella mia testa. Conduco una vita normalissima, banalissima, ma quando si fanno certi incontri non ho nemmeno una vaga idea di cosa possa poi accadere.

In un primo momento avrei dedicato del tempo solo ed esclusivamente a Charles Dickens. Per qualche giorno, in alcuni anni della mia vita, l’ho fatto …. ed è stato splendido! E come perpetuando il ricordo di certi momenti, La bottega dell’antiquario fu quell’espediente che mi fece rivivere come un brivido sulla pelle come non succedeva da tempo. E sotto questo aspetto constatare come, il dolore, la sofferenza che in queste pagine sono calibrate dalla riconoscenza di aver accolto la gratitudine e la gioia, contemplati così come la contentezza di poter immedesimarsi in un mondo orripilante, possiede la presenza di fantasmi che silenziosamente si muovono ancora intorno a me.

Titolo: La bottega dell’antiquario
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 656
Trama: Ridotti in miseria dal mostruoso e malefico nano Quilp, un vecchio antiquario e la giovane nipote Nella lasciano la loro polverosa bottega di anticaglie e curiosità, e iniziano un picaresco pellegrinaggio per i docks e i sobborghi londinesi. La loro diventa un’autentica fuga costellata di incontri fortuiti e bizzarri: con un ammaestratore di cani, un burattinaio, la proprietaria di un museo ambulante delle cere. Come sottolinea la preziosa introduzione di Giorgio Manganelli, Dickens mette in scena una corte di strambi personaggi per svelarci le più nascoste verità dell’animo umano. Facendosi anche lui girovago in un mondo che non vuole architettare ma solo osservare, ci offre il suo romanzo più profondamente simbolico e grottesco.

venerdì, giugno 09, 2023

Sette gocce in sette giorni: romanzi vissuti in una settimana 4°

Quando leggo saggi, romanzi di critica letteraria, involontariamente affiorano ricordi, memorie inconsapevoli che dimostrano come la mente di chi scrive coincide con quella di chi legge e funziona soprattutto in modo infinitamente creativo: così immensa la sua creatività, la sua capacità di rielaborare ogni cosa da nutrire il forte desiderio di sentirla come tua.
L’anima così splende, fra le avverse stelle, ascoltando una melodia metafisica che si sprigiona nella lingua di solenni poeti, maestri della letteratura italiana e non, in cui l’acuto del suono ultraterreno stride con quello greve e grave della materia. Maestre d’amore, così come gli altri romanzi di cui vi parlerò quest'oggi, omaggiano tutto questo con l’eccezionalità che da un grande odio possa fruttare un grande amore. Niente di ciò che già sappiamo. Non trasmettono emozioni piuttosto una vasta gamma di informazioni che, in una finestra virtuale dall’aria luminosa e vaporosa, illuminano un frammento di storia, di vita, di letteratura. Questi saggi di cui vi parlerò quest’oggi mi diedero la consapevolezza di come sia necessario acculturarsi, sfilarsi dalla monotonia di una vita quasi sempre uguale a se stessa che in un modo o nell’altro custodiscono piccole perle, piccole forme di sussistenza che, mediante svariati punti di vista, possono illuminarci davvero la mente. Dirottarci in posti o luoghi in cui mai avremmo pensato di mettere piede.

 

Titolo: Maestre d’amore
Autore: Nadia Fusini
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 19 €
N° di pagine: 192
Trama: Nessuna scrittrice come Fusini sa fare della materia shakespeariana un'autentica guida per il cuore moderno e i suoi affanni. Questo libro è una danza. Danzano una danza d'amore i personaggi di Shakespeare, danzano la filologia e la scrittura con gli affreschi di una Londra early modern pennellata con felicità ed esattezza, danzano le parole con i giochi delle parole, danza il lettore, che entra ed esce nelle tragedie e nelle commedie di Shakespeare come fossero scene della vita, anche se è consapevole nello stesso istante di vivere la gioia della letteratura, senza sosta dentro e fuori dagli intrecci e dalle trame per vedere che ne fa la letteratura della vita. «La donna è l'ora della verità per un uomo; non c'è niente di piú vero. Scrivo questo libro per dimostrare la verità di tali parole», dice Nadia Fusini al lettore e alla lettrice, chiamati in causa spessissimo nelle pagine con domande che sono inviti alla danza della conversazione: «... del resto non è forse vero che in amore siamo tutti attori? Tra gli amanti chi riceve di piú? Chi spende di meno? In amore, non è osservabile il paradosso secondo il quale chi piú dà, non diventa piú povero? ... Che il godimento sessuale in sé e per sé non crei un rapporto con l'altro, lo sanno bene Antonio e Cleopatra. Non è proprio qui la tristezza del coito?» Questo è un libro sull'amore prima ancora che un libro sulla letteratura, e Giulietta, Ofelia, Desdemona, Cleopatra, la Bisbetica, perfino Jill e Jack, ci raccontano quale fu l'«immensa novità» con cui Shakespeare, la mente e il corpo di Shakespeare, pensarono il femminile e il maschile all'inizio dell'epoca moderna. Forse aiutati in parte dal fatto che a teatro i ruoli femminili dovessero essere interpretati da giovani attori, forse per l'usanza del cross-dressing che imperversava nella Londra dell'epoca, la mente e il corpo di Shakespeare ci parlano di un corpo d'amore che non è «né femmina, né maschio, ma femmina e maschio insieme», ci dicono che «per vivere, che è la stessa cosa che amare, bisogna disobbedire», che le donne vivono «l'avventura eroica di amare in una concezione paritaria della differenza». Ci parlano insomma dell'«ambiguità scandalosa dell'amore». E alla fine di tanto eros , al lettore sembra di scoprire di nuovo a che cosa serva per davvero la letteratura: non a imparare a vivere, ma a vivere. Una questione di etica.

venerdì, aprile 14, 2023

Quattro gocce in quattro giorni: romanzi vissuti in poco tempo

La mia vita, delle volte, sembra somigli a un libro, una storia che comincia a pagina 1 e va avanti finchè l’eroe o l’eroina non muore a pagina 250 o 300, ma ora che il futuro immaginato stava cambiando, stava cambiando anche la sua interpretazione del tempo. Il tempo, mi rendo conto, non è per molti un grande alleato. Va sempre avanti, mai indietro, e siccome nei libri le storie si possono anche tornare indietro, la metafora del libro può anche stare in piedi. Ho accolto la lettura di questi romanzi checchè io non ne sapevo nemmeno l’esistenza. Di Dickens di cui ho già letto alcuni suoi romanzi, e altri autori, di cui sicuramente leggerò presto altro, non conoscevo affatto. 

Dunque, al limite, la vita mi aveva regalato queste belle sorprese. Molto simile alla struttura di altri romanzi classici che conosco, all'esperienze quotidiane che si vivono sulla pelle, giorno dopo giorno, ma ho comunque proceduto su una strada che, imperterrita, mi ha donato sensazioni, ho riscontrato forti emozioni, che non si aspettava che letture apparentemente semplici potessero essere piccole perle. Graziose ma preziose.

Titolo: Le campane. Storia fantastica di campane annuncianti la fine di un anno e il principio dell'altro
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 112
Trama: Toby Veck, detto "Trotty", è un tuttofare vessato da uomini ricchi. Sua figlia sta per sposarsi, ma il matrimonio lo preoccupa non poco. Schiacciato da mille angosce, nella notte di fine anno sente un richiamo di campane provenire dalla chiesa di cui è umile custode. Arrivato alla chiesa, Trotty trova la porta aperta e, una volta salito fino al campanile, si ritrova a vivere un'esperienza unica, tra sogno e veglia. Racconto di spettri e di visioni, nel più puro stile vittoriano inglese, la novella è divisa in quattro capitoli chiamati "quarti" a ricordare le ore scandite dai campanili e fa parte dei celebri "Christmas Books" di Charles Dickens, narrazioni tra il reale e il fantastico pervase dallo spirito del Natale. «Il mio scopo principale fu di risvegliare pensieri di amore e di perdono» scrisse l'autore presentando questi libri che ancora, come i migliori classici, sanno parlare al lettore contemporaneo.

venerdì, maggio 21, 2021

Gocce d'inchiostro: Oliver Twist - Charles Dickens

Il treno sferragliante che mi aveva trascinato in una Londra grigia, sporca e fumosa era ancora fermo su binari secondari, nascosto da altri convogli, in cui è stato impossibile non avvertire il legame trascendentale con l’autore, protrattosi per tutta la durata del viaggio, fra queste pagine più forte ed evocativo.
Mi si aprì a me uno scenario a dir poco squallido, un mondo insito in fugigattoli e bettole, che gravitavano attorno alla figura di personaggi meschini, pusillanimi, egoisti, diverso centro d’attenzione e attrazione. Di queste persone e del protagonista di questa bellissima storia, avevo già letto tantissimi anni fa, ma solo questa fu l’occasione di conoscere più intimamente. Benchè ogni dubbio, remora o preoccupazione fosse scacciata e fu sorvegliata dall’aura luminosa e sfolgorata di una scrittura in cui il Male sarà soppiantato dal Bene, durante questo viaggio non ho potuto non nutrire perpetui moti di compassione e tenerezza. Un ragazzino come tutti gli altri, la cui vita non gli ha disgraziatamente concesso alcuna parola gentile che ha rischiarato il buio dei suoi anni giovanili, immerso nella felice incoscienza di ciò che lo circonda, mai avrebbe potuto credere ci fossero forze superiori che l’avrebbero schiacciato come un insetto. Purchè sembra del tutto naturale che come tanti altri mi sia posta dinanzi a lui in uno stato di virtuoso sbalordimento e onore, al piccolo Oliver la vita non gli ha mai riservato nulla di ciò. Intrappolato in un sudario opprimente di fuggevoli inganni, creature innocente il cui unico peccato fu quello di farsi influenzare dalla malvagità del prossimo.
Il tempo si era fermato. Il mondo sembrava non concedere alcuna forma di bellezza. Cosa fare se, pur quanto ci si affanni, la Vita ci trascina in pozzi oscuri e profondi?


Titolo: Oliver Twist
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 538
Trama: Il libro è una sorta di racconto fiabesco che sa descrivere la multifortmità del mondo grazie anche a una mobilissima visione sottolineata del continuo gioco di piani, che allarga e restringe il campo tra personaggi, classi sociali, società nel suo insieme; tra paesaggi rurali, panorami urbani, vie cittadine, caseggiati, botteghe e abitazioni…

lunedì, dicembre 14, 2020

Gocce d'inchiostro: Canto di Natale - Charles Dickens

Le tradizioni. Sacre, coinvolgenti, e, per certi versi, misteriose. Come figure sapienti, incutono rispetto, dinanzi al quale bisogna camminare in punta di piedi. Parlare sottovoce. E purché radicati nella memoria dell'uomo, se visti da prospettive differenti, possono talvolta ripristinare legami o affetti che si credevano perduti.
Come ogni anno, anche quest'anno Canto di Natale è arrivato nel mio cantuccio personale, con una copertina che dice tutto e niente. Una storia cruda e realistica scritta con intensità, in un montaggio di vicende struggenti e drammatiche.
Straordinario affresco della letteratura vittoriana, romanzo che lega indissolubilmente nella sua morsa glaciale, e che ci trascina in un gioco di luci e ombre che ci catapulteranno il più lontano dal mondo.




Titolo: Canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Prezzo: 10 €
Casa editrice: Feltrinelli
N° di pagine: 180
Trama: 
Nella fredda notte che annuncia il Natale, il vecchio Scrooge, visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, si trova a compiere un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro della sua miserevole vita. Solo messo di fronte a se stesso Scrooge imparerà il valore della solidarietà. Questa è la celeberrima trama di una delle storie più raccontate e rivisitate dal cinema e dalla letteratura mondiale. Il classico di Dickens, presentato nella sua veste originale, riesce ad affascinare come sempre, e rievoca magicamente lo spirito natalizio.

venerdì, aprile 24, 2020

Gocce d'inchiostro: Le due città - Charles Dickens

L'argomento che verte attorno alle vicende avventurose e concrete di Le due città fu la Rivoluzione francese e l'annosa disputa fra popoli di diverso stato sociale sulle nuove 'predisposizioni' indotte a chi regnava. Questo ritratto fedele e fiducioso (come lo definiscono alcuni critici o amanti di Dickens) fa parte di un piccolo tassello di un mosaico che da quant'è che conosco l'autore - anni di svariate letture, nella fumosa e ombrosa Londra ottocentesca - ha raso al suolo centinaia di giudizi, predisposizioni d'animo e sbattuto fuori da ogni pagina o parola l'insana idea che facesse posto a una buona occasione per riflettere. Mediante un carosello di vantaggi solitari, persi sul destino di anime che traggono vantaggio da tutto ciò che riescono a ricordare, nel riconoscere la grandezza di una famiglia, una dinastia che predomina su creature che ripudiano il proprio destino.
Tra montagne di terra, sontuosi palazzi, legami e separazioni repentine, l'aria che ho respirato fra le sue pagine è la stessa di quella che vi ho riscontrato in altri splendidi capolavori come David Copperfield o Oliver Twist, ma distante da quei concitati rumori del cuore e dell'anima che avevano assordato la mia anima per tutto questo tempo, implodendo tuttavia come uno scontro pubblico 'dialettico' più furibondo di quel che avrei creduto. Imponente tuttavia a non farmi contagiare dall'arrogante presunzione di sottolineare o evidenziare mediante aspetti sentimentali, drammatici e teatrali, vicende dalle tinte forti che denunciano la società circostante e la repulsione da parte dell'autore per il ceto sociale medio. Non individuandone più le cause, bensì le conseguenze.
Titolo: Le due città
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Bur
Prezzo: 11, 50 €
N°di pagine: 454
Trama: Romanzo storico consacrato al realistismo narrativo, Le due città mette in scena i destini di personaggi coinvolti nel vortice degli eventi della Rivoluzione francese e del successivo periodo del Terrore. Sebbene l'ambientazione, tra Londra e Parigi - le due città del titolo - differisca notevolmente dall'Inghilterra vittoriana, cui il romanziere ha quasi sempre attinto per i suoi lavori, quest'opera contiene tutti i classici temi dickensiani: dalla povertà alla nobiltà di spirito, dal sacrificio alla redenzione.

mercoledì, agosto 14, 2019

Gocce d'inchiostro: Tempi difficili - Charles Dickens

Vicende di questo tipo mi mettono sempre a disagio. I romanzi dickensiani, in particolare, trasmettono sensazioni particolari a cui è difficile abituarsi, forse talvolta troppo eccessive. Tempi difficili rientra e compare in un giorno per me importante, quel giorno in cui ho spento ventisette candeline, e per qualche tempo ho dimenticato cosa volesse dire tornare nella Londra buia e fuligginosa del secolo. Il romanticismo, il sentimento, qui, fra queste pagine sono soppiantati da un acuta e sana descrizione del paesaggio.
L’interesse da me manifesto spinse a portarmi avanti con una lettura che mi ha incuriosito, sin dal primo momento, facendomi notare come, una volta cominciata. difficilmente l’avrei abbandonata e salutata con un sorriso stampato sulle labbra. Piuttosto un semplice abbozzo, una linea sulle mie labbra, poichè involontariamente mi ha scaldato il cuore, mi ha riempito l’animo di un sentimento misto a gioia, dolore che, da buona devota della prosa dickensiana che sono, ho riconosciuto in queste pagine l’ennesimo ritratto umano che perpetua infinitamente nella mente di chi legge per forza e spirito.



Titolo: Tempi difficili
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Newton & Compton
Prezzo: 4, 90 €
N° di pagine: 279
Trama: Romanzo più rappresentativo dei poderosi cambiamenti nel modo di produrre e di lavorare che vanno sotto il nome di rivoluzione industriale, esso pone al centro di uno sfaccettato intreccio narrativo la vita di patimenti e di impotente ribellione di due operai, Stephen e Rachel non più giovanissimi. La loro vita non-vita si consuma nella simbolica Coketown, una città fittizzia dietro la quale occorre individuare però Preston, vicino Manchester, colto in un momento storico – soci8ale determinato, quello dei draammatici scioperi che vi ebbero luogo tra il 1853 e il 1854. Ma la rivoluzione industriale, di cui l’inghilterra è protagonista e punta avanzata, non si limita alle modalità di produzione: i suoi effetti investono il modo di abitare e di divertirsi, di amare e di pensare, di educare e di organizzare e articolare lo Stato.

martedì, agosto 29, 2017

Gocce d'inchiostro: Grandi speranze - Charles Dickens


Coloro che decidono di approcciarsi alla lettura dei classici sanno che letture di questo tipo sono piuttosto impegnative e, prima che la notte inizi a ricevere le pugnalate del giorno, gli effluvi di sporco e lercio proveniente da qualche latrina e il penetrante odore di qualche poveraccio seduto in mezzo alla strada che invasero le mie narici già si mescolarono al caldo di questo ottavo mese dell'anno. Sgusciando tra banchetti di ostriche, bancarelle malconce della frutta, Philip Pirrip, detto Pip, ha raggiunto i cancelli frastagliati della mia casa, dove si sono raggruppati altri diavoli prima di lui, esibendo una certa dose di fascino mista a malinconia, in attesa che la mano benevola di qualche benefattore lo scegliesse per scaricare le proprie fortune su questo sfortunato ragazzo.

Consigliandone caldamente la lettura, vi abbraccio invitandovi a salutare anche voi con gesti affettuosi questo povero disgraziato, che ha tentato di differenziarsi dal gruppo, pur di attirare la mia attenzione.





Titolo: Grandi speranze
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Bur
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 610
Trama: La misteriosa fortuna che la sorte assegna all'orfano Pip, il suo altezzoso rifiuto dei vecchi amici, le sventure e le sofferenze che segnano il suo percorso esistenziale verso una consapevole maturità costituiscono la base di un racconto ove il senso di colpa e la violenza si fondono con spunti grotteschi nei quali la commedia assume connotazioni caustiche e crudeli. Dal momento in cui, nelle spettrali paludi del Kent, Pip si imbatte in Magwitch, un forzato evaso, fino all'ultimo incontro con la bella e cinica Estella che suscita in lui emozioni e turbamenti, il lettore si trova coinvolto in una vicenda tanto drammatica quanto affascinante.

domenica, dicembre 25, 2016

Gocce d'inchiostro. Canto di Natale - Charles Dickens

Le tradizioni. Sacre, coinvolgenti, e, per certi versi, misteriose. Come figure sapienti, incutono rispetto, dinanzi al quale bisogna camminare in punta di piedi. Parlare sottovoce. E purché radicati nella memoria dell'uomo, se visti da prospettive differenti, possono talvolta ripristinare legami o affetti che si credevano perduti.
Come ogni anno, anche quest'anno Canto di Natale è arrivato nel mio lettore ebook, con una copertina che dice tutto e niente. Una storia cruda e realistica scritta con intensità, in un montaggio di vicende struggenti e drammatiche.
Augurandovi un sereno e tranquillo Natale, anche in questo giorno di festa Sogni d'inchiostro continua la sua avanzata lenta nel mondo delle parole, con la recensione di uno straordinario affresco della letteratura vittoriana. Un romanzo che lega indissolubilmente nella sua morsa glaciale, e che ci trascina in un gioco di luci e ombre che ci catapult6eranno il più lontano dal mondo.




Titolo: Canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Prezzo: 10 €
Casa editrice: Feltrinelli
N° di pagine: 158
Trama: Nella fredda notte che annuncia il Natale, il vecchio Scrooge, visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, si trova a compiere un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro della sua miserevole vita. Solo messo di fronte a se stesso Scrooge imparerà il valore della solidarietà. Questa è la celeberrima trama di una delle storie più raccontate e rivisitate dal cinema e dalla letteratura mondiale. Il classico di Dickens, presentato nella sua veste originale, riesce ad affascinare come sempre, e rievoca magicamente lo spirito natalizio.
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