N° di pagine: 274
martedì, marzo 31, 2026
Gocce d'inchiostro: Giacinta - Luigi Capuana
N° di pagine: 274
martedì, marzo 17, 2026
Amori di carta: Charles Dickens
I primi otto giorni del mese giungono quasi sempre all'improvviso. Pare giungano inavvertitamente, insieme a un marasma turbolento di eventi gonfiati dalla calura estiva, e la sera si stendeno sulla città oscurata come una notte mentale registrabile in tutta la nazione, un silenzioso e malevole rabbuimento, inseparabile dalla freschezza della piena stagione estiva. Anche questa volta avrei dovuto inventarmi qualcosa su una nuova voce del XIX secolo. Gli spiriti che abitano la mia coscienza si radunano a confabulare nei corridoi con aria solenne, custondendo storie, segreti inconfessabili. I mesi scorsi parlare di qualcuno era stato alquanto semplice, quasi come l'aria che respiro. Durante il sopraggiungersi della stagione primaverile mi sono sorpresa distratta, impreparata, e una mattina in particolare, con gravi difficolta su chi questa volta impiegare del tempo.
Stavo per sprofondare nella malinconia, nella tristezza. Le mie idee sembravano si fossero esaurite poco alla volta, impercettibilmente, giorno dopo giorno. Un caso, al principio, un evento che di primo acchito mi aveva inorgoglioto, mentre adesso attecchito. Bisognava pur fare qualcosa! La rubrica di quest'oggi propone solo otto di quegli autori la cui produzione letteraria è stata dura, profonda, numerosa, una sorta di squilibrio dell'anima, una temerarietà quasi inavvicinabile, la tranquillità dei sensi che non mostra più alcunché.
lunedì, marzo 09, 2026
Un atlante storico della cultura contadina 3°
Ah, i classici! Meravigliosi, non credete?!? Uno spaccato di vita in cui chiunque può identificarsi, i cui personaggi e tematiche offrono una storia indipendente e chiusa a se stessa. Con vasti richiami all'amore, al dolore, alla diversità, alla solitudine, all'insoddisfazione. Un mondo splendido e visionario in cui spesso non desidero nient’altro che viverci, accomunati da una dimensione molto simile alla nostra, evanescente e quasi lontana da superare ogni sospetto e curiosità. Dinanzi alla loro essenza, con mistero, silenzio, gesti o sguardi repentini, il mio sguardo, il mio cuore, sfavilla.
Nella letteratura classica, i protagonisti principali sono una fetta di popolo, un gruppo o etnia le cui condizioni misere o riprovevoli infondono o meno speranza per una rinascita. Quest’oggi, in questo post, non voglio togliere né tantomeno aggiungere niente che è stato detto o scritto, in passato, da autori intramontabili, inavvicinabili, ma aggiungere però delle piccole postille. Queste postille sono in riferimento a quei testi moderni, che, in questo carosello di tentazioni letterarie, accostate ai classici, tentano di rievocare il passato, ma non così bene e non a sufficienza di come faccia un classico per eccellenza.
Sebbene il sapore, l’odore, quel sentore di vecchio sfumato al nuovo possa sembrare familiare, ma non vero. Ma che donano comunque opportunità per lasciare un piccolo segno del loro passaggio.
Titolo: La casa degli spiriti
Autore: Isabel Allende
Prezzo: 9,50 €
Casa editrice: Feltrinelli
Numero di pagine: 364
Trama: Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto "Cent'anni di solitudine" di Garcia Màrquez.
sabato, dicembre 13, 2025
Gocce d'inchiostro: Estremi rimedi - Thomas Hardy
Titolo: Estremi rimedi
lunedì, dicembre 01, 2025
Gocce d'inchiostro: I frutti di Jalna - Mazo De La Roche
Questa ennesima fatica letteraria della mia amata Mazo De La Roche è quel genere di storia a cui mi piace attribuirgli l'umoristico aggettivo di "particolare". Era piuttosto evidente che non si trattasse di una storia del tutto "normale", così come era evidente che non si sarebbe trattato di un romanzo d’amore che non avrebbe fatto faville.
Perché avrebbe decretato, per il momento, perlomeno, il punto finale a un pellegrinaggio di vita che, nonostante tutto, rappresenta un caso a parte. Un surreale dramma in cui fanno da sfondo vicende per nulla sconosciute, una prova letteraria dinanzi alle soglie morali del tempo, zeppo di personaggi che vanno e vengono.
Rincantucciata buona buona dentro le sue viscere, ho avvertito la De Roche dare forma ai suoi personaggi e, solo quando ogni cosa volse al termine, ho bevuto il tutto come tè dolce e bollente. Arrivando dritto dritto nel mio stomaco, acquietando il mio spirito.
Titolo: I frutti di Jalna
Autore: Mazo De La Roche
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 414
Trama: Wakefield, ormai maggiorenne, lavora in un’officina ed è fidanzato con Pauline; il piccolo di casa finora non ha mai lasciato Jalna, ma i cambiamenti arrivano per tutti, prima o poi: a un passo dalle nozze, il ragazzo sorprende la famiglia con una decisione davvero radicale. L’ennesimo grattacapo per Renny, il quale, costantemente tormentato dalle sorti del parentado e dalle molte incombenze domestiche, dovrà affrontare un problema ben più grave: Alayne scoprirà di essere stata tradita, e di lui e dei Whiteoak non vorrà più saperne. Ma lasciarsi Jalna alle spalle è difficile: lo sa bene Finch, ormai concertista di successo, che rientra da Parigi insieme alla moglie Sarah. I due, però, faticano a trovare un equilibrio: lui è stremato e incolpa lei di tutto il suo malessere. La crisi della coppia ha strascichi pericolosi e minaccia di compromettere la stabilità dell’intera famiglia. Ancora una volta il nucleo rischia di sfaldarsi e i Whiteoak temono di perdere la proprietà, e con essa il proprio futuro e il proprio passato: riusciranno a salvaguardare l’amata tenuta per le nuove generazioni?
venerdì, novembre 07, 2025
Gocce d'inchiostro: Lombra - Edward Carey
martedì, settembre 16, 2025
Gocce d'inchiostro: Il gioco della vita - Mazo De La Roche
Nel mese di giugno, per caso o non, ho avuto l’occasione di ospitare Mazo De La Roche. Donna dallo sguardo attento e pronunciato che, agli occhi del mondo, ci propinò in chiave romanzata la storia della sua famiglia con nient'altro che il desiderio di essere ascoltata. Bussando alla porta del mio cantuccio personale con una storia semplice ma reale, tangibile, quel poco e abbastanza per scorgere la sua anima. Semplice ma introspettiva che è una miscela disomogenea di svariati generi, i cui valori come la famiglia, l’amicizia, la solidarietà per salvaguardare se stessa e chi la circonda, ricucirà ben o male lo strappo che si aprì tanti anni fa, quando la De La Roche era una ragazzina e la vita la strappò dall’abbraccio caldo e confortevole dei suoi genitori. Perché anche se a guarire le sue ferite ancora sanguinanti sarà la letteratura, la parola scritta - nel romanzo, la nonna - non basta poiché un simile dolore svanisca. Ma certi dolori non svaniscono. Più che altro vengono definiti come delle sfide a cui soppiantare certe situazioni, e non è stato un caso che la vita le procurerà conseguenze e ripercussioni che le si rivolteranno contro. Divenire una milizia, un tentativo coraggioso di dare voce a chi non ha mai avuto una sua voce, dal quale sembra una semplice casualità dimostra come mi sono trovata dinanzi a qualcosa che aveva del potenziale. Qualcosa che tiene conto di ciò che talvolta ci riserva la vita, non sapendo se vivere o morire sia la scelta più adatta, isolata dal mondo, chiusa nel buio dell’incomprensione e della solitudine, avviata lungo una strada di cui se ne conosce l’inizio ma non la sua fine.
Autore: Mazo De La Roche
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 300
Trama: È trascorso un anno da quando abbiamo lasciato la turbolenta Jalna. Eden è scomparso e non si hanno più notizie di lui, Alayne è tornata a New York, Pheasant ha avuto un figlio da Piers e lo ha chiamato Maurice, come suo padre. Ritroviamo la famiglia riunita attorno al tavolo davanti a un invitante soufflé al formaggio e una bottiglia di rum di quelle buone per gli uomini. Manca solo Adeline. La nonna ormai passa la maggior parte del tempo a letto: quello stesso letto che è stato testimone di concepimenti, nascite e addii, e che ora sembra attendere un commiato. Difficile credere che la complicata trama tessuta da Adeline nelle stanze di Jalna possa squarciarsi. Ma una preoccupazione domina su tutte: a chi andrà l’eredità? Per tenere tutti in pugno, la furbissima nonna ha dichiarato che sarà destinata a una sola persona. Così, fra gelosie e sospetti reciproci, scatta la rincorsa all’ingente patrimonio: finirà forse nelle mani di Renny, per cui tutte le donne, nonna compresa, perdono la testa? O il fortunato sarà Nicholas, il più anziano, il figlio preferito? O l’adorabile piccolo Wakefield? Nel frattempo, il giovane Finch ha ben altro a cui pensare e coltiva in gran segreto la sua passione per le arti nell’attesa di entrare finalmente a far parte del gruppo degli uomini Whiteoak, mentre Renny non riesce a dimenticare l’affascinante Alayne, che tornerà a rimescolare le carte.
lunedì, agosto 11, 2025
Gocce d'inchiostro: Il collegio delle piccole donne - Henry Handel Richardson
Penso che ogni storia sia viva. Non perché hanno un suo battito, ma perché sono in grado di respirare. Ci poniamo delle domande, che talvolta fingiamo di eludere, a cui non sempre troviamo le risposte che stiamo cercando.
La storia di Laura, protagonista di un testo che ci è pervenuto mediante questa recente pubblicazione, è quel genere di storia di stampo classico che non mi ha colta del tutto impreparata, poichè leggendo tanti classici sapevo a cosa andavo incontro. Ma a cui ho pensato di buttarmi a capofitto in questi giorni di primavera, dettata dall'immaginazione deliziosamente piacevole, romantica di una giovane donna, piccola grande eroina che, come una delle figlie delle Alcott, sarebbe riemersa come un'immagine nitida e ben definita.
Uno di quei posti in cui desidero vivere, e dove mi sono recata sul finire del mese di aprile, insediamento letterario, profondo, drammatico, introspettivo, poco emozionante ma realistico, che si stanziò dinanzi a me come uno splendido e luminoso sole. Si bada a ciò che avviene attorno, ma ci si sorprende di ciò che accade attorno. E, in uno spaccato di vita forse della stessa autrice, ecco come la sua autrice ha scavato e costruito un posticino tutto suo in cui ho potuto rifugiarmi.Un cantuccio in cui stivai, ammassai le mie supposizioni, confidai i miei più intimi segreti sotto una terra arida, incolta ma ricca di sentimento e ambizioni, che risalgono alle origini delle Piccole donne.
Titolo: Il collegio delle piccole donne
Autore: Henry Handell Richardson
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 256
Trama: 1890. Laura conosce un solo modo per essere libera, ed è scrivere. Nonostante ciò, fatica a trovare le parole con cui iniziare la lettera per la sorellina Pin. Poi, dopo aver preso un respiro, si fa coraggio e le racconta la propria vita al Ladies' College di Melbourne, dove la madre l'ha iscritta perché le fosse impartita l'educazione di una vera signora. Laura non è la figlia modello che lei vorrebbe. Non le interessano vestiti e gioielli; preferisce perdersi tra i fiori del giardino e le pagine di un romanzo. La madre spera che il collegio le dia la disciplina di cui ha bisogno per debuttare in società. Ma quella decisione è l'inizio di un incubo per Laura. Tra le mura della scuola, si sente giudicata dalle compagne e dalle insegnanti, sempre pronte a criticarla per gli abiti dimessi e le dita sporche di inchiostro. Non mancano mai di farla sentire diversa, stupida, sbagliata. Eppure, Laura non si arrende e cerca rifugio nell'unico luogo che la fa sentire al sicuro: la biblioteca. Lì ha inizio una contro educazione rispetto a quella che vorrebbero imporle in aula. Ancora non lo sa, ma è la strada giusta per capire chi è veramente. Perché l'indipendenza passa attraverso gli atti di ribellione di ogni giovane donna. Come tante scrittrici di inizio Novecento, Ethel Richardson ha dovuto firmare i suoi romanzi con uno pseudonimo maschile per essere pubblicata. Con questo stratagemma ha raggiunto il successo ed è diventata una delle autrici australiane più amate, tanto da essere candidata al Premio Nobel per la Letteratura nel 1939.
giovedì, agosto 07, 2025
Gocce d'inchiostro: Jalna - Mazo De La Roche
venerdì, dicembre 06, 2024
Gocce d'inchiostro: L'innamorato indeciso - Edith Nesbit
L’impulso, il lampo di compassione, l’ingenuità infantile, tutto questo era compreso pienamente tra le pagine di un testo di cui ero completamente ignara. Ma la tenacia del confidare, dell’affrontare, la determinazione nel montare sogni o speranze che mi hanno condotta in una modesta fattoria inglese, funsero da espediente per volgere le spalle alla monotonia del quotidiano, a giornate immerse nella frenesia di ritmi a volte inconcepibili. In un quadro artistico, architettonico, semplice ma soave che supera ogni avversità, ogni pericolo, ogni pregiudizio. Una vittoria personale in cui predominano il perdono, il rancore, la compassione, ma anche l’amore, l’amicizia, il desiderio di ritagliarsi un posto tutto nostro nel mondo.
Titolo: L’innamorato indeciso
Autore: Edith Nesbit
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 320
Trama: Betty Desmond è la giovane e ingenua protagonista di questa commedia degli equivoci, ambientata tra l’Inghilterra edoardiana e la bohème parigina. Incredibilmente moderna per il suo tempo (fu pubblicata nel 1906), la storia si snoda attraverso le dinamiche di un quadrilatero amoroso che imprime una svolta imprevista all’educazione sentimentale della ragazza. Annoiata dall’austera vita condotta insieme al patrigno, pastore in una canonica della campagna inglese, Betty viene conquistata dal fascino di Vernon, un pittore che si diletta nell’arte del corteggiamento. Per stroncare quella frequentazione “pericolosa”, il patrigno si affretta a separarli e spedisce Betty a Parigi. In Francia, però, Betty e Vernon si rincontrano e riprendono a vedersi, mentre all’orizzonte si profilano un altro uomo e un’altra donna… Con il suo stile leggero e arguto, l’autrice accompagna il lettore, tra intrighi, incomprensioni e gelosie, alla ricerca di una risposta agli eterni quesiti del cuore: è possibile amare due uomini (o due donne) allo stesso tempo? Cosa muove davvero i nostri sentimenti?
giovedì, ottobre 17, 2024
Parole di troppo: romanzi lunghi per lettori oziosi 3°
Trovo che risme di carta gigantesche e voluminose abbiano un certo fascino. Me ne rendo conto, sembra assurdo, ma a me questi volumi, i cosiddetti mattonazzi, mi piacciono tanto. L’ho scritto nel post precedente a questo, lo scrivo anche adesso. E sorrido meramente quando penso, che tanti lettori stanno lontani dai classici perché la maggior parte di essi sono voluminosi ed impegnativi. Eppure credo che, lungo la strada dei lettori, certi testi siano importanti, imprescindibili per la sua crescita personale, per il suo bagaglio culturale, in quanto dopo aver speso tempo qualcosa, presto o tardi accadrà. Nell’immediato tanto fascino, poi la consapevolezza che il fuoco ardente che aveva divorato le nostre viscere si è perpetuato anche nel tempo.
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Titolo: Bella del signore
Autore: Albert Cohen
Casa editrice: Bur
Prezzo: 11, 50 €
N° di pagine: 8oo
Trama: Ariane e Solal, lei nobile di nascita, lui altissimo dirigente della Società delle Nazioni, entrambi alteri ma irrequieti, si incontrano, si amano e fuggono via alla ricerca di una passione assoluta ed esteticamente perfetta. La perfezione formale, però, non esiste, l’amore a poco a poco si illanguidisce e viene sostituito dalla noia, fino alle estreme conseguenze.
mercoledì, ottobre 09, 2024
Parole di troppo: romanzi lunghi per lettori oziosi 2°
Vedere una pila gigantesca di romanzi svettare da una scrivania, le cui coste scintillanti e colorate fungono da monito, eco assordante del nostro cuore, a me non ha mai spaventato. Quanto affascinato. I mattonazzi, così mi piace chiamare questa tipologia di romanzi, mi piacciono perché le loro storie, le pagine che racchiudono mondi straordinari, sono infinitesimali, addirittura a volte superano persino le migliaia, e quando succede che debba leggerli ne sono davvero entusiasta. Contenta, felice di trascorrere giorni, settimane o addirittura mesi in compagnia di un autore o un'autrice, che, alla fine, sperticherà le lodi. Perlomeno questo è ciò a cui confido. Suddiviso in due parti, a distanza di tre anni, propongo nuovamente questo post ma con altri consigli di lettura. Romanzi letti e vissuti la cui aura pregna di magia, bellezza pulsa ancora nelle mie tempie.
Titolo: It
Autore: Stephen King
Casa editrice: Pickwick
Prezzo: 18, 90 €
N° di pagine: 1216
Trama: A Derry, una piccola cittadina del Maine, l'autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma la pioggia è fitta e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede. Cercare di recuperarlo è l'ultimo gesto del bambino: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio, uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile, e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l'estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell'unico modo possibile: uniti da un'incrollabile amicizia.
domenica, settembre 29, 2024
Gocce d'inchiostro: Arabella - Georgette Heyer
Ne ho divorato un infinità di storie come queste, e quando riuscivano a distruggermi completamente, proprio come io desideravo, li osannavo. Confido che quell'autore scrivesse presto qualcos'altro, o io mi ci fiondo a leggere qualcosa di cui non ne conoscevo l'esistenza. E, facendo tutto ciò che mi è possibile per renderlo possibile, mi premuro di cantarne le lodi, descrivendo nelle mie recensioni l'autore come un personaggio ammirevole. Proprio in questa luce quest'oggi avrei voluto premurarmi a giudicare questa ennesima lettura classica come un romanzo memorabile. Un romanzo la cui autrice era per me sconosciuta e che non si può dire sia stata una "rivelazione". Ne penso che, se la Austen fosse stata in vita, avrebbe fatto i salti di gioia constatando come una delle sue opere di spicco sia stata predisposta a non poter lasciare un solco nel cuore di chi legge. Con semplicità e tedio le cui immagini propinateci sono state identiche a quella della Austen, pur di non cercare il pelo nell'uovo ho decretato e concluso il romanzo della Heyer con un sonoro "Ni". Perché, vi starete chiedendo? Perché quello che cercavo io era una vera e propria ode all’amore austeniano e qui di amore ne ho scovato molto poco.
Titolo: Arabella
Autore: Georgette Heyer
Casa editrice: Astoria
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 336
Trama: In viaggio verso Londra, alla ricerca del ricco marito che il povero Yorkshire non le può offrire, Arabella Tallant ha la sventura di ritrovarsi su una carrozza inservibile e la prontezza di volgere quell’inconveniente a suo vantaggio. Nel cercare rifugio per sé e per l’anziana governante che la accompagna, infatti, si ritrova nella dimora di Robert Beaumaris, uno degli uomini più facoltosi e seducenti di tutta Londra. Cenerentola ha dunque incontrato il suo Principe Azzurro? Non proprio: Arabella è troppo fiera, troppo incantevole e troppo impulsiva per starsene umilmente da parte; Robert è troppo aristocraticamente annoiato per mettersi alla ricerca della scarpetta; e il Bel Mondo londinese è troppo impiccione e ottuso per favorire il vero amore. Così, in un irresistibile gioco di equivoci, coincidenze, menzogne e colpi di scena, Arabella ingaggia un tempestoso duello con un avversario del tutto degno di lei, mentre intorno a loro si agitano un fratello assai incauto e un gentiluomo molto cauto, una (fata) madrina senza – purtroppo – poteri magici e un’anziana e temibilissima gentildonna. E se il finale è gioiosamente prevedibile, rimangono però intatti il piacere e la sorpresa di leggere questo delizioso romanzo della scrittrice più romantica e appassionante in assoluto.
mercoledì, agosto 28, 2024
Gocce d'inchiostro: Il giardino segreto - Frances H Burnett
venerdì, luglio 19, 2024
Gocce d'inchiostro: Nuove abitudini - R C Sherriff
L’illusione dura solo qualche attimo. Ci lasciamo trasportare, per qualche momento, da figure recise o meno dal tempo, dal tono gaio o smorzato di una storia, vecchia o nuova checchessia, e, nell’insieme delimitiamo quello che poi, alla fine, si rivela un viaggio. Di viaggi letterari questo salotto letterario ne ha ospitato moltissimi. Chi restando per più di qualche giorno, chi invece congedandosi senza nemmeno avvisare. Una nuova storia annuncia sempre qualcosa, e quello che ne deriva successivamente dipende da noi stessi. Ho letto questa seconda fatica letteraria dell’autore spinta dalla curiosità di scoprire se, il giudizio che avevo riposto a quest’uomo, prima che l’anno si concludesse, coincide con questa nuova storia, tanto nuova poi non era dato che emise il suo vagito quasi cento anni fa, ma non per questo da annullare o depennare.
Una volta letta, però, non ho potuto fare a meno di constatare come, seppur già dal principio avevo scorto qualcosa, questo forte desiderio di alienazione e liberazione coincise col mio, mi indusse a restare. A leggere, incuriosita a scoprire se il pensionato Tom Baldwin mi avrebbe conquistata, insoddisfatto di lasciare una vita pregna di impegni a qualcosa di noioso, gretto e arrogante.
Titolo: Nuove abitudini
Autore: R C Sherriff
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50€
N° di pagine: 337
Trama: Londra, anni Trenta. Quella che per la maggior parte dei pendolari della City è una giornata di lavoro come tante altre, di certo non lo è per il signor Tom Baldwin: dopo oltre quarant’anni di ligio servizio presso un’agenzia di assicurazioni, è giunta l’ora del suo pensionamento. Può sgomberare la sua postazione, pensare agli ultimi saluti, ringraziare il direttore e i colleghi; un momento dal sapore dolceamaro, che inevitabilmente porta con sé pensieri malinconici. Ma durante il viaggio sul treno che per l’ultima volta lo riporterà alla quiete dei sobborghi dove vive con la devota moglie Edith, si scatena in Tom un profondo cambio di prospettiva. Se poco prima, infatti, l’uomo aveva la certezza che il pensionamento avrebbe segnato l’inizio della sua fine, una volta arrivato a destinazione è totalmente rinfrancato. La sua mente è piena di nuovi entusiasmanti progetti: finalmente avrà il tempo di dedicarsi alla casa e al giardinaggio, ma potrà anche soddisfare il suo appetito intellettuale, mettersi a studiare, realizzare il sogno di diventare uno storico e, grazie a qualche portentosa scoperta, farsi un nome tra gli esperti del settore. Una nuova vita lo aspetta! Sin dal primo giorno, però, le cose non vanno proprio come aveva immaginato. Cambiare completamente vita non è semplice, e presto se ne accorge anche la signora Baldwin, la cui quotidianità, fatta di piccole abitudini, è destinata a essere sconvolta dalla fastidiosa e costante presenza del marito...
giovedì, maggio 16, 2024
Gocce d'inchiostro: Sonata d'inverno - Dorothy Edwards
Ho trascorso delle piacevoli ore in compagnia di un romanzo, l’unico scritto da questa autrice, e tornata da un luogo in cui amo vivere: il passato. Della mia vecchia vita è possibile scorgere episodi in cui il passato si lega al presente, e le storie che leggo infatti suggeriscono che invece di allontanarmi da questo passato di cui faccio cenno, ci sguazzo impunemente. Questo romanzo racconta di una generazione passata che coincide con frammenti biografici di una donna, che personalmente non conoscevo. Questa Sonata d’inverno, infatti, fu l’unico romanzo scritto in cui l’inverno del titolo è cristallizzato nell’immobilità, nell’inquietudine in cui si avverte un forte senso di attesa, ridestando forme di tragedia tipiche della produzione tolstojana e una specie di tragedia infinitesimale. Il tutto immerso in un’atmosfera quieta, profondamente intima e cupa in cui lo stato d’animo si accorda a quello musicale di ogni cosa. E, limitato e assoluto, piccolo capolavoro in cui l’amaro senso di disappartenenza e l’incapacità rovinosa di adattarsi nella vita è resa più acuta con l’incanto di scapestrati membri appartenenti al Bloomsbury group, non risvegliando forme assopite dal nulla quanto soggetto a immutamenti.
Titolo: Sonata d’inverno
Autore: Dorothy Edwards
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 176
Trama: In un piccolo villaggio della campagna inglese che sa di Jane Austen quanto di Čechov, mentre l’inverno imbianca il paesaggio si dipanano le vicende sentimentali e sociali di una piccola comunità: due sorelle corteggiate a intermittenza, un cugino che non sa cosa fare di sé, una ragazzina ribelle che cerca di evadere da un contesto familiare soffocante, e il forestiero Arnold Nettle, giovane e cagionevole musicista trasferitosi in campagna per fuggire l’inverno cittadino. Le lunghe serate trascorrono tra goffe conversazioni ed esibizioni musicali che sono le sole ad animare la calma che avvolge il paese. Tutti, in cuor loro, aspirano a qualche indefinito mutamento, sperano in un attimo epifanico che possa imprimere alla vita un corso più deciso, ma la voce dei protagonisti rimane in gola, così come il rumore dei passi si perde nel silenzio ovattato dell’inverno.
La solitudine della condizione umana è la grande protagonista di questa storia, tratteggiata con pochi tocchi delicati, simili a quelli che animano le corde del violoncello suonato nelle buie sere invernali.
martedì, aprile 16, 2024
Un atlante storico della cultura contadina 2
Gli stessi romanzi che in passato ho amato, diffuso come un virus, mi hanno permesso l’opportunità di vedere il mondo sotto nuovi occhi, nuove prospettive. Mi avevano parlato della vita umile di contadini, agricoltori, donne forti e coraggiose di cui nemmeno lo scorrere inesorabile del Tempo potrà contrastare, e in cui io ho potuto rifugiarsi in un piccolo e sperduto paesino tenuto su da un meccanismo meta letterario, che, alla fine, mi sconvolgeva quasi sempre.
Ognuna di queste storie, ogni romanzo che vi presenterò quest’oggi adotta una certa tradizione: quella che presto o tardi io vi faccia ritorno, quasi improvvisa vertigine che decreta il mio personalissimo sè. C’è chi lo fece attraverso i delicati petali di fiori che bisognava cogliere e chi invece mi intrappolava in un bellissimo giardino. Nell’insieme facilmente riconducibile ad una terra zeppa di magnificenza in cui la voce altisonante di donne e uomini umili, rozzi o perbene avrebbe sovrastato persino l’eco altisonante del mio cuore.
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Un giro di vite di personaggi potenti, impavidi, navigati, fini conoscitori, capaci di affrontare qualunque imprevisto. Una lettura bellissima, sorprendente, zeppo di rivelazioni toccanti, su cui predomina la forza e una certa malinconia. Popolato da anime inquiete che vagano lungo la riva dell'assurdo. Un'ora, un minuto del suo amore non valgono forse tutto il resto della vita, sia pure fra i tormenti del disonore? Andare da lei, solo da lei, guardarla, ascoltarla, senza pensare a nulla, dimenticare tutto il resto, anche solo per questa notte, per un'ora, per un istante.
Titolo: I fratelli Karamazov
Autore: Fedor Dostoeviskij
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 32 €
N° di pagine: 1080
Trama: << I fratelli Karamazov sono il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l’episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo di bellezza inestimabile … non è certo un caso che tre capolavori di tutti i tempi trattino lo stesso tema, il parricidio: alludiamo all’Edipo re di Sofocle, all’Amleto di Shakespeare e ai Fratelli Karamazov di Dostoevskij. In tutte e tre le opere è messo a nudo anche il motivo del misfatto: la rivalità sessuale per il possesso della donna … >>
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