Quando ci si imbatte in un romanzo
apparentemente romantico, sentimentale non è detto che il tono sia drammatico, drastico
ai limiti dell’insopportabile. Ci si approccia a quella lettura senza sapere cosa
aspettarsi, e quando le parole esprimono poi qualcosa di potente, qualcosa reso
però in maniera semplice e canzonatoria la metafora di ogni cosa, accendono la
vita. La mia e quella di chi scrive. Perlomeno questo è ciò che ho pensato,
quando ho deciso di rileggere questo piccolo gioiellino, che dietro un cielo
infuocato di un luogo impreciso ma molto molto simile al nostro è una
melanconica canzone spagnola che rende omaggio alla poesia e a Pablo Neruda. Trasmessa
con impatto, slancio su carta verso il mio cuore, annunciando il suo arrivo con
nien’altro che una bicicletta e una sfilza di lettere ancora da spedire.
Autore: Antonio Skàrmeta
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 103
Trama: Mario Jimènez, giovane pescatore cileno, perdutamente innamorato della bellissima e sensuale Beatriz Gonzàlez, un giorno decide di abbandonare il proprio lavoro e di diventare il postino di Isla Negra, un’isola dal fascino magico dove l’unica persona che riceve e invia corrispondenza è il grande poeta Pablo Neruda. Tra i due, lontani per cultura ed educazione, nasce a poco a poco un fortissimo legame d’amicizia umana e di complicità poetica, sullo sfondo di un Paese che si sta avvicinando a un tragico e drammatico destino.

