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sabato, gennaio 24, 2026

Slanci del cuore: I migliori fantasy del 2025

Ho accolto questo nuovo anno, consapevole di dover dare una risposta a quello precedente, porre un bilancio, uno schema di quelle letture che hanno lasciato un segno del loro passaggio. I primi squarci del 2026 hanno lasciato un segno sulla sabbia del tempo mediante la voce prorompente dei classici. Si sono susseguiti, poi, i romanzi di narrativa e, ora, quest’oggi, i fantasy. Genere letterario, tipologia di testo che non leggo più come una volta, ma che mi piace spesso accogliere la proposta, la possibilità di leggerli non sapendo assolutamente niente di loro, se non ferma ad essere stata invitata fra le loro pagine, come spesso accadeva sino a qualche anno fa.

Felice di assaporare il gusto della magia, di respirare il tanfo putrescente di fiaccole che divampano nel cuore della notte ai piedi di una piazza o di assistere, in prima persona, ai deliri o alle violenze di un folle sovrano.


Titolo: Vendetta d’inchiostro

Autore: Cornelia Funke

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 336

Trama: Nessuno può liberare coloro che sono disegnati. Il mio grigio li soffocherà. Dapprima cancellerà i ricordi e infine tutto ciò che sono.

martedì, gennaio 21, 2025

Slanci del cuore: I migliori fantasy del 2024

Trovo magnifico, nel mentre ci si imbatte in un testo, le emozioni che tale testo sortiscono. Risme di carta per molti, per me rappresentano mondi di inesplorabile magia a cui la mia esistenza è strettamente legata ad un filo. Senza i libri, la letteratura sarei un contenitore privo di anima. Vuoto, inconsistente, senza contenuto o sostanza. E l’ho constatato questo, durante gli anni, specialmente in alcuni momenti in cui mi viene chiesto: << Ma come fai a leggere così tanto? Una settimana senza leggere… ci riusciresti? >> Beh,... no! Affatto! E quando si parla di dipendenze, schiavitù questa è una di quelle. Non l’ho mai vista sotto questo aspetto, ma è così. Nei trentadue anni vissuti col naso chino su un libro - non trentadue per intero, sia chiaro -,  ho visto cose che, se le raccontassi, non mi avrebbero creduto. Ho conosciuto persone a cui ogni tanto busso alla loro porta di casa chiedendo vitto e alloggio. Sarei presa per matta se rivelassi tutto ciò, ma ho visto questo e ne sono orgogliosa. Sono entusiasta, contenta. La mia vita ha un senso, acquisisce una sfumatura di colori più accesi. I loro raggi caldi ogni tanto non hanno raggiunto il mio cuore, ma nella maggior parte dei casi mi hanno scottata. E proprio di queste scottature ancora mi sto prendendo cura. Recentemente avvenuta con l’ennesimo classico. Quest’oggi però non parlerò di classici, quanto di narrativa, di fantasy. Quanti bellissimi mondi ho vissuto e il cui ricordo è ancora nitido in me?!? Ebbene, questo uno squarcio di ciò che mi hanno lasciato alcuni.

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Scorgendo il bagliore lucente di una storia zuccherosa, sotto certi aspetti ridicola e banale, innumerevoli fattori che hanno una parvenza brusca ma mancano di spessore, non avrei dovuto dare peso al fatto che il suo contorno fosse contagioso, così forte e indelebile da indurmi a non poter essere razionale, quanto contenta di vivere sulla pelle qualcosa che ho avuto e che desidero ottenere nuovamente, quindi accolto con fervore, entusiasmo, così ammaliata da voler leggere subito il seguito.


Titolo: Divini rivali

Autore: Rebecca Ross
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 408

Trama: Mentre una sanguinosa guerra tra divinità infuria nel paese, la diciottenne Iris Winnow cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Il fratello è partito per la guerra e non dà notizie di sé, la madre annega i dispiaceri nell’alcol, il lavoro da giornalista non le dà soddisfazioni. Sogna un futuro in cui la sua scrittura farà la differenza grazie alla promozione a editorialista, ma per ottenerla deve competere con l’affascinante e scontroso Roman Kitt. L’unica valvola di sfogo, per Iris, è la sua macchina da scrivere, dono dell’amata nonna, con cui spera di mettersi in contatto con il fratello scomparso, ma le lettere che infila sotto al guardaroba finiscono proprio nelle mani di Roman, che decide di risponderle anonimamente avviando così un rapporto epistolare. Questo legame speciale e inaspettato farà nascere tra i due complicità e attrazione, trascinandoli nel vivo di un conflitto che deciderà le sorti non solo del loro paese ma anche del loro amore.

lunedì, agosto 26, 2024

Slanci del cuore: i miei romanzi preferiti 3°

Non scrivo che posso volare, ma con i libri, la letteratura, è possibile fare tante cose. E, fra le tante, valicare confini celesti. Sono sempre stata in balia di autori i cui venti della vita mi hanno indirizzato in svariati luoghi, in posti che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato un segno del loro passaggio e che, alla fine, rivelano quasi sempre qualcosa su di me. In passato però ho potuto riflettere su tutto questo, e se i libri danno così tanto sostentamento alla mia vita non posso fare a meno che ringraziarli. In questa seconda parte di quei libri miei preferiti non mi piace però pormi in una situazione che so potrebbe mettermi a disagio: il mio amore per la letteratura è oramai parecchio noto. Però mi piace parlare di libri, coinvolgere più persone e sopratutto condividere questo mio amore con chi riesce a capirlo, a comprendere. Perchè per un lettore, cosa c’è di più bello se non vivere di storie? Queste sono le mie di storie indimenticabili, straordinarie, storie in cui mi sono sentita ferita, guarita, amata e curata e che, in momenti particolari della mia vita, sono esplosi come fiumi in piena. Trattati come fosse oro, portate in giro con cautela come ciotole d’oro bollente che custodisco gelosamente.

La fantascienza incontra la più bella manifestazione popolare, sin da sempre amata da tutti: la favola. Trascinante, romantico, fiabesco, a tratti intenso e drammatico, Gilded è una favola moderna talmente bello, un po' più maturo della saga delle Cronache lunari, in cui mi sono immersa al punto tale da non saper distinguere la realtà dalla finzione. Semplice ed emozionante, il romanzo funge come una sorta di omaggio alle favole di Perrault ed, efficace e fantasioso, traccia una linea invisibile tra presente e passato. Ritagliando un posto speciale persino nei cuori di coloro che credono che leggere questo genere di storie non sia altro che una perdita di tempo.

Titolo: Gilded

Autore: Marissa Meyer

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 24 €

N° di pagine: 552

Trama: C'era una volta la figlia di un mugnaio… Colpita dalla maledizione di Wyrdith, dio delle storie e della menzogna, Serilda ha sviluppato un incredibile talento per il racconto: quelle con cui incanta i bambini del villaggio sono vicende intriganti, bizzarre, e soprattutto non contengono un briciolo di verità. O almeno così credono tutti. Ma una delle sue storie attira l'attenzione del mostruoso Erlking con i suoi cacciatori non-morti. E così Serilda si ritrova prigioniera in un luogo sinistro, dove si aggirano ghoul, fantasmi e ripugnanti corvi senza occhi. Chiusa nelle segrete del castello, la ragazza è costretta a dimostrare di saper trasformare la paglia in oro – come ha affermato – o sarà uccisa per aver mentito. Disperata, Serilda ha una sola possibilità: accettare l'aiuto di un ragazzo che le è misteriosamente comparso davanti. E che vuole qualcosa in cambio. Presto Serilda si accorge che le vetuste mura del castello celano molti segreti, compreso un antico maleficio. Dovrà trovare il modo di spezzarlo se vuole riuscire a fermare il dispotico potere del re e la sua feroce Caccia una volta per tutte.

mercoledì, agosto 14, 2024

Slanci del cuore: i miei romanzi preferiti 2°

Non mi capita di scrivere così repentinamente un testo. Che si tratti di una recensione o di un post, una dichiarazione d’amore ai libri e alla letteratura, l’ennesimo, non mi scopro mai a riporre quasi di getto queste poche righe. Una mano mi indirizza verso cieli di storie amate ed esplorate in passato, l’altra verso strade o fronti sconosciuti. Sentieri ancora da scrutare, osservare e che, una volta visitati, recano un’infinità di messaggi straordinari. Da quant’è ho abbracciato la scrittura, come parte fondamentale del mio spirito, leggere non equivale solo ad un passatempo quanto ad un impegno. Quale? Quello di capire, comprendere i motivi che spinsero l’autore o l’autrice a scrivere quella determinata opera, quali sentimenti si dibatterono sul suo cuore e quali furono le conseguenze. In sostanza, la sua genesi, e da qui assimilare. Cosa ho assimilato in tutti questi anni? Sicuramente un andamento in cui la vita, l’atto di leggere divenisse più divertente. Il ritmo incalzante delle mie scorribande letterarie conduce verso frontiere inesplorate ma belle, ma in cui il tempo per poterle assimilare mi ha concesso tante cose. Tutti i romanzi alla fine, in un modo o nell’altro, che si tratti di belle letture o brutte letture, lasciano un segno. In questa prima parte, vi parlo di romanzi che ho amato solo qualche tempo fa, e che quando cinque anni fa pubblicavo un post simile non ne sapevo nemmeno l’esistenza. Con la loro accozzaglia di parole, suoni messe di traverso che, nella cittadella della mia coscienza, hanno un peso, una certa importanza.

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Nelle stanze buie e polverose dell’anima della sua autrice, offrendoci come spettacolo qualcosa di malinconico, che resta ai bordi, a cui fanno da cornice personaggi che entrano nella lotteria della vita, e che cadono in questa torbida malinconia come gelatina. Inconsapevoli del loro vagabondare e le cui uniche avventure si svolgono fra bianche e candide lenzuola. O, per essere più precisa, fra le fronde verdeggianti di un luogo misterioso e cupo.

Titolo: La foresta della notte
Autore: Djuna Barnes

Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 12 €

N° di pagine: 176

Trama: Al centro della Foresta della Notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava «una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana». E presto il romanzo sarebbe diventato una leggenda. La foresta della notte è del 1936.

domenica, gennaio 21, 2024

Gocce d'inchiostro: Diario 3 - Anaïs Nin

L’accoglienza entusiasta dei miei viaggi spericolati, che spesso riverso in pagine e pagine di sogni e speranze, non sfumarono nemmeno quando di Anais Nin e dei suoi splendidi diari serbavo un ricordo evanescente. Non mi importa se nel tempo esso tenderà a svanire, quanto amando rileggere i romanzi, soprattutto quelli preferiti, non nutro alcun timore se anche questa terza raccolta, dopo una decina di letture, evaporerà come fiati di vapore nell’atmosfera. Perchè alla fine, come ogni cosa nella vita, sono l’emozioni quelle che ne ricavo. Ciò che si anima nella mia gabbia toracica, parole che pretendono di implodere, espressioni, desideri dell’anima che sfrutto come risorse fondamentali per il mio fabbisogno personale. Questo prologo non vuol manifestare nulla di così straordinario da restare nella mente dei saggi o dei filosofi: semplici opinioni personali che tuttavia hanno una certa importanza. Questa terza raccolta di diari di un'autrice che ho conosciuto oramai otto lunghi anni fa e poi amata intensamente, segnala nuovamente la sua venuta nel mio cerchio personale che, inutile scriverlo, mi ha travolta come la forza di un uragano. Mi ha destabilizzato così tanto, disintegrando la mia anima in minuscoli pezzettini, timbrando in un carosello di immagini, forme di vita, suoni, voci e parole che, in preda di elementi distorti, deliqui letterario, alimentano il mio desiderio di mettermi alla prova. Completare la lettura dei diari successivi, dove vagabonderò fra le sue pagine, al più presto.


Titolo: Diario 3
Autore: Anais Nin
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 452

Trama: Per Anaïs Nin saranno anni difficili, questi primi anni Quaranta a New York, anni di frustrazione e di isolamento, ma anche di maggior consapevolezza di sé e quando il terzo volume del diario si chiude, sull'anno 1944, la Nin è ormai una scrittrice nota e ammirata negli Stati Uniti. In Europa e nel mondo infuria la guerra e nel diario ne arrivano continui gli echi, a suscitare reazioni smarrite e impotenti. Contro la distruzione e l'orrore della guerra, come contro orrori più vicini e domestici - la situazione dei neri, le malattie o il bisogno di denaro da parte dei suoi protetti - Anaïs Nin tenta di costruire un suo mondo "vivibile", fatto di amicizia e di amore, di cure sollecite per le persone che le sono più care.

venerdì, ottobre 27, 2023

Gocce d'inchiostro: L'immortale - Catherynne M. Valente

Questi sono giorni in cui il mio corpo avanza a fatica, ma non la mia coscienza. E, come sempre, in realtà ciò non trapela da niente. Da alcuna emozione o sentimenti, né da sguardi inquieti o preoccupati. Mi piace abbracciare la vita con gioia e serenità, anche quando non dovrebbe essere così.La protagonista di questa storia, l’eroina coraggiosa e ambiziosa che scandaglia le vicende di questo bellissimo romanzo, in realtà, rispecchia questi canoni, poiché il suo è un destino già segnato ma mai letto o sentito. E’ una voce forte e altisonante e fuori dal coro, le cui gesta ricalcano il passato, in attesa che il mondo possa riservarci qualcosa di efficace e migliore. L’aria così densa, sognante, quasi appiccicosa e che rende ogni cosa una straordinaria illusione, mi indusse a fare i conti con un altro tipo di storia, un altro tipo di donna, e non si trattava precisamente di qualcosa di inusuale. Una meravigliosa suggestione che ricalca i classici russi, le tradizioni popolari alimentata da una coscienza di testi che alimentano quella fame terribile di vedere ogni cosa. Essere forti, giusti, e le ricchezze riscontrate provenienti più dal nostro cuore anziché dal nostro cervello.

Titolo: L’immortale
Autore: Catherynne M Valente
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 348
Trama: È appena scesa la sera, a San Pietroburgo, quando un uomo affascinante bussa alla porta di Marja Morevna per chiederla in sposa. È Koščej l’Immortale, zar della Vita. Marja accetta di seguirlo attraverso le steppe della Russia. Nel paese incantato di Koščej, non troverà solo sfarzo, bellezza incontaminata e magia: dovrà superare tre ardue prove per dimostrare alla diffidente Baba Jaga di essere davvero la predestinata ad amare l’Immortale, e poi affrontare una violenta guerra contro il nemico eterno di Koščej, lo zar della Morte. Quando infine, ferita dall’amore e in cerca di tregua, Marja tornerà nella sua amata città, verrà travolta dall’atmosfera cupa dei terribili anni della seconda guerra mondiale. Da una San Pietroburgo stretta nella morsa dell’assedio fino alle gelide steppe dove si celano paesi fatati, la ragazza vivrà una storia d’amore senza eguali, in una terra di confine dove le leggende si confondono con la realtà e la magia antica si scontra con un famelico desiderio di conquista. Quest’incredibile avventura costringerà Marja a scendere a patti con il tormentato destino che la lega indissolubilmente a Koščej l’Immortale, sperimentando il potere del vero amore, il dolore delle perdite fatali, l’ebbrezza momentanea della felicità.

lunedì, febbraio 27, 2023

Romanzi su misura: Febbraio

Provvedo sempre a prendere nota di ciò che leggo. Voglio dire, perché non farlo?!? Lettrice onnivora e appassionata, lo sono sempre stata, e di periodi in cui la lettura non sia stata la mia più fidata compagna le si contano sulla punta di una mano. Dunque, anche questo secondo mese dell’anno, è stato parecchio ottimale. Soddisfacente, entusiasta che, eccetto una piccola eccezione, i cui protagonisti hanno parlato al mio cuore. Hanno condizionato giornate apparentemente simili a se stesse, ma ricche di contenuto, gioendo di ogni attimo di felicità in loro compagnia, consumando qualunque bisogno affinchè mi indussero a raggiungere la felicità. Si, perché, a modo mio, e forse ancora per molti in maniera incomprensibile, leggere mi rende felice. Allieta lo spirito, rinvigorisce il mio corpo minuto, sempre in lotta fra il voler fare e il poterlo fare, contenta poi di vedere, alla fine, i miei obiettivi raggiunti. Ambizioni che non si sono volatizzate in una manciata di ore, quanto solidificate, hanno emesso un loro battito in questo strambo e folle Cosmo.



Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Una storia non proprio originalissima che puzza di magia oscura, esoterismo, dove fanno da sfondo i meravigliosi paesaggi della città di New York. Un quadro affinato in cui si parla di personaggi disumani e crudeli che, macchiati da gesti o azioni sconsiderate, si troveranno coinvolti in qualcosa di orripilante e oscuro. Intrappolati in una rupe di acque nere e profonde dove non si riesce a  vedere sul fondo.
Valutazione d’inchiostro: 4

martedì, gennaio 10, 2023

Le TBR: richiami dell'anima 21°

Sapete perché mi trovo nuovamente qui? Per parlarvi di libri.. si, ancora. Ma chi ne ha abbastanza delle parole, di frasi predisposte su una corrente di un fiume che trovano una collocazione precisa, dentro di te? Non io di certo, che vivo di parole. Vivo di letteratura, scrittura.
Cos’è che mi attira così tanto di questo mondo? La bellezza, la magia e il suono di melodie che scaturiscono da certe letture. Per il ritmo cantilenante, soave, gaio, che raccontano tuttavia tanto ma poco, che poi è la maniera migliore per esprimersi, ed io che sono sempre stata una persona riservata prediligo parlare su carta anziché verbalmente. Un meccanismo intricatissimo, me ne rendo conto, ma allo stesso tempo delle volte mi sembra di vivere in una fiaba.
Perché scrivo questo? Perché l’avvento del nuovo anno mi trova più carica di prima. Smaniosa e desiderosa di mettermi alla prova, e dare voce a chi non ha ancora voce. La cui essenza è racchiusa in questo splendido e ammaliante mondo, ma la sua forza non risiede nient’altro che nella tangibilità dei sogni che, intangibili, è inavvertibile. E quale mezzo se non l’illusione del visto e non visto, come barzelletta di camuffare la realtà con l’illusione?

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Primo romanzo, anzi, prima saga che mi piacerebbe rileggere – ebbene si. Dopo tutto questo tempo – i romanzi che hanno segnato la mia adolescenza. Li leggerò con nuovi occhi, certamente. Ma quando i desideri ti travolgono è giusto coglierli, al momento giusto.

Titolo: Twilight
Autore: Stephenie Meyer
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 412
Trama: Bella si è appena trasferita a Forks, la città più piovosa d'America. È il primo giorno nella nuova scuola e, quando incontra Edward Cullen, la sua vita prende una piega inaspettata e pericolosa. Con la pelle diafana, i capelli di bronzo, i denti luccicanti, gli occhi, color oro, Edward è algido e impenetrabile, talmente bello da sembrare irreale. Tra i due nasce un'amicizia dapprima sospettosa, poi più intima, che presto si trasforma in un'attrazione travolgente. Finora Edward è riuscito a tener nascosto il suo segreto, ma Bella è intenzionata a svelarlo. Quello che ancora non sa è che più gli si avvicina e maggiori sono i rischi per lei e per chi le sta accanto. Mentre nella vicina riserva indiana riprendono a circolare inquietanti leggende, un dubbio si fa strada nella mente di Bella. Il sogno romantico che sta vivendo potrebbe essere in realtà l'incubo che popola le sue notti. Volume d'esordio della saga di Bella ed Edward, "Twilight" è una storia che trascina il lettore nel vortice sensuale e avventuroso di un amore proibito.

venerdì, dicembre 09, 2022

Slanci del cuore: romanzi letti in passato a cui concederò una seconda possibilità

Ci penso sempre, quando un romanzo non mi soddisfa completamente. Ci penso a tal punto, che durante il processo di lettura – nonostante gli innumerevoli tentativi ed opportunità di abbandonarne la lettura -, insisto. Confido sempre che qualcosa possa cambiare. Ed insisto, vado avanti. La situazione però si rivela poi esattamente come l’avevo immaginata. Cosa ricavo io da tutto ciò? Semplice. Vantaggio, perché intanto la curiosità nei riguardi di quel romanzo è stata soddisfatta.


Negli anni, nel tempo, ho sempre concesso delle seconde possibilità. Immemore della bruttezza che nasconde quel romanzo o desiderosa di scoprirne i motivi per cui tanti anni fa non riuscì a parlare alla mia anima semplice. Ma il bello in tutto questo è che non ho nulla da perdere: voglio dire, se un romanzo non mi piace posso sempre regalarlo. Donarlo a qualcuno che lo apprezzi maggiormente. Da questa riflessione, tuttavia, è nato questo post, che coincise col desiderio ardente di rivivere sulla pelle storie che qualche anno fa non mi soddisfecero completamente o relegai in una zona anonima della memoria. E quale miglior modo, se non quelli di rileggerli. Quando? Non so dirlo! Magari fra una sfida di lettura e un’altra, un classico e un romanzo di narrativa… Chi può dirlo? Certamente impressi nella sabbia del tempo e nel mio bagaglio culturale.


Primo di questa carrellata, romanzo che ha un carattere decisamente suo. Costellato da incisivi e sempre più intensi flashback, è una storia che solleva un polverone di domande… senza ancora alcuna risposta.

Titolo: Chi è Mara Dyer
Autore: Michelle Hodkin
Casa editrice: Mondadori (collana Chrysalide )
N° di pagine: 430
Prezzo: 16 €
Trama: Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire. Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos'è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l'unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L'incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?

venerdì, novembre 25, 2022

Gocce d'inchiostro: Diego e Frida. Un amore assoluto e impossibile sullo sfondo del Messico rivoluzionario - Jean Marie G. Le Clèzio

Frida Kahlo e Diego Rivera. Più che altro la bellezza di questi due artisti non tanto quanto la magnificenza di opere per me ancora incomprensibili, quanto il trasporto dal tempo a i sensi, il piacere di un’insaziabile forma di autorealizzazione in cui è impossibile non nutrire tenerezza, strazio, estasi, sebbene qui proiettati in meno di duecento pagine, con una gita in un luogo straordinario che continua a mantenere intatto il suo fascino. La promessa mantenuta con una mia amica di leggere di loro per qualche tempo non mi parve più bella e straordinaria come questa, evitando ogni tentazione possibile, attaccandomi alla loro anima come una scialuppa di salvataggio dinanzi a un mare in tempesta. Attaccandosi perfettamente alla mia anima, leggendo solo di loro e lasciandomi inebriare dal profumo dolce e antico di poter studiare e comprendere opere che sono frutto di atti di comprensione dell’anima, specchi in cui si riflette la modernità, la storia, la religione così come la libertà degli uomini.


Titolo: Diego e Frida. Un amore assoluto e impossibile sullo sfondo del Messico rivoluzionario
Autore: Jean Marie G. Le Clèzio
Casa editrice: Il Saggiatore
Prezzo: 12, 50 €
N° di pagine: 192
Trama: Quando nel 1929 la giovane pittrice messicana Frida Kahlo annuncia le sue nozze con Diego Rivera, nessuno accetta il matrimonio tra questa ragazza vivace ma di salute precaria e il genio dei muralisti messicani che ha il doppio dei suoi anni, il triplo del suo peso e una reputazione di orco e seduttore. Il loro passato travagliato, il loro incontro, la fede nella rivoluzione, il viaggio in America e il fascino inaspettato del capitalista Henry Ford, i rapporti con Breton e Trotskij sono raccontati in queste pagine, in cui lo stile del grande romanziere francese fa rivivere due icone del Novecento. Quella di Diego e Frida è una storia d'amore fuori dall'ordinario, attraversata da tradimenti e fughe, vivida e intensa come i colori della loro pittura.

giovedì, novembre 03, 2022

Romanzi su misura: Ottobre

Le letture di cui spesso vi parlo vengono poi recluse in un post, nel wraup up del mese, ma lasciano sempre una traccia del loro passaggio. Quale? Innanzitutto, un guazzabuglio di ricordi, sensazioni che sconvolgono o proiettano in uno spazio grigio. Dopo averli letti li osservo intrappolati lì, sulla mensola strapiena della mia libreria, ed ecco trovarmi nuovamente di fronte a situazioni vissute nemmeno qualche settimana fa. Le storie che leggo sono sempre più o meno le stesse: generalmente il mio è uno stile letterario che non cambierà tanto facilmente in quanto non mi piace incappare in qualche delusione. E dunque, se soddisfacenti, ecco venire su qualcosa che ha la stessa parvenza di una piccola luce il cui bagliore si è intensificato man mano che mi inoltravo in luoghi che non avevo ancora esplorato. Per me il divertimento puro. La bellezza di certi paesaggi, uno stile ricercato e appassionante, una me quasi sempre uguale ma più matura e consapevole. Fatico a credere che non si è fortunati ad scovare certi piccoli tesori: il segreto è saper cercare a fondo.

Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Non il tipo di cui molti credo abbiano la pazienza di perdere del tempo prezioso in sua compagnia, ma ricco di spunti di riflessione che mi coinvolsero maggiormente. A dispetto di Emma, ottenere il suo favore non è stato difficile, e anche se giunse nell'immediato quest'opera è un'altro raffinato quadro di fine ottocento. Potente nell'intimità instaurata, solitaria ma ambiziosa che tuttavia dice molto più di quel che tace. Sciorinata dinanzi agli occhi del mondo, rispecchiando l'idea di anti protagonista immune ai continui sbalzi temporali.
Valutazione d’inchiostro: 4


martedì, settembre 06, 2022

Gocce d'inchiostro: Nuotare sott'acqua e trattenere il fiato - Francis Scott Fitzgerald e I tre sconosciuti e altri racconti - Thomas Hardy

Talvolta la nostra anima cela qualcosa di forte e inesprimibile, quasi come una malattia cui non c’è rimedio. Siamo consapevoli di averla, rammentiamo quei momenti in cui eravamo asintomatici e forse con questa malattia già in circolo, ma non diamo tanto peso alla cosa. Finchè un giorno essa diventa un pensiero fisso. Un’ossessione. Amo la letteratura, i libri, perché in un momento imprecisato della mia vita mi costrinsero ad andare alla ricerca del mio Io, della mia identità, fin quando qualcosa dentro di me non si << mosse >>. È difficile spiegarlo a parole, ma un vero lettore sa a cosa mi riferisco. Perché leggere è solo uno dei tanti espedienti. Così come la lettura, anche la scrittura funge da miglior surrogato per la mia anima. Si pone l’idea che quelle pagine ancora di fresco e profumato siano state generate per trasmettere qualcosa, qualcosa che forse comprenderò solo io, cronache di assurde scorribande nel cuore di autori che non conoscerò mai di presenza ma per me è come se fossero amici più cari. Questa lunga e forse inutile riflessione solo per dire, che il saggio di cui vi parlerò quest’oggi è solo un risvolto di chi l’ha scritto. È solo una mera illusione di quello che potrebbe essere un testo critico poiché si orchestrano personalmente certi fattori che l’autore riporta. Ricordi, segreti, pensieri di ciò che la scrittura divenne per l’autore de Il grande Gatsby, in un momento imprecisato della sua vita. La folgorazione a forme di coraggio a voler esprimere qualcosa di più grande di lui in cui, nel momento in cui la follia prese il sopravvento, il suo animo colse i misteri dell’arte della scrittura.

Titolo: Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Casa editrice: Minimut Fax
Prezzo: 8 €
N° di pagine: 114
Trama: Questo volume raccoglie le riflessioni e i giudizi espressi dal grande scrittore americano, lungo tutta la sua vita, sul tema dello scrivere: cos'è lo scrittore e che cosa fa, cosa vuol dire scrivere, come si gestiscono i personaggi di un romanzo, qual è il rapporto tra lo scrittore e il mondo dell'editoria e della critica. L'autore simbolo dei Roaring Twenties fornisce suggerimenti assai vari, assecondando la sua naturale tendenza a insegnare, a comunicare la propria esperienza. In tempi in cui tutto sembra procedere verso lo smascheramento dell'apparenza, Fitzgerald va nella direzione opposta, lontano dalle certezze che ostacolano il cammino verso l'illusione della bellezza. "Scrivere bene", dice, "è sempre nuotare sott'acqua e trattenere il fiato".

sabato, agosto 27, 2022

Solo un'illusione: romanzi celebri del Booktok che non leggerò mai....o forse?!?

Da quan’tè il web funge da ponte di comunicazione per quelle anime solitarie che amano rifugiarsi fra le pagine di un romanzo, ho visto sul Bbooktok una miriade di romanzi che, mediante passaparola, sono diventati celeberrimi. Letti e straletti, amati e discussi di cui io, spontaneamente, sto alla larga, prima che la situazione peggiori ulteriormente e qualche commento entusiasta mi induca ad abbracciarne alcuni di essi nel mio cantuccio personale. Punti a favore o a sfavore? Se a mente lucida rifletto, dei romanzi di cui vi mostrerò non nutro alcun interesse. 

Certo, in cuor mio so che la vita è imprevedibile e che da un momento all’altro possa regalarmi qualche sorpresa. Potrebbero tornare così come se ne andranno. Potrei io stessa nutrire interesse, dopo tanto tempo. È un circolo vizioso che non ha e non avrà mai fine, e anche se resterà lì, ai bordi della mia anima, per il momento non credo possa accadere che io legga questi romanzi. Se voi li avete letti, e vi va di farmi sapere come la pensate, non esitate a commentare XD

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Titolo: Facciamo finta che mi ami
Autore: Elena Armas
Casa editrice: Newton & Compton
Prezzo: 9, 90€
N° di pagine: 480
Trama: La regola non era che mentire è concesso solo se può aiutare a tirarti fuori dai guai? Per molti sì, ma non per l'imbranatissima Catalina Martín. Lei è riuscita a infilarsi in un pasticcio di proporzioni incalcolabili, e invece di uscirne sembra sprofondare sempre più giù. Per darsi la zappa sui piedi le è bastato sapere che il suo ex fidanzato, Daniel, il bastardo per cui è scappata a New York dalla minuscola città spagnola dove è cresciuta, farà da testimone di nozze all'imminente matrimonio di sua sorella... accompagnato dalla stupenda nuova fidanzata. Al telefono Catalina è riuscita soltanto a dire che anche lei si presenterà con il suo bellissimo e innamoratissimo fidanzato americano. Peccato che lui... non esista! E adesso dove lo rimedia uno con cui fare colpo su parenti e amici e non vedersi umiliata davanti a tutta la sua famiglia? Le bugie sono come le ciliegie, una tira l'altra: così Catalina ha chiesto ad Aaron Blackford di fingersi il suo fidanzato in cambio di un viaggio in Spagna di tre giorni. Ma Aaron Blackford non è il collega-avversario che in ufficio la mette sempre in difficoltà e che lei detesta amabilmente? Proprio lui!
COME COMINCIA
«Ci vengo io al matrimonio con te».
Mai, neanche nei miei sogni – e, credetemi, ho una fervida immaginazione – avrei pensato di sentire quelle parole pronunciate dal proprietario di quella voce calda e morbida.
Guardai con attenzione la mia tazza di caffè, in cerca di eventuali residui di sostanze allucinogene che potessero spiegare l'accaduto. Ma niente.
Non c'era nulla. Solo quel che rimaneva del mio americano.
«Se ne hai un bisogno così disperato, ti faccio io da accompagnatore», ribadì la stessa voce profonda.
Alzai la testa, gli occhi sgranati. Ero sul punto di parlare, ma alla fine tenni la bocca chiusa.
«Rosie...», mormorai, bloccandomi subito però. «È davvero lui? Lo senti anche tu o qualcuno mi ha drogato il caffè?».
Rosie, la mia migliore amica e collega alla InTech, l'azienda di consulenza a New York dove ci eravamo conosciute e lavoravamo, annuì lentamente facendo oscillare i riccioli scuri, mentre sul viso dai lineamenti dolci si disegnava lo stupore. Abbassò la voce: «Sì, è lui ed è proprio qui». Sbirciò alle mie spalle. «Ciao, buongiorno!», lo salutò in tono allegro, per poi tornare a guardarmi in viso. «Giusto dietro di te».

venerdì, maggio 27, 2022

Gocce d'inchiostro: Belladonna - Dasa Drndic

Le vicende tratte in queste pagine furono più complicate del previsto. Accettai il proposito di leggere questo romanzo semplicemente perché, in un pomeriggio di inizio maggio, in uno dei miei tanti e spericolati giri in libreria, lo vidi nel bel mezzo di una carrellata di nuove uscite. La copertina, la trama, la bellissima libreria posta come cover fu un richiamo fragoroso che non cessò di esserci se non quando me ne accaparrai una copia digitale. Al momento, ho promesso a me stessa che non acquisterò libri cartacei. Però una piccola opportunità mi permise a leggerlo in ebook, e una volta mio non ci pensai due volte a leggerlo. Senza dubbio il mio percorso fra le sue pagine non è stato eguagliabile ad altri romanzi, forse all’esperienza che vissi con Vasilij Grossmann nel suo bellissimo Vita e destino. Perché la sua è stata una lettura che si è imposta con la mutezza di un silenzio gigantesco, in mezzo al nulla, riempiendo i miei polmoni dall’invisibile ragnatela di una guerra che avrebbe prostrato in due il popolo. In tutto questo, qualcosa di estremamente sigillato, pietrificato, immobile come un disegno, avrebbe giaciuto sotto una lava di silenzio, intessuto di passi impercettibili che sibilano morbidi e si riversano in istituti ovattati dal silenzio.
Una degradazione dell’anima che regna come un’armonia beata, un’unità solidale ai margini della vita, una mancanza di respiri il cui ritmo è così frenetico ma breve in cui il passato bussa perennemente alla nostra porta con una certa prepotenza, così spettacolare, infausto, misterioso, famigliare, sognato, indolore, in un tempo a rallentatore che scorre oltre la realtà e di notte si muove dietro il riflesso di qualche specchio.

Titolo: Belladonna
Autore: Dasa Drndic
Casa editrice: La nave di Teseo
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 416
Trama: Quando l’università decide di fare a meno di Andreas Ban, uno psicologo che non esercita più e uno scrittore che non scrive più, l’ex professore si ritrova con una misera pensione nel suo appartamento in un piccolo paese della Croazia. Circondato da libri, fotografie, risultati di esami medici, lettere senza risposta e scatole di ricordi, cerca di salvare dall’oblio le storie di famiglia, dei suoi amici perduti, degli ex pazienti. Storie irrimediabilmente intrecciate con l’ombra dell’occupazione nazista nella seconda guerra mondiale, con l’implosione della Jugoslavia e con la vita luminosa delle città d’Europa – Amsterdam, Trieste, Venezia – così vicine e al tempo stesso così lontane dai Balcani.
Andreas Ban sfida la malattia che indebolisce il suo corpo per scavare nei suoi tanti passati: ironico, ribelle, romantico, alla deriva in una società che opprime il pensiero critico e dimentica i propri errori. E mentre tutti, intorno a lui, sembrano ricordargli che il tempo scorre sempre più in fretta, Andreas si ritrova improvvisamente con nuovi e insperati motivi per ricominciare a vivere.

martedì, aprile 19, 2022

Nel cuore delle parole: tentazioni letterarie

 La Pasqua, con la sua splendida stagione primaverile, giornate soleggiate immerse nella natura e pomeriggi quieti e caldi che rifocillano lo spirito, si snoda in questo salotto letterario con nient’altro che qualche consiglio letterario. Di romanzi che parlano di cioccolato, hanno come fondamento l’amore per bevande fuse e liquide, disgraziatamente ne ho letto pochissimi. Così pochi da non ricordarli nemmeno. Sogni d’inchiostro non era nemmeno in vita, e dubbiosa se realizzare questo post o meno, per smorzare la routine, fra una lettura e un’altra, ho così lasciato che fosse il Fato ad imporsi con costanza e irreprensibilità. Di romanzi zuccherosi, caldi, avvolgenti come il cioccolato ne ho letto? Assolutamente si, e poiché il loro sapore brucia ancora ai bordi della mia bocca, l’aria ancora densa di sensualità, romanticismo, sentimentalismo, e ovunque un forte sentore di vissuto e di epoche passate. Prigioniera di peccati che non mi sono appartenuti completamente, ma che compongono un quadro prettamente realistico che in un certo senso lasciano un segno del loro passaggio.


Ritratto di anime inquiete dai cuori algidi e scostanti il cui amore sfocerà in qualcosa di atroce, in un vaneggiamento dei sensi nel quale la pietà, la compassione saranno quegli unici moti perpetui che una lettrice romantica come me ha dovuto sorbirsi. Così felice, così << orgogliosa >> di aver compiuto nuovamente questo passo, nonostante il mio – mi rendo conto – possa apparire come un’intento a dir poco folle, insensato, attraverso il quale ho potuto scandagliare non solo l’anima di Heatchcliff e Catherine ma anche la mia.


Titolo: Cime tempestose
Autore: Emily Brontë
Editore: Feltrinelli
N° di pagine: 428
Prezzo: € 9, 50
Trama: “Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. È così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall'altro l'attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.”  

martedì, aprile 05, 2022

Le TBR: richiami dell'anima 12°

Questo mese scegliere le letture che mi affiancheranno in questo nuovo mese non è stato poi così difficile. Ormai ho deciso che, sino al mio compleanno, non comprerò libri ma sarò impegnata a smaltire la pila di romanzi che attendono oramai da tanto tempo, di cui io stessa penso che sembra una mancanza di rispetto averli ignorati così impunemente. Sposare dunque questo mio obiettivo con quelli indetti dall’ennesima sfida indetta su Facebook, accumulando sogni e desideri repressi, di essere giudicata poi per le svettanti pile mensili, anche se poi, alla fine, non me ne frega proprio niente, eccomi riporre queste poche righe come antidoto di tutta una vita. … o, per meglio dire, un mese. 


Non sarà difficile immaginarsi impelagata in certe situazioni, se poi si riveleranno assurde o impressionanti questo non so ancora dirlo. Quello che so, è che sono pronta ad essere ricordata, a respirare con gli occhi di un altro, a infervorarmi per qualcuno che forse non avrò mai. Pronta a partecipare all’azione, entusiasta di poter ricominciare di nuovo da capo.

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Titolo: Le affinità alchemiche
Autore: Gaia Coltorti
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 15€
N° di pagine: 360
Trama: Giovanni ha diciotto anni, trascorsi quasi tutti a Verona, dove è nato. Una vita tranquilla, qualche amico e, ogni giorno, i lunghi allenamenti in piscina per prepararsi alle gare. Anche a casa regna la quiete: Giovanni vive solo con suo padre, notaio, in quel genere di grande appartamento abitato da due uomini che ogni donna può immaginarsi. Selvaggia ha diciotto anni, molte amiche e diversi spasimanti, vive sul mare e assapora l'estate appena iniziata quando sua madre le sconvolge la vita: si trasferiranno per ragioni di lavoro. Selvaggia cambierà scuola, dovrà ricominciare tutto da capo e lo dovrà fare a Verona, la città dove è nata e da cui proprio la mamma, tanti anni prima, l'aveva portata via, separandola dal padre e dal fratello gemello. Quando Selvaggia varca per la prima volta la soglia della nuova casa, Giovanni è rintanato in camera sua. Gli basta la voce di lei per capire che nulla sarà più come prima. Giovanni scopre quella voce come un regalo, ma al tempo stesso la riconosce, è un suono che vive da sempre dentro di lui: Selvaggia, la sorella perduta, è tornata nella sua vita, per sempre. Lei a Verona non conosce nessuno: solo Johnny - come lo ha subito ribattezzato - può farle da guida e tenerle compagnia nei tre lunghi mesi che devono trascorrere prima della ripresa scolastica. Selvaggia è bellissima, piena di fascino ma anche capricciosa fino allo sfinimento, croce e delizia per il fratello ritrovato. Presto tra i due si sprigiona un'elettricità, un magnetismo, un'affinità...

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