
Forse perché giovane e affascinante, forse perché sentii crescere il bisogno di trovare la storia giusta che facesse al caso mio, il tardo pomeriggio di qualche giorno fa mi vide recarmi in un bel posto in cui ho volontariamente fatto perdere le mie tracce, prima di vagare per casa come un'anima in pena, dopo aver letto un numero spropositato di racconti. Ad accrescere questo mio desiderio fu anche una strana fame letteraria accumulata nelle settimane primaverili. Da quando il mio tempo libero a disposizione scarseggia, la mia vita si è come paralizzata, e un forte impulso come questo mi rese intrepida, affamata, quasi smaniosa. L'ombra di una nuova storia mi fu di sollievo, l'intrico armonioso e non sempre semplice della trama mi parve incantevole. Superati gli scaffali della mia strapiena libreria - dove sfoglio pagine ricche di nomi, mistero e amori inconfessabili - ho così aperto una porta su un mondo che, in poche righe di brutale neutralità, ha riassunto tante vite. La mia e quella di Michela. Seduta alla scrivania in attesa di trovare l'ispirazione, ricordo il mio entusiasmo, qualche giorno fa, di quando avevo aperto una finestra che aveva fatto luce su un mondo che mi aveva procurato una fame intensa: quella delle parole, dei libri. Repentinamente, un brusco salto nel vuoto mi ha fatto tornare alla realtà e fatto prendere consapevolezza che Da domani mi alzo presto non è esattamente il romanzo che mi aspettavo, e che la sua lettura non mi ha donato ciò che cercavo. Eppure, con un debole fruscio, confidando che le sue pagine bianche mi avrebbero catapultato in una straordinaria avventura amorosa. In un guazzabuglio di immagini ed emozioni ancora così vivide, che si sono staccate dallo sfondo come miraggi su carta, possedendo quell' armoniosa bellezza con il quale il lettore purifica con delicatezza la sua mente.
Titolo: Da domani mi alzo presto
Autore: Simona Toma
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 239
Trama: Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L'ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l'abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l'altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l'inarrestabile cugina Giulia - l'unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l'ex marito - e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell'uomo schivo e dai modi un po' formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.