sabato, maggio 30, 2026

Gocce d'inchiostro: New Grub Street - George Gissing

Contemplare una storia che si districa in una viuzza malfamata di Londra, e guardare ciò che si snoda segretamente nei momenti più bui e oscuri del giorno è certamente una bellissima esperienza. E questa volta sentivo che attraverso la stretta apertura di un legame particolare ha tenuto vivo il mio essere, saldamente ancorato alle nobili sorti di quelli di sognatori erranti dai modi signorili ma semplici. Ho provato infatti nei loro confronti un profondo senso di conforto, intimità, e probabilmente potevo vedere solo io che mi ero trovata impigliata nelle maglie di una trama significativa, speciale.

Svanirono dal mio campo visivo solo quando ogni cosa volse alla fine, a mano a mano che le vicende si districarono e il mio pensiero nei suoi riguardi diveniva sempre più luminoso nel chiaro mattino di fine inverno. Se ne andarono molto quietamente. Ed io sono rimasta a lungo ad accompagnare con lo sguardo il loro progressivo dileguarsi. Eppure la loro essenza, impressa su carta come sangue rappreso su una ferita, non svanirono del tutto. Alcuni, dalla luce più vivida o accecante, restarono. Io sono stata alquanto felice. E tale sentimento lo espugnano mediante parole, impresse nell’ennesima recensione, che transitano fin quando si fermano affinchè potessi vedere dove si collocarono.


Titolo: New Grub Street

Autore: George Gissing

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 574

Trama: Grub Street è la via di Londra in cui furono aperte le prime stamperie e dove nacque il mestiere di scrittore in senso moderno. Resa celebre da Alexander Pope nella sua satira del mondo letterario, da allora definì l’ambiente in cui si svolgeva l’oscuro e ingrato lavoro di un esercito di scribacchini costretti a sbarcare il lunario. Nella Londra di fine Ottocento, Edwin Reardon è uno scrittore di grande talento ma dallo scarso successo commerciale. Sebbene la continua incertezza economica e la povertà incipiente minaccioso il suo matrimonio con Amy è incapace di piegare la sua arte alle logiche del mercato e porterà avanti la sua coerenza fino alle estreme conseguenze. Al contrario, jasper Milvain, giornalista rampante e giovane sfrontato, in cambio di ricchezza e affermazione sociale è disposto a tutto: curerà sempre e solo le relazioni conveniente, scriverà ponendosi come obiettivo primario di ottenere fama e denaro, romperà la promessa di matrimonio fatta a Marian Yule, figlia dello scrittore Alfred Yule e scrittrice a sua volta, preferendole un’altra donna che può portargli maggiore vantaggio.

giovedì, maggio 28, 2026

Romanzi su misura: Maggio

Il surreale dramma della vita ci offre sempre rarissimi momenti di grande intensità e innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, tuttavia, non conoscendo eccezioni, finisce col vivere solo di intervalli. Considerando la felicità come qualcosa di effimero, non avendo ciò che effettivamente desiderano.

Personalmente, ho sempre vissuto la vita come una lunga preparazione a qualcosa d'inaspettato. Un giocattolo che da piccoli avevamo abbandonato in soffitta e che si ritrova per caso in un vecchio scatolone. Se chiudo gli occhi per un momento, mentre il vocio in sottofondo di un vecchio televisore rimane sospeso nell'aria stagnante della mia camera, la mia memoria ripercorre brevemente alcune tappe che avevo perduto nel corso della mia vita. Gli anni appena trascorsi, le persone morte e mai più riviste, le emozioni che non posso più rivivere, delusioni che aprono gli occhi e chiudono il cuore.

Anche adesso che ho concluso la lettura di questi testi una manciata di giorni fa, riesco ancora a sentire, avvertire chiaramente l’eco, il vocio di storie che sovrastano ogni cosa, sebbene alcuni di loro non hanno rispettato pienamente le mie aspettative, ma in qualche modo mi hanno suggestionata, col loro modo di fare. Promesse a un'idea mancata di felicità, nata dal desiderio di un anima sognatrice e romantica costruita su vane speranze. Adesso che il mese sta per concludersi posso riconoscerne i dettagli: il cuore che emette un battito a seconda di quello che sentiva, o provava; una finestrella aperta sul mondo che prometteva lo sfavillante spettacolo di altrettanti mondi inesplorati; la voce che a volte tremava per qualche ragione. E solo se metto insieme queste immagini, lentamente, l'oggetto di delusione riappare, in un soffio.

In questa soleggiata mattinata, ecco come la melodia che era stata sprigionata dalle parole di storie

sfogliate a libro aperto davanti agli occhi del mondo, canzoni scritte semplicemente per farle sentire a qualcuno, non colpirono dolcemente con forza chi "ascolta".

Ma, tutto sommato, celebrando mediante la potenza delle parole, un complesso di sensazioni che sorge quasi spontaneo considerare come una dolce dipendenza che il tempo avrebbe ricordato in qualsiasi momento. 

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Romanzi su misura in digitale:

Un urlo al passato, un atto di ribellione - a modo suo - che desidera ristabilire un certo equilibrio, sia fisico sia mentale, che tuttora è infranto da diverse suddivisioni. Saliente opera che si è ancorata alla mia anima e lì resterà, metodo segreto utile per interpretare e capire un pó meglio il mondo. 

Valutazione d’inchiostro: 4

martedì, maggio 26, 2026

Gocce d'inchiostro: L'impazienza del cuore - Stefan Zweig

Guardo la fila di romanzi che compongono gli scaffali della mia libreria. Recentemente ho messo ordine. Ho scelto di porre una selezione di autori, opere a cui tengo particolarmente e predisporla in una sezione che mi permetta di tenerli sempre d’occhio. Fra questa folla, sbadatamente, non tengo mai conto ad un’altra questione. La lettrice curiosa e avida di storie che c’è in me, non ama cibarsi solo di romanzi la cui consistenza è bianca e profumata. Deve anche fare i conti col fatto che, nel secolo in cui vivo, la tecnologia si è largamente evoluta e il libro non è solo più una composizione di fogli ma anche un file rinchiuso in una finestra virtuale. Quello della carta è un tipo di amore che dubito cesserà mai di farmi palpitare il cuore, eppure non nascondo che nella sua piccolezza anche gli ebook mi hanno aiutato. Egregiamente. Considero importanti i romanzi digitali in quanto ti permettono di capire se l’opera per cui sei proiettata merita di essere acquistata e portata a casa, senza il timore di incappare in assurde delusioni il cui tempo e il costo sfruttato potevano essere valorizzati per altro. Da quant’è che presi la prima bastonata, ho sempre fatto così e recentemente un’opera di un autore ottocentesco si impose fra me e il mio cerchio personale con una certa irruenza. Il suo gusto, la sua etica non avevano mai combaciato così bene come in questo momento. Forse non è stata una gran bella idea gettarsi a capofitto fra i meandri di una storia di cui prima non conoscevo nemmeno l’esistenza. E fu così che mi misi in coda assieme a tanti altri prima di me, con tratto leggero ma guardingo, e osservare il selciato di una storia la cui gioia dell’eccitazione e del movimento è palpabile. Poiché mi sono state aperte le porte del sentimento, la compassione che aspira in maniera coscienziosa sugli albori di chi osserva il mondo così com’è ma in profondità.

Titolo: L’impazienza del cuore
Autore: Stefan Zweig
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 14, 50 €
N° di pagine: 374
Trama: Alla vigilia della Grande guerra, Anton Hofmiller, ufficiale dell’esercito austro – ungarico, conosce Edith, figlia di un ricco aristocratico ungherese. La ragazza, affetta da paralisi, provoca in Anton un ambiguo senso di pietà che lo spinse a farle visita quasi tutti i giorni. Scambiando questo sentimento per amore, Edith, aiutata dal potere persuasivo del padre, convince Anton a chiederla in sposa. Pentito, ma schiacchiato dal senso di colpa, il protagonista scivola in comportamenti sempre più incoerenti, mentre sul loro destino si profila l’ombra della tragedia.

domenica, maggio 24, 2026

Un atlante storico della cultura contadina 4°

Queste opere, perlopiù attuali, realistici, che mi hanno accompagnata in una serata estremamente tediosa con quella particolare aura di identità e rispetto che trasmettono le sue pagine, mi ha resa spettatrice di uno spettacolo in cui ho potuto identificarmi, popolato da personaggi descritti come anime perdute che lentamente scorgono la luce. Insoddisfatti, non sempre consapevoli della loro triste condizione. Percependo il mondo in una nuova dimensione, e adattandosi il più velocemente possibile colmando, anche se in minima parte, quel senso di vuoto delle loro esistenze.

Leggere di loro, di questi testi, di una fetta di popolazione prostrata dal dolore e dalla miseria, è stato quasi come camminare inconsapevolmente senza rendersi conto che quello sprazzo di luce che credevamo di scorgere fra le tenebre non c'è più. 

La solitudine, l'inappagamento, il bisogno irrinunciabile di condivisione, sono onnipresenti, così come l'incessante desiderio di scovare una strada quando non si era certi di scorgere una meta. Tematiche queste a cui è stato impossibile non esserne travolti. Non provare emozioni forti o deboli.

Riferimento esplicito all'attività individuale di chiunque, sprazzi di una vita passata, lontana, racconti estremamente veritieri di situazioni di svariato genere. Riflessioni e idee sul mondo circostante che caratterizzano la vita di molti e che, fra situazioni e circostanze diverse, attraverso una sorta di indagine accurata, restituiscono quei sceneggiati di vita che pretendono libertà e una forza vitale che non possono essere racchiusi nei confini del senso comune.

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Titolo: Pian della tortilla

Autore: John Steinbeck

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 263

Trama: << Pian della Tortilla >> è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente inconscienti nelle cui vene si intreccia sngue messicano, indio e spagnolo. Tra questi vive Danny, che ha ereditato due case e vive con sette paisanos cui ha concesso il diritto di dimorare nelle sue proprietà. Le giornate passano tra bevute e corteggiamenti, truffe ed espedienti, mentre il lavoro viene considerato l’ultima risorsa per procurarsi i mezzi di sussistenza.

venerdì, maggio 22, 2026

Gocce d'inchiostro: La lama sottile - Philip Pullman

Detenere un certo potere, comporta, a volte, ad assumersi delle responsabilità. Assimilando, innanzitutto, le caratteristiche del mondo in cui bisogna fare atto di un simile peso, per entrare in armonia con quello non propriamente personale ma che, in una manciata di pagine o eventi, potrebbe diventarlo. L’equilibrio, una certa cura per i dettagli, le attenzioni, una guida che potesse condurla in quei luoghi in cui l’inconoscibile potesse diventare conoscibile, Lyra, lo agogna come fiato di tutta una vita. Ora che al suo fianco non vi è più solo il suo fidato daimon, Pantalaimon, ma l’Aletiometro, così dorato e luminoso che ad un semplice tocco sembrava brillare, possedere una sua anima. L’inconoscibile, la ricerca della verità, derivato di una piccola particella che possa promulgare un’idea atipica di eternità, progredisce e si manifesta in questo secondo volume in un altro mondo, il nostro, privi però di un'organizzazione, un piano che possa condurla dove desidera. Quanto a perseguire quel concetto di libertà che le è stata promesso, ma non ancora dato.


Titolo: La lama sottile

Autore: Philip Pullman

Casa editrice: Salani

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 300

Trama: Lyra, la protagonista della "Bussola d'oro" è giunta nel nostro mondo, dove l'aspettano altri incredibili incontri e la soluzione di alcuni misteri. Insieme al suo nuovo compagno di avventure, Will Parry, Lyra rimarrà coinvolta nella più ardita delle guerre e, malgrado i pericoli e le fatiche cui è sottoposta, non esiterà nella sua marcia verso il vero. Ma questa volta non saranno né lei né l'aletiometro a rovesciare l'esito della battaglia.

mercoledì, maggio 20, 2026

Incauti sussulti del cuore 3°

Sul finire di una settimana lavorativa intensa e stancante, agli albori della stagione invernale, con letture già enunciate, una manciata di storie si stanziarono nel mio cerchio personale mettendo a tacere qualunque remora o dubbio di approcciarmi a certe letture, in cui gestire l’arte dello sconosciuto, l’inesplorato con coraggio e perseveranza, nel tempo, mi ha indotta a coglierne la loro essenza. Certi tipi di arte riguardano la mia esperienza come lettrice e, recentemente, nel mio cantuccio personale, come un sotterraneo interseca la vita di svariati personaggi, anzi, le loro testimonianze dirette e indirette, posso comprendere la realtà circostante. Il peso della realtà che grava sulle nostre coscienze come un fardello troppo pesante, ma come un ragno che ha inghiottito ogni parola, ogni sminuzza. Indagini proiettate e modellate in storie di vita, assunsero una sua forma nel momento in cui la mia anima rispose all’eco di quelli indetti dai loro autori. 

Storie che hanno proiettato la loro ombra fumosa sulla soglia di una porta che si è aperta non nell’immediato, intrappolandomi in nient’altro che in fogli invisibili e virtuali. Finestre sull’anima di chi legge, che mediante la scrittura fungono da composizioni acute e profonde. Riflessioni sul ruolo che esercita, hanno esercitato ed eserciteranno sulla mia vita, sulle modalità di interpretazione col mondo, nonché modello d’ispirazione alla vita stessa.

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Un fantasy epico per adulti costruito mediante aspetti che esplicano un unico assetto: esplicare la libertà. Evidenzia come, mediante una sequela di errori, l’individuo è soggetto a scontri e raziocini vari, e che lo rendono atipico e particolare non quanto per la storia in sé tanto per il modo per cui si adorna la materia.. 


Titolo: Foundryside

Autore: Robert Jackson Bennett

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 600

Trama: Sancia Grado è una ladra, e una ladra tremendamente brava. Il suo ultimo obiettivo, un magazzino sorvegliatissimo sul molo di Tevanne, non sembra per niente fuori della sua portata. Ciò che Sancia non sa è che quello che le hanno chiesto di rubare è un manufatto dal potere inimmaginabile, che potrebbe rivoluzionare la tecnologia magica delle istoriazioni. Le compagnie mercantili che controllano questo potere – l'arte di usare speciali segni per far diventare gli oggetti quotidiani senzienti – l'hanno già usato per trasformare Tevanne in una spietata macchina capitalista. E se dovessero riuscire a decifrare i segreti del manufatto, riscriverebbero il mondo stesso per adattarlo ai loro scopi. Nemici potenti vogliono Sancia morta e il manufatto per sé. E nella città di Tevanne non c'è nessuno che possa fermarli. Per avere una possibilità di sopravvivere e di fermare il letale processo che si è messo in moto, la ragazza dovrà schierare alleati improbabili, imparare a sfruttare il potere del manufatto e, soprattutto, dovrà trasformarsi in qualcosa che non avrebbe mai immaginato.

lunedì, maggio 18, 2026

Gocce d'inchiostro: Io sono il messaggero - Markus Zusak

Quello della narrativa - ora mi è tutto chiaro - è il solo << potere >> che un autore come Markus Zusak poté adoperare, appropriarsi per curare la sua anima. Poteva rifiutare qualunque supremazia, poteva servirsene diversamente, ma non poteva rimproverarsi alla risacca disomogenea dei ricordi di essere arrestati come quella praticata dalla maggior parte dei suoi << colleghi >>, che fanno della scrittura non solo una disciplina, quanto uno stile di vita. Una parte fondamentale del loro spirito. E il loro valore, se mai ne aveva uno, in effetti, stava appunto nell’essere diversi l’uno dall’altro. Questo romanzo è stato letto, fagocitato come risposta al mio animo, alla mia coscienza, di non voler abbandonare repentinamente un autore di questo calibro, perché la sua diversità avrebbe equivalso ad avere una certa intesa col mio animo. Così non è stato, perlomeno mediante la lettura di questo testo, la cui diversità consiste nell’avere una fortissima predisposizione a quel mancato senso di libertà cui aspira il protagonista, ma da cui non ho potuto ricavarne ciò che desideravo.


Titolo: Io sono il messaggero

Autore: Markus Zusak

Casa editrice: Frassinelli

Prezzo: 17, 90 €

N° di pagine: 403

Trama: L'esistenza di Ed Kennedy scorre tranquilla. Fino al giorno in cui diventa un eroe. Ed ha diciannove anni, una passione sfrenata per i libri, un lavoro da tassista piuttosto precario che gli permette di vivacchiare, e nessuna prospettiva per il futuro. Quando non legge, passa il tempo con gli amici giocando a carte davanti a un bicchiere di birra o porta a spasso il Portinaio, il suo cane, che beve troppo caffè e puzza anche quando è pulito. Con le donne non è particolarmente disinvolto, perché l'unica ragazza che gli interessi davvero è Audrey, la ragione per cui è rimasto in quel posto senza vie d'uscita. Capace di colpirlo al cuore con una frase: "Sei il mio migliore amico". Non serve una pallottola per uccidere un uomo, bastano le parole. Tutto sembra così tremendamente immutabile: finché il caso mette un rapinatore sulla sua strada, e Ed diventa l'eroe del giorno. Da quel momento, comincia a ricevere strani messaggi scritti su carte da gioco, ognuno dei quali lo guida verso nuove memorabili imprese. E mentre Ed diventa sempre più popolare, mentre nota una luce diversa negli occhi di Audrey e la gente lo saluta per strada, inizia a domandarsi: da dove arrivano i messaggi, chi è il messaggero?

sabato, maggio 16, 2026

Nella baia delle parole: romanzi religiosi 3°

Interpretare questi romanzi non è stato semplice, perché nel periodo in cui li conobbi ero appena divenuta una viaggiatrice oramai lontana dalla dimensione in cui amavo sprofondare quando ero adolescente che tuttavia fu protagonista di certe storie come portandosi dentro qualcosa di completamente fuori dagli schemi. Strumento in cui si è cercata la conoscenza di se, la conoscenza del proprio IO. Eppure io nei libri vedo me stessa come qualcosa di lontano e diverso dal tempo. Mezzi di distruzione contro gli attacchi esterni, sommersi da un torrente di sogni e incubi, alla ricerca della fonte originaria del proprio Io, di cui è necessario impadronirsene. Aver saputo leggere di me, mediante gli occhi di un altro, sola e distinta, separate da tutti, in un mondo variopinto, raro e misterioso, in cui il cielo sembra fluire lentamente contro un fiume, mi ha permesso di muovermi facilmente con queste figure come se impregnate di luce. E, confessione, sfogo, dalla soglia morale della mia frustrazione, compreso come spesso certe scoperte siano legate a questioni o espedienti teologici. Ci si perde in un dedalo di nozioni, riflessioni che. a modo loro, raddrizzano il mondo ma inducono anche a fuggire dalla realtà circostante, pausa nel tormentare senza posa lo spirito. Effimero stordimento contro le insoddisfazioni insensate che talvolta la vita ci riserva. Spiccando come una figura possente e ammaliante, meravigliosamente poetica e sentimentale.

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un romanzo di letteratura francese che a dire il vero mi tese il braccio, in un momento inaspettato della mia vita, inducendomi ad accogliere la bella ma capricciosa Lady Roxana in un gesto personale tanto gradevole, quanto lieta di averla al mio fianco che avrei potuto seguirla ovunque. Fondata sulla verità costruttiva di fatti realmente accaduti, costellato da alcuni assetti relativi la Sacra Scrittura in cui ci si fa sordi del peccato e delle sofferenze altrui. Drammatico e confidenziale perché ci si immedesima a tal punto da confondere la realtà con la finzione, unica e indissolubile, collegamento ad idiomi e assetti caratteriali di figure di carta che in poco tempo erano divenute persone.


Titolo: Lady Roxana

Autore: Daniel Defoe

Casa editrice: Bur Rizzoli

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 384

Trama: Sebbene in passato sia stato considerato con una certa schizzinosità moralistica, “Lady Roxana”, l’ultimo romanzo di Daniel Defoe, pubblicato nel 1724, è oggi considerato un capolavoro indiscusso. Curioso esploratore dell’universo femminile, pronto ad addentrarsi senza pregiudizi nell’universo dei sentimenti, Defoe dà voce con estrema intensità drammaticamente all’anima oscura della sua eroina più trasgressiva. Raccontandosi in prima persona, Roxana conduce il lettore nella dimora dell’eros e della seduzione, illuminando i vizi e le ambiguità di un’epoca.

giovedì, maggio 14, 2026

Gocce d'inchiostro: Proibito - Tabitha Suzuma

Si nasce, si vive, si muore. Si lascia un segno, nella sabbia del tempo, senza chiedere niente in cambio. Senza che ci vengano ricordati o rievocati i motivi specifici per cui siamo qui, respiriamo, agiamo, marchiando però le parti più importanti del nostro essere. L’arrivo di un nuovo figlio di carta non comporta altro che assoggettarsi alle responsabilità, alcuni atti di riflessione che possono essere denunciati solo mediante lettura. Banalmente, un gesto semplice come quello di sedere in una comoda poltrona, aprire un romanzo e sprofondare tra le sue pagine comporta all’idea di poter vivere qualche rischio. Certe letture, per poter essere lette e fagocitate, necessitano che esse possano sposarsi, anche solo di poco, con alcuni squarci dell’anima di chi li legge. Bisogna, cioè, avvertire come il respiro caldo di chi li ha scritti, letti e vissuti, prima di noi, avvolgono il nostro spirito, le nostre membra. Avviluppando l’anima in quel piccolo bocciolo che, lentamente, stava prendendo vita. E mancando tale momento, tale magia, tale rito di passaggio, la lettura potrebbe apparire distaccata, incomprensibile, incerta; manca il contatto con il simbolo oggetto, manca l’idea di concretizzarsi in forme di sacralità.

Questa lettura fu frutto di comunione di pensieri, di ricordi, di momenti o episodi vissuti quando avevo 20 anni, in un periodo particolare della mia crescita interiore in cui l’unica magra consolazione fosse quella della sua lettura. Il desiderio di voler rievocare tutto questo, mi ha indotta a tornare fra le pagine di un testo che, quasi quattordici anni fa, consideravo come un capolavoro. La morte stessa vissuta con consapevolezza, forma di consolazione che avrebbe vegliato sull’anima di due creature fin troppo mature, consapevoli di essere entrati in un cielo di distruzione da cui presto o tardi ne sarebbero stati risucchiati.


Titolo: Proibito

Autore: Tabitha Suzuma

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 353

Trama: Fuori, nel mondo, Lochan non si è mai sentito a suo agio. Gli altri sono tutti estranei, alieni... Solo a casa riesce a essere se stesso. Maya ha sedici anni, è una ragazza sensibile, delicata e molto più matura di quello che la sua età richiederebbe. Lochan e Maya sono fratelli, e hanno altri tre fratellini da accudire: Kit, Tiffin e Willa sono la loro ragione di vita e la loro preoccupazione più grande, da quando il padre li ha abbandonati per una nuova famiglia e la madre ha iniziato a bere, si è trovata un altro uomo e a casa non c'è mai. I giorni passano e solo una cosa ha senso: essere vicini, insieme, legati, forti contro tutto e tutti. Per Maya, Lochan è il migliore amico. Per Lochan, Maya è l'unica confidente. Finché la complicità li trascina in un vortice di sentimenti, verso l'irreparabile. Qualcosa di terribile e meraviglioso allo stesso tempo, inaspettato ma in qualche modo anche così naturale. Qualcosa che, ancor prima di iniziare, è già condannato.

martedì, maggio 12, 2026

Un piccolo gesto di tenerezza: the Mother's day

Le mamme, queste piccole grandi donne, magre o affusolate, tozze o ripiene, nell impervio e lungo cammino della vita quante volte hanno vegliato, ci hanno affiancato, atteso o colmato con amore, tenerezza, certezze la nostra vita? L’idea che quando si cresce possa essere espediente per scrollarci di dosso il loro sguardo scrupoloso, le loro ossessive attenzioni, non conferma che senza la loro presenza, il loro costante osservare possa non avere più potere su di noi. Perché questo è il senso di ogni figura femminile all’interno di una famiglia, una comunità di figure o eroine che non ci hanno impartito chissà quale dottrina filosofica, quanto protratto il loro amore.

I figli, come dico sempre, sono riflesso di chi li cresce, chi li attenziona, e in questo giorno, anche se un pò in ritardo, quello nel quale si commemora le nostre madri, ho estrapolato dalle mie librerie storie nel quale la donna, alcune donne, mi hanno strappato via. Mi hanno colta, con i loro caldi e prorompenti abbracci, e, nel resistere, avvertito come nel mio cuore fosse rimasto qualcosa. Un piccolo bacio che brucia ancora sulla mia guancia. Mamme come la mia, che nella loro semplicità sono gemme preziose che niente e nessuno potrà  togliere, e nel cui grembo è rinchiuso quel benessere, quelle forme di longevità e il mito dell’eterno conforto che nemmeno il tempo, così inarrestabile e perverso, potrà sfatare. 

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Titolo: La ricompensa di una madre

Autore: Edith Warthon

Casa editrice: Elliot

Prezzo: 17, 50 €

N° di pagine: 286

Trama: Dopo aver trascorso un lungo periodo sulla costa francese insieme a una comunità di americani espatriati, Kate Clephane decide di tornare dopo molti anni dalla sua famiglia a New York, dove la buona società l'aveva messa al bando per aver abbandonato il marito e la figlia piccola. A desiderare il suo ritorno è la figlia Anne che vorrebbe la madre al suo fianco per le sue prossime nozze con Chris Fenno, eroe di guerra ma anche uomo senza particolari talenti e abile arrampicatore sociale. Le vere intenzioni di Chris nei confronti della figlia sono però l'ultima delle preoccupazioni di Kate, poiché in passato l'uomo è stato suo amante e lei sente di esserne ancora innamorata. Il dilemma morale della donna (confessare alla figlia il suo segreto o tacere?) e il dramma che ne deriverà riflettono i miti eterni di Edipo e Amleto e conducono a un finale che sorprese profondamente la morale dell'epoca.

domenica, maggio 10, 2026

Gocce d'inchiostro: Una tempesta di te - Hafsah Faizal

Un pomeriggio, curiosando nella libreria virtuale del mio Kobo, giunsi fra le pagine di un testo la cui autrice non era per me del tutto sconosciuta. Una donna che, ben quattro anni fa, mi aveva allettato con la sua storia - la prima che scrisse - un fantasy atipico, straordinario e bello il cui atto o gesto di possederne una copia cartacea all’epoca fu quasi una necessità, un impulso cui dovetti tenere a bada ancora per qualche tempo. Un world building estremamente visivo, realistico, che richiama gli antichi albori delle Mille e una notte, personaggi che hanno una loro identità specifica, una narrazione il cui andamento è lento ma a mio avviso utile a comprendere ogni cosa. Svelare ogni forma, assetto completamente nascosto alla luce potente di una storia che solo in seguito compresi come ai miei occhi non possedeva nulla di speciale. 

Questo romanzo, era, ovviamente, avulso, costituito della stessa materia, plasmato della stessa sostanza, con la differenza che questa volta, la storia, lo stile, erano un pò più maturi. Una storia che non proietta subito nell’ennesimo catastrofico pantomima, quanto impossibilitata a raggiungere il suo cuore pulsante. Il cuore pulsante di un nuovo mondo che non si discosta poi molto da quello che avevo intravisto nella saga principale, ma in cui ho potuto riconoscere, vedere qualcosa di magico in cui ho potuto perdermi, e poi ritrovarmi, puntando sempre verso il suo pulsante cuore.

Titolo: Una tempesta di te

Autore: Hafsah Faizal 

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 21, 90 €

N° di pagine: 448

Trama: Arthie Casimir, orfana originaria di Ceylan, colonia di Ettenia, è nota in tutta White Roaring per essere una brillante mente criminale e, allo stesso tempo, un'abile collezionista dei segreti dei potenti con cui entra in contatto. È una tempesta in una bottiglia, piccola e ribollente e pronta a distruggere tutto ciò che si trovi sul suo cammino. La vita nella città l'ha affilata come una lama e ha fatto altrettanto con il suo ingegno. Dopo anni di lavoro e sacrificio, proprio nella capitale del Paese ha aperto e gestisce lo Spindrift, una sala da tè prestigiosa che, non appena cala la notte, si trasforma in una casa del sangue illegale, frequentata dalle creature più temute dalla società: i vampiri. Ma quando sul suo locale si allunga l'ombra di una grave minaccia, Arthie è costretta a stringere un'insolita alleanza con un giovane misterioso. In cambio del suo aiuto, però, dovrà compiere un colpo difficile, che non potrà mettere a segno da sola. Chiamati a raccolta alcuni dei soggetti più abili ma anche meno raccomandabili della città, Arthie elabora un piano per portare a termine la sua missione, del tutto ignara che non tutti i membri della sua squadra di reietti sono dalla sua parte. Non solo. A mano a mano che emerge la verità dietro il colpo assegnatole, Arthie si ritrova al centro di una cospirazione destinata a sconvolgere il mondo per come lo conosce.

venerdì, maggio 08, 2026

Danzando su carta 37°

Le storie, almeno da lontano, erano di quelle che non potevo lasciarmi scappare. Anni di letture di svariato genere mi anno fatto prendere consapevolezza che ognuno di noi vive nell'immaginazione altre vite. Spesso tentiamo di porre rimedio dalla limitatezza della nostra esistenza, sopprimendo quei desideri irriducibili di leggere storie che potrebbero far parlare molto di se sprigionando la loro lucentezza dalla finestra virtuale dalla luce vaporosa del mio tablet, solleticando la mia pelle, dipingendo figure di carta colorata nel vuoto.

La passione ardente di un amore incondizionato e alimentato giorno dopo giorno, che sfida ogni convenzione sociale, come uno straordinario poema amoroso, lambì il mio cuore di un'ardente passione. La lettura mi dona e lo farà per sempre, sino perlomeno a quando avrò respiro, un senso alla mia intera esistenza e queste tristi/ emozionanti/ deliranti storie, violente come una scarica elettrica, in quel momento entrarono in contatto con la mia anima. E nonostante questo non durò che un attimo, in cui ci ritrovammo ognuno nella nostra solitudine, vedevo perfetta la nostra unione.

Nel silenzio delle mie riflessioni, questo è il risultato di mesi e mesi di agonizzante struggimento per la parola scritta. La carta. Quelle risme di carta che segnano l'intensità di certe emozioni, l'aria satura di promesse travolgenti. Saldamente convinta che esistono storie capaci di logorare letteralmente il nostro animo. Come un treno in corsa che, arrestandosi davanti a un grande palazzo, sferraglia necessariamente sulle rotaie. Come un'anima in pena che avanza inevitabilmente verso un baratro di disperazione e vede la distanza diminuire ad ogni passo senza poter evitare di cascarci dentro.

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Titolo:  Una stanza tutta per se. Dove scrivono i grandi scrittori. Ed illustrata

Autore: Alex Johnson
Casa editrice: Ippocampo

Prezzo: 19, 90 €

N° di pagine: 192

Trama: Dagli attici alle torri medievali, dalle sale da biliardo alle vasche da bagno, dalle stanze d’albergo alle isole private, esploriamo i luoghi dove cinquanta grandi autori hanno amato scrivere. Queste «stanze tutte per sé», per riprendere la famosa espressione di Virginia Woolf, ci invitano a sbirciare dietro le quinte, svelandoci i metodi di lavoro e le curiose manie di scrittori come Jane Austen, le sorelle Brontë, Agatha Christie, Paolo Cognetti, Ernest Hemingway, Umberto Eco, Jack London, Haruki Murakami, Marcel Proust, J.K. Rowling, Virginia Woolf…

mercoledì, maggio 06, 2026

Gocce d'inchiostro: Lettere morali a Lucilio - Seneca

Una sera, dopo il mio ennesimo incontro nella moralità epicurean, sempre bella e pregna di significato, compresi come l’esperienze vissute, assimilate, l’idea di poter vivere << tante altre vite >> e di ciò che c’è ad aspettarsi dalla vita stessa, secondo un grande filosofo dell’animo umano come Seneca dovremmo trarre espressione.

Come essere umano, lettrice che si ciba dei libri e della buona letteratura come espediente per cogliere l’essenza della vita, nella sua interezza, prendendola sul serio e non come ornamento, elemento superficiale che può << abbellire >> lo spirito di chiunque, nelle serate trascorse fra le pagine di questo ennesimo viaggio spirituale compresi tante cose. Come il suo amico Lucilio, mi ero interessata a comprendere il senso della vita, facendovi parte. Ponendo una certa attenzione, giocando un ruolo importante nella psiche individuale, e su qualunque << stramberia >> possano renderlo un essere fino a se stesso.


Titolo: Lettere morali a Lucilio

Autore: Lucio Anneo Seneca

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 17, 50 €

N° di pagine: 1120

Trama: La maggior parte degli esseri umani oscilla miserevolmente tra la paura della morte e i crucci della vita: non sa vivere, non vuole morire. Scritte durante gli ultimi anni di vita, le Lettere morali a Lucilio costituiscono la più geniale opera di Seneca sotto il profilo del pensiero filosofico e la più significativa della sua personalità. Seguace dello stoicismo, senza però assumerne le posizioni estreme, il grande erudito latino afferma in queste epistole la supremazia della ragione e il sacrificio dell'individuo a vantaggio della collettività, rivelandosi psicologo sensibile e raffinato, che conosce l'arte della persuasione e si rende conto di come il dialogo sia la forma letteraria più consona per raggiungere il perfezionamento morale. Prefazione di Carlo Carena.

lunedì, maggio 04, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 60°

Gli ultimi giorni sono stati davvero ricchi, dominati dal desiderio di poter conoscere e alimentare il mio bagaglio culturale di ideologie, forme architettoniche di letteratura classica, ma anche moderna, che nonostante il loro modo di porsi - la condivisione di un pensiero antidiluviano - rivelano in realtà aspetti o assetti modernisti e all’avanguardia fondati su concetti imprescindibili di ragione o sapere; in ognuno di questi, e come sempre, del resto, in cui mi impegno a dominare i mondi senza però alcun riguardo per quello esteriore, quello in cui sono costretta a viverci, e senza alcuna possibilità di conformità. La mia vita, leggendo, mediante letteratura, appare più ricca, gioiosa e soddisfacente. E se da tale concezione si riscontrano effetti essenziali, salutari per la scienza, ecco come queste porte magiche che mi impegno e intestardisco a voler valicare divengono prototipo di conquista, possibilità di sfruttare ogni mia condizione in loro compagnia.

Anche maggio sarà protagonista di questi intenti letterari o personali, e tirando fuori una bella immagine che racchiuda una << minima >> parte di quei testi che possano descrivere, evidenziare ciò che alberga nel mio spirito, si scontrano contro ogni idea di possibilità e produttività. Letture che ho desiderato, desidero leggere o rileggere, ma dai quali non ho alcuna certezza di sopravvivenza. In pomeriggi quieti, soleggiati, le luci sfolgoranti di altri transatlantici attendono silenziosamente che possa salirci a bordo, navigando in mari in cui posso saggiare, delimitare ogni confine.


Titolo: Nemici. Una storia d’amore

Autore: I J Singer

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 272

Trama: Ma che genere di amore è quello che lega Herman, il protagonista di «Nemici», a Yadwiga, la contadina polacca che lo ha salvato dalla deportazione nascondendolo per tre anni in un fienile, nutrendolo e curandolo, e che lui ha portato con sé a New York e ha sposato? E che genere di amore lo lega a Masha, la donna, scampata ai lager, del cui corpo non riesce a fare a meno, ma che percepisce come una minaccia – perché quel desiderio, più che alla vita, si apparenta alla morte? Ed è ancora amore il sentimento che lo lega alla moglie Tamara, che credeva morta e che gli riappare davanti all'improvviso? Di fronte a simili domande Herman è paralizzato, incapace di trovare una via d'uscita. A rendere tutto molto, molto più complicato è la fatica quotidiana del vivere, in quella New York che è sembrata un miraggio di felicità, ma che si rivela ogni giorno più inospitale e più aspra. Il lettore segue Herman nei suoi affannosi, sconclusionati andirivieni dal Bronx a Coney Island e da Coney Island a Manhattan, chiedendosi se e come riuscirà a tirarsi fuori da quella specie di guerra che le sue tre donne gli hanno dichiarato, e soprattutto dal groviglio di un'esistenza fatta di continue menzogne, sotterfugi, goffaggini e fughe – o se, come il Bunem di «Keyla la Rossa», finirà per cedere alla tentazione di disperare di Dio.

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