Mi abituai alla << turbolenta >> vita di Anais Nin - e ad essere rinchiusa nel piccolo bozzolo del suo spirito - senza alcuno sforzo. L’impegno alla lettura dei suoi testi, i cui diari furono i primi ad essere vagliati, studiati, sottolineati, appuntati, mi aiutarono moltissimo. Non avrei avuto altra occasione, se non questa, di conoscerla così a fondo, non dovevo dire nient’altro che era già stato detto. Così concentrata e volta ad ascoltare e osservare tutto quello che mi sussurrò all’orecchio e i cui diari espugnano così bene, lasciando che i pensieri restassero tali, non contaminati da suoni o rumori esterni, senza la necessità di essere tradotti in suoni o parole, mi bastò leggere al principio poche pagine affinché quella intimità che era nata qualche tempo fa, ora si consolidava nel suo massimo splendore. Le settimane che ho dedicato, con parsimonia, dedizione, alla lettura di ognuno di questi testi, e ora con quest'ultimo volume, volarono in un soffio, con i giorni tutti uguali, scanditi da un preciso ritmo che, con la sua regolarità, non lasciò spazio ad alcuna distrazione o inconveniente. Tutto era previsto, tutto era già organizzato. L’epilogo di un viaggio intimistico e introspettivo come questo, il pulsare di un cuore focoso e bruciante come quello della Nin, come un magnete mi attrasse al suo cerchio inducendo se non addirittura costringendo a divorare queste pagine come se animate di volontà propria. Con la mia anima irrimediabilmente lesa, ma lavata ripetutamente come un sole glorioso che calò dietro una montagna.
Titolo: Diario 6
Autore: Anaïs Nin
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 600
Trama: Si ritrova "nel presente" e vuole trasmettere agli altri il frutto di anni di esperienza come donna e come scrittrice: la felicità sta nelle piccole cose, non nelle vette dell'estasi. Nel sesto volume del suo diario Anaïs Nin non è più la protagonista: questo sarà "il diario degli altri". Anaïs realizza ritratti acuti, vivi e severi. Ammira Simenon; ama Bergman; giudica Beckett troppo intellettuale, Simone de Beauvoir oggettiva e disperante; capisce Ginsberg e Corso, il loro surrealismo e la loro ironia selvaggia; rimpiange di non aver potuto incontrare la grande e altera Djuna Barnes; si abbandona a riflessioni su fenomeni letterari e no (il commercialismo nell'arte e nella vita americane; la validità della musica elettronica; la forza del jazz come espressione di vita, ritmo ed emozione; l'intellettualismo di Huxley; la profondità di Ionesco). Anaïs Nin vive scrivendo; e la vita è il movimento verso la rivelazione, il passaggio dal mistero alla chiarezza. Il suo Diario "è un campo d'azione che copre tutte le strade oscure dell'anima e del corpo alla ricerca della verità ... Registra mille anni di femminilità, mille donne" Prefazione di Antonio Debenedetti.