La situazione
ritratta era molto più complicata di quel che credevo. Ho accettato di leggere
questo romanzo, questo saggio antropologico mettendomi in gioco, scommettendo con
me stessa e sulle mie forze, desiderosa di conoscere questa donna molto tempo
fa, la quale avrei voluto conoscerla anche a costo di trascinarmi questa
lettura per mesi e mesi. Il secondo sesso, in effetti, è stato un romanzo che
ho aperto a metà marzo e concluso a fine aprile, un’opera imprescindibile e
insolubile per chi è affascinato dalla donna e dalla sua storia in epoca
classica, romana, medievale a cui avrei potuto cedere. Talvolta è stato difficile
proseguire, non poter non fermarsi, non subire effetti devastanti che hanno avuto
la parvenza di angosce e dilemmi vari, poiché quadro ricco di una realtà vera,
mai pronunciata, dal quale la stessa autrice fu emblema. Portatrice di forme
femministe che erano totalmente oscurate. Non che l’ideologica riguardante i
sessi sia diversissima a quella ritratta dalla De Beauvoir, molti anni fa, ma
non per questo sollevando polveroni di domande che mi hanno indotta a riflettere.
Da donna non riesco a comprendere perché questo << sesso debole >>
non abbia mai potuto garantirsi un certo posto, non d’onore ma un posto, in una
sfera individuale i cui cambiamenti a cui si ricorrono potrebbero essere
positivi o devastanti. Sarebbe stato necessario dover esserci una disuguaglianza
che l’avrebbe fatta spiccare per carattere e temi?
Lasciandosi andare
al paradosso, varcando ogni limite pur di comprenderla e interpretarla sarà
possibile mettere a tacere qualunque forma aliena di incomprensione, suscitando
scandalo e scalpore in un particolare momento storico, denunciando la realtà
circostante affinchè niente e nessuno ci soffochi.
Titolo: Il secondo sesso
Autore: Simone De Beauvoir
Casa editrice: Il saggiatore
Prezzo: 26 €
N° di pagine: 763
Trama: Con veemenza da polemista di razza, Simone de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna - sposa, madre, prostituta, vecchia - e i relativi attributi - narcisista, innamorata, mistica. Approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme indépendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche libertà di costume, ma che attraverso il lavoro, l'indipendenza economica e la possibilità di autorealizzazione che ne deriva - sino alla liberazione del suo peculiare "genio artistico", zittito dalla Storia - riuscirà a chiudere l'eterno ciclo del vassallaggio e della subalternità al sesso maschile. L'avvenire, allora, sarà aperto. Con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell'argomentazione attraverso un'originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, Simone de Beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l'alienazione sessuale, economica e politica. Provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarietà collettiva.
Autore: Simone De Beauvoir
Casa editrice: Il saggiatore
Prezzo: 26 €
N° di pagine: 763
Trama: Con veemenza da polemista di razza, Simone de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna - sposa, madre, prostituta, vecchia - e i relativi attributi - narcisista, innamorata, mistica. Approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme indépendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche libertà di costume, ma che attraverso il lavoro, l'indipendenza economica e la possibilità di autorealizzazione che ne deriva - sino alla liberazione del suo peculiare "genio artistico", zittito dalla Storia - riuscirà a chiudere l'eterno ciclo del vassallaggio e della subalternità al sesso maschile. L'avvenire, allora, sarà aperto. Con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell'argomentazione attraverso un'originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, Simone de Beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l'alienazione sessuale, economica e politica. Provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarietà collettiva.

