Per quanto possa essere paradossale, anche in letteratura la realtà incontra l’immaginazione. Spesso ci lasciamo contagiare da forme atipiche di crescita, o decrescita, in cui non prendiamo consapevolezza che, al di là della semplice trama, dei temi, o dei personaggi, si cela quasi sempre un pizzico di verità. La letteratura, come dico sempre, ha a che fare con una certa magia, ma serba il sapere veritiero di tutta una vita. Insisto sul fatto che possa fungere da redentente, da beneficio per la nostra anima, ed io stessa mi aggrappo a questa consapevolezza come una cozza sullo scoglio. Eppure, recentemente, ho letto un romanzo che ha sollevato alcune domande e riflessioni in cui la malattia era il fulcro di ogni cosa. Solleticando l’orgoglio, la coscienza di chiunque, intesa come quella corda, che presto o tardi dovrà spezzarsi.
Alla mia giovane età non credo sia il caso di parlare di malattia. Eppure la letteratura, specialmente quella classica, ci conferisce uno splendido quadro, una pila gigantesca e infinita di romanzi in cui la malattia è il centro o il deperimento di ogni cosa. Ed ecco come non si può fare a meno di discostarsi dalla realtà, a non poter immaginare nulla di più pericoloso di ignorarla, trasformare questa massa gelatinosa e appiccicosa, in una materia malleabile a cui spesso si può scovare una forma. Una cura.
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Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile.
Titolo: Quando cadrà la pioggia tornerò
Autore: Takuji Ichikawa
Casa editrice: Tea
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 265
Trama: Takumi e Yuji, un giovane padre e il suo bambino, sono rimasti soli: la dolce Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile. Ma prima di andarsene per sempre Mio ha fatto una promessa: Quando cadrà la pioggia tornerà. E inspiegabilmente, ad appena un anno dalla sua morte, con l'arrivo della stagione delle pioggie, una creatura identica a lei con il suo viso e i suoi occhi, ricompare al loro fianco. Un fantasma, pensa sbalordito Takumi. Ma questa nuova Mio è fatta di carne e sangue, anche se non ha memoria di nulla; così Takumi, pazzo di gioia per quell'assurda, insperata seconda possibilità, decide di raccontarle tutta la loro storia: come si sono incontrati, come è nato il loro amore, come hanno finito per sposarsi… e mentre Takumi racconta, rinnova l'incanto dell'incontro, il magico gemellaggio di due anime, la tragedia della separazione. E il miracolo della ricomparsa di Mio, la sua profezia, un mistero che Mio scioglierà in un finale capace di piegare il nostro cuore e demolire le nostre incertezze.




