Le vacanze estive sono oramai giunte a termine, e da quant’è
che è iniziato l’anno Sogni d’inchiostro
non ha mai oltrepassato il limite dell’accettabile. Un pomeriggio di fine agosto,
mi vide perplessa e pensierosa. Il blog necessitava di una ventata d’aria fresca,
a causa delle numerose e singhiozzanti recensioni, in cui un lettore di passaggio
non immagina nient’altro che un breve resoconto di ciò che più lo aggrava. Sicchè
ho constatato che in effetti, in questi tre mesi, ho letto veramente tanto e che
alcuni romanzi li ho relegati in uno spazio angusto della mia memoria. Mentre per
alcune letture è stato difficile volgere le spalle, per altre ho cominciato a credere
che non fosse la storia perfetta al momento giusto.
Il tutto si riassume in una breve classifica nell’identificare
ciò che è stato dimenticabile e ciò che invece non lo è stato, affinchè analizzassero
la natura distorta delle cose.
E, come il rovescio di qualunque medaglia, il buono fa fede al cattivo, il bianco al nero, il bello al brutto, e anche le mie letture – alcune, fortunatamente – sebbene si siano sforzate di trasmettere messaggi particolari, che forse io non ho compreso, sono state deludenti. Eccomi, dunque, nuovamente ad indugiare su quali siano stati i protagonisti di questa lista. C’è un autrice italiana, e molti autori stranieri. Il motivo per cui mi hanno conquistata qualcuno, e altri no? Ce ne sono di diversi, e la corruzione o la beatitudine – seppur effimera – della mia anima, durante il corso della lettura.
The summer best book:
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Intriso di quella magia che confidavo di riscontrare e che niente e nessuno mi avrebbe impedito in questa mia lenta avanzata. Incontro obbligato con la letteratura medievale, squarci di vite lontane e passate che altri non sono che un concentrato di efficienza, sporcizia, disordine, il non essere più grande di quel che è già, che evidenziate in un maestoso e contorto insieme, mi hanno concesso l’opportunità di rifugiarmi per quasi due settimane, con vigore, coraggio, agilità e passione.


