L'eroine austeniane quasi sempre sono protagoniste
timide e ritrose, schive dal mettersi in vista, dai modi impacciati ma non volgari,
dalla tonalità di voce dolce e dal portamento grazioso. Dall'avvenenza e le
brillanti capacità intellettuali acquisite, disinvolte e spontanee, godono del
favore dell'acquisizione generale, che poi è forse l'unico elemento primordiale
su cui vengono ricordate.
Durante il percorso letterario di questo sesto mese
dell'anno, a un certo punto mi sono detta che fra me e la Austen era rimasto un
conto in sospeso. Mansfield Park, che
è rimasto a languire sullo scaffale per un bel po’ di tempo, mi indusse a
leggerlo in questi ultimi giorni di giugno. E, nutrendo grandi aspettative, non
ci ho pensato due volte a fiondarmi fra le sue pagine. Ho avvertito tante belle
cose al suo interno e, sebbene la sua lettura non sia stata così esaltante come
credevo, la sua anima è talmente graziosa e deliziosa che il mio progetto di
ultimare le letture austeniane è stato portato a termine.
Titolo: Mansfield Park
Autore: Jane Austen
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 4, 90 €
N° di pagine: 640
Trama: Il romanzo narra di Fanny Price. Adottata, ancora
bambina, dagli zii Sir Thomas e Lady Bertram, Fanny viene accolta e allevata
nella loro lussuosa proprietà di Mansfield Park. Qui cresce, parente povera in
un ambiente d'elite, e misura tutta la distanza fra il proprio modello educativo
- fondato sul senso del dovere, l'abnegazione, la virtù - e quello, in particolare,
della spregiudicata Mary Crawford. Alla fine la protagonista sposerà il cugino
Edmund, figlio di Sir Thomas, e con lui si stabilirà definitivamente a Mansfield
Park.





