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domenica, agosto 17, 2025

Slanci del cuore: romanzi vissuti più volte 2°

In un viaggio in corsa verso la salvezza, la libertà, come guide sapienti, onniscienti e furbe, gli autori di questi romanzi hanno attirato involontariamente la mia attenzione, grazie alla forza, al coraggio, alla dolcezza che si cela in una semplice frase, in una stretta di mano o in una semplice confessione, la semplicità con cui hanno carpito anime che inducono a leggere o ad aver letto i loro romanzi come un modo per comprendere gli esseri umani: il modo in cui si vive o si tenta di sopravvivere seppure barcollando, perfino quando una leggera malinconia grava sul nostro cuore.

La genesi di questi incontri, ha tanto di famigliare  e, celata scrupolosamente che non lascia adito a dubbi, sebbene possa trattarsi dell'ennesima dichiarazione d’amore a quegli autori che, nel loro piccolo, hanno sconvolto il mio equilibrio personale, attraendo proprio perché sollecitata, come un film avvincente e avventuroso. Come con altri autori e romanzi letti in precedenza, la loro operosità ha proceduto con lo scandirsi dell'orologio della vita: dalle gelide mani di uomini desiderosi di potere e supremazia si traggono anime vagabonde che cadono a terra come gusci vuoti. Sfuggono da tutto e da tutti, assolutamente costernati. Osservando  una tela dipinta d'azzurro mutarsi in grigio al colore della pioggia. Assumere svariate sfumature a seconda dell'infinita serie di colori con cui si adorna.

In un lungo viaggio nei cuori dei coraggiosi protagonisti, ognuno di loro mi ha trattenuto fra le sue pagine in un abbraccio il cui calore lentamente è andato ad intensificarsi. Spingendomi a vivere una realtà cruda e scabrosa, luminosa e scintillante, verso strade buie, anfratti, caseggiati piccoli, in viaggio avvincenti e turbolenti, diretti verso la beatitudine eterna, che in futuro vorrò rivivere ancora una volta. 

Una storia indimenticabile e perfetta che, nella sua brevità, riesce a trasmetterci un certo dolore. Un contenitore di verità fondamentali che pochi individui sono in grado di comprendere. Una ricostruzione attenta che funge da monito verso coloro che continuano a costruire delle solide barriere attorno a se stessi.


Titolo: Canto di Natale

Autore: Charles Dickens

Prezzo: 10 €

Casa editrice: Feltrinelli

N° di pagine: 180

Trama: Nella fredda notte che annuncia il Natale, il vecchio Scrooge, visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, si trova a compiere un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro della sua miserevole vita. Solo messo di fronte a se stesso Scrooge imparerà il valore della solidarietà. Questa è la celeberrima trama di una delle storie più raccontate e rivisitate dal cinema e dalla letteratura mondiale. Il classico di Dickens, presentato nella sua veste originale, riesce ad affascinare come sempre, e rievoca magicamente lo spirito natalizio.

martedì, gennaio 21, 2025

Slanci del cuore: I migliori fantasy del 2024

Trovo magnifico, nel mentre ci si imbatte in un testo, le emozioni che tale testo sortiscono. Risme di carta per molti, per me rappresentano mondi di inesplorabile magia a cui la mia esistenza è strettamente legata ad un filo. Senza i libri, la letteratura sarei un contenitore privo di anima. Vuoto, inconsistente, senza contenuto o sostanza. E l’ho constatato questo, durante gli anni, specialmente in alcuni momenti in cui mi viene chiesto: << Ma come fai a leggere così tanto? Una settimana senza leggere… ci riusciresti? >> Beh,... no! Affatto! E quando si parla di dipendenze, schiavitù questa è una di quelle. Non l’ho mai vista sotto questo aspetto, ma è così. Nei trentadue anni vissuti col naso chino su un libro - non trentadue per intero, sia chiaro -,  ho visto cose che, se le raccontassi, non mi avrebbero creduto. Ho conosciuto persone a cui ogni tanto busso alla loro porta di casa chiedendo vitto e alloggio. Sarei presa per matta se rivelassi tutto ciò, ma ho visto questo e ne sono orgogliosa. Sono entusiasta, contenta. La mia vita ha un senso, acquisisce una sfumatura di colori più accesi. I loro raggi caldi ogni tanto non hanno raggiunto il mio cuore, ma nella maggior parte dei casi mi hanno scottata. E proprio di queste scottature ancora mi sto prendendo cura. Recentemente avvenuta con l’ennesimo classico. Quest’oggi però non parlerò di classici, quanto di narrativa, di fantasy. Quanti bellissimi mondi ho vissuto e il cui ricordo è ancora nitido in me?!? Ebbene, questo uno squarcio di ciò che mi hanno lasciato alcuni.

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Scorgendo il bagliore lucente di una storia zuccherosa, sotto certi aspetti ridicola e banale, innumerevoli fattori che hanno una parvenza brusca ma mancano di spessore, non avrei dovuto dare peso al fatto che il suo contorno fosse contagioso, così forte e indelebile da indurmi a non poter essere razionale, quanto contenta di vivere sulla pelle qualcosa che ho avuto e che desidero ottenere nuovamente, quindi accolto con fervore, entusiasmo, così ammaliata da voler leggere subito il seguito.


Titolo: Divini rivali

Autore: Rebecca Ross
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 408

Trama: Mentre una sanguinosa guerra tra divinità infuria nel paese, la diciottenne Iris Winnow cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Il fratello è partito per la guerra e non dà notizie di sé, la madre annega i dispiaceri nell’alcol, il lavoro da giornalista non le dà soddisfazioni. Sogna un futuro in cui la sua scrittura farà la differenza grazie alla promozione a editorialista, ma per ottenerla deve competere con l’affascinante e scontroso Roman Kitt. L’unica valvola di sfogo, per Iris, è la sua macchina da scrivere, dono dell’amata nonna, con cui spera di mettersi in contatto con il fratello scomparso, ma le lettere che infila sotto al guardaroba finiscono proprio nelle mani di Roman, che decide di risponderle anonimamente avviando così un rapporto epistolare. Questo legame speciale e inaspettato farà nascere tra i due complicità e attrazione, trascinandoli nel vivo di un conflitto che deciderà le sorti non solo del loro paese ma anche del loro amore.

lunedì, agosto 26, 2024

Slanci del cuore: i miei romanzi preferiti 3°

Non scrivo che posso volare, ma con i libri, la letteratura, è possibile fare tante cose. E, fra le tante, valicare confini celesti. Sono sempre stata in balia di autori i cui venti della vita mi hanno indirizzato in svariati luoghi, in posti che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato un segno del loro passaggio e che, alla fine, rivelano quasi sempre qualcosa su di me. In passato però ho potuto riflettere su tutto questo, e se i libri danno così tanto sostentamento alla mia vita non posso fare a meno che ringraziarli. In questa seconda parte di quei libri miei preferiti non mi piace però pormi in una situazione che so potrebbe mettermi a disagio: il mio amore per la letteratura è oramai parecchio noto. Però mi piace parlare di libri, coinvolgere più persone e sopratutto condividere questo mio amore con chi riesce a capirlo, a comprendere. Perchè per un lettore, cosa c’è di più bello se non vivere di storie? Queste sono le mie di storie indimenticabili, straordinarie, storie in cui mi sono sentita ferita, guarita, amata e curata e che, in momenti particolari della mia vita, sono esplosi come fiumi in piena. Trattati come fosse oro, portate in giro con cautela come ciotole d’oro bollente che custodisco gelosamente.

La fantascienza incontra la più bella manifestazione popolare, sin da sempre amata da tutti: la favola. Trascinante, romantico, fiabesco, a tratti intenso e drammatico, Gilded è una favola moderna talmente bello, un po' più maturo della saga delle Cronache lunari, in cui mi sono immersa al punto tale da non saper distinguere la realtà dalla finzione. Semplice ed emozionante, il romanzo funge come una sorta di omaggio alle favole di Perrault ed, efficace e fantasioso, traccia una linea invisibile tra presente e passato. Ritagliando un posto speciale persino nei cuori di coloro che credono che leggere questo genere di storie non sia altro che una perdita di tempo.

Titolo: Gilded

Autore: Marissa Meyer

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 24 €

N° di pagine: 552

Trama: C'era una volta la figlia di un mugnaio… Colpita dalla maledizione di Wyrdith, dio delle storie e della menzogna, Serilda ha sviluppato un incredibile talento per il racconto: quelle con cui incanta i bambini del villaggio sono vicende intriganti, bizzarre, e soprattutto non contengono un briciolo di verità. O almeno così credono tutti. Ma una delle sue storie attira l'attenzione del mostruoso Erlking con i suoi cacciatori non-morti. E così Serilda si ritrova prigioniera in un luogo sinistro, dove si aggirano ghoul, fantasmi e ripugnanti corvi senza occhi. Chiusa nelle segrete del castello, la ragazza è costretta a dimostrare di saper trasformare la paglia in oro – come ha affermato – o sarà uccisa per aver mentito. Disperata, Serilda ha una sola possibilità: accettare l'aiuto di un ragazzo che le è misteriosamente comparso davanti. E che vuole qualcosa in cambio. Presto Serilda si accorge che le vetuste mura del castello celano molti segreti, compreso un antico maleficio. Dovrà trovare il modo di spezzarlo se vuole riuscire a fermare il dispotico potere del re e la sua feroce Caccia una volta per tutte.

mercoledì, agosto 14, 2024

Slanci del cuore: i miei romanzi preferiti 2°

Non mi capita di scrivere così repentinamente un testo. Che si tratti di una recensione o di un post, una dichiarazione d’amore ai libri e alla letteratura, l’ennesimo, non mi scopro mai a riporre quasi di getto queste poche righe. Una mano mi indirizza verso cieli di storie amate ed esplorate in passato, l’altra verso strade o fronti sconosciuti. Sentieri ancora da scrutare, osservare e che, una volta visitati, recano un’infinità di messaggi straordinari. Da quant’è ho abbracciato la scrittura, come parte fondamentale del mio spirito, leggere non equivale solo ad un passatempo quanto ad un impegno. Quale? Quello di capire, comprendere i motivi che spinsero l’autore o l’autrice a scrivere quella determinata opera, quali sentimenti si dibatterono sul suo cuore e quali furono le conseguenze. In sostanza, la sua genesi, e da qui assimilare. Cosa ho assimilato in tutti questi anni? Sicuramente un andamento in cui la vita, l’atto di leggere divenisse più divertente. Il ritmo incalzante delle mie scorribande letterarie conduce verso frontiere inesplorate ma belle, ma in cui il tempo per poterle assimilare mi ha concesso tante cose. Tutti i romanzi alla fine, in un modo o nell’altro, che si tratti di belle letture o brutte letture, lasciano un segno. In questa prima parte, vi parlo di romanzi che ho amato solo qualche tempo fa, e che quando cinque anni fa pubblicavo un post simile non ne sapevo nemmeno l’esistenza. Con la loro accozzaglia di parole, suoni messe di traverso che, nella cittadella della mia coscienza, hanno un peso, una certa importanza.

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Nelle stanze buie e polverose dell’anima della sua autrice, offrendoci come spettacolo qualcosa di malinconico, che resta ai bordi, a cui fanno da cornice personaggi che entrano nella lotteria della vita, e che cadono in questa torbida malinconia come gelatina. Inconsapevoli del loro vagabondare e le cui uniche avventure si svolgono fra bianche e candide lenzuola. O, per essere più precisa, fra le fronde verdeggianti di un luogo misterioso e cupo.

Titolo: La foresta della notte
Autore: Djuna Barnes

Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 12 €

N° di pagine: 176

Trama: Al centro della Foresta della Notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava «una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana». E presto il romanzo sarebbe diventato una leggenda. La foresta della notte è del 1936.

domenica, febbraio 06, 2022

Le TBR: richiami dell'anima 10 °

Quando inizia un nuovo mese, un nuovo anno, mi piace organizzarmi come meglio posso e come più mi piace purchè il mese che accoglieremo non mi veda mai impreparata. Mi rendo conto, che talvolta la vita bisogna viverla esattamente com’è: senza alcun progetto o l’idea di realizzare qualche passo falso, alla giornata insomma. Ma quello di vivere inconsapevolmente, senza alcun peso o ragione, è sempre stato uno degli aspetti più repellenti della mia persona. Non bisognerebbe mai creare castelli di sabbia, ma io amo sguazzarci in questi castelli. Mi aiutano a pormi preparata, a non ricevere brutti colpi che potrebbero per un momento destabilizzarti, in un secondo ammattirti come un anima alla deriva. La vita è in grado anche di darci delle indicazioni; bisogna solo essere in grado di saperli cogliere questi indizi. Perciò, in fatto di letture, ma anche nella vita in generale, il mio mood prevede un programma piuttosto sostanzioso, e poi, quando meno me lo aspetto, momenti vissuti che non solo mi riscattano ma mi rendono felice. Dall’ultima pila di romanzi che mi piacerebbe leggere, è trascorso esattamente un mese. Quelle letture che avevo deciso saranno state lette? Avrò raggiunto il mio intento? Beh, si… e abbondantemente! Perciò, perché non provarci ancora? Del resto certe sfide stimolano la mia coscienza a tenermi aggrappata alla vita con gioia e forza. Allietano momenti in cui la felicità è solo una mera parvenza di forme sofisticate di silenzio. E i libri in tutto ciò hanno sempre funto da collegamento nell’acquietare e smorzare tutto questo.
Con la stessa voce e un registro di tematiche lievemente diverso, ecco che a un passo di distanza dal mese che ci siamo lasciati alle spalle, vi presento quelle letture confido possano affiancarmi in questo secondo mese dell’anno, zuccheroso, scintillante, stucchevole per chi è in dolce compagnia, ma che parla lentamente e dolcemente al mio cuore con una forza appena percepibile inglobata in ciascuna parola che confido possano esalare questi testi.

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Titolo: Mary Barton
Autore: Elizabeth Gaskell
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 14, 50 €
N° di pagine: 378
Trama: A Manchester, negli anni dell’Inghilterra vittoriana, vivono due famiglie proletarie, i Barton e i Wilson. Mary Barton, orfana da poco della madre, lavora come sarta, abita col padre John, fervido sostenitore dei movimenti sindacali, ed è corteggiata sia dall’onesto e affettuoso Jem Wilson che dal ricco e insidioso Henry Carson. La volontà di emanciparsi economicamente, una punta di vanità e la paura di diventare una delle tante “donne perdute” del tempo portano Mary a non accettare l’affetto sincero di Jem per assicurarsi un matrimonio più solido con Henry. Una scelta che le costerà cara.

domenica, gennaio 09, 2022

Le TBR: richiami dell'anima 9°

 L’inizio dell’anno sortisce quasi sempre forti sentimenti di speranza e aspettative. Vorresti valicare qualunque confine, solcare qualunque mare, luogo, nazione ma questo sembra così difficile a parole che solo quando lo metti in pratica riesci a comprenderne effettivamente la sua attinenza. La letteratura mi ha sempre donato assetti simili. Le sensazioni che scaturiscono, i luoghi in cui mi conduce sono quasi sempre incredibili, straordinarie. Del resto l’atto del leggere è il mezzo migliore per fantasticare, aspettare e caricare e poi ripartire con il suo braccio magico, dirimpetto a qualcosa che non sempre conosco.

Eppure no, nessuno di questi viaggi ha rifiutato la mia presenza. E questo 2022 mi vede stilare l’ennesima lista di quei romanzi che confido possano tenermi prigioniera per qualche tempo, si osserva mediante un binocolo invisibile alcuni assetti in cui mi ritrovo e mi sorprendo quasi sempre felice di vedere. Ed ecco che per l’ennesima volta sono arrivata a parlare di letteratura, ecco formatasi l’ennesima pila, ecco che fra riletture e recuperoni prometto a me stessa di scoprire effettivamente la bellezza per me conosciutissima di questi viaggi chiedendomi però quali siano le vere ragioni per cui riconducono sempre alla mia anima.

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Titolo: Il monaco
Autore: Matthew Gregory Lewis
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 496
Trama: Ambrosio, monaco dell’ordine dei Cappuccini di Madrid, è conosciuto in città per la sua saggezza e la condotta virtuosa. Fino al giorno in cui scopre che il discepolo con cui ha un profondo legame è in realtà una fanciulla, Matilda. Caduto in tentazioni sempre più torbide, Ambrosio ricorrerà alla magia e al demonio nel tentativo di celare i propri crimini all’Inquisizione.

mercoledì, agosto 25, 2021

Slanci del cuore: romanzi vissuti più volte

Di romanzi belli, indimenticabili, durante il mio percorso di lettrice, ce ne sono stati a gran misura. Quando una storia, un opera è scritta, raccontata così bene e dalla quale trapelano sensazioni, emozioni impossibili da tenersi dentro, qualcosa dentro di me va automaticamente al suo posto, e confidare che qualcosa di simile possa eguagliare o addirittura superare tale magnificenza è davvero impossibile. Ho letto romanzi che fanno parte di me, letti e vissuti un mucchio di volte, nient’altro che semplici storie con un guazzabuglio di tematiche da cui alla fine si impara sempre qualcosa. Quali furono questi romanzi? Semplice! Quelli letti più volte. E quali libri ho letto più volte? Beh, lascerò che siate voi a dirmi se concordate o meno con me con l’idea che certe letture bisogna leggerle o viverle più volte. Nessuna motivazione particolare, solo una scia di benessere così soffocante come un profumo.

Primo fra tutti, come non citare un avventura amorosa di due anime dannate, contrite, legate da un amore indissolubile - fino a quando esaleranno il loro ultimo respiro, per poter così finalmente farli fuggire nell'unico luogo dove né il cielo né l'inferno potranno mai trovarli - che precipita irrimediabilmente, scena dopo scena, in una catena di catastrofi?!?



Titolo: Cime tempestose
Autore: Emily Bronte
Editore: Feltrinelli
N° di pagine: 428
Prezzo: € 9, 50
Trama: “Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. È così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall'altro l'attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.”

giovedì, agosto 05, 2021

Le TBR: richiami dell'anima 4°

Giungo a inizio mese che le letture che attendono e languiscono sullo scaffale da tempo immemore si depositano nell’insieme fra priorità e progetti vari: mi ritrovo a voler leggere molti più romanzi che io stessa riesca a leggere. Una lettrice meticolosa, ambiziosa, curiosa come me approfitta della breve sosta degli ultimi giorni del mese per tirare le somme e realizzare bilanci. Non bilancio le mie letture solo a fine anno, ma a fine mese come tradizione letteraria che niente e nessuno mi ha mai tolto sino ad ora. E in questi bilanci compaiono quasi sempre pile e pile di romanzi, che redarguiscono la mia avanzata lenta in percorsi o luoghi inesplorati. Non è che non sia capace di seguire certi progetti, solo che talvolta dò maggiore ascolto a ciò che mi sussurrano l’emozioni. Allora perché quest’ennesimo post di cosa leggerò ad Agosto? 

Semplice! Mi anticipa quei momenti in cui, devastata o destabilizzata dall’ennesima splendida lettura, cammino a tentoni verso una nuova meta. In questo modo so dove arrivare, recuperando tempo, concedendo opportunità a chi attende pazientemente da tempo immemore. Tutto questo per dire, che alla fine, il bello delle TBR non sta nell’intestardirsi a rispettarle, quanto nel piacere stesso di farle. Ed io qui ne sono una grande estimatrice, anche dell’imprevedibilità della vita!

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Titolo: Il segreto di Lady Audley
Autori: Mary Elizabeth Braddon
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 19 €
N° di pagine: 480
Trama: Al talento nel tenere avvinto il lettore univa una sensibilità tutta femminile e una coscienza sociale attraverso cui sono filtrate le vicende dei suoi scritti, Sir Michael Audley, vedovo da anni, sposa la giovane e bellissima Lucy Graham, un’istitutrice dall’oscuro passato i cui capricci scatenano la gelosia di Alicia, la figlia di primo letto poco più che adolescente. Un giorno Robert Audley, lo sfaccendato nipote, avvocato a tempo perso, porta con sé in visita George Talboys, un caro amico appena tornato dall’Australi e prostrato da una recente vedovanza – o almeno così sembra -, che d’un tratto scompare misteriosamente. Facendo i conti con le menzogne, l’inganno, e anche un tentato omicidio nei suoi confronti, sarà proprio Robert, le cui doti di tenacia e intelligenza erano state finora celate da un carattere indolente, a intraprendere un’indagine dai risvolti inattesi che condurrà allo scioccante e imprevedibile colpo di scena finale. 

venerdì, marzo 19, 2021

Supereroi incorruttibili ma distruttibili: the pather's day

Ogni festa, tradizione o evento è diverso e si discosta per temi, colori e casualità da altri. Quella della Festa del Papà è una delle tante tradizioni popolari o culturali che la si commemora nel ricordare, porre un gesto di dolcezza e tenerezza all’uomo che ti ha messo al mondo, quello che per le femminucce è il suo principe azzurro mentre per i maschietti il super eroe dalla corazza indistruttibile, che tuttavia lo si riesce a vedere così anche quando gli anni passano. Si osannano e si vedono i papà come antieroi di una realtà soffocante o difficile da cui si chiede nient’altro che conforto. 

Pur di portare una ventata d'aria fresca in questo salotto virtuale, ho così maturato l’idea di pubblicare quest’oggi un post un po’ diverso dal solito, ed organizzandomi in un sabato all’insegna del relax e del puro svago, ho estrapolato dalla mia personalissima libreria alcuni volumi che a mio avviso richiamano questo particolare tema: quello del rapporto fra padri e figli. E poiché amo riscontrare in letteratura qualunque forma di amore, checchè sia fra due giovani innamorati, una madre e una figlia, un nipote e una nonna, ho desiderato guardare queste opere che vi cito con altri occhi. Opere che nel corso del tempo ho letto e riletto, che scandagliano qualunque forma di affetto, dal gesto più insulso a quello più eclatante.

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Primo fra tutti di questa lista, un romanzo alla ricerca costante di identità. Quella del nonno paterno e del padre di Oskar, la cui vita recisa dalle Torri Gemelli è una folle avventure nei recessi della mente e del cuore umano.




lunedì, febbraio 08, 2021

Gocce d'inchiostro: Concerto di una sera d'estate senza poeta - Klaus Modick

Gira e rigira, romanzi intensi e densi di contenuti approdano nel mio salotto virtuale con una certa cadenza. Ad ogni modo, e per fortuna, sino ad oggi non ne sono rimasta delusa, però mi manca lo slancio, l’ispirazione in cui confido per il suo approccio, quella scintilla di interesse che mi faccia leggere quel determinato romanzo perché mi affascina – o mi chiami, come piace definirlo -, anziché per << dovere >>. Questo romanzo, la cui copertina è già di per se bellissima, è stata una lettura molto bella che ho accolto con una certa diffidenza mediante una reading challange a cui sto partecipando da inizio anno. L’espediente è di conoscere, approcciarsi ad autori sconosciuti e non, inerenti a delle tracce, che promettono viaggi spericolati e mozzafiato da cui ne esco quasi sempre guasta. Da quant’è partecipo è stato così, e anche con il romanzo di Klaus Modick la sua lettura è stato meno facile del previsto ma denso, ricco di svariati punti di vista fra letteratura, arte e pittura, che riscrive il mondo di Rilke mediante l’occhio di poeta. Ci si accosta alla sua aura mistica, quasi inavvicinabile, disegnando nel nulla parole, caricando voci che hanno una loro figura, riproducono qualcosa di buon gusto e pregio. L’individuo è un essere senziente venuto al mondo forse perché ha completamente perso la sua direzione. Cosa fare per rinascere da un mondo così piatto e vacuo?

 

Titolo: Concerto di una sera d’estate senza poeta
Autore: Klaus Modick
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 240
Trama: All’inizio del secolo scorso a Worpswede, nel nord della Germania, si erge una dimora che, con le pareti bianche e le finestre chiare, spicca fra le tante fattorie tozze e cupe della regione. È circondata di rose e, soprattutto, di betulle e si chiama perciò Barkenhoff, la casa delle betulle. Dal tetto fino alle cantine, non c’è stanza né oggetto dell’edificio che non sia stato elaborato o modellato dal suo creatore: Heinrich Vogeler, il << principe azzurro di Worpswede >>, il re dello Jugendstil, lo stile nuvo che ha elevato ad arte l’ornamento; un giovane uomo che si aggira nelle campagne intorno alla casa in completo da bohèmien Biedermeir, con tanto di colletto rialzato e fazzoletto da collo, cilindo e bastone da passeggio. Vera e propria opera d’arte totale, Barkenhoff ha attratto presso di sé i maggiori artisti e letterati dell’epoca. Tra tutti, il poeta uniuto da un intenso sodalizio spirituale con Vogeler: Rainer Maria Rilke, il giovane Bohèmien che ha dato del filo da torcere a tutti a Worpswede, andandosene in giro con la camicia fuori dai pantaloni e declamando versi nella sua stanza, mentre picchiava sull’assito i suoi stivali rossi a ritmo indolente e irregolare. Invitato per l’Esposizione d’arte della Germania nordoccidentale, Vogeler è in partenza per Berlino, dove si presenterà nel suo travestimento da << principe azzurro di Worpswede >>. E la granduchessa o il granduca, con indosso l’uniforme di gala, gli consegneranno la Gran medaglia d’oro per l’arte e la scienza per il suo Concerto, un quadro celebrato da un esperto come un inno sonoro alla pace della sera, un momento di festa, di gioia di vivere meditativa. L’esperto non sa che l’opera rappresenta per Vogeler l’esatto opposto: una tragica assenza e un follimento. La tragica assenza è quella di Rilke. Il poeta, nel dipinto, avrebbe dovuto sedere fra paula e Clara, là dove si è seduto quando è comparso per la prima volta al Barenhoff, un genio enigmatico e precoce le cui parole e sguardi facevano struggere le due donne. Il posto, invece, è vuoto, in un’opera che sancisce deliberatamente la fine del sodalizio tra un artista e un poeta che non si limitava a poetare. Il fallimento è quello dell’intera famiglia del Barkenhoff, la comunità di artisti andata in pezzi quando le dolci parole del poeta, per il quale le donne erano amanti o, nella migliore delle ipotesi, muse, sono improvvisamente apparse solo come vuote ideologiche, prediche di un ciarlatano.

martedì, febbraio 02, 2021

Romanzi su misura: Gennaio

Malgrado i miei più umili propositi, questo primo mese dell’anno mi sorprese impelagata in situazioni o vicende che in un primo momento mi hanno destabilizzata, in un secondo attanagliata nella sua morsa ferrea. Di sorprese, al giorno d’oggi, ve ne sono di consuete che ti inducono a vestire i panni di situazioni in cui raccapezzarsi non è semplice. Nella landa deserta della mia vita, tuttavia, ad accrescere un racconto tendenzialmente banale e poco originale è la gioia perpetua di catturare il pensiero astratto su carta di altri individui, interpretare il loro linguaggio contorto, comprendere come talvolta si è veramente fortunati a donare sangue e vita a tutto questo.
Questo lungo preambolo, per dire, che questo mese dell’anno è stato essenzialmente inquieto, ma la luce accecante del lavoro che riverso nelle recensioni che scrivo, nei romanzi che leggo, ha reso più magnifico il tutto. Così disguastata del mondo da condurre un esistenza vana, lasciandomi consumare dai rintocchi di storie perlopiù belle il cui eco risuona ancora nella mia testa.

 

 

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Romanzi su misura in carta e inchiostro:


Immerso in una patina di cupezza, drammaticità, fatalità che sedimenta nell’animo come un male incurabile, sentendoci oppressi, desiderosi di scovare una via di fuga abbracciando nuovi dogmi o paradigmi, esplica forti concetti che non ammettono alcun tipo di disuguaglianza. Vivendo ciò che si credeva perduto, conformandosi poi in un'unica bellissima materia.
Valutazione d’inchiostro: 4

 
 
 
 
 
 
 

giovedì, gennaio 21, 2021

Gocce d'inchiostro: Borgo sud - Donatella Di Pietrantonio

Questo primo mese dell’anno è stato protagonista di numerosi eventi. Testimone di spericolate ed improvvisate avventure, ma soprattutto di nuove ordinanze e restrinzioni che mi hanno costretta a restare a casa. Questi giorni, dunque, li ho vissuti sopravvivendo alla noia, alla monotonia, mediante letture che non compievo da un sacco di tempo. Romanzi appena pubblicati o che attendono sullo scaffale da un sacco di tempo, che mi autorizzò ad accrescere il mio incommensurabile amore per la letteratura. Non nego però che amo la letteratura inglese, quella classica, e quando mi imbatto nelle opere di autori italiani la mia fronte si increspa perché dubbiosa di scovare l’ennesimo buco nell’acqua.
Ma ora che ripongo queste poche righe, mi sorprendo stravolta, sconvolta, smarrita per essere finita fra le maglie di una storia che ha toccato punti salienti della mia giovane anima. Il temuto, magnifico seguito di un romanzo che francamente non conoscevo, prima di adesso, il cui abbraccio è stato inevitabile perché tutt’altro paio di maniche rispetto ad altre storie di autori nostrani, tanto che sul momento pensai non fosse all’altezza, ma questo tuffo in un mondo di cui confido di poter esplorare nuovamente, le cronache di vita di una donna il cui nome non ci verrà mai rivelato, nel tempo mi indurrà a tornarci e scrivere qualcosa al riguardo che fosse degno di nota, solo una sfilza di pensieri o squarci di ricordi di cui il tempo confido possa farmi dono.

Titolo: Borgo sud
Autore: Donatella Di Pietroantonio
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 168
Trama: E’ il momento più buio della notte, quello che precede l’alba, quando Adriana tempesta alla porta con un neonato tra le braccia. Non si vedevano da un po’, e sua sorella nemmeno sapeva che lei aspettasse un figlio. Ma da chi sta scappando? E’ davvero in pericolo? Adriana porta sempre uno scompiglio vitale, impudente, ma soprattutto una spinta risoluta a guardare in faccia la verità. Anche quella più scomoda, o troppo amara. Così tutt’a un tratto le stanze si riempiono di voci, di dubbi, di domande. Entrando nell’appartamento della sorella e di suo marito. Adtiana, arruffata e in fuga, apparente portatrice di disordine, indicherà la crepa su cui poggia quel matrimonio: le assenze di Piero, la sua tenerezza, la sua eleganza distaccata, assumono piano piano una valenza tutta diversa. Anni dopo, una telefonata improvvisa costringe la narratrice di questa storia a partire di corsa dalla città francese in cui ha deciso di vivere. Inizia una notte interminabile di viaggio – in cui mettere insieme i ricordi -, che la riporterà a Pescara, e precisamente a Borgo Sud, la zona marinara della città. È lì, in quel microcosmo così impenetrabile eppure così accogliente, con le sue leggi indiscutibili e la sua gente ospitale e rude, che potrà scoprire cos’è realmente successo, e forse fare pace col passato.

venerdì, gennaio 15, 2021

Danzando su carta: 20 °

Lo so che di libri da leggere ne ho ancora a bizzeffe, ma il Natale per un lettore è un Natale zeppo di libri. Non ne posso fare a meno! Chi mi conosce sa, che bastano una manciata di fogli stipati in copertine bellissime e colorate vergate da una scrittura fine che profuma ancora d’inchiostro, per rendermi felice. Amo particolarmente le borse, gli accessori, oggetti di cartoleria, ma ciò di cui non riesco proprio farne a meno è la lettura. Oramai è troppo tardi per arrestare questo fiume in piena. Ci sarebbero tante letture che desidero ancora vivere, il fior fiore di ciò che più mi aggrada. Capiclasse della letteratura, campioni di penna e dibattito, prodigi della scrittura per molti incomprensibili e inavvicinabili. Ma a me piacciono tantissimo lo stesso, ed insieme alla pila di romanzi ancora da leggere se ne è aggiunta un’altra che mi è stata gentilmente offerta come dono natalizio. Voleva essere un semplice gesto di attenzione, ma per me è equivalso alla completa felicità, perché una volta disfatto il pacco non ho potuto trattenere moti di imprescindibile felicità. Niente di assolutamente impensabile da vietarmi di passare le prossime settimane, a quanto pare in assoluto silenzio, perlomeno nella mia città, in compagnia di tali fantasmi.

 

Titolo: L’ombra del vento
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 25 €
N° di pagine: 432
Trama: Un’edizione celebrativa e di grandissimo pregio, impreziosita dalle fotografie suggestive di Frances Català – Roca, fotografo catalano recentemente riscoperto, che alla Barcellona del dopoguerra ha dedicato fotografie profondamente evocative, ideale controparte del testo di Carlos Ruiz Zafon.

venerdì, gennaio 01, 2021

Romanzi su misura: Dicembre

La bellezza dei recap, lo stilare letture che si conoscono, rivolte a nessuno in particolare, alla nostra anima a chi ci legge o ascolta, fu che alla fine niente e nessuno ti impediasce di leggere. A differenza di tantissime persone che mi circondono, ho sempre amato leggere. Vivo leggendo, e i miei recap, le mie entrate librose, le recensioni più vivide esplicano una parte di tutto questo. Anche per questo mese, il numero di romanzi letti non sono stati pochi. Non che io voglia vincere una gara, ma semplicemente colmare lacune incolmabili che attendono di essere colmate da un sacco di tempo, o, acquietare quella sete di curiosità che ogniqualvolta mi divora le viscere.. Il nuovo anno confido si prospetti migliore di questo, con nuove scoperte letterarie, nuovi autori già conosciuti ma da approfondire maggiormente. Nel frattempo, mentre l’orologio scandisce il suo regolare tic tac, ecco il resoconto letterario dell’ultimo mese dell’anno, che mi hanno fatto soggiornare in diversi luoghi, fatto prendere consapevolezza come hanno adempiuto al loro dovere: trascinato in posti, situazioni o eventi che hanno lasciato un segno del loro passaggio.

Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Una storia che altri non è che un sudario di rinascita, ricerca interiore di se, della propria integrità che ha spiccato come un barlume di energia in un mare di rinunce e spossatezza. Con la voce gracchiante dell’autore che mi risuonava nelle orecchie, durante il corso della lettura, che mi ha reso contenta per essermi trovata al suo fianco. 

Valutazione d’inchiostro: 4

 

 

 

 

lunedì, dicembre 28, 2020

Gocce d'inchiostro: Semplicemente perfetto - Jostein Gaarder

La fine dell’anno diventa sempre più vicina, pressante, spasmodico in cui ho accettato di abbracciare tutto questo con un entusiasmo che non credevo di riservare da tantissimo tempo. Hanno fatto seguito giorni di spericolati viaggi, avventure nel più profondo degli oceani, che mi hanno tenuta dentro, fatto parte di storie d’amore, comuni o individuali in cui mi è stato possibile riconoscermi. Specchiarsi affinchè qualcosa andasse al suo posto. Perciò le letture che propongo, specialmente in questi ultimi giorni, fanno testo a sentimenti forti, emozioni vivide che pronunciano una dose di sconcertato fascino. Niente di nuovo, praticamente. Solo qualche lettura in più per colmare la monotonia di questi ultimi giorni. E fu così che mi imbattei in questo piccolo, delizioso romanzo in cui l’uomo buono è creatore del suo destino, ma anche pretenzioso a volerlo cambiare. Ci si guarda attorno per comprendere cosa e chi effettivamente non ci soddisfa, ci si nasconde dietro ricordi, sqaurci di vita che tengono in vita, ma soprattutto alle possibilità che essi possano rievocare momenti che vengono spesso soppiantati.

Semplicemente perfetto è un alcola di momenti, attimi in cui ci si rifugia staccandosi dal mondo esterno e, aspro, quasi cinico, gira e rigira sulla nostra identità, il modo di essere integrati nel mondo degli altri, come comportarsi nell’effettivs visione delle nostre funzioni.

 

Titolo: Semplicemente perfetto
Autore: Josteein Garder
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 16, 90 €
N° di pagine: 144
Trama: E’ il suo primo giorno all’università di Oslo quando il diciannovenne Albert nota una ragazza dalla quale non riesce a distogliere lo sguardo. Il suo nome è Eirin. Non si sono mai visti prima e nonsi lasceranno mai. Dopo trentasette anni di vita passati insieme., Eirin è in Australia a un congresso di biologia marina quando Albert riceve dal proprio medico una notizia devastante. Come può andare avanti dopo aver saputo? Per trovare una risposta, si rifugia nella Casa delle fiabe, il cottage immerso nel verde sulla riva del lago dove è solito ritirarsi con la famiglia nel tempo libero. Completamente isolato, si concede ventiquattro ore per scrivere il suo addio al mondo e alle persone che ama. Vuole raccontare tutto, anche quello che fino a oggi ha tenuto gelosamente segreto, ma vuole anche interrogare se stesso su quale sia il senso dell’ultimo del nostro esistere. E proprio quando si è sicuro che ogni speranza è spenta, quando ha davanti solo la tenebra più fitta, come le notti in cui cui remava fino al centro del lago per scrutarne l’abisso, Albert capisce che c’è ancora una risposta, c’è uno spiraglio che si apre sul buio.

sabato, dicembre 26, 2020

Gocce d'inchiostro: La felicità sulla porta di casa - Jason F Wright

Dopo l’avvento del Natale, certe letture sembrano obbligatorie nonostante io abbia letto questo romanzo prima di Natale, in un pomeriggio, mentre il mondo proseguiva il suo lento corso. Di altre letture in programmazione ce ne sono a bizzeffe, che volontariamente sto procrastinando all’anno venturo. Ma con questo romanzo accadde una cosa piuttosto strana, o interessante, o una cosa stranamente interessante, comunque inattesa, o almeno così sembrò all’inizio, ma adesso che ripongo queste poche righe constato come si tratti dell’ennesimo espendiente magico. Non qualcosa che ha a che fare con l’illusione, ma col richiamo intrinseco di certe storie di reclamare la nostra attenzione in un momento imprecisato della nostra vita. Questo romanzo, la cui copertina è di per sé bellissima, natalizia, si sporse dinanzi a me guardandosi attorno, scrutando una parte di me stessa, che è sempre disponibile a cibarsi di questo tipo di letture. E devo dire che la sorpresa è stata delle più piacevoli. Certamente non quel tipo di lettura per cui rinuncerei a qualunque cosa, a ciò che mi è più caro, ma che esplica svariati significati. Alla fine il bello di certi libri sta nel significato che celano le loro pagine, ciò che quel determinato autore vuole trasmetterci. Sia nel Bene sia nel Male. Ma questo romanzo non possiede niente di malvagio, fasullo, intricato. Si pone esattamente com’è: una proposta natalizia che interpreta il mondo e la realtà circostante da un Io completamente diverso dal mio, e che ho abbracciato con grande fascino.

Titolo: La felicità sulla porta di casa

Autore: Jason Wright

Casa editrice: Garzanti

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 144

Trama: E’ il 25 dicembre quando Hope Jensen riceve un dono inaspettato: sulla porta di casa trova un barattolo pieno di monete, avvolto in un grande fiocco rosso. Nessuna traccia del mittente, nessun biglietto. Il regalo, però, riesce a strapparle un sorriso, dopo tanto tempo. Questo, per lei, è un Natale particolarmente difficile, perché ha appena perso la donna che l’ha cresciuta come una figlia. Quando, grazie al suo talento di giornalista, Hope scopre di non essere l’unica persona ad aver ricevuto un << barattolo di Natale >> da parte di un benefattore anonimo, non riesce a crederci. Si trova di fronte a una vera e propria gara di solidarietà, un’iniziativa ispirata da sentimenti di amore e gentilezza. Un piccolo gesto, capace di cambiare la vita di persone che attraversano un momento di sofferenza. Per questo, ognuno di loro decide di farlo proprio e di ricambiarlo. Hope deve scoprire dove tutto ha avuto inizio, perché trovare quel barattolo le ha aperto gli occhi sulla magia delle luci che addobbano la città. Ha fatto crescere dentro di lei un senso di speranza che credeva perduto. Ancora non riesce a immaginare dove la porterà quella ricerca, ma in fondo il desiderio più bello è quello che non abbiamo mai espresso.

giovedì, dicembre 10, 2020

Nient'altro che libri e fiocchi di neve 2°

 Libri a tema natalizio. Quale miglior modo per rallegrare un lettore? Il mio proposito di consigliare qualche lettura a tema fu una decisione che presi inconsapevolmente, e che feci come mia nel momento in cui mi resi conto che al Natale, alla fine dell’anno manca oramai davvero poco … e per fortuna! Non potrei chiedere di meglio. Dimenticare un anno così disastroso, difficile e assurdo. Ma senza andare oltre, ecco che certe passioni aiutano a rimpiazzare il vuoto che hai dentro. La lettura è davvero una valvola di sfogo, riempie qualunque momento della tua vita, ma soprattutto ti permette di viaggiare comodamente seduta. Cos’altro chiedere di meglio?
Ebbene, questi i miei consigli a tema natalizio. Romanzi che ho letto e vissuto qualche tempo fa ma che, talvolta, mi piace rispolverare. Storie che stanziano ai bordi delle nostre anime, che conducono in tanti posti, regalano avventure o momenti indimenticabili senza chiedere nulla in cambio.

sabato, novembre 14, 2020

Slanci del cuore: i miei romanzi preferiti

Quando si parla di libri mi scopro sempre euforica. Non solo per la cosa in se, la loro trama, i personaggi che una volta incarnati in persone avrebbero parlato, ma le benevole cure che riservo. I libri, la letteratura sono da sempre e per sempre la linfa vitale del mio essere, e da lettrice forte e ossessivo/compulsivo ci sono stati romanzi, nel lungo e insidioso cammino della vita, che hanno rispecchiato la mia anima semplice e tranquilla, e in particolare fatto vibrare le corde invisibili del mio cuore.
Questo per dire, che nelle mie strapiene libreri, ci sono tantissimi romanzi che ho amato  e divorato un mucchio di volte. Ognuno di essi conserva un frammento di anima, che rievoca momenti in cui mi recavo in una fuligginosa Barcellona o scintillante Los Angeles, nel cuore della notte, con le orecchie la voce gracchiante di un autore o un autrice sconosciuto/a. E per evitare di dilungarmi troppo, ecco i romanzi che desidero parlarvi che sono per me pilastri, parti integranti letteralmente conformi alla mia persona. Libri, libroni, libriccini che agli occhi di molti non svolgono alcun ruolo fondamentale, ma, in sostanza, parlano di me e degli anni duri che ognuno di noi ha vissuto in passato. Racconto di tutti i film che mi hanno vista protagonista nel corso della mia vita.

                          
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Primo fra tutti in questa lista, come non ricordare l’omaggio alle favole che ero solita vedere quando ero bambina, efficace e fantasioso?!? Romanzo che ha tracciato una linea invisibile tra presente e passato.

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