domenica, febbraio 15, 2026

Gocce d'inchiostro: Come un libro ritrovato - Nick Bradley

Riuscire a guardarsi attorno con gli occhi degli altri, è un esercizio questo da cui si può trarre insegnamento.

Nella mia prolifica carriera di lettrice, so meglio di chiunque altro quanto ami leggere, e la lettura talvolta è legata all'importanza dell'individualità e all'importanza che l'uomo attribuisce alla vita in generale.

Questa breve introduzione solo per dire che, a distanza di poco tempo, ho ospitato, nel mio salotto letterario virtuale, una creatura proveniente da un altro mondo e la produzione artistica di un uomo, il suo autore, che fece di questo romanzo ponte o forma di conoscenza per esplorare il mondo. Questa volta, questa nuova venuta, con una storia incentrata sull'importanza dell'individuo, il mondo circostante e, soprattutto, ciò che egli può imparare dal mondo circostante.


Titolo: Come un libro ritrovato

Autore: Nick Bradley

Casa editrice: Nord

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 384

Trama: Flo è sempre stata brava con le parole. Eppure ultimamente non ne trova nemmeno una per descrivere come si sente. Di sicuro non è più felice a Tokyo: è come se la città dei suoi sogni fosse diventata all'improvviso ostile e caotica; e anche il suo lavoro di traduttrice è ormai scivolato in una routine poco stimolante. Almeno fino al giorno in cui, su un sedile della metropolitana, non trova un libro dimenticato… A Onomichi, sonnacchiosa località sul mare interno del Giappone, è come se il tempo si fosse fermato. Qui, all'ombra dei venticinque templi accoccolati tra le colline, c'è il caffè di nonna Ayako. È da tanto che Kyo non va a farle visita, ma adesso, dopo essere stato bocciato all'esame di ammissione all'università, ha un disperato bisogno di allontanarsi da Tokyo per capire che cosa vuole davvero. Tuttavia, se sperava di avere dalla nonna affetto e comprensione, si sbaglia di grosso: Ayako è una donna brusca e ruvida come la corteccia di un albero secolare, soprattutto con lui. A poco a poco, però, Kyo si rende conto che quella freddezza è solo una corazza che la nonna si è cucita addosso per nascondere le ferite del passato e il rimpianto per un errore che non riesce a perdonarsi. In realtà, Kyo e la nonna sono più simili di quanto non sembri, e sarà proprio lui, con le sue imperfezioni e le sue insicurezze, a darle il coraggio di liberarsi del peso di troppi segreti… Ci sono storie che ci trovano quando ne abbiamo più bisogno. E la storia di Kyo e Ayako riaccende l'entusiasmo di Flo e la spinge a mettersi alla ricerca del suo misterioso autore. Quel libro è stato come una luce capace d'illuminare gli angoli più bui della sua anima, e ora lei vorrebbe tradurlo e portare quella luce a più persone possibili. Perché non esiste piacere più grande di condividere un romanzo che ci ha toccato il cuore.

La recensione:

Se per qualche minuto poso la penna sul mio immancabile bloc notes, seduta sul mio morbido letto, ricordi dalla forte e impenetrabile natura invadono le stanze buie del mio animo. Ricordi vividi, un bagaglio di emozioni altalenanti che avevano distorto la mia anima, con dettagli che a me avevano dato molto più di quel che credevo. Questa nuova impennata nel mondo orientale, verso un piccolo bagaglio di storie che sovrastano i nostri orizzonti e segnalano la posizione del suo autore come cantastorie, non mi ha distrutto, né lasciato come niente da ciò che avrei dovuto aspettarmi.Da dietro una prosa asciutta, semplice, talvolta può nascondersi un abile lettore di anime. Questo non è il caso di Nick Bradley che, senza alcun pregiudizio, non dona niente la cui materia grigia avrebbe potuto avvicinarsi alle cose, sottolineandole nel modo più accurato possibile. Ci sono momenti in cui tutto questo è stato poco presente, eppure in mezzo a tutto ciò, carico dentro di nozioni e insegnamenti di vita, il lettore viaggia come un vagabondo, osservando il tutto come un osservatore attento e, involontariamente, a compiere profonde riflessioni su tutto ciò che riguarda la vita. Innumerevoli contrasti fra ciò che è vero e ciò che è falso, tra ciò che offusca e ciò che rischiara, come prigionieri ognuno confinati nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun'altra parte.

Il momento in cui l'individuo si guarda attorno, alla ricerca di una qualche spiegazione affinché possa essere appagato del tutto, è il momento in cui si scivola nei ricordi luminosi della nostra infanzia. Momenti di pace eterna in cui bisognerebbe saper cogliere la bellezza della semplicità, delle fragilità delle cose, immedesimandosi col mondo circostante e accettando quella precaria forma d’esistenza. In quanto la natura umana, la società, divengono sbocco nonché esplorazione di un mondo che lentamente sta per perdersi, dinanzi ai nostri occhi. E la resilienza, l’altruismo, la forza d’animo, di fronte a tutto questo, culminano nello spirito che non si lascia abbattere da niente e nessuno, quanto guardarsi, scrutarsi, restando intatto.

In non pochi romanzi di origine nipponica, la letteratura enfatizza l’armonia con la natura, consapevole che l’armonia e il mutamento comportino a una ricerca di una profonda sottile bellezza, mediante una ricerca acuta sul viaggio spirituale, quello da cui potremmo trarre esempio per comprendere a pieno la nostra individualità. Ma da questa ricerca della sottile bellezza, ciò di cui non credo sia stato in grado di mantenere, è la possibilità che l’essenziale, il semplice scivolassero addosso, come se niente fosse. Quanto doveva illuminare, far sfavillare quelle riflessioni, quei pochi fatti che coincidono con la forza della natura, come un brusco atto di sensibilità che spiegasse qualcosa sul modo in cui l’autore vede il mondo. Cose che possedeva già sotto pelle, e che adesso ha finalmente urlato al mondo intero. Ma il cui messaggio non è giunto alle mie orecchie.

E, pur di scrollarsi addosso la tristezza dei suoi pensieri, indirizzò i suoi pensieri verso un unico e fondamentale argomento: qual è il vero significato dell'esistenza ? Quanto l'uomo può apprendere da ciò, e quanto si può fantasticare sulle vite altrui dall'osservazione di un dettaglio o un gesto? Osservando, dunque, identificandosi con gli altri e stabilire un certo rapporto con gli altri, è la linfa vitale dell'anima. E' rinascita di un nuovo sole, o di nuove forme che escono da un'oscurità cosmica per svanire completamente come per dare speranza.

L’atmosfera malinconica ma raffinata del tempo che scorre era una vera testimonianza, una raccolta di storie ambiziose, esperienze di vita, che danno un senso e che provengono da un mondo in cui l'osservazione sta alla base di tutto. In un mondo dove ogni cosa è precaria, la certezza e l'incertezza divengono masse congenite.

Interpretando l’anima di ognuno, scrivendo storie e parole che è risposta a quel declino prorompente dell’arte, così incapace ad adattarsi alle leggi, alle regole dell’universo, Come un libro ritrovato è un testo in cui è stato possibile sentirne ancora l'eco, non completamente libero da ogni senso di colpa, dipanando la storia di piccole creature radunate che raccontano bisbigliando la loro storia, invocando l'arrivo di molti altri spiriti, molte altre storie. Un uomo amante delle parole, della poesia e dell'arte, che lentamente ha scrutato il lungo dirupo della distruzione.

Una storia che non nasconde una certa speranza e che rivela segreti utili per capire il mondo. Quest'ultimo non lo si guarda più come da un caleidoscopio, ma mettendo fine agli alti e bassi affinché tutto torni alla normalità o abbia un suo equilibrio, mettendo in ordine le emozioni e soprattutto attribuirgli un senso.

Opera realista/filosofica che colma un certo senso di incompletezza della nostra esistenza, in quanto ci rende unanime, solidali a questo piccolo "sfogo". Realtà quasi metafisica in cui si provano dolori, sofferenze e in cui anche la morte cui si va incontro è vera.

Valutazione d’inchiostro: 3

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