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sabato, aprile 04, 2026

Gocce d'inchiostro: L'elefante scomparso e altri racconti - Murakami Haruki

Un linguaggio semplice ma ipnotico, a cavallo fra due generazioni, soave, a tratti lento a tratti monotono come una dolce litania mi ha tuttavia invaso con la sua inspiegabile essenza. Ancora una volta sono andata e tornata, girando su me stessa, puntando dritto verso una meta sconosciuta. Ancora una volta, quando si parla dei miei autori preferiti, o, in questo caso, di Murakami Haruki, mi rendo conto come il nostro sia un legame indissolubile le cui letture, anzi riletture dei suoi romanzi, sono omaggio alla libertà d'espressione e d'azione in cui Murakami ci parla come in un lungo sonno, in cui l'idea stessa di destino è una fantasia. Cede il posto a situazioni assurde, inverosimili, che tuttavia coincidono col senso di smarrimento e alcune riflessioni sul flusso insinuoso del tempo. E, seppur difficile da collocare, prende vita lentamente testimoniando la passione dell'autore per il mistero della scrittura. Protagonisti di una bellezza che trascende ogni cosa e che infonde vita persino alle cose inanimate, che ne contiene tante altre in cui il mondo di fuori lo si percepisce a stento, l'anima dei personaggi intrappolata nei pensieri dell'autore e di chi legge. Storie avvincenti, delicate e profonde che, come un amabile carezza, fanno intuire, capire come il destino non è una catena di eventi ma una corsa, un continuo affannarsi sulla vita.


Titolo: L’elefante scomparso e altri racconti

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 13, 50 €

N° di pagine: 311

Trama:In un giorno d'estate soffocante, un avvocato si mette alla ricerca del suo gatto e in un giardino abbandonato dietro casa incontra una strana ragazza. Una giovane coppia decide di fare uno spuntino notturno e assalta un McDonald's per avere trenta Big Mac, realizzando così un segreto desiderio adolescenziale del marito. Nel racconto che da il titolo al libro, un uomo è ossessionato dalla incredibile, misteriosa scomparsa di un elefante dallo zoo del paese. E poi ancora una curiosa digressione sui canguri, un uomo che incendia granai per il gusto di vederli bruciare e le introspezioni di una giovane madre afflitta da insonnia.

martedì, marzo 03, 2026

Gocce d'inchiostro: L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Sono trascorse una manciata di minuti da ché ho terminato di leggere il romanzo, e dal primo momento in cui lessi le prime pagine il seme della curiosità ha affondato le sue radici e ha cominciato a crescere. I miei occhi color cioccolato, infatti, che seguivano febbrilmente i caratteri stampati, non riuscivano a scrollarsi se non quando giungevo alla fine del capitolo. Tazaki Tsukuru, sensibilissimo romanticone, in grado di combattere e ribellarsi usando le parole come armi, mi narrò la sua storia quasi come un lungo e profondo esame di coscienza. Scritte in quelle che non sono altro che pagine di diario, che si trascineranno fino a quando esalerà il suo ultimo respiro, per poterlo così finalmente fuggire nell'unico luogo dove né il cielo né l'inferno potranno mai trovarlo. Per quanto il righello della vita sia lungo, non arriveremo mai a misurarne la profondità. Queste poche immagini hanno mostrato una certa immagine. Condensata in un romanzo, un testo letterario semplice, che è una piccola opera d'arte. Uno spaccato di vita in cui ognuno di noi può riconoscersi, come una linea tracciata nel mezzo. E che, senza inutili preamboli, mi ha donato persino qualche insegnamento. Fonte inesauribile di pensieri, sogni, speranze e delusioni, sospesi nell'aria stagnante, impossibili da annullare del tutto. Memoria di una vita rubata di un giovane adolescente, nonché confessione sussurrata dalla soglia morale della sua insoddisfazione. Timoroso di sbagliare, vivere, amare.

Titolo: L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Autore: Murakami Haruki

Prezzo: 12€

Casa editrice: Einaudi

N° di pagine: 260

Trama: A Nagoya abitano cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, che tra i sedici e i vent'anni vivono la più perfetta e pura delle amicizie. Almeno fino al secondo anno di università, quando uno di loro, Tazaki Tsukuru, riceve una telefonata dagli altri: non deve più cercarli. Da quel giorno, senza nessuna spiegazione, non li vedrà mai più: non ci saranno mai più ore e ore passate a parlare di tutto e a confidarsi ogni cosa, mai più pomeriggi ad ascoltare la splendida Shiro suonare Liszt, mai più Tsukuru avrà qualcuno di cui potersi fidare. Il dolore è cosi lacerante che nel cuore del ragazzo si spalanca un abisso che solo il desiderio di morire è in grado di colmare. Dopo sei mesi trascorsi praticamente senza mangiare né uscire di casa, nelle tenebre di un'infelicità senza desideri, Tzukuru torna faticosamente alla vita ma scopre di essere cambiato. Non solo nel fisico - più magro, dai lineamenti più duri e taglienti - ma anche, soprattutto, nell'animo. Ancora oggi, quando ormai ha trentasei anni, continua a vivere con l'ombra di quel rifiuto che lo accompagna sempre, come una musica che resta sospesa nell'aria anche quando non c'è più nessuno a suonarla. L'incontro con Sara, che intuisce l'inquietudine nascosta dietro l'apparente ordinarietà di Tsukuru, sarà l'occasione per rispondere a quelle domande che per sedici anni l'hanno ossessionato ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.

lunedì, febbraio 23, 2026

Gocce d'inchiostro: Ascolta i tuoi veri desideri - Moi Machizuki

Le recensioni talvolta sono una dura lotta: il mio cuore è quasi sempre attratto da quello del romanzo, dai personaggi, due cuori ardenti che per una manciata di giorni hanno palpitato all'unisono, contro una sola povera coscienza, in cui quasi sempre cerco di rafforzare la mia decisione con tutti i mezzi in mio possesso. Ero giunta fra le pagine di questo romanzo con nessuna idea in proposito; per nessuna ragione la mia coscienza continuava ad essere sorpresa che in meno di un anno un altro romanzo di questa autrice fosse giunto nel mio Kobo. Eppure, i romanzi che trattano l’essere umano come creatura informe a se stessa, così sincera e fiduciosa, sembrano possedere qualcosa di straordinario, specialmente se ammantati di una patina di surrealismo e fantasia. Ascolta i tuoi veri desideri non ha confermato nulla di tutto questo, nè tantomeno consolidato quella piccola forma di certezze che avevo scorso l’anno scorso, con la lettura del volume precedente, ma confermato come questo mormorio di una voce gentile ma giovane che aveva accompagnato la mia venuta, formarono un pulviscolo grigiastro attorno a questo paesaggio. Da cui ho potuto scorgere uomini che vagano lungo la riva dell'assurdo, impauriti dal senso della vita e dal tempo, in un luogo le cui tonalità non sono state così accese, per come speravo.


Titolo: Ascolta i tuoi veri desideri

Autore: Moi Machizuki

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 204

Trama: Il Natale si avvicina e il Caffè della Luna Piena si prepara a offrire ai propri clienti una serata speciale: di solito sono le notti di plenilunio a rivelare la sua presenza agli umani, ma nel mese di dicembre, quando la luna è particolarmente bella, l'enorme chef tigrato, responsabile del locale, è pronto a fare un'eccezione e a regalare a chi ne ha bisogno un momento di riflessione, accompagnato da piatti e bevande indimenticabili. Ecco Satomi, che proprio questo Natale attende la proposta di matrimonio da parte del fidanzato e si ritrova combattuta tra il desiderio di dedicarsi completamente a una sfavillante carriera a Tokyo e la voglia di costruire una famiglia con la persona che ama; poi c'è Koyuki, che da quando ha perso il padre, la notte di Natale di molti anni prima, odia le feste, e non riesce ad accettare che sua madre si sia costruita una nuova famiglia; e infine Junko, che insieme alla sua bambina Ayu torna dopo parecchio tempo a far visita al padre, con il quale ha sempre avuto una relazione difficile. Tutte e tre le donne si trovano a un bivio, e per scegliere la strada da percorrere dovranno scavare a fondo in sé stesse e scoprire quali sono i loro veri desideri. Ad accompagnarle, oltre allo chef astrologo, sarà una tribù di creature feline eccezionali.

domenica, febbraio 15, 2026

Gocce d'inchiostro: Come un libro ritrovato - Nick Bradley

Riuscire a guardarsi attorno con gli occhi degli altri, è un esercizio questo da cui si può trarre insegnamento.

Nella mia prolifica carriera di lettrice, so meglio di chiunque altro quanto ami leggere, e la lettura talvolta è legata all'importanza dell'individualità e all'importanza che l'uomo attribuisce alla vita in generale.

Questa breve introduzione solo per dire che, a distanza di poco tempo, ho ospitato, nel mio salotto letterario virtuale, una creatura proveniente da un altro mondo e la produzione artistica di un uomo, il suo autore, che fece di questo romanzo ponte o forma di conoscenza per esplorare il mondo. Questa volta, questa nuova venuta, con una storia incentrata sull'importanza dell'individuo, il mondo circostante e, soprattutto, ciò che egli può imparare dal mondo circostante.


Titolo: Come un libro ritrovato

Autore: Nick Bradley

Casa editrice: Nord

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 384

Trama: Flo è sempre stata brava con le parole. Eppure ultimamente non ne trova nemmeno una per descrivere come si sente. Di sicuro non è più felice a Tokyo: è come se la città dei suoi sogni fosse diventata all'improvviso ostile e caotica; e anche il suo lavoro di traduttrice è ormai scivolato in una routine poco stimolante. Almeno fino al giorno in cui, su un sedile della metropolitana, non trova un libro dimenticato… A Onomichi, sonnacchiosa località sul mare interno del Giappone, è come se il tempo si fosse fermato. Qui, all'ombra dei venticinque templi accoccolati tra le colline, c'è il caffè di nonna Ayako. È da tanto che Kyo non va a farle visita, ma adesso, dopo essere stato bocciato all'esame di ammissione all'università, ha un disperato bisogno di allontanarsi da Tokyo per capire che cosa vuole davvero. Tuttavia, se sperava di avere dalla nonna affetto e comprensione, si sbaglia di grosso: Ayako è una donna brusca e ruvida come la corteccia di un albero secolare, soprattutto con lui. A poco a poco, però, Kyo si rende conto che quella freddezza è solo una corazza che la nonna si è cucita addosso per nascondere le ferite del passato e il rimpianto per un errore che non riesce a perdonarsi. In realtà, Kyo e la nonna sono più simili di quanto non sembri, e sarà proprio lui, con le sue imperfezioni e le sue insicurezze, a darle il coraggio di liberarsi del peso di troppi segreti… Ci sono storie che ci trovano quando ne abbiamo più bisogno. E la storia di Kyo e Ayako riaccende l'entusiasmo di Flo e la spinge a mettersi alla ricerca del suo misterioso autore. Quel libro è stato come una luce capace d'illuminare gli angoli più bui della sua anima, e ora lei vorrebbe tradurlo e portare quella luce a più persone possibili. Perché non esiste piacere più grande di condividere un romanzo che ci ha toccato il cuore.

martedì, febbraio 03, 2026

Gocce d'inchiostro: Uomini senza donne - Murakami Haruki

Ho avuto solo un attimo di sgomento, durante il corso della lettura. Dopo essermi buttata con grande entusiasmo fra le sue pagine - era da tanto che non leggevo qualcosa che profumasse di orientale - ho guardato dalla porta della mia stanza la distesa di bonsai che circondava il piccolo giardino zen, che uno dei protagonisti di questa storia dedicava in gran parte della giornata, e mi sono chiesta come facesse anche questa innocua raccolta di racconti essere così << magica >>. La risposta era semplice: tutto intorno a me. Come un'azione che non ha mai fine, ma che si accompagna nel tempo.

Con la fine dell’anno e l’approssimarsi di un’altro, questa raccolta di racconti ha funto da quel genere di storia nonchè nascondiglio legittimo e sicuro in cui, ogni volta le storie del mio amato Murakami si presentavano come delle apparizioni, i brutti ricordi che mi portavo dietro dal mondo reale svanivano.

Immagini che, pur quanto mi sforzi a classificarle e confrontarle, sembrano rievocare qualcosa di famigliare. Nitide, tangibili in cui il mondo sembrava aver ritrovato il centro della realtà. I colori, le forme naturali, ma dettagliatamente screziati.

Il flusso insinuoso del tempo, che risulta difficile collocare nella psiche umana, su uno sfondo rurale, si riesce a "vedere" ma non avvertire.  Acute riflessioni sulla vita, l'amore per la montagna e i boschi, far dono di una sensibilità che riconosca la bellezza e ricrearla, testimoniano una mente consapevole della natura articolata e pluralistica del mistero della psiche umana. Profonde concezioni che testimoniano una certa malinconia, e che dilagano su diversi fronti. Composte mediante una serie di consigli - dispensati in svariati momenti della giornata di cui non si conosce tuttavia l'origine. Si riesce a coglierne la saggezza, ma non a stabilire la durata. Una raccolta di racconti semplici, che è una poesia del silenzio. Dell'assenza, dell'isolamento, della solitudine. Della libertà di vagare senza una meta, che ha dentro vasti richiami per trovarne una collocazione. Poiché va oltre l'infinito, come un granello di sabbia ingoiato dalla spiaggia. Ti intestardisci a trovarla, ma sai che potresti tentarci anche un'intera vita. Per capirla veramente, per immedesimarsi completamente in loro, nei personaggi credo, bisognava essere stati lì. Rivestire i loro panni, e muoversi silenziosamente in quel periodo. In quella realtà parallela, nelle mani di un fato che ha un posto speciale da riservare.


Titolo: Uomini senza donne

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 222

Trama: Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e "mostruosa" condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un'enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos'altro di sconosciuto: il desiderio e l'erotismo visto con gli occhi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di "Shahrazad", è un uomo solo, confinato in una casa nella quale è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film... e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazad. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero.

giovedì, gennaio 22, 2026

Gocce d'inchiostro: Il banco dei pegni del tempo passato - Ko Soo Yoo

Per l’avvento di ogni nuovo anno l’orologio individuale scandisce attimi di vita. Non si ferma, dunque, e quando scorre riprende il suo normale corso pur quanto talvolta sembra così. Si riacquista coscienza, dopo mesi di caldo afoso e torrenziale, con l’impressione che gennaio sia il mese del << ricominciare >>, di essere già pronti ad avventurarsi in nuovi luoghi, vivere nuove vite, e quando vedo gli alberi spogli, dalla corteccia fredda e rinsecchita, tendo ad ondeggiare con ombre bizzarre che si muovono sul soffitto di casa mia, mi rivedo rannicchiata nella mia poltrona preferita ad assaporare e divorare uno dietro l’altro storie su storie.

Il mese di gennaio tuttavia, è anche il mese in cui si pronosticano nuovi progetti. Sorprende, noi povere anime, a consolidare forme di speranza o virtù che si frantumano, nel giro di qualche giorno. Per quanto mi riguarda, proietta su un’altra strada, un’altra visione, in quanto cocciuta e ambiziosa sin da sempre, di mancati adempimenti a certe mansioni il mio curriculum di vita vanta ben poche menzioni. Eppure, pur di darne una ventata d’aria fresca, "ogni tanto" mi lascio andare a delle concezioni. Il tempo rivelerà poi se adeguate o meno alla mia coscienza, ma quale miglior soluzione per non assaporare il sapore dolciastro dell’avventura mediante una bella boccata d’aria fresca? Una discreta pila di letture, di quei libri che strizzano l’occhio ai romanzi di crescita spirituale e che sono un invito alla stessa, mediante riflessione, condivisione rievocando il tutto, attingendo dal passato in vista di un ipotetico benefico futuro? In questo modo l’esordio di questa giovane autrice giapponese mi ha afferrato in una morsa rammentando come a volte sia necessario ricominciare, imboccare nuove strade, vivere altre avventure. Lottare, non cessare mai di farlo, quanto vivendo intensamente, giorno dopo giorno, come - lo diceva il buon Gandhi, non io! - se fosse l’ultimo.


Titolo: Il banco dei pegni del tempo passato

Autore: Ko Soo Yoo

Casa editrice: Newton & Compton

Prezzo: 12, 90 €

N° di pagine: 256

Trama: Vicino a Seoul, da qualche parte nel quartiere dei ristoranti di una città di recente sviluppo, c'è un vicolo minuscolo, largo a malapena da permettere a due persone di camminare l'una di fianco all'altra. Alla fine di questa stretta viuzza c'è un banco dei pegni con un gatto nero e un'anziana signora che ne è la proprietaria. Non è un banco dei pegni come tutti gli altri, questo è speciale, perché anziché denaro presta una cosa ancora più preziosa: il tempo. Non a tutti, però, viene concessa questa possibilità; ognuno ha la propria aura, che può essere distinta per colore, e solo la proprietaria, in base a essa, può decidere chi è adatto o meno. Inoltre, il prezzo da pagare è molto alto: coloro che desiderano tornare nel passato per mutare qualcosa possono farlo, ma in cambio del tempo rimanente delle loro esistenze. Per alcuni questo non rappresenterà un problema, per altri l'orologio della vita giocherà a sfavore ed equivarrà a compiere una scelta determinante.

venerdì, gennaio 02, 2026

Gocce d'inchiostro: Kafka sulla spiaggia - Murakami Haruki

Tessuti a mezz'aria da creature incorporee, lavorate da uomini che soffrono, legate a cose volgarmente materiali.

Si tratta di malformazioni, creature che, come un increscioso dilemma, un quesito dell’anima, che talvolta mi pongo anch'io, grandi e profonde riflessioni su ciò che più considero davvero indispensabile, accecata dal profilo spigoloso di qualche autore solo o insoddisfatto, che come mura vecchie e ingrigite si staglia con uno strano profilo sull'orizzonte.

Eppure, Murakami Haruki mi fa questo effetto. La sua prosa, così pura, elegante, priva di genio ma ricca di quel surrealismo copioso che richiama alla mente un diletto tutto particolare, con messaggi di un linguaggio che non è del tutto sconosciuto, vibrano in modo che si riproducessero continuamente nel loro modo segreto. Non importa più nemmeno di ciò che si sta leggendo, è un piacere sottilmente fisico provocato dal puro disporsi della scrittura nello spazio, dalla leggerezza delle sue movenze, dal suono cristallino che fa rimbalzando sul tavolo di marmo della nostra attenzione. Ho riletto dunque questo romanzo - primissimo approccio con l’autore quindici anni fa - non tanto per curiosità, ma, in fondo per essere intrattenuta da un uomo di lettere a dir poco bizzarro. Come? Lasciandomi cullare dalla sua prosa scorrevole, entrando nella sua mente, nel suo corpo, facendo vibrare il mio cuore nel suo modo segreto.

Titolo: Kafka sulla spiaggia

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 518

Trama: Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti a Takamatsu, nel sud del Giappone. Il primo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico. Mentre il secondo, Nakata, fugge dalla scena di un delitto nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile, schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.

domenica, dicembre 21, 2025

Gocce d'inchiostro: La cartoleria Tsubaki - Ito Ogawa

Sapevo che quando sarebbe sopraggiunto il Natale, questa sarebbe stata l’occasione ideale per parlarvi di scrittura, di arte e di parole. Di un’opera che espugna un tipo di espressione che richiede tempo, pazienza, precisione, induce a scoprire cose che a occhio nudo sono irrimediabilmente nascoste. Non ci sarebbe nulla da dire, nulla da utilizzare per realizzare una presentazione di senso compiuto. Eppure, parlare, l’arte di narrare qualcosa che non è tattile bensì visiva, è un'impresa. Si avverte uno strano smarrimento, si prova quasi soggezione. Un pennarello dalla punta sottile, un corollario di colori dalle tonalità o sfumature più accese, un quadro o una tela prettamente affascinante in cui la sua autrice si affida alla bellezza delle calligrafie,ma non di una in particolare, bensì di molti, che esorcizzano o denigrano l’eccessiva ricercatezza. Perché scrivere, non solo per se stessi ma anche per gli altri, è una dichiarazione d’amore che, specialmente nei momenti di difficoltà, può indurci alla salvezza, ancorarci alla speranza, al conforto di una nuova vita o prospettiva.

Titolo: La cartoleria Tsubaki

Autore: Ito Ogawa

Casa editrice: Neri Pozza

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 304

Trama: La venticinquenne Hatoko discende da una genía di illustri calligrafe che, a partire dall’epoca Edo, hanno svolto funzioni di scrivane pubbliche. Questo, almeno, è ciò che le ha sempre raccontato la nonna, con cui la ragazza è cresciuta. Alla morte della nonna, Hatoko si ritrova a prendere il suo posto, sebbene a differenza di un tempo ora il mestiere consista – nella migliore delle ipotesi – nel tracciare in bella grafia un nome sulla busta per un dono in denaro, un epigrafe in memoria di un defunto o il nome di un nuovo nato oppure, ancora, l’insegna di un negozio, il motto di un’azienda o una semplice dedica. È dunque una calligrafa tuttofare, con il pennello e l’inchiostro sempre a portata di mano, nonostante all’apparenza figuri solo come la proprietaria di una piccola cartoleria di quartiere. La cartoleria Tsubaki è un negozietto di articoli di cancelleria e il servizio speciale di scrivano non è mai stato pubblicizzato in via ufficiale. Eppure, grazie al passaparola, sono in tanti a varcare la soglia della cartoleria con le richieste più sorprendenti: Hatoko si trova quindi a redigere eleganti biglietti d’auguri, a compilare telegrammi di condoglianze per la morte di una scimmia, a comunicare la fine di un amore, tutto rigorosamente scritto a mano e senza mai dimenticare che il suo lavoro è molto importante, perché contribuisce alla felicità altrui. La nonna, del resto, le ha sempre ripetuto che essere uno scrivano al servizio degli altri significa agire nell’ombra, come una controfigura, per aiutarli a comunicare emozioni anche molto profonde. Un giorno, alla cartoleria Tsubaki si presenta un giovane sconosciuto che parla un giapponese alquanto stentato. Con sé ha un sacchetto di carta pieno zeppo di lettere con un indirizzo italiano e vergate nell’elegante, inconfondibile grafia della nonna di Hatoko. Lettere capaci di sovvertire tutto quello che Hatoko ha sempre creduto di sapere non solo sul suo passato, ma anche su quello della cartoleria Tsubaki.

giovedì, novembre 27, 2025

Gocce d'inchiostro: A sud del confine, a ovest del sole - Murakami Haruki

Non volevo iniziare questa recensione così. Non ho ancora le idee chiare e volevo aspettare qualche altro minuto per buttare giù qualche parola. Ma ora che ho terminato questo bel romanzo da una manciata di minuti non ha alcun senso aspettare. La prima sorpresa riguarda il fatto che Murakami Haruki, ancora una volta, ha lasciato un segno, una traccia del suo passaggio. E ciò non desta scalpore nè tantomeno sorprende, perchè tornare ancora una volta fra le sue pagine è stato davvero molto bello. Mi immagino l'autore che siede alla scrivania a scrivere un nuovo romanzo. Del resto è quello che penso faccia qualunque autore. E Murakami Haruki, a questo proposito, è un lettore di anime che coglie l’anima di chiunque. Ogni cosa.

Fra le braccia di figure che non sono altro che soggetti dall'ambizione snodata e vacui e penitenti, che scavano nel cuore della gente per riempirla di illusorie aspettative, mascherando e allontanando ciò che è importante nella loro vita. Qui sono stati depositati tutti i sentimenti negativi che hanno coltivato per tanto tempo e che hanno nutrito con rabbia e invidia. Viaggiatori lasciati soli nell'immensità di un cosmo forse un po' troppo grande persino per loro, in una trama segmentata che scivola nei recessi della psiche umana, ergendo un muro di dubbi, paure e perplessità che inquinano lo spirito.

Titolo: A sud del confine, a ovest del sole

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 13€

N° di pagine: 204

Trama: Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà.

sabato, settembre 20, 2025

Gocce d'inchiostro: Il mestiere dello scrittore - Murakami Haruki

John Irving, autore di cui non ho ancora avuto modo di conoscere, una volta disse a Murakami Haruki che "l'importante, per un romanziere, non è solo l'atto dello scrivere, bensì il saper iniettare nelle vene un tipo di droga che ti faccia divenire tossicodipendente".
Per quanto mi riguarda, la punteggiatura, lo stile di Murakami Haruki si consolidano in questo aspetto sociale/ famigliare che amo particolarmente. Considerato dallo stesso autore un accozzaglia di idee riguardanti se stesso e la scrittura, girava attorno al mio universo personale reclamando la mia attenzione.
Il nocciolo, che evidenzia ancora una volta, nell'ennesima delirante recensione, il mio amore per la prosa murakamiana, è dovuto principalmente dal fatto che desideravo individuare e distinguere quel particolare sapore che lo contraddistingue, evidenziare quegli aspetti che gli fecero amare la scrittura e considerarla come una faccenda che si semplifica nell'atto de "lo buttare giù qualcosa".
Il mestiere dello scrittore ricorda, o, per meglio dire, evoca certi episodi, ricordi che caratterizzano altri suoi romanzi, credendo ancora una volta come, sebbene la ripetività e la monotonia di certe situazioni, io sia ancora ammaliata dai suoi scritti. Dalla concezione che ha di sé stesso, del mondo circostante, dell'amore per la letteratura e per la scrittura, condensati in opere che altri non sono che ritratti della vita quotidiana in cui chiunque può riconoscersi. Alzando semplicemente lo sguardo, riuscendo a orientarsi, stabilire un punto fisso, vagare alla ricerca, sino a trovare la strada.
Titolo: Il mestiere dello scrittore
Autore: Murakami Haruki
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12,50 €
N° di pagine: 186
Trama: Con Il mestiere dello scrittore Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell'intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega davanti a loro i segreti della sua scrittura. Sono << chiacchiere di bottega >>, confidenze, suggerimenti, che presto però si aprono a qualcosa di più; una riflessione sull'immaginazione, sul tempo e l'identità, sul conflitto creativo tra forma e libertà.

martedì, luglio 22, 2025

Gocce d'inchiostro: La fine del mondo e il paese delle meraviglie - Murakami Haruki

Sedetti sulla mia poltrona preferita con un uomo che ha reso il surreale, l’immaginifico uno stile di vita, dalla tempra non proprio forte ma costante che lo contraddistinguono dai tanti premi Nobel che ci sono al momento in circolazione. I protagonisti murakamiani non possono definirsi avvenenti, ma con uno strambo bagaglio di ricordi poco memorabili, in cui io, sfortunatamente per loro, li seguivo come un’ombra. La loro anima si librava leggiadra nel bel mezzo del nulla, in una particolare dimensione pronta a sconfiggere e contrastare ogni cosa, con chiaramente nessuna forma di alleanza e tolleranza. Reduci di lotte, scontri che inevitabilmente li inducono a crescere o cambiare. Credere che nel lottare per la vita si incorre spesso nella morte, ma se glielo avessero detto prima non credo ci avrebbe mai creduto. 

Prima di giungere ai bordi dell’anima di questa storia, l’ennesima splendida avventura folle e a dir poco pazzesca, confesso come ricordavo poco. Il posto accoglieva un discreto numero di persone. Avendo giurato e stipulato un patto con me stessa, è stato bellissimo, esattamente come la prima volta, avviarsi lungo una strada da cui sembra impossibile uscirne illesi. O capirci qualcosa.. Affinché la paura, i mostri del passato siano annientati, tornando dove si era stati, da dove l'avevo lasciato facendo un percorso diverso, questa volta molto più avvincente e avventuroso del previsto, o forse esattamente come la prima volta, chi può dirlo?!? - vedendo come il sinuoso scorrere del Tempo avesse adesso emesso un eco. 

Ma leggere Murakami Haruki, perlomeno a me, sortisce sempre questo effetto: riempie l’animo con una narrazione semplice ma a dir poco folle, impressionante, con una storia che non dice niente ma zeppa di eventi, cose e persone la cui lettura durerà molto meno del previsto. Poiché ha mangiato tutto. In quasi cinquecento pagine riferisce, oltre ai soliti concetti che intersecano fra Bene e Male quell'unico particolare che spicca fra tutti. La crescita interiore del protagonista, alter ego dell’autore, che giungerà, affinché avvenga, dall'orrore all'orrore, assumendo una certa importanza a certe immagini, tenuto a bada mediante una prosa semplice, coinvolgente, talvolta prolissa talvolta ripetitiva, che sarà da scissione dall'unità da dove proviene Murakami, il suo figlio di carta a quella dal momento in cui dovrà destarsi da questo sogno comatoso e appiccicoso.

Titolo: La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 515

Trama: In una piccola e spettrale città, che mura insormontabili separano dal resto del mondo, gli abitanti, privi di ombra e di sentimenti, vivono al riparo da qualunque emozione. Un nuovo arrivato ha il compito di leggere i vecchi sogni nel teschio degli unicorni, i soli animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un'altra vita o dimensione. Parallelemente, in una Tokyo futuribile e disumana, un uomo viene coinvolto da uno scienziato, geniale ma sconsiderato, in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafora delle paure che agitano le coscienze. Proprio nel buio fitto della mente si troverà la situazione che lega i personaggi dei due mondi, in realtà l'uno il riflesso dell'altro. Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni? O il viaggio rimarrà senza ritorno?

giovedì, luglio 10, 2025

Gocce d'inchiostro: L'arte di correre - Murakami Haruki

Mi domando se sia realmente possibile conoscere perfettamente una persona. Non mi riferisco esclusivamente alla persona come massa instabile di carne e ossa, no; non in questo momento. Piuttosto a figure di carta e inchiostro su cui puoi contare sempre e che, in una manciata di giorni, tracciano un segno del loro passaggio. Lasciano uno spazio vuoto che aveva una forma nitida e distinta.

Col romanzo di cui avrò il piacere di parlarvi oggi, del mio amato Murakami Haruki, mi sono trovata in una situazione analoga: anche quando mi sforzavo di conoscerlo, non riuscivo a cogliere a pieno la sua natura. Ma in che misura avrei potuto farlo? Forse sarebbe stato veramente essenziale conoscere esclusivamente quello che ho potuto vedere? A circa dieci anni dal nostro primo incontro, dopo aver chiacchierato con lui un mucchio di volte, dopo tanto tempo mi sono posta sul serio queste domande; fino ad allora non avevo mai preso seriamente a cuore certi problemi. Chissà come mai! Dopotutto sono già impegnata ad attribuire un significato alla mia inutile esistenza, nel faticoso compito di dargli una stabilità, e può mai essere possibile che la storia apparentemente semplice e innocua di un uomo come tanti detenga invece quel fascino che niente, nè il tempo o lo spazio, potrà mai dissipare? 

L’arte della corsa come espediente per concepire altri mondi, mettere in relazione qualcosa di irreversibile ma potente, trascinando nell'oscurità più profonda. In una trama in cui si può vedere solo il nulla, e di cui ne sono diventata parte. Nel fondo di un pozzo enorme in cui, alla fine, si acquisiscono facoltà, nozioni in cui afferrare l'estensione è un'impresa.

Titolo: L'arte di correre

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 146

Trama: Una riflessione sul talento, sulla creatività e più in generale sulla condizione umana; l'autoritratto di uno scrittore - maratoneta, di un uomo di straordinaria determinazione, di profonda consapevolezza - dei propri limiti come delle proprie capacità -, di maniacale disciplina nel sottoppore il proprio fisico al duro esercizio della corsa; e non da ultimo la sorpresa di scoprire che un autore celebrato per la potenza della sua fantasia sia in realtà una natura estremamente metodica, ordinata, agli antipodi dello stereotipo dell'artista tutto <<genio e sregolatezza>>.

lunedì, giugno 16, 2025

Gocce d'inchiostro: After dark - Murakami Haruki

In questi ultimi giorni sto dedicando gran parte del mio tempo a Murakami Haruki, figura alquanto celebre e nota non solo per chi legge, ma per chi è un ospite assiduo di questo salotto virtuale. Ogni tanto mi piace abbracciare con entusiasmo la lettura di opere lette in passato, romanzi il cui sistema metaletterario si poggia o si conforma ad una realtà surreale, quasi onirica, e in cui posso interpretare il modo in cui dipinge la realtà circostante e a volte delinearla con modestissimi pennarelli nascosti nella soffitta impolverata della sua anima. Come con altri testi, in passato, anche con After dark ho cercato di produrre su carta non tanto quello che vedo, quanto l'aura lucente in cui mi sono confinata. E, con un immediato senso di fratellanza, quando ne varcai la soglia mi sono sentita tranquilla. In un luogo confortevole in cui ho potuto persino riconoscermi. Sullo sfondo di un paesaggio rumoroso e frenetico, con sottofondo il regolare tic tac di un orologio invisibile che scandisce attimi di vita comune, ho riconosciuto After dark esattamente come quel genere di opera che si affacciò per la prima volta sul mondo. Il mio. Ma che, componendo una melodia particolare, semplice ma toccante, mi ha trasmesso un'infinità di sensazioni. Emozioni particolari, ferite ancora fresche che dilaniano l'anima, che si trascineranno fino a quando ci si libererà del passato.


Titolo: After dark

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Numero di pagine: 178

Prezzo: 18, 00 €

Trama: Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all'alba. Dalla mezzanotte alle sette del mattino, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. All'Alphaville, un love hotel gestito da Kaoru, un'ex campionessa di lotta libera, una giovane prostituta cinese viene picchiata da un cliente che poi fugge. In una caffetteria poco distante, Mari, una diciannovenne studentessa di cinese in cerca di solitudine, sta leggendo un libro; Takahashi, un giovane musicista jazz disinvolto e chiacchierone, vorrebbe attaccare discorso ma si scontra con la sua reticenza. Tuttavia, quando Kaoru cerca qualcuno che faccia da interprete alla prostituta ferita, Takahashi, che con il suo gruppo sta provando in uno scantinato vicino all'albergo, le suggerisce di rivolgersi alla giovane. Mari viene cosi a contatto con un ambiente a lei estraneo, ma paradossalmente riesce a comunicare con le persone che vi incontra in modo spontaneo e profondo: per la prima volta vince la riluttanza a parlare di Eri, la sorella maggiore, caduta in un letargo volontario dal quale non sembra volersi svegliare. L'immagine della bellissima ragazza che sta per essere inghiottita nel nulla attraverso lo schermo di un televisore apre un pericoloso spazio onirico nel quale rischia in ogni momento di scivolare la realtà.

martedì, maggio 27, 2025

Gocce d'inchiostro: Dance dance dance - Haruki Murakami

Ci sono autori che mi hanno sempre dato un po' alla testa. Predisponendomi a pensieri fantasiosi, scaldando il mio cuore con forza e intensità, vivendo con coraggio, orgoglio, amore, pianti e sorrisi storie che sono beneficio per la mia anima sognatrice dinanzi al fragore del mondo. Rughe di un volto maturo che sgorgano dalla punta acuminata di una penna come se fossero intrappolate nella soffitta dell'anima, riempiendo quel contenitore imperfetto che è la scrittura di pensieri e ricordi altrettanto imperfetti.

Haruki Murakami è uno di questi. E, Dance dance dance, in una libreria zeppa di romanzi di ogni tipo, non può di certo passare inosservato. Una proiezione astrale di un giovane uomo; uno spaccato di vita coinvolgente ed emozionante che combina il piacere di sfruttare la condizione umana. Questo è quello che ci racconta quest'ennesimo ritratto di vita di uno dei più grandi autori del XXI secolo. Coinvolgente, surreale, introspettivo il cui richiamo è stato inconsueto e particolare.

Titolo: Dance dance dance

Autore: Murakami Haruki

Prezzo:  15, 00 €

Casa editrice: Einaudi

Trama: Il protagonista, un giornalista freelance costretto dalle circostanze a improvvisarsi detective, si muove tra cadaveri veri e presunti attraverso una Tokyo iperrealistica e notturna, una Sapporo resa ovattata da una nevicata perenne e tranquillità illusoria dell'antica cittadina di Hakone. Una giovane ragazza dotata di poteri paranormali lo accompagna nella sua ricerca. Ma troviamo anche una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto, a Honolulu, dove sei scheletri guardano la televisione.

Esiste un collegamento fra tutte queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento. L'unico modo per trovarlo è non avere troppa paura, e un passo dopo l'altro continuare a danzare.

mercoledì, febbraio 12, 2025

Gocce d'inchiostro: Vento e flipper - Murakami Haruki

Il destino di ognuno è facilmente rintracciabile nell’identità. Ognuno di noi è una persona, una creatura a sé che ha in serbo non solo desideri ma anche sogni e speranze. E, l’identità, una parte imprescindibile del nostro essere, senza la quale non avremmo un vero e proprio sé. Non avremmo alcun valore o coscienza.

Nel periodo più cruciale della mia esistenza, quello cioè dell’adolescenza, ricordo che l’identità era una patina melmosa a cui non sapevo come abbellire, attecchire alle mie membra. Mi facevo inutili problemi su ciò che non necessitava di essere soggetto a critiche, mi innamoravo ma non lo sapevo, e, soprattutto, desideravo sapere chi fossi. Quale fosse la mia voce, ancora poco chiara e nitida, nel bel mezzo di una massa di ragazzi e ragazze che a quanto pare erano già consapevoli di chi volessero essere o fare. Di identità, la letteratura odierna ma anche classica, espugna un esorbitante corollario di testi, romanzi che, scritti in un dato momento e per uno specifico motivo, donano immagini che, se in un primo momento potrebbero non avere un loro senso, in un secondo sono forme o inviti a visitare o scrutare il nostro spirito. E la distilleria che la produce è la realtà circostante. Amorfa o conforme ma da cui è impossibile discostarsi, che detiene una sua logica. 

A distanza di quasi dieci anni, ho riletto Vento e flipper, in origine denominato come Ascolta la canzone del vento, in cui il mio amore nei riguardi del poeta murakamiano - poeta, naturalmente per me - è divenuto nuovamente presente, pulsante, in cui il surrealismo avrebbe poi trionfato sulla coscienza di un uomo che non ha ancora idea di cosa voglia dire essere scrittore, dibattendosi fra gli spiriti del passato ma anche del suo presente.

Titolo: Vento e flipper

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 229

Trama: Un giorno, a ventinove anni, Murakami è allo stadio a guardare una partita di baseball quando, osservando la traiettoria della palla finire nel guantone di un giocatore, ha come un'illuminazione: lui, un giorno diventerà uno scrittore. Tornato a casa, sul tavolo della cucina inizia a scrivere un romanzo e poi un altro ancora: Ascolta la canzone del vento e Flipper, che raccontano la storia di un ragazzo di vent'anni con la voglia sfrenata di scrivere un  <<romanzo bello >>. Nel frattempo, però, fuma, beve, pensa alle ragazze con cui in passato ha fatto l'amore. Le cataloga, le evoca. E chiacchiera con un suo amico, ancora più cinico e disilluso di lui, nella convinzione di poter trasformare la realtà con le parole. Ma l'età adulta è lì ormai a un passo e il tempo non può fare sconti a nessuno.

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