sabato 21 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: I salici ciechi e la bella addormentata. Ranocchio salva Tokyo - Murakami Haruki

In genere mi capita di dimenticare, prima o poi, la storia di un romanzo che mi è particolarmente piaciuto.
Tuttavia non cade completamente nell'oblio, e per ripescarlo lo faccio in tanti modi. 
I romanzi di cui mi appresto a parlare oggi non li avevo ancora letti, dimentichi sulla mensola di uno scaffale fin troppo pieno. Eppure ci sono stati elementi che sono svaniti insieme al suo autore che li ha scritti. Sono casi semplici ma comuni: se il fiume è zeppo di pesci, qualcosa di buono prima o poi scoverai.
Non mi resta dunque che raccontarvi l'ennesimo viaggio con Murakami Haruki. Questa volta una corposa raccolta di racconti che mi ha colpito profondamente, sebbene scevra di originalità e innovazioni. Ma anche questi piccoli tasselli di un quadro surreale, magnifico, introspettivo, profondamente sentito dolorosamente vissuto, per qualche tempo sono certa finiranno nel dimenticatoio e, in un momento imprecisato della mia vita, torneranno nuovamente a galla. 
Titolo: I salici ciechi e la bella addormentata
Autore: Murakami Haruki
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 14€
N° di pagine: 387
Trama: Scritti e pubblicati in Giappone nell'arco di oltre un ventennio, i racconti che compongono questa raccolta ci offrono, nella estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile che li caratterizza, un affascinante campionario delle tematiche e delle atmosfere che troviamo nei grandi romanzi di Murakami. Dalla leggerezza di brevi episodi come 'Il frutteto' e 'Splendore e decadenza delle ciambelle a cono', condotti su un filo della comicità e dell'assurdo, passiamo alla nostalgica eppure lucida rievocazione di ricordi autobiografici nel racconto 'Il folclore dei nostri tempi' e in quello che dà titolo al volume, basati sull'esperienza giovanile dei mitici anni Sessanta.

Titolo: Ranocchio salva Tokyo 
Autore: Murakami Haruki 
Casa editrice: Einaudi 
Prezzo: 15€
N°di pagine: 60
Trama: Quando Katagiri rientrò nel suo appartamento, ad attenderlo c'era un ranocchio gigante. Eretto sulle zampe posteriori, superava i due metri. E aveva anche un fisico massiccio. Katagiri, alto appena uno e sessanta e mingherlino, si sentí sopraffatto dal suo aspetto imponente. - Mi chiami Ranocchio, - disse il ranocchio.

giovedì 19 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: Nevernight. Alba oscura - Jay Kristof

Quando conclusi il secondo volume mi sentì combattuta. Cosa avrei dovuto fare? Procrastinare la lettura del terzo e ultimo volume, affinché Mia e i suoi acerrimi 'amici' restassero in mia compagnia, o dare la precedenza ad altro? Riscuotendomi come da una fantasia, ho letto e divorato questo romanzo in una manciata di giorni, consapevole di ciò a cui sarei andata incontro. La morte, le volgarità, le oscenità, gli scontri non mi sfioravano più. Tutto ciò che rimase è stata semplice e pura curiosità. Dovevo sapere chi fosse Mia e a quale sorte era stata destinata.
Ben o male sono stata egregiamente soddisfatta. La saga di Jay Kristof si conclude qui, e, con essa, la mia intimità col suo essere rude, egoista, ossessiva, possessiva, in un patetico tentativo di sopravvivenza fatto non solo di tante domande ma anche di tante sorprese.




Titolo: Nevernight. Alba oscura
Autore: Jay Kristof
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 20 €
N°di pagine: 524
Trama: Mia Corvere, gladiatii, schiava fuffiasca e infame assassina, sta scappando. Dopo i grandi giochi di Godsgrave, finiti con il più audace omicidio nella storia della repubblica itreyana, Mia si ritrova braccata. Potrebbe non uscire viva dalla Città di Ponti e Ossa. Il suo mentore Mercurio è ora nelle mani dei suoi nemici. La sua stessa famiglia la vuole morta. Ma sotto la città, un oscuro segreto è in attesa. La notte sta per scendere sulla Repubblica, forse per l'ultima volta.

lunedì 16 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: Nevernight. I grandi giochi - Jay Kristof

Ed eccomi nuovamente qui a raccontarvi la mia esperienza letteraria con Jay Kristof. La seconda. Io mi incamminai in fretta lungo questo sentiero, quasi a passo di corsa. Perciò indugiare più di tanto sarebbe stato inutile, allontanarmi dalla mia vita, per restarne sconcertata o basita a seconda dei casi. In una nuova travolgente avventura, accanto a gruppi di assassini e vendicatori, la mia mente scelse per me il da farsi. Ero così incuriosita da non poter permettermi di perdere questa seconda avventura. E sfruttando due pomeriggi all'insegna della solitudine ho potuto così sfruttare questi momenti per bearmi, ancora una volta, delle magnifiche avventure di Mia Corvere.

Titolo: Nevernight. I grandi giochi
Autore: Jay Kristof
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 20€
N° di pagine: 467
Trama: Mia Corvere, distruttrice di imperi, ha trovato il suo posto tra le Lame di Nostra Signora del benedetto omicidio, ma sono in tanti all'interno della Chiesa Rossa a pensare che non se lo meriti. La sua posizione è fragile, e non si sta affatto avvicinando alla vendetta cui agogna. Ma dopo uno scontro letale con un vecchio nemico, Mia inizia a sospettare quali siano i veri moventi della Chiesa Rossa. Al termine del grandi giochi di Godsgrave, Mia tradisce la Chiesa e si vende come schiava per avere la possibilità di mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Sulle sabbie dell'arena, Mia trova nuovi alleati, feroci rivali e domande ancora più incalzanti sulla sua affinità con le ombre.

sabato 14 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: E venne chiamata due cuori - Marlo Morgan

Nel mentre che Mia si faceva strada fra masse impotenti di ombre e oscurità, un pomeriggio di metà settembre mi vide desiderosa di leggere un romanzo che languiva sullo scaffale già da qualche tempo. Altre volte non così esageratamente necessarie mi avrebbero allontanata da questo proposito. Molti altri autori, molte altre storie sarebbero state senza voce, inermi, sullo scaffale di una libreria alquanto piena, se non fosse stato per me e la mia insaziabile curiosità. Una strana forma di occorrenza si era abbattuta su di me e sul mio animo. Non ci pensai due volte a cogliere al volo l'occasione. Non ci sarebbe stata altra occasione. Dovevo procedere! Fu così che mi ritrovai a salutare momentaneamente Mia e il suo fidato Mister Cortese per precipitarmi in una terra che non ha mai destato il mio fascino ma che avrebbe potuto arricchire il mio universo personale.
Un intenso e solitario pomeriggio mi impedì di buttare giù il romanzo se non quando giunsi alla fine. E sebbene a sorpresa, questa recensione odierna è un simbolo d'espressione e d'esperienza che ha scandito attimi di vita quotidiana, mediante una certa solennità di stile che hanno suscitato qualche effetto collaterale ma che, mi rendo conto, non denigrano la sua importanza nel panorama letterario. 
Titolo: E venne chiamata due cuori
Autore: Marlo Morgan
Casa editrice: Bur
Prezzo: 240
N° di pagine: 11€
Trama: La straordinaria esperienza di una donna alla scoperta di sé, una professionista affermata che vive in Australia e parte, su invito di una tribù di aborigeni, convinta di partecipare a una cerimonia in suo onore. Si ritrova invece nel cuore di una foresta vasta e minacciosa, dove le viene chiesto di seguire la Vera Gente, come la tribù si definisce, in un viaggio di quattro mesi nell'Outback australiano, a piedi nudi, a volte senza acqua, cibandosi di quanto le offre la terra. Ma tra le privazioni e i sacrifici, impara a vivere in competa armonia con la natura e con sé stessa, in un percorso di conoscenza e cambiamento, e scopre, nei tanti giorni in cui la sua fragile vita è minacciata, il vero significato della parola stessa.

giovedì 12 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: Nevernight. Mai dimenticare - Jay Kristoff

C'e stato un certo trambusto questa estate, altra pubblicazione fantasy targata Oscar Mondadori. Incredibilmente, un convoglio di mezzi, nozioni, curiosità, elementi di diverso tipo, cercarono di farsi strada premendo contro la corteccia cerebrale composta di pensieri di diverso genere. Buoni o cattivi, perlopiù lontani e struggenti. Jay Kristof era la celebrità del momento. Un manipolo di lettori di ogni dove cedette il passo con curiosità. La gente si avvicinò a queste pagine zeppe di eventi e successioni catartiche e allo stesso tempo distruttive in lotte e supremazia al potere. Era una lotta per la sopravvivenza, perlopiù, più che una ribellione di massa: Mia Corvere questo lo sapeva molto bene. Non il minimo segno di profezie o obblighi.
Tra lettori di ogni sesso e età, si era insinuata anche in me la convinzione che la saga degli Illuminanti doveva entrare a far parte del mio personalissimo bagaglio culturale. Che poi si rivelasse privo di quegli 'effetti' procurati al pubblico in precedenza, sarei scappata in retromarcia. Ma poi Mia Corvere si presentó, ed anche io mi insinuai sotto una fitta nube di tormenti, avvolta in un manto oscuro, fievole bagliore nel bel mezzo della notte che alla fine ha vegliato su di me come una sentinella.


Titolo: Nevernight. Mai dimenticare
Autore: Jay Kristof
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 20€
N°di pagine: 467
Trama: Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

lunedì 9 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: La casa degli spiriti - Isabel Allende

Ho sfilato questo volume dall'architettura di libri che possiedo in camera mia, nel giorno in cui decisi che il mio bagaglio culturale doveva essere completo. Mentre sistemavo e catalogavo ciò che ho letto e ancora no, mi resi conto dello stato di alcune letture: alcuni romanzi ho dovuto abbandonarli perché il loro non era stato il momento adatto. E per quanto ne potevo immaginare di propositi positivi all'orizzonte ce n'erano ben pochi. Così, sull'onda dell'impulso, decisi di sfilare unodi essi e completarne la lettura una volta per tutti. Talvolta le mie supposizioni non si rivelano così banali. Ma, in questi casi, il solo pensiero era quello di farmi un'idea di questo romanzo e della sua autrice e comprendere se tra di noi ci fosse o meno una certa sintonia. Sono così praticamente scappata dalla monotonia del giorno, immersa in un periodo storico dominato da etnie, gruppi e modelli razziali differenti, che si sono persi nello spazio siderale. Creando dal nulla un unico organismo, un caleidoscopio di specchi disordinati in cui tutto può succedere. 
Proteggendosi dalla vita, dalle sue avversità, dalla verità prosaica delle cose materiali che, alla fine, si confonderanno con quella dei sogni.

Titolo: La casa degli spiriti
Autore: Isabel Allende
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9,90 €
N°di pagine: 364
Trama: Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia.

sabato 7 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: Colazione da Tiffany - Truman Capote

Ogni volta che sentivo parlare di questo romanzo, me ne rendo conto, vale a dire non spesso, avevo come l'impressione di essere trasportata all'indietro, con un leggero languore alla bocca dell'anima come una diversa interpretazione del mio ennesimo temporeggiare: ciò che io conoscevo su Colazione da Tiffany non si fondava letteralmente su ciò che mi ero immaginata. I miei pensieri al riguardo sono stati piuttosto eccentrici. Perfino la faccia di Audrey Hepburn ritratta nella copertina non era altro che un viso anonimo, e le mie supposizioni erano parecchio più in là di quel che avevo creduto.
Del resto, leggere e tentare nella sorte non sarebbe costato niente. I miei occhi insomma alla fine poterono constatare come e quanto mi fossi sbagliata. La verità è contenuta in tutt'altro punto. Tutt'attorno alla storia che l'autore si porta dentro radicata, in poche ma ridondanti parole, nella consapevolezza che l'individuo non è ancora del tutto un essere libero sebbene capace di poterlo diventare.
Titolo: Colazione da Tiffany
Autore: Truman Capote
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 16€
N°di pagine: 108
Trama: Holly è una cover girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tornato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing; O. J. Berman, il potente agente delle star di Hollywood; il << vecchio ragazzo >> Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato...

giovedì 5 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: La concubina russa - Kate Furnivall

Queste innocue letture, che poi tanto innocue non sono, di gran lunga sono adatte ad un pubblico giovane, ingenuo, emotivamente immaturo, che danno l'opportunità di rifugiarsi dietro a maschere di inutile stupidità. Mi sono tenuta lontana, distaccata da questa lettura, probabilmente perché della Furnivall e del suo romanzo d'esordio avevo letto anni e anni fa e il nostro incontro non fu propriamente positivo.
Perché dunque tornare in un luogo dove si è già stati ma che intanto ho voluto sentire nuovamente sulla pelle, come un idea che mi ha turbata parecchio? In cima alle mie prospettive o preferenze La concubina russa non ha spiccato per originalità né per rendimento storico, ma ha scacciato definitivamente il tarlo della curiosità, alimentata dagli irrimediabili, dolorosi ed urgenti sensi di colpa, che si avvincendavano fra loro come brusche nuvole, nota per averne abbandonato la lettura anni e anni fa.



Titolo: La concubina russa
Autore: Kate Furnivall
Casa editrice: Leggereditore
Prezzo: 14,90€
N° di pagine: 663
Trama: Cina 1928. In una città insidiata da ladri, pericoli e sofferenze di ogni sorta, la giovane Lydia ha dovuto imparare presto a sopravvivere. Proviene da una famiglia dell'aristocrazia russa, esiliata in seguito alla repressione bolscevica. A cinque anni ha visto morire suo padre e da allora il suo cuore è andato in frantumi. Ma Lydia non ha tempo per volgersi al passato, sua madre ha bisogno di lei e farà di tutto per assicurarle una vita dignitosa, persino commettere piccoli furti. E durante una delle sue uscite in cerca di fortuna che incontra il giovane Chang An Lo. Fra I due è amore a prima vista, è come se si fossero riconosciuti nella solitudine terribile che li sovrasta. Tuttavia, la loro complicità li spingerà a introdursi in luoghi in cui non avrebbero mai dovuto avvicinarsi: quelli delle lotte di potere fra comunisti e nazionalisti. Nonostante tutto sembri ostacolarli, in un'epoca in cui l'amore sembra la scelta meno indicata, Lydia e Chang non sono in grado di ignorare un sentimento che mostra loro, forse per la prima volta, una promessa di felicità.

martedì 3 settembre 2019

Gocce d'inchiostro: Amatissima - Toni Morrison

Al fragore confuso di zoccoli e ruote in progressivo allontanamemto, questo inizio mese di settembre mi vide impegnata nella stesura di una recensione che avrebbe dovuto vedere la luce gli ultimi giorni d'agosto. Conosco molto bene il significato di distanza o distacco dal mondo, ma, ciononostante, mi è stato impossibile intrattenermi più del dovuto fra queste pagine. Il motivo? Semplice, perché di Amatissima e della sua straordinaria autrice ne sentì parlare molto bene anni fa. Ma il pretesto di leggere e scrutarne il suo animo giunse solo quando, una mattina estremamente afosa di inizio agosto, seppi della morte repentina della Morrison.
Un disgraziato segno del destino. 
Amatissima è una lettura estremamente difficile, ma carica di tristezza che, durante il corso della lettura, è calata su di me come il sipario su un palco, sedimentando nel mio animo con l'irruenza di un violento scontro, procedendo in questo viaggio storico e realmente esistito fino a perdere completamente il senso del tempo e della realtà. 


Titolo: Amatissima
Autore: Toni Morrison
Casa editrice: Sperling e Kupfker
Prezzo: 10, 90€
N°di pagine: 410
Trama: Il tragico percorso di Sethe, indomabile donna nera all'epoca cela guerra civile americana, per la conquista della libertà. Attraverso la schiavitù, l'amore materno e il peso di un indicibile segreto.

domenica 1 settembre 2019

Romanzi su misura: Agosto

I mesi avanzano nel loro lento 
declino; ho letto un mucchio di opere che hanno lasciato un segno del loro passaggio al punto di stilare una lista dei preferiti e non. La rubrica Romanzi su misura ne è un esempio e, come ogni mese, eccomi nuovamente qui pronta a redigere una lista di quei compagni d’avventura che mi hanno trattenuto, come di consueto, in pomeriggi estremamente caldi e tediosi.
Perciò, senza perdere altro tempo, ecco il risultato di ciò che mi ha trattenuto durante le ferie estive.
E voi, amici? Vi va di farmi sapere cosa avete letto in questo ottavo mese dell’anno?




Lettura di gruppo

Quel genere di storia che attira per la bellissima cover con cui è rivestito, ma che disgraziatamente per me non ha travolto nel suo essere in cui brandelli di ricordi, giudizi comuni, segreti inconfessabili, vaghe decisioni, interrogativi, si srotolano senza alcun senso. Senza alcun fondamento. Sebbene il messaggio trasmesso è molto dolce. Impedendoci così di soggiornare a lungo fra i vicoli tortuosi di Londra, indifferente alla catena di eventi che non hanno concesso alcun umorismo, alcun emozione.
       Valutazione d’inchiostro: 2

venerdì 30 agosto 2019

Gocce d'inchiostro: Cambio di rotta - Elizabeth Jane Howard

Credo di aver fatto la scelta migliore nell'approcciarmi a un autrice del calibro come Elizabeth Jane Howard. Il mio istinto non si è sbagliato nemmeno questa volta. Mi sono affacciata ad una nuova storia, lontana per qualche momento dalla famiglia Cazalet, e procedetti alle pratiche di routine. 
Arrivai in una villa fatiscente e sontuosa prendendo le giuste vicinanze e disponendo i contenuti. Una famiglia recisa da un dolore più grande di loro, una commedia realistica che non trova sfogo né mutamento, un amore nascosto e mai prolungato. 
Cambio di rotta ha tanto di quei temi che sono cari alla Howard, ma sino ad ora, nessuno dei due romanzi che ho avuto il piacere di leggere mi colpí così tanto come questo. Ciascuno di essi possiedono un ché di speciale, ma, questo..... Impossibile spiegarlo a parole. 
Eppure mediante parole mi piacerebbe parlarvene; farvi comprendere i motivi per cui questa lettura entra a far parte dei romanzi del mio cuore. In una grossa battaglia fra ragione e sentimento, senza alcuna certezza fondata di come e quando la Howard avesse emesso l'ennesima bellissima fattura. 
Titolo: Cambio di rotta
Autore: Elizabeth Jane Howard
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18,50€
N°di pagine: 430
Trama: Emmanuel e Lillian Joyce sono una coppia di mezz'età appartenente all'alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei, più giovane del marito, è una donna fragile, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare Jimmy Sullivan. I Joyce conducono una vita da girovaghi: Londra e New York per il lavoro di Emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località del Mediterraneo. Emmanuel tradisce Lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo camisma; complice anche l'abile lavoro di Jimmy, Lillian accetta con rassegnazione le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c'è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena Alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna e si ritrova catapultata all'improvviso in un mondo a lei del tutto sconosciuto. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e Lillian inizia a tenere che Alberta diventi la prossima amante di suo marito, l'irrequieto quartetto si trasferisce su un'isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata...

mercoledì 28 agosto 2019

Gocce d'inchiostro: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine - Ransom Riggs

Per molto tempo non volli continuare la lettura di questa saga. Ma alla fine, a distanza di parecchi anni dalla lettura del primo e unico volume che possiedo nella mia libreria, ho accettato di seguire le vicende del coraggioso Jacob poiché la sua triste storia di passioni e ricordi sopiti dal tempo ha qui una sua importanza simbolica. Si spostarono immediatamente nei miei pensieri. Questa nuova esperienza, dunque, ha generato un divertimento maggiore di quanto mi ero aspettata, poichè la curiosità di Jacob è stata davvero contagiosa, dopo peripezie inaudite nei più lontani e reconditi luoghi dell'America. Vi ho fatto ritorno, e presto proseguiró sino al memorabile epilogo.






Titolo: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
Autore: Ransom Riggs
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: 14 €
N° di pagine: 396
Trama: Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d'altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l'oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all'orrore della Seconda guerra mondiale. 
Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d'epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? 

lunedì 26 agosto 2019

Gocce d'inchiostro: Lamento di Portnoy - Philip Roth

Questo romanzo fu scritto in un periodo in cui la scrittura di Philip Roth non era ancora in piena maturazione e anche se io l’ho letto tardi, dopo cioè aver letto opere più mature come La macchia umana e Pastorale americana, non ho avuto ne riscontrato alcuna difficoltà ad adeguarmi alle novità degli eventi. La mia prima sensazione, che non si attenuò nemmeno quando emersi nell’afoso pomeriggio di fine agosto, fu quella di essere stata ingannata. Lamento di Portnoy sembrava uno scherzo della natura, un poema folle e sadico in cui il protagonista, nemesi dello stesso Roth, è un superuomo che dovette combattere innumerevoli battaglie, ingiustizie, egemonie pur di conquistare l’intero universo. Perlomeno, una buona parte. Philip Roth non mi ha permesso di dubitarne nemmeno un secondo. E la lettura di questo ennesimo straordinario ritratto umano ne è un meraviglioso esempio; le mie sensazioni non si attenuarono nemmeno quando vidi, con i miei stessi occhi, Alex Portnoy in “pericolo”.
Il sesso come “arma” a doppio taglio, la perversione, la cattiveria, la brutalità di certe azioni fino a renderlo ridicolo, fattori che mi ero immaginata e che in un certo senso mi aspettavo per essere usati e rivendicati.
Questo è un altro tassello che compone la produzione rothiana, ed più leggo questi ritratti brutali più mi convinco del suo strabiliante potere nell’aver rovesciato e scombussolato completamente il mio animo.
Le viscere si srotolano, si riducono in minuscoli frammenti. L’anima tartassata da infamie e ribellioni che sono un fondamento per l’anima, un modo per sfoderare alle convenzioni del secolo, al bigottismo, evasioni di massa che influenzeranno la cultura e, forse, la medesima società.

Titolo: Lamento di Portnoy
Autore: Philip Roth
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 220
Trama: Alex Portnoy ha trentatrè anni ed è commissario aggiunto della Commissione per lo sviluppo delle risorse umane del Comune di New York. Nel lavoro è abile, intransigente, stimato. Il libro riporta il monologo di Alex che, dal’analista ripercorre la sua vita per capire perché è travolto dai desideri che ripugnano alla “mia coscienza e da una coscienza che ripugna ai miei desideri”.

sabato 24 agosto 2019

Gocce d'inchiostro: L'avversario - Emmanuel Carrère

La sensazione immediata fu quella di soffocamento. Una morsa attanagliante, strangolatrice aspettava calma, nel momento in cui mi accorsi di questo ennesimo sconcertante romanzo che come un lampo di furia si abbattè su di me e sulla mia anima. Mai prima di ora, a eccezione delle opere di questo autore, una storia fosse riuscita a non nascondere la sua crudele essenza, il suo continuo essere brutale, credendo forse un lettore ignaro e ingenuo di poterne uscire illeso, non destabilizzato, dietro innumerevoli scenate.
L’avversario, esattamente come i precedenti romanzi carrèriani, è colmo di cinismo, crudeltà, follia, e non nasconde nemmeno il tentativo di non voler guadagnarsi il perdono, la comprensione altrui, per gli imperdonabili crimini commessi. La perdita di una persona amata, ci viene sbattuta in faccia con forza, impetuosità, con un bagaglio di vite che sono rigorosamente ricoperte di menzogne e avversità. Dottrine, sprazzi di pensieri che sono esplicate dalla figura stessa dei personaggi, così imperscrutabili, magnetici, enigmatici, affetti quasi sempre da malattie incurabili che non portano alcuna vergogna. Alcuna conseguenza morale.
Alla fine, era giunta anche la mia ora. Dovevo leggere questo romanzo, e mediante un viaggio a ritroso nel tempo ho visto e osservato le vicende di questo folle omicida non facendo nient’altro che leggere. Trascinata alla deriva, col cuore frantumato in minuscoli pezzettini.
Titolo: L’avversario
Autore: Emmanuel Carrère
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 169
Trama: << Il 9 gennaio 1993 Jean Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, maq invano. L’inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient’altro. Da diciotto anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone di cui non sarebbe riuscito a sopportare lo sguardo. E’ stato  condannato all'ergastolo. >>

venerdì 23 agosto 2019

Amori di carta: Edward Carey

Quando un romanzo, una saga acquista una certa consistenza, una certa importanza, il mio animo di lettrice riesce a vedere come, effettivamente, il suo autore, la sua creatrice, fossero gli artefici di un incerto e ambiguo destino. Una manciata di romanzi dopo, che siano una decina o una terzina non importa, giudico come se tali romanzi valgono o meno nell'essere ricordati, chiamati, evocati quando più mi piace, in qualunque momento della giornata, solo perché hanno lasciato una traccia del loro passaggio che non può non essere rievocato. In questo caldo e afoso mese di agosto, Edward Carey aveva insistentemente bussato alla mia porta col desiderio imprescindibile di essere evocato, citato, qui, nel mio piccolo salotto virtuale. E cristallizzandosi con la lettura del terzo volume degli Iremonger, presentarvelo adesso pareva il risultato ottenuto dopo aver bevuto avidamente i suoi libri che impressionatamente avevano emesso un battito.

Allora la cosa mi è sembrata divertente, coinvolgente, buttare giù due parole, sfoggiando un discreto bagaglio di informazioni al riguardo. 
La prosa careyana è piuttosto semplice e veloce. Affonda come una lama con stupefacente facilità, nell'anima di chi legge, obbligando noi, povere e ignare creature a proferire un acuto gemito che riverberà fra le pareti di casa nostra, fra quelle fragili delle nostre membra, aprendo una nuova finestra su un tipo di letteratura perlopiù giovanile che conferisce una certa idea sull'importanza che hanno le cose. Sul modo per cui l'individuo le conserva, soprattutto nel momento in cui le lascia andare.
E di cose perdute e poi ritrovate, di oggetti che possiedono una loro anima, sono il tema principale della saga degli Iremonger che, sebbene la semplicità del tema trattato, hanno e costituiscono una certa forza sofisticata e bella di continuare a correre pur di ottenere la libertà, evadere da un mondo sempre uguale a sé stesso. 
Senza dunque il principio fondamentale di questo concetto, non penso che sarei rimasta così ammaliata da questa piccola grande favola inglese, ambientata in una Londra ombrosa e fuligginosa, sul finire del XIX secolo. 
Quei mostri in apparenza invincibili non terrorizzano ne sono portatori di incubi o malvagità, ma la loro è una presenza costante che presto o tardi raggiungerà chiunque, tramortendo con la loro imperscrutabile presenza.
Rassegnati a doverli contrastare, Clod, la sua amata Lucy, e gli appartenenti a una famiglia dall'aspetto malaticcio, insano, spaventosamente bizzarro, cammineranno insieme verso di essi con un paio di oggetti che prima erano persone appesi come iane di un grande albero, imprigionati per sempre. 
Edward Carey ha dipinto a questo proposito una favola che profuma di vecchio, contemplando e valutando le possibilità di usare gli oggetti come unica salvezza di vita. Senza innescare o propinare ai suoi personaggi gesti eroici o disperati dal momento che non c'è la presenza di alcuna entità malvagia impossibile da contrastare. Piuttosto ideando uno spettacolo particolare, bellissimo che è andato in scena sin dal primo atto senza particolari rumori o attenzioni, nell'intimità di un cimelio di famiglia dimenticato.