Di classici non ne riesco ad avere mai
abbastanza. Poco più di un centinaio di libri, le mie strapiene librerie
contano un numero non indifferente di romanzi di letteratura classica, e quella
di cui vi parlerò quest’oggi è un tipo di storia – che rientra sempre nell’ambito
classico -, che mi aiutò a conoscere maggiormente il suo autore, ospitandolo
fra le mura del mio santuario magico, gruppi di anime che hanno una luce
interiore purissima, ardente ma con la perenne prospettiva di far presa sulla
vita, catturarla nella sua comprensione, ma dilaniati da un vuoto interiore che
li proietta in una condizione quasi denigratoria. Forse sarebbe stato meglio
che l’anima fosse in netta contrapposizione con l’ambiente circostante, che la
povertà e la miseria non fossero rinnegate, la grandezza dell’uomo che
dipendeva esclusivamente dal compito assegnato e dal suo modus operandi nel
realizzarlo. Niente che non avessi già visto, ma il tutto immerso in un’atmosfera
la cui aria era satura di innescamenti d’azione, intenti che dovrebbero
condurre alla felicità o modificare qualcosa, in cui il rapporto fra uomo e
natura è indirizzato prevalentemente al cambiamento o alla distruzione. All’ombrosità
o all’oscurità. Sopra l’iridescenza della coscienza avrebbero vorticato
violente pressioni del mondo esterno, scevra da qualunque forma di
annientamento, sciatteria e insulsaggine.
Titolo: Donne innamorate
Autore: David H. Lawrence
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 704
Trama: In questo romanzo, pubblicato nel 1920 e concepito idealmente come seguito de "L'arcobaleno" (1915), Lawrence esplora, avvalendosi di una trama esile e pretestuosa ma anche di un'estrema dilatazione e intensificazione dei dialoghi, le più diverse implicazioni dei rapporti tra i due sessi, l'assurdità delle convenzioni sociali che vorrebbero delimitarne le possibilità e i modi, il tormento dell'eterno conflitto tra istinto e intelletto, tra sensualità e ragione, sullo sfondo della società industriale inglese del primo Novecento. L'abbandono della tradizione narrativa ottocentesca, del romanzo "ben costruito" in virtù di uno sviluppo regolare della storia e dell'aderenza realistica ai fatti, è definitivo: la struttura di "Donne innamorate" è accidentata, spezzata, apparentemente incoerente e segna l'inizio di una significazione espressionistica e simbolica tipicamente novecentesca.
Autore: David H. Lawrence
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 704
Trama: In questo romanzo, pubblicato nel 1920 e concepito idealmente come seguito de "L'arcobaleno" (1915), Lawrence esplora, avvalendosi di una trama esile e pretestuosa ma anche di un'estrema dilatazione e intensificazione dei dialoghi, le più diverse implicazioni dei rapporti tra i due sessi, l'assurdità delle convenzioni sociali che vorrebbero delimitarne le possibilità e i modi, il tormento dell'eterno conflitto tra istinto e intelletto, tra sensualità e ragione, sullo sfondo della società industriale inglese del primo Novecento. L'abbandono della tradizione narrativa ottocentesca, del romanzo "ben costruito" in virtù di uno sviluppo regolare della storia e dell'aderenza realistica ai fatti, è definitivo: la struttura di "Donne innamorate" è accidentata, spezzata, apparentemente incoerente e segna l'inizio di una significazione espressionistica e simbolica tipicamente novecentesca.

