Mi attendeva l'emozione della scrittura immediata, scattante come una stilettata, il divertimento di leggere ed accogliere nel mio cantuccio personale Elizabeth Strout, di farmi un'idea del suo essere scrittrice e donna che sarebbe sicuramente scesa a patti con gli incauti sussulti del mio cuore, che se avrebbero risposto alla sua autrice nell'osservare questo squarcio nel mondo, mi avrebbero aspettato altre vecchie sensazioni come il dolore di ferite ancora aperte, la vista di figure che si sono tenute per mano, animate da un'esitante meraviglia, beati quasi della morte. In una posizione di precario coinvolgimento, non vedevo l'ora di sapere come l'autrice avesse districato una matassa di cui non se ne conosce l'inizio ne la fine, ma che per me sono fonte di inestimabile fascino. Rispettano e rispondono alla mia anima, ai miei bisogni, tramutano qualunque forma di incertezza in fabbisogno che mediante un processo quasi catartico, ti immergono in uno stato di fascino e oblio. La vita umana è delicata come lo scampolo di un vestito, tagliuzzato capricciosamente da momenti di egoismo. In un quadro prettamente realistico e raffinato, che ha aperto una porta su un mondo straordinario e bellissimo in cui confido di poterci tornare.
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domenica, gennaio 17, 2021
Gocce d'inchiostro: Amy e Isabelle - Elisabeth Strout
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