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mercoledì, luglio 20, 2022

Slanci del cuore: i miei fantasy preferiti 2°

Nella mia carriera di lettrice, in anni e anni di letture che nel consueto giro di un mattino fortuito, giungono nel tuo cerchio personale e ti stravolgono completamente. Si parla quasi sempre di classici, di narrativa contemporanea, ma questo blog è anche costellato da romanzi fantasy che hanno funto da consulto nei momenti di maggiore importanza. Sono insorti in momenti in cui meno me lo sarei aspettata, inducendomi a vedere quell’opera o quel romanzo sotto una luce completamente diversa. Con il miglioramento e l’affinarsi dei miei gusti, un numero discreto di opere hanno valicato i cieli celesti dell’iperuranio. Hanno affrontato momenti in cui la mia anima si beava di certe cose, e si levava felice nell’Etere.
Ed ecco che entusiasta di farne parte, vi mostro quei romanzi fantasy che meriterebbero di essere letti, almeno una volta nella vita.



Un fantasy epico per adulti costruito mediante aspetti che esplicano un unico assetto: esplicare la sofferenza. Evidenzia come, mediante una sequela di errori, l’individuo è soggetto a scontri e raziocini vari, e che lo rendono atipico e particolare non quanto per la storia in sé tanto per la costruzione storica. Il suo essere originale, in mezzo a carcasse di guerrieri morti in battaglia, innumerevoli dettagli che richiamano la tradizione cinese scritti in maniera alquanto realistica e attenta che hanno un’importanza simbolica e non metaforica.

Titolo: Lei che divenne il sole
Autore: Shelley Parker Chan
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 408
Trama: Una piana polverosa, un villaggio tormentato dalla siccità, un indovino. È così che due bambini apprendono il loro fato: per maschio si prepara un futuro di eccellenza; per la femmina, nulla. Ma nella Cina del 1345, che soggiace irrequieta al gioco della dominazione mongola, l’unica “eccellenza” che i contadini possono immaginare è negli antichi racconti e il vecchio Zhu non sa proprio come suo figlio, Chongba, potrà avere successo. Viceversa, la sorte della figlia, per quanto intelligente e capace, non stupisce nessuno. Quando un’incursione di banditi devasta la loro casa e li rende orfani, però, è Chonaba che si arrende alla disperazione e muore. La sorella decide invece di combattere contro il suo destino: assume l’identità del fratello e inizia il suo viaggio, in una terra in cui si è accesa la fiamma della rivolta. Riuscirà a sfuggire a ciò che è scritto nelle stelle? Potrà rivendicare per sé la grandezza promessa al fratello e sollevarsi oltre i suoi stessi sogni?

sabato, novembre 13, 2021

Slanci del cuore: i miei fantasy preferiti

Arrivo in svariati porti, in letteratura, su coste in cui vi scopro altoparlanti di bordo che a tutto volume trasmettono qualche malinconica canzone, o vecchie navi arrugginite che battono sbiadite bandiere di autori o romanzi mai sentiti; tutte venute a caricare la grande, immensa ricchezza di un vasto repertorio di immagini che ci riserva.
Di fantasy, le mie strapiene librerie contano poche opere a tema. Le prime impressioni di una volta non coincidono più con quelle attuali, e parecchi romanzi di questo genere, durante il corso della mia vita, sono passate ad altre mani. A lettori più esperti di me, che sicuramente faranno miglior uso.

I miei gusti, le mie tendenze letterarie, tuttavia non mi impediscono a disdegnare o dimostrare con fatti che questo tipo di romanzi non sia più alla mia altezza. Il contrario è molto più semplice, ma anche meno interessante. Non vale questo anche come giustificazione?
Ma essendo che nessuno mi ha avvisato, nel mio quotidiano ci sono stati momenti in cui mi sono imbattuta nella lettura di romanzi che in un modo o nell’altro hanno lasciato un segno del loro passaggio. Checchè essi provengano dalla campagna, dal ghetto o da mondi magici, vi misi piede un giorno e non volsi mai più andarmene. E parlando di fantasy, per l’appunto, questi sono quelli il cui ricordo serbo gelosamente. Quelli che, in un primo momento, mi ci sono approcciata con un certo disagio, un certo diniego, poi hanno predetto felicità, godimento, gioia e svago.


Non ho potuto fare a meno di non tessere le lodi a questo abile poeta dell’anima che, seppur in maniera alquanto semplice, ti costringe a insegnare a tenersi stretti ogni cosa. Qualunque forma o significato essi abbiano. Godendo così del favore di sentirli e avvertirli come tuoi, allontanando gran parte dell’antica negligenza che domina Heap House da secoli e secoli.

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