I primi giorni di aprile si aprirono su uno scenario particolare, strambo, che mi indusse a compiere un gesto che francamente non avevo mai compiuto. Stilare una TBR. Sono giunta alla conclusione, ora che è trascorso un certo lasso di tempo da quant’è che ho pubblicato questo post, che quello del programmare le letture è una modalità di approccio che ti allontanano dalla routine, dalla monotonia in generale, approfittano del nostro poco tempo libero a disposizione per sopraffarci da ciò che è più giusto leggere o meno. Un tempo non ci pensavo due volte ad ascoltare la voce del mio cuore; ora, la penso diversamente. Credo che le TBR siano delle buone programmazioni di letture, per chi vive giornate intense e anela a scovare qualcosa che possa non deluderlo.
1)
Libro popolare che è stato amato da
molti, ma che non ti attrae
Questa
saga narra di un mondo fantasy di cui molti lettori desidererebbero voler viverci. Tolkien,
tuttavia, non mi ha mai attirato. E la sua immancabile assenza credo che sia
una risposta a quel naturale desiderio di non voler averci niente a che fare. Un
pregiudizio che, mi rendo conto, un giorno, forse, mi pentirò anche solo di
aver formulato J


