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martedì, giugno 25, 2019

Gocce d'inchiostro: Le sette morti di Evelyn Hardcastle - Stuart Turton

La mia strada e quella di Turton passavano vicine ma distanti, con poco sentimento, poca intensa felicità sino a qualche settimana fa, ma dal momento in cui ho desiderato liquidare l'ardente desiderio di riconoscere in Le sette morti di Evelyn Hardcale il capolavoro che molti osannano, non ho potuto evitare di fare allo stesso modo e immergermi in un epoca che non è più la nostra, ma dalle predisposizioni già poco soddisfacenti.
Ebbene, per rendere questi miei dubbi fondate certezze, ho lasciato le spiagge assolate descritte magnificamente dalla Haward per scendere lungo i pendii sconnessi di una collina in cui è situata una vecchia e antica tenuta, da cui si inerpicano le vicende di questa povera vittima. Lo scenario descritto, non c’è che dire, è effettivamente magnifico. Richiama perfettamente gli antichi romanzi ottocenteschi austeniani o leviani e questo ha garantito un elemento concreto: lo scenario di cui molti lettori si sono invaghiti è stato incredibile. Ma, più in là, dopo la splendida tenuta, lo stile semplice e diretto, un giardino incolto che è stato lo scenario di un brutale assassinio, l’entusiasmo con cui ho accolto questo romanzo, dopo un centinaio di pagine, è andato ad affievolirsi. Emotivamente parlando, troppo freddo e calcolato per i miei gusti. Il fertile terreno di un’indagine scrupolosa e attenta che disgraziatamente per me si è trasformato in fango e gelo. Il fattore conseguì una trama studiata a tavolino, perfettamente artificiosa, in cui il sentimento o l’introspezione cozzano con un’aria maliziosa che l’autore innesca nello svolgimento di questa trama intricata. Se inizialmente l'avevo considerata appropriata per celare un mistero irrisolvibile, ben presto emerso come eccessivo, fariginoso, claustrofobico, quasi angosciante che non mi ha permesso di farmi sentire parte del gruppo. Parte integrante di questo teatrino, messo su da un amante dei gialli e di Agatha Christie, e che a me ha colpito in maniera alquanto diversa dalle mie supposizioni.



Titolo: Le sette morti di Evelyn Hardcastle
Autore: Stuart Turton
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 526
Trama: Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati del tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardc. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pine fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua s ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite indifferente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House…
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