Non credo che certe letture, se disastrose
e irripetibili, siano da considerare memorabili. Eppure ci sono stati momenti,
durante il mio percorso di lettrice, in cui mi sono imbattuta nella lettura di
romanzi, checchè essi siano fantasy o classici da cui ho riscontrato solo
effetti negativi. Così pare, così si evince da recensioni lunghe e chilometriche,
in cui il mio disappunto di non poter accettare l’ennesima infarinatura
letteraria è più forte di qualsiasi altro istinto. Fu così che, in buona fede o
meno, vengono spedite in un angolo remoto della mia coscienza. Qualunque cosa
gli si voglia, trasmettono sempre emozioni. È questa la cosa più importante. Ed
ecco che, consapevole di chi sto parlando, rievoco quelle letture che disgraziatamente
non hanno soddisfatto appieno il mio spirito. Sulle prime mi avevano ricordato
una finta città antropomorfica e straordinaria, rivelatesi poi nient’altro che
cittadelle in cui ho potuto si perdermi ma anche desiderato di fuggire, il
prima possibile.
Autore: Scott Lynch
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 612
Trama: Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi.


