Mediante lettura vivo innumerevoli avventure. Metto in pratica, in una manciata di ore, di giorni o settimane, idee, nozioni, segreti che possono sconvolgere il nostro universo personale, ma sconvolgere nel senso come stravolgono, perchè è destino che certe storie si amalgamano completamente al nostro spirito quasi come una seconda pelle. Esistono storie, tuttavia, che sono quasi un balsamo per qualunque malanno. Causano effetti che a lungo possono squarciare quella quiete di certezze, senza contare i danni prodotti nella nostra mente. Certe storie, negli anni, ho imparato a considerarle nocive ma necessarie. Essenziali per il nostro bagaglio culturale, o semplici racconti che leniscono il nostro spirito. Tutto ciò che assimiliamo subisce un mutamento e i libri di cui vi farò cenno quest’oggi fanno parte di un processo che ha a che fare con la guarigione. Una vera e propria medicina contro gli assalti esterni del mondo.
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Carlos Ruiz Zafon: ho una leggera dipendenza e nessun antidoto è mai riuscito a curarmi. In pagine di memoria che sono state scritte col sangue, ho visto uomini soli e contriti, e resi poco sensibili, trascinarmi in un gioco di luci e ombre, sino a quando non hanno esalato l'ultimo respiro. Facendoli fuggire nell'unico luogo dove né il cielo né l'inferno potranno mai trovarli. Perdendomi completamente: imboccando una strada, senza trovare alcuna via d'uscita.
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: € 13
N° di pagine: 439
Trama: “Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.”







