lunedì, marzo 10, 2025

Uno squarcio sull'anima: abitudini letterarie 1

Le azioni ripetute, i gesti spontanei e meccanici, le cosiddette abitudini, sono parte integrante della mia vita. Senza alcuno sforzo, fanno parte di questo harem segreto, a volte incomprensibile, di lettere e parole, il cui impegno nei loro riguardi è automatico, spontaneo come respirare. Si, perchè da lettrice organizzata ed equilibrata, quando mi chiedono quale sia il segreto del mio successo, rispondo: << Le abituni. >>. Perchè posso fare tante cose, organizzare il tempo, le letture, la vita, in generale, persino barricarsi dietro ad ogni imprevisto, perché anima abitudinaria che ama sguazzare in questa piccola panacea, in questo isolotto in cui posso essere me stessa. Ed è mediante queste abitudini che, nel caso della lettura, posso concentrarmi, ascoltare ed osservare bene, pur di comprendere il mondo che si dibatteva con la mia coscienza. E, affinché i pensieri restino tali, senza la necessità di tradurli in suoni, con queste parole, questo post, il primo di una serie a dire il vero, vi mostrerò quali sono le mie abitudini. Quelle che mi rendono produttiva, consumatrice e soprattutto contenta della piccola vita che, nel tempo, ho potuto costruirmi.

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Al mattino, amo alzarmi presto, per dedicare almeno mezz'ora di tempo alla lettura.

sabato, marzo 08, 2025

Gocce d'inchiostro: Don Chisciotte della Mancia - Miguel De Chervantes

Ho vissuto nella Spagna del 1400 per un lasso di tempo, meno ridotto di quel che credevo, in cui mi diedi una missione: quella di ricostruire la memoria religiosa di un uomo la cui figura era molto più vicina a quella del mito che all’immagine sacra, tentando di anticipare quelle forme di dogmatismo che erano radicate nella possibilità di accarezzare l’idea, creare una riforma indigena popolare non contraffatta da sacrestia ma da forme di integrazione religiosa. In compagnia di un uomo denominato come Il Cavaliere della Triste Figura, mediante cui intrapresi un viaggio, manifesta la volontà dell’originalità, della creazione, la realizzazione alla morale utilitarista e convenzionale borghese, paradigma di ambiguità e pura volontà. Desideroso di adempiere a dei ruoli di cui tuttavia non attecchiscono la sua anima in quanto evanescenti e invisibili.. Qualunque parola o sillaba emessa per tentare di concepire una specie di pensiero, una frase sensata che conferisca un’idea di esperienza di lettura, come questa, specie ora che il cozzare di spade e lancia è cessato, non credo possa sopravvivere al ricordo, all’incarnazione di un uomo, nella drammatica circostanza della guerra civile. Eppure, come qualche mese fa accadde con la Recherche, ora medesima cosa avviene con un testo, un romanzo epico e cavalleresco che in un modo o nell’altro ci condanna a vivere ed osservare convertita la sua integrità di eroe tragico ambivalentemente, continuamente screditato ed identificato in forme di fantasia e sogno o irrealtà in cui tenta di inventare se stesso, rassegnandosi ad un destino a cui risponde con un certo slancio ideale. Quello del viaggio amalgamato alla tragicità e all’ironia che spesso tende a mostrarci il contrario di ciò che si comprende o capisce, coprendo di ridicolo ogni forma esistenziale, riducendo il molteplice all’identico e al pensiero razionale.

Titolo: Don Chisciotte della Mancia

Autore: Miguel De Chervantes

Casa editrice: Bur

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 1311

Trama: "Qui vivono maestro Nicola, barbiere, e Pietro Pérez, curato, don Chisciotte e Sancio Panza, Ronzinante e Dulcinea del Toboso, il baccelliere Sansone Carrasco e Ginesio di Passamonte, l'arguta Dorotea e don Fernando, qui c'è la grotta di Montesinos e c'è Cervantes fra mille avventure e luoghi fantastici, poi ci sei tu, lettore, primo personaggio del libro, tu che in queste terre di pagine e parole, appena entri, prendi il nome di Alonso Quijano:" (Gian Luca Favetto".

giovedì, marzo 06, 2025

Le TBR: richiami dell'anima 47°

Capita spesso che i giorni, le settimane, volano, senza rendercene conto, e come i libri da leggere - anziché ridursi - aumentano a dismisura. Com’è possibile?!? Il problema, perlomeno per me, è che tento di concentrare in una manciata di trenta giorni, un numero a dir poco moderato di letture che in un mese solo, come una medicina palliativa, dovrebbe curare i mali provocati dal quotidiano. Del resto, quando si apre un libro, si tenta di curare, prendersi cura, irrimediabilmente, della nostra anima. E ciò che ne deriva sono effetti un pò più forti di quel che crediamo: il desiderio di assumere un numero spropositato di farmaci, ci fa perdere la lucidità, la ragione. E, se non ponderati, rischiamo di esserne intossicati. Drogati e assuefatti di storie, suoni e parole… Se non, addirittura, faccia a faccia dinanzi alla morte.Ma questa, a mio avviso, è una delle più belle << malattie >> possa esistere in natura: porre attenzione o cura, irrimediabilmente, agli incauti sussulti di un cuore ancora troppo giovane, quale effetto nocivo può donare? Beh, un effetto forse c’è: quello relativo alla sua durata. Come ogni cosa, anche certe medicine hanno una sua durata, un suo inizio e una sua fine, e se il loro effetto lo si tenta di preservare come in una bolla, una bolla personalissima, cosa fare se non tentare di protrarre il loro effetto, la loro efficacia? Questa ennesima tbr, espugna tutto questo. L’ennesimo tentativo di porre dei rimedi alla nostra esistenza, mediante viaggi da poltrona che non colmano il cuore di una melodia tutta loro, ma, persino lo spirito.

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Il cuore pulsante di questo blog nonché una delle saghe più belle che denoti il mio amore per i libri e la letteratura.

La Funke ha emesso un suono, quando ero bambina, ed io l’ho seguita per tutti questi anni. Le sue storie sono dediche ad un pubblico giovane, ma radicate nell’immaginazione di chiunque ama immergersi nell’arte intrinseca fra suoni, voci e parole.

Titolo: La trilogia del Mondo d'Inchiostro

Autore: Cornelia Funke

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 24 €

N° di pagine: 1224

Trama: Meggie ama i libri. E ama moltissimo anche il padre Mo, che però rifiuta di leggerli a voce alta. Se lo facesse, infatti, porterebbe la vita nei libri e i personaggi dei libri alla vita. In una notte crudele lesse "Cuore d'inchiostro" e un malvagio signore dal cuore nero, Capricorno, si liberò dai lacci delle parole per materializzarsi nel suo salotto. In quell'attimo fatale accadde anche qualcosa di più grave: la moglie di Mo scomparve per sempre tra le pagine del libro. E ora il perfido Capricorno cerca Mo per piegare i suoi poteri a perfidi scopi …

martedì, marzo 04, 2025

Gocce d'inchiostro: Il risveglio - Kate Chopin

Questo romanzo, quasi dimenticato, di Kate Chopin, non dice niente di nuovo da ciò che si aspetterebbe di leggere da un classico, ma si pose esattamente com’è: una melodia breve, struggente, in chiave minore, che esprime una rassegnazione senza speranza in cui si scorgono suoni di drammaticità e solitudine. Così approdò questo bel romanzo, nel mio cantuccio personale. Mi fu proposta l’idea di leggerlo colmando così una delle mie tante lacune letterarie, ed io che ero ancora indecisa su quale romanzo approcciarmi come inizio del nuovo anno pensai che fosse il momento più adatto. La misteriosa Kate Chopin divulgò particolari aspetti di vita quotidina, che galleggiano in un profondo stato di malinconia che nuoce persino alla tranquillità e all’equilibrio, non mi avrebbe sorpreso per i temi in sé piuttosto per come è strutturato perché Il risveglio non può considerarsi come un film innovativo ma già visto, che finisce però per collocarsi in quel filone letterario che conferisce svariati obiettivi sul conformismo dell’esistenza esteriore, l’interrogarsi di quello interiore. Affannandosi a cercare la quiete nella bellezza, affinchè lo stato d’animo si rilassi.

 


Titolo: Il risveglio
Autore: Kate Chopin
Casa editrice: Nova Delphi
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 240
Trama: Edna Pontellier, moglie di un uomo d’affari di New Orleans e madre di due figli, si rende conto di quanto la sua vita sia schiava delle apparenze. Inizia così un cammino personale di risveglio fisico e spirituale, che la porterò a sfidare i ruoli imposti e a ricercare nel mondo quel profondo senso di libertà cui anela. 

domenica, marzo 02, 2025

Romanzi su misura: Febbraio

Mi ci vollero una manciata di ore, se non di giorni, per prendere consapevolezza di come anche questo secondo mese, a dispetto del primo, fosse volato: la brevità del secondo mese dell’anno destabilizza e sorprende, e il tempo per sedersi alla scrivania e riporre anche solo queste poche righe sembra non necessario. Ameno o estraneo a quei conflitti in cui il cuore o la coscienza dovettero prendere atto o surclassare, pur di abbattere qualunque regressione esterna. Di letture di rispetto - inaspettatamente e per fortuna - questo mese sono state numerose e incontrovertibili, poiché i loro autori e il bagaglio di emozioni riscontrate erano miste a una sempre meno celata curiosità che la lettura istiga nel mio cuore, giorno dopo giorno. E a voler farne i conti, sono poi le emozioni. Cosa se ne ricava da un numero così spropositato di letture? C’è in palio qualche premio a cui inevitabilmente aspiriamo? No, affatto, quanto una << predisposizione >>, che, affinata nel tempo, è divenuta incontrovertibile allo spirito. Plasmato alla nostra identità, divenuto forma di vita necessaria ed esigente a cui, presto o tardi, dovremmo farne i conti.

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Romanzi su misura in digitale:

Non mi sono state impartite lezioni di fondamentale importanza. Solo esplicare forme espressive mediante cui ci si nasconde o protegge dal prossimo, dal Male assoluto, in cui la lotta inesorabile per la sopravvivenza trascina dalla morsa dell’incubo, mette in risalto il labile confine fra ciò che è necessario e libero arbitrio, memorizzando ogni loro mossa quasi un pulsante si azionasse dentro di me, trasformandosi in una presenza corporea.

Valutazione d’inchiostro: 5

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