
Proseguendo il mio
percorso letterario del mese, viaggiando da un posto a un altro, da un luogo ad
un altro, avevo visto il dietro di una macchina vecchia ma ancora scintillante
parcheggiata nel bel mezzo di una strada di campagna che nell’insieme
richiamava l’’America e i primi anni del 900. La macchina in effetti era stata
disposta al centro di questa strada perché il suo guidatore, un certo Shadow,
era appena stato congedato dal lunghissimo periodo in carcere, e fermo lì,
immerso nei suoi pensieri, speranzoso che quello che sarebbe giunto sarebbe
stato un oasi di pace, di ordine, di pulizie, a dispetto di ciò che la vita gli
aveva riservato sino a quel momento. È un contrasto che non gode propriamente
con l’idea dell’autore di ritrarre un America dominata dalle tenebre e dal
sudiciume, lontana dal tempo e dallo spazio, dove regna la penombra e il buio.
Shadow infatti, dovrà fare presto i conti con la realtà. Scabrosa e
terrificante. E il suo autore ci induce a seguirlo, consapevole che si trattava
di un viaggio di cui non sapevo da come ne sarei uscita. Questo viaggio l’ho
intrapreso a metà di questo mese caldo e intenso, ma ciò da cui ho ricavato è
stato un forte senso di smarrimento, perplessità, schiacciata dal peso di una
realtà soffoconte e dal quale è impossibile uscirne. Ci si affanna a
comprendere la netta dicotomia fra uomo e superuomo, in cui l’essere umano si
crede supremo e infinito, sedendo al confine delle nostre capacità intellettive
nel momento in cui baluginano idee o qualcosa che ha a che fare con la
transizione. Il reale cozza dunque col fantastico, cosa avrei dunque dovuto
aspettarmi da tutto ciò? Sicuramente non una storia tendenzialmente scarna di emozioni,
sentimenti che anelano ad essere evidenziati, ma ricco di dettagli talvolta inutili
che non lasciano spazio alle battaglie interiori del protagonista. Shadow, infatti,
a tal proposito mi è sembrato inavvicinabile, e la sua storia quell’isola magica
di cui io disgraziatamente ho visto poco di questa magia. Non quindi il miglior
romanzo fantasy che mi sarei aspettata di leggere, ma un opera che scandaglia i
limiti del possibile di cui Shadow è colui che avrebbe dovuto ristabilire gli elementi.
Scoprendo se stesso e il mondo circostante.
Titolo:
American Gods
Autore:
Neil Gaiman
Casa
editrice: Oscar Vault
Prezzo:
28, 50 €
N°
di pagine: 523
Trama:
Dopo tre anni di prigione Shadow sta per tornare in libertà quando viene a sapere
della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull’aereo che lo
riporta a casa l’uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico,
Mister Wednesday; Shadow accetta, ma gli servirà ancora qualche tempo per scoprire
chi sia in realtà il suo capo, chi siano i suoi compagni d’affari e chi i suoi concorrenti.