Certe letture sono necessarie,
non perché pongono temi, scelte, situazioni, elementi letterari che dovrebbero
far riflettere - l’amore per la patria, per la famiglia, l’istruzione, la
cultura, le guerre, i disordini politici e sociali -, semplicemente perché certe
letture consolidano la nostra identità. Le letture che mi hanno accompagnato
in questo periodo non mi hanno conferito delusioni o perplessità, poiché consapevoli
come nella maggior parte dei casi che riesco a comprendere i motivi per cui
attingo a certe scelte. Autori che silenziosamente reclamano la loro attenzione
da tanto tempo, la stabilità e l’interesse riservate a pagine che sono reduci
di salti temporali che inebetiscono, sbalordiscono, ammaliano, che ti saltano
alla gola e anelano ad avere ancor di più. I romanzi letti, questo romanzo che
ho letto, come piccole e invisibili creature si sono annidate nel mio cerchio
personale con la consapevolezza che tantissimi anni fa si fece leggere,
addossandosi malauguramente la nozione di lacuna letteraria da colmare meglio
in un tempo futuro. E per svariate ragioni, ho colmato la lacuna letteraria del
romanzo di Edmondo De Amicis consapevole che questo fosse il momento giusto. Vocazione
che mi ha letteralmente invaso, un pomeriggio di fine gennaio, dissoluto e
apparentemente indifeso ma ossessionato dal voler riporre l’amore per la
patria, la famiglia, l’istruzione come capacità di resistere. Senza farsi
intimidire, dal secolo rigoglioso, bellico che l’Italia visse in quel lasso di
tempo, mentre minima è stata la sua presa nella vita, nella mia, che tuttavia
non si è mostrata insoddisfatta, nemmeno per un istante, di questa lettura.
Titolo: Cuore
Autore: Edmondo De Amicis
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12,50 €
N° di pagine: 424
Trama: “Lo schietto amor patrio
vibra in quasi ogni pagina e l’amore per gli umili, per gli infelici, per
coloro che sono stati diseredati dalla società o dalla natura. Nell’Italia che
dopo la passione del Risorgimento viveva una vita grigia e borghese, Cuore
portò una fiamma di sentimento, un’ala di poesia, un grido di speranza verso
mete più alte e luminose”.

